L'immensa sputtanata a Zelig

Il blog che si sta visitando potrebbe utilizzare cookies, anche di terze parti, per tracciare alcune preferenze dei visitatori e per migliorare la visualizzazione. fai click qui per leggere l'informativa Navigando comunque in StrakerEnemy acconsenti all'eventuale uso dei cookies; clicka su esci se non interessato. ESCI
Cliccare per vederla

Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

http://indipezzenti.blogspot.ch/

https://www.facebook.com/Task-Force-Butler-868476723163799/

Showing posts with label Savoia. Show all posts
Showing posts with label Savoia. Show all posts

Wednesday, September 17, 2014

Tracce islamiche nei due principali santuari mariani d'Europa


parafrasando il babbeo capo


articolo scopiazzato qua e la da Wikipedia

http://zret.blogspot.ch/2014/09/tracce-islamiche-nei-due-principali.html

Tracce islamiche nei due principali santuari mariani d'Europa


Friday, March 18, 2011

Coccarde e mostarde

http://straker-61.blogspot.com/2011/03/coccarde-e-mostarde.html

Coccarde e mostarde

Festeggia, stupido omiciattolo, mentre io ti avveleno

!7 marzo 2011: si festeggiano i centocinquant’anni dall’unità d’Italia. Il ferale evento è celebrato con strade ed edifici pavesati da coccarde e bandiere tricolori, per mezzo di concioni e magniloquenti parate. Patetici festoni penzolano in ogni dove, persino dagli schermi televisivi. Occorre ricordare che codeste commemorazioni sono quanto di più lontano si possa immaginare dal genuino spirito patriottico sostanziato di identità culturale, un’identità svilita e conculcata da governi a delinquere.

Assistiamo ad un diluvio di retorica ipocrita e tronfia ed è naturale che le celebrazioni siano promosse ed enfatizzate da chi intende suscitare rigurgiti sciovinisti utili per manipolare la massa acefala, ma è sconsolante notare come persone di media cultura (si tratta probabilmente di erudizione o, meglio, di ignoranza ex cathedra) si lascino imbambolare dalla viscida propaganda. Addirittura i docenti di Lettere e di Storia, insegnanti che dovrebbero essere preparati su certi temi, si uniscono al peana, dimentichi affatto di un romanzo come “I Malavoglia” e della novella “Libertà”, in cui Giovanni Verga denuncia, tramite l’icastica tecnica dell’impersonalità, i sogni risorgimentali tramutatisi in incubi osceni.



Quanti altri esempi si potrebbero proporre! L’impietosa opera narrativa “I viceré” di De Roberto, il disincantato libro, “I Vecchi ed i giovani” di Pirandello, l'epicedio di Tommasi di Lampedusa, "Il gattopardo" nonché tutte le pagine di storici rigorosi che misero a nudo il carattere ingannevole dei panegirici in onore dell’ignominiosa dinastia sabauda e della sua feroce guerra di conquista. Problemi come la vigliacca invasione del regno borbonico, il cosiddetto brigantaggio, l’esoso fiscalismo della neonata compagine unitaria, l’asservimento dell’Italia a rapaci potenze straniere, quali il Regno Unito, la coscrizione obbligatoria con il suo strascico di miseria e di combattenti massacrati su fronti lontani… sono relegati in un censorio silenzio.

Nelle scuole, encicliche vomitate del Ministero della pubblica distruzione, esortano ad onorare la reproba ricorrenza: le nuove generazioni sono subdolamente plagiate, mentre la carcassa dei media servili ci assorda con cacofoniche riproduzioni dell’inno le cui parole furono plagiate da Goffredo Mameli. E’ inno che, tra versi di dozzinale solennità e crescendo ampollosi, mostra tutta la sua ridicola bruttezza di sinfonia abortita.

La retorica con i suoi paludamenti è sempre detestabile, anche quando è strumento per rievocare circostanze insigni; allorquando è un espediente mefistofelico per inculcare disvalori e blandire il popolo bue, si deve soltanto rigettare con vibrata ed inappellabile indignazione.



Tuesday, February 16, 2010

Step by step: dai Borboni alla moneta unica mondiale

http://zret.blogspot.com/2010/02/step-by-step-dai-borboni-alla-moneta.html

Step by step: dai Borboni alla moneta unica mondiale

La storia è costellata di stereotipi interpretativi, se non di vere menzogne. Così, se sfrondiamo la storia risorgimentale della reboante e zuccherosa retorica, ci accorgiamo che il processo che portò all'unità d'Italia fu una spregiudicata guerra di conquista voluta dalle élites massoniche europee. Fortunatamente alcuni storici ed intellettuali (ad esempio, Gramsci) l'hanno compreso, senza inquadrare, però, gli eventi all'interno di un criminale progetto a lungo termine, teso a calpestare le tradizioni regionali e nazionali per costruire, passo dopo passo, una compagine planetaria di tipo tirannico. Gli Oscurati non hanno fretta e perseguono un piano le cui tappe di attuazione coincidono spesso con date simboliche. Dopo l’unità d’Italia è stata perseguita la creazione di un superstato europeo, presupposto di un'ulteriore semplificazione geo-politica del quadro internazionale, a sua volta base per l’instaurazione di un governo unico mondiale.

Se isoliamo il caso relativo al Regno delle due Sicilie, ci imbattiamo in una serie di rimozioni e pregiudizi duri da spezzare. Di solito la monarchia dei Borboni che regnò sull'Italia meridionale e la Sicilia sino al 1861, viene dipinta come una dinastia retriva, nell'ambito di uno stato “feudale” ed arretrato. Ora, nel Regno delle due Sicilie esistevano delle sperequazioni sociali ed economiche, ma la situazione degenerò, quando lo stato meridionale fu annesso all'Italia. Miseria, emigrazione e brigantaggio furono le inevitabili e tragiche conseguenze di una scellerata invasione, perpetrata da massacratori “idealisti” (Nino Bixio) e da scaltri avventurieri (Giuseppe Garibaldi), al servizio dei Savoia.

Basti ricordare che fu introdotto il servizio militare obbligatorio, causa di infiniti mali tra le classi meno abbienti (si rilegga l'implicita, ma implacabile denuncia contenuta nel romanzo "I Malavoglia"). Basti ricordare che, mentre lo stato borbonico contemplava cinque tributi, il Regno d'Italia moltiplicò gabelle ed imposte. Non solo, scrive Vitale Onorato in "Atto finale, atto di forza": "Nel Regno delle due Sicile operava una bella zecca che coniava bei ducati d'argento e d'oro, applicando ante-litteram le regole del credito sociale di Douglas, sistema che nacque un secolo dopo. La zecca dei Borboni era così rinomata che altri governi ne desideravano le monete. Anche il Regno Unito apprezzava molto quella zecca, come molte altre cose: infatti ne sfruttava le miniere di zolfo, il vino di Marsala etc."

Un florido settore manifatturiero e la costruzione di infrastrutture (si pensi, ad esempio, alla ferrovia Napoli-Portici) stavano lentamente promuovendo lo sviluppo nel regno borbonico, uno sviluppo strozzato dalla dominazione sabauda. Gli stessi Savoia furono carnefici e vittime: la cricca mondialista abbatté, ad una ad una, le monarchie europee o le corruppe. Oggi persevera con la distruzione delle culture nazionali e locali (lingua, retaggio, struttura produttiva...), usando come arma, in primo luogo, il controllo del denaro, trasformato da moneta sonante in carta ed in numerario virtuale, elettronico. Non siamo cittadini e nemmeno numeri, ma codici a barre. L'usura legalizzata, attraverso il signoraggio, stritola le economie, affama i cittadini, cagiona lo sfruttamento indiscriminato delle risorse naturali. Ezra Pound vide giusto. Gli Oscurati, pur ciechi, guardano lontano, alla moneta unica mondiale: "Unity in diversity" è il motto scritto sulla moneta che la Cabala intende introdurre, obtorto collo. "Unity", l'unità acquisisce il suono sinistro di una realtà totalitaria. "Diversity"? Dove sopravviva questa diversità non è dato sapere: l'omologazione regna incontrastata. Della sovranità nazionale e delle memorie patrie restano solo le macerie.

Dopo che si sono impadroniti dei paesi indipendenti, i tagliagole e le sanguisughe si intrudono oggi nella mente, con i loro orridi tentacoli tecnologici.

Questa tecnologia, volta esclusivamente al dominio, è la pietra tombale di una “civiltà” senz'anima.