L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

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Wednesday, August 8, 2012

Una Femmina “Alpha” istruisce chi cerca compagna/o


http://www.neovitruvian.it/2012/08/08/una-femmina-alpha-istruisce-chi-cerca-compagnao/

Una Femmina “Alpha” istruisce chi cerca compagna/o

Ho 28 anni, possiedo un’ottima cultura, ho viaggiato molto e sono una sofisticata donna vietnamita/canadese, cresciuta con i valori tradizionali e con i genitori ancora sposati dopo più di 25 anni di rapporto.

Nyla
Al giorno d’oggi, uomini e donne, si lamentano delle difficoltà incontrare nel trovare un compagno/a.
“Perché gli uomini non hanno le palle?” dicono le donne.
“Perché tutte le donne sono puttane cercatrici d’oro?” dicono gli uomini.
Il piano degli illuminati per distruggere le istituzioni del matrimonio e della famiglia sta funzionando dannatamente bene. Le masse hanno perso il contatto con ciò che è naturale. Non riflettono sulle loro opinioni e soprattutto su chi veramente ne trae beneficio.
E’ tempo di correggere il nostro punto di vista sul matrimonio, sulle pratiche di corteggiamento e sul ruolo maschio/femmina nei matrimoni / relazioni, in modo da avere una società felice e socialmente sana per i nostri figli.
CARATTERISTICHE DEGLI UOMINI ALPHA
  • Leader
  • Indipendente
  • Una forte volontà
  • Assertivo
  • Fiducioso
  • Elevata autostima
  • Protettivo
  • Compassionevole
Qui ci sono le tre caratteristiche fondamentali che rendono un uomo, UOMO.
Dichiarativo -
E’ importante se l’uomo è impegnato in un rapporto o se sta corteggiando qualcuno. Essere generoso con i complimenti è un tratto molto attraente ed un comportamento da adottare. Le donne amano sentire il proprio ego piacevolmente accarezzato, tanto quanto gli uomini. Fare complimenti veri è una qualità attraente e un ottimo strumento da utilizzare. Far sorridere qualcuno, ridere e stare bene con se stessi non costa nulla.
Protettivo -
Le donne amano gli uomini che hanno una forte energia maschile in loro. Essa viene mostra attraverso la postura, la confidenza, l’autostima, il modo in cui si rivolge, parla e tratta gli altri. La donna deve essere sicura che il patner sia in grado di controllare se stesso in autonomia (non solo fisicamente), nei svariati contesti sociali. Deve dimostrare alla donna, di saperla proteggere, ad esempio, camminando nel bordo esterno del marciapiede, facendole da “scudo” nell’eventuale traffico.
Generoso -
L’essere generoso è la caratteristica fondamentale che rende un uomo, un maschio ALPHA. Se sta corteggiando qualcuno, è l’uomo che deve provvedere ai costi dei vari “intrattenimenti”.
Gli uomini che dicono: “Beh, le donne fanno più soldi ora, quindi dovrebbero essere in grado di coprire da loro le spese” mancano il punto. Siete voi a corteggiarle, non viceversa.
Spetta all’uomo corteggiare (ogni altra specie di sesso maschile in natura lo fa, per l’uomo non è diverso). E’ innaturale per le donne assumere un ruolo dominante e prendere le redini del corteggiamento. Se una donna corteggia e bada alle spese, sta già chiarendo il fatto che è lei l’”alpha” e non l’uomo. Gli uomini hanno bisogno di capire il loro ruolo e prenderne atto.
Quando un uomo può chiaramente dimostrare queste tre qualità, risulta desiderabile agli occhi di molte donne.
COME DOVREBBERO COMPORTARSI LE DONNE
La maggior parte delle ragazze e delle donne non hanno la minima idea delle caratteristiche che la rendono DONNA: una donna che gli uomini vorrebbero sposare e con la quale vorrebbero costruire un futuro.
Qui in seguito sono elencate le tre più importanti:
Fungere da supporto -
Gli uomini hanno bisogno di sostegno emotivo da parte delle loro donne. Una buona donna sta vicino al proprio uomo nei periodi positivi come in quelli negativi. Non rimprovera l’uomo, se ha perso il lavoro o non è stato in grado di trovarne uno. Utilizza invece, forti parole di incoraggiamento, un atteggiamento positivo e la fiducia per aiutarlo a rialzarsi, sicuramente non lo sminuirà o denigrerà.
Essere riconoscente -
Mostrare apprezzamento e saper dire grazie sono qualità femminili importanti. Gli uomini lavorano sodo per provvedere alle donne, la cosa peggiore che può succedere è che ogni sforzo passi inosservato, incompreso quasi fosse scontato. Una donna buona è quella che mostra apprezzamento e gratitudine per tutte le piccole cose che gli uomini fanno per lei.
Contribuire -
La maggior parte delle donne non hanno idea di come contribuire in un rapporto. Quando si tratta di contributo, non lo intendo a livello economico. Voglio dire la capacità di renderlo un uomo migliore.
Una buona donna può trasformare un buon uomo in un GRANDE uomo. La maggior parte delle donne di oggi non contribuiscono alla crescita e al successo di un uomo, sono invece una fonte di distrazione e di salasso finanziario. Una buona donna contribuisce aumentando conoscenza, saggezza, umorismo o qualsiasi cosa che rende la vita più facile, divertente e propositiva.
So che al mondo non vi sono molte donne con questi tre pregi. Penso che gli uomini avrebbero maggior successo nel trovare un ago in un pagliaio piuttosto che trovare una donna con tutte queste tre qualità (VERISSIMO n.d.r.). La maggior parte delle donne è ancora emotivamente e spiritualmente immatura: si comportano come adolescenti vogliose, invece che da donne adulte.
Il femminismo è stato il movimento più distruttivo per il mondo femminile. Non solo è costretta a lavorare in casa, ma è anche considerata “forza lavoro”, (casalinga/lavoratrice). E, ancora più importante, il movimento femminista ha distrutto il ruolo / identità / energia femminile.
Le donne sono completamente dissociate dal ruolo / identità / comportamento femminile. Gli uomini non vogliono corteggiare donne eccessivamente aggressive, puttanelle, esigenti e dominatrici. Guarda Tyra Banks, è sensuale, famosa, ricca, ma nessun uomo vuole sposarla.
Donne! Ripristinate le vostre qualità ed energie femminili, permettendo così di far riemergere l’uomo “alpha”.

Fonte (cazzo, che fonte... leggiamo qui e qui ad esempio)


Monday, September 19, 2011

Rancore

http://zret.blogspot.com/2011/09/rancore.html

Rancore

Strange world people kill and people hate and people talk and people kill and still I wonder wonder why why. (Ke)

Dalle incomprensioni e dalle inezie provengono i mali maggiori.

Qualche giorno addietro è morto nel mare prospiciente Ventimiglia un giovane. Stava compiendo una battuta di pesca in apnea, quando, per tentare di liberare la fiocina rimasta incagliata sul fondale, arpione con cui aveva uncinato uno scorfano, è stato colto da una sincope sicché non è potuto tornare in superficie. E’ purtroppo una delle tante tragedie che gettano nella disperazione parenti ed amici. Il luttuoso evento è poi tanto più atroce, se si considera che è una fine prematura.

Eppure questa disgrazia unisce, sebbene – lo ammetto – in un rapporto squilibrato, due vittime: anche lo scorfano arpionato ha incontrato una morte orribile, dopo una lunga agonia. Dobbiamo riconoscere che un unico inspiegabile destino di sofferenza affratella gli esseri viventi, carnefici e vittime, a tal punto che il carnefice di oggi è la vittima di domani o viceversa, a tal punto che non si sa più chi possa reputarsi davvero innocente. Così, forse, prima o dopo, come sostiene qualcuno, pagheremo il fio con usura dei nostri sbagli ed è plausibile che alcuni paghino lo scotto (anche di altre esistenze?) in anticipo. Del giovane ligure resteranno le fotografie che lo immortalano, l’espressione orgogliosa, con i suoi sanguinari trofei di pesca.

In verità, agli uomini non è concesso sconfiggere il male che domina la Terra: è solo possibile tentare di alleviare qualche sofferenza e cercare di rendere il mondo un po’ migliore di quanto non sia, anche con piccoli gesti, se non è dato compiere atti decisivi ed eroici. Tuttavia siamo alacremente impegnati proprio nelle azioni contrarie! Nota giustamente William Golding che “l’uomo produce il male, come le api producono il miele”. Così al danno ontologico, ineliminabile, aggiungiamo altri danni. Nella sventura ci accapigliamo, dando il peggio di noi stessi, come ci insegna quel grande moralista che fu Alessandro Manzoni, con l’icastica descrizione dei capponi di Renzo. Nella buona sorte il nostro egoismo si accentua in modo parossistico; nella cattiva ci dividiamo. Nessuna etica ha mai cambiato né mai cambierà lo stato delle cose.

Un filo sottile connette l’epica catastrofe, che miete migliaia di vittime, al dissapore familiare che ci avvelena intere giornate. Siamo sempre di fronte al granitico mistero del dolore, in tutte le sue manifestazioni, con tutta la sua gamma: dalla semplice contrarietà alla disperazione, passando per la delusione, il patimento psicologico, l’amarezza, lo sconforto, il cruccio. Paradossalmente un’immane tragedia talora è più facile da tollerare del rancore sordo di chi pensavamo non fosse capace di nutrire tale acredine, del tradimento di un amico(?): in fondo, la nostra vita scorre “tranquilla” come prima, se non fosse che dentro, qualcosa si è rotto... per sempre.[1]

E’ una sofferenza invisibile che traspare solo in alcuni momenti, in uno sguardo velato di tristezza, nell’improvvisa increspatura della fronte. E’ uno strazio tanto più intollerabile, perché sovente originato da motivi futili. Lascia un solco profondo nell’animo: possiamo perdonare, non dimenticare. L’esperienza non insegna alcunché. Riusciamo a rovinare tutto con il puntiglioso orgoglio.

Ancora più della malvagità annichilisce e delude la meschinità che molti uomini dimostrano: se la scelleratezza ci rende figli del Diavolo, la miseria morale testimonia un vuoto disarmante. Invano abbiamo cercato l’umanità nell’umanità: neppure si può postulare l’esistenza di un dio secondario, genitore di un’umanità tanto arida.

È come se la vita ci fosse stata data in prestito, ma ci comportiamo, quasi ne potessimo disporre ad libitum per sempre, ripetendo errori e ripicche, in una sequenza che non sembra aver fine.

Uomini siffatti da tempo non credono più in Dio: non credono in nulla, se non nel denaro e nell’ego. Neppure Dio – se esiste – crede più in codesti suoi figli. Come dargli torto?


[1] Nietzsche scrive che “gli uomini magnanimi sono incapaci di risentimento”: ha ragione, ma penso che si contino sulle dita di una mano… monca.

Thursday, September 1, 2011

La vita è sacra, un po’ sì, un po’ no, dipende…

http://zret.blogspot.com/2011/08/la-vita-e-sacra-un-po-si-un-po-no.html

La vita è sacra, un po’ sì, un po’ no, dipende…

L’altro giorno mi sono accorto che una bella pianta di Ficus Benjamina che prosperava in un’aiuola sotto casa è stata tagliata. La pianta non era malata (motivo o pretesto per sbarbare alberi ed arbusti), ma sempre più spesso noto che alberi e cespugli vengono sradicati senza una ragione apparente: non occultano alcun cartello, la resina non cade sulle scocche di auto lussuose, rovinandole irreparabilmente (poveri proprietari), non sono d’ostacolo alla costruzione di un edificio o di una strada. Ho l’impressione che queste azioni siano dovute alla noia o ad un’istintiva malvagità tipicamente umana. Tralasciamo pure il discorso utilitaristico: la vegetazione produce l’ossigeno indispensabile per gli esseri viventi, dona ombra, frescura; assorbe il rumore e molti inquinanti. Tutta un’industria si basa sull’uso delle piante. Tralasciamo pure il discorso estetico: gli alberi ed i fiori sono splendidi “protagonisti” di giardini, parchi, boschi, una delizia per i sensi. Possibile che, svellendo una pianta, non ci si accorga che si uccide un essere vivente, persino senziente?

Che cosa volete che sia? Nel mondo ogni giorno milioni di uomini, donne e bambini muoiono di fame e qualcuno si preoccupa di una pianta strappata! Esistono delle priorità: prima risolviamo i problemi che affliggono l’umanità (creati ad arte dal sistema, ma questo è un altro discorso…) e poi, semmai, ci occuperemo, degli animali e delle piante. Il solito atteggiamento gattopardesco e dilatorio: si rimanda ogni azione al momento in cui sarà costruita la società perfetta. Campa cavallo… Che le cavie siano pure accecate nei laboratori, ma destiniamo l’otto per mille alla Chiesa cattolica che assiste indigenti e derelitti…

Tra l’altro, come ha scritto qualcuno, “Il buon (sic) Steiner aveva detto che il mondo fisico appartiene ai minerali, il fisico e l’eterico ai vegetali, il fisico, l’eterico e l’astrale agli animali, infine il mondo fisico, l’eterico, l’astrale e la consapevolezza di sé (coscienza) all’uomo”. Insomma, poiché l’ha scritto Steiner, è vero. Ipse dixit. Si “ragiona” con il principio di autorità, a botte di citazioni bibliche e no, mai in modo autonomo, critico.

Sarebbe, invece, opportuno chiedersi che cosa sia la coscienza: se non affiori già nelle piante oltre che negli animali. Bisognerebbe interrogarsi su che cosa sia la vita ed in che cosa risieda la sua sacralità. Nessuno ha la risposta, ma le domande vanno poste e le questioni dibattute in termini non convenzionali, da scettici veri. Dove Steiner ha tratto la sua “verità”, la sua classifica? Dall’akasha? [1]

Qui agisce il solito pregiudizio: gli uomini sono tutti uguali. Se esistessero, invece, degli uomini inferiori a certi animali superiori? Se esistessero uomini senza coscienza e demoni in sembianze umane?

Qui occorre una riflessione radicale e domandarsi non solo come migliorare le condizioni dell’umanità, ma anche perché la natura, con tutti i suoi strabilianti frattali, le sezioni auree, le mirabili geometrie, sia un organismo in cui tutti divorano tutti, un corpo che divora sé stesso. Il cosmo è questo: non siamo noi ad averlo concepito in tal modo e, se i bambini periscono di inedia, la colpa non è solo di chi ama gli animali.

Non intendo equiparare la vita della formica a quella di un uomo, ma non sono così sicuro che certi uomini hanno un’anima (gli ilici della Gnosi antica?), mentre alcuni cani ne sono privi. Se potessi decidere dove dirigere un fulmine, che comunque sta per abbattersi, se su un torturatore di bambini e cavie o su un quattro zampe che ha salvato delle persone dall’annegamento, deciderei di indirizzarlo sul primo, anche se un sacerdote afferma che l’uomo, anche maligno, ha un‘anima ed il cane no.

Chi non avverte il mistero della sacralità (una scintilla divina imprigionata nella materia?) con noncuranza brucia una pianta, tortura un gatto, ma non uccide i genitori per ereditarne il patrimonio. Certamente è così, ma, se si cominciasse a rispettare, nei limiti del possibile, la vita in tutte le sue epifanie (o teofanie), senza graduatorie, gerarchie precostituite, distinzioni a priori, forse il mondo sarebbe migliore.

Conosco già le solite obiezioni: “La Bibbia asserisce che l’uomo è stato creato ‘ad immagine e somiglianza di Dio’ (traduzione clamorosamente sbagliata) e non gli animali; Agostino dice che… Tommaso dice che… Cartesio dice che… Kant dice che… Marx dice che… Steiner dice che… il papa, dulcis in fundo, dice che gli embrioni hanno l’anima, gli animali no”. Hitler amava gli animali, ma era un satanasso. Benedette scie chimiche allora. Almeno sono democratiche: sterminano piante, animali ed uomini, indistintamente. Finalmente un olocausto egualitario.

Dov’è poi questo amore per l’umanità anche tra coloro che si dichiarano cristiani? Mi vengono in mente i discorsi di quei (pochi) politici, per lo più della Lega Nord e dell’Italia dei valori, che hanno esortato a limitare l’intervento militare in Libia, ma NON perché la popolazione libica è massacrata e neppure giacché l’uranio impoverito avvelenerà pure gli Italiani, ma in quanto i costi della missione si traducono in un aumento delle tasse (accise sulla benzina)! Che umanità! Che cuore! Eppure molti leghisti si professano cattolici! Una volta i politici, servi delle élites sataniste, fingevano di essere solidali con i popoli trucidati e perseguitati; oggi “non gliene può frega’ de meno.” La base idem.

Vedo l’aridità totale, irredimibile dell’homo oeconomicus: indifferente, cinico, insensibile, per lui la vita in tutte le sue manifestazioni è una merce, monetizzabile. E’ un valore di scambio. Chi oggi sevizia un gatto, domani assassinerà un suo simile per denaro?

Lo “Spirito va dove vuole”: talora può permeare un sasso per rifuggire da certi "uomini".

[1] Steiner è un autore che ebbe delle notevoli intuizioni, ma non intendo trasformarlo in un guru.