Scopo del Blog
Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.
Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.
Ciao e grazie della visita.
Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:
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Monday, April 7, 2014
Sono occupato ma questa merita
Sulla home un paio di strafalcioni.
Il primo. Riportando la morte prematura di Peaches Honeyblossom Geldof, figlia di Bob Geldof, il giornalone tutola "Trovata morta la Peaches Geldorf", storpiando il cognome e chiamandola con l'articolo la come se fosse una cosa o un animale.
Poco sotto, la notizia di un bambino di 9 mesi che tira pietre... no comment.
Sospensione blog
Prima o poi doveva succedere.
Sto bloggando al volo (!!!) dall'aeroporto mentre attendo di imbarcarmi sul volo chimico diretto verso una località segreta.
Tra poco temo che sospenderò le attivitàper una serie di motivi:
- responsabilità lavorative in aumento
- necessità di viaggiare e di conseguenza meno tempo per la famiglia
- poche nuove castronerie da parte degli acconguaglioni, e comunque di bassa qualità
Di conseguenza penso che tra poco lascerò perdere il blog, almeno fino al termine di questa fase particolarmente impegnativa (direi verso fine 2014/inizio 2015).
Se qualcuno, oltre alla Tigrona, desidera collaborare al mio posto può contattarmi alla solita email essse.blog@gmail.com
Probabilmente nei prossimi mesi pubblicherò le mie generalità e ci faremo altre quattro risate sulla famosa aidentifichescion. Prima di allora vi avvertirò in modo da fare copie, screenshot e freeze di tutte le cazzate che i gonzi hanno scritto sulla persona al momento identificata come me.
Per ora vi saluto e vado a imbarcarmi.
Sunday, April 6, 2014
Superare il riduzionismo antropologico
Superare il riduzionismo antropologico
Il dibattito tra chi sostiene che la specie Homo sapiens differisce dagli animali da un punto di vista meramente quantitativo e chi, invece, crede l’uomo manifesti delle caratteristiche irriducibili rispetto agli altri esseri viventi, è infuocato. Come spesso avviene, il problema in questi termini dilemmatici è mal posto. Se si affrontano le questioni con discernimento, esse diventano meno ostiche e si evitano dicotomie inconciliabili.
Vediamo dunque come si potrebbe approcciare tale spinoso tema. E’ forse errato disquisire di uomini tout court. Piaccia o no, gli uomini non sono tutti uguali: alcuni – abbiamo il coraggio di ammetterlo – sono inferiori agli animali; altri sono senza dubbio, sotto il profilo qualitativo, superiori. Non sono forse dei bruti tutti coloro che oggigiorno sono incapaci di usare i cinque sensi e la ragione, donati loro dalla Natura? Se potessimo immedesimarci in alcuni primati non umani, probabilmente scopriremmo che possiedono sensi più vividi ed un’intelligenza più acuta della massa irragionevole. Coloro che, come ci insegna Giovanni Pico della Mirandola nel “De dignitate hominis”, sono scivolati sul pendio che conduce alll’imbarbarimento, non sono più “uomini”, non appartengono più alla specie Homo sapiens sapiens, avendo subito una mutazione antropologica.
La Bibbia ed altre tradizioni (si pensi soprattutto alla cultura gnostica) sembrano suggerire che l’umanità del passato non coincideva con un’unica specie: coesistettero diversi tipi dissimili da un punto di vista strutturale. Forse da uno dei vari gruppi discendono le cosiddette élites, invero una stirpe degenere di degenerati che definire “umana” è erroneo in rapporto alla loro origine e natura.
Resta un barlume di umanità e di etica in tutta quella masnada di individui che definiamo “negazionisti”? Essi ci sembrano l’incarnazione di una subspecie che pare non avere alcuna speranza o perché a tal punto corrotta da occupare una nuova nicchia biologica, la specie Homo insipiens insipiens, o in quanto derivante da una razza imbastardita cui si accenna in pristini retaggi.
Sono accese le polemiche tra i carnivori ed i vegetariani-vegani: i primi accusano i secondi di essere incoerenti, di difendere gli agnelli, ma non le zanzare. Li incolpano di commuoversi per la mucca ed il maiale mandati al macello, ma di non muovere un dito per tutti i bambini che muoiono di fame e di sete. Quasi sempre queste accuse sono strumentali e pretestuose. Spesso provengono da chi non ha cuore la vita né umana né animale né vegetale. Esistono i Giainisti che, per quanto è loro possibile, cercano di evitare anche l’uccisione accidentale di un moscerino e, accontentando i carnivori, considerano strappare un frutto dall’albero un’azione riprovevole come macellare una capra.
Ora, chi reputa la vita sacra, cerca di rispettarla in ogni sua forma, sebbene ci possa riuscire solo in alcuni casi: chi comincia ad eliminare un po’ di sofferenza dal mondo è da apprezzare, visto che il male non potrà mai essere del tutto annichilito.
Quanto alle zanzare che i vegetariani-vegani non esitano a schiacciare, allorquando questi insetti diventano molesti, quanto ai frutti ed agli ortaggi che finiscono sulle tavole dei sanguinari vegetariani-vegani, non è certo colpa di costoro se la vita si basa, almeno in una certa misura, sulla morte. Bisogna dunque rivolgersi alla Natura o a Dio per tentare di capire per quale ragione il mondo debba fondarsi sul pesce piccolo divorato dal pesce grande, sull’erbivoro sbranato dal predatore. L’Artefice (o chi per Lui) ha generato (o promanato) un universo in cui per alimentarsi occorre, volenti o nolenti, uccidere: in linea teorica, se Egli avesse voluto (o potuto?), la vita potrebbe sostenersi solo con l’etere o qualcosa del genere. Compito dell’uomo non è dunque abolire il male da questa dimensione – è, infatti, impresa impossibile – ma provare a migliorare le condizioni del mondo.
Molte parabole buddhiste narrano di animali che si immolano per salvare vite umane preziose. Se un filosofo vegetariano, la cui benevolenza è destinata ad alleviare le sofferenze del prossimo, decide, spinto dalla fame, di uccidere una lepre e di cibarsene, la sua azione è equiparabile alle crapule carnee di un maldicente che sul pianeta diffonde solo veleni?
Vediamo quindi quanto sia utile il discernimento: ci aiuta a distinguere caso per caso, a non perderci in diatribe infinite. Allora gli uomini sono differenti per natura dagli animali? Alcuni sì ed altri no? Quali uomini? Che cosa s’intende per “uomo”? Vale più la vita di una mosca o quella del principe Filippo d’Edimburgo?
Saturday, April 5, 2014
Siccità e distruzione delle perturbazioni pacifiche (articolo di Jeff Rense)
Siccità e distruzione delle perturbazioni pacifiche (articolo di Jeff Rense)
Strobe Talbot, segretario di Stato durante la presidenza Clinton.

Jeff Rense ha di recente pubblicato un articolo in cui denuncia la manipolazione meteorologica che da lungo tempo tiene a secco la California e, più in generale, la costa occidentale del Nord America. L’autore ventila timidamente l’ipotesi secondo la quale la “muraglia chimica” eretta per arginare le perturbazioni pacifiche servirebbe ad impedire alle radiazioni di Fukushima di contaminare la West coast. E’ congettura che si deve scartare: infatti le “dighe elettrochimiche” furono create anche prima del disastro alla centrale nucleare nipponica, inoltre analoghe barriere si rilevano da anni ad ovest della penisola iberica e sul Golfo di Biscaglia sicché le benefiche piogge atlantiche, che potrebbero bagnare Portogallo e Spagna, sono tenute lontane. Ciò si riscontra anche altrove, ad esempio in Australia ed in Italia occidentale. In verità, è da alcuni lustri che la California soffre di una cronica carenza di piogge, con gravi ripercussioni sull’agricoltura di uno stato in cui la produzione di frutta e di ortaggi è anche compromessa da periodiche invasioni di parassiti. Non solo, come già osservato nel decennio scorso dalla agronoma Rosalind Peterson, le foreste di conifere che orlano i pendii della California e dello stato di Washington stanno deperendo, a causa della drastica riduzione di nebbie apportatrici di umidità e del suolo inquinato da metalli, soprattutto bario ed alluminio. Ci si chiederà allora a chi giovi annichilire le perturbazioni imbrifere: quali interessi ha il governo statunitense a danneggiare sé stesso? In primo luogo, probabilmente all’opera sono qui le multinazionali agro-alimentari che intendono convincere gli imprenditori agricoli ad usare le sementi transgeniche, non a caso resistenti all’aridità ed all’alluminio. Il quadro, però, è più complesso: l’esecutivo di Washington, pur influente in molti campi, in fondo, come tutti i governi nazionali, vale come il due di coppe. Una struttura superiore, di natura sovranazionale [1], si prefigge obiettivi ben più sinistri di quelli perseguiti dalle corporations: lo sfoltimento della popolazione, la distruzione degli apparati produttivi e dell’ambiente sono considerati fini prioritari. Sono scenari all’apparenza paradossali, ma che trovano la loro pur folle spiegazione. Bisogna sempre ricordare che i globalizzatori sono dei mentecatti pericolosi i cui “ragionamenti” sono del tutto diversi rispetto a quelli delle persone normali.

Grazie alle foto satellitari del meteo, siamo stati in grado di osservare un sistema di alta pressione persistente ed enorme che sta bloccando le perturbazioni potenzialmente piovose al largo della costa occidentale degli Stati Uniti. Questo è avvenuto per la maggior parte dei mesi di novembre, dicembre e gennaio. Abbiamo osservato le foto satellitari che rivelano come le tempeste (dopo la loro formazione che avviene come al solito in Kamcatka, Corea e Giappone del Nord, la zona di Fukushima - si muovano verso le aree del Pacifico nord occidentale.
Abbiamo guardato queste ultime spostarsi da Ovest ad Est (come hanno sempre fatto) per scaricare la loro la pioggia vivificante e la loro neve, indispensabile per mantenere viva la vegetazione degli Stati Uniti. Questi sistemi di perturbazioni, ondata dopo ondata, riempiono i nostri laghi ed i fiumi con l'acqua della pioggia che cade sui nostri vastissimi terreni agricoli, dalle Sierras alle Cascades sino alle Montagne Rocciose. Tuttavia, per una qualche ‘strana’ ragione, nessuno di questi sistemi ha fatto breccia attraverso l'immensa barriera di alta pressione (artificiale, n.d.r.) che persiste al largo della costa occidentale in questo inverno. Perché? Questi sistemi piovosi cozzano contro un 'muro di mattoni' creato dall’alta pressione (si fermano a causa del fronte igroscopico aerodisperso, n.d.r.), si suddividono in parti più minute e riversano il loro contenuto di acqua piovana di nuovo nel Pacifico. Si potrebbe pensare che, essendo potenziali portatrici di radiazioni provenienti dal Giappone, qualcuno abbia deciso di impedir loro di raggiungere la West Coast. L’aumento di radiazioni sarebbe presto stato rilevato dalla rete dei cittadini che monitorano efficacemente il fenomeno.
E' opinione diffusa che la tecnologia umana (geoingegneria) può erigere e mantenere i sistemi ad alta pressione in un luogo specifico, se lo si desidera. E' questo ciò che sta accadendo di fronte alla West Coast? E’ questo il risultato dello sforzo in atto per mantenere più basso possibile il livello delle radiazioni provenienti da Fukushima verso gli Stati Uniti occidentali?
Osservando le sequenze delle foto satellitari e ricordando che i sistemi di alta pressione sono generalmente di forma rotondeggiante, come montagne circolari di aria che ruotano in senso orario, notiamo che i sistemi di alta pressione si dispongono innaturalmente secondo forme squadrate oppure in drastiche configurazioni a 90 gradi. Date un'occhiata voi stessi [ LINK ]. Seguite le tempeste che si muovono da sinistra a destra e osservate che cosa accade loro.
Alcuni dei rivoli di tali perturbazioni finiscono per essere spinti dalla jet stream su fino alla British Columbia, verso tutto il Canada per poi scendere negli Stati Uniti centrali. Questo spiegherebbe, tra l’altro, le letture anomale dei contatori Geiger eseguite su alcuni campioni di neve provenienti dal Missouri.
[1] «Esiste un governo ombra dotato di una propria forza aerea e navale, di un proprio sistema di autofinanziamento, capace di manipolare l'opinione pubblica e di perseguire i propri ideali di interesse nazionale, privo da ogni forma di controllo e non sottoposto al rispetto della legge stessa».
Daniel K. Inouye, Senatore degli Stati Uniti
A questo link le altre significative immagini satellitari a complemento dell'articolo.
Fonte: Freeskies
Pubblicato da Zret a
Thursday, April 3, 2014
Superare il "darwinismo letterario"
Superare il "darwinismo letterario"
Tra i critici è stato soprattutto Vittore Branca ad avallare ed a diffondere l’idea del “Decameron” quale “epopea dei mercanti”, quindi celebrazione dei valori espressi dalla civiltà borghese tardo-medievale: l’intraprendenza, l’ingegno, l’alacrità, l’uso accorto del denaro per creare nuove ricchezze. A ben vedere, però, nel capolavoro del Boccaccio, sono pochissime le novelle incentrate sulle presunte virtù del mercante. Non solo, tale figura o consegue i suoi obiettivi grazie alla fortuna o incarna una mentalità angusta che il Nostro è incline a condannare. Si pensi almeno alla celebre novella “Lisabetta da Messina”: qui la “ragion di mercatura”, lo spirito classista, in contrasto con le ragioni del sentimento, conducono la protagonista alla costernazione ed alla morte.
Il “Decameron” è una Commedia laica che dall’abisso del vizio, incarnato dal mattatore della prima novella, il turpe Ser Ciappelletto, conduce, attraverso le erte dell’esperienza umana, alla vetta della virtù rappresentata da Griselda, esempio di abnegazione talmente sublime da sconfinare nell’inverosimile.
Boccaccio talora vagheggia gli ideali della società cortese e, se non vi aderisce del tutto, è specialmente per il suo lucido realismo: perché ha compreso che l’età cavalleresca è per sempre tramontata. Ciò non lo esime dal guardare con un certo disdegno la nuova realtà: ne riconosce le spinte propulsive, ma, come Dante, intravede la tara di una temperie socio-economica che trova nell’usura e nella spregiudicatezza i suoi perversi capisaldi. Cardini sostiene che il "Decameron" costituisce "un vero e proprio progetto di rifondazione cavalleresca d'un mondo sconvolto dall'avidità e dalla grettezza mercantili".
E’ naturale che una tale rilettura del “Decameron” sfilaccia la tradizionale filigrana esegetica, inducendo ad interpretare i fenomeni storico-letterari secondo criteri più duttili, in grado di rilevare convergenze diacroniche, resistenze, riprese, marce indietro di là dal solito itinerario “evolutivo”.
Siamo abituati a fidarci delle esposizioni preconfezionate, delle versioni accademiche: in questo modo si ottunde lo spirito critico, scopo precipuo, di là delle insincere dichiarazioni di intenti, dei programmi scolastici vergati dal Ministero della pubblica distruzione. E’ quanto persegue chi conosciamo bene.





