L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

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Friday, December 2, 2011

Traffico a targhe alterne, ma il problema non è costituito dalle auto

http://straker-61.blogspot.com/2011/11/traffico-targhe-alterne-ma-il-problema.html

Traffico a targhe alterne, ma il problema non è costituito dalle auto


TRAFFICO A TARGHE ALTERNE, MA IL PROBLEMA NON E' COSTITUITO DALLE AUTO, MA DAL TOSSICO BIOSSIDO DI ZOLFO, DIFFUSO SCIENTEMENTE CON GLI AEREI DELLA MORTE!

Il biossido di zolfo, o anidride solforosa (SO2), è un gas dall’odore pungente, la cui presenza in atmosfera deriva dalla combustione di prodotti organici di origine fossile contenenti zolfo, quali carbone, petrolio e derivati.

In natura l’anidride solforosa viene immessa in atmosfera a seguito delle eruzioni vulcaniche, mentre le principali sorgenti antropiche sono costituite dagli impianti per il riscaldamento e la produzione di energia alimentati a gasolio, carbone e oli combustibili. Il traffico contribuisce alle emissioni complessive di biossido di zolfo solo in minima parte.

L’esposizione a SO2 - che peraltro è un inquinante caratterizzato da una soglia di percezione molto bassa - provoca nell’uomo irritazione e lesione al tratto superiore dell’apparato respiratorio ed aumenta la predisposizione ad episodi infettivi acuti e cronici (tracheiti, bronchiti etc.). I danni alla vegetazione (maculatura fogliare ed arresto della crescita) ed ai materiali (corrosione) sono dovuti essenzialmente alla partecipazione di questo inquinante nella formazione delle cosiddette “piogge acide”.

Caratteristica tipica del biossido di zolfo è la formazione di nebbie, causate dalla sua trasformazione, per via della luce solare, in acido solforico.

Dite al Vostro Sindaco che blocca il traffico ed introduce le targhe alterne: "Sei un coglione!"

L'anima e il suo destino

http://zret.blogspot.com/2011/12/lanima-e-il-suo-destino.html

L'anima e il suo destino

“L’anima e il suo destino” è il titolo di un saggio del teologo Vito Mancuso. Il libro ha suscitato infuocate polemiche, poiché l’autore, pur dichiarandosi cattolico, mette in discussione alcuni dogmi di Santa Madre Chiesa. In effetti, mi domando per quale motivo Mancuso continui ad aderire al Cattolicesimo, visto che ne contesta gran parte della discutibile dottrina. Non intendo qui recensire il volume che non è privo di qualche pregio, benché costruito su premesse scientifiche e filosofiche alquanto farraginose. E’, però, lodevole che l’autore si interroghi circa i novissimi, sull’orizzonte ultraterreno dell’uomo, accantonate le questioni sociali o pseudo-etiche cui indulgono in modo corrivo sacerdoti e vescovi dal pulpito e soprattutto in televisione.

Il saggio in oggetto è dunque uno sprone per collocare tra parentesi temi insulsi e cercare risposte sul nostro destino. Il tema dell’immortalità dell’anima, dibattuto sin dagli albori della filosofia, è oggi per lo più ignorato: la scienza quasi sempre identifica l’anima con il cervello, dichiarandone de facto la caducità; la filosofia preferisce esplorare altri territori. Resta, però, ineludibile la domanda: che cosa ci attende, dopo che sarà conclusa l’esperienza su questo pianeta? Le risposte sono sostanzialmente tre: il nulla, l’esistenza in un altro corpo, un’altra vita in una realtà non fisica.

Tutto sommato, la prima ipotesi non è poi così indesiderabile, viste le torture e le storture della condizione umana, tormenti che non sappiamo se la morte cancellerà ipso facto o no.

A proposito della seconda possibilità, mi sono già espresso nell’articolo “
Reincarnazione” cui rimando.

Bisogna ora sfiorare la terza congettura. Qui mi comporto da avvocato del diavolo e riconosco che, nonostante gli studi condotti sulle near death experiences ed il lascito di antiche, venerande tradizioni, a tutt’oggi l’idea di immortalità dell’anima resta labile ed affidata alla fede del singolo, a meno che non si abbia esperienza delle sfere invisibili. I racconti dei “ritornati in vita”, pur essendo indizi significativi, di per sé non dimostrano molto: potrebbero essere, infatti, il risultato di ricordi e di immagini introdotti dall’”esterno”. Il tanatologo Cesare Boni, convinto assertore dell’immortalità dell’anima, asserisce che i defunti ed i luoghi scorti da chi varca il limitare tra la dimensione terrena ed il regno oltremondano sono generati dalla coscienza stessa: non sono dunque “oggettivi”, essendo archetipi sedimentati nell’inconscio che l’io desta nel momento cruciale del trapasso. Di per sé non provano che, dopo il momento fatale, si dipani un’altra vita e ci si inoltri in una plaga metafisica.

Comunque stiano le cose, è palese che l’uomo difficilmente rinuncia a nutrire la speranza che la sua identità non si perda, una volta scritta la parola “fine”.

Alcuni confidano nella resurrezione del corpo, credenza probabilmente di matrice persiana che, se non si intende il soma come un quid trascendente la pura materialità (il corpo glorioso di Shaul), rischia di sdrucciolare in una concezione grossolana, prefigurando per gli eletti un paradiso simile ad un noioso villaggio turistico. Si è che l’eternità non è nel tempo, mentre il corpo (anche rigenerato) è nello spazio-tempo, ossia in uno stato incompatibile con la beatitudine. Vogliamo forse vagheggiare un mondo in cui si conservino indefinitamente le spoglie fisiche?

Se l’anima esiste, non è ilica: così è libera dal carcere spazio-temporale, causa di ogni patimento. Il suo stato è forse contiguo ad un sereno nulla o, per lo meno, ad un’estasi leggera, eterea, impalpabile. Se l’anima non esiste, l’individualità si sbriciola con il soma e… morta lì.

Esiste la vita dopo la morte? E’ questa la domanda che echeggia nel vuoto della nostra ignoranza.

Un altro interrogativo è forse, però, più abissale: esiste la vita dopo la nascita?


Alexander Solzenicyn, il cancro, e la validità delle terapie oncologiche

http://scienzamarcia.blogspot.com/2011/12/alexander-solzenicyn-il-cancro-e-la.html

Alexander Solzenicyn, il cancro, e la validità delle terapie oncologiche

Chi pensa che la radioterapia o la chemioterapia siano delle valide terapie mediche per combattere il tumore dovrebbero leggere a mio avviso l'ottimo romanzo "Padiglione Cancro" scritto da Alexander Solzenicyn, una persona coraggiosa (*) che visse in prima persona la difficile esperienza di essere malato di tumore ed essere ricoverato per questo in un reparto apposito.

Il libro, senza pretendere di condannare o assolvere certe pratiche mediche descrive in maniera realista qual era la situazione dei malati di cancro in un periodo storico in cui dopo i primi entusiasmi per la radioterapia si iniziavano a raccogliere i dati sempre più allarmanti della cosiddetta "malattia da radiazioni", gli effetti colletarali del bombardamento dei tumori con radiazioni di per sé cancerogene.

Il libro descrive anche come i dottori cercano di tenere nascosta al paziente la realtà consolidata di questi effetti collaterali della terapia che fin troppo spesso eradica un tumore per farne crescere un altro a distanza di tempo, o che distrugge il tumore assieme al corpo che lo ospita.

Ecco un breve estratto del libro che lascia seri interrogativi sull'efficacia delle radioterapia:
Rabinovic era un malato ambulatoriale che aveva già subito già più di duecento applicazioni: le sopportava male ed ogni serie di dieci lo avvicinava, come egli stesso diceva di sentire, non alla guarigione ma alla morte. Lì dove viveva, in città, nella casa, non lo capiva nessuno (...) Persino i suoi familiari si erano stancati di lui. E soltanto qui sul terrazzino d’ingresso dell’ambulatorio oncologico, i malati stavano ore intere ad ascoltarlo e simpatizzavano con lui. Loro potevano capire che cosa si prova quando la mobile fontanella della gola si è irrigidita e le cicatrici dei raggi si infittiscono in tutti i punti irradiati.
Molto interessante è anche quanto viene "confessato" nel libro dal protagonista, che riesce a trarre (almeno momentaneamente) giovamento dalla radioterapia, cura che fa regredire quel tumore che gli rendeva ormai la vita insopportabile: uno dei pochi malati che sembra rifiorire dopo poche sedute di radioterapia visualizzava nella sua mente le radiazioni che distruggevano le cellule tumorali ed al contempo visualizzava i tappetini schermanti che venivano posti sul suo corpo (per protegger ele zone da non irradiare) come delle potenti difese che salvaguardavano le cellule sane. Insomma un tipico esempio di visualizzazione positiva, una tecnica utilizzata da alcuni medici specie dopo le scoperte recenti nel campo della Psico-Neuro-Immunologia. Il potere della mente sul corpo è un fatto reale e documentato

Ma se leggiamo fino in fondo il libro scopriamo che quel malato (che è poi il protagonista del libro) oltre ad affidarsi alla radioterapia (che alla fine lo lascia esangue e stremato) ha utilizzato anche degli estratti di erbe di nascosto dai dottori. I medici, oltre a vietargli l'uso di queste sostanze lo sottopongono ad una "terapia ormonale inversa" (somministrazione di ormoni dell'altro sesso) la cui efficacia anti-tumorale non è mai stata suffragata da alcuna seria sperimentazione, e che ha come effetto collaterale quello di rendere impotenti e/o inibire il desiderio sessuale; quasi una castrazione chimica insomma, una sterilizzazione forzata.

Da notare che Solzenicyn viene ricordato come un malato "guarito miracolosamente dal cancro" e che egli ha visssuto l'esperienza dei campi di concentramento e del confino; sarà una coincidenza il fatto che protagonista del suo libro Padiglione cancro è un ex detenuto politico finito al confino? Forse anche Solzenicyn stesso deve la sua guarigione all'utilizzo di qualche trattamento fito-terapeutico naturale?

Personalmente ho visto fin troppe persone intorno a me morire in seguito al cieco affidamento alla chemioterapia, alla radioterapia ed alla chirurgia oncologica, tutti trattamenti che non affrontano la radice del male ma che cercano di rimuovere i sintomi al costo di un notevole indebolimento del malato (per cui anche quando il cancro primario viene sconfitto, spesso il malato sopravvive di poco alla sua guarigione) così come conosco molte persone guarite da  malattie considerate incurabili grazie al ricorso alla medicina naturale (riequilibrio metabolico-nutrizionale, cure naturali basate sugli estratti di piante, riequilibrio dell'energia dei meridiani, uso consapevole del respiro ed esercizi di respirazione).

A riguardo della nocività della Chemio-Terapia e della Radio-Terapia consiglio il documentato studio del dottor Nacci. Se pensate di sottoporvi a queste terapie almeno provate a sentire due campane, sottoponete questo scritto alla lettura del vostro medico curante, ed informatevi sulle cure naturali per il cancro.

Personalmente come indirizzi di cura e prevenzione naturale di moltissime malattie ritengo interessanti soprattutto l'approccio nutrizionista del dottor Ferenc Holecz (dosaggio di cereali e verdure in pari quantità nella preparazione dei cibi, cottura dei cereali integrali solo previa tostatura in pentola per tre  minuti, consumo di farina solo appena macinata, pratica quotidiana di esercizi di respirazione) e l'approccio igienistico della dieta vegana tendenzialmente crudista di Valdo Vaccaro. Il dottor Holecz opera al centro Macrocosmo di Lugano per contattare il quale potete rivolgervi a questo link.

Se vi interessano gli studi sulle terapie anticancro del già citato dottor Nacci, eccovi un link; in particolare potete leggere il suo libro Mille piante per guarire dal cancro senza chemio. Altre informazioni sulle terapie naturali sono presenti sul sito procaduceo.

Ognuno poi valuti serenamente le varie terapie possibili con l'ausilio del medico curante o di altro specialista.



PS: ci vorrebbero forse una decina di articoli per rendere giustizia dei pregi del libro "Padiglione cancro", che descrive con grande abilità lo stato d'animo delle persone malate e ne tratteggia le varie psicologie, che sa denunciare con sarcasmo ed ironia (ma anche grande realismo) l'obbrobriosa dittatura del socialismo reale, che pone seri interrogativi sul fine dell'esistenza e che fa riflettere sulle cose che sono davvero importanti nella vita. 
Nelle ultime pagine del libro l'autore denuncia anche l'inumano trattamento riservato agli animali prigionieri nello zoo. Una persona sensibile con una grande sofferenza alle spalle, sopravvissuta alla prigionia, all'esilio, al cancro ed ai trattamenti anti-cancro, quando vede gli animali costretti a vivere tristemente in ambienti angusti non a loro congeniali prova per loro una istintiva empatia e prova disgusto per quella costruzione artificiale che è il giardino zoologico.

(*) A. Solzenicyn  denunciò le storture e le aberrazioni del regime sovietico ma fece altrettanto con i nostri regimi occidentali quando fu costretto a lasciare la sua patria.

Ancora sul mercurio nei pesci (grossi)

http://scienzamarcia.blogspot.com/2011/11/ancora-sul-mercurio-nei-pesci-grossi.html

Ancora sul mercurio nei pesci (grossi)


Abbiamo già esposto in un precedente articolo numerose prove della preoccupante presenza di mercurio nel pesce (soprattutto di grossa taglia), smentendo così il negazionista Massima della Schiava.

Come piccola appendice, ad ulteriore conferma di quanto già scritto, citiamo il contenuto di due articoli apparsi sulla stampa nazionale a riguardo della questione.

Il primo è Tonno al mercurio: sequestri e allarme pubblicato sul sito del quotidiano La Stampa il 24  aprile 200.

Da tale articolo traiamo la stima di Nicola Pirrone, direttore dell’Istituto sull’inquinamento atmosferico (Iia) del Cnr di Rende (CS), di circa 25 tonnellate di mercurio che si riversano nei nostri mari a causa dell'attività umana.

Citiamo adesso alcuni passagi significativi dell'articolo:
Il mercurio è particolarmente pericoloso perchè non viene espulso dall’organismo, ma si accumula nei tessuti. Questo fa sì che risalendo nella catena alimentare la quantità presente negli organismi marini aumenti progressivamente. (...) questo metallo rimane nell’organismo, e i suoi effetti si manifestano a lungo termine. "L’esposizione al mercurio causa demenza, disordini neurologici e problemi ai reni e al sistema cardiocircolatorio - spiega ancora Perrone - se si mangia molto pesce è meglio preferire quelli di taglia piccola, dove ce n’è meno".
Il secondo articolo è  Il pesce nuota in un mare di mercurio , di Antonella De Gregorio, pubblicato il 13 novembre 2002 sul sito del quotidiano Il Corriere della Sera. In esso si riferisce di uno studio condotto a San Francisco, dalla dottoressa Jane Hightower la quale:
ha riscontrato alte concentrazioni della forma più tossica di mercurio, il mercurio di metile, nel sangue di pazienti, bambini e adulti, accomunati solo dalla passione per il pesce. I sintomi - capelli che cadono, fatica, depressione, mal di testa, difficoltà di concentrazione - scomparivano eliminando il pesce dalla dieta. Lo studio, pubblicato sulla rivista Environmental Health Perspective periodico online dell’Istituto nazionale dei servizi per la salute ambientale, concludeva che chi mangia grandi quantità di pesce, specie se grossi tranci di squalo o pesce spada, potrebbe essere a rischio di vari sindromi provocate da avvelenamento da mercurio. (...)
Attualmente la Fda raccomanda alle donne incinte di limitare il consumo di pesce a meno di tre etti a settimana (...) Un altro studio, condotto questa volta a Hong Kong, fra gli studenti di liceo, ha rilevato che il 10% dei ragazzi supererebbe le dosi-limite di pesce, esponendosi al rischio di ingerire quantità eccessive di mercurio. (...)
E guardate un po' cosa suggerisce il famigerato CDC (che pur consiglia i vaccini anti-influenzali al mercurio e allo squalene e che quindi non è certo da considerarsi un ente di per sé allarmista nei confronti dell'inquinamento da mercurio):
(...) Intanto, i Centri americani per il controllo delle malattie e le prevenzione suggeriscono che le donne che intendono avere un figlio dovrebbero smettere di mangiare pesce almeno da sei mesi a un anno prima della gravidanza. Nel complesso, calcolano che circa l’8% delle donne in età fertile ha troppo metallo nell’organismo, una vera minaccia per la salute di eventuali bebè.
Nell'articolo si ricorda che i mercurio presente nel mare viene metabolizzato da alcuni batteri e trasformato in metil-mercurio il quale:
Per l’organismo umano è difficile da eliminare e, ad alte concentrazioni, attacca il sistema nervoso, provocando danni permanenti al cervello, ai reni e allo sviluppo dei feti. A breve termine, l’esposizione a mercurio provoca danni ai polmoni, nausea, vomito, aumento della pressione sanguigna, irritazioni agli occhi

Germania: Atlante scolastico con le scie chimiche

http://ilsole24h.blogspot.com/2011/11/germania-atlante-scolastico-con-le-scie.html

Germania: Atlante scolastico con le scie chimiche




Ecco gli screenshot più significativi del video con relativa traduzione:

Kondensstreifen - Kondensstreifen disvergierend - Wolken 

Le scie di condensazione - scie divergenti - nuvole

Die hohe Dichte der Flugbewegungen über Westeuropa macht sich im Satellitenbild durch ein engmaschiges Netz von Kondensstreifen über dem Ärmelkanal und den angrenzenden Landflächen bemerkbar. Bei geeigneter Wetterlage können sich Kondenstreifen in der Breite stark ausdehnen und bei längerem Bestehen die Sonneneinstrahlung in der Summe teils deutlich reduzieren. Dieser Effekt ist in den Schattenbildern der Kondensstreifen deutlich zu erkennen.

L'alta densità dei movimenti aerei sull'Europa occidentale si sta facendo notare nell'immagine satellitare con una fitta rete di scie sopra il Canale della Manica e nelle terre delle zone limitrofe. Con condizioni meteo adatte le scie di condensa possono espandersi enormemente in larghezza e se a lungo, ridurre anche parzialmente netto la radiazione solare. Questo effetto è chiaramente riconoscibile nelle ombre prodotte dalle scie di condensa.

Künstliche Wolken
Wolken bilden sich durch Kondensation von Wasserdampf an mikroskopischen Keimen wie Rauch- oder Staubpartikeln. Kondensstreifen sind Eiswolken in der oberen Troposphäre, die sich wegen der dort herrschenden Kälte aus den Bestandteilen der Abgase von Flugzeugtriebwerken bilden. Die Hauptrolle spielen dabei Wasserdampf und Russpartikel. Sowohl von der Erde als auch don Satelliten aus gesehen können Kondensstreifen beeindruckende Dimensionen erreichen. Schätzungen gehen davon aus, dass ständig zwischen 0,5% und 1 % der Erdoberfläche von Kondensstreifen beschattet werden und auf diese Weise auch das globale Klima beeinflusst wird. 
Ein damit verwandtes Phänomen ist bei Schiffen zu finden - auch hier können die Abgase bei geeigneten Wetterlagen langlebige, hier allerdings bodennahe Wolken verursachen.

Nubi artificiali

Le nuvole si formano per condensazione del vapore acqueo legato ai germi microscopici come le particelle di fumo o di polvere. Le scie di condensazione sono nubi di ghiaccio nella troposfera superiore che si formano a causa del freddo prevalente dai costituenti dei gas di scarico dai motori degli aerei. Il ruolo principale è svolto dal vapore acqueo e dalle particelle di fuliggine. Sia visto dalla Terra sia dai satelliti le scie di condensazione possono anche raggiungere dimensioni impressionanti. Si stima che lo 0,5% e l'1% della superficie terrestre siano permanentemente ombreggiate da scie di condensazione ed in questo modo sarà influenzato anche il clima globale.

Un fenomeno correlato avviene a causa delle navi - ancora una volta, i gas di scarico in condizioni climatiche adatte possono produrre nubi durature, tuttavia in questo caso solo a bassa quota a livello del suolo.

Die von Flugzeugtriebwerken hervorgerufenen Kondensstreifen können bei einer Lebensdauer von mehreren Stunden Längen von einigen hundert Kilometern und Breiten bis zu etwa 20 Kilometern erreichen.

Le scie di condensazione indotte dai motori degli aerei possono raggiungere con una durata di molte ore, lunghezze di diverse centinaia di chilometri e larghezze fino a circa 20 chilometri.
Ist die Luft über dem Meer mit Wasserdampf gesättigt, kann der Eintrag von Schiffsabgasen zur Kondensation von tiefliegenden Wolken beitragen. Die Verteilung der Ausgangspunkte der Kondensstreifen ist ein deutlicher Hinweis auf dichtbefahrene Seefahrtsrouten, etwa die Strecke über den Golf von Biskaya zwischen der Bretagne und der Nordwestspitze Spaniens.

Se l'aria è satura di vapore acqueo sopra il mare, gli scarichi dei motori delle navi possono contribuire alla condensazione di nubi a bassa quota. I punti situati di partenza delle scie di condensazione sono una chiara indicazione delle rotte marittime densamente utilizzate, come per esempio il tratto sopra il Golfo di Biscaglia, tra la Bretagna e il punto nord-occidentale della Spagna.