L'immensa sputtanata a Zelig

Il blog che si sta visitando potrebbe utilizzare cookies, anche di terze parti, per tracciare alcune preferenze dei visitatori e per migliorare la visualizzazione. fai click qui per leggere l'informativa Navigando comunque in StrakerEnemy acconsenti all'eventuale uso dei cookies; clicka su esci se non interessato. ESCI
Cliccare per vederla

Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

http://indipezzenti.blogspot.ch/

https://www.facebook.com/Task-Force-Butler-868476723163799/

Showing posts with label partenza. Show all posts
Showing posts with label partenza. Show all posts

Wednesday, January 4, 2012

La svolta

http://zret.blogspot.com/2012/01/la-svolta.html

La svolta

Che cosa spinge certe persone a dileguarsi? Rinunciando alla vita “normale”, alcuni decidono di sparire all’improvviso [su un terrazzino - n.d.essse]. Quanto è fragile l’equilibrio della “normalità”! Forse non esiste altro viaggio che la fuga. Se la fuga non avviene, nei modi più disparati, nell’alveo della quotidianità, essa si concreta nell’allontanamento. Diserzione? Distacco? Si dà una svolta definitiva, irrevocabile.

Può essere una svolta con cui si imprime alla vita un nuovo corso, una via per trovarsi e per perdersi. In verità, mai come oggi, l’esistenza è imprigionata nell’inautenticità, nel vuoto che fagocita tutto. All’insufficienza ontologica del vivere, sempre proteso veso un senso inattingibile, si somma il disvalore aggiunto della meccanicità che scletotizza il mondo contemporaneo. I giorni si susseguono in uno stillicidio ghiacciato, immobili come cippi miliari.

La frattura della dipartita (“partire” è letteralmente “dividersi”) è preceduto da tanti traumi spesso invisibili, ma nell’invisibile si staglia l’essenza. Per questo motivo accade di colpo, solo se guardiamo l’esterno. Una laboriosa, silente gestazione precede gli atti più significativi.

Se non è una causa o una circostanza cogente a dirigere le scelte estreme, è la ricerca di una dimensione vera, di uno spazio che non subisca più la tirannia del tempo e delle sue scadenze. Il fine non è il viaggio (i cieli sono uguali in ogni dove), non è la meta, ma il proprio essere, quello che sfugge ad ogni definizione. Strappare le radici, cancellare ogni traccia, il passato non ha futuro.

Le definiscono sparizioni, ma non si erà già invisibili prima? Ora che si è scomparsi, il profilo spicca sulla superficie omogenea dell’assenza.