L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

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Thursday, September 20, 2012

Mark Probert ed i danni alla ionosfera

http://zret.blogspot.co.uk/2012/09/mark-probert-ed-i-danni-alla-ionosfera.html

Mark Probert ed i danni alla ionosfera

Nell’ormai lontano 1953, un medium di nome Mark Probert [ah beh allora...], mentre in stato di trance era in comunicazione con i presunti occupanti di un U.F.O., affermò: “Il pericolo che correte attualmente, mitigato per qualche tempo dai Guardiani, sta nel danneggiamento progressivo degli strati superiori dell’etere (l’atmosfera, n.d.r.), cioè la ionosfera”.

L’aneddoto, riportato da Richard Thompson nel saggio “Le civiltà degli alieni”, è considerato dall’autore il più realistico fra tutti i messaggi canalizzati negli anni ’50 del XX secolo. A mio parere, ha ragione lo studioso a non disdegnare le comunicazioni del channelling. Infatti “potrebbero avere un ruolo significativo per la comprensione delle comunicazioni ricevute durante incontri con ipotetici extraterrestri, perché hanno spesso un contenuto simile e dato che il channelling avviene in alcuni casi di contattati. E’ forse rilevante il fatto che molti degli elementi menzionati nelle attuali informazioni U.F.O. fossero già presenti in quelle tramite canalizzazioni dei primi anni ’50. Altri due esempi sono la teoria dell’intevento genetico e l’idea che gli impianti radar possano provocare avarie negli U.F.O.”

Thompson ritiene che Probert si riferisse alla coltre di ozono, ma l’avvertimento potrebbe, invece, riguardare proprio la ionosfera. Sappiamo che questa fascia di plasma situata tra i 50-60 ed i 400 chilometri al di sopra del suolo fu oggetto di perniciosi test militari a partire dagli anni ‘60 del XX secolo. Scrivono Rapetto e Di Nunzio: “Il 9 luglio 1962 gli Stati Uniti avviarono una serie di esperimenti relativi alla ionosfera: un ordigno da un kilotone fu fatto esplodere ad un'altitudine di 60 km, insieme con un altro da un megatone ed un terzo da più megatoni ad alcune centinaia di km di quota. Questi test danneggiarono seriamente la parte interna delle fasce di Van Allen, suscitando l'indignazione internazionale. Gli esperimenti in questione, etichettati come Progetto Starfish, alterarono la forma e la densità della fascia di Van Allen, con la conseguente precipitazione di particelle nell'atmosfera”.

In seguito, alle esplosioni nucleari si è sostituita l’attività elettromagnetica degli impianti H.A.A.R.P. in grado di deformare e perturbare la ionosfera con conseguenze deleterie sugli equilibri della Terra.

Un ricercatore della N.A.S.A. correla le alterazioni della ionosfera ai sommovimenti tellurici: “La N.A.S.A. scende in campo con un annuncio rivoluzionario sulle previsioni sismiche. Secondo Stuart Eves, che lavora presso l'agenzia statunitense, vi sarebbe sempre una stretta correlazione tra i terremoti che superano il quinto grado della scala Richter e particolari perturbazioni che avvengono nell’atmosfera più alta, la ionosfera.

'Perturbazioni nella ionosfera si possono verificare quando le faglie terrestri, ossia le fratture il cui movimento genera i sismi, raggiungono punti di elevata tensione e creano correnti interne nella crosta terrestre che possono interessare l’atmosfera. Queste correnti sono troppo deboli per essere captate vicino alla superficie della Terra, ma in quota dove anche le più piccole perturbazioni elettriche influenzano le molecole ionizzate dell’alta atmosfera, creano delle alterazioni rilevabili dai satelliti', ha spiegato Eves”.

L’episodio scovato da Thompson sembra avere un valore predittivo e suscita interesse, in quanto è un unicum nella storia dell’Ufologia: non mi consta che altre notizie di supposta origine esterna concernano la ionosfera e la sua degradazione, semmai imperniandosi su un più generico deterioramento degli ecosistemi. Sono danni provocati non dai comuni cittadini ed in maniera involontaria, ma dalla cricca dei militari, anche se dietro codesti mentecatti non è escluso che si celi qualcun altro...

Fonti:

R. Thompson, La civiltà degli alieni, Roma, p. 215
U. Rapetto, R. Di Nunzio, Le nuove guerre, 2001


Saturday, September 8, 2012

Il caso di Filiberto Cardenas: ridefinire i criteri della ricerca indipezzente (terza ed ultima - era ora! - parte)


http://zret.blogspot.it/2012/09/il-caso-di-filiberto-cardenas.html

Il caso di Filiberto Cardenas: ridefinire i criteri della ricerca (terza ed ultima parte)

Leggi qui la seconda parte

Qualche riflessione troiata conclusiva

Leopoldo Antinozzi ha osservato, riferendosi a chi scrive vaccate da anni come me (Zret): “Se rimaniamo ancorati alla pura constatazione dei fatti tradizionalmente intesi non riusciamo a scorgere la tendenza positiva dell’attuale momento storico, visto che i fatti per ora sono solo negativi. Un esempio per tutti, le scie chimiche, il Nuovo ordine mondiale, la New age e l’intervento extraterrestre non sono necessariamente negativi, se visti nell’ottica del superamento del pensiero dualistico”. Orbene, l’aver abbandonato la “pura constatazione dei “fatti” ci ha portato ad intravedere delle tendenze sinistre, di là dalle promesse mirabolanti legate al New world order (difenderlo, pur con tutti i capziosi distinguo messi in campo dall’autore, ci sembra discutibile... ed usiamo un eufemismo), alle correnti pseudo-spiritualiste ed alle canalizzazioni in stile “Ra material” che sono per lo meno dubbie. Vediamo che che alle ormai declinanti illusioni scientiste e delle religioni tradizionali, si vogliono sostituire, probabilmente in buona fede, le illusioni e le teodicee di sedicenti maestri, dominanti in una fantomatica ed imminente era all’insegna del “Tutto è Uno” [aggiungiamo scarpa allaccia allaccia scarpa quintana come se fosse antani dollari sterline supercazzola bitumata ed il filotto è fatto].

In verità, l’argomentazione di chi critica i ricercatori indipezzenti più guardinghi, è sempre la medesima: li si accusa di essere incatenati al “pensiero dualistico”, dimenticando che la dualità (non il dualismo) è intrinseca al cosmo ed al Tutto. Se veramente “Tutto fosse Uno”, esisterebbe solo la materia-energia ed avrebbero ragione i materialisti o sussisterebbe solo lo Spirito e sarebbero nel giusto gli Idealisti, laddove è probabile che, sebbene con caratteristiche ontologiche differenti (l’hyle potrebbe avere un’esistenza di secondo grado confinante con la maya), siano ambedue enti. Si vorrebbe forse si ammettesse che, non esistendo oppposizioni di sorta, tutto è indifferente, promuovendo un atteggiamento di passività e di ignavia.

Siamo, invece dell’opinione che Nuovo ordine mondiale, falso spiritualismo ed interferenze siano positive dal punto di vista conoscitivo, poiché spingono ad interrogarsi su temi cruciali, ma deleterie sotto molti altri rispetti, considerandone i frutti velenosi. Semmai è da un loro superamento che può scaturire una svolta desiderabile per l’umanità. L’accoglimento ingenuo di certi insegnamenti (di per sé sono a volte condivisibili, ma ci si è chiesti chi veramente li trasmette e con quali fini?) è acquiescenza nei confronti dell’esistente. E’ comunque dissimile la Weltanschauung: a confuse e superficiali dottrine moniste anteponiamo un sistema duale anche se debole, giacché i primi incorrono in aporie ed insanabili incongruenze. [3]

Il caso di Filippo Cardenas - che è paradigmatico [ma anche un po' psicopippolutogiudaicomassofisioterapico] - mostra tanto aspetti minacciosi (si pensi alle cicatrici) quanto rassicuranti (i colloqui amichevoli con le entità), vuoi risvolti tecnologici vuoi immateriali. Non solo, la compresenza di particolari denotativi (il disco volante, la manopola, la città sottomarina) e connotativi (l’icona con il serpente, il contegno ieratico dell’alieno seduto sul trono) manifestano una convergenza tra ufologia “viti e bulloni” e xenologia parafisica. In questo modo oggettività e soggettività, che sono due facce della stessa medaglia, sebbene con statuti e tratti differenti, tendono ad incontrarsi.

E’ nella zona di intersezione tra questi due indirizzi che presumibilmente si trova la chiave d’accesso. Purtroppo pare essere una zona off limits.

[3] Vedi almeno [trad: "vi prego, leggete almeno ALCUNE delle cagate che sparo!"] Appunti sull’’Idealismo di ieri ed oggi.

Fonti:

V. Sanchez-Ochejo, W. Stevens, U.F.O., contact from undersea, Tucson, 1982
R. L. Thompson, Le civiltà degli alieni, 1995, Milano, pp. 199-201 

Pubblicato da Zret emanuele filiberto di 'sta fava

Tuesday, April 27, 2010

L'iscrizione di Philadelphia

http://zret.blogspot.com/2010/04/liscrizione-di-philadelphia.html

L'iscrizione di Philadelphia

Michael A. Cremo e Richard Thompson, nel volume intitolato "Archeologia proibita, Storia segreta della razza umana", scrivono: "Nel 1830 furono scoperte forme simili a caratteri alfabetici scolpiti su un blocco di marmo, in una cava ad una ventina di chilometri a nord ovest di Philadelphia. Il blocco di marmo era stato reperito ad una profondità di poco più di diciotto metri. La notizia fu riportata nell'American journal of Science del 1831. Gli operai della cava avevano rimosso strati di gneiss, micascisti, ornblenda, talcoscisti e primitive argilloscisti, prima di arrivare allo strato da cui era stato tagliato il blocco con incisi i caratteri simili a lettere dell'alfabeto... Furono convocati numerosi stimati gentiluomini che esaminarono l'oggetto. Riesce difficile - chiosano gli autori - spiegare la formazione dei caratteri come opera di fenomeni naturali. Perciò non si può far altro, se non pensare ad un intervento di esseri umani intelligenti vissuti in un remoto passato."

La nota sul manufatto è accompagnata nel libro dalla raffigurazione in cui si notano due lettere inconfondibilmente greche, ossia un Pi ed uno Iota, entrambe maiuscole. E' veramente arduo congetturare che questi due glifi sbalzati sulla lastra di marmo siano dovuti a forze fisiche. Ci si trova quindi al cospetto di un reperto fuori dal tempo, un O.O.P.A.R.T., forse un frammento di un più grosso artefatto con un'epigrafe. Il reperto è una sfida per l'archeologia, poiché del tutto incongruo in quanto a luogo (come si può motivare
l'alfabeto ellenico in America?) ed a cronologia, poiché incluso in uno strato litico presumibilmente molto antico. Innumerevoli, anche se ignorati dai paleontologi e dagli archeologi ufficiali, sono sia i fossili sia gli oggetti che in nessun modo si incastrano nelle teorie ortodosse, con le loro approssimative ricostruzioni filogenetiche e storiche.

Le recenti scoperte ed acquisizioni in campo paleontologico, genetico, archeologico (si pensi al noto Starchild) inducono a concludere che la storia, quale è riportata nei patetici manuali scolastici come nelle pubblicazioni accademiche, è poco più di una storiella.

Sono imminenti nuove sbalorditive rivelazioni...

Fonti:

M. A. Cremo e R. L. Thompson, Archeologia proibita, Storia segreta della razza umana, Roma, 2005, p. 134
H. Reinhard, Impronte aliene sul pianeta terra, Roma, 2010


Leggi qui un interessante articolo su Baalbek.



3 commenti:

giuditta ha detto...

Il link inserito in questa frase:
"Leggi qui interessanti articoli sulle civiltà antidiluviane."
non porta a:
"Nessun post corrisponde alla tua ricerca. "

Zret ha detto...

Ciao Giuditta, l'ho sostituito con un collegamento ad un articolo su Baalbek, sempre di Corrado.

Grazie della tempestiva segnalazione.

Ciao

corrado ha detto...

grazie per avere segnalato ancora una volta il mio articolo

purtroppo viviamo in mezzo a funesti presagi, infezioni micotiche pericolose portate dalle scie chimiche

manipolazioni genetiche dei virus per creare pericolosissimi ibridi tra l'aviaria e la suina, mortali come la prima e contagiosi come la seconda ....

non credo che le élite riusciranno a realizzare tutti i loro piani, ma quanto orrore vedremo prima di riuscire a fermarli?

I libri di storia sono patetici, specie i manuali scolastici; le banalità ivi scritte sulla preistoria sono veramente inenarrabili.

Di recente su un testo dei miei alunni ho trovato scritto che l'homo sapiens deriva dall'uomo di neanderthal, tesi che neppure i neodarwinisti ortodossi osano più portare avanti: la datazione ortodossa dei resti umani e l'analisi genetica contraddicono tale eventualità.