L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

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Monday, November 19, 2012

Epos


http://zret.blogspot.it/2012/11/epos.html

Epos

Paradossi e scosse dell’affabulazione


Che cosa spinge quasi tutti noi a raccontare quanto ci è accaduto? Si noti: molti ci trattengono per snocciolare episodi insignificanti e, non paghi di avercene resi partecipi una volta, ripetono l’insulsa storia ogni qual volta trovano l’appiglio idoneo. [parola di esperto di storie insulse] Non sono soltanto gli anziani ad amare la rievocazione di vicende o aneddoti del “buon tempo andato”, sebbene con il passare degli anni l’inclinazione affabulatoria si intensifichi.

Che cosa significa allora raccontare? Anzi, qual è lo scopo recondito? Ognuno ha il suo épos personale, pallidissima ombra dell’épos antico dove la diegesi di eventi archetipici assurge a simbolo, si eterna nella regione intangibile del mito. Quale differenza rispetto alla squallida e noiosa cronaca in cui si è intorpidito l’istinto narrativo! L’esposizione esemplare è stata eclissata dalla chiacchiera (Heidegger) in cui l’intreccio si sfilaccia, si sfibra. Secoli fa l’eco solenne dell’aedo scivolava nel mégaron sulle calde onde di luce che si sprigionavano dal focolare, oggi il borborigmo della chat

“In principio era il Lògos”... che è anche racconto. Dio narra a sé stesso il suo sogno infinito, ne dipana i fili che ora si aggrovigliano ora strangolano le galassie, i sistemi solari, le creature. L’universo è un grandioso romanzo senza né capo né coda, il delirio mistico di un febbricitante.

Quando ci ritroviamo a ripercorrere un evento del passato, nel nostro piccolo, strappiamo al tempo inesorabile un brandello di significato. Ci illudiamo di averlo strappato all’esistenza che è diaspora, entropia. Essa corre a rompicollo verso il decadimento e la senescenza, verso la fine.

Dio stesso non sarà roso da una struggente nostalgia per la condizione primigenia, prima che Egli si immergesse nel sangue dello spazio, prima che Egli si incarnasse nel tempo?

Un racconto di sapore ancestrale: narra il mito ellenico che Crono (il Tempo?), [che cazzo d'interrogativo è, in greco chronos significa tempo] spodestando il genitore, Urano (il Cielo, lo Spazio?), [altro interrogativo del cazzo: ouranos vuol dire cielo] lo evirò con un falcetto. Il Tempo è lo strazio del Cielo, il supremo sacrificio compiuto dalla “fondazione del mondo”. Il sangue dell’evirazione si spande per tutto l’universo, sino nei suoi angoli più remoti, si addensa e si impasta alla sofferenza ed alla morte. Il sangue è simbolo dell’èros, della vita e dell’espiazione ed è inutile piangere sul sangue versato. [ma non era il latte?] Così solo da un nume mutilato può nascere la generazione successiva delle divinità, sorgere la creazione. Il seme deve spaccarsi e perire affinché germogli. Il cosmo può esistere solo come carneficina, anzi come fallito suicidio per opera di Dio. La morte abbraccia la vita che alla fine è strozzata in un amplesso fatale.

Sotto un portico al freddo, Dio, affamato, la barba incolta, batte i denti guasti: non ricorda chi fu né perché abbia deciso di lanciarsi nel vuoto senza paracadute. [eh?????]
Descrivere, riferire, esprimere, comunicare… per ognuno di noi viene il giorno in cui finalmente potremo raccontare non un caso rilevante, ma l’avvenimento per eccellenza.

Quel giorno, però, dalla bocca non uscirà neppure un suono. Smaniosi di raccontare a chicchessia l’unico accidente che davvero merita di essere raccontato, non troveremo nessuno che ci possa ascoltare. [allegria!]





Monday, October 15, 2012

Mito

http://zret.blogspot.co.uk/2012/10/mito.html

Mito


Quel ch’è stato e che sarà non è la realtà. (R.R.)

Si può comprendere per quale ragione Nietzsche provò uno sgomento indicibile, allorché fu folgorato dall’idea dell’eterno ritorno dell’uguale. Si può concepire qualcosa di più terribile? Il ciclo cosmico si ripete in eterno, senza alcun mutamento. Quel che accade oggi è già accaduto innumeri volte ed è destinato a rinnovarsi ad infinitum. Il tempo si avvita su sé stesso in un movimento che è paralisi nell’istante privo di senso. Il qui ed ora sono per sempre, con tutto il loro assurdo, insostenibile peso.

Se esiste una via d’uscita, essa non è in un’età rigenerata, ma nel mito. I miti antichi sono gli archetipi di eventi che sono collocati in un principio antecedente l’inizio stesso. Gli avvenimenti non si dipanano lungo una linea cronologica, ma si collocano in un spazio metafisico. Perciò gli eroi, sconfitto il tempo incarnato da creature spaventose, ascendono al cielo. Lassù i semidei sono trasfigurati in scintillanti costellazioni.

Il mito non è prima del tempo, ma al di fuori. Le avventure dei semidei adombrano un significato esemplare: la caducità trascesa nell’infinito. Così si avvera il sogno di un mondo salvato dal disfacimento o dalla perennità della caduta che non tocca mai il fondo. La vita si emancipa dall’errore primigenio, è redenta dalla sua insignificanza.

Che cos'è il mito, se non la verità che rifiuta di degradarsi nel verosimile?


Wednesday, July 8, 2009

Michael Jackson dà una mano al coccodrillo

Un po' OT, ma mi pare che meriti...

http://barzoinforma.blogspot.com/2009/06/michael-jackson-da-una-mano-al.html

Michael Jackson dà una mano al coccodrillo

-Dedicato al grande michelino, e a tutti i padri che non vogliono crescere-


La Mano in inglese si dice Hand, termine che riassume i suoi due significati "fonetici": And, ovvero fa da congiunzione fra due esseri umani, ma è anche il ponte con il divino (segno della croce, mani congiunte, ecc); End, la fine del corpo. Che poi è sempre la congiunzione verso un altro corpo che possiamo toccare e conoscere.


La mano si può chiedere (per congiungersi a una donna) e si può perdere (a poker ad esempio).

Prendendo spunto da questo: http://thesynopticon.blogspot.com/2009/06/il-re-e-morto.html

andiamo avanti col discorso...


Capitan Uncino perde una mano per colpa del Coccodrillo, se non sbaglio la destra. Il coccodrilo è il simbolo del tempo inesorabile che insegue il vecchio pirata, mentre sembra lasciare in pace Peter Pan e Neverland.

E.J. Gold chiamava l'Ombra Jungiana, ovvero la predisposizione morbosa generata dalla Totalità durante il corso dell'esistenza, "Cronico" o Coccodrillo. Questo cronico (da Crono) è una presenza oggettiva all'interno dell'individuo, in grado di determinare comportamenti specifici.


Il cronico dunque, ti fa vivere come una Arancia a Orologeria. E' sempre il cronico, secondo Gold, a spingere la nostra Totalità ad indulgere in specifiche debolezze e a determinare la schiavitù tramite la ripetizione dell'indulgere.

Il coccodrillo si attacca morbosamente a Hook, tranciandogli prima una mano, ovvero facendolo pensare continuamente al modo più "famigerato" di indulgere (freudianamente): la masturbazione, il momento in cui il figlio prende in mano lo scettro del potere e diventa uomo.

Darth Vader perderà la mano nel momento in cui suo figlio lo riconoscerà come padre-padrone.
Il tempo-crono scorre sovrano, portando l'uomo dall'infanzia alla paternità. Chi non vuole sottomettersi a questa legge, verrà sopraffatto dal figlio, e "perderà la mano".


Così Crono perderà la partita/mano con suo figlio Zeus, Darth vader l'oscuro con Luke-Luce, Hook con l'eterno bambino Peter Pan, il ragazzo senza ombra, inglobata nella stessa figura del Cronico-coccodrillo che rincorre a sua volta hook, in un continuo "rettile che si morde la coda" (ouroboros).

Il re del Rock muore generando la cultura dell'idolatria pop, concede idealmente la "mano" di sua figlia Lisa Marie al nuovo re, Michael Jackson, l'eterno Peter Pan.



Michael Jackson inizia ad usare i guanti, specialmente alla mano destra, e si mormora che la sua mano destra sia "bionica".




- qui la mano è in posa molto massonica-

Bionica come la mano destra della signora rossa di Fringe, il ponte di collegamento fra la nostra realtà e l'universo parallelo in cui vive William Bell. Solo dopo l'attentato alla Signora con il braccio bionico (che viene manomesso dagli agenti avversari) il ponte può essere aperto, poichè in esso era il segreto dell'apertura dello Stargate.



Postilla: Michael J. Fox è apparentemente un eterno ragazzo e in ritorno al Futuro vede sparire la sua mano per colpa dei viaggi nel tempo. Mano che poi diventerà ingovernabile per colpa del Parkinson. Mano che Marvin Berry, cugino di Chuck, si rovina dando il là alla scena memorabile, nonchè al bacio che permetterà di ristabilire il presente





Postilla 2: tim burton è ossessionato dalle mani, e ha dato vita all'eterno ragazzo bionico Edward mani di Forbice, qui in una foto con Winona "manolesta" Rider










Postilla 3: il dio coccodrillo compare nell'ultima puntata di Lost-5 serie. nella mitologia egizia Sobek (anche Sebek, Sochet, Sobk, Sobki, Soknopais, e, in lingua greca, Suchos) è il dio delle acque e delle inondazioni del Nilo nella mitologia egizia.



Figlio della dea Neith, nel ruolo di signore delle acque e della fertilità veniva adorato nella capitale del XXI distretto dell`Alto Egitto, Crocodilopolis, l`odierna Faiyum.
Il santuario principale a lui dedicato si trova a Kom Ombo; nella vicina necropoli sono state trovate mummie di coccodrilli, animali sacri al dio.
È stato venerato soprattutto ai tempi del Medio Regno mantenendo sia la valenza benefica sia quella malefica.
Viene generalmente raffigurato come un uomo con la testa di coccodrillo, spesso con l`ureo sul capo e l`ankh in una mano.

In Sobek il bianco e il nero sono tuttuno.

Ci facciamo una mano di Backgammon con Locke-Horus??