L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

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Wednesday, April 1, 2015

Dalla DEMONcrazia alla...

http://zret.blogspot.ch/2015/03/dalla-demoncrazia-alla.html

Dalla DEMONcrazia alla...

Renzi a casa!” Quest’originale slogan si legge sulla maglietta indossata da Matteo Salvini e dai leghisti. “Renzi a casa?”: perché mai tale privilegio? Dopo che il ducetto ha devastato l’Italia, lo congediamo con una pensione d’oro? Roba da pazzi! “Renzi in miniera!” Questo auspicio dovrebbe campeggiare in ogni dove. [accidenti, fino a questo punto son od'accordo con il professore] Assieme a lui, tutta la genia dei parassiti dovrebbe essere mandata a spaccare le pietre [con la testa - cit. La Tigre della Malora] sotto il sole cocente, come gli Ateniesi sconfitti dai Siracusani durante la spedizione in Sicilia.

La prima vittima della propaganda è sempre il linguaggio: in particolare il già rattrappito codice della “politica” si riduce ad una girandola di luoghi comuni, di frasi fatte, di metafore vernacolari, di pasquinate, sempre uguali da almeno trent’anni. A ciò si aggiunge l’irredimibile cialtroneria degli arruffapopoli. Abbiamo visto come si è comportato il nuovo governo greco di fronte ai Diktat dei feneratori internazionali: la montagna ha partorito il topolino, anzi il coniglietto.

Viene in mente Fantozzi che, quando è da solo nel suo ufficio, medita un eroico discorso con cui denunciare le vessazioni dei superiori e che poi, al cospetto del mega-direttore galattico, comincia a balbettare sperticate adulazioni.

Siamo sinceri: la cosiddetta opposizione pullula di demagoghi, di tribuni della domenica, di imbonitori capaci di vincere una sfida dialettica con il ministro di turno, quando sono invitati a partecipare a programmi di intrattenimento similpolitico. In tutti gli altri casi sono dei perfetti inetti.

Fuori dall’euro!” Berciano gli ignoranti. E’ solo un altro vacuo proclama: infatti, se non si ripristina la sovranità monetaria, non si risolve alcunché. Puoi chiamare la moneta come vuoi, anche Pippo, ma la truffa resta. La creazione di una moneta nazionale non è, però, sufficiente: se, per assurdo, l’Unione europea concedesse ad uno stato di staccarsi dall’euro, si innescherebbero speculazioni mostruose che porterebbero all’iperinflazione ed alla bancarotta.

Una vera opposizione non si limiterebbe a chiedere proroghe per il saldo dei “debiti”, ma rifiuterebbe in toto un sistema radicato nella frode dell’usura, dell’anatocismo, insomma del denaro-merce, anziché strumento. Una vera sinistra dovrebbe rigettare la logica perversa dello sfruttamento e del plusvalore. Invece, quelli lì si arrabattano, vengono a patti, dànno un colpo al cerchio ed uno alla botte.

Gli “oppositori” sono inetti, ma non scemi. Tengono famiglia e soprattutto tengono alla loro pellaccia. Sanno che se veramente provassero ad attuare una politica rivoluzionaria, sarebbero ipso facto schiacciati come zanzare. Quei pochi che hanno osato combattere l’establishment sono stati eliminati senza pietà. Così i vari Salvini, Meloni, Grillo, Tsipras etc. recitano solo il ruolo di antagonisti, raccattano voti con promesse che non potranno mai mantenere, con inani dichiarazioni contro i clandestini ed i Rom, contro la Trojka, con qualche pittoresco corteo. Intanto la pagliacciata continua.

Forse nel dissenso milita pure un uomo onesto che mira ad obiettivi alti, ma deve poi scontrarsi con una realtà impermeabile a qualsiasi valore. Non gli resta che adattarsi al sistema o mandare a spigolare tutto e tutti, novello Dante che preferisce “far parte per sé stesso”.

E’ inutile ed illusorio confidare in codesti capipopolo: riconosciamo pure nei loro comizi una retorica non priva di qualche espressione sapida, ma di facile presa solo sui peones.

L’unica alternativa alla DEMONcrazia è dunque, in questi tempi decadenti, la demagogia? Pare proprio di sì.
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Wednesday, November 5, 2014

Politica e religione

http://zret.blogspot.ch/2014/11/politica-e-religione_4.html

Politica e religione


La quintessenza della “politica” è squisitamente religiosa. I fantocci (sedicenti politici e sindacalisti) promettono una società migliore, giusta, in cui tutti avranno eguali diritti ed opportunità. Essi assicurano i cittadini, ripetendo che la ripresa (o ripresina) è dietro l’angolo. L’anno venturo sarà l’anno della risalita: cominciano già a vedersi le avvisaglie di un cambiamento, grazie a taluni indici statistici incoraggianti. Ad esempio, la disoccupazione sta diminuendo, anche se in percentuale è salita (sic), la produzione segna un incremento dello O,... Da quanti anni, anzi decenni, i presidenti del consiglio, i ministri ed il codazzo degli economisti a cottimo giurano e spergiurano che presto la situazione economica migliorerà? Quanti si sono accorti che l’anno della “rinascita” è sempre rinviato di un anno? [fino a qui sei andato alla grande, un po' pesante da leggere ma tutto sommato condivisibile]

La proiezione nel futuro, il vagheggiamento di un’età rinnovellata accomunano la “politica” a molte fedi: il presente è sempre incompiuto, delusorio, persino detestabile; il Paradiso appartiene ad un tempo che non sopraggiunge mai.

Parole-chiave sono Avvento, Ritorno, Parousia, Mahdi, Buddha del futuro… Gli uomini sono così tirati e stirati verso un avvenire che sembra non venire mai, blanditi con parole rassicuranti. Dinanzi ai loro occhi imbambolati balena lo spettacolo di un mondo edenico. Bisogna solo aspettare o di morire o di attraversare un periodo di tribolazioni o di compiere il proprio ciclo di metempsicosi (attesa questa lunghissima, ma tant’è, il karma è karma...) o, più prosaicamente, di votare alle prossime elezioni.

L’omelia del sacerdote ed il discorso del “politico” sono sovrapponibili: ambedue oscillano tra lenocini ed intimidazioni, ambedue, nel labirinto dei luoghi comuni, evitano con cura di sfiorare la verità.

Così non solo si aliena il genere umano da sé, lo si defrauda della possibilità di vivere e costruire l’adesso in modo significativo e profondo (e riconosciamo che il presente, oltre ad essere effimero, è spesso misero, se non tormentoso), ma lo si inganna pure con lusinghe, dipingendo l’inferno del domani come “il migliore dei mondi possibili”.

Sarà la tecnologia a risolvere tutti i problemi, la stessa tecnologia che, a tradimento, invece, ci sta uccidendo e strappando la coscienza.

Karl Marx prospetta un consorzio sociale di tipo comunitario in cui alla fine trionferanno l’equità, il sostegno reciproco e la gratificazione personale. Tuttavia bisogna prima passare attraverso la fase dolorosa ma necessaria del Socialismo e della dittatura del proletariato. Purtroppo ci siamo impantanati nello stadio eterno della dittatura. La transizione verso la palingenesi è tutto, fuorché transitoria.

Se esiste un’età dell’oro, essa non risiede nel futuro, ma nel passato, anzi in una realtà emancipata dal tempo e dalle sue tragiche lacerazioni.

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Thursday, September 25, 2014

Bab(beo) Shaytan

http://zret.blogspot.ch/2014/09/bab-shaytan.html

Bab Shaytan


Quando si intende condannare il crudele sistema produttivo che soggioga quasi tutto il pianeta si usa il termine “neo-liberismo”. Neo-liberismo? Magari! Se veramente fosse un modello che si richiama almeno in una certa misura al liberismo con i suoi vantaggi e limiti, gli artigiani e gli imprenditori sarebbero liberi di produrre e di investire in un quadro di agile concorrenza, di costante miglioramento dell’offerta per acquisire sempre nuove fette di mercato.

Non è così. Pochissime corporations dominano il mercato globale in un regime di oligopolio o di monopolio che è l’esatto contrario della libera iniziativa. Aggiungiamo tutte le soffocanti vessazioni dello Stato-Leviatano (scadenze, tasse esose, agenzie fiscali, partita I.V.A., studi di settore...) e del liberismo non resta neppure una pallida ombra.

Uno dei mali maggiori della nostra società è l’ipocrisia che impasta ed imbelletta la lingua: non abbiamo il coraggio di usare le parole aderenti alle cose. Anche chi denuncia le innumerevoli scelleratezze delle multinazionali e degli apparati mutua i vocaboli coniati dai media di regime. La sua denuncia perde così di vigoria e di mordente.

E’ il caso pure di “neo-con” (neo-conservatori): con questo lessema sono stati designati dei criminali statunitensi fautori di una politica aggressiva e machiavellica. Dove sarebbero i valori della conservazione, condivisibili o no, ma che sono comunque ideali? I cosiddetti neo-con dovrebbero essere i paladini di principi quali l’amor di patria, il senso etico, la famiglia, la religione etc., mentre sono dei volgari banditi senza scrupoli.

In verità il mondo in cui ci siamo intrappolati è un turpe, abominevole connubio tra il più feroce capitalismo ed il Socing descritto da Orwell in “1984”. La distopia è reale, granitica. Eppure non si riesce ancora a rendere l’idea, se non definiamo l’establishment come perfettamente satanico. Satanico è non solo sinonimo di maleficentissimo e di iniquo, ma soprattutto di capovolto. Tutto è sovvertito, rovesciato: la verità è contraffatta nella lurida menzogna, la morale è pervertita nel laidume, la bellezza deformata nell’orrore, la cultura scolorita nell’ignoranza. La corruzione non è la ruggine che attacca l’integrità, ma infezione sistemica.

Il consorzio “umano” si regge sullo squilibrio ed è raro imbattersi ancora in qualcosa di decoroso. E’ addirittura un miracolo trovare qualcuno, essendo quasi tutta l’umanità ottenebrata, che riconosca ed apprezzi la dignità.


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Tuesday, February 4, 2014

Genova, primi decenni del XII secolo

http://zret.blogspot.co.uk/2014/02/genova-primi-decenni-del-xii-secolo_3.html

Genova, primi decenni del XII secolo


Genova, primi decenni del XII secolo. “Il Comune non raggiunge autonoma coesione al di sopra delle fazioni: gli opposti schieramenti restano in equilibrio, senza che alcuno riesca a prevalere, in una perenne insicurezza. La cosa pubblica soffre anche la mancanza di una sufficiente base economica; la grande floridezza di questi secoli è prodotta e detenuta in gran parte dai privati. Di fronte ad un sistema fiscale inadeguato, per alimentare le proprie frequenti necessità straordinarie, il Comune chiede prestiti ai cittadini, cedendo in contropartita gabelle già esistenti o istituite ad hoc. Del cui gettito quindi si priva: sin dal XII secolo si delinea un debito pubblico che attraverso sviluppi e ristrutturazioni, è destinato ad accompagnare la vicenda medievale e moderna dello Stato genovese, per alcuni versi indebolendolo e condizionandolo, per altri elaborando innovative tecniche amministrative e finanziarie”.

Lo stralcio sopra riportato è desunto da “Storia della Liguria”, un volume erudito a cura di G. Assereto e M. Doria, comprendente saggi monografici ma in sequenza temporale. Nella monografia “Dalla marginalità alla potenza sul mare: un lento itinerario tra V e XIII secolo”, Valeria Polonio inquadra Genova e la Liguria durante la media tempestas, per ripercorrerne le principali vicende politiche ed economico-sociali.

Il passo in esame è cruciale: il Comune per sostenere le spese correnti ed eccezionali, crea un apparato che gli consente di introitare in modo rapido moneta sonante, ma generando un debito collettivo. I cittadini facoltosi prestano denaro alla Compagna, per ricevere congrui interessi il cui pagamento dipende dall’introduzione di nuovi tributi o dal loro aggravio.

E’ in nuce il meccanismo debitorio che attanaglia oggi molte nazioni. Gli interessi, alla scadenza concordata, devono essere versati: a pagarli sono i cittadini. Si produce un sistema che, se dapprincipio può stimolare i processi economici e finanziari, con il passare del tempo, diventa una morsa che immobilizza le attività produttive, favorendo solo gabellieri e speculatori. Le malversazioni proliferano. Alla fine il debito incatena ad altri debiti... inestinguibili. Ai gravami si aggiungono ulteriori gravami sempre più odiosi. I mali odierni hanno radici tenaci e profonde.

Nella Genova medievale e, in genere, nei secoli passati, le somme raccolte con il fisco, quantunque in parte destinate a corrispondere gli interessi sul deficit, erano impiegate nell’interesse della collettività. Scrive ancora la Polonio: “Già agli inizi degli anni Trenta del XII secolo si nota una buona cura per il decoro urbano e per la tutela di alcune parti di pubblico godimento. Sul mare si delinea il fronte di Sottoripa, solido ed elegante, con colonne in pietra; sono protette aree panoramiche; il fabbisogno idrico è soddisfatto da fontanelle alimentate da un acquedotto che viene dalla Val Bisagno; begni pubblici si trovano dalla parte del ‘Rivotorbido’, dove l’acqua non manca; il Comune controlla i banchi presso i quali gli operatori autorizzati cambiano le monete estere ed esercitano attività finanziarie più complesse, già di carattere bancario. I punti intorno a cui gravita la vita delle grandi famiglie (con tutto l’indotto di parenti e clienti) sono segnati e difesi da torri”.

La sensibile differenza rispetto al tempo presente non è d’uopo rimarcare.

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Saturday, February 1, 2014

Breakdown

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Breakdown


Viviamo momenti febbrili. Quanto sta accadendo in questo periodo in Parlamento dà la temperatura di una situazione ormai prossima al collasso. Se non si riuscirà a frenare il processo involutivo innescato da una masnada di politicanti al soldo di una cricca di psicopatici, anche gli ultimi ruderi di una decrepita democrazia saranno sgretolati.

Ha ragione il magistrato Paolo Ferraro. Egli ci ricorda che i vertici del “Movimento cinque stelle” sono infiltrati da potenti logge, ma nella base opera qualche parlamentare integro e volenteroso. Questi deputati e senatori devono, però, sganciarsi da Casaleggio e rinunciare a progetti velleitari, come la messa in stato d’accusa del re Giorgio. Anche fra i militanti della “Lega nord” qualcuno ha gli strumenti per agire. E’ opportuno che essi concentrino tutte le energie su questioni decisive: in primis la geoingegneria clandestina ed il signoraggio bancario. Devono ricorrere a questi temi come un grimaldello per scardinare il sistema, per denunciare la vergognosa collusione dei politicanti con gli apparati militari ed economici. Se non si percorrerà questa strada – è un’erta, ma tant’è… - si rischia di precipitare nel burrone.

Nel peggiore dei casi, una delegittimazione dell’establishment ci potrà liberare di questa marmaglia che rigurgita di violenti e di inetti. Sappiamo bene che sono dei burattini, ma gli esecutori dei piani mondialisti non sono meno spregevoli dei mandanti. E’ ora non di mandarli a casa, come si suole ripetere, ma a spezzarsi le reni nelle miniere. Non è vendetta, ma karma. Ben venga dunque se questi “incapaci capaci di tutto” trascorreranno delle notti insonni e avvertiranno un brivido gelido lungo la schiena.

Siamo in balia di una spaventosa burrasca. Una ciurmaglia sta devastando l’Italia con leggi omicide, con un fisco sanguinario, per mezzo di una “giustizia” sterminatrice. Si esacerba sempre più il controllo dei cittadini per cui presto sarà creata un’anagrafe del D.N.A. Spacciata per una misura atta a scagionare coloro che sono sospettati di qualche delitto, vi si potrà, invece, ricorrere per incastrare i dissidenti, contraffacendo i risultati delle analisi genetiche.

Lo sconquasso non investe solo il quadro politico-istituzionale, ma soprattutto la società e l’ambiente prossimi alla disgregazione: le ininterrotte attività di geoingegneria abusiva, da cui è dipeso lo spostamento della corrente a getto, stanno strappando il tessuto produttivo. Inoltre i flagelli climatici che si sono abbattuti e si abbattono sul nostro paese stanno creando le condizioni per un’emergenza che potrebbe essere il pretesto per imprigionare la popolazione nelle grandi città o in campi di concentramento alla mercé della “Protezione civile”. Alcune fonti, tempo fa, ci riferirono che, in caso di calamità “naturali”, la “Protezione civile” avrebbe ricevuto l’ordine di minare i ponti e di rendere impraticabili le maggiori vie di comunicazione, appunto per impedire alla gente di cercare vie di scampo.

Negli Stati Uniti li chiamano preppers: sono coloro che, paventando catastrofi di matrice governativa, si organizzano per sopravvivere lontano dai grandi centri urbani. Forse esagerano, ma la famigerata F.E.M.A. ha da tempo costruito dei lager che sono capolinea di strade ferrate. Forse esagerano, ma l’esecutivo di USAtana è capace di delitti abominevoli. I preppers sono saggi a non fidarsi.

Si grida: “Al lupo, al lupo!”... tutti sappiamo come va a finire.

Nota: per una visione metapolitica, di cui lo scenario italiota è solo una sfaccettatura, si legga C. Penna, Ecco come ci stanno vendendo al nemico, 2014

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Monday, January 13, 2014

E’ possibile uscire da un sistema socio-economico infernale?


http://zret.blogspot.com/2014/01/e-possibile-uscire-da-un-sistema-socio.html

E’ possibile uscire da un sistema socio-economico infernale?

La corruzione più grave non è forse quella che affligge il consorzio umano e l’individuo, ma quella che snatura la lingua. Nel nostro tempo quasi sempre le parole sono usate a vanvera: imperversa il termine “teoria” impiegato a sproposito, ma le cose non vanno meglio con l’aggettivo “politico”, considerato addirittura un insulto, laddove la politica vera, ossia l’amministrazione della pòlis nell’interesse della collettività è dottrina nobilissima. Che pensare poi del vocabolo “comunista” oggidì sinonimo di “appestato” o di “cannibale” con particolare predilezione per i bambini o di “carnefice”?

Lungi da me impegnarmi in una difesa dell’ideologia socialista (tra l’altro socialismo e comunismo non sono voci intercambiabili), ma credo che, se mai sorgerà una società migliore di questa (non perfetta), essa sarà la negazione del vigente sistema fondato sullo sfruttamento sistematico ed indiscriminato degli uomini, degli animali, delle piante. Essa sarà il superamento di un modello incrostato sul profitto, l’usura, la speculazione, l’accumulo, il mercimonio…

Il lavoro stesso non sarà più lavoro (dal latino labor), ossia fatica, sforzo, ma qualcosa di profondamente diverso. Karl Marx – qui sia chiaro che non intendiamo propugnare in toto la sua Ideenkleid, ma anche in un campo di “erbacce” troveremo delle piante medicinali – descrive il lavoro nel mondo da lui vagheggiato come un’attività creativa, appagante con cui l’individuo plasma la materia o elabora idee, sviluppando la manualità e l’inventiva. E’ un’occupazione gratificante, artigianale o intellettuale, emancipata dalla ripetizione meccanica, dall’obbligo di produrre per il capitalista ed il mercato, dalla necessità di racimolare un po’ di soldi utili solo per sopravvivere all’interno della spirale perversa “produci, consuma, crepa”. Dimenticavo: “Paga le tasse ad uno stato esoso, insaziabile, iniquo e guerrafondaio”. Il lavoratore inoltre non è più defraudato dell’oggetto che ha costruito. Il prodotto, recuperando così il valore d’uso, diventa valore.

Non solo, nella società comunitaria ciascuno può decidere di cambiare mestiere o professione ogni qual volta gli aggrada. Oggi è agricoltore, domani vasaio, dopodomani scultore, posdomani regista. E’ naturale che siamo al cospetto di un’utopia, ma non sarebbe auspicabile provare a compiere almeno in parte tale progetto? Preferiamo forse l’attuale struttura socio-economica? Teniamocela, ma non lamentiamoci più.

Si dovrebbe tentare di promuovere una pòlis ispirata ai valori del sostegno reciproco, della condivisione, dello scambio di idee, di beni e risorse (NON merci!) dove il denaro o non è più adoperato oppure è un mero strumento per le transazioni e NON una merce. Erano questi gli ideali di talune comunità antiche e medievali: si pensi ai Nazirei, alle chiese paoline ed ai cenobi medievali. Che siano principi difficili da realizzare e da mantenere è vero: si corre sempre il rischio che si manifestino discordie tra gli appartenenti alla collettività. Incombe poi il pericolo che serpeggi la tentazione di ripristinare un organismo di tipo statale, ossia oppressivo. Lo Stato, espulso dalla porta, rientrerebbe dalla finestra. Questo è una minaccia immane, spaventosa: Nietzsche ci insegna che lo Stato è un mostro e Gramsci ci ammonisce che “ogni Stato è dittatura”.[1]

L’essere umano è sempre essere umano, con i tutti i suoi pregi ed i suoi limiti. Alcuni autori – penso, ad esempio, a Wilhelm Reich - hanno additato dei modelli decorosi. Reich, che fu fiero detrattore dello statalismo sia nelle sembianze del “social-comunismo” sia in quelle del “liberalismo”, auspica una rigenerazione del singolo come presupposto per il miglioramento del corpus sociale.

Possiamo ostinarci ad aggredire la classe di burattini ventriloqui, possiamo continuare con le giaculatorie o cercare, nel nostro piccolo, qualche possibile rimedio, se non è troppo tardi…

Gli schiavi agognano una schiavitù sempre più coercitiva: così, invece di concepire e provare a delineare un prototipo sociale nuovo, impetrano spiccioli da uno Stato-Leviatano che elemosina ai disperati qualche baiocco, purché si stringano viepiù i ceppi agli Iloti.

La palingenesi, sempre che essa sia possibile, comincia dalla depurazione del linguaggio, quindi dalla cultura e non può prescindere da un totale azzeramento della classe “politica” pullulante di buffoni e di parassiti. Rifiutiamoci di votarli e pure di definire “comunisti” Matteo Renzi e la sua claque: ammesso e non concesso che si possa attribuire un aggettivo qualsiasi al “nulla costellato di nei” e agli altri inutili idioti di “centro”, di “destra” e di “sinistra”, potremo affibbiare loro l’epiteto di plutocrati, imbroglioni, maggiordomi dei banchieri, ciarlatani, impostori, sfruttatori, predoni, tagliagole… ma essi non sono “comunisti”, anche perché semplicemente non capiscono un’acca di politica e di economia, non sono, non esistono.

Ancora un paio di considerazioni.

Negli Stati Uniti d’America alcuni intellettuali e movimenti politici accusano Barack Obama - Barry Soetoro di essere “comunista” e di voler instaurare una compagine “comunista”. Siamo precisi: quel pu-pazzo lì è appunto un pu-pazzo incapace di intendere e di volere. E’ vero, però, che le élites che controllano gli Stati Uniti mirano a trasformarli in una tirannide di tipo socialisteggiante, dove del socialismo si estremizza il ruolo opprimente dello Stato teso a controllare tutto e tutti. Allora si potrebbe concludere che Obama è un fantoccio cui gli apparati hanno assegnato il compito di portare la Federazione verso una tirannia ammantata di simboli e di slogan socialisteggianti.

Di recente un amico si è trasferito in Venezuela: dal suo resoconto credo di arguire che il governo di Caracas, con Chavez ed il suo successore, abbia favorito grosso modo una commistione tra social-comunismo (ad esempio, calmiere del potere centrale sui prezzi dei beni primari, gratuità dei servizi) e sistema rappresentativo. Non esprimo un giudizio sul merito: mi limito ad osservare che qualcosa del quadro venezuelano è apprezzabile, mentre altri aspetti non lo sono. L’osceno connubio tra autocrazia ed ultracapitalismo, connubio che connota l’Occidente, non ha ancora devastato alcuni paesi sud-americani. Non sono il paradiso in terra, ma neppure l’inferno statunitense, italiano, greco, portoghese etc., un inferno tanto più demoniaco, quanto più è dipinto come il “migliore dei mondi possibili”.

[1] Dunque si potrebbe desumere qualche suggerimento dalla teoria politica di Karl Liebknecht e Rosa Luxemburg, in primis l’antimilitarismo, non certo dai fautori della dittatura del proletariato né dai propugnatori dello statalismo invadente tipico dei paesi scandinavi. I leader della Spartakusbund non a caso furono fortemente critici nei confronti di Lenin, della cui ideologia e prassi sùbito compresero la deriva liberticida, prodromo del totalitarismo stalinista.

Articolo Letamaio correlato: C. Penna, I soldi non crescono sugli alberi, 2014

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Monday, December 2, 2013

Geoingegneria clandestina e speculazioni finanziarie

http://www.tankerenemy.com/2013/12/geoingegneria-clandestina-e.html

Geoingegneria clandestina e speculazioni finanziarie

L’economia è un crimine efferato sotto le sembianze di scienza.



Pecunia non olet

Viviamo nell’era dei disastri artificiali. Nel mese di novembre 2013 numerose regioni sono state flagellate da tornado indotti. Se ci immedesimiamo per un attimo nei globalizzatori, comprendiamo quali sono le molteplici finalità dei vili attacchi sferrati al pianeta e agli esseri viventi. Tralasciando gli scopi geo-politici e militari su cui ci siamo già soffermati in altri articoli, possiamo considerare le calamità provocate con le armi climatiche un’occasione ghiotta sotto il profilo squisitamente economico.

Che senso ha colpire gli Stati Uniti ora con una sequela di uragani ora con la siccità? Poco importa stabilire se la perversa idea sia stata partorita dagli stessi vertici segreti statunitensi o da un esecutivo mondiale per cui i diversi paesi sono pedine su una scacchiera. Riusciamo ad immaginare quali immensi utili si possono ricavare, speculando sui mercati finanziari, in particolare acquistando e vendendo azioni della società agro-alimentari e petrolifere? Mentre si distruggono piattaforme per l’estrazione del greggio nonché i raccolti di cereali, frutta ed ortaggi, qualcuno in borsa si arricchisce in modo vergognoso: prevedere e condizionare l’andamento dei titoli è un mezzo per realizzare profitti astronomici. Nel frattempo, i costi delle derrate salgono alle stelle e chi, nel frattempo ha fatto incetta di olio di palma, grano, riso, mais, soia, caffè, zucchero, vino etc., li rivende a prezzi esorbitanti.

Non solo, le diaboliche multinazionali che già monopolizzano gran parte dell’agricoltura nel Nord America, hanno già pronte le sementi transgeniche resistenti alla siccità o che germogliano e si sviluppano anche in un suolo contaminato dall’alluminio. La geoingegneria illegale è una gigantesca torta il cui valore è astronomico! Dopo che l’uragano Kathrina ebbe devastato la Louisiana, furono assegnati appalti milionari per la ricostruzione ad aziende legate all’entourage di Bush junior. Piatto ricco, mi ci ficco! Poi arriva l’infame F.E.M.A. che, approfittando del caos generale, inasprisce il controllo del territorio.

Come dimenticare inoltre che con le coltri chimiche ed i campi elettromagnetici si può sciogliere il pack per accedere ai giacimenti sottostanti? Dell’orso polare e del suo habitat non interessa a nessuno, in primo luogo a quei buffoni delle associazioni “ambientaliste”.



Con la scusa dei cambiamenti climatici, attribuiti falsamente alle emissioni di biossido di carbonio in atmosfera, si introducono nuovi balzelli con cui si incrementa il gettito fiscale. Vai col liscio! Ci si è inventata la “carbon tax” per scorticare imprese e cittadini.

Che la produzione complessiva diminuisca, che la popolazione sia affamata e costretta ad usufruire di buoni-pasto statali per sopravvivere, alla feccia non importa un fico secco, anzi! I farabutti vivono nelle loro ville principesche tra lussi sibaritici, lontano dagli effetti di una crisi economica e finanziaria che essi stessi hanno creato.

Secondo la legge della domanda e dell’offerta, la penuria di merci causa un aumento dei prezzi, quindi vantaggi notevoli per gli accaparratori. Il potere poi non vede l’ora di tenere in pugno i cittadini ridotti alla miseria, obbligandoli ad elemosinare qualche briciola dallo stato-Leviatano.

Anche il violento nubifragio, scatenatosi di recente sulla Sardegna, trova la sua principale ragione nel “rischio” che il governo centrale italiano perdesse il cospicuo gettito fiscale proveniente dall’I.V.A. e dalle accise sui carburanti, vista la decisione della regione Sardegna di trasformare l’isola in una zona franca. Hit and run! Colpisci e fuggi via! Poi ti inventi i cicloni che, nella neo-meteorologia orwelliana, da fenomeno tipico dei mari tropicali, diventano la norma anche nel Mediterraneo ed il gioco è fatto.

Segui la scia… di denaro. Le armi climatiche sono anche questo: un affare lucroso che garantisce introiti esorbitanti a profittatori, usurai, compagnie aeree, multinazionali del farmaco, laboratori di “ricerca”, industrie belliche, centri universitari, disinformatori… Mentre la nave affonda, i topi ballano… sul ponte di comando.
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Thursday, May 23, 2013

Comprendere i processi economici dei tempi finali

http://zret.blogspot.co.uk/2013/05/comprendere-i-processi-economici-dei.html

Comprendere i processi economici dei tempi finali


Il caos è ordine... nuovo ordine.

E’ rivelatore che si sia soliti distinguere tra economia reale ed economia... finanziaria che sarebbe meglio definire finta, una frode bell’e buona, utile per arricchire speculatori e banchieri, dannosa per tutti gli altri. Dell’economia finanziaria e delle sue spudorate truffe ci siamo già occupati in altri articoli. Dedichiamo dunque qualche riga al sistema produttivo vero e proprio.

Lo Stato-Leviatano, inteso come apparato di controllo (occulto) e strumento di distruzione, usa vari stratagemmi per preservare le sperequazioni economiche e sociali, idonee alla perpetuazione ed al consolidamento del potere. Tra le armi principali dell’establishment per immiserire i sudditi e tenerli in una perenne condizione di subalternità bisogna annoverare il fisco. Con un esoso ed opprimente sistema fiscale si conseguono almeno due scopi: si sottraggono ricchezze a piccoli imprenditori, artigiani, cittadini del ceto medio e della classe inferiore; si genera un’ansia costante nei contribuenti che, a causa delle innumerevoli e ravvicinate scadenze tributarie, si sentono con una pistola puntata alla tempia. Il fisco dunque è anche un dispositivo di dominio psicologico, una tagliola per la mente.

Sfatiamo un luogo comune: tributi, balzelli, gabelle, spesso assurdi ed anacronistici, servono solo in parte a sostenere le istituzioni ed a mantenere i parassiti al potere. Inoltre una quota esigua del gettito è oggidì destinata allo stato sociale, giacché la maggior parte del denaro estorto al popolo, è fagocitato dalle spese militari. In verità, un paese potrebbe sopperire a tutte le esigenze, grazie ad un’unica imposta indiretta. Naturalmente dovrebbe essere abolito il signoraggio bancario che risucchia quasi tutto il ricavato delle tasse nel gorgo immenso del debito pubblico. Dovrebbero essere poi cancellati tutti gli escamotages della finanza incentrati sull’usura e sull’equivalenza tra moneta e merce.

Se allora il fisco attuale non ha uno scopo per così dire “produttivo” e “positivo”, pur nella sua indubbia impopolarità, qual è il suo vero fine? La risposta è semplice. Esso ha per fine la spoliazione, anzi l’annichilimento dei ceti medio-bassi. Il governo (mondiale) mira a depredare le aziende ancora floride, a gettarle sul lastrico: ogni fallimento di un’azienda è un successo per i globalizzatori e per le multinazionali. Le corporations si prefiggono di monopolizzare il mercato, sbarazzandosi della concorrenza dei piccoli produttori le cui merci sono tra l’altro di qualità migliore. E’ in corso quindi un deliberato attacco all’imprenditoria italiana: si pensi all’Emilia Romagna, nerbo dell’economia, regione prima danneggiata con il terremoto artificiale e contro la quale ora si infierisce con la stretta creditizia e con l’I.M.U. sui fabbricati industriali.

A proposito di credito e di banche, è necessario demolire un altro errato convincimento. Il fallimento delle banche è quasi sempre un pretesto per spillare altri quattrini ai contribuenti, una scusa per inasprire la pressione fiscale, per promulgare misure sempre più coercitive. Anche quando un istituto di credito fallisce (o simula il fallimento), perde solo un capitale di moneta elettronica, fittizia, mentre si è nel frattempo appropriato di beni immobili confiscati ai debitori insolventi. Non è vero dunque che molti decreti draconiani sono varati “per salvare le banche”, non è vero che l’aumento dell’I.V.A. discende dall’impellente necessità di rastrellare nuove risorse. I vari ministri del sottosviluppo e delle finanze sanno benissimo che l’aumento dei gravami conduce, prima o dopo, alla flessione dei consumi e quindi ad un decremento delle entrate tributarie. La loro politica è, da un punto di vista logico, controproducente, ma la “logica” dei farabutti non è la nostra. Il loro obiettivo è la devastazione, non il risanamento né la prosperità. Anzi l’indigenza, la disoccupazione, il malcontento sono ghiotti presupposti per organizzare un assetto socio-politico di stampo orwelliano.

Non paghi di aver inferto dei colpi micidiali al settore secondario, gli esecutivi italioti, che obbediscono agli ordini impartiti da potentati sovranazionali, stanno ora accanendosi contro l’agricoltura, sia per imporre le sementi transgeniche sia per privare il nostro paese dell’autosufficienza alimentare. Una volta affossato il primario, l’Italia dipenderà in toto dagli arbitrii delle famigerate società agro-alimentari.

Arma precipua per rovinare l’agricoltura e per conseguire bieche finalità è la Geoingegneria clandestina... tanto per cambiare.

Comunque non la spunteranno.

Documento collegato: Codex alimentarius by Tanker enemy







zretino, penso di farti cosa sgradita ma molto utile riportando una piccola parte di un mini manuale di stile (da qui) - [commenti] e grassetti miei:

La miglior tecnica di scrittura, che tu stia scrivendo un romanzo o un saggio [o un delirante pos su uno dei tuoi blog], prevede l’uso di una lingua che sia il più possibile semplice e diretta. Sono preferibili frasi brevi e concise a quelle involute ed elaborate, che costruiscono castelli di subordinate aggrovigliate dalle quali uscire senza fiato e con qualche dubbio di comprensione. Se ti rendi conto, leggendo una frase, che è necessario tornare sulle mancate concordanze di sostantivi, aggettivi e pronomi, per assicurarne la perfetta comprensione, significa che qualcosa nell’elaborato è stato mal costruito: meglio spezzare la frase con un punto. E ricominciare con un nuovo soggetto.
Attenzione a luoghi comuni e frasi fatte, è sufficiente cercarli nei motori di ricerca e ne troverete in quantità esorbitanti. Luoghi comuni concettuali (non ci sono più le mezze stagioni, è tutta colpa del buco nell’ozono, ecc.) e linguistici (quant’altro, nella misura in cui, piuttosto che, ecc.) che si affiancano a espressioni banali e già sentite (la volpe furba, il bandito feroce, restare con un pugno di mosche, tagliare la testa al toro, ecc.) costruiscono un libro [o un post] noioso e prevedibile, che incuriosirà e avvincerà ben poco il mal capitato lettore.
Non necessariamente la ricchezza di un discorso è data da una scelta di vocaboli desueti e complessi, è sufficiente armarsi di un buon dizionario dei sinonimi e dei contrari ed esercitare tutta la propria fantasia e ovviamente il proprio talento artistico per cercare, attraverso le variazioni lessicali, di presentare sentimenti o situazioni in maniera scorrevole, brillante e intrigante.


AGGIORNAMENTO

wladyil poveretto ci ha messo la briscola (e complimenti per la traduzione):

Ciao Zret, voglio partecipare al tuo ottimo articolo con questa piccola parte di un articolo che ho tradotto il 14 cm.

"Con un divenuto così scollegato con ciò che accade intorno a noi nel nostro nome, non abbiamo resistito al nostro potere collettivo - e siamo quindi responsabili quanto qualsiasi élite globale per aver creato il mondo in cui viviamo oggi." 

"Con il consenso concesso dalla nostra passività, abbiamo guardato evidenti bugie e manipolazioni toglierci la forza, la determinazione e la libertà, e abbiamo fatto poco o nulla." 

"Come tale, abbiamo dato via la nostra responsabilità personale. L'energia spesa lamentarsi ad alta voce, ma l'emphatia al pub o coda di autobus circa le carenze della società di oggi, se applicato in direzioni più attivo e positivo, potrebbe essere utilizzato per compensare le stesse cose che vengono lamentate." 

"Il problema è che siamo stati addestrati a pensare che non siamo in grado di fare la differenza - quando, in verità, si può, soprattutto se abbiniamo il potere tangibile della mente collettiva con i frutti concreti di azione diretta, come quello di esplorare più nell ' Agenda della verità."

L'articolo intero tradotto ("Comprendere l'élite al potere"):
http://ningizhzidda.blogspot.it/2013/05/comprendere-lelite-al-potere.html

Saturday, March 23, 2013

La rinascita d’Italia attraverso l’amore


http://zret.blogspot.com/2013/03/la-rinascita-ditalia-attraverso-lamore.html

La rinascita d’Italia attraverso l’amore

Massimo Rodolfi, editore, scrittore ed attivista, ha recentemente dato alle stampe un prezioso volumetto, “La rinascita d’Italia attraverso l’amore”. Il titolo non inganni: siamo lontano anni-luce dalle utopie pseudo-ambientaliste o dalle sdolcinate derive New age. Lo stesso amore va inteso come rispetto per sé [STRACCIONE, togli l'accento acuto] stessi, per gli altri, per il pianeta e la sua Anima.

Il libro è un grido d’allarme: l’umanità e la Terra sono minacciate da forze inquietanti e distruttive. L’autore, con uno stile brioso, ripercorre alcune sue cruciali esperienze per ampliare poi la visione verso l’attualità più incandescente. L’amarcord è agrodolce, il piglio è ironico, di un’ironia amara, di chi ha compreso l’inganno e vorrebbe che tutti si scrollasero [si scrive con due S LOL] di dosso inveterati pregiudizi e reazioni pavloviane.

Siamo di fronte ad un bivio: o ci svegliamo o siamo spacciati. Siamo spacciati, perché, Rodolfi, con il suo sguardo sornione ed acutissimo, ci permette davvero di comprendere in quale ragnatela siamo invischiati. Lo scrittore non ci offre il solito opuscolo di economia, ecologia e sociologia, in cui, nel migliore dei casi, si gratta via un po’ del trucco con il quale si tenta di abbellire il volto sfigurato del sistema. Il Nostro, pur con la levità del paradosso, mette a nudo le radici di un potere mostruoso, non esitando a chiamare i veri responsabili con i loro nomi. Non è più tempo di nascondersi dietro un dito, di nicchiare e di tergiversare: il momento è decisivo, il pericolo mortale. Ne va della sopravvivenza nostra e delle generazioni future, ma anche della sorte dell’uomo, in quanto essere che non è solo carne ed ossa.

A differenza di quei guazzabugli che il mercato editoriale continua imperterrito a sfornare, il libretto di Rodolfi sùbito centra il bersaglio: la Biogeoingegneria con tutte le sue sinistre implicazioni, anche le più inattese. All’autore non interessa preservare una presunta reputazione, ma spezzare millenari tabù. Chiamiamoli come più ci aggrada, Arconti, Demoni, Voladores, Carciofi..., [CARCIOFI???] ma smettiamola di accanirci contro il Saracino. Non stiamo combattendo in un torneo tardo-medievale, ma contro “gente” scaltra come il diavolo.

Se abbiamo una possibilità di non soccombere, il merito sarà anche di questa testimonianza densa, profondamente umana. E’ la testimonianza di chi non rinuncia alla libertà, alla coscienza ed alla dignità, fosse anche l’ultimo a crederci. 










Saturday, November 24, 2012

Minchiate vintage (17/12/2008): Scie chimiche: quanto ci costano?

  http://www.tankerenemy.com/2008/12/scie-chimiche-quanto-ci-costano.html

Scie chimiche: quanto ci costano?

Le pecore vanno tosate, non scorticate. (Svetonio)

Abbiamo e stiamo sviscerando i vari aspetti ed addentellati della questione "scie chimiche", ma abbiamo dedicato solo qualche cenno al problema dei costi legati all'intera operazione.

Stando a calcoli eseguiti dal nostro gentilissimo lettore Paolo e da altri nostri collaboratori, siamo in grado di stabilire, con una buona approssimazione, che le attività aeree chimico-biologiche nei soli cieli d'Italia, costano 19 milioni di euro al giorno, quindi 6.935 milioni l'anno. E' una cifra astronomica, esorbitante! Con tutto questo denaro usato - si ricordi - per avvelenare la biosfera, nell'ambito di sinistri progetti bellici, quali e quante iniziative a favore dell'intera nazione potrebbero essere attuate?

Di fronte a tale vergognoso sperpero di ingentissime risorse, appaiono grottesche ed inammissibili le manovre finanziarie dei vari esecutivi, inaccettabili i drastici tagli a settori quali la sanità, l'istruzione, il sistema previdenziale, mentre crescono, nel contempo, le spese militari per missioni "umanitarie" nei quattro angoli del mondo, impianti radar, stazioni H.A.A.R.P., potenziamento degli arsenali, costruzione o ampliamento di basi, acquisto di caccia e di tankers etc. L'Italia è ai primi posti nel mondo per fondi destinati alla "difesa"! Siamo, tra l'altro, a conoscenza solo del bilancio ufficiale, poiché fuori bilancio altre risorse finanziare sono destinate alla costruzione di installazioni sotterranee, allo spionaggio elettronico, alla pletora dei disinformatori.

Non dimentichiamo la piaga del signoraggio, che risucchia il 100 per cento [STRACATALOL, questa forse è la migliore :)] del gettito accumulato con le tasse pagate dai contribuenti, oltre a tutti gli sprechi nell'amministrazione (enti inutili, inefficienze nella gestione del denaro pubblico), i faraonici e scandalosi privilegi di ministri, parlamentari (non tutti), funzionari, amministratori di regioni, province, comuni, dirigenti di società…

Quale incommensurabile somma di euro è fagocitata da uno stato corrotto e diabolico che poi, per graziosa iniziativa di silvio, elargisce ai poveri una carta asociale del valore lillipuziano di quaranta euro al mese?

Quale incommensurabile somma di euro è impiegata non nell'interesse della collettività o di interi popoli che vivono nell'indigenza, ma per inquinare l'ambiente, diffondere patologie, controllare i cittadini, dietro l'ipocrita paravento delle provvidenze sociali e della promozione dello sviluppo economico o dietro il pretesto di iniziative volte alla protezione degli ecosistemi e della salute?

La prossima volta in cui il governo chiederà ai cittadini i soliti sacrifici per superare la difficile congiuntura, la crisi pianificata e causata dai globalizzatori di cui ministri e sottosegretari sono del tutto succubi, ricordiamoci di quanto e come è scialacquato il denaro dei contribuenti vessati e tartassati.

La prossima volta in cui qualcuno si lamenterà dell'esosa pressione fiscale che stritola aziende, imprenditori, artigiani, impiegati, operai, disoccupati, additiamogli uno dei tanti aerei della morte che incrociano sulle nostre teste: la verità è lassù.
 

Saturday, November 3, 2012

wlady il poveretto allo sbaraglio (ovvero: sparare sulla Croce Rossa è come combattere una zanzara con 100 batterie di katiuscia in confronto)


http://ningizhzidda.blogspot.it/2012/11/tutti-gli-uomini-di-goldman-sachs.html

Tutti gli uomini di "Goldman Sachs"



Goldman Sachs governa il mondo, è una affermazione provocatoria, forse una battuta fatta da un presunto trader che ne interpreta dei complotti internazionali, che l'accusano di gestire un occulto direttorio mondiale di uomini chiamati per salvarci dalla crisi, crisi da loro stessi generati.

Un direttorio anche europeo, il presidente della banca centrale europea Mario Draghi, al neo Premier italiano Mario Monti, al collega greco Lucas Papademus tutti hanno lavorato per Goldman Sachs, Mario Monti della commissione trilaterale e del gruppo Bilderberg di cruenti organizzazioni mondialiste, che farà fremere organizzazioni complottiste, sarà ... certo è lo strapotere di Goldaman Sachs, trentamila dipendenti nel mondo, tutti miliardari, un amministratore delegato Lord Blainsen pagato più di 68 milioni di $. il suo primo anno.

Una delle poche banche uscite indenne dalla crisi del 2008, che ha spazzato via la Lehman Brothers e indebolito quantomeno le sue concorrenti, salvata dagli aiuti governativi nel 2009, Goldaman Sachs è tornata rapidamente alle cifre nere alimentando la satira.

I soli che si sono ripresi dal disastro finanziario sono coloro che hanno causato il disastro finanziario, e anche negli Stati Uniti Goldman Sachs presta i suoi uomini migliori alle istituzioni, infatti viene chiamata governo Sachs, tanti sono i segretari al tesoro, membri della banca centrale FED e dello stesso governo americano che li annoverano nel loro curriculum.

Insomma complottisti o no, pare che essere passati da Goldman sachs sia un requisito per i guru operativi dell'economia mondiale.

Giulietto Chiesa dice: "Monti governerà l'Italia seguendo gli ordini che arrivano dall'Europa. Gli Italiani non devono accettarlo. Il debito italiano è un bluff creato ad arte per sottrarci la nazione: in realtà stiamo solo svendendo le nostre ricchezze a un gruppo di speculatori".

Chi ha organizzato questa offensiva all'Italia ha potenti mezzi di dissuasione, non sono naturalmente onnipotenti, ma i grandi centri della finanza internazionale che sono dietro a questo attacco all'Italia, sono molto potenti condizionando il potere politico.

Una grande responsabilità in tutto questo ce l'ha il Presidente Napolitano che non si sarebbe sprecato così tanto per costruirla.

Un attacco senza destino che il Professor Monti, (se ci riesce) guiderò il governo italiano in un momento in cui gli italiani andranno in depressione, non ci andremo da soli ma in compagnia  dell'intera Europa, perché l'Europa si appresta ad andare in recessione, ci sono tutti i dati che lo confermano.

L'Italia in caduta libera in questa situazione non è praticamente possibile, quindi sarà un buco nell'acqua, ma sarò un buco nell'acqua catastrofico, per il contribuente Italiano e per il lavoratore, per il pensionato, perché il signor Monti viene in Italia per applicare le norme di un'Europa che va a fondo, norme molto gravi che significano drastici tagli alla condizione di vita di larghissime masse popolari.

Non più soltanto i lavoratori, ma settori cruciali dei ceti medi con riduzione dei salari, licenziamenti e compressione delle spese sociali, tutte cose che graveranno drasticamente sulla vita dei Cittadini.

Tutto questo viene fatto in base a una scommessa che gli Italiani sopporteranno, una scommessa malfondata perché ci sono limiti oltre i quali la gente non crede più alle storie che le sono state raccontate e non è disposta a rinunciare alle loro condizioni di vita.

Una scommessa che andrà male per gli organizzatori, ma la domanda cruciale è chi sono questi organizzatori? Sono i grandi gruppi della finanza internazionale, guidati dalle grandi banche di investimento, la più famosa di queste (ma non l'unica) si chiama Goldman Sachs, ma ci sono anche altri come City Group, Bank of America, Deutsche Bank, ecc, ecc.

Tutte banche che sono andate in fallimento dal 2007 al 2010, tecnicamente fallite,  ma hanno recuperato in maniera fantastica dopo essere state ricapitalizzate dalla Federal Reserve che ha erogato sedici trilioni di dollari inesistenti, inventati per tenerle in piedi.

Con questi soldi inventati, si sono gettati sugli unici asset invincibili, asset di bond degli stati europei, ed essendo protetti dall'euro, veivano considerati praticamente impossibilitati ad andare in default, ad azzerarsi, come invece si è venuto a verificare per i cosi detti mutui facili, su cui ha fiorito la finanza americana negli ultimi otto anni.

Si sono precipitati in Europa e hanno cominciato a comperare i buoni del tesoro degli stati ma non qualsiasi stato, sono andati alla ricerca di quelli che avevano i più alti tassi di interesse, quei paesi in difficoltà, più esposti come quelli greci, poi quelli italiani anch'essi, vista la dimensione del debito pubblico.

Va considerato che l'Italia ha il debito privato di tutta la zona euro più basso di tutti il 42% del prodotto interno lordo (PIL), mentre la Granbretagna ha un debito privato del 103%.

Quindi...quando si dice che l'Italia è prossimo al fallimento si dice una grossa menzogna, artificialmente creata da questi signori; se mettiamo insieme il debito estero il debito pubblico e quello privato l'Italia sta molto meglio della francia, Belgio, Grecia,  Spagna, Granbretagna,  e un pelino sotto la Germania.



E' una menzogna organizzata dire che l'Italia è in bancarotta, ventilata dalla 

finanza internazionale, che è venuta a comperarsi l'Italia a basso costo, con soldi finti, fittizi, inventati dagli Stati Uniti e usando le leve legislative che l'Europa ha offerto alla finanza mondiale.

Ci sono decine di prove che l'Europa legifera sulla base delle indicazioni dirette di questi centri di controllo della finanza, sono i consiglieri della Goldman Sachs che suggeriscono all'Europa le norme politiche con cui deve essere svantaggiata la finanza internazionale, tutto costruito sulla base di una pressione speculativa che va contro i popoli.

Questo vuol dire che con i loro soldi finti possono comprarsi l'Europa, l'Italia, la Grecia, la Spagna, le terre e gli asset, gli edifici, le ricchezze artistiche e culturali.

Stiamo svendendo inutilmente, erroneamente, le nostre ricchezze ad un gruppo di speculatori (una trentina) farabutti che si gettano come dei caimani sulle prede che vengono loro offerte dalla legislazione europea

E' l'Europa la responsabile di tutto questo la commissione europea, il consiglio dei ministri europei, il parlamento Europeo che ha votato e approvato queste norme.

Allora che cosa è il Signor Monti? Il signor Monti è l'esecutore di questi ordini, e viene in Italia per eseguire questo ordini, gli italiani (ci auguriamo)  non accetteranno questo ordini, questo governo deve cadere, e creato un governo basato sulla volontà popolare per risanare questo paese.

Certamente il paese ha bisogno senza dubbio di essere risanato abbiamo quasi duemila miliardi di debito pubblico, ma una parte rilevante di questo debito è imputabile ai ricchi che non hanno mai pagato le tasse negli ultimi quarant'anni o almeno non nella misura che le pagano i cittadini comuni

Gli evasori hanno violato la costituzione hanno evaso (dati di BankItalia) nove trilioni di euro di patrimoni che si sono accumulati in mano a pochissime persone che non hanno pagato le tasse.

Inoltre ci sono decine di leggi scritte apposta per gli evasori fiscali e le banche italiane che permettono di evadere le tasse, una situazione insostenibile che deve essere al più presto regolamentata.


Video trascritto a cura di wlady:
http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=KkRpmiegIrw

Sunday, October 28, 2012

Cose da Fare Prima del Collasso Globale


http://www.anticorpi.info/2012/10/26-cose-da-fare-prima-del-collasso.html

Cose da Fare Prima del Collasso Globale


di M. Adams
traduzione di Anticorpi.info
Il giorno in cui si verificherà il crollo globale del debito sta arrivando. Il contatore del debito degli Stati Uniti mostra ormai una nazione risucchiata nella spirale dell'oblio finanziario. Quando Ron Paul asserisce che 'gli americani dovrebbero essere in preda al panico' a causa della nuova politica di creazione illimitata di moneta attuata dalla FED, in realtà usa un eufemismo. 

Gli americani dovrebbero alzare il livello della protesta, ma preferiscono chiudere gli occhi per negare la realtà; andranno a votare alle prossime elezioni e continueranno a raccontarsi la storia che chi siede nello Studio Ovale abbia l'intenzione ed il potere di interferire su tale scenario. Una simile convinzione è delirante proprio come quella che tutto sommato il debito pubblico non abbia molta importanza. 


Tutto ciò naturalmente ci condurrà dritti ad uno scontro frontale con la storia, in cui il collasso del debito globale si realizzerà ad un ritmo sempre più vorticoso e farà sentire il suo peso 'reale' nelle vite di centinaia di milioni di nord-americani che finora hanno ignorato le notizie sul collasso finanziario europeo. Di seguito elencherò 25 cose che chiunque dovrebbe preoccuparsi di fare prima che giunga quel giorno.
1- Consultarsi con un dentista olistico per rimuovere le otturazioni al mercurio. [FONDAMENTALE - infatti siamo al n. 1 - , quando si sarà sotto i ponti: e con che cosa cazzo lo paghi, il dentista, con banconote olistiche?]
2- Comprare dei libri in formato cartaceo in modo da avere qualcosa da leggere nel caso in cui la rete elettrica venga meno. [ma se non ci sarà luce elettrica, anche se si comprasse le tavole della legge di pietra COME CAZZO SI FARA', A LEGGERLE?]
3- Ritirare i risparmi dalle grandi banche multinazionali. [e che cosa me ne faccio?]
4- Nascondere per bene i vostri ori e argenti avendo cura di adoperare un contenitore che sia in grado da proteggerli dalla umidità. Non dimenticare di comunicare a qualcun altro il luogo del nascondiglio, nel caso in cui malauguratamente dovesse accadervi qualcosa. [vedi sopra]
5- Apprendere i rudimenti della vita di campagna. [ecco: impara a zappare]
6- Liquidare tutti gli asset liquidabili in modo da non esporsi al rischio di appropriazione da parte delle banche. [vedi sopra. E soprattutto: CHI NON HA ASSET che fa? E A CHI venderebbe chi ne ha?]
7- Riconciliarsi con Dio o con la dottrina spirituale prediletta. [anche questo FONDAMENTALE...]
8- Riconciliarsi con il prossimo, chiedendo o accordando il perdono. Evitare che al fardello della crisi  si aggiunga quello dei rimpianti. [amen]
9- Procurarsi copie a colori di tutti i documenti importanti, e riporli in un luogo sicuro (le cassette di sicurezza delle banche non sono sicure, in quanto saranno saccheggiate). [ANCORA? CHE CAZZO ME NE FACCIO DEI DOCUMENTI, IN BIANCO E NERO O A COLORI?]
n. tdm: basta, non ce la faccio più... Continui qualcun altro a confutare queste troiate immani...
10- Abbandonare i farmaci da prescrizione. Ogni dipendenza da farmaci da prescrizione è un fardello mortale in uno scenario di crollo globale. 
11- Fare scorte di farina fossile (DE) per conservare le verdure. 
12- Al bisogno, procurarsi anche dei ricambi degli occhiali da vista o lenti a contatto. 
13- Rimettersi in forma fisica. La sopravvivenza in alcuni frangenti potrebbe dipendere dalla forma fisica. 
14- Prelevare un pò di soldi e iniziare a risparmiare nickelini. Perché? Perché continuano a valere la quantità e qualità di materiale con cui sono coniati. 
15- Imparare a usare la radio ad onde corte, o meglio ottenere la patente di operatore radio. 
16- Imparare le tecniche di giardinaggio di base. 
17- Imparare le tecniche di allevamento di polli, capre e altri animali di piccola taglia. 
18- Acquistare un set di qualità di attrezzi da giardinaggio, anche se ancora non si possiede un giardino. 
19- Imparare ad usare le armi da fuoco. Se mai dovesse presentarsi il reale bisogno di farvi ricorso, a quel punto non ci sarà il tempo per fare pratica. 
20- Imparare a mantenere in ordine la vostra attrezzatura, se non volete che vada in pezzi quando più ne avrete bisogno. 
21- Piantare fichi, aloe vera ed altre piante resistenti che siano in grado di produrre alimenti in cambio di poca manutenzione. Farlo prima possibile, così da dare alle piante il tempo di iniziare a produrre cibo. 
22- Fare scorta di sale, argento colloidale e altri elementi essenziali che in caso di crisi sarebbero difficili da procurarsi.
23- Trascorrere più tempo all'aperto per abituarsi alla esposizione alla luce solare. 
24- Nascondere in un luogo lontano un kit di semi di emergenza.
25- Prendere un cane da guardia affidabile, che possa aiutarvi a provvedere alla protezione della vostra famiglia e dei vostri beni. 
Ovviamente la lista potrebbe andare avanti all'infinito, ma di sicuro questi 25 punti dovrebbero essere in cima alla vostra lista delle cose da fare prima del collasso globale.
Adoperarsi il più possibile per stare in salute, informati, approvvigionati ed il più lontano possibile dalle zone ad alta densità abitativa. Gli ambienti urbani subiranno le più gravi conseguenze del crollo globale, per cui è consigliabile iniziare a muoversi adesso, sfruttare la relativa tranquillità del momento per lasciare la città e stabilirsi in una zona di campagna. Fidatevi di me; un giorno sarete contenti di averci pensato molto, molto in anticipo. 
In termini di tempistica, diverse persone intelligenti asseriscono che ci troviamo ormai in prossimità di questo collasso globale del debito. Altri ritengono che il crollo avverrà al rallentatore, e che potrebbe subire una brusca accelerazione nel corso dei prossimi 2-3 anni. Altri ritengono che molto dipenderà dall'esito delle prossime elezioni presidenziali; si sente dire in giro che se fosse eletto Romney, molti sostenitori di Obama potrebbero dare luogo a una sommossa. Considerando che con la rielezione di Obama potrebbero essere gli imprenditori degli Stati Uniti a rivoltarsi contro le sue politiche economiche fallimentari, in entrambi i casi, non è una bella immagine. In entrambi i casi, è necessario prepararsi ora per l'inevitabile. 

Articolo in ligua inglese pubblicato sul sito Natural News [ovvero un verminaio di troiate testa di serie mondiale prima seconda terza e quarta a pari merito - grazie AGG]
Link diretto:
http://www.naturalnews.com/037577_debt_collapse_checklist_preparedness.html

Sunday, June 17, 2012

Ingegneria sociale e geoingegneria: dieci domande e dieci risposte e innumerevoli troiate


http://www.tankerenemy.com/2012/06/ingegneria-sociale-e-geoingegneria.html

Ingegneria sociale e geoingegneria: dieci domande e dieci risposte

Ci sono due modi per conquistare e sottomettere una nazione ed il suo popolo. Uno è con la spada, l'altro è controllando il suo debito". (John Adams, 1735-1826, secondo Presidente degli Stati Uniti d’America)

Assistiamo ad una crisi economica sempre più grave: il governo Monti riuscirà a risolverla o, almeno, a contenerne gli effetti più dannosi e dirompenti?


No. L’esecutivo presieduto dal fantoccio Mario Monti non ci riuscirà, perché ha ricevuto l’incarico di affossare il sistema produttivo italiano, inasprendo a dismisura la pressione fiscale. Sta svolgendo questo compito in maniera molto efficace: la situazione economica e sociale si aggrava ogni giorno di più. Il burattino della Bocconi, fingendo di voler favorire la ripresa, agisce con successo, ad esempio svendendo il patrimonio immobiliare e mobiliare dello stato, per trasformare l’Italia in un paese del Quarto mondo.

In Spagna le banche stanno fallendo. Bisogna temere che il sistema creditizio italiano sarà investito da un analogo tracollo?

Bisogna distinguere: è vero che alcuni piccoli istituti navigano in cattive acque, ma le grandi società bancarie fingono di fallire per evitare di introdurre liquidità sul mercato e per ricevere cospicui “aiuti” dalla Banca centrale europea. Questi fondi vengono poi investiti in titoli di stato, contribuendo ad incrementare il debito pubblico che è inestinguibile ed il cui peso grava sui cittadini già tartassati.

I prestiti che la Banca centrale europea ha accordato alla Spagna saranno in grado di salvarla dal fallimento?

No. In primo luogo il denaro prestato va restituito con gli interessi che le banche ed i governi scaricano sulla collettività, inoltre è tutta una simulazione: gli istituti di credito, attraverso il sistema della riserva frazionaria, possono aprire linee di credito con soldi virtuali. Se i debitori non rendono la somma con gli interessi, si appropriano di beni e titoli dati come garanzia. Di fatto, la crisi finanziaria è fittizia: la stretta creditizia è un cappio per strangolare l’economia reale. Lo sconquasso è un presupposto per convincere i vari stati a cedere la propria residua sovranità ad organismi europei. Le stesse speculazioni selvagge della finanza internazionale, se arrichiscono i profittatori, dall’altro sono un ottimo pretesto per spremere sempre di più i contribuenti e per distruggere intere nazioni: infatti nessun esecutivo, pur deplorando che i tassi dei titoli statali crescono in modo spaventoso, costringendo a pagare fior di interessi, ha mai deciso di eliminare il perverso sistema del debito pubblico, causa di quasi tutti i mali. Anzi, si sta discutendo l’introduzione degli eurobond, titoli del debito europeo: se il balzano progetto sarà attuato, sarà il colpo di grazia. Si sono pure inventati il M.E.S., il cosiddetto Meccanismo europeo di stabilità, un diabolico sistema che finanzierà i paesi prossimi alla bancarotta, concedendo loro i soliti prestiti ad usura. Le risorse finanziare di questo Fondo, amministrato da una combriccola esonerata da qualsiasi responsabilità, proverranno dagli stati dell’Unione europea, forzati ad alimentarlo con ingentissime quote delle loro entrate fiscali. In poche parole, il debito sarà "nutrito" ed incrementato dal debito, in una spirale senza fine, mentre le istituzioni europee scorticheranno i popoli, imponendo politiche di austerità. Va ricordato che nessuna politica di austerità e neppure i tagli alla spesa pubblica, amesso [si scrive aMMesso, straccione] e non concesso che “politici”, burocrati e funzionari, intendano rinunciare ai loro immondi privilegi, potrà mai riequilibrare i conti e spingere il debito pubblico al di sotto del prodotto interno lordo, poiché il debito, per sua stessa natura, implica l’insolvenza. E’ come una bomba ad orologeria.

Si profila un’egemonia tedesca in Europa?

E’ possibile, ma sarà effimera. Anche la Germania sarà prima o poi sacrificata dalla cricca mondialista sull’altare del Nuovo ordine mondiale che aborre le patrie. E’ imminente semmai la centralizzazione del potere economico e finanziario, con gli stati ridotti a province dell’Impero europeo. Anche l’Europa, però, è destinata a diventare una satrapia del superstato tirannico mondiale, come auspicato anche dal Movimento 5 stelle, forza organica al detestato sistema mondialista. [1]

Con tutte queste politiche folli, però, non si impedisce la cosiddetta crescita?

Certo, ma è quanto il sistema vuole: la crisi del ‘29 fu causata soprattutto dall’improvvisa e drastica diminuzione di circolante. Ciò portò al fallimento di piccole banche, di imprenditori e società che dipendevano da prestiti a basso interesse. Con la recessione si crearono le premesse per rafforzare i principali cartelli creditizi ed industriali nonché per costringere le masse di diseredati a dipendere dalle elemosine statali.

Che ruolo riveste, in questo scenario di stagnazione, il crollo del mercato immobiliare?

Il processo economico prevede l’alternanza di due fasi: un periodo in cui si concedono mutui ad interessi favorevoli sia alle aziende sia ai cittadini. Il denaro viene impiegato per acquistare per lo più immobili o beni di lusso: alloggi, ville, fabbricati, fuoriserie, panfili, preziosi… Si crea una situazione espansiva, di benessere diffuso, di fiducia nel mercato e nel capitalismo. Segue un ciclo in cui, con qualche pretesto, si contrae la disponibilità monetaria, non vengono più accesi mutui o, se vengono aperte delle linee di credito, si pretendono tassi esorbitanti. I tributi sempre più gravosi, il taglio di stipendi, pensioni, provvidenze sociali, l’inflazione ed una normativa vessatoria soffocano le imprese ed i contribuenti: il ceto medio si proletarizza, si ingrossano le schiere di disoccupati e di poveri. In ogni dove serpeggia il malcontento che porta a proteste, scioperi, tumulti…

Molti confidano nel "Movimento 5 stelle": ritengono che potrà risanare la politica e l’economia con una lotta strenua contro la corruzione, gli sprechi e l’evasione fiscale.

E’ una truffa! [come quella del telemetro?] Grillo ed il "Movimento 5 stelle" appartengono allo stesso apparato che danno ad intendere di voler combattere. Infatti, nel programma del partito dominato dal tragicomico genovese, non si trova traccia di temi quali l’abolizione del signoraggio bancario e della geoingegneria illegale e clandestina che risucchiano quasi il 100 per cento delle risorse provenienti dalle imposte dirette ed indirette. E’ vero che qualche proposta del programma è condivisibile (ad esempio, il rifiuto di costruire nuovi inceneritori e del nucleare), ma è necessario inserire qualche idea che attragga e convinca l’ellettorato, altrimenti quale sarebbe la differenza tra Grillo ed un partito tradizionale? Chi voterebbe più i Grillini? Non si può escludere che, considerando l’attuale trend, l’uomo di paglia della Casaleggio occuperà presto il Parlamento con un suo plotone. Potrebbe essere formato un governo, a guida Montezemolo, di stampo tecnocratico e totalitario, dietro parvenze di “democrazia diretta”.

A proposito di elusione ed evasione fiscale, bisogna ribadire che è un altro argomento pretestuoso: mentre piccoli commercianti, artigiani, agricoltori, cittadini protestati, proprietari della prima casa etc. vengono angariati da un fisco rapace ed iniquo, i grandi capitali al massimo sono sfiorati. Recentemente l’ufficiale della Guardia di Finanza Rapetto, ha scoperto un’evasione pari a 95 miliardi (!), perpetrata dalle società concessionarie che monopolizzano il gioco d’azziardo [e un SIC ce lo vogliamo mettere, professò?] in Rete. Ebbene, Rapetto è stato costretto a dimettersi e le concessionarie hanno versato, per decisione del giudice, solo 2,5 miliardi, usufruendo di uno sconto abnorme!

Che cosa ci si deve dunque aspettare per il futuro?

E’ difficile elaborare previsioni credibili, ma, senza dimenticare che il piano finale ideato dalle élites potrebbe essere sventato o fallire per qualche ragione più o meno imponderabile, si può preconizzare un ulteriore peggioramento del quadro, forse anche a causa delll’innesco di una Terza guerra mondiale, con annessi e connessi.

Qual è il rapporto tra la disastrosa situazione economico-sociale e le attività chimico-biologiche? Quali sono i veri interessi e scopi dei banchieri internazionali che dominano il pianeta?

In verità, la stagflazione è un potente strumento di ingegneria sociale, ossia i processi economici servono a creare i presupposti di un nuovo assetto, con classi depauperate o distrutte, interi ceti che perdono coesione, reddito e diritti a vantaggio del sistema-Leviatano. Il tutto, mentre i media di regime distraggono e plagiano l’opinione pubblica, con campagne di pura disinformazione: ad esempio, subissano il pubblico con servizi artefatti sui presunti crimini di Assad in Siria, in modo da persuadere la gente a sostenere, anzi a chiedere un intervento militare della N.A.T.O. “per esportare la democrazia” nello stato medio-orientale. Le guerre, tra l’altro, sono spesso state usate come mezzo al fine di distogliere l’attenzione dei cittadini dai problemi interni, per galvanizzare i popoli, inoculando in loro il virus del nazionalismo. I conflitti, oltre ad essere proficui per le industrie belliche, provocano sconvolgimenti che portano a ridisegnare l’ordine politico, secondo i fini perversi delle classi dirigenti. Ab chaos ordo. Intanto la Biogeoingegneria, [plutogiudomassofisiopippotopolinogastronomica] approfittando dello sfacelo che obbliga ad occuparsi di come sopravvivere, viene attuata con crescente intensità per gettare le fondamenta del “Mondo nuovo”.

Bisogna infine precisare che i banchieri internazionali, pur potentissimi, spregiudicati ed immorali, non sono coloro che controllano il mondo: anch’essi, come intermediari, sottostanno ad una cupola che non ha a cuore il denaro ed alla quale interessa solo in parte il dominio, poiché persegue un altro scopo… Questo, però, è un altro discorso.

[1] Giustamente l’amico Corrado, a proposito delle valutazioni del pur benemerito parlamentare britannico Nigel Farage [sì, benemerito come qualunque fascista del tubo], si domanda: “Come credere che tutto quello che sta succedendo serva solo a rafforzare la Germania a danno degli altri stati europei?”. Si legga Fra crisi economica, euro, intrighi… , 2012.
 

i primi 2 commenti, pardon, cazzate:

  1. Bellissimo articolo! Ricordiamoci che c'e' quel qualcosa che spaventa i VERI POTENTI: Il FattoreX.
    Se fossero sicuri al 100% del risultato di una terza guerra mondiale, L'avrebbero gia' scatenata. Questa volta, qualcosa sta' scombinando i loro piani..
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  2. Al riguardo sono poco ottimista. Questi scellerati hanno mezzi e risorse e temo che porteranno a compimneto i loro piani.
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    Aggiornamento in tempo reale: non sanno nemmeno contare, questi straccioni da quattro soldi: le domande (in neretto) sono NOVE, NON dieci.
    tdm

    Aggiornamento II: ho contato male, sono 10. Nell'ultimo neretto ce ne sono due. Ciò non toglie che ho riportato una valanga di minchiate, dalle parti della discarica per allucinati.