L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

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Thursday, August 19, 2010

IL SETTORE MILITARE

Mosquitobrain e' molto attivo in questi giorni...

http://mosquitomovement.noblogs.org/post/2010/08/18/il-sistema-militare/

IL SETTORE MILITARE

Come in ogni scenario distopico che si rispetti, sta prendendo forma nel nostro continente una polizia globale che prende il nome di European Gendarmerie Force (www.eurogendfor.eu) che ingloberà (per ora) sotto un solo vessillo la gendarmeria nazionale francese, i carabinieri italiani, la polizia militare dei paesi bassi, la guardia nazionale repubblicana portoghese, la gendarmeria rumena e la guardia nazionale spagnola.


Ovviamente tutto sta avvenendo nel più totale silenzio e con tutta probabilità la notizia sarà diffusa a giochi conclusi, quando le possibilità di impedire questa fusione saranno prossime allo zero.


Lo scopo, oltre a quello di rendere ancora più ferreo lo stato di controllo in cui ci troviamo, è di compiere un grande passo verso l’unificazione del continente e di conseguenza verso la realizzazione del nuovo ordine mondiale.


E’ fondamentale chiarire che pochi individui non sarebbero in grado di realizzare scenari distopici di questo calibro contando soltanto sulle proprie forze. Così come capi di stato non avrebbero facoltà di dichiarare guerre a chicchessia senza il supporto di milioni di persone pronte a seguire ciecamente i propri leader.


E’ dunque errato cercare le colpe (perchè di colpe si tratta) di tali misfatti soltanto nei leader nazionali o persino in chi impone le scelte in tali leader. Ciò che permette a queste subdole categorie di impositori di realizzare i propri scopi è l’immenso aiuto fornito loro da quelle persone che per una ragione o per l’altra entrano a far parte di organizzazioni militari e paramilitiari.


Queste persone, con la loro scelta, accettano di seguire ciecamente ordini provenienti dall’alto, senza facoltà di porsi domande o di intervenire nelle azioni in corso sfruttando la propria capacità critica, esattamente ciò che il sistema richiede. Forse per loro è piu semplice affidarsi a scelte altrui con la scusa che provengano da enti “benevoli” quali le istituzioni, piuttosto che assumersi il peso delle proprie responsabilità.




Ovviamente generalizzare non è corretto, ma nonostante questo si può affermare con certezza che gran parte di tali individui scelga questa strada sporca di colpevolezza per tre motivi fondamentali: i soldi che ne ricavano (magari da missioni all’estero), l’ignoranza che scaturisce dall’essere convinti di far rispettare il “nobile” ideale della legalità, ed il bisogno di potere che, una volta ottenuto, fa scaturire in loro un senso di superiorità nei confronti del civile. E’ proprio a causa di quest’ultimo fattore che hanno luogo quegli omicidi “di stato” in cui quasi sempre il finale ha un esito spropositato nei confronti della situazione iniziale.


E’ bene rendersi conto come negli ultimi anni sia stato abolito il sistema di leva obbligatorio, per far si che entrino nelle forze armate soltanto persone con obiettivi affini a quelli sopra citati. E’ dunque più produttivo, sotto questo punto di vista, dare vita ad eserciti i cui soldati ne prendono parte per scelta (benchè la scelta sia inculcata nella testa di tali persone premendo su argomenti quali il patriottismo) piuttosto che ad armate più numerose composte però da possibili disertori.


Lo stesso ragionamento è applicato ad operazioni interne agli stati, in cui il personale militare viene utilizzato (è proprio il caso di dirlo) per azioni di geoingegneria ai danni della collettività. Costoro, quando non sono consci della situazione e carichi di indifferenza, agiscono ignari del perchè lo facciano e, plausibilmente, delle conseguenze che le loro azioni comportano.


Viviamo in un mondo in cui si sbandiera l’ideale della pace da ottenere tramite la guerra, un mondo in cui nessuno si rende conto (o più plausibilmente finge di non farlo) che basterebbe abbassare le armi (o addirittura smettere di produrle) per realizzare la tanto ambita pace.

Il triste problema di fondo è che il reale obiettivo non è la pace. La guerra è infinitamente più produttiva, oltre che necessaria per l’instaurazione del nuovo ordine mondiale.

Wednesday, August 18, 2010

CONTROLLO

http://mosquitomovement.noblogs.org/post/2010/08/18/controllo/

CONTROLLO

Se da un lato, premendo sulla crescente ed indotta necessità di sicurezza, il controllo sulle nostre vite è sempre più spudortato, dall’altro è in atto una campagna di proporzioni globali per far si che la popolazione ignara non solo accetti che le proprie informazioni siano di pubblico dominio, ma trovi piacere nell’auto schedarsi.


Una volta consci del modus operandi degli occulti detentori del potere e sapendo che nessuno con un minimo di buonsenso accetterebbe di trascrivere i propri dati in un database senza l’aver commesso alcun reato, risulta chiaro che la miglior soluzione sia abituare la gente all’idea di avere un indirizzo web in cui trascrivere non solo le proprie informazioni, ma anche i propri gusti, le proprie esperienze e conoscenze.

Basti pensare che le nuove generazioni cresceranno in un mondo in cui i social network non saranno valutati come la novità del momento, bensì come la normalità.


Siti come facebook (per la vita privata) e linkedin (per il settore lavorativo) avranno sempre un maggior peso nella vita di ognuno, finchè quando sarà ritenuto opportuno diventeranno una presenza obbligatoria a cui nessuno potrà sottrarsi, un po’ come non ci si può sottrarre dall’avere dei documenti.




La cosa davvero triste è che quando tutto questo accadrà, in pochi opporranno resistenza, poichè la gran parte della popolazione sarà assuefatta all’utilizzo di tali procedure, e il fatto che siano o meno obbligatorie non avrà alcuna rilevanza.


La stessa tecnica è gia in atto per quanto riguarda l’utilizzo dei telefoni cellulari. Basta fermarsi a riflettere soltanto per qualche istante per rendersi conto che oramai ognuno è dotato di un proprio codice telefonico, collegato ad un apparecchio perennemente rintracciabile.


La stessa google ha da qualche tempo messo a disposizione un servizio per rendere i cellulari di chi “lo desidera” rintracciabili dai propri familiari via web. E’ la stessa identica procedura sopra descritta: rendere provvisoriamente un piacere quello che in futuro sarà un obbligo.


Bisogna sottolineare che questo scenario paradossale non dista anni luce dalla situazione attuale: le “autorità” sono già “legalmente” in grado di rintracciare qualsiasi dispositivo telefonico ovunque si trovi.

Se oggi si tratta ancora di una scelta, si può affermare con certezza che negli anni a venire tutto ciò sarà fatto d’obbligo. Non solo, con tutta probabilità le proprie informazioni e i propri spostamenti convoglieranno in un microchip sottocutaneo, che non svolgerà una funzione poi tanto diversa da un attuale telefono cellulare.


Microchip di questo stampo sono gia pubblicizzati da case produttrici quali la IBM e, di nuovo, sono presentati alla popolazione come oggetti di grande utilità sia per contenere informazioni riguardo la propria salute, sia per evitare inutili code al supermercato, in quanto dotati di informazioni riguardanti il proprio credito che verrebbe letto e detratto autonomamente da distopici scanner all’uscita del supermercato stesso. E’ dunque questo il futuro che ci aspetta? Microchip che svolgeranno la funzione di documenti, carte di credito e localizzatori?




Inoltre è utile sottolineare che la stragrande maggioranza delle caselle email appartengono a multinazionali quali Google e Yahoo che tecnicamente hanno facoltà di visionarne il contenuto. Non solo: nello spedire una email, vengono lasciate copie della stessa in numerosi server che possono essere intercettate da chiunque sia intenzionato a farlo.


Il consiglio è di utilizzare programmi in grado di criptare la vostra posta, di utilizzare servizi (autistici/inventati) che fanno della privacy il proprio cavallo di battaglia, lasciarsi alle spalle la telefonia mobile ed evitare di rendere di pubblico dominio le proprie informazioni così come di restare intrappolati nella gabbia dei social network invadendo la privacy altrui.

Perchè se per oggi è ancora una scelta domani sarà un obbligo, e soltanto il prenderne coscienza potrà impedirne la realizzazione.

TERRORISMO

http://mosquitomovement.noblogs.org/post/2010/08/17/terrorismo/

TERRORISMO

Negli ultimi anni il termine terrorismo è stato sempre più accostato all’immagine di persone senza scrupoli che minano la pace e la stabilità di popoli e nazioni.

L’enciclopedia stessa definisce il terrorismo come “una forma di lotta politica che consiste in una successione di azioni clamorose, violente e premeditate (attentati, omicidi, stragi, sequestri, sabotaggi, ecc.) ai danni di nazioni, governi, gruppi etnici o fedi religiose il cui scopo è la modifica (o la distruzione) dello status quo sfruttando i mass-media come cassa di risonanza”.

Non è difficile rendersi conto che la stessa metodologia può essere utilizzata dai governi stessi, o piu ragionevolmente da chi controlla lo scenario politico planetario, per attuare i propri scopi a danno della collettività senza che quest’ultima si renda realmente conto della situazione.

In altre parole, lo dice il termine stesso, terrorismo equivale a instillare nelle popolazioni quella paura necessaria perchè queste accettino determinati provvedimenti convinti che siano volti a salvaguardarla e che altrimenti non avrebbero mai accettato.

Questo modo di agire, concettualizzato dal filosofo tedesco Hegel, è stato ripreso e contestualizzato dallo scrittore britannico David Icke in determinati avvenimenti degli ultimi decenni.

Qualora si voglia raggiungere un determinato obiettivo che sarebbe contrastato dalla collettività occorre creare un problema il cui obiettivo prefissato sia la soluzione, in modo che sia accettato o addirittura richiesto dalla popolazine.

Nel mezzo di questa tecnica, nota come problema-reazione-soluzione, è bene interporre un nemico contro cui indirizzare l’odio comune (ricordate Goldstein, nel celebre libro di George Orwell?) ed ecco allora scaturire i vari Bin Laden e Saddam Hussein.



Uno dei risultati principali del terrorismo inteso in questo senso è stata la sempre maggiore richiesta di controllo da parte della popolazione, che potrebbe meglio definirsi come una sempre minore libertà individuale.


Lo scopo, spinto a livelli paradossali dai media, è di mantenere un costante stato di allerta, indipendentemente da quale sia la causa: ecco spuntare ovunque pandemie inesistenti la cui unica soluzione sono ambigui vaccini, attacchi terroristici ad opera di individui crudeli e persino brutti ed azioni di governi che lasciano presupporre una guerra imminente.


Qualche decina di anni fa, scenari del genere vennero messi nero su bianco sottoforma di romanzi ad opera di prestigiosi scrittori quali George Orwell ed Aldous Huxley. Volevano forse essere un avvertimento?