L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

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Tuesday, December 4, 2012

Frammento di un romanzo disperso (II)

http://zret.blogspot.co.uk/2012/12/frammento-di-un-romanzo-disperso-ii.html

Frammento di un romanzo disperso (II)

[...] Il giardino della villa era il luogo dell’appuntamento. Era quasi mezzogiorno ed il sole intiepidiva appena la giornata invernale la cui luce, simile al fondo aureo di un’icona bizantina, scontornava le siepi di bosso ed i cedri del parco.

Attese l’ospite nel padiglione vicino al quale si trovava un laghetto cinto dai ventagli di papiri. Sull’acqua le ninfee, dai fiori di un rosa pallido, parevano stelle tremule in una notte di pioggia. Un carassio occhieggiò da sotto il pelo dell’acqua.

Da lì la vista poteva spaziare: tra le fronde di un’imponente magnolia, a guisa di impetuose cascate, spumeggiavano cumuli bianchissimi variegati di giallo, quasi fossero sculture crisoelefantine. Tutto taceva: solo con lieve fruscio si staccava qualche foglia dai tigli per adagiarsi, con lente oscillazioni, sul prato. Dall’edera, che invadeva i piedritti, si sprigionava un sentore ombroso. Una lucertola, mimetizzata tra le foglie, strisciò guardinga verso il capitello alla ricerca di tepore.

Si chiese se, anche questa volta, come la precedente, avrebbe aspettato invano l’Anfitrione. Non comprendeva per quale motivo egli desiderasse donare a lui, che non conosceva l’accadico, quel libro: se un erudito, proprio per la sua vasta ma in fondo arida dottrina, avrebbe durato fatica a comprendere il messaggio dell’opera, come poteva cavarne un senso qualsiasi chi ignorava affatto quell’arcaica, obliata lingua? Eppure aveva insistito: avrebbe fugato ogni suo dubbio.

Il cielo pareva un arco da cui pendeva, simile a capelvenere, l’eco verde-azzurra di un’era remota.

Diresse lo sguardo verso il piano nobile della dimora: scorse dietro i vetri di una finestra una figura seduta, avvolta in un plaid; nella sinistra, le dita magre ma affusolate, teneva un orologio da tasca.

Alle spalle avvertì lo scricchiolo della ghiaia: qualcuno si stava avvicinando.

Continua... forse.

Leggi qui la prima parte.