Chi
pensa che la radioterapia o la chemioterapia siano delle valide terapie
mediche per combattere il tumore dovrebbero leggere a mio avviso
l'ottimo romanzo "Padiglione Cancro" scritto da Alexander Solzenicyn,
una persona coraggiosa (*) che visse in prima persona la difficile
esperienza di essere malato di tumore ed essere ricoverato per questo in
un reparto apposito.
Il
libro, senza pretendere di condannare o assolvere certe pratiche
mediche descrive in maniera realista qual era la situazione dei malati
di cancro in un periodo storico in cui dopo i primi entusiasmi per la
radioterapia si iniziavano a raccogliere i dati sempre più allarmanti
della cosiddetta "malattia da radiazioni", gli effetti colletarali del
bombardamento dei tumori con radiazioni di per sé cancerogene.
Il
libro descrive anche come i dottori cercano di tenere nascosta al
paziente la realtà consolidata di questi effetti collaterali della
terapia che fin troppo spesso eradica un tumore per farne crescere un
altro a distanza di tempo, o che distrugge il tumore assieme al corpo
che lo ospita.
Ecco un breve estratto del libro che lascia seri interrogativi sull'efficacia delle radioterapia:
Rabinovic
era un malato ambulatoriale che aveva già subito già più di duecento
applicazioni: le sopportava male ed ogni serie di dieci lo avvicinava,
come egli stesso diceva di sentire, non alla guarigione ma alla morte.
Lì dove viveva, in città, nella casa, non lo capiva nessuno (...)
Persino i suoi familiari si erano stancati di lui. E soltanto qui sul
terrazzino d’ingresso dell’ambulatorio oncologico, i malati stavano ore
intere ad ascoltarlo e simpatizzavano con lui. Loro potevano capire che
cosa si prova quando la mobile fontanella della gola si è irrigidita e
le cicatrici dei raggi si infittiscono in tutti i punti irradiati.
Molto
interessante è anche quanto viene "confessato" nel libro dal
protagonista, che riesce a trarre (almeno momentaneamente) giovamento
dalla radioterapia, cura che fa regredire quel tumore che gli rendeva
ormai la vita insopportabile: uno dei pochi malati che sembra rifiorire
dopo poche sedute di radioterapia visualizzava nella sua mente le
radiazioni che distruggevano le cellule tumorali ed al contempo
visualizzava i tappetini schermanti che venivano posti sul suo corpo
(per protegger ele zone da non irradiare) come delle potenti difese che
salvaguardavano le cellule sane. Insomma un tipico esempio di
visualizzazione positiva, una tecnica utilizzata da alcuni medici specie
dopo le scoperte recenti nel campo della
Psico-Neuro-Immunologia. Il potere della mente sul corpo è un fatto reale e documentato
Ma se leggiamo fino in fondo il libro scopriamo che quel malato (che è
poi il protagonista del libro) oltre ad affidarsi alla radioterapia (che
alla fine lo lascia esangue e stremato) ha utilizzato anche degli
estratti di erbe di nascosto dai dottori. I medici, oltre a vietargli
l'uso di queste sostanze lo sottopongono ad una "terapia ormonale
inversa" (somministrazione di ormoni dell'altro sesso) la cui efficacia
anti-tumorale non è mai stata suffragata da alcuna seria
sperimentazione, e che ha come effetto collaterale quello di rendere
impotenti e/o inibire il desiderio sessuale; quasi una castrazione
chimica insomma, una sterilizzazione forzata.
Da notare che Solzenicyn viene ricordato come un malato "guarito miracolosamente dal cancro"
e
che egli ha visssuto l'esperienza dei campi di concentramento e del
confino; sarà una coincidenza il fatto che protagonista del suo libro
Padiglione cancro è un ex detenuto politico finito al confino? Forse
anche Solzenicyn stesso deve la sua guarigione all'utilizzo di qualche
trattamento fito-terapeutico naturale?
Personalmente ho visto fin troppe persone intorno a me morire in seguito
al cieco affidamento alla chemioterapia, alla radioterapia ed alla
chirurgia oncologica, tutti trattamenti che non affrontano la radice del
male ma che cercano di rimuovere i sintomi al costo di un notevole
indebolimento del malato (per cui anche quando il cancro primario viene
sconfitto, spesso il malato sopravvive di poco alla sua guarigione) così
come conosco molte persone guarite da malattie considerate incurabili
grazie al ricorso alla medicina naturale (riequilibrio
metabolico-nutrizionale, cure naturali basate sugli estratti di piante,
riequilibrio dell'energia dei meridiani, uso consapevole del respiro ed
esercizi di respirazione).
A riguardo della nocività della Chemio-Terapia e della Radio-Terapia consiglio il
documentato studio del dottor Nacci.
Se pensate di sottoporvi a queste terapie almeno provate a sentire due
campane, sottoponete questo scritto alla lettura del vostro medico
curante, ed informatevi sulle
cure naturali per il
cancro.
Personalmente come indirizzi di cura e prevenzione naturale di moltissime malattie ritengo interessanti soprattutto l'approccio nutrizionista del dottor Ferenc Holecz
(dosaggio di cereali e verdure in pari quantità nella preparazione dei
cibi, cottura dei cereali integrali solo previa tostatura in pentola per
tre minuti, consumo di farina solo appena macinata, pratica quotidiana
di esercizi di respirazione) e l'approccio igienistico della dieta vegana tendenzialmente crudista di Valdo Vaccaro. Il dottor Holecz opera al centro Macrocosmo di Lugano per contattare il quale potete rivolgervi a questo link.
Se vi interessano gli studi sulle terapie anticancro del già citato dottor Nacci, eccovi un link; in particolare potete leggere il suo libro Mille piante per guarire dal cancro senza chemio. Altre informazioni sulle terapie naturali sono presenti sul sito procaduceo.
Ognuno poi valuti serenamente le varie terapie possibili con l'ausilio del medico curante o di altro specialista.
PS: ci
vorrebbero forse una decina di articoli per rendere giustizia dei
pregi del libro "Padiglione cancro", che descrive con grande abilità lo
stato d'animo delle persone malate e ne tratteggia le varie psicologie,
che sa denunciare con sarcasmo ed ironia (ma anche grande realismo)
l'obbrobriosa dittatura del socialismo reale, che pone seri
interrogativi sul fine dell'esistenza e che fa riflettere sulle cose che
sono davvero importanti nella vita.
Nelle
ultime pagine del libro l'autore denuncia anche l'inumano trattamento
riservato agli animali prigionieri nello zoo. Una persona sensibile con
una grande sofferenza alle spalle, sopravvissuta alla prigionia,
all'esilio, al cancro ed ai trattamenti anti-cancro, quando vede gli
animali costretti a vivere tristemente in ambienti angusti non a loro
congeniali prova per loro una istintiva empatia e prova disgusto per
quella costruzione artificiale che è il giardino zoologico.
(*)
A. Solzenicyn denunciò le storture e le aberrazioni del regime
sovietico ma fece altrettanto con i nostri regimi occidentali quando fu
costretto a lasciare la sua patria.