http://scienzamarcia.blogspot.it/2013/06/la-polizia-ammette-boston-erano-state.html
La polizia ammette: a Boston erano state pianificate esercitazioni antiterrorismo
Di seguito traduco gli stralci più interessanti dell'articolo Police response training planned, but bombs hit first (ovvero L'esercitazione di reazione della polizia è stata pianificata, ma le bombe sono scoppiate prima) scritto da Maria Cramer e pubblicato l'8 giugno 2013 sull'edizione on line del media statunitense Boston Globe e reperibile al link:
Tale articolo conferma i numerosi sospetti (vedi anche qui) sull'attendibilità della versione ufficiale: possibile che ogni volta che ci sia un attentato
(11 settembre 2001, Londra, Boston ...) puntualmente si scopre che
forze dell'ordine stavano organizzando un'esercitazione antiterroristica
nel medesimo luogo e in periodo di tempo molto prossimo ad esso o
addirittura concomitante? La statistica mostra che parlare di coincidenze è impossibile.
Per altro, sebbene le forze dell'ordine, dietro la pressione della gente insospettita, ha ammesso che l'esercitazione si sarebbe dovuta svolgere due mesi dopo l'effettivo attentato, le informazioni rilasciate al Boston Globe confermano una precedente testimonianza oculare di chi ha visto cani anti-bomba e squadre speciali anti-bomba che eseguivano una perlustrazione durante la mattina della maratona di Boston. Siamo sicuri che l'esercitazione, prevista in un periodo successivo, non prevedesse anche qualche altra prova preliminare proprio per il giorno dell'attentato?
Anche l'autrice dell'articolo non può fare a meno di notare quelle che chiama "inquietanti somiglianze" tra l'esercitazione e "l'investigazione della polizia che ha portato alla cattura dei sospetti attentatori della maratona di Boston".
Per altro, sebbene le forze dell'ordine, dietro la pressione della gente insospettita, ha ammesso che l'esercitazione si sarebbe dovuta svolgere due mesi dopo l'effettivo attentato, le informazioni rilasciate al Boston Globe confermano una precedente testimonianza oculare di chi ha visto cani anti-bomba e squadre speciali anti-bomba che eseguivano una perlustrazione durante la mattina della maratona di Boston. Siamo sicuri che l'esercitazione, prevista in un periodo successivo, non prevedesse anche qualche altra prova preliminare proprio per il giorno dell'attentato?
Anche l'autrice dell'articolo non può fare a meno di notare quelle che chiama "inquietanti somiglianze" tra l'esercitazione e "l'investigazione della polizia che ha portato alla cattura dei sospetti attentatori della maratona di Boston".
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| Il logo della Craft recita: "A dispetto di quanto ti ha detto tua madre ... la violenza risolve i problemi" |
Risulta
davvero incredibile poi la notizia che il finto gruppo terroristico di
estrema destra che doveva realizzare gli attentati nel corso
dell'esercitazione avrebbero avuto come logo un teschio di metallo col cappello alla Uncle Sam
[tipico copricapo a cilindro decorato a stelle e strisce] . Le coincidenze cominciano ad essere veramente troppe. Da
tempo gli attivisti che denunciano la responsabilità governativa
nell'attentato alla maratona di Boston hanno fatto notare come in quella
circostanza siano stati fotografati uomini della
sicurezza con cappellini con il logo di un teschio.
Incredibilmente quel logo "inventato" dai pianificatori dell'esercitazione si è rivelato il logo della società di sicurezza priva internazionale Craft (per verificare basta andare sul sito dell'agenzia http://www.thecraft.com/ dove si trova pure una pagina dedicata al cappello http://www.511craft.com/All-Products/Accessories/Hats/Craft-Hat.html).
Incredibilmente quel logo "inventato" dai pianificatori dell'esercitazione si è rivelato il logo della società di sicurezza priva internazionale Craft (per verificare basta andare sul sito dell'agenzia http://www.thecraft.com/ dove si trova pure una pagina dedicata al cappello http://www.511craft.com/All-Products/Accessories/Hats/Craft-Hat.html).
Lo
scenario era stato pianificato attentamente: un gruppo teroristico
preparato per colpire un gran numero di persone intorno a Boston avrebbe
lasciato zainetti ripieni di esplosii a Faneuil Hall, il Distretto del
Porto Marittimo (Seaport District), ed in altre città, in modo da
diffondere un'ondata di panico e di paura. Gli investigatori avrebbero
dovuto trovare i colpevoli.
Mesi di scrupolosa pianificazione
erano stati impiegati per preparare l'esercitazione denominata
“Operazione Scudo Urbano” che mirava ad addestrare dozzine di
investigatori nell'area di Boston per lavorare assieme per sventare una
minaccia terroristica. Secondo una copia dei piani ottenuti dal Boston Globe all'ipotetico
gruppo terroristico era stato dato pure un nome: Liberi Cittadini
Americani (Free America Citizens) un gruppo di miliziani appartenente
agli stessi Stati Uniti, il cui logo sarebbe un teschio metallico
dall'espresisone furiosa e con indosso un cappellino alla Uncle Sam.
(...)
Ma
due mesi prima della data prevista per lo svolgimento
dell'esercitazione, la città fu colpita da un reale attacco
terroristico
(...)
Agenti
di una dozzina di agenzie si erano riuniti per mesi al fine di
pianificare lo scenario. Si erano comportati un po' come dei produttori
di film, recrutando studenti della Northeastern University e
dell'Accademia di Polizia di Boston che facessero le parti dei
terroristi e dei testimoni.
La
trama di base era questa: membri del gruppo Liberi Cittadini Americani
volevano valutare la risposta della polizia alla minaccia di una bomba.
Avrebbero disseminato finti ordigni quindi sarebbero rimasti nei paraggi
per osservare e registrare l'attività degli artificieri e degli
investigatori, in prospttiva di realizzare in seguito un attacco più
serio.
(...)
L'esercitazione
pianificata presenta inquietanti somiglianze all'investigazione della
polizia che ha portato alla cattura dei sospetti attentatori della
maratona di Boston, Tamerlan e Dzhokhar Tsarnaev, le cui immagini sono
state catturate dalle telecamere e che sono stati catturati dopo un
inseguimento in automobile ed una sparatoria con la polizia.
Nello
scenario dell'esercitazione gli investigatori partecipanti
all'Operazione Scudo Urbano avrebbero dovuto rintracciare i filmati
degli attentatori ripresi dalle telecamere di sorveglianza stradale e
dai cellulari dei “testimoni”.
(...)
(...)
Nello
scenario, i terroristi sarebbero sfuggiti alla polizia guidando
automobili rubate raggiungendo alcune località fuori Boston, il che
avrebbe costretto investigatori di differenti giurisdizioni a cooperare e
condividere le informazioni ai fini dell'indagine.
(...)
(...)
Fiandaca, il portavoce della polizia, ha rifiutato di dire quale potrebbe essere un nuovo scenario di esercitazione.






