L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

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Saturday, April 18, 2015

I pilastri della salute e la rete di interconnessioni, un tentativo di visione onnicomprensiva dei meccanismi di salute e di malattia

http://scienzamarcia.blogspot.ch/2015/04/i-pilastri-della-salute-e-la-rete-di.html

I pilastri della salute e la rete di interconnessioni, un tentativo di visione onnicomprensiva dei meccanismi di salute e di malattia

Ho finalmente ultimato questo lavoro che potete leggere per intero sul nuovo sito
Riporto qui di seguito disclaimer (dichiarazione di non responsabilità) ed il primo paragrafo. Sebbene qualche lieve modifica ed integrazione sia sempre prevedibile (di cose nuove se ne scoprono ogni giorno), il lavoro è sostanzialmente completato, ed a breve sarà disponibile anche in versione pdf.




Dichiarazione di non responsabilità (disclaimer) [ovvero: sto per scrivere cazzate a cui neanch'io credo]
Quanto trovate scritto qui sotto non costituisce in nessun caso una indicazione terapeutica. La lettura delle seguenti informazioni non può sostituire un processo di diagnosi e di valutazione accurata dello stato di salute da parte di uno o più medici di base o medici specialisti. Chi scrive è convinto che non esiste la malattia bensì il malato, ovvero che non esistono rimedi sempre uguali per la stessa malattia, ma percorsi di cura differenziati in base alle caratteristiche peculiari del singolo malato. Qui di seguito trovate semplicemente informazioni, in base alle quali potete rivolgervi presso un professionista qualificato (medico, odontoiatra, naturopata, nutrizionista, osteopata) avendo voi stessi, si spera, una maggior conoscenza di causa. Un paziente informato, secondo chi scrive, ha delle possibilità molto maggiori di guarigione, anche perché (è ben noto) due professionisti con la stessa specializzazione spesso danno della stessa sintomatologia (e delle stesse analisi di laboratorio) o un’interpretazione differente, oppure a parità di interpretazione consigliano due percorsi terapeutici molto differenti.




 I pilastri della salute e la rete di interconnessioni 


Immaginate una costruzione che deve la propria solidità a 9 pilastri e 5 travi portanti, e che a un certo punto ha un cedimento strutturale. Immaginiamo pure che tale cedimento strutturale avvenga in una zona dell’edificio prossima al pilastro numero 9; e immaginiamo pure che ispezionando il pilastro numero 9 si scopra che tale pilastro è danneggiato. Pensate forse che il risultato dell’ispezione sia sufficiente per potere concludere che il pilastro 9 sia la sola causa del cedimento strutturale? E se fosse danneggiata anche una trave portante che poggia sul pilastro 9? E se fosse danneggiato anche un pilastro vicino, la cui condizione è corresponsabile del danno a quella zona dell’edificio?

Ecco, questo potrebbe essere modello, molto semplificato, del corpo umano, la cui stabilità (la condizione di salute) si basa proprio sulla solidità di un certo insieme di “pilastri” e “travi portanti”. In tal caso il cedimento (la condizione di malattia) di un determinato organo o tessuto, non può così facilmente essere imputato solo al danneggiamento di uno dei “pilastri” della salute. Il corpo umano in realtà è molto più complesso di una semplice costruzione dal momento che abbiamo anche il sistema sanguigno e quello linfatico, sanguigni che portano sostanze in giro per tutti gli organi e tessuti, in maniera tale che “messaggi” chimici mettono in comunicazione punti anche distanti del corpo stesso. Similmente ci sono messaggi, stimoli elettrici che percorrono l’intero corpo, e ci sono sollecitazioni meccaniche dell’apparato osseo che hanno notevoli ripercussioni sul funzionamento dell’intero organismo.

La medicina tradizionale cinese ha da millenni studiato alcune “strade” che collegano tra di loro alcuni punti nevralgici (punti di agopuntura o digitopressione), determinati organi, determinati denti; studi moderni hanno verificato una differenza di conducibilità elettrica lungo il percorso di tali meridiani. Adesso esistono persino apparecchi computerizzati (non certo molto noti né molto diffusi) che, misurando la resistività lungo alcuni meridiani energetici, verificano la presenza di un eccesso o una carenza di tensione sui meridiani stessi in modo da pervenire più facilmente ad una diagnosi dello stato energetico dell’organismo e quindi delle cause delle malattie.

L’organismo è un insieme di più parti che sono molteplicemente intercorrelate, il suo funzionamento è basato su di una rete di interconnessioni, per cui a volte è davvero difficile isolare una semplice causa di una patologia, di un disturbo, di uno squilibro fisico e psichico. Molte volte bisogna considerare non solo un certo numero di concause, ma un intreccio di cause, e l’intreccio è qualcosa di più, di differente dalla semplice somma delle singole cause.

Un’altra maniera di visualizzare questa situazione di multifattorialità (già usata da Lorenzo Acerra) è quella di un lottatore esperto nelle arti marziali che viene affrontato da un solo nemico, che riesce a tenere benissimo a bada. Poi entra in campo un secondo avversario, ed il lottatore riesce a tenere a bada anche questo, sebbene inizia ad essere più provato, più affaticato, a sprecare troppe risorse per fare fronte alla nuova situazione. Quindi entra in campo un terzo avversario, che lo tiene impegnato anche su un nuovo fronte, ed ecco che il nostro esperto di arti marziali deve finalmente adottare un compromesso che a noi sembra un disturbo di salute. Il nostro corpo è dotato di sistemi di regolazione e di sistemi di auto guarigione, che riescono a volte a fare fronte a diversi “assalti”, ripristinando l’equilibrio, ma poi l’ennesimo fattore negativo, come la classica goccia che fa traboccare il vaso, scatena una condizione patologica. Quest’ultimo fattore negativo che grava sull’equilibrio del nostro corpo, essendo l’ultimo in ordine di tempo, viene facilmente scambiato per la causa della malattia, cosa che spesso non è.

Anni fa, facendo un po’ di esercizi alla sbarra restati bloccato, con la spalla dolorante a causa di una infiammazione al legamento, sviluppando un problema che, seppur rientrato con un poco di riposo (e di estratto di artiglio del diavolo), mi perseguitò in maniera più o meno fastidiosa, con periodico riacutizzarsi, per una decina d’anni, rendendomi difficili alcuni movimenti, come quello di pulirmi la schiena. Poi d’improvviso, facendo una iniezione di procaina in corrispondenza del sito di estrazione del molare, il fastidio quasi scomparve (la procaina è una sostanza anestetica che ha il “miracoloso” effetto di neutralizzare, a volte in maniera permanente, i problemi causati da diversi tipi di focalità legate ai denti e/o alle cicatrici, della cui natura discuteremo più in dettaglio più avanti nel presente testo). Con il senno di poi posso affermare che non fu necessariamente lo stress dell’esercizio alla sbarra a causare l’infiammazione (l’ultimo fattore negativo in ordine di tempo che si era presentato a livello dell’articolazione), ma un “focus dentale” che aveva pesantemente condizionato lo stato di salute della spalla, la quale poi cedette al momento in cui la sottoposi ad uno sforzo di una certa entità. Anche la filosofia della osteopatia (forma di “medicina complementare” ideata dal medico chirurgo Andrew Taylor Still, che usa particolari manovre di manipolazione di muscoli organi e articolazioni, stimolando anche il corretto scambio di fluidi all’interno dell’organismo) si basa su principi fondamentali molto simili a quelli appena enunciati, per esempio: L'essere umano è un'unità dinamica di funzioni e Il corpo possiede dei meccanismi di autoregolazione e auto guarigione.

Secondo tale disciplina, per esempio, le tecniche di manipolazione articolari, craniali e viscerali dell’osteopatia possono aiutare anche a riequilibrare la psiche. Per esempio è vero che la postura è influenzata dalla psiche, ma è vero anche il contrario, ovvero che riequilibrio della postura si può riequilibrare la psiche. È la stessa storia del sorriso e della serenità. Se non si è sereni non si sorride, ma a volte sforzandosi a sorridere, a focalizzarsi su di un pensiero positivo, si fa un passo avanti nella direzione di una maggiore serenità. In effetti il concetto di trasformare il circolo vizioso in un circolo virtuoso è fondamentale in queste ed in altre situazioni.

Se la medicina allopatica (la medicina “ortodossa” ovvero quella “ufficiale”) ha il grosso difetto di essere così specializzata da non vedere la rete di interconnessioni suesposta, spesso anche la medicina naturale (naturopatia, omeopatia, erboristeria, etc.) appare un po’ dimentica dell’importanza di alcune delle “colonne e travi portanti” della salute del nostro organismo.

Sono ben pochi, purtroppo, i medici a conoscenza del fatto che una condizione patologica detta disbiosi intestinale possa essere causa non solo di disturbi gastro-intestinali (reflusso, gastrite, ulcera), ma anche di autismo, disturbi dell’apprendimento, depressione e altre malattie mentali, sclerosi multipla; sono pochi i medici consapevoli che alla disbiosi spesso si accompagna la presenza di vermi parassiti (intestinali e non solo) la quale può essere concausa delle condizioni su elencate, ma anche di ansia, aggressività, autolesionismo, anemia, fibromi algia, etc. Sono pochi i medici che conoscono a fondo il rapporto tra alimentazione e salute, in quanto la scienza dell’alimentazione nelle università di medicina al giorno d’oggi una materia facoltativa; i naturopati e gli omeopati in genere conoscono un po’ meglio tale questione, ma pochi osano suggerire la possibilità di tornare alla dieta dei nostri antenati, che non conoscevano ancora né il riso né la pasta, ad una dieta che, in maniera del tutto naturale, può curare la disbiosi intestinale ed anche la parassitosi.

E se al giorno d’oggi inizia ad esserci un po’ più di informazione su diete crudiste, fruttariane, o “paleo” (abbreviazione di paleolitica), tutte diete senza cereali, ben poche persone, sia medici che pazienti, sono sfiorate dal dubbio che un dente devitalizzato (che non essendo più vitale rappresenta per l’appunto un tessuto morto lasciato a marcire dentro una mascella ancora viva, una sorta di potenziale cancrena) possa creare malattie croniche, autoimmuni, degenerative, per non parlare delle cavitazioni che spesso si creano in corrispondenza di un dente estratto male, ovvero lasciando il legamento parodontale dentro la mandibola. Precisiamo subito che ben pochi dentisti rimuovono tale legamento (operazione per altro molto rapida ed indolore, che si esegue con una breve fresatura) lasciando così un tessuto morto dentro un osso vivo che si richiude inglobandolo (un’altra cancrena potenziale che a lungo andare può causare infezione dell’osso). Molti rapporti causali tra denti e malattie sono ampiamente ignorati al giorno d’oggi, mentre solo 70 o 100 anni fa erano ben noti e studiati. Ogni dente è collegato ad un ben preciso meridiano energetico ed a precisi organi o tessuti, il che aiuta a spiegare come un problema ad un particolare dente possa causare una precisa malattia ad un certo organo o tessuto.

Altro problema spesso ignorato o sottovalutato è quello della malocclusione, la chiusura imperfetta dell’arcata dentale superiore contro quella inferiore, che si può presentare a causa di problemi ortodontici, denti mancanti, otturazioni imprecise e che può causare tra l’altro emicrania, mal di schiena, ansia, disturbi psichici, aritmia, tachicardia, ernia.

Più note sono le relazioni tra malattia ed intossicazione da metalli pesanti (alluminio, mercurio, piombo, etc.) ed ultimamente si fa un gran parlare della psicosomatica, della psico-neuro-endocrino-immunologia, ovvero dei rapporti tra psiche, sistema neurologico, sistema endocrino, sistema immunitario, ma pochi si spingono fino a sospettare che persino il cancro possa essere causato (o con-causato) da un forte shock psicologico.

Che dire invece della respirazione? Sono pochi, persino nell’ambito della medicina “alternativa” o della naturopatia i medici che puntano sull’importanza di una corretta respirazione, nonostante il lavoro pionieristico del dottor Buteyko, il quale dimostrò che asma, glaucoma, problemi di pressione ed altri disturbi ancora possono essere curati (o quanto meno fortemente mitigati) con dei semplici esercizi di respirazione che correggono la cattiva abitudine all’iperventilazione. La respirazione serve a fornire ossigeno a tutti i nostri organi e tessuti, e l’ossigeno serve alla produzione di energia; una cattiva respirazione significa una cattiva resa energetica ad ogni livello.

Quello che spesso manca però è una visione d’insieme, l’abitudine di guardare a 360 gradi indagando la consistenza di tutti i “pilastri della salute” e le interconnessioni che esistono tra i vari sistemi del corpo umano, che generano un’intricata rete di interrelazioni e retroazioni. Sono pochi ad esempio i medici olistici che per prima cosa mandano il paziente da un dentista di fiducia che indaga sui denti devitalizzati, le cavitazioni e otturazioni in amalgama (di mercurio!) ed altri problemi di sua competenza, operando una bonifica di tale situazione, quindi intervengono con dieta, digiuno, rimedi erboristici e omeopatici, neural-terapia (iniezioni di procaina), osteopatia, fisioterapia etc. I più bravi, oltre a riconoscere l’importanza dei focus dentali e dei focus da cicatrici (anche piercing e tatuaggi in quest’ottica sono dei possibili focus, dal momento che possono essere posti su punti e circuiti nevralgici del sistema dei meridiani energetici) sono esperti anche nel riconoscere il segno delle problematiche di natura psicologica che si riflettono sulla salute.

Per fare un esempio è pur vero che un fattore stressante, come una crisi di rabbia, un lutto o qualsiasi altro evento spiacevole può causare un attacco (o un’aggravarsi) di una forma di dermatite, ma non tutti quelli che sono sottoposti a fattori ugualmente stressanti soffrono di dermatite. Presumibilmente queste cose capitano solo a chi soffre di disbiosi intestinale (carenza di batteri benefici e proliferazione di quelli patogeni e dei lieviti del genere Candida). Si può quindi in maniera semplicistica incolpare lo stress della patologia in questione? Non necessariamente, dal momento che il terzo molare (o dente del giudizio) è in relazione con l’intestino tenue, un problema a tale dente (dente rimasto incluso del tutto o parzialmente nell’osso mandibolare, cavitazione in corrispondenza del dente estratto, residuo radicolare, dente devitalizzato) può inficiare il funzionamento dell’intestino e quindi concorrere al problema. Similmente può concorrere la presenza di mercurio nel corpo (che riduce la capacità del corpo di smaltire le tossine e che danneggia i batteri benefici causando disbiosi).

Ma possiamo escludere che una malocclusione faccia la sua parte? O che una cicatrice all’addome possa avere un effetto focale? E se il paziente ha subito in passato una rimozione dell’appendice? Senza dimenticare il fatto che gli altri il primo ed il secondo molare sono in relazione con l’intestino crasso (colon e retto).

Riepilogando siamo riusciti, facendo una breve panoramica, ad individuare diversi pilastri su cui si fonda la nostra salute, e che possono di converso diventare le cause profonde della nostra malattia se manifestano qualche tipo di danno, di cedimento, di squilibrio. Qui di seguito un breve elenco che include anche qualche elemento in più ma che, ciò nonostante, non è necessariamente esaustivo:

   o L’intestino. L’apparato digerente è di centrale importanza, in quanto al suo interno (se tutto procede correttamente) dal cibo vengono estratte tutte le sostanze nutrienti. Se invece il processo digestivo non funziona bene o se il cibo in esso introdotto non è adeguato ai nostri bisogni nutrizionali, si pongono le basi per moltissime malattie. La carenza di batteri benefici e la proliferazione di agenti patogeni, unicellulari e pluricellulari (vermi parassiti), ovvero la condizione di disbiosi/parassitosi può essere la causa profonda di molti disturbi e malattie, anche croniche e infiammatorie. La disbiosi/parassitosi può anche essere causa di intolleranze ed allergie, le quali a loro volta possono generare disturbi più o meno gravi. La carenza dei batteri benefici porta a carenze vitaminiche e nutrizionali, le tossine di patogeni e parassiti causano molteplici disturbi. Una cattiva alimentazione e/o una condizione di disbiosi possono portare ad avere nell’intestino incrostazioni di materiale fecale la cui espulsione (tramite clisteri o lavaggio intestinale ayurvedico con acqua e sale detto “shankprakshalan”) accelera il processo di guarigione. È da aggiungere infine che nell’intestino risiede materialmente un “secondo cervello”, ed il fatto che molte sensazioni siano dette “viscerali” non è solo un modo di dire. Lo stresso psicologico colpisce spesso l’intestino, così come una disbiosi intestinale rende spesso psicologicamente fragili, ansiosi, preda di paure. o Il pancreas. È un organo fondamentale per la regolazione del livello di glicemia nel sangue; se viene sottoposto ad uno stress eccessivo che causa picchi di ipoglicemia e di iperglicemia può iniziare a perdere colpi, ma anche la disbiosi e persino i focus dentali possono avere un influsso notevole sul suo funzionamento. 


  o I denti. La salute del corpo si regge su quella di ogni singolo dente, che vi piaccia o no. Di conseguenza denti devitalizzati, denti infetti (granulomi apicali), radici relitte (residui di radici “dimenticate” nel corso di un’estrazione e rimaste nella mandibola), denti del giudizio inclusi nell’osso mandibolare (totalmente o parzialmente), cavitazioni (che più spesso si verificano in corrispondenza del sito di estrazione dei molari, ma che si possono trovare anche in corrispondenza di un dente devitalizzato), e mal occlusione possono produrre una serie incredibile di disturbi e malattie, infiammatorie (artrite reumatoide) croniche e degenerative (sclerosi multipla, tiroidite cancro).

  o L’alimentazione. Impossibile spiegare adeguatamente in poche righe l’importanza di tale fattore. Ricordo solo che l’uomo è l’unico essere vivente che vive di cibi artificialmente processati invece che semplicemente raccolti e mangiati. L’ideale sarebbe andare verso una dieta basata su di alimenti naturali, di cibi poco elaborati, il più possibile crudi; ciò non toglie che durante un processo di cura (fase introduttiva della Dieta dei Carboidrati Specifici) abbia senso anche una dieta a base di soli cibi cotti (e quindi facilmente digeribili da un intestino inizialmente in difficoltà). I primati più simili all’uomo vivono di frutta, verdura, semi, foglie, insetti e raramente (quando sentono delle carenze proteiche) di carne cruda. La cattiva alimentazione è una causa fondamentale di degenerazione dentale, e quando si guastano i denti può succedere tutto quello che è stato appena spiegato.

  o La respirazione. L’iperventilazione (respirare in fretta, senza darsi delle giuste pause) induce una carenza di ossigenazione degli organi e dei tessuti. Questo succede perché il sangue cede ossigeno ai tessuti ed agli organi solo quando c’è un livello sufficientemente alto di anidride carbonica nel sangue. La respirazione yogica, che è poi molto simile alla respirazione Buteyko, permette di operare tanti piccoli miracoli, specie se abbinata ad altri interventi (dietetici in particolare). Ma questo è solo un aspetto della respirazione, fenomeno molto legato anche alla nostra psiche: lo stato d’animo influenza la respirazione così come la respirazione influenza lo stato d’animo. Abituarsi a pratica una respirazione diaframmatica e fare gli esercizi del pranayama (ovvero la respirazione Buteyko) può essere di molto aiuto per ritrovare il nostro equilibrio psico-fisico. 

o La disintossicazione, il fegato ed i reni. Fegato e reni sono organi dedicati alla depurazione, ed una loro “pulizia” permette, riattivandoli, di potenziarne l’efficacia, con grande giovamento dell’organismo tutto. Il fegato è collegato con l’intestino ed il sistema digestivo. Da notare che ciò che non si riesce ad eliminare tramite l’urina o tramite le feci o viene eliminato attraverso la pelle o viene depositato nei tessuti grassi del corpo. La disintossicazione. La capacità dell’organismo di eliminare le tossine presenti nell’ambiente (aria, cibo, acqua) è fondamentale per impedire che tali tossine si accumulino nei nostri tessuti grassi creando grossi problemi; i metalli pesanti ed alcuni prodotti chimici possono creare da soli moltissime patologie. La disbiosi intestinale inibisce le nostre capacità di disintossicazione, al pari dell’accumulo di mercurio; a sua volta se la disintossicazione non funziona a dovere, è possibile che accumuliamo una grande quantità di tossine anche quando non siamo esposti a grandi fonti di inquinamento. Si tratta di un circolo vizioso che occorre interrompere (per esempio con la dieta paleolitica, con la disintossicazione ionica, con il protocollo CD, con il digiuno). Ovviamente un po’ del lavoro di pulizia si svolge attraverso l’intestino, cui il fegato è collegato, e che scarica all’esterno rifiuti e tossine, ed attraverso l sudore (la pelle); in effetti il corpo non riesce ad espellere abbastanza velocemente le tossine attraverso le feci (intestino) e l’urina (reni) viene utilizzato anche l’altro apparato di espulsione, la nostra pelle.

   o Le cicatrici. Non solo le cicatrici, ma anche piercing e tatuaggi, rappresentano dei campi di disturbo da trattare con la neural-terapia (iniezioni di procaina).

   o La psiche. È noto, e confermato dalle recenti ricerche sulla psico-neuro-endocrino-immunologia, che lo stato di benessere o malessere psichico influisce (tramite il sistema nervoso e l’apparato endocrino) sulla condizione di benessere o malessere dell’organismo nella sua totalità, anche perché modula il funzionamento del sistema immunitario. Traumi subiti e non condivisi con altre persone, lutti mai elaborati, problemi caratteriali, eccessiva timidezza, eccessiva aggressività etc., possono essere cause o concause di malattie anche gravi (persino di tumori). Ma fino a che punto la maniera in cui reagiamo ad uno stress psicologico dipende dal nostro carattere e fino a che punto dipende dall’equilibrio della microflora intestinale o dallo stato di salute dei nostri denti? La disbiosi può di per sé causare ansia, l’intolleranza a glutine o caseina (generalmente causata a sua volta dalla disbiosi) può causare persino manifestazioni di vera e propri follia. Lo stesso dicasi dei focus dentali, in particolare denti del giudizio inclusi (ma non solo).

   o L’anima … l’anima? Forse non tutti concorderanno nell’attribuire importanza a questa entità, forse qualcuno non crederà nemmeno all’esistenza dell’anima (o spirito che dir si voglia), ed io stesso non mi sento di sbilanciarmi troppo (l’argomento è un po’ troppo delicato, è difficile avere certezze in questo campo); alcuni naturopati danno ad essa una certa importanza nel processo di guarigione/malattia, e secondo me potrebbe essere il caso di prendere in considerazione anche questo aspetto, ma con le dovute cautele. Ci sono resoconti di persone che riferiscono di essere guarite da problemi di salute affrontando presunti traumi subiti nel corso di precedenti incarnazioni. Ci sono interessanti testimonianze di persone guarite anche grazie alle intenzioni espresse da persone che pregavano per loro manifestando una precisa intenzione focalizzata al risanamento dell’organo o tessuto malato (vedi per esempio quanto descritto nel libro La scienza dell’intenzione di Lynne Mc Taggart), ma è molto difficile in questa sede stabilire fino a che punto ciò possa essere vero. Rischiando di sconfinare in altri campi, ricordo che l’antropologo Carlos Castaneda parlava di entità non fisiche che parassitavano l’anima umana, e non è certo il solo; resto tutti i popoli a torto giudicati “primitivi” da noi progrediti occidentali riteneva reale l’esistenza di entità animiche benevole e malevole. Anche il libro Sciamani di Graham Hancock permette di aprire uno squarcio sul rapporto tra il nostro mondo fisico e quello spirituale. Ma se tutto ciò vi sembra assurdo, vi comprendo bene, anche io in fondo lo ritenevo assurdo quando ero ancora un po’ troppo infarcito della retorica scientista propagandata dai mass-media. Adesso mi sembra molto difficile che tutta la realtà si possa ricondurre al solo piano fisico; se non fosse così del resto non si spiegherebbe come mai su questo pianeta vada sempre tutto sorto, le malattie croniche siano diffusissime, le guerre siano ovunque, povertà fame e miseria siano endemiche … ma anche questo è un discorso che non si può riassumere in poche righe.

La parte restante di questo scritto non solo discuterà in maggiore dettaglio alcuni di questi “pilastri”, ma tratterà anche delle varie possibili interconnessioni (che si realizzano per esempio attraverso il sistema dei meridiani energetici, attraverso il sistema linfatico e quello sanguigno). Ovviamente non sarà mai possibile una trattazione esaustiva, ma si spera di chiarire al lettore almeno gli aspetti fondamentali rimandando poi ad alcuni libri e/o siti di approfondimento tematico. E siccome molti argomenti sono stati sviscerati da ottimi libri di facile reperibilità, mi concentrerò soprattutto su alcune questioni poco conosciute alla maggior parte della gente.

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Tuesday, August 19, 2014

Il legame tra schizofrenia e intestino: disbiosi, parassitosi, glutine e caseina

http://scienzamarcia.blogspot.ch/2014/08/il-legame-tra-schizofrenia-e-intestino.html

Il legame tra schizofrenia e intestino: disbiosi, parassitosi, glutine e caseina

Qui di seguito la traduzione di due articoli che dimostrano la validità dell'ipotesi sulla connessione intestino-cervello come causa della schizofrenia (ma anche di depressione ed altri cosiddetti "disturbi mentali").
Se la rimozione di glutine e caseina (proteine che in presenza di disbiosi intestinale vengono maldigerite portando alla produzione di peptidi oppioidi - esorfine - come la caseomorfine e le gluteomorfine) non è sufficiente a produrre significativi miglioramenti o guarigioni in tutti i pazienti, è pur vero che la presenza di anticorpi a glutine e caseina nel 90% circa di essi è indicativo di un serio problema a livello intestinale che potrebbe non essere l'unico.
Gli studi (nonché l'esperienza clinica) del dottor Hass (autore del libro The management of the celiac disease) e della dottoressa Campbell-McBride (autrice del libro Sindrome Psico-Intestinale) indicano che tale intolleranza a glutine e caseina è diretta conseguenza della disbiosi intestinale (e spesso anche della conseguente parassitosi). La presenza di Candida, di batteri patogeni (per esempio quelli del genere Clostridium) e di vermi parassiti, porta ad una notevole immissione di tossine che, anche a causa di una maggiore porosità intestinale spesso presentata da questi pazienti, vengono assorbite dal sangue, attraversano la barriera emato-encefalica e causano grossi problemi comportamentali.



1) Qui di seguito la traduzione della prima parte dell'articolo Autism and schizofrenia: Intestinal Disorders (ovvero Autismo e schizofrenia: disordini intestinali).

      Autismo e schizofrenia: disordini intestinali

Abbiamo esaminato l'ipotesi di Dohan che la schizofrenia sia associata all'assorbimento di "esorfine" contenute nel glutine e nella caseina. Inoltre, a causa del lavoro di Reichelt et al. (Reichelt, K.L., Saelid, G., Lindback, J. and Orbeck, H. (1986) Biological Psychiatry 21: 1279-1290) and Rodriguezetal. (Rodriguez, Trav, A.L., Barreiro Marin, P., Galvez, Borrero, I.M., del Olmo Romero-Nieva, F. and Diaz Alvarez, A. (1994) Journal of Nervous and Mental Disease Aug; 182(8): 478-479), abbiamo eseguito degli studi simili su un gruppo di bambini autistici. In entrambe le sindromi [schizofrenia ed autismo - N,d,T.] abbiamo riscontrato dei pattern simili nei picchi dei peptidi (positivi alla Ninidrina) dopo un controllo delle molecole con Sephadex G-15.

E' stato effettuato il controllo delle immunoglobuline IgA ed IgG contro la gliadina e la caseina nel sangue. Alti livelli di anticorpi IgG alla gliadina sono stati trovati nell'87% dei pazienti autistici e nell'86% degli schizofrenici, ed alti livelli di anticorpi IgG alla caseina bovina sono stati trovati nel 90% dei bambini autistici e nel 93% dei pazienti schizofrenici. Alti livelli di anticorpi IgA al glutine o alla gliadina sono stati trovati nel 30% dei bambini autistici mentre nei pazienti schizofrenici l'86% aveva elevati anticorpi IgA al glutine e il 67% alla caseina; alcuni bambini e adulti normali hanno questi anticorpi ma solo in tracce. Quando i pazienti schizofrenici sono stati trattati con la dialisi o con una dieta senza glutine e caseina o con entrambi (Cade, R., Wagemaker, H., Privette, R.M., Fregly, M., Rogers, J. and Orlando, J. (1990) Psychiatry: A World Prespective 1: 494-500) la peptiduria ed il punteggio calcolato con il Brief Psychiatric Rating Scores è diminuito così come i comportamenti anomali.

Una dieta senza glutine e caseina è stata accompagnata da un miglioramento nell'81% dei bambini autistici nel corso di tre mesi riguardo alla maggior parte delle categorie di disturbi comportamentali. I nostri dati forniscono sostegno alla proposta che molti pazienti con schizofrenia o autismo soffrono a causa dell'assorbimento di esorfine formate nell'intestino dalla digestione incompleta del glutine e della caseina.

AUTISMO E SCHIZOFRENIA

Dohan (1966) eseguendo uno studio sulle abitudini alimentari delle comunità della Nuova Guinea e delle altre isole del Pacifico del Sud ha riportato che la schizofrenia è molto rara e leggera tra le popolazioni che non usavano grano, orzo, avena e segale. Viceversa egli ha trovato che la schizofrenia era comune e grave tra le popolazioni di ogni parte del mondo per le quali i cereali contenenti glutine costituivano una larga parte della dieta. Come risultato di questi studi Dohan ha proposto l'ipotesi che un sovraccarico di peptidi derivati dal glutine o dalla caseina causano la schizofrenia.



2) Qui di seguito la traduzione del riassunto (abstract) dell'articolo The gluten connection: the association between schizophrenia and celiac disease (ovvero La questione del glutine: l'associazione tra schizofrenia e la celiachia ).

      La questione del glutine: l'associazione tra schizofrenia e la celiachia.

OBIETTIVO: La schizofrenia colpisce approssimativamente l'1% della popolazione ed è considerata una delle 10 maggiori cause di disabilità in tutto il mondo. Dato l'immenso costo per la società, sono imperative opzioni di trattamento efficaci. Basandosi sui risultati iniziali, la rimozione del glutine potrebbe servire come alternativa sicura ed economica per la riduzione dei sintomi in un sottogruppo di pazienti

METODO: E' stata condotta una rivista della letteratura relativa all'associazione tra schizofrenia e celiachia (intolleranza al glutine).

RISULTATO: Una drastica riduzione, se non una completa remissione dei sintomi schizofrenici dopo che si è iniziato ad eliminare il glutine, è stata notata in vari studi. Tuttavia ciò succede in un sottogruppo di pazienti schizofrenici.

CONCLUSIONI: Studi epidemiologici su larga scala ed esperimenti clinici sono necessari per confermare l'associazione tra glutine e schizofrenia e per indagare sul meccanismo sottostante a causa del quale si verifica tale associazione.

Leggi anche l'articolo

Sunday, August 17, 2014

L'intolleranza al glutine come causa nascosta di molteplici patologie - parte 2 (reazioni incrociate e danno neurologico)

http://scienzamarcia.blogspot.ch/2014/08/lintolleranza-al-glutine-come-causa_11.html

L'intolleranza al glutine come causa nascosta di molteplici patologie - parte 2 (reazioni incrociate e danno neurologico)

È noto che le persone allergiche al polline della parietaria (per esempio) spesso reagiscono anche a piselli, melone e gelsi. In tal caso si parla di reazione incrociata (cross-reaction): alcune sostanze contenute in questi alimenti hanno una struttura chimica che somiglia agli allergeni del polline in questione e causano una sorta di intolleranza (problemi digestivi, a volte persino diarrea). Anche il glutine, a cui molte persone sono intolleranti (molte di loro non lo sanno e non lo sospettano, come già descritto nel precedente articolo) e/o alcuni peptidi (catene di aminoacidi) che derivano dalla sua digestione possono somigliare chimicamente a delle strutture proteiche presenti in vari tessuti ed organi del nostro corpo.
Se il glutine venisse sempre digerito correttamente fino ad ottenere una completa scissione negli aminoacidi di cui è composta tale proteina e se la barriera mucosa dell’intestino facesse sempre il suo dovere non lasciando passare nel circolo sanguigno i peptidi, il problema non si porrebbe, ma al giorno d’oggi farmaci, cattiva alimentazione, metalli pesanti e veleni chimici causano fin troppo spesso disbiosi intestinale (a sua volta responsabile dell’incompleta digestione del glutine) e intestino poroso. Di conseguenza il flusso sanguigno porta dei frammenti di glutine che il sistema immunitario può riconoscere come estranei ed attaccare; la gliadina è uno dei più noti di questi peptidi derivati dalla digestione del glutine, ma ce ne sono molti altri.
Il guaio è che, come nel caso di altre reazioni incrociate, il sistema immunitario può reagire contro altri tessuti, organi, nervi del corpo umano che anno una somiglianza con questi peptidi derivati dalla scissione del glutine. E se il danno si presenta ad un nervo viene a mancare anche qualsiasi segnale del danno stesso, fino a quando il tessuto o l’organo che è servito da quel nervo inizia a funzionare male.
Il dottor Rodney Ford, MD, nel libro The Gluten Syndrome: Is Wheat Causing You Harm (ovvero La sindrome da sensibilità al glutine: è il grano a farti male) sostiene che si tratti per prima cosa una malattia neurologica, che danneggia e rende silenti i nervi, compromettendo la salute e la funzione dei tessuti da essi serviti. Un esempio interessante è quello di una bambina seguita dal dottor Ford, che non riusciva a controllare gli sfinteri e che ha risolto il problema adottando una dieta senza glutine. I nervi interessati erano danneggiati da questa reazione incrociata (o mimica molecolare) ed eliminando il glutine, cessata la reazione, i nervi hanno ripreso a funzionare restituendo alla bambina quelle sensazioni che le indicavano di doversi recare al bagno.
Qui sotto l’abstract (riassunto) dell'articolo del dottor Ford intitolato The Gluten Syndrome: A Neurological Disease, che discute una possibile larga diffusione di danni neurologici causati dall’assunzione di glutine.

La sindrome di sensibilità al glutine: un disturbo neurologico
Ipotesi: il glutine causa alcuni sintomi, nella sindrome da sensibilità al glutine con o senza celiachia, a causa dei suoi effetti negativi sul sistema nervoso. Molti pazienti celiaci sperimentano sintomi neurologici spesso associati con un malfunzionamento del sistema nervoso autonomo. Questi sintomi neurologici possono presentarsi in pazienti celiaci che sono ben nutriti. Il punto cruciale, tuttavia, è che la sensibilità al glutine può anche essere associata con sintomi neurologici in pazienti che non hanno alcun danno alla mucosa dell’intestino (ovvero che non soffrono di celiachia). Il glutine può causare danno neurologico attraverso una combinazione di anticorpi che hanno reazioni incrociate, malattia da complessi immuni e tossicità diretta. Questi effetti sul sistema nervoso includono: cattiva regolazione del sistema nervoso autonomo, atassia cerebellare, ipotonia, ritardo dello sviluppo, disturbi del comportamento, depressione, cefalea e mal di testa. Se il glutine è il sospetto agente dannoso, allora non c’è bisogno di invocare il danno intestinale e la carenza nutrizionale per spiegare la miriade di sintomi sperimentati da coloro che soffrono di celiachia e di sensibilità al glutine non celiaca. Questo è ciò che viene detto “Sindrome di sensibilità al glutine.”

Wednesday, August 6, 2014

Asma, allergie, intolleranze, malattie autoimmuni e parassitosi

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Asma, allergie, intolleranze, malattie autoimmuni e parassitosi

Nel suo interessantissimo libro "Mille piante per guarire dal Cancro senza CHEMIO" (distribuito gratuitamente su internet in formato pdf) il dottor Giuseppe Nacci (medico chirurgo specialista in medicina nucleare) afferma il ruolo fondamentale che possono avere per la genesi di molte malattie i batteri patogeni (che proliferano in seguito a molte cure farmacologiche, dagli antibiotici agli anti-infiammatori passando per le pillole anticoncezionali) ed i parassiti:
L’importanza di questi germi “cattivi” come causa di patologie successive è data dal fatto che essi rubano spazio e terreno ai germi “buoni”, cioè ai simbiotici o saprofiti. L’organismo umano perde così a questo punto la possibilità di assimilare le preziose vitamine naturali.

La presenza dei germi della putrefazione apre poi la strada ai funghi (candide), le quali a loro volta apriranno la strada ai parassiti (vermi) intestinali.La presenza dei parassiti (vermi) intestinali è un fenomeno molto diffuso nella popolazione italiana attuale, benché notevolmente sottostimata. Un valore ematico facilmente ottenibile è quello della percentuale di EOSINOFILI presenti nell’ “Ematocrito con formula”.

Intolleranze alimentari, allergie (asma compreso) e gran parte delle malattie auto-immuni (o forse tutte) hanno, o avrebbero, come unica causa (ezio-patogenesi) la presenza di parassiti (vermi) nell’intestino. Nell’ASMA, nelle malattie allergiche, nelle intolleranze alimentari sono presenti percentuali di EOSINOFILI superiori al 2% (valore limite che non si dovrebbe superare)

(...)

Personalmente si ritiene, in contrasto con la linea di molti allergologi, che sia le intolleranze alimentari che le allergie (compreso l’Asma) siano riconducibili ad un unico quadro eziopatogenetico: squilibrio immunitario da disbiosi intestinale.
In questo l'opinione del dottor Nacci coincide sia quanto ha scritto la dottoressa Natasha Campbell-McBride nel libro Sindrome psico-intestinale sia con quanto ha scrtito l'omeopata Kerri Rivera nel libro Guarire i sintomi noti come autismo.

Anche la dottoressa Clark nel suo libro La cura di tutte le malattie, pone l'accento sui parassiti come causa di tantissimi problemi, anche del cancro.

Personalmente sono rimasto stupito quando, dopo tre mesi di dieta paleolitica (vegetariana) ho eseguito la tecnica di pulizia yoga dell'intestino con acqua e sale ed ho visto quasi scomparire i sintomi della mia allergia al polline. Sul momento ho pensato che fosse la pulizia dell'intestino in sé a recare un tale beneficio, ma a ripensarci bene, ed alla luce anche delle esperienze successive, ho capito che era il merito andava attributo alla valenza antiparassitario di quel metodo (i parassiti non sopportano il sale). In seguito ho sperimentato che, quando pongo attenzione ai parassiti (utilizzando vari metodi naturali, per esempio ripetendo quella stessa tecnica una volta a settimana per diverse settimane di seguito) i sintomi dell'allergia diminuiscono, e quando invece trascuro la questione dei parassiti i sintomi aumentano nuovamente. Del resto i parassiti si riproducono mensilmente nelle notti di luna piena, ed è quindi un percorso lungo quello che porta alla liberazione da simili indesiderati ospiti. Il dottor Kalcker, ideatore con Miriam Maceda dell'omonimo protocollo antiparassitario, afferma che occorre insistere per 12-18 mesi.

Tuesday, August 5, 2014

L'intolleranza al glutine come causa nascosta di molteplici patologie - parte 1

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L'intolleranza al glutine come causa nascosta di molteplici patologie - parte 1

Avevo già segnalato pochi anni fa come una dieta senza glutine potesse dimezzare i sintomi dell'allergia, ma alla luce delle ultime letture e traduzioni il quadro si amplia enormemente. Cercherò di fornire qui di seguito un resoconto riassuntivo delle informazioni contenute nel libro di Lorenzo Acerra "Il mal di glutine" (che vi ricordo è liberamente scaricabile assieme a molto altro materiale del sito scienzamarcia al seguente link), mentre in un successivo articolo riporterò alcune informazioni desunte dal libro "Guarire i sintomi noti come autismo" di Kerri Rivera (che sarà presto disponibile sia in versione stampata che come e-book in formato pdf). La lettura di quei due libri lascia ben pochi dubbi, secondo me, sul fatto che quasi ogni malattia possa essere con-causata da una reazione di intolleranza (o sensibilità che dir si voglia) al glutine. E siccome i test standard sono ben poco accurati (rivelano gli anticorpi solo ad alcuni dei peptidi, ovvero dei "pezzi" in cui viene scomposto il glutine durante il processo di digestione) spesso provare per un mese o più la dieta senza glutine è l'unica strada percorribile per togliersi ogni dubbio. Va tenuto presente però che a volte si ottengono dei miglioramenti sensibili solo dopo un anno e mezzo, e che oltre al glutine altri alimenti che sono ben poco tollerati da un gran numero di persone sono la soia e la caseina (presente nel latte ed in tutti i suoi derivati, burro chiarificato escluso).
Occorre ricordare che le popolazioni cosiddette paleolitiche (che non praticavano ancora l'agricoltura) avevano un migliore costituzione fisica, erano mediamente più alti e manifestavano migliori condizioni di salute (come si evince dagli scheletri rinvenuti). Queste popolazioni che vivevano di caccia pesca e raccolta, ovvero alla stessa maniera in cui vivevano gli aborigeni australiani prima del contatto con l'uomo occidentale, non avevano mai mangiato un cibo tutto sommato artificiale quale i chicchi di cereali cotti. Difficile dire quanto sia stato negativo l'impatto sulla salute dei cereali con il glutine rispetto a quello dei cereali senza glutine, ma dal momento che la genetica umana è rimasta invariata, e dal momento che sono note alcune predisposizioni genetiche all'intolleranza al glutine, è possibile che il ruolo del frumento e degli altri cereali contenenti glutine sia stato fondamentale (bisogna però ricordare che oltre alla predisposizione occorre anche il verificarsi di certe condizioni ambientali di cui si discute più avanti).
Citando alcune righe dell'introduzione del summenzionato libro di Lorenzo Acerra:
I celiaci riconosciuti in Italia sono solo 60.000, contro i 560.000 stimati da ricerche campione fatte su ampi gruppi rappresentativi della popolazione.

Oltre a queste 500.000 persone celiache che non lo sanno e che faranno altri percorsi travagliati e inconcludenti messe di fronte a disturbi cronici, ci sono un 15% degli italiani, quindi 7-8 milioni di persone che non risulteranno mai positive al test celiaco ma che hanno una grossa percentuale di anticorpi celiaci nelle feci. Queste persone notano che eliminando il glutine scompaiono mal di testa, scompare nervosismo, stanchezza, fibromialgia, dolori articolari.

L'autore ritiene che le malattie abbiano sempre più di una causa. Quindi uno deve continuare a cercare e magari agire su più fronti. Per esempio quello dei denti devitalizzati che fanno infezione di nascosto nell'osso.

Le conseguenze, per tutte queste persone con intolleranza al glutine non diagnosticata, sono di avere una vita strana, piena di farmaci, piccole difficoltà inspiegabili, problemi ricorrenti. Stiamo parlando di problemi che ogni volta prendono una forma diversa: difficoltà nervose, al cervello, dolori reumatici, ferro basso, problemi a carico del fegato dell'apparato riproduttivo, tumori,
problemi alle ossa, insomma ... di tutto.
Per capire come mai possa succedere una cosa simile bisogna comprendere che oltre alla genetica esiste l'epigenetica, ovvero che una predisposizione genetica può non manifestarsi mai a meno che non si verifichino certe condizioni ambientali. Sfortunatamente viviamo in un periodo in cui le condizioni ambientali, ovvero l'inquinamento di aria acqua e cibo, agevolano la manifestazione di queste predisposizioni all'intolleranza al glutine. Tra i tanti veleni che possono innescare questo fenomeno uno dei più importanti è il mercurio (rilasciato dalle otturazioni in amalgama, dalle centrali elettriche a carbone, e presente nei pesci di grande stazza quali ad esempio tonno e pesce spada).
A tutto questo si aggiunge il fatto che
il grano per fare la pasta è stato modificato numerose volte facendolo diventare sempre più glutinoso; è diventato del 30% più glutinoso con lo sforzo agricolo della prima metà del XX secolo; è diventato mostruosamente più glutinoso nella seconda metà del XX secolo, mediante esposizione a raggi gamma del Cobalto radioattivo (ENEA, istituto della Casaccia, Roma), la prima volta per ottenere una semenza di colture nanizzate, la seconda volta per ottenere la pasta di grano che non scuoce (ovvero la specialità "Creso");
Dal momento che il DNA di queste ultime piante (che ormai hanno conquistato quasi il 100% delle superfici coltivate a frumento) è stato modificato artificialmente con le radiazioni nucleari, non è errato definire OGM la pasta di cui si ciba la stragrande maggioranza di italiani. In ogni caso si tratta di un cibo che porta ancora più facilmente all'innesco di reazioni da sensibilità al glutine.
Un altro motivo di grande rilievo che ha portato ad un incremento delle manifestazioni di sensibilità al glutine è la disbiosi intestinale causata dall'uso e dall'abuso di farmaci e dell'allattamento artificiale (in sostituzione di quello al seno) a causa della quale il glutine non viene scisso negli aminoacidi costituenti ma proprio in quei peptidi che possono dare origine alla reazione di intolleranza. In effetti un intestino sano, equipaggiato della corretta microflora intestinale e privo di parassiti, difficilmente genera dei peptidi come risultato finale della digestione del glutine e difficilmente presenta una porosità tale da permettere a tali peptidi di essere assorbiti, di finire nel circolo sanguigno, e quindi di fare reagire il sistema immunitario.
Come è stato segnalato prima ci sono diverse sostanze chimiche, farmacologiche, nonché metalli pesanti che possono innescare l'intolleranza al glutine, ed una di queste sostanze è il mercurio che causa per appunto disbiosi intestinale. Probabilmente anche altre sostanze innescano la sensibilità al glutine proprio causando l'insorgenza della disbiosi.



L'elenco di malattie e sindromi che possono essere scatenate o con-causate dal glutine (e che di conseguenza possono guarire almeno parzialmente con una dieta senza glutine) è piuttosto lungo.

Una più succinta classificazione è la seguente:


  • disturbi gastrointestinali di vario tipo,
  • vari tipi di malattie autoimmuni
  • vari tipi di malattie infiammatorie
  • disturbi dell'apparato genitale femminile e aborti spontanei,
  • epatite, anemia, nefropatia, neuropatia
  • malassorbimento, problemi di mineralizzazione ossea
  • difficoltà di crescita, perdita di peso
  • alcuni tipi di malattie cardiache, pressione alta
  • anoressia, disturbi mentali
  • artrite, dermatiti
  • disturbi della tiroide
  • autismo, iperattività e disturbi dell'apprendimento
  • emicrania, stanchezza cronica
  • epilessia
  • carenze del sistema immunitario.
  • alcuni tipi di tumore

    Un elenco più dettagliato è invece il seguente:

    lupus eritematoso, pancreatite, osteomalacia, emorroidi, vertigini, acufene, attacchi d'ansia, stress, prolasso della valvola mitralica, colite, perdita di capelli, crisi anafilattiche gravi dolori addominali, gonfiore addominale, dermatite erpetiforme, psoriasi, sarcoidosi cutanea, monoartrite, artrite reumatoide, morbo di Sjogren, altre forme di artrite, diabete, epatite, tiroidite, paratioridite ed altre malattie della tiroide, linfomi e alcuni tipi di tumore, epilessia, infertilità femminile, aborto spontaneo, amenorrea, menarca ritardata, menopausa precoce, dismenorrea, diarrea, costipazione, gas e brontolio nello stomaco, duodeno-digiuno-ileite ulcerosa, colite ulcerosa, rettocolite ulcerosa, morbo di Crohn, laringo-spasma, afte, difetti allo smalto dentale, ipertensione, iper-colesterolemia, psicosi, ansia, depressione, schizofrenia (o cosiddetta tale), fibromialgia, stanchezza, dolori articolari, anemia, osteoporosi, mal di testa, emicranie secondarie ad ipoperfusione cerebrale, leucopenia (e quindi carenze del sistema immunitario con conseguente suscettibilità alle infezioni), tubercolosi (nei soggetti con intolleranza al glutine tale malattia è più aggressiva, presumibilmente a causa delle carenze del sistema immunitario), iperattività, autismo, difficoltà di crescita, perdita di peso, indebolimento, osteomalacia, anoressia, malassorbimento, steatorrea, demineralizzazione ossea (incluse le malattie da demineralizzazione periodontali), atassia, corea di Huntington, nefropatie, neuropatie.

    Giusto per fare tre esempi riporto dal suddetto libro le seguenti citazioni.
    Nel 49% dei pazienti cardiopatici è stata evidenziata la positività ematica degli anticorpi celiaci anti-transglutaminasi [Peracchi 2002]; l'intolleranza al glutine, se non individuata, in questi casi può avere esiti fatali [Schattner 1999, Chuaqui 1986]

    (...)

    Mazure, un ricercatore dell'ospedale di Buenos Aires, scrive: "I dati da noi raccolti forniscono la prova incontestabile che la rarefazione ossea avviene in celiaci asintomatici prima che ogni altro sintomo diventi evidente. Poiché la diagnosi precoce e l'adozione del regime senza glutine sono di fondamentale importanza per evitare ulteriore deterioramento della struttura ossea, i pazienti con problemi di demineralizzazione dovrebbero essere indirizzati subito alle specifiche indagini celiache".

    (...)

    Reading [1988], psichiatra australiano, documenta la guarigione con il regime senza glutine in cinque suoi pazienti. Il suo approccio in realtà è mirato a curare la depressione con il metodo di individuare le intolleranze alimentari. In base a queste considerazioni vengono esclusi i cereali contenenti glutine e ciò porta all'inaspettata remissione dei tumori.
    Quello che occorre fare presente è che alcune di queste malattie si manifestano anche:

  • prima ancora che sia rilevabile il danneggiamento dei villi intestinali, ed in tal caso si tratta di segnali precoci della sensibilità al glutine dell'individuo che evolverà in celiachia vera e propria

  • in assenza di danneggiamento dei villi intestinali (ovvero di celiachia conclamata) che potrebbe non verificarsi mai; in tal caso s parla di "sensibilità al glutine non celiaca".

    Un concetto va rimarcato, le analisi standard per il riconoscimento della celiachia hanno dei grossi limiti. Infatti le analisi standard riconoscono solo 4 o 5 anticorpi collegati alla sensibilità al glutine sui 28 fino ad ora scoperti (che non è detto per altro che siano tutti quelli esistenti), e quindi la migliore e più affidabile tecnica di controllo potrebbe essere costituita dall'adozione per almeno un mese (a volte anche molto di più) di una dieta senza glutine.

    C'è da segnalare anche che molti medici non sono aggiornati rispetto alle più recenti scoperte nel campo della sensibilità al glutine e potrebbero convincere il paziente che in assenza di danneggiamento dei villi (rilevato con la biopsia) la presenza degli anticorpi rilevata con le analisi del sangue sia poco significativa.

    In chiusura c'è da segnale l'importante questione della relazione tra l'aumentata porosità intestinale e l'acuirsi delle sintomatologie fin qui discusse. Maggiore è la porosità intestinale e maggiore la possibilità che i grossi peptidi originatisi dalla digestione del glutine possano attraversare la membrana mucosa intestinale, finire nel sangue e da lì nel resto del corpo. Tale aumento della porosità intestinale si verifica nell'infanzia, nella vecchiaia e durante il periodo mestruale.

    Di conseguenza a volte capita di osservare una crisi celiaca infantile seguita da un lungo periodo di normalità. La normalità è spesso solo una normalità apparente, un periodo di latenza durante il quale si possono attivare processi tanto silenti quanto dannosi per l'organismo che potrebbero essere riconosciuti troppo tardi.

    Anche il manifestarsi della sensibilità al glutine in tarda età può essere spiegato da tale meccanismo, così come alcune fastidiose manifestazioni ricorrenti durante il periodo mestruale. Anche la sindrome premestruale quindi potrebbe essere correlata alla sensibilità al glutine.

    Voglio chiudere questo lungo articolo con una triste considerazione: come mai nell'era di internet queste informazioni non vengono diffuse capillarmente? Come mai non vengono recepite dai vari ministeri della salute e poi diramate per informare ed aggiornare tutti i medici? O come scrive lo stesso Lorenzo Acerra:
    nell'era del "Progetto Genoma", cioè il fantastico sforzo di multinazionali ed enti privati per trovare farmaci adatti ad ogni categoria genetica, noi (la popolazione) e i medici non dovremmo essere avvertiti di questo fenomeno della celiachia genetica o potenziale?
    Questa colpevole mancanza, agli occhi di chi scrive è l'ennesima prova dell'asservimento delle istituzioni agli interessi delle multinazionali farmaceutiche, che perderebbero lauti profitti se la gente cambiasse dieta invece che assumere continuamente medicinali sintomatici. D'altronde anche il mancato riconoscimento delle possibilità di cura dell'autismo, è una palese conferma del fatto che le istituzioni ben poco si preoccupano della salute del cittadino, per non dir di peggio
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    Wednesday, July 30, 2014

    Il digiuno

    http://scienzamarcia.blogspot.it/2014/07/il-digiuno.html

    Il digiuno

    Nel 1918 il dottor Richard G. Cabot (che lavorava all’Ospedale Generale del Massachussets nonché alla Scuola di Medicina dell’Università di Harvard) scriveva nel suo libro A Layman’s Handbook of Medicine (Manuale di medicina per i profani): "Come regola, la semplice diarrea o la colite acuta, negli adulti, guarisce in una settimana o dieci giorni. Le cure sono il riposo, il calore e il digiuno".

    Questa è solo una delle testimonianze più recenti di un approccio nei confronti della malattia e della cura totalmente differente da quello attuale, incentrato sulla somministrazione dei farmaci. La dottoressa Natasha Campbell-McBride considera quell'epoca, antecedente allo sviluppo della farmacologia moderna, come l'epoca d'oro della medicina, quando i trattamenti erano basati su un'alimentazione specifica per ogni malattia, estratti erboristici, ed eventualmente pulizia intestinale (clisteri) e digiuno. In effetti la dottoressa Campbell ricorda nel suo libro Sindrome psico-intestinale come la prima cura mai sperimentata con un certo successo per l'epilessia, sia stata il digiuno protratto per 21 giorni.

    La citazione di apertura di questo articolo viene riportata nel libro "Il digiuno può salvarti la vita", scritto dell'igienista Herbert M. Shelton. In tale libro vengono riportati aneddoti di guarigione, o di grande miglioramento delle condizioni di salute, di pazienti che soffrivano delle più disparate malattie. Il concetto di base è che quando l'organismo smette di alimentarsi, non si utilizza più l'energia per il processo di digestione ma si utilizza tutta l'energia disponibile per portare avanti il processo di disintossicazione. In tal modo il corpo si libera della tossiemia, degli accumuli di sostanze tossiche di vario tipo (tossine ambientali, metalli pesanti, tossine endogene dovute a cattiva alimentazione e cattiva digestione, tossine rilasciate da parassiti e patogeni) e riprende il suo normale funzionamento.

    In tale libro la spiegazione delle cause di alcune patologie risulta a volte un poco carente, soprattutto perché non vi è traccia in tale libro del problema della disbiosi e della parassitosi, ma occorre ricordare che il libro è stato scritto sul finire degli anni '60 del secolo scorso, ed è pur vero che la dieta consigliata coincide per molti versi con quella che toglie terreno a patogeni e parassiti: tanta frutta e verdura cruda, pochi cereali e pochi vegetali amidacei. D'altronde lo stesso digiuno toglie ogni fonte di sostegno a gran parte dei patogeni e dei parassiti (purtroppo ce ne sono alcuni che si cibano anche direttamente del nostro sangue). Da notare che nel libro si consiglia di introdurre verdure amidacee (come patata, igname, patata americana, tapioca, manioca, taro etc.) e carboidrati in piccole dosi dopo qualche giorno a base di frutta e verdura, e di non associare mai verdure amidacee e carboidrati con le proteine animali (dieta dissociata).

    Detto questo occorre precisare che Shelton non consiglia a nessuno di fare digiuni "fai da te", bensì digiuni in un ambiene controllato sotto la supervisione medica. Tra l'altro egli fa notare come sia difficile, se non impossibile, digiunare quando si debba badare al lavoro e/o alla famiglia e quindi consiglia che la persona che si dedica al digiuno si rechi presso un'istituto all'interno della quale si possa dedicare al digiuno in tutta tranquillità, riposare ed essere seguito da un medico (che verifichi continuamente le condizioni del digiunante segnalando se e quando sia il caso di riprendere immediatamente, benché gradualmente, l'alimentazione).

    Molto interessante è, all'interno del libro di Shelton, il resoconto delle guarigioni e/o dei notevoli miglioramenti da lui riscontrati nelle persone da da lui assistite nel corso del digiuno. Alcune di queste persone soffrivano di malattie che sono ritenute ufficialmente incurabili, croniche, o progressivamente degenerative. Un elenco sommario delle malattie per le quali Shelton testimonia di avere ottenuto risultati positivi tramite il digiuno è: sclerosi multipla, asma, artrite, ulcera, emicrania, allergia agli inalanti, colite, psoriasi, eczema, gonorrea, morbo di Parkinson, nefrite, ingrossamento della prostata, calcoli biliari, alcune malattie cardiache tra le quali l'angina, pressione alta, raffreddore, sterilità femminile.

    Per quanto riguarda il cancro Shelton afferma: "mentre ho visto casi di cancro diminuire notevolmente durante un digiuno, non ne ho mai visto uno guarire completamente (...) in alcuni casi questo [il cancro] continua a crescere anche durante un digiuno di lunga durata. A volte, la crescita cancerosa viene notevolmente ridotta nella misura, ma non ne ho mai visto uno scomparire totalmente. I tumori benigni spesso vengono intaccati e riassorbiti."

    Occorre segnalare anche che il digiuno non può e non dee essere considerato una panacea per ogni persona e per ogni malattia. Riporto anche in questo caso le testuli parole di Herbert Shelton: "Ma vi sono anche condizioni in cui un digiuno di qualsiasi durata è sconsigliabile, addirittura impossibile. Negli stati di debolezza, di gravi malattie di cuore, di cancro, di diabete e nella tubercolosi avanzata, digiunando non si ottiene nulla. Nei casi di tumore al fegato e al pancreas è meglio evitarlo. Quando si ha molta pura del digiuno, è meglio non intraprenderlo."

    C'è da aggiungere che, per una donna che allatti, il digiuno ha come effetto collaterale (altamente indesiderabile) la diminuzione della produzione di latte materno.

    Personalmente ho fatto ancora ben poca esperienza di digiuno (4 o 5 digiuni di un giorno o un giorno e mezzo); per quanto brevi e per quanto "faticosi" (i primi giorni di digiuno sono quelli in cui più si avverte senso di fame e debolezza) a mio avviso sono stati utili per liberarmi da un po' di tossine.

    Ovviamente se a qualcuno dopo la lettura di questo breve articolo venisse in mente di provare la tecnica del digiuno dovrebbe innanzitutto parlarne col proprio medico di famiglia o altro medico di fiducia e trovare un medico abilitato che possa seguirlo. Come già detto si tratta di un percorso da seguire sotto costante supervisione medica.

    Wednesday, June 25, 2014

    Trittico di troiate - e due: Il libro di Kerri Rivera sulla cura con il biossido di cloro ed il trattamento antiparassitario Kalcker

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    Il libro di Kerri Rivera sulla cura con il biossido di cloro ed il trattamento antiparassitario Kalcker


    In questi ultimi mesi il lavoro e la famiglia mi hanno tenuto molto impegnato; quel po' di tempo che mi restava l'ho dedicato per lo più alla traduzione del libro di Kerry Rivera sulla cura dell'autismo con il biossido di cloro ed il trattamento antiparassitario ideato dal dottor Andreas Kalcker.

    Il libro è una miniera d'oro di informazioni utili. E se si guarisce un problema così grave come l'autismo, che è poi a sua volta causato da infiammazioni, parassitosi, candidosi, sovraccarico di metalli pesanti e tossine, presenza di funghi e batteri nocivi ... evidentemente questo libro si rivela di grande interesse anche per molte persone che soffrono di molte altre patologie. Assieme al libro La sindrome Psico-intestinale, ed ai libri della dottoressa Clark lo considero un libro interessantissimo.

    Se la dottoressa Campbell nel suo libro spiega molto bene quale sia il ruolo della disbiosi intestinale nell'origine di molte malattie, non affronta però in dettaglio il problema dei parassiti. Non sempre infatto con una dieta paleo/GAPS è possibile risolvere del tutto il problema dei parassiti, che a volte persistono per molto tempo nonostante il cambio di dieta (mangiare cereali fornisce cibo per i parassiti, ma togliere i cereali non sempre è sufficiente). Anche il problema dell'intossicazione da metalli pesanti è stato a mio avviso sottostimato, e non sempre è possibile disintossicare l'organismo con due estratti di frutta e vedura al giorno. Ci sono persone che avevano fino a 8-12 otturazioni in amalgama, e che quindi sono state intossicate dal mercurio ad un livello tale che vengono danneggiati i cicli di metilazione e di conseguenza la capacità di disintossicazione dell'organismo.

    Le cose si complicano ulteriormente a causa delle numerose interazioni tra questi fattori. Basti pensare che:

    1) La presenza di disbiosi intestinale causa la presenza di tossine nel corpo che forniscono un buon substrato per la proliferazione dei parassiti.

    2) A sua volta la parassitosi concorre a creare un terreno ove si sviluppa la disbiosi

    3) La presenza di metalli pesanti, ed in particolare di mercurio, causa la disbiosi intestinale.

    4) Il danneggiamento dei cicli di metilazione rendendo difficile la disintossicazione dell'organismo facilita il perpetuarsi di un ambiente nel quale proliferano parassiti e patogeni (ovvero quei microrganismi che causano la disbiosi).

    5) La disbiosi causa spesso ipocloridria (scarsa acidità nello stomaco) danneggiando quasi tutti i meccanismi del sistema digestivo; il sistema digestivo malfunzionante fa sì che molti cibi vengono maldigeriti e servano di nutrimento per parassiti e patogeni. 

    6) La presenza di metalli pesanti, disbiosi e parassitosi sconvolge l'equilibrio e danneggia il funzionamento del sistema immunitario, il quale fatica a liberarsi di questi ospiti indesiderati, ed in particolar modo non riesce ad indentificare  ed eliminar ei patogeni rinchiusi nelle strutture del biofilm.

    Kerri rivera, dopo aver guarito il figlio autistico, ha elaborato un protocollo di trattamento dell'autismo assieme a Jim Humble e al dottor Andreas Kalcker, e quindi ha preso una laurea in omeopatia. Il suo libro per certi versi è più completo del libro della dottoressa Campbell in quanto affronta anche questi altri aspetti. Il libro è corredato da centinaia di testimonianze di guarigione dall'autismo e non solo. Qui sotto i passaggi salienti di una testimonianza molto interessante riportata nel libro.


    Negli ultimi 10 anni circa il mio mondo stava collassando sopra e dentro di me, divenendo sempre più piccolo e stretto, con un’accelerazione negli ultimi 5 anni. (...) Su una scala da 0 a 20, dove 0 significa essere morto e 20 essere pienamente vivo e lucido, sentivo di essere a un valore 3 tendente allo 0. Negli ultimi 5 anni almeno ho fatto così tanta ricerca, ascoltato così tante interviste alla radio, ha applicato così tante tecniche, acquistato così tanti prodotti, pagato un sacco di soldi a diversi terapisti, mangiato alghe, erbe, preparato le mie proprie pozioni, ecc. (...) Mangiavo veramente cose sane, prendevo tutte le cose giuste, mi riposavo molto, andavo alla ricerca dei cibi salutari e prendevo acqua di fonte, facevo esercizio fisico, camminavo a piedi nudi, ecc., ma mi sentivo sempre esausto e sembrava sempre peggio. 

    Sembrava che stessi combattendo contro tutti, e scacciavo via le persone, comprese quelle della stessa mia famiglia. Quattro mesi fa, mia moglie decise che avremmo dovuto andare via un fine settimana e rilassarci. Litigammo durante tutto il viaggio di andata e quando arrivammo mi gettò le chiavi della camera e mi disse di starmene da solo.
    (...) Una settimana più tardi un angelo entrò nella mia vita. Ascoltavo da più di 5 anni oneradionetwork.com e quel giorno, Patrick Timpone aveva come ospite una signora di nome Kerri Rivera che parlava di come stesse curando bambini autistici e che disse che quei bambini avevano i parassiti. Guardai quali fossero i sintomi dell’autismo e mi resi conto che ne avevo un bel po'. Cominciai subito il protocollo con gli enteroclismi con il mms [biossido di cloro] che lei raccomandava. 
    Non potevo credere a quello che veniva fuori da me. Continuai per una settimana e ancora non c’era fine alla quantità di parassiti, biofilm, è chi sa cos’altro stava uscendo da me, e, avendo appena fatto un enteroclisma con il mms rimasi disteso sul pavimento della mia stanza da letto e il dolore mi pervase. Mia moglie entrò, si sdraio accanto a me e mi sorresse. Sapevo che qualcosa era cambiato, che la mia vita e il mio matrimonio, ora, erano sulla via della guarigione. Che il dolore, le tossine e i parassiti stavano adesso lasciando il mio corpo. Adesso sono passati oltre 3 mesi e non si è ancora arrestata la fuoriuscita di tutte quelle cose. Se li avessi raccolti tutti e messi in un vaso sono sicuro che avrei riempito un vaso da 4 litri e mezzo senza aggiunta di acqua. Adesso sento di essere a livello 9 e tendo verso il livello 20. 
    (...)  Una grande parte del mio processo di guarigione è consistito nel rivisitare la mia vita e nel rendermi conto che questo problema si era presentato per gran parte di essa e che la sua presenza permetteva di spiegare tante cose.
    Da bambino, crescendo, avevo avuto dolori al ventre e quello che i dottori fecero fu togliermi l’appendice, che oggi molti di noi sanno essere indispensabile per il mantenimento di una sana flora batterica nel nostro intestino. E poi dissero ai miei genitori che tutti i miei problemi stavano nella mia testa. Così quando mi lamentavo dei dolori di pancia mi veniva detto che stavano tutti nella mia testa. La scuola fu un incubo per me, dato che dal punto di vista sociale mi sentivo un estraneo, e poi una quantità di facili concetti che la maggior parte degli altri riuscivano a capire, io non riuscivo proprio ad afferrarli. Ho sempre avuto il sentimento che mi mancasse qualcosa. Mi sembrava di essere stupido, mi sembrava che qualcosa non andasse bene in me. Adesso so che ce ne sono molti come me. A quei tempi non erano ancora stati coniati i termini autismo, ADD (disturbo dell’attenzione), ADHD (disturbo dell’attenzione e/o iperattività), OCD (disturbi ossessivo-compulsivi), ecc. E adesso so che quelle sono solo parole o diagnosi che corrispondono alla presenza di tossine e parassiti. Se ti liberi dalle tossine e dai parassiti la diagnosi scompare. 

    Tuesday, May 20, 2014

    La sindrome down non si può curare, ma si può migliorare lo stato di salute fisico e mentale con vitamine e integratori

    si chiama sindrome di Down, rincoglionito di un drogato. Ma forse i traduttori autoatici traducono Down syndrome con sindrome giu' e tu hai sostituito downa giu'?

    http://scienzamarcia.blogspot.ch/2014/05/la-sindrome-down-non-si-puo-curare-ma.html

    La sindrome down non si può curare, ma si può migliorare lo stato di salute fisico e mentale con vitamine e integratori




    Alle pagine 198-201 del libro di Linus Pauling viene descritto il protocollo a base di integratori vitaminici per migliorare le condizioni (anche mentali/cognitive) dei bambini down), uno dei tanti studi pionieristici sull'enorme valore di vitamine ed altri micronutrienti 


    Per chi non volesse credere a queste informazioni può consultare un articolo scientifico pubblicato su pubmed al link


    Il titolo dell'articolo è Can nutritional supplements help mentally retarded children? an exploratory study, ovvero "Gli integratori possono aiutare i bambini ritardati? uno studio esploratorio"

    Le conclusioni di tale articolo sono 
    "Three of four children with Down syndrome gained between 10 and 25 units in IQ and also showed physical changes toward normal. Other evidence suggests that the supplement improved visual acuity in two children and increased growth rates. These results support the hypothesis that mental retardations are in part genetotrophic in origin."
    Ovvero:
    "3 bambini down su 4 hanno guadagnato tra i 10 e i 25 punti di quoziente intellettivo ed hanno anche mostrato cambiamenti fisici in direzione della normalità. Oltre prove suggeriscono che l'integrazione ha migliorato l'acume visivo in due bambino ed ha aumentato il tasso di crescita. Questi risultati supportano l'ipotesi che il ritardo mentale sia in parte di origine genetotrofica." 
     Per ulteriori informazioni oltre alle pagine segnalate del libro di Pauling (vedi link in apertura di articolo) segnalo due articoli in inglese


    Come al solito le cure per i nostri figli ci vengono nascoste da un mostruoso apparato istituzionale; come per l'autismo abbiamo la conferma che il sistema gestito dall'élite occulta lavora contro l'uomo, e non certo per il suo bene. Chi ha occhi per guardare guardi in faccia la realtà.