http://zret.blogspot.com/2010/05/la-genesi-della-specie-umana-un.html
La genesi della specie umana: un rompicapo (prima parte)
- Erectus e Sapiens sono la stessa specie o due specie distinte, ma molto simili?
- Che rilevanza assumono nella storia filogenetica il gruppo RH negativo ed il D.N.A. mitocondriale?
- Sono credibili scenari di ibridazione per opera di esseri non terrestri? Se sì, quali specie furono ibridate?
- Homo Neanderthalensis si incrociò con Sapiens?
- Homo Sapiens comparve intorno al 300.000 a.C. o molto prima, come sembrerebbero provare le impronte di Laetoli ed altri indizi?
- Esistettero Ominidi tetradattili nel Mesozoico, giusta le testimonianze costituite dalle pietre di Ica?
- Erectus e Sapiens sono la stessa specie o due specie distinte, ma molto simili?
Stando a Harun Yahya e ad altri ricercatori, Erectus e Sapiens sono la stessa specie: gli scheletri fossili ne testimonierebbero l'identità. Homo erectus, cioè l'uomo che cammina in posizione eretta, possedeva una capacità cranica da 900 a 1000 cm3. Lo stesso evoluzionista Donald Johnson, a proposito del bambino di Turkana, fossile rinvenuto in Kenya, di un giovinetto di 12 anni, che da adolescente sarebbe stato alto circa un metro ed 83 centimetri, ammette: "La sua complessione e gli arti si possono assimilare a quelli degli attuali abitanti dell'Africa equatoriale. La taglia è perfettamente sovrapponibile alla statura media degli adulti bianchi dell'America settentrionale". Un altro noto evoluzionista, Richard Leakey, afferma che le differenze tra Erectus e Sapiens potrebbero riguardare la razza, ossia cambierebbe il fenotipo e non il genotipo. Se, però, come ipotizzano gli accademici, Erectus risale a circa 1,5 milioni di anni fa, occorrerebbe retrodatare l'apparizione dell'uomo "moderno". In verità, i fossili su cui si basano le classificazioni sono spesso frammentari e quasi inconsistenti sicché desumere la storia degli ominidi da qualche molare o scheggia di femore è azzardato.
[1] Bisogna qui spezzare una lancia a favore di Charles Darwin che, a differenza dei neo-evoluzionisti, presentò le sue pur distorte idee come una teoria e non un dogma. Egli era anche conscio che i dati paleontologici avrebbero potuto smentire i suoi modelli. Infine, quando fu pubblicata "L'origine della specie" (1859), non era ancora nata, per opera di Mendel, la genetica che è stata il colpo di grazia per le elucubrazioni evoluzioniste.




