L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

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Saturday, September 3, 2011

Nuvole tarocche: da Rudolf Steiner alle scie chimiche, da Rihanna a Fabrizio De André (articolo di M.B.)

http://www.tankerenemy.com/2011/09/nuvole-tarocche-da-rudolf-steiner-alle.html

Nuvole tarocche: da Rudolf Steiner alle scie chimiche, da Rihanna a Fabrizio De André (articolo di M.B.)

Pubblichiamo un originale studio di M.B. in cui sono snidati significati occulti, filigranati in alcune canzoni, e connessi ad un’interpretazione esoterica e spirituale circa l’origine dell’umanità. Non sembri un approccio peregrino: la bio-ingegneria clandestina nasconde molto più di quanto si possa immaginare con la più fervida fantasia.

Esistono entità che vivono nelle nuvole? Ed esistono altri esseri che vogliono danneggiarle, magari ponendosi dietro le quinte dei molteplici scopi dell'operazione 'scie chimiche'? Per quale motivo si osserva un tale accanimento contro i cumuli? Sono un semplice ostacolo alle comunicazioni militari o c'è dell'altro? E cosa sono i globi di luce che sembrerebbero tentare di contrastare i tankers chimici quando attraversano il cumulo al fine di dissolverlo? Quelle entità viventi nelle nubi potrebbero essere... come noi qualche anno fa.

Rudolf Steiner nel suo libro “Il Vangelo di Giovanni” scrive alle pagg. 110 e 111: "L'uomo è veramente, alla lettera, disceso sulla terra da sfere che dobbiamo definire come sfere di acqua e di vapore, d'acqua e d'aria (simili a elementali?). ... Finché era stato liquido ed aeriforme. egli si trovava su in mezzo agli dei; a poco a poco, parallelamente all'addensarsi della Terra, l'uomo si addensò fino all'odierna materialità. Questo processo rappresenta la discesa; come l'uomo è disceso, così pure risalirà. Dopo aver maturato tutte le esperienze possibili entro la materia solida, egli tornerà ad ascendere a quelle regioni nelle quali il suo corpo fisico è liquido ed aeriforme. ... Oggi intanto egli non può che anticipare spiritualmente quegli stati. L'uomo un tempo non nasceva dalla carne e dalla terra, bensì dall'aria e dall'acqua e, in avvenire, dovrà realmente rinascere dallo spirito dell'aria e dell'acqua".

In seguito l'antroposofo riporta un passo del Vangelo detto di Giovanni tratto dal colloquio con Nicodemo: “A meno che uno non sia nato dall'acqua e dall'aria, non potrà entrare nel Regno dei Cieli”. (Gv. 3, 5).

C'è qualcuno che si sta opponendo a tale risalita? Qualche forza contraria all'uomo?

Da sempre la musica propinata a ripetizione in radio e televisioni, è spesso veicolo di messaggi 'satanici' intrisi di forte simbologia. Pensiamo alle attuali 'stelle' internazionali come Lady Gaga e Rihanna. Proprio riguardo a quest'ultima, l'utente di Youtube, Lenonhonor, ha analizzato la canzone “Umbrella”, producendo un documentario di circa tre ore dal titolo 'Works of evil', ora riproposto dall’utente GrandTruth0777 col titolo ‘ Hip hop and the occult: secret cult messages, Rihanna Umbrella video’ di cui sono disponibili tutti gli spezzoni a partire dal secondo

La canzone ed ancor più il video che l'accompagna sono pieni di simboli: figure geometriche, sigle, doppi sensi, riferimenti a famiglie illustri (Rockfeller), ma non solo. La cantante è accompagnata dal rapper Jay-Z che compare in diversi fotogrammi, mentre tiene le dita a forma di piramide, inserendo il suo occhio all'interno. Il rapper produce una voce particolare e la cantante interagisce con lui: secondo Lenonhonor, questo duetto alluderebbe ad un vero e proprio dialogo fra un demone e la popstar, nella quale vengono elencati i vantaggi che ella avrebbe, ponendosi sotto la sua protezione (l'umbrella del titolo): soldi, fama, successo. Tra le varie lusinghe, il demone afferma che non ci sono nuvole nelle sue tempeste: 'No clouds in my storms'. E proprio questa frase, più volte sottolineata nel documentario, ci porta al tema iniziale: le 'tempeste' non vanno qui intese, secondo Lenonhonor, dal punto di vista meteorologico, ma come sconvolgimenti che il demone è in grado di provocare con i suoi poteri. Ed in queste negatività non ci sono nuvole.

Le nubi, quelle naturali, oltre ad essere portatrici di piogge nutrienti e rinfrescanti, riescono a rendere splendidi anche i paesaggi più monotoni, disegnando particolari scenografie. Eppure nel linguaggio comune il tempo nuvoloso viene definito 'brutto'. Un altro modo per metterci contro di loro?

Anche in Italia esistono casi simili a quelli di Rihanna. Molti cantanti, talora non privi di qualche qualità, appaiono tuttavia come 'fabbricati a tavolino', uscendo da qualche talk show o reality. E chi ci dice che non vengano anch'essi usati per veicolare determinati messaggi? Alessandra Amoroso ha inciso un disco in cui appare in copertina con uno sguardo particolare, quasi demoniaco e diverso dal solito (notare le differenze), ma soprattutto acconciata in modo molto simile a Rihanna. E come si intitola questo album? “Senza nuvole”.

Ma nella musica potrebbero esserci anche casi 'opposti'. Sorvolerei sulla Bandabardò e sul loro recente album 'Scaccianuvole' in cui appare un uomo a cavalcioni sul muso di un aereo (ma io, pur non conoscendola appieno, credo che tale band sia buona solo per emozionare qualche illuso alla festa dell'Unità, ma assolutamente non in grado di formulare riferimenti metaforici o simili).

Appare, invece, molto più interessante il caso di Fabrizio De André, autore da porre sicuramente tra quelli che si sono “spinti oltre”. Le nuvole sono presenti in almeno due titoli di suoi dischi: “Nuvole barocche” e “Le nuvole”.

Il primo è uno dei più vecchi e sembra sia stato ripudiato dal cantautore stesso. Lo stile appare quasi antico, come quelle musiche che uscivano da un grammofono. Ma non per questo i brani sono di scarsa qualità. Anzi, due sembrano davvero da inserire fra i più belli di De André.

Il secondo si apre proprio con la canzone che dà il nome all'album: si tratta in realtà di una poesia letta a due voci da Lalla Pisano e Maria Mereu. Potrebbe sembrare un'ode alle nubi o meglio di come esse possano al contempo affascinare ed impaurire. [ Link al video ]

In realtà Fabrizio De Andrè, in una rara intervista televisiva, affermò che il titolo è un omaggio ad Aristofane e le nuvole sono da intendersi come personaggi (politici etc.) che si mettono fra noi ed il cielo, impedendoci di vedere il sole.

Un'accezione negativa quindi anche per lui? Probabile: le nuvole 'che assumono forma di pecora' potrebbero essere un riferimento alla famiglia Agnelli? E quelle a forma di airone, elegante volatile citato anche da Rino Gaetano nel suo sibillino brano “Cerco”? Va ricordato, però, che come il cantautore calabrese non ha quasi mai parlato esplicitamente in televisione del vero significato delle sue canzoni, allo stesso modo l'autore genovese potrebbe aver fornito una lettura più comprensibile ad una platea televisiva, come quella offertaci ad hoc da Fabio Fazio che sembrerebbe avere l'esclusiva su qualunque cosa riguardi De Andrè. L'ultima frase della canzone è troppo profetica per non essere presa in considerazione, soprattutto perché all'epoca dell'uscita dell'album non si parlava ancora di 'scie chimiche'. Eccola per intero:"(Le nuvole) vanno, vengono, per una vera, mille sono finte e si mettono lì tra noi ed il cielo per lasciarci soltanto una voglia di pioggia". Da notare l’aggettivo ‘finte’: perché usarlo se si trattasse solo, come sostenuto nell’intervista, di quelle nuvole gonfie di pioggia, poi dissolte dal vento? Esse sarebbero comunque vere, al massimo ‘illusorie’ o ‘bugiarde’, ma in fin dei conti reali. Nessuno aveva descritto in maniera così poetica la nuvolaglia lattiginosa e sterile delle scie chimiche persistenti!

Insomma, nonostante Fabrizio De André abbia ripudiato il suo album giovanile, meglio le sue “Nuvole barocche” delle moderne e più tristi “nuvole tarocche”.


5 commenti:

Straker ha detto...

Breve testo di indirizzamento alla conoscenza del fenomeno "scie chimiche"

Gianbattista ha detto...

http://www.repubblica.it/ambiente/2011/09/01/news/effetto_serra-21122427/

corrado ha detto...

Censura sulla rete, facebook, e l'ultima carta dei disinformatori

PS: non avevo mai fatto caso a quelle nuvole finte nella canzone di De andré, ma a riferimenti simili in una vecchia canzone di Sergio Endrigo, che cantava di scie bianche nel cielo azzurro nel mentre descriveva una sorta di futuro tecnologico da incubo

Un volo di gabbiani telecomandati
e una spiaggia di conchiglie morte
nella notte una stella d'acciaio
confonde il marinaio
strisce bianche nel cielo azzurro

Un toro è disteso sulla sabbia
e il suo cuore perde kerosene
e ogni curva un cavallo di latta
distrugge il cavaliere
terra e mare polvere bianca
una città si è perduta nel deserto
la casa è vuota non aspetta più nessuno
che fatica essere uomini

Straker ha detto...

Che buffoni.

Straker ha detto...

Mi riferivo all'idea della mongolfiera.

@ Corrado. Pensa che la canzone di Endrigo fu usata come introduzione alla puntata della "Gaia Scienza" di Bario Tozzi, come per dire: "Le scie di consensa ci sono sempre state". Ma leggendo bene il testo, si intuisce ben altro!


Thursday, September 1, 2011

La vita è sacra, un po’ sì, un po’ no, dipende…

http://zret.blogspot.com/2011/08/la-vita-e-sacra-un-po-si-un-po-no.html

La vita è sacra, un po’ sì, un po’ no, dipende…

L’altro giorno mi sono accorto che una bella pianta di Ficus Benjamina che prosperava in un’aiuola sotto casa è stata tagliata. La pianta non era malata (motivo o pretesto per sbarbare alberi ed arbusti), ma sempre più spesso noto che alberi e cespugli vengono sradicati senza una ragione apparente: non occultano alcun cartello, la resina non cade sulle scocche di auto lussuose, rovinandole irreparabilmente (poveri proprietari), non sono d’ostacolo alla costruzione di un edificio o di una strada. Ho l’impressione che queste azioni siano dovute alla noia o ad un’istintiva malvagità tipicamente umana. Tralasciamo pure il discorso utilitaristico: la vegetazione produce l’ossigeno indispensabile per gli esseri viventi, dona ombra, frescura; assorbe il rumore e molti inquinanti. Tutta un’industria si basa sull’uso delle piante. Tralasciamo pure il discorso estetico: gli alberi ed i fiori sono splendidi “protagonisti” di giardini, parchi, boschi, una delizia per i sensi. Possibile che, svellendo una pianta, non ci si accorga che si uccide un essere vivente, persino senziente?

Che cosa volete che sia? Nel mondo ogni giorno milioni di uomini, donne e bambini muoiono di fame e qualcuno si preoccupa di una pianta strappata! Esistono delle priorità: prima risolviamo i problemi che affliggono l’umanità (creati ad arte dal sistema, ma questo è un altro discorso…) e poi, semmai, ci occuperemo, degli animali e delle piante. Il solito atteggiamento gattopardesco e dilatorio: si rimanda ogni azione al momento in cui sarà costruita la società perfetta. Campa cavallo… Che le cavie siano pure accecate nei laboratori, ma destiniamo l’otto per mille alla Chiesa cattolica che assiste indigenti e derelitti…

Tra l’altro, come ha scritto qualcuno, “Il buon (sic) Steiner aveva detto che il mondo fisico appartiene ai minerali, il fisico e l’eterico ai vegetali, il fisico, l’eterico e l’astrale agli animali, infine il mondo fisico, l’eterico, l’astrale e la consapevolezza di sé (coscienza) all’uomo”. Insomma, poiché l’ha scritto Steiner, è vero. Ipse dixit. Si “ragiona” con il principio di autorità, a botte di citazioni bibliche e no, mai in modo autonomo, critico.

Sarebbe, invece, opportuno chiedersi che cosa sia la coscienza: se non affiori già nelle piante oltre che negli animali. Bisognerebbe interrogarsi su che cosa sia la vita ed in che cosa risieda la sua sacralità. Nessuno ha la risposta, ma le domande vanno poste e le questioni dibattute in termini non convenzionali, da scettici veri. Dove Steiner ha tratto la sua “verità”, la sua classifica? Dall’akasha? [1]

Qui agisce il solito pregiudizio: gli uomini sono tutti uguali. Se esistessero, invece, degli uomini inferiori a certi animali superiori? Se esistessero uomini senza coscienza e demoni in sembianze umane?

Qui occorre una riflessione radicale e domandarsi non solo come migliorare le condizioni dell’umanità, ma anche perché la natura, con tutti i suoi strabilianti frattali, le sezioni auree, le mirabili geometrie, sia un organismo in cui tutti divorano tutti, un corpo che divora sé stesso. Il cosmo è questo: non siamo noi ad averlo concepito in tal modo e, se i bambini periscono di inedia, la colpa non è solo di chi ama gli animali.

Non intendo equiparare la vita della formica a quella di un uomo, ma non sono così sicuro che certi uomini hanno un’anima (gli ilici della Gnosi antica?), mentre alcuni cani ne sono privi. Se potessi decidere dove dirigere un fulmine, che comunque sta per abbattersi, se su un torturatore di bambini e cavie o su un quattro zampe che ha salvato delle persone dall’annegamento, deciderei di indirizzarlo sul primo, anche se un sacerdote afferma che l’uomo, anche maligno, ha un‘anima ed il cane no.

Chi non avverte il mistero della sacralità (una scintilla divina imprigionata nella materia?) con noncuranza brucia una pianta, tortura un gatto, ma non uccide i genitori per ereditarne il patrimonio. Certamente è così, ma, se si cominciasse a rispettare, nei limiti del possibile, la vita in tutte le sue epifanie (o teofanie), senza graduatorie, gerarchie precostituite, distinzioni a priori, forse il mondo sarebbe migliore.

Conosco già le solite obiezioni: “La Bibbia asserisce che l’uomo è stato creato ‘ad immagine e somiglianza di Dio’ (traduzione clamorosamente sbagliata) e non gli animali; Agostino dice che… Tommaso dice che… Cartesio dice che… Kant dice che… Marx dice che… Steiner dice che… il papa, dulcis in fundo, dice che gli embrioni hanno l’anima, gli animali no”. Hitler amava gli animali, ma era un satanasso. Benedette scie chimiche allora. Almeno sono democratiche: sterminano piante, animali ed uomini, indistintamente. Finalmente un olocausto egualitario.

Dov’è poi questo amore per l’umanità anche tra coloro che si dichiarano cristiani? Mi vengono in mente i discorsi di quei (pochi) politici, per lo più della Lega Nord e dell’Italia dei valori, che hanno esortato a limitare l’intervento militare in Libia, ma NON perché la popolazione libica è massacrata e neppure giacché l’uranio impoverito avvelenerà pure gli Italiani, ma in quanto i costi della missione si traducono in un aumento delle tasse (accise sulla benzina)! Che umanità! Che cuore! Eppure molti leghisti si professano cattolici! Una volta i politici, servi delle élites sataniste, fingevano di essere solidali con i popoli trucidati e perseguitati; oggi “non gliene può frega’ de meno.” La base idem.

Vedo l’aridità totale, irredimibile dell’homo oeconomicus: indifferente, cinico, insensibile, per lui la vita in tutte le sue manifestazioni è una merce, monetizzabile. E’ un valore di scambio. Chi oggi sevizia un gatto, domani assassinerà un suo simile per denaro?

Lo “Spirito va dove vuole”: talora può permeare un sasso per rifuggire da certi "uomini".

[1] Steiner è un autore che ebbe delle notevoli intuizioni, ma non intendo trasformarlo in un guru.

Monday, June 27, 2011

Steiner ed il destino della Terra

http://www.tankerenemy.com/2011/06/steiner-ed-il-destino-della-terra.html

Steiner ed il destino della Terra

1 commenti:

Straker ha detto...

Terremoto in Canada: forte scossa avvertita a Ottawa, Toronto e Montreal |Ultima modifica: 23 giugno 2010 - 23:15

Le immagini da una webcam a Ottawa
CANADA / Una scossa di terremoto è stata avvertita alle 19.45 ora italiana, le 13.45 locali, in Canada in una vasta porzione della regione dell’Ontario. La scossa è stata avvertita distintamente a Ottawa, a Toronto e a Montreal. Sono in corso alcune evacuazioni. Le notizie arrivano con ritardo, perché sono stati evacuati anche alcuni edifici che ospitano tv, giornali e siti internet d’informazione.
La scossa deve essere stata molto violenta, anche perché è stata avvertita anche negli stati americani dell’Ohio, New York e Michigan. Non si hanno a disposizione ancora informazioni più dettagliate. Molte segnalazioni si susseguono su twitter. I tg locali hanno appena aperto le edizioni straordinarie. E’ una zona in cui i terremoti non sono frequenti.
La scossa è durata 15 secondi, racconta un testimone su twitter. Le strade di Ottawa sono in questo momento affollate di gente che ha paura di entrare di nuovo negli edifici.

Saturday, June 25, 2011

Il bene ed il male

http://zret.blogspot.com/2011/06/il-bene-ed-il-male.html

Il bene ed il male

“Il bene e il male: che cos’è”(?) è un volume in cui sono raccolti gli interventi di una conferenza tenuta da Pietro Archiati. Il titolo, che esibisce un soggetto tanto vitale, mi ha subito catturato, ma la delusione è stata pari, se non superiore, alla curiosità dei primi istanti.

Archiati si professa discepolo di Rudolf Steiner, di cui riprende, in verità semplificandole e volgarizzandole, alcune idee. Come si nota dal titolo, il tema è tra i più impegnativi, eppure l’autore, sicuramente persona in buona fede e simpatica, lo affronta in modo alquanto superficiale. Nel volume, che punta molto sulla libertà (data come postulato, non dimostrata nonché almeno in parte in contraddizione con la dottrina del karma) e sulla creatività dell’uomo, sulla necessità di emanciparsi dalle regole per costruire un’etica genuina, non manca qualche gemma, ma l’impressione generale è di deprimente piattezza e banalità.

E’ lodevole che Archiati abbia deciso di prendere le distanze dalla chiesa cattolica e dalle sue storte dottrine pseudo-cristiane; la sua critica dello scientismo è motivata e la diagnosi dell’insoddisfazione come assillo dell’uomo contemporaneo è calzante, ma al vino cattivo si sostituisce un vino annacquato.

In fondo, il libro è simile a mille altri testi edificanti: lasciano il tempo che trovano e la realtà non è meno dura, se la descriviamo con belle parole. Si sfiora poi il ridicolo, quando, nel goffo tentativo di giustificare il male ed il karma, si comincia un astruso computo di anime incarnatesi o disincarnatesi che sembra una specie di riffa: “il calcolo dei dadi più non torna”. Al limite tutti questi numeri vanno bene per giocarseli al lotto.

Rispetto alle pagine scritte dal venerato maestro che ebbe un’acuta e lungimirante visione delle Tenebre, concepite come una realtà oscura e maleficentissima, si resta disarmati di fronte a così dozzinali spiegazioni ed inviti deamicisiani al “volemose bene”. Le sofferenze inaudite di un’umanità straziata nel corpo e nell’animo, di una natura torturata sono anestetizzate con quattro scialbi predicozzi da prete di campagna.

E’ inutile diffondersi oltre su un libercolo che, nonostante le buone intenzioni dell’autore, è poco più di un catechismo steineriano. Di fronte al male, come abbiamo più volte scritto, o si dimostra caratura intellettuale per gettare un barlume sull’interrogativo per antonomasia o è meglio tacere, poiché se la teodicea è di per sé audace, una teodicea così sciocca è addirittura sacrilega.

Che cos’è il male? Archiati si cimenta in questo compito improbo, in una “impossibile mission”, ma la missione è fallita!

Ringrazio M.B., che credo concorderà con questo mio giudizio del tutto scevro di acrimonia, per la segnalazione.

Friday, April 15, 2011

Plasma (seconda ed ultima parte)

http://zret.blogspot.com/2011/04/plasma-seconda-ed-ultima-parte.html

Plasma (seconda ed ultima parte)

Leggi qui la prima parte.

Parassiti dunque i Voladores come i Lux malanghiani, raffigurati come predatori alieni. Questi ingordi succhiatori richiamano pure, mutatis mutandis, il doppio descritto da Rudolf Steiner. Nel libro "Il mistero del doppio" (si tratta della silloge contenente gli interventi di cinque conferenze tenutesi a San Gallo ed a Dornach nel 1917), il fondatore dell’antroposofia indugia sugli enigmi dell'anima umana ed in particolare sul doppio, un'entità dimorante nell'uomo sin dalla nascita e che, temendo la morte, si allontana dal corpo prima del decesso. Secondo Steiner il doppio, la cui natura è ahrimanica, è responsabile di molte malattie. L'autore descrive una sorta di demone che alberga nell'individuo e di cui egli non è conscio. L'inquietante teoria steineriana del doppio trova addentellati in alcune concezioni gnostiche: ad esempio, il maestro Basilide, a proposito dell'uomo, sentenziò che egli è "un accampamento di demoni", evocando l'influsso di misteriose e sinistre creature.

Il Doppelganger steineriano, che dopo la morte dell’ospite, si allontana per cercare un altro soma da parassitare, assomiglia al Lux. L’entità si intrude, infatti, negli individui per assorbirne l’energia animica e può agganciarsi via via a diverse vittime.

Queste ricostruzioni possono trovare delle conferme? Sembra di sì. Micah Hanks, in “Creature di energia nell’atmosfera terrestre?” ricorda che, fra gli altri, Charles Fort, Trevor James Constable ed Ivan Sanderson proposero la teoria di “forme di vita atmosferiche”. In particolare Constable nel saggio “The cosmic pulse of life” ipotizza l’esistenza di esseri che vivrebbero negli strati superiori dell’atmosfera, donde si muoverebbero per recarsi sulla terra col fine di predare capi d’allevamento ed altri animali. Per quanto strana possa apparire questa idea, persino Carl Sagan discusse di alieni sferici in grado di vivere nell’ambiente di giganti gassosi come Giove. Inoltre alcuni astronauti hanno visto nello spazio singolari forme energetiche. Ancora, studi condotti dalla N.A.S.A. hanno suggerito che forme di vita basate sul plasma possano persino scaturire dal “vacuum”.

Come si vede, l’idea di Bellini non è poi tanto isolata. U.F.O. plasmatici, creature proteiformi e, last but not least, la trasformazione dell’atmosfera in qualcosa di simile al quarto stato della materia, attraverso le operazioni elettro-chimiche (si pensi alla diffusione di bario), sono altrettanti meandri di un labirinto enigmatico e tetro. Il fattore tecnologico è sottolineato da Bellini che scrive: “Attualmente, grazie allo sviluppo tecnologico umano, il Lux è in grado di muoversi nell’intero globo per mezzo dell’energia elettrica e di entrare nelle nostre case con estrema rapidità, anche da una presa della luce o da una lampadina.”

Tra le carte degli “illuminati”, quella denominata "The rapture" mostra un registratore a bobine: da una bobina si dipana il nastro spezzato. Sullo sfondo è effigiata la Terra spaccata, come fosse una mela: dall'ampia fenditura schizzano dei raggi dardeggiati da un sole all'interno di Gaia. Il tutto sembra un'allusione all'eccentrica teoria della Terra cava o riferirsi al cuore del pianeta che potrebbe essere formato da plasma e non composto da metalli fusi. Numerosi indizi suffragano questa ipotesi: ad esempio, la sonda spaziale "Dynamic Explorer" della N.A.S.A. ha determinato che un vento plasmatico emana dai poli della Terra in aggiunta al vento che scorre dentro i poli.

Creature viventi e nucleo del pianeta di plasma. Fantasie? Può darsi, ma non avremo forse trascurato di studiare adeguatamente uno stato della materia che è tanto rilevante nell’universo?


Saturday, July 24, 2010

Ipotesi lunari

http://zret.blogspot.com/2010/07/ipotesi-lunari.html

Ipotesi lunari

Numerose sono le teorie sulla formazione della Luna che, stando all'astronomia ufficiale, avrebbe 4,6 milioni di anni. Secondo l'astronomo statunitense W.H. Pickering (1858-1938), questo "calcinato cadavere cosmico" (W. Von Braun) fu strappato dal cuore della Terra. Anche R. Steiner, nel saggio “Miti e misteri dell'antico Egitto”, sostiene che il satellite e la Terra, eoni addietro, costituivano un unico corpo celeste. Lo scienziato britannico J.H. Jeans (1877-1946) pensò che Selene fosse il risultato dell'aggregazione di frammenti cosmici; il celebre astronomo di Albione, F. Hoyle, (1915-2001), ipotizzò che la Luna fosse stata originata dai frammenti di una stella esplosa.

Il noto cosmonauta sovietico Pavel Popovich (1930-2009) riporta le seguenti informazioni: molto tempo fa, esisteva un pianeta gigante vicino alla Terra, più grande di Saturno, abitato da una civiltà avanzatissima. Alcuni autori di fantascienza chiamano il pianeta Phaeton, altri Moonah [ecco, proprio il nome giusto - eSSSe]. I suoi abitanti sfruttavano l'energia nucleare ed usavano il nostro pianeta come area di test: di conseguenza sul pianeta occorse un'esplosione con tragiche conseguenze. Un frammento di Moonah si staccò e venne catturato dalla Terra, per diventare la nostra Luna.

La Luna, che è l'oggetto astronomico più vicino a Gaia ed il più intensamente studiato, è dopo tanti millenni, ancora un corpo enigmatico: ad esempio, non è chiaro quale sia la genesi dei crateri. Di solito si ripete che i crateri sono dovuti all'impatto di meteoriti, benché alcuni scienziati li attribuiscano all'attività vulcanica. Talbot, però, insieme con gli altri ricercatori che hanno elaborato la teoria dell'universo elettrico, sostiene che la conformazione di queste depressioni circolari e, in particolare, le raggiere di solchi sui bordi evidenziano l'azione di fenomeni elettrici su scala cosmica.

Sono molteplici le singolari manifestazioni osservate sul globo: si va delle ombre che si muovono ai bagliori di fuoco, come quelli notati il 23 novembre del 1920 nei crateri Funerius e Keplero, dai "segnali luminosi" del cratere Platone, alla trasparenza della Palude del sonno. Qui il suolo selenita appare semidiafano, lasciando intravedere al di sotto un piano opaco. Queste ed altre stranezze sono state raggruppate nell'espressione "fenomeni lunari transienti".

Questi eventi sono osservati da circa un millennio ed alcuni sono stati riferiti da molti testimoni o da scienziati rispettabili. I fenomeni che sono stati osservati variano da nebbie localizzate a cambiamenti duraturi del panorama lunare ed includono nebbie, colorazioni rossicce, verdi, blu o violette, illuminazioni, oscuramenti.

Non manca poi chi afferma, come il documentarista José Escamilla, che il satellite ha un aspetto e colori ben diversi da quelli divulgati dalla N.A.S.A.: non sarebbe, infatti un sasso grigio ed arido, ma un avamposto su cui sorgono basi extraterrestri. Una speculazione? Già lo scrittore Luciano di Samosata, nel suo romanzo "Storia vera", aveva immaginato che la Luna fosse abitata: la sua era solo un'invenzione letteraria, ma l'idea che lassù qualcuno si nasconda sotto i mari e le catene montuose o sulla dark side, non è poi così peregrina, se già il funesto Bush junior progettò di costruire installazioni militari sul satellite.

La fascinazione della Luna è antica quanto l'umanità: simile ad un volto occhiuto, essa sembra scrutare la Terra. La superficie selenita, con aree di colorazione differenti, ha tradizionalmente suggerito l'immagine di un viso umano. Plutarco (I- II sec. d. C.), nella monografia "De facie in orbe Lunae apparente", disquisisce su tale concezione. Nel Medioevo, alcuni videro nel disco splendente la figura di Caino che regge una forca di spine. Dante, seguendo Averroè, aveva attribuito le aree chiare e scure ai "corpi rari e densi", ossia alla diversa densità della materia lunare, ma Beatrice in Par. II, corregge tale convincimento, attraverso una spiegazione di natura teologica.

Di recente, un famoso scrittore ha rinverdito l’eccentrica idea secondo cui la Luna sarebbe una costruzione artificiale, una gigantesca astronave, ospitante un gruppo di perfidi alieni che, da eoni, perpetra una perniciosa manipolazione dell’intera umanità. Questa congettura si incastra con la tesi circa l'artificialità di Phobos e Deimos, i satelliti di Marte, le cui caratteristiche salienti erano state inspiegabilmente divinate da Johnathan Swift nei "Viaggi di Gulliver". L'astrofisico sovietico I. Sklovskij (1916-1985), decenni addietro, suggerì che le lune del cosiddetto "pianeta rosso" non fossero naturali. Una ricerca scientifica, eseguita poco tempo fa, da un'équipe indipendente del Mars Express Radio Science (MaRS), ha concluso che l’interno di Phobos potrebbe essere cavo, proprio come opinò Sklovskij.

Come si può constatare, i misteri selenici sono innumerevoli e qui ho tralasciato anche solo di sfiorare gli ambiti astrologici ed esoterici, il significato mitico e religioso della Luna e di Lilith, the black moon, le tradizioni che legano la rutilante sfera al Sinai etc. Che il nostro satellite sia un mondo artificiale, a guisa della Morte nera, la sinistra stazione spaziale, al centro dell'universo immaginato nella saga cinematografica Star wars, non è forse una supposizione così... lunare.

Fonti:

Enciclopedia dell’astronomia e della cosmologia, Milano, 2005 s. v. Luna e sotto le voci inerenti agli scienziati
P. Kolosimo, Ombre sulle stelle, Milano, 1966
R. Steiner, Miti e misteri dell’antico Egitto, 1908




Friday, December 11, 2009

L'ambiguità di "Matrix" (un controdiscorso)

http://zret.blogspot.com/2009/12/lambiguita-di-matrix-un-controdiscorso.html

L'ambiguità di "Matrix" (un controdiscorso)

Il film "Matrix", per la regia dei fratelli Wachowski, (1999), è stato oggetto di numerose interpretazioni confluite anche in una raccolta di saggi Pillole rosse. Matrix e la filosofia, 2006. Sorprende che tra i vari esegeti, alcuni dei quali si sono persi nelle elucubrazioni più cervellotiche, nessuno abbia interpretato la nota pellicola in modo letterale. Questa lettura è peregrina, benché contenga, a mio parere, dei frammenti di verità. (Vedi Il dominio delle macchine da Atlantide a Zeitgeist).

Bisogna ricordare che "Matrix" è un'opera cinematografica che esprime, pur con qualche deviazione dall'ideologia dominante, la Weltanschauung e gli obiettivi del sistema. Pertanto trasformarla nella Bibbia dell'uomo che si ribella al potere è, per lo meno, un'ingenuità. Purtroppo è quello che è accaduto: la pillola rossa, (il) Neo-Messia che redime la popolazione asservita... sono divenuti altrettanti topoi di una rivoluzione velleitaria, surrogati della speranza in un futuro migliore. In ogni caso "Matrix", oltre a fornire interessanti spunti di riflessione su temi ontologici (che cos'è la realtà?), lascia filtrare qualche rivelazione affidata a particolari all'apparenza insignificanti e ad alcune battute dei personaggi, più che all'intreccio nel suo complesso, soprattutto se si leggono al contrario certi aspetti.

Proviamo ad invertire la dialettica uomini-macchine e scopriremo inquietanti risvolti. Si pensi alla frase pronunciata da Morpheus che è un'allusione alle scie chimiche: "Non so quando avvenne, ma ricordo che fummo noi ad oscurare il cielo". Il mentore di Neo intende qui riferirsi alla decisione che presero gli uomini di filtrare la luce del sole per tentare di sottrarre alle macchine l'energia che, alimentandole, le stava rendendo in grado di sopraffare le persone. E' questo forse uno stratagemma narrativo per deresponsabilizzare le élites che perseguono il folle disegno di trasformare l’umanità in un computer bionico. L'oscuramento è anzi volto alla distruzione della biosfera, mentre le microstrutture (M.E.M.S.) sono alimentate dalle onde elettromagnetiche e dai raggi ultravioletti.



L'antitesi tra artifciale e naturale enfatizzata nel film confligge con l'integrazione tra organismi viventi e programmi informatici senzienti vagheggiata dal sistema. D'altronde l'algida matrice che genera una realtà intesa come neuro-simulazione, è combattuta da rivoltosi la cui visione della vita, meramente biologista (gli uomini sono batterie, la mente identificata con l’encefalo, le esperienze come neuro-stimolazioni...), non si discosta molto dalla ferrea ed impersonale gestione energetica attuata dalle macchine.

Benché, per l'enucleazione dei motivi che costellano la pellicola dei fratelli Wachowski si siano scomodati Platone, la Gnosi, Kant etc., siamo al cospetto di una concezione tecno-esoterica in cui i nomi dei personaggi sono sovente più significativi della trama: così Neo è, nella sua vita irreale, Anderson, ossia in una contaminatio tra greco ed inglese, il Figlio dell'Uomo (adombramento del falso Messia, già evocato da Steiner); Morpheus è il nome del dio del Sonno, dunque è colui che, lungi dal risvegliare il protagonista in un mondo atroce ma vero, lo immerge nell'ipnosi dell'inganno che si perpetua, anche se in un differente stato percettivo.

Emblematico è anche il nome della città di Zion. Sion, la città di Dio, è l’unico centro di "Matrix "in cui gli uomini sono liberi, ma è ubicato (non è poi così strano) nelle profondità della terra. Simboleggia la Terra Promessa per l'equipaggio della nave, ma adombra anche uno fra i vertici dell'esecrando potere mondiale.

Un simbolismo biblico ed onirico è collegato anche al nome della nave, Nebuchadnezzar (Nabucodonosor). Nebuchadnezzar, re di Babilonia, fu istruito in sogno da Dio per distruggere gli abitanti di Gerusalemme che adoravano falsi profeti.

Pare dunque di poter intravedere, nel discorso digitale-cibernetico, una filigrana luciferino-transumanista: Neo, il Messia del futuro, è l'Uomo-macchina che, battendosi (fingendo di battesi) per liberare l'umanità dalla schiavitù all'Intelligenza artificiale, alla fine ne riafferma il predominio, mancandogli del tutto una dimensione spirituale, surrogata dalla padronanza delle arti marziali.

L'epigrafe del film è nell'obliqua battuta di Morpheus: "Il corpo non sopravvive senza mente". Il generico e rigido dualismo corpo-mente si rattrappisce nell'unità del cervello, sia esso biologico o elettronico.

Nonostante questi limiti ed ambiguità della produzione cinematografica, resta indelebile la sequenza in cui, azzerata la simulazione elettronica, Morpheus mostra a Neo la Terra così com'è realmente: un immenso cumulo di rovine sovrastato da un cielo grigio e metallico, una landa in cui gli edifici semidistrutti da una guerra planetaria paiono statue di divinità pagane spezzate dalla furia di un cataclisma. E' immagine potente, simbolo della desertificazione del mondo che ci circonda e dell'aridità interiore.

Non occorre, però, che alcun programma informatico crei uno scenario di vita fittizia, visto che il pianeta è già un cadavere.

Non occorre che le macchine prendano il sopravvento su uomini che sono già automi.