L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

http://indipezzenti.blogspot.ch/

https://www.facebook.com/Task-Force-Butler-868476723163799/

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Wednesday, May 6, 2015

Black Block e cittadini indignati facenti parte dello stesso disegno...

10 rosik
20 go to 10

http://straker-61.blogspot.ch/2015/05/black-block-e-cittadini-indignati.html

Black Block e cittadini indignati facenti parte dello stesso disegno...



Guarda un po' chi fa capolino nella città meneghina, quella del Sindaco Pisascia... Francesco Sblendorio (componente del C.I.C.A.P. nonché attore...) , l'amico di Angelo Nigrelli (Wasp) è tra i cittadini milanesi di "Nessuno tocchi Milano"?

Il 19 agosto 2009 Francesco Sblendorio, noto sodale di Paolo Attivissimo, procacciatore di corsisti per il C.I.C.A.P. nonché attore... viene colto in flagrante mentre, in trasferta dalla Lombardia, scatta fotografie della nostra abitazione (violando la privacy), insieme con l'amico Wasp, al secolo Angelo Nigrelli di Sanremo, altro altro negazionista della geoingegneria clandestina.



Sblendorio, lo stesso disturbatore alla conferenza, sempre del 2009, a Milano, assieme ad altri noti esponenti della disinformazione e del C.I.C.A.P., ovviamente. Sblendorio, guitto che ha recitato diverse parti per scemeggiati della RAI ed è stato persino scritturato per qualche ruolo cinematografico.

Ora lo ritroviamo in prima fila tra i cittadini indignati organizzati al grido: "Sì EXPO, no black block" per "Nessuno tocchi Milano".
Spunta questo filmato in cui alcune persone "litigano" contro una manifestante 'No EXPO'. Il personaggio che ad inizio riprese urla ossessivamente "Prendi la spugna e vai a lavorare" è proprio Francesco Sblendorio...

Di certo è una pantomima a favore di telecamera e credo che questa dei cittadini 'spontanei' di Milano sia un'iniziativa filo-EXPO-europea di pseudo-sinistra. Infatti un altro bercia che l'EXPO è una cosa bella, che dà lavoro a tanti etc... Insomma frasi simil Renzi (che, come Sblendorio vedrebbe bene il TSO per chi parla di scie chimiche).

Chiaro come la luce del sole che sia i black block (che, guarda caso la Polizia non ha toccato, mentre pochi giorni dopo ha spaccato le ossa ad insegnanti che protestavano contro il caudillo...) sia i "cittadini indignati di Milano" sono ingranaggi dello stesso meccanismo governativo. Cossiga docet!


Wednesday, February 4, 2015

"La chiave orgonica" è un sito civetta gestito dai disinformatori di Stato

http://straker-61.blogspot.ch/2015/02/la-chiave-orgonica-e-un-sito-civetta.html

"La chiave orgonica" è un sito civetta gestito dai disinformatori di Stato


Ennesima conferma che il sito "La chiave orgonica" è gestito dalla disinformazione organizzata di Stato. Sulla pagina degli imbecilli di turno, infatti, è stato pubblicato un falso scambio di messaggi privati: minacce mafiose abilmente confezionate da Federico De Massis alias Task Force Butler, di concerto con gli amministratori del ricettacolo di notizie false ed ingannevoli, "La chiave orgonica". Sono minacce che sono imputate, in perfetta malafede, al sottoscritto. Ci chiediamo dove siano gli agenti della Polizia postale e della Polizia giudiziaria. Come svolgono le indagini i Pubblici Ministeri che poi, immancabilmente, rinviano a giudizio il sottoscritto? Siamo di fronte a collusioni e non certo ad inefficienza.

Thursday, January 29, 2015

Facebook: nuovo giro di vite a danno dell'informazione non controllata dai regimi occidentali

La rosicata del mese

http://straker-61.blogspot.ch/2015/01/facebook-nuovo-giro-di-vite-danno.html

Facebook: nuovo giro di vite a danno dell'informazione non controllata dai regimi occidentali

In molti si saranno chiesti per quale motivo ho cancellato il mio account Facebook. Com'era prevedibile gli sciacalli impegnati da anni nel contrasto al mio operato, ben infiltrati nei gruppi di ingenui attivisti, hanno dichiarato che il sottoscritto è "esaurito", "è stato minacciato e gli stato concesso un ultimatum di 24 ore", "si sente stretto nell'angolo" etc. Tutte balle! Mi ritengo un uomo libero e non sono più disposto a subire l'ennesima censura opposta dal regime, per cui ho deciso di non sottostare ad ulteriori compromessi.



D'altronde le piattaforme di condivisione dovrebbero avere l'unico fine di condividere, appunto le informazioni... quelle vere e non quelle decise sulla scrivania di qualche dirigente di Stato. Una volta perso questo fine ultimo, Facebook non è più utile e va abbandonato. Consiglio di seguire il mio gesto e di boicottare il Social notoriamente gestito e controllato da poteri forti e che ora getta definitivamente la maschera, calando l'ennesima ghigliottina sul collo della libertà d'espressione. Sui media asserviti di Stato, infatti leggiamo titoloni di giubilo come questo:


"Facebook contro bufale e notizie spazzatura

Continua la battaglia contro lo spam nel news feed di Facebook - Il 21 geannio 2015 l’azienda di Palo Alto ha annunciato oggi una serie di novità per il riconoscimento delle bufale che circolano sul social network. Basta dunque alle prove sull’esistenza degli alieni, alle scie chimiche o alla dimostrazione scientifica che Babbo Natale esiste. [...] Facebook interverrà per ridurne la visibilità e aggiungerà una piccola scritta sopra il link per avvisare che “molte persone segnalano che questa storia contiene informazioni inattendibili”. Non si tratterà di rimuoverli come avviene in caso di pornografia o di accuse razziste, bensì è una sorta di tutela per i “buoni” contenuti che meritano di acquistare visibilità a discapito dei link spazzatura".

E chiaro? In pratica la piattaforma di Zuckerberg è ora sotto il pieno controllo della disinformazione di Stato. In effetti già da alcune settimane si era evidenziata una netta diminuzione della interattività con le notizie pubblicate da Tanker Enemy sul social network e ciò dipendeva chiaramente dalla scomparsa delle "notizie scomode" dalle pagine del portale. Il sistema, semplicemente basato sulle segnalazioni degli "utenti" costituisce, in realtà, un regalo servito su piatto d'argento ai negazionisti di mestiere, anche definiti disinformatori o influencers, logicamente finanziati da lobbies potenti come le aziende OGM, del farmaco, della biotecnologia, chimiche, dell'industria militare etc. e dalla stessa Unione Europea che, solo l'altro anno ha stanziato altri tre milioni di euro per questa gentaglia. Anche il "Partito Democratico" non vuole essere da meno e nel 2014 ha arruolato nuovi "paladini della libertà d'espressione" con il dichiarato obiettivo di "contrastare le bufale propalate sulla Rete". In Italia non ci facciamo mancare niente e questo sporco lavoro è svolto con solerzia da individui noti, dei quali abbiamo già discusso in innumerevoli occasioni. Questi soggetti hanno quindi ora in mano un'arma micidiale ed a gioire, ovviamente, sono i loro compagni di merende: i giornalisti d'accatto delle testate finanziate dallo Stato con milioni di euro a perdere. Vi piace continuare a foraggiare con il vostro silente beneplacito questi infami? Sì? Bene! Benvenuti nella nuova era dell'informazione corretta, se è così che vi aggrada!

Sunday, November 2, 2014

California: l’associazione per la “lotta” all’Alzheimer rifiuta un contributo di Dane Wigington

Evidentemente l'associazione Alzheimer ci tiene a non aver niente a che fare con dei cazzari conclamati. E i suddetti cazzari rosicano...

http://www.tankerenemy.com/2014/11/california-lassociazione-per-la-lotta.html

California: l’associazione per la “lotta” all’Alzheimer rifiuta un contributo di Dane Wigington

Pubblichiamo un importante articolo di Dane Wigington. L’attivista californiano denuncia l’ipocrisia e l’omertà dell””Associazione Alzheimer”, costituita evidentemente con lo scopo di spillare denaro a cittadini ingenui e di nascondere le vere cause della malattia neurodegenerativa. E’ emblematico quanto è successo e, poiché tutto il mondo è paese (Un famigerato disinformatore e stalker opera, casualmente, per una nota società che si occupa di malattie neurodegenerative...), possiamo essere certi che anche in Italia le associazioni che sembrano prodigarsi per studiare cure per le più disparate patologie sono soltanto fumo negli occhi. Fingono di agire per il bene comune, mentre curano i propri innominabili interessi, fondati sullo stratagemma per cui i malati cronici sono fonte di costanti e cospicui introiti per le aziende farmaceutiche ed il sistema sanitario.

L'"Associazione Alzheimer" ha recentemente rifiutato di consentire a geongineeringwatch.org di sponsorizzare il loro evento per la raccolta di fondi, evento programmato in California il 18 ottobre 2014. Ho cercato di sostenere la loro causa con l'acquisto di uno stand informativo attraverso la donazione standard di 500 dollari, somma che chiedono a tutti gli sponsor, ma nel mio caso l’associazione ha rifiutato il denaro. Così l’"Associazione Alzheimer" ha cercato di bloccare i nostri sforzi per aumentare la consapevolezza circa la fonte primaria di contaminazione da alluminio, Aspetto ancora più sbalorditivo, l'"Associazione Alzheimer" nega categoricamente qualsiasi legame tra l'alluminio ed il morbo di Alzheimer.

Di seguito il carteggio intercorso con una responsabile dell’associazione.

Ciao Suzanne, il nostro gruppo ha un unico obiettivo: denunciare l'ingegneria del clima alias scie chimiche. Un elemento primario usato nei programmi di geoingegneria illegale è l’alluminio. Abbiamo eseguito circa 70 test di laboratorio, raccogliendo l’acqua piovana nella California settentrionale nel corso degli ultimi dieci anni: l'alluminio è sempre stato rilevato in quantità molto significative in tutti i test. Il nostro obiettivo è quello di promuovere la divulgazione del problema, evidenziando gli effetti sulla salute umana dell'esposizione ai metalli. L'esposizione all’alluminio è considerata da molti medici la principale causa dell’Alzheimer e dell'autismo. Il nostro sito e la nostra organizzazione non vende nulla, si limita a spendere i fondi raccolti nel tentativo di sensibilizzare la popolazione su quanto sta accadendo nei nostri cieli.

Cordiali saluti

Dane Wigington
geoengineeringwatch.org 8 ottobre 2014

Suzanne Watroba [mailto: swatroba@alz.org] 8 ottobre 2014

Grazie per l'indirizzo e-mail. Ho trasmesso al mio ufficio aziendale ed al mio supervisore il Suo messaggio, ma riteniamo che il Suo comitato non sia adatto alle nostre linee-guida di sponsorizzazione. L'”Associazione Alzheimer” non sostiene l'affermazione secondo cui l'alluminio provoca il morbo di Alzheimer (sic), quindi reputiamo che la Sua partecipazione al nostro evento non sarebbe rispondente ai requisiti dei nostri sottoscrittori.

Grazie,

Suzanne


Che cosa stanno nascondendo?

Ci sono interessi enormi e molto potenti nell'industria dell'alluminio, industria che ovviamente è collegata a doppio filo all’ingegneria del clima. Il loro potere chiaramente comprende il controllo del flusso di informazioni e delle organizzazioni che fingono di agire per il bene comune. Le persone all'interno di queste organizzazioni sembrano aver perso ogni senso dell'onore. E’ ovvio che l’"Associazione Alzheimer" non vuole che alcuno accenni al legame tra l'alluminio e la malattia epidemica che sostengono di combattere. Inoltre l’ "Associazione Alzheimer" non vuole che si sensibilizzi l’opinione pubblica circa le attività di geoingegneria clandestina. Quindi, mi chiedo: l’"Associazione Alzheimer” è una frode totale che esiste solo per i propri scopi? Se si esaminano tutte le informazioni disponibili, credo che la risposta sia chiara. Tutte le sedi dell’”Associazione Alzheimer” devono essere contattate per fornire loro i dati sull’ingegneria del clima (e la contaminazione di alluminio ad esso correlata) in modo che non abbiano alcuna scusa per il loro pervicace rifiuto dei fatti. Studi referati dimostrano il legame tra il morbo di Alzheimer e l'alluminio: perché l'Associazione Alzheimer continua a negare questo nesso inconfutabile?

Scrivono Joe Graedon, MS, e Teresa Graedon, Ph.D. | 7 giugno 2013 |

"Non può più essere sostenuto che l'alluminio non ha un ruolo nelle malattie neurodegenerative, come il morbo di Alzheimer. In realtà non dovrebbe sorprendere che le persone intossicate dall’alluminio mostrano molti sintomi che accusano i malati di Parkinson, di ADHD, autismo e di altre patologie neurologiche, perché l’alluminio si insedia nel cervello e nel sistema nervoso”.

L'alluminio si trova in alte concentrazioni nell’encefalo dei malati di Alzheimer (Journal of Alzheimer on-line, Vol. 35, No. 1, 2013). E’ crescente la preoccupazione secondo cui l'alluminio è coinvolto nello sviluppo di questa devastante condizione patologica”. (Clinical biochemistry, gennaio 2013).

Fonte: geoengineeringwatch.org



Quell'idiota di damocle da' la ricetta contro l'Alzheimer ma non ricorda dove l'ha letta.

1gr di curcuma al giorno per tre mesi,pare dia grossi risultati contro tale patologia,non ricordo dove l'ho letto!.
Gran lavoro oggi per i pirloti complici,per ogni pirlota che mi sorvola,in occasione dell'odierna commemorazione per i defunti ,una dedica speciale.....

interessante anche il commento del documentarista:


Guarda caso i negazionisti attivi nella disinformazione sono legati a:

1) Farmaceutiche
2) OGM
3) Biotecnologie
4) Chimica
5) Geologia
6) Governo

Coincidenza? Non credo.


Ros, ma dove sono finiti i produttori di ascensori???

Tuesday, September 30, 2014

Il profilo psicologico del rosicone

http://www.tankerenemy.com/2014/09/il-profilo-psicologico-dello-stalker.html

Il profilo psicologico dello stalker

Il nostro Governo e, per la precisione, il Ministero dell'interno ed il Ministero di grazia e giustizia [che ancora piu' per la precisione NON ESISTE PIU' - n.d.eSSSe], attraverso i servizi (non deviati) dello Stato, operano da tempo per contrastare l'informazione indipendente in Italia. Per conseguire questo obiettivo, arruolano psicopatici che fungono da persecutori. I burattinai sono ben al corrente delle... "potenzialità" di certi loro agenti e sfruttano le turbe psicosomatiche di detti personaggi con il fine di fiaccare l'opposizione al regime.

Definizione di stalking e di stalker

Lo stalking è una forma di aggressione psicologica e fisica finalizzata "a sopraffare la volontà della vittima, a fiaccare il morale e la capacità di resistenza attraverso uno stillicidio pressoché incessante, perpetrato in un unico contesto di un crescendo persecutorio, infiltrante come una goccia che a lungo andare scava la pietra".

Il “molestatore assillante” manifesta, infatti, un complesso insieme di comportamenti che vengono ben racchiusi sinteticamente dall’espressione “fare la posta” che comprende l’aspettare, l’inseguire, il raccogliere informazioni sulla “vittima” e sui suoi movimenti, comportamenti che sono quasi sempre “tipici” di tutti gli stalkers, di là dalle differenze rilevate di situazione in situazione.

J. Reid Meloy ha identificato una serie di caratteristiche che contraddistinguono questi aguzzini:

1. Gli stalkers sono più anziani dei criminali in genere. Solitamente sono nella fascia tra i 40 ed i 50 anni.

2. Generalmente essi hanno precedenti criminali, psichiatrici o di abuso di sostanze stupefacenti. Possono soffrire di disordini mentali come dipendenza da alcool e droghe, disturbi dell'umore o schizofrenia (disturbi cosiddetti dell'Asse I).

3. I persecutori possono soffrire anche di disturbi dell'Asse II: paranoie di personalità e disordine di personalità dipendente.

4. Molti carnefici non sono psicotici nel momento in cui commettono il crimine dello stalking.

5. Le ricerche hanno indicato che lo stalking è una patologia della sfera affettiva, evidenziata da alterazioni psicologiche durante l'infanzia e recenti perdite nell'età adulta precedenti l'inizio dell'attività di stalking.

6. Almeno metà degli stalkers minaccia le proprie vittime e, anche se la maggior parte delle minacce non è portata a compimento, il rischio di violenza aumenta quanto più le intimidazioni sono precise.

La coazione che connota il comportamento di stalking e che permette di delinearlo anche giuridicamente, ha indotto ad ipotizzare che tale problema fosse una forma di “disturbo ossessivo”. Tuttavia, come è stato osservato, i disturbi psicopatologici ossessivi sono connotati da vissuti egodistonici relativi ai comportamenti attuati e, conseguentemente, da un malessere provocato dalle idee, dai pensieri, dalle immagini mentali e dagli impulsi ossessivi legati alla persecuzione. Questi vissuti di disagio e di intrusione in realtà non risultano presenti in genere negli stalkers che, al contrario, tendono perfino a trarre piacere dal perseguitare.

La tipologia tipica di molestatore insistente è stata definita “il risentito”. Il suo comportamento è sospinto dal desiderio di vendicarsi di un danno o di un torto che ritiene di aver subito ed è quindi alimentato dalla smania di vendetta. Si tratta di una categoria piuttosto pericolosa che può ledere prima l’immagine della persona e poi la persona stessa. Il problema più grave è legato alla scarsa analisi della realtà, perché il risentimento spinge a considerare giustificati i propri comportamenti che, producendo sensazioni di controllo sulla realtà, tendono a loro volta a rinforzarli.

Avete riconosciuto questo profilo nel cosiddetto disinformatore? Vi ricorda Task Force Butler, al secolo Federico De Massis? Non vi siete sbagliati affatto! E' il suo ritratto, come è il ritratto di tanti altri suoi... "colleghi". Ora che sapete riconoscerli, non fornite loro spazio nelle discussioni sulla Rete. Ignorateli. Isolateli... e consigliate loro un buono psichiatra.

Fonti:

studiolegalepaternostro.it
benessere.com


Friday, September 12, 2014

Façade

http://zret.blogspot.ch/2014/09/facade.html

Façade


E’ stato tutto già deciso? E’ troppo tardi per deviare il corso degli eventi? Lo scenario internazionale appare compromesso in modo irreparabile: gli attriti tra la Federazione russa e gli Stati Uniti d’America, puntellati dai vassalli europei potrebbero essere il preludio di una conflagrazione globale.

Se consideriamo la facciata, possiamo nutrire ancora delle speranze, perché nel gioco di equilibri e di contrappesi tra le varie superpotenze del pianeta, potrebbe ancora prevalere una politica volta a preservare, pur tra numerose frizioni e scaramucce, la pace.

Se il mondo è davvero multipolare, allora restano margini di manovra per quei governi che, nonostante non siano del tutti immuni dalla Realpolitik, sanno che un conflitto globale coinciderebbe con la sconfitta di tutti i belligeranti. Sanno che una guerra nel XXI secolo sfocerebbe in un tenebroso “inverno nucleare”.

Se all’interno dell’esecutivo mondiale si annida una “quinta colonna” che si adopera per vanificare i piani dei banditi al potere, allora resta un barlume. Finora sono stati mandati al fronte ed allo sbaraglio singoli cittadini, mentre le frange dissidenti delle istituzioni paiono attendere l’occasione opportuna per agire, dimenticando forse che certi treni passano una volta sola. Un conto è l’accortezza, un altro l’inerzia.

Se, invece, assistiamo ad una sceneggiata il cui insospettabile regista si mimetizza con rara abilità, allora sarà meglio prepararsi al peggio, pur sperando nel meglio, perché una deviazione lungo un’altra linea temporale è sempre possibile, anche in extremis.

Il cruciale passaggio storico e metastorico potrebbe essere obbligato, la via potrebbe essere già stata tracciata secoli o addirittura millenni addietro. Non vorremmo sottoscrivere l’aforisma di Eschilo che sentenzia: “Ma ciò che è fatale accadrà”.


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Tuesday, May 20, 2014

L'intervista abortita

http://www.tankerenemy.com/2014/05/lintervista-abortita.html

L'intervista abortita


Il controllo del C.I.C.A.P. sull'informazione appare sempre più insidioso e capillare. I tentacoli del Comitato pseudo-scientifico si protendono in mille direzioni cosicché, come una piovra gigante, esso stritola le ultime voci libere o almeno desiderose di esserlo. Il modus operandi è collaudato: emissari del Comitato si occupano di "convincere" i giornalisti ancora recalcitranti e poco disposti ad assecondare i Diktat dei negazionisti. Così accade che vecchie e nuove leve del giornalismo, vuoi perché subornate da lusinghe, vuoi perché è conveniente salire sul carro dei vincitori, decidono di cambiare casacca. E' il caso di una giornalista in erba, fresca di tesserino dell'albo. Costei ha pensato bene di voltare pagina e, dopo un inizio cristallino, ha operato un cambiamento di campo per seguire le ferree istruzioni di alcuni depistatori della pagina Facebook, "Le scie chimiche sono una cazzata". Così ha inviato una serie di domande, spacciate per sue, ma scritte (male!) da protagonisti della disinformazione. Sono quesiti evidentemente provocatori, tendenziosi e capziosi cui abbiamo risposto per le rime e con asserzioni incontrovertibili. La redattrice ha avuto, però, un ripensamento e non ha più pubblicato l'intervista per cui aveva insistito sino quasi a diventare petulante. Chissà perché...

M.G. - Lei è anche Presidente del Comitato Tanker enemy, una dedizione nata da una sua personale passione per cui esclude che vi sia scopo di lucro verso le sue battaglie? Ultimamente attraverso la sua pagina Facebook, però, leggiamo delle richieste di aiuto economico accorato che lei fa a chi la sostiene. Ci spiega il perché?

R.M. - Si potrebbe girare la domanda al C.I.C.A.P. Il Comitato non dovrebbe occuparsi di fenomeni cosidddetti "paranormali"? Perché il C.I.C.A.P. chiede il 5x1000? Il C.I.C.A.P. non si finanzia con la vendita di una rivista pseudo-scientifica e tutta una serie di altre pubblicazioni?

strakkino, la domanda l'ha fatta a te e non al CICAP. e' cosi' che rispondi per le rime?
 
 M.G. - Questa sua attività di ricerca le ha portato molti problemi con i ‘debunker’ o quelli che lei definisce ‘negazionisti/disinformatori’. A suo parere sono pagati per ‘depistare’ la sua linea? Chi li pagherebbe?

R.M. - Potremmo definirli mercenari. Questo sono, visto che sono soggetti ben organizzati e gestiti da uno Stato molto generoso, quando si tratta di finanziare i depistatori ed avaro con pensionati ed indigenti. Ovviamente ciò è confermato dal fatto stesso che questi possono commettere reati senza essere perseguiti. In ogni caso, il termine "negazionisti" è quanto mai appropriato, perché essi negano le evidenze e le verità più palmari. Anche l’epiteto “disinformatori” si addice a chi propala sciocchezze e bugie.

M.G. - Pochi giorni fa ha fatto un esposto sulla geoingegneria. Visto che ha avuto spesso modo di lamentarsi della magistratura, questo vuol dire che ne ritrova fiducia?

R.M. - Non ho fiducia nella Massoneria e quindi nemmeno nella Magistratura affiliata alla Massoneria, ma nel mucchio, magari, si trova un magistrato onesto come il Giudice Paolo Ferraro che, essendo integerrimo, è stato estromesso dalla magistratura. Inoltre la presentazione di denunce e di esposti vuole essere un pungolo per chi dovrebbe adempiere il proprio dovere. Noi, in quanto cittadini, denunciamo i delitti di cui veniamo a conoscenza; è compito altrui procedere nei confronti dei responsabili.


M.G. - Gli scettici e gli operatori di settore l'hanno contattata per effettuare insieme un'analisi in quota ma lei ha rifiutato, perché? Potrebbe suggerire un protocollo di analisi, sempre da effettuare insieme, che lei riterrebbe probante e al quale accetterebbe di partecipare?

R.M. - I cosiddetti “esperti del settore” hanno proposto di salire in quota, a bordo di un aereo, dotati di provetta per il prelievo di campioni d’aria. Mi spiega come sia possibile raccogliere l’aria con una provetta? Ridicoli e patetici i negazionisti, come sempre. strakkino, la domanda era:
Potrebbe suggerire un protocollo di analisi, sempre da effettuare insieme, che lei riterrebbe probante e al quale accetterebbe di partecipare?

M.G. - Pochi giorni fa ha creato un organigramma in cui evidenzia gli enti che sono collusi in questo processo di disinformazione: annovera l’aeronautica militare, l’I.N.G.V., il C.I.C.A.P. e tanti altri. Ci spiega anche che tipo di legame unisce questi enti?

R.M. - Per collegare i puntini basta togliere le fette di prosciutto dagli occhi. strakkino, e' questo che significa rispondere per le rime?

M.G. - Le scie chimiche sono un avvelenamento mondiale a quanto pare. Secondo lei a che pro i ‘potenti del mondo’ pagherebbero queste colossali operazioni?

R.M. - Se le chiedessi a che scopo vengono spacciati gli inceneritori per termovalorizzatori, lei che cosa risponderebbe? Le guerre non costano, non richiedono giganteschi investimenti? Eppure "per le guerre i denari si trovano sempre", ci insegna l'ottimo Manzoni.

strakkino, e' questo che significa rispondere per le rime? sono stufo di leggere le tue troiate. lascio ai lettori ulteriori commenti
 
M.G. - Se la geo ingegneria (sic) clandestina (come rivela anche il termine) deve agire all’oscuro di tutti, a suo parere com’è possibile che i documenti rilevanti siano stati messi in circolo sul web (sic)?

R.M. - La geoingegneria ufficiale e cioè orientata al solar radiation management non può essere confusa con la cosiddetta geoingegneria clandestina, il cui principale obiettivo strategico coincide con la creazione di strati di atmosfera con caratteristiche simili a quelle della ionosfera. Ciò implica l’uso degli stessi metalli che la geoingegneria ufficiale impiegherebbe per lo scopo “ufficiale” di proteggerci dal Sole. Per questo motivo quei documenti sono praticamente fumo negli occhi!



M.G. - Passiamo all’aspetto pratico: ha spesso dichiarato che sopra la sua citta' passano, con cadenza quasi quotidiana, aerei che lasciano le scie cosiddette chimiche a quota di 2 o 3 mila metri; avete mai pensato, con il suo Comitato, di fare qualche giro su un aereo da turismo, che raggiunge tranquillamente i 5000 metri di quota, armato di telecamera per filmare dall'alto le scie che starebbero a quel punto sotto di lei?

R.M. - A che scopo? Se osservo un aereo volare al di sotto di una nube bassa, perché dovrei osservarlo dall’alto? Che motivo ci sarebbe?

M.G. - Prendiamo come esempio il caso della sua regione. Secondo il suo parere quanti sono gli aerei coinvolti nell’operazione? Di quante sostanze (grammi, chili, tonnellate) parliamo per irrorarla?

R.M. - Ha idea di quanti aerei commerciali sorvolano l’intero globo ogni giorno? Ecco. Faccia il conto al posto mio. Se vuole, le presto una calcolatrice.

M.G. - Ha spesso dichiarato che tra le sostanze irrorate c'e' anche il batterio escherichia coli; questi batteri aviodispersi non dovrebbero morire a causa degli shock termici?

R.M. - La contaminazione da questi batteri è certificata da eventi di cui la cronaca si è occupata in questi ultimi anni. Non sta a noi spiegare come questi stiano contaminando terreni e piante solo da qualche lustro a questa parte. Comunque Vincent Freeman del Carnicom institute dà conto delle ricerche approfondite che saranno a breve intraprese a proposito di batteri reperiti nei filamenti (le fibre estratte dalla pelle delle persone affette dal Morgellons ed i filamenti dispersi in atmosfera, n.d.r.): sembrano essere forme di vita anomale, probabilmente frutto di bioingegneria. Non sa poi che alcune specie di batteri sono estremofile, ossia in grado di sopravvivere in condizioni ed ambienti repulsivi che sarebbero letali per altri organismi?

M.G. - Nel suo blog dichiara che le irrorazioni di metalli servono a rendere elettroconduttiva l’atmosfera. Com’è possibile che questo non influisca sulle linee di alta tensione che sono isolate soltanto dall’aria?

R.M. - Lo scopo principale delle attività di aerosol clandestine è quello di abbattere l’umidità atmosferica, impedendo la formazione di fronti imbriferi. Questo perché le idrometeore disturbano i segnali in banda Ka, come indicato in questo articolo.

M.G. - Lei si batte ogni giorno contro questo che, a suo parere, è un alter ego dell’ecomafia. Ha mai pensato, invece, di rivolgere le sue energie anche contro forme d’inquinamento come quella dell’interramento dei rifiuti tossico nocivi e lottare contro la camorra, una triste realtà italiana?

R.M. - In questi anni ci siamo occupati anche spesso di questi argomenti. Sui nostri portali troverà riferimenti anche ad innovativi sistemi per lo smaltimento dei rifiuti, opportunamente occultati da un sistema politico-affaristico-delinquenziale (la differenza fra Stato e criminalità organizzata è molto sfumata) più propenso a costruire inceneritori oppure a speculare sulle discariche. Un esempio a questo link. Infine il blog Tanker enemy è dedicato alla geoingegneria illegale ed a temi connessi. Di che cosa ci dovremmo occupare? Di origami?

Wednesday, March 19, 2014

Mary Poppins ed il mondo allucinatorio-paranoide dei negazionisti

L'inizio di questo post e' stato spudoratamente copiato da Straker in barba al copyright (che secondo lui vale sono nei suoi confronti ma lui puo' copiare tutto).
Lo riporto integralmente, ma se il legittimo proprietario desidera che lo rimuova basta che mi scriva a essse.blog@gmail.com (strakkino invece puo' scrivermi tranquillamente a consulvendite, ma tanto so che non lo fara', vero strakky?).


http://www.tankerenemy.com/2014/03/mary-poppins-ed-il-mondo-allucinatorio.html

Mary Poppins ed il mondo allucinatorio-paranoide dei negazionisti

Si precisa che il presente articolo inquadra il problema in modo divulgativo, senza sviscerare i concetti di “realtà” e “coscienza”, cui sono sottesi fenomeni tutt’altro che semplici e scontati.



Siamo abituati ad intendere gli stati alterati della coscienza come la ripercussione di un’anomala condizione del funzionamento della mente che, sottoposta a condizioni inusuali, opera con modalità insolite: sotto livello, ossia con una ridotta percezione della realtà circostante, o sopra livello, cioè con uno stato di ipervigilanza dove tutto è percepito velocemente e nei minimi particolari. Questi stati sono favoriti dall’uso di sostanze psicoattive (droghe, allucinogeni, farmaci) oppure indotti quasi naturalmente tramite immobilità, deprivazione sensoriale e con tutti quei meccanismi che tendono a spezzare la percezione del sé e ad incrinare i livelli di attenzione e cognizione dello spazio circostante .

Queste condizioni di alterazione della coscienza, sono solo, dal punto di vista fenomenologico, l’aspetto più evidente, mentre, per i non addetti ai lavori, è difficile osservare una situazione alterata di là da queste espressioni palesi. Perciò si devono considerare altri sintomi molto più frequenti di quanto si possa immaginare.

Uno stato modificato della coscienza può esprimersi anche attraverso un discorso o l’espressione di un parere personale su uno specifico tema. Un’alterazione della coscienza può conclamarsi mediante l’enfasi posta su un concetto, un credo, un’ideologia scientista, in cui tutto è letto, interpretato e vissuto sulla base di un pregiudizio di fondo molto radicato. E’ un preconcetto ipertrofico che, fungendo da timone, dirige ogni formulazione concettuale di chi la sostiene, quindi ogni azione che ne deriva.

Se, in accordo con la definizione operativa di coscienza adottata dallo psicologo Charles Tart, intendiamo quest’ultima come quel processo di attenzione e consapevolezza della “realtà” circostante, ogni processo emotivo e cognitivo teso a modificare tale cognizione, fondata su parametri oggettivamente non verificabili, può indurre ad un cambiamento dello stato di coscienza ordinario.

Il delirio, ad esempio, ossia una convinzione non oggettiva che non può essere modificata né dai fatti né dalla logica, è una forma di stato alterato della coscienza. Al pari di quest’ultimo, anche l’adesione ad un’ideologia scientista, alla versioni false e contraddittorie del potere rende predisposti ad una rettifica artificiale della “realtà” circostante che può, in nome del convincimento di possedere la verità assoluta, condurre anche verso atteggiamenti aggressivi ed intolleranti, ma ritenuti giusti.

Il pensiero ideologico dei disinformatori è, il più delle volte, fondato sul nulla, su incongruenze insanabili, su paradossi logici e su frottole. E’ inoltre alimentato da un’intuizione spesso farneticante, martellante e paranoica. Nella mente malata del negazionista la complessità del mondo è appiattita da una fantasia infantile e monomaniacale che pullula di governanti buoni, onesti e solleciti, scienziati intenti ad agire per il progresso dell’umanità, banchieri reputati benefattori, militari che difendono la patria dai terroristi brutti e cattivi, meglio se islamici e barbuti, aziende farmaceutiche che mirano a debellare tutte le patologie...



Al pari dello stato allucinatorio, l’Ideenkleid negazionista non può essere neppure scalfita né dai fatti né dal ragionamento, poiché ogni argomentazione contraria è sempre intesa come un tentativo sottile di dimostrare che la percezione dell’universo propria degli occultatori è puerile, edulcorata e del tutto inverosimile. La realtà dei disinformatori è simile ad un cartone animato per bimbi di tre-quattro anni: bidimensionale, con i colori vivaci in campiture uniformi e con storie sdolcinate alla Mary Poppins.

Gli stati non ordinari della coscienza non sempre sono riconoscibili ma, il più delle volte, sono la conseguenza di concettualizzazioni scientiste estreme, fanatiche e dogmatiche di taglio cicappiano. Sono pregiudizi pseudo-scientifici che possono deflagrare in gesti inconsulti e patologici: tendenza compulsiva ad attaccare ricercatori e scienziati indipendenti, soprattutto attraverso codici coprofili e scatologici, fissazione allo stadio orale, ossessioni lessicali con preferenza per il turpiloquio, complesso d’inferiorità, grafomania, sindrome di Stoccolma, abitudine alla calunnia… Questa sintomatologia, tipica degli psicopatici e dei sociopatici, rappresenta la fase finale di un disturbo psichiatrico in cui la realtà “oggettiva” è distorta o addirittura sostituita da un mondo virtuale che spinge a credere di essere invulnerabili attraverso gli strumenti della Rete.

Il delirio di onnipotenza culmina nel vaneggiamento transumanista di un’immortalità tecnotronica grazie alla quale i depistatori si illudono di poter sopravvivere indefinitamente in un congegno bionico. Il loro aberrante ideale è un Wasp cui è incollata una barba formata da un groviglio di cavi smangiucchiati e spellati… Contenti loro.

Articolo correlato: I disinformatori: sintomi nevrotici e tratti paranoidi, 2009

Wednesday, February 12, 2014

I filamenti aerei secondo il C.I.C.A.P.

http://www.tankerenemy.com/2014/02/i-filamenti-aerei-secondo-il-cicap.html

I filamenti aerei secondo il C.I.C.A.P.

Oggi il C.I.C.A.P., per tentare di nascondere la verità a proposito dei filamenti aviodispersi (derivanti dalla decomposizione dei carburanti) [1] ha diffuso la fandonia dei ragni migratori che migrano in ogni stagione. Sarebbero Aracnidi dai mirabolanti poteri, in grado di tessere tele gigantesche, ad ogni latitudine, in ogni mese dell’anno, a tutte le quote. Che cosa scriveva, però, il comitato di negazionisti qualche anno addietro? Quali furono le conclusioni di analisi condotte in tempi non sospetti? Scopriamolo insieme. Tra le altre cose, potremo appurare che la scienza (?) del C.I.C.A.P. è come la storia nel romanzo "1984" di Orwell, soggetta a continue revisioni ed aggiustamenti affinché essa risulti organica ad esigenze di mistificazione. Non è quindi scienza, ma, nel migliore dei casi, ideologia, un'ideologia incarnazione di un potere tanto iniquo quanto ottuso.



Secondo il racconto di un testimone oculare, una copiosa caduta di filamenti bianchi si sarebbe verificata a Vercelli e dintorni il giorno 8/11/1999 a partire dalle 13:30 circa. Il fenomeno sarebbe durato parecchie ore: secondo la stessa testimonianza, infatti, esso sarebbe stato ancora in atto alle ore 16,30. La testimonianza (raccolta da Massimiliano Grandi, socio del C.I.S.U., Centro Italiano Studi Ufologici) è corredata da un filmato, ripreso la mattina successiva dal testimone oculare in località Carisio (VE), che mostra un campo cosparso dei suddetti filamenti. Vari campioni di presunti "capelli d'angelo" sono stati raccolti, in data 11/11/1999, da Matteo Leone, anch'egli socio del C.I.S.U.

Qui di seguito riporto il rapporto preliminare di sopralluogo e prelievo redatto da Matteo Leone.
Rapporto preliminare di sopralluogo e prelievo su caso di "capelli d'angelo".

In data giovedì 11 novembre 1999, ore 10 circa, sono giunto in località Carisio (VC), nei pressi della corrispondente uscita dell'autostrada A-4 TO-MI per eseguire un sopralluogo ed eventuali prelievi relativi ad un caso di "capelli d'angelo". Seguendo le indicazioni pervenute la sera prima, grazie ad un testimone sopraggiunto in sede per l'occasione, uscendo dal casello di Carisio, mi sono diretto verso Vercelli. Dopo alcune centinaia di metri, avendo individuato una strada sterrata, mi sono fermato per cercare tracce dei filamenti biancastri segnalati dal testimone in questione. Ancora in automobile ho avuto modo di vedere, sulla superficie anteriore di un cartello stradale, dei filamenti bianchi. Sceso dall'auto, ho constatato che i filamenti erano presenti anche sul lato posteriore del cartello e che il loro aspetto era simile a quello delle ragnatele.

Altri filamenti, sebbene in quantità ridotta, risultavano presenti tra i fili d'erba e i rami degli alberi sul bordo dei campi coltivati. Le condizioni meteorologiche inclementi (freddo, pioggia e vento: la pioggia, in particolare era cominciata la notte prima, tra mercoledì e giovedì) hanno impedito un sopralluogo più approfondito all'interno dei campi. La consistenza dei filamenti appariva tenace ed appiccicosa. Questo faceva sì che i filamenti manifestassero la tendenza a saldarsi reciprocamente dando luogo a grumi di materiale biancastro ben visibile. Il vento pur forte non era in grado di vincere il carattere appiccicaticcio del materiale (una volta raccolti risultava difficile perderne qualcuno per via del vento). Questo ha comportato una certa laboriosità nel processo di raccolta dei campioni, poiché questi rimanevano più facilmente incollati ai guanti che alla superficie interna dei sacchetti usati. Il colore bianco tendeva a scurirsi con la manipolazione, specie se associata a compressione e sfregamento. La distribuzione dei filamenti variava notevolmente con le zone. In alcune era visibile un filamento ogni qualche metro quadro, in altre la densità era molto minore e difficilmente quantificabile. La quantità complessiva di materiale "visto" non è comunque paragonabile a quella - assai superiore - visibile nel filmato girato dal testimone di cui sopra. Sono stati "riempiti" cinque sacchetti: alcuni contenenti solo uno o due filamenti singoli di breve lunghezza, altri contenenti varie "matasse".Le operazioni di perlustrazione e prelievo sono durate circa un'ora. Non è stata effettuata alcuna indagine d'ambiente.
Matteo Leone - Socio CISU

Rapporto preliminare ultimato in data 17/11/99

Uno dei campioni raccolti è stato consegnato da Matteo Leone al sottoscritto (Davide Vione), presso il Dipartimento di Chimica Analitica dell'Università di Torino affinché eseguissi analisi volte a chiarire, per quanto possibile, la natura del campione. Qui di seguito sono riportati procedure analitiche e risultati.

Metodologie di analisi

Aspetto del campione Alla vista, il campione appare di colore bianco, di aspetto filamentoso e di composizione omogenea. Si può escludere una presenza rilevante di materiali estranei (come terriccio, erba etc.), il che facilita il lavoro di analisi. La metodologia adottata prevede una serie di test di dissoluzione con diversi reattivi, allo scopo di identificare la natura del campione per confronto del suo comportamento con quello, noto, di altri materiali. Tale procedura permette di verificare le ipotesi preliminari che sono state formulate. Qui di seguito è riportata la procedura dettagliata per la preparazione di uno dei reattivi, specifico per la seta, in quanto tale preparazione richiede particolare attenzione. Ho ritenuto opportuno inserirla in quanto tale test, eseguibile anche sul campo, permette velocemente di verificare una delle ipotesi che sono state formulate riguardo ai "capelli d'angelo", vale a dire che si tratti delle ragnatele di particolari specie di ragni. Mi auguro che tale procedura possa risultare utile in casi futuri.

Preparazione del reattivo di Loewe

Il saggio di Loewe è un test di dissoluzione specifico per la seta. Data una sostanza incognita, se essa è insolubile nel reattivo di Loewe si può concludere che non si tratta di seta. Se la sostanza è solubile, vi sono buone probabilità che si tratti di seta, ma è consigliabile fare altre prove di controllo. La tela di ragno, molto simile alla seta, è solubile nel reattivo di Loewe. […]

La procedura da seguire è la seguente

Dissolvere 10 grammi di solfato di rame (CuSO4•5H2O) in 100 millilitri di acqua distillata. Il solfato di rame è un composto solido di colore blu chiaro, solubile in acqua,e la soluzione che si ottiene ha un bel colore blu-azzurro. Agitare bene la soluzione (bastano una bacchetta o un bastoncino, purché puliti) fino a completa dissoluzione del solfato di rame: non deve rimanere un deposito solido sul fondo. Aggiungere alla soluzione 5 grammi (4 millilitri) di glicerina. Agitare la soluzione fino a renderla omogenea.

Aggiungere delle pastiglie di idrossido di sodio (NaOH) solido, agitando bene la soluzione fino a dissoluzione completa di ogni pastiglia. Inizialmente la soluzione diventa torbida ed assume una colorazione azzurra più chiara (è il colore dell'idrossido di rame): bisogna continuare ad aggiungere idrossido di sodio e ad agitare. Proseguendo con l'aggiunta di pastiglie di idrossido di sodio, la soluzione assume un colore blu scuro e ridiventa limpida (l'idrossido di rame si dissolve): il reattivo di Loewe è pronto.

Si consiglia vivamente di provare il reattivo su un filo di seta o su della tela di ragno: se il reattivo scioglie la seta (la reazione è rapida ed avviene in 1-2 minuti) questo significa che si è operato correttamente. In caso contrario, vuol dire che si è commesso qualche errore nella preparazione. In tal caso è necessario rifare tutto da capo, cercando si capire quale errore è stato commesso. Se ciò che si è preparato non scioglie la seta, è del tutto inutile provarlo su un campione incognito (capelli d'angelo o altro).

La tela di ragno è un materiale molto facile da reperire. Va tuttavia notato che le ragnatele che si possono trovare in casa sono generalmente ricoperte da uno strato di polvere, tanto che di solito appaiono nerastre (la tela di ragno pulita è bianca). Beninteso, il reattivo di Loewe scioglie la ragnatela ma non lo sporco che la ricopre, per cui non ci si può aspettare la dissoluzione completa di un campione sporco. Le stesse considerazioni vanno svolte per i campioni di capelli d'angelo, assicurandosi che non sia presente materiale estraneo.

Risultati dei test eseguiti

In tabella sono riportati i risultati dei test di dissoluzione eseguiti sul campione di "capelli d'angelo" (filamenti polimerici, n.d.r.) con diversi reattivi. La stessa tabella riporta il comportamento di altri materiali con gli stessi reattivi impiegati. Le caselle bianche indicano che il materiale è insolubile nel reattivo adoperato. Le caselle colorate indicano che, al contrario, il reattivo è in grado di dissolvere il materiale. In caso di solubilità parziale si è usata una colorazione mista. Si noti che il campione di "capelli d'angelo" è risultato insolubile in tutti i reattivi utilizzati.

L'immagine mostra che i capelli d'angelo non sono sciolti da nessuno dei reagenti che normalmentesciolgono le fibre. Seta e tela di ragno si dissolvono nel reattivo di Loewe e nell'acido solforico concentrato; cellulosa, rayon, lana di pioppo e cotone in acido solforico concentrato e (parzialmente) in acido cloridrico concentrato; le fibre acriliche nel dimetilsolfossido; il nylon in acido solforico concentrato e(parzialmente) in acido cloridrico concentrato; i capelli d'angelo in nessuno dei reattivi citati.

Conclusioni

I risultati riportati in tabella indicano che il campione di "capelli d'angelo" non può essere identificato con alcuno dei materiali riportati. Tale risultato permette comunque di escludere le ipotesi preliminari. Relativamente al campione esaminato, si può dunque concludere quanto segue:

non si tratta di tela di ragno;
non si tratta di cellulosa o di materiali simili alla cellulosa (il che esclude la possibilità che si tratti di lana di pioppo o di rayon).

Davide Vione per il C.I.C.A.P.


[1] I carburanti contengono idrocarburi non saturi e sono pertanto soggetti all'ossidazione la quale determina un peggioramento del combustibile, reso manifesto dalla formazione di gomme, sviluppo di colore ed abbassamento del numero di ottani. La polimerizzazione implica la formazione di catene. Da qui i filamenti di ricaduta. Non casualmente lo STADIS 450, contenente sali di bario, è un additivo che dovrebbe prevenire la formazione di depositi polimerici, come risulta dalla nota del produttore.

STADIS 450
Product Id: 10061

The purpose of an antioxidant additive is to extend the induction period and control gum formation by terminating the free radical chain reactions involved in hydrocarbon oxidation. The antioxidant selection and concentration levels depend on various factors, including storage conditions and petroleum fuel composition...



Saturday, January 18, 2014

Se la Sciarelli scivola... (che sofisticato giuoco di parole)

http://www.tankerenemy.com/2014/01/se-la-sciarelli-scivola.html

Se la Sciarelli scivola...

Chi l’ha visto?” è lo storico programma di RAI 3 dedicato alla ricerca di persone scomparse. Il format, che trova trasmissioni corrispondenti all’estero, al confine tra cronaca nera e voyeurismo, tra denuncia e compiacimento, riesce ad attrarre il pubblico grazie ad un sapiente dosaggio degli ingredienti compositivi.



La realtà, spesso atroce, dilaniata dal dolore, dalla solitudine, dallo sradicamento, quasi si trasfigura e si decanta in storie tormentose ma coinvolgenti. Il racconto è in primo luogo catarsi: senza racconto il gorgo degli affetti e degli eventi rischia di implodere.

Si è al tempo stesso spettatori più o meno distaccati e, mediante il meccanismo dell’identificazione, protagonisti di disavventure. Certi intrecci dell’esistenza reale, come ci insegna Pirandello, spesso sono più inverosimili di quelli partoriti da una fervida fantasia. Così la vita si spinge oltre il grigiore quotidiano, anche se il movimento è azzardo, fuga verso l’ignoto, corsa sul margine dell’abisso.

Come nei romanzi, anche nella novellistica televisiva è fondamentale il ruolo della voce narrante: nella puntata del 15 gennaio 2014, Dean Buletti ci conduce nel plot di Giancarlo Dessena, un giovane sardo scomparso qualche mese addietro. E' prima dipinto il ritratto del giovane. L’ineffabile giornalista indugia su alcuni aspetti psicologici: è un ragazzo eccentrico, solitario, amante della natura. Si insiste proprio sul suo amore per la natura, come se fosse una nota bizzarra… Non basta: Buletti, ad un certo punto, insinua che Giancarlo Dessena è un visionario, poiché si interessa al problema delle “scie chimiche” che, invece, sono “scie di condensazione” (sic). La RAI, come le altre reti di regime, ribadisce la sua posizione negazionista, la sua funzione di strumento atto ad annebbiare le menti.

In quale contesto si inquadra il depistaggio in esame? Nell’ambito di una trasmissione, per certi versi utile, ma nata sotto il segno dell’ambiguità: l’insistenza sul problema delle missing persons non sarà un espediente? Non dovrà prima o poi convincere i cittadini a lasciarsi inserire un microchip sottocutaneo? Sappiamo che la feccia che pilota i media non ha alcuna premura: agisce per gradi, con sadica lentezza. L’itinerario è sempre il medesimo: problema: sparizione di adolescenti, anziani, donne sole etc.; reazione: bisogna trovare un rimedio, un modo per evitare tutte queste scomparse; risoluzione: microprocessore sottopelle.

Tra l’altro ben sappiamo chi sono gli autori di molte “eclissi”: gli stessi che poi fingono di prodigarsi per ritrovare coloro che si sono dileguati. E’ come nel caso degli omicidi rituali, su cui la redazione di “Chi l’ha visto?’” indaga con zelante sprovvedutezza, con acuta cecità. Gli assassini sono là dove nessuno pensa di cercarli.

Stride comunque con l’ostentato “coraggio” di talune inchieste, la pusillanimità con cui codesti segugi senza olfatto si rifiutano di seguire le orme che conducono a casi scottanti: l’inchiesta su Davide Cervia si è mummificata, non appena si è sfiorato, su nostra segnalazione telefonica, il “Progetto R.F.M.P.”; di Franco Caddeo, come denunciato da Gianni Lannes, gli investigatori della polpetta non hanno mai voluto occuparsi.

Insomma, la spettacolarizzazione del dolore va bene, ben venga pure qualche reportage che dimostri quanto sono intrepidi i nostri eroi catodici. Moralismo e buoni sentimenti si sprecano. Oltre non si va, semmai si disinforma sulla geoingegneria clandestina in stile “Superkatz” o “Clistero” con i predicozzi di Adam Katzmon...

Questo è il disservizio, pardon, servizio pubblico ed il canone va pagato! Dobbiamo regalare una mise da Superwoman alla Scia-relli.

Monday, January 6, 2014

Sulle spalle dei giganti - una bella rassegna di cazzari

http://www.tankerenemy.com/2014/01/sulle-spalle-dei-giganti.html

Sulle spalle dei giganti

Katsaros tout cort


www.tankerenemy.com/2014/01/sulle-spalle-dei-giganti.html

Sulle spalle dei giganti

“Siamo come nani sulle spalle di giganti così che possiamo vedere più cose di loro e più lontane, non certo per l'altezza del nostro corpo, ma perché siamo sollevati e portati in alto dalla statura dei giganti”. (Bernardo di Chartres o Bernardus Carnotensis, filosofo francese del XII secolo)



I negazionisti sono soliti pontificare dicendo che nessuno scienziato si occupa o si è mai occupato di geoingegneria clandestina (alias scie chimiche), dunque essa non esiste. Siamo al cospetto di un volgare paralogismo, spacciato per ragionamento. Qualche depistatore ammette che un paio di studiosi hanno accennato alla “guerra climatica”, ma che le loro ricerche non sono state inserite su riviste referate, con tutti i crismi dell’ufficialità. Questa asserzione è falsa: ad esempio, il medico veterinario Mark Purdey pubblicò degli studi referati in cui correlava la dispersione di bario in atmosfera all’encefalite spongiforme. Naturalmente gli occultatori ignorano Purdey, come disdegnano tutti gli altri esperti. La storia degli studi referati è comunque stucchevole: è una prassi invalsa nel mondo accademico attuale, un’enclave contraria ad ogni innovazione che rischi di mettere a repentaglio gli immensi privilegi con cui questa aristocrazia del nulla perpetua sé stessa e lo status quo. Gli scienziati autentici quasi sempre operano al di fuori del feudo baronale. Vilipesi, isolati, persino intimiditi, le loro acquisizioni sono alla fine accettate ma postume. Le scoperte degli investigatori genuini non hanno bisogno dell’imprimatur papale.

In verità, il discorso è complesso, di natura epistemologica: che cos’è la scienza tout cort? Chi può esibire la “patente” di scienziato? Nella visione faziosa e dogmatica degli occultatori la “scienza” coincide con l’accozzaglia delle versioni autorizzate, ratificate dal potere, dalla casta dominante. La loro “scienza” non è neppure un pallido simulacro del sapere galileiano-newtoniano, con i suoi pregi ed i suoi limiti, essendo un’ideologia autoritaria e fanatica, molto più settaria di una chiesa di invasati. Gli stessi sedicenti “scienziati”, che gravitano quasi tutti attorno al C.I.C.A.P., a sua volta finanziato dai servizi, sono imbonitori, le cui conoscenze, di per sé già episodiche e farraginose, sono svilite nella propaganda più sfacciata a favore delle bugie ufficiali. [1]

E’ questa purtroppo l’agonizzante “comunità scientifica” alla quale si aggrappa lo spettrale, decadente Gianluca Nicoletti. Un esempio perfetto di questa combriccola è Gianni Comoretto, il cui “chiarimento” circa il fenomeno della condensazione sarebbe giudicato inammissibile anche in una terza media.

E’ comunque un tema che è stato sviscerato più volte e su cui perciò non indugiamo oltre. Qui, però, ci piace elencare alcuni fra i numerosi scienziati veri che investigano e denunciano la geoingegneria illegale e problemi connessi, ognuno grazie alle sue competenze specialistiche. Gli approcci e le interpretazioni sono differenti, più o meno incisivi; taluni se ne occupano a tempo pieno, altri in un contesto che include altri argomenti ed interessi. Tutti, però, sono accomunati dall’onestà intellettuale e da spirito euristico, qualità che difettano nei disinformatori e nei sedicenti "scienziati" italiani a loro collegati.

Di seguito una lista (incompleta) in ordine alfabetico degli specialisti in parola. Abbiamo riportato in qualche caso delle loro significative osservazioni. Nel catalogo figura anche l’infame Edward Teller che della geoingegneria fu ideatore e strenuo paladino.

Nota: alcuni scienziati italiani non sono stati qui riportati, in quanto essi, a seguito delle pressioni subìte in ambito accademico, hanno dovuto battere in ritirata.


B. Agnew, geologo statunitense, esperto in prospezioni per la localizzazione di giacimenti di idrocarburi

T. Bearden, ingegnere statunitense, esperto di armi scalari

N. Begich, medico canadese, esperto di H.A.A.R.P.

R. Bertell, scienziata statunitense †

R. Blaylock, medico statunitense

C. Carnicom, ingegnere statunitense

M. Castle, biologo statunitense

F. De Aquino, fisico quantistico brasiliano

A. Di Benedetto, musicologo italiano, esperto di frequenze

E. Spencer, neurologo statunitense

P. C. Fienga, astrofisico italiano

G. Ginatta, agronomo italiano †

A.C. Griffith, esperto in tecnologie per radiocomunicazioni

M. el Husseini, biologo egiziano, docente universitario

N. Finley, fisico canadese

N. Katsaros, fisico greco. “Come scienziato non ho alcun dubbio che non ci sia paragone tra scie chimiche e scie di condensa, sono due fenomeni interamente differenti"."Alcuni scienziati con cui siamo in contatto e con cui abbiamo collaborato per corrispondenza ci hanno riferito che nelle università statunitensi hanno portato avanti questo genere di esperimenti, che hanno spedito dei piccoli aerei ed hanno raccolto campioni di aria e li hanno analizzati ed hanno trovato quantità di bario ed alluminio in alta percentuale che sappiamo hanno gravi effetti sulla salute umana e non solo sull'ambiente".

S. Mc Kay, fisico statunitense.

G. Pattera, biologo italiano

C. Penna, fisico italiano

S. Perlingieri, medico statunitense †

R. Peterson, agronoma statunitense

N. Pope, ricercatore britannico, ex funzionario del Ministero della difesa

M. Purdey, medico veterinario britannico †

L. Romaldini, climatologo italiano

D. Scott, medico statunitense

H. Staninger, tossicologa statunitense

S. Stevens, meteorologo statunitense

E. Teller, fisico statunitense, il padre della bomba H † [2]

C. Vermeeren, ingegnere aerospaziale olandese. "Se guardiamo al fenomeno in generale, non puoi spiegarlo semplicemente in termini di combustibile degli aerei che brucia e di temperatura ed umidità dell'aria. Quelle scie di condensa non possono durare a lungo. Quindi ogni scia di condensa persistente deve avere un'altra spiegazione".


[1] Ha ragione il professor Giorgio Masiero: “Se definiamo in generale ‘scienza’ tutto il sistema umano di conoscenze, ottenute attraverso un processo organizzato e rigoroso di ricerca, finalizzato all’elaborazione di rappresentazioni linguistiche coerenti con la realtà (eventualmente anche nei suoi aspetti meno direttamente controllabili), allora la scelta di considerare solo il metodo galileiano-newtoniano è l’opzione di una visione filosofica, tradizionalmente chiamata ‘Positivismo’, che si è rivelata portatrice di aporie insuperabili.” Abbiamo, infatti, sempre definito i Cicappini dei vetero-positivisti, incapaci di accostarsi al vero sapere ed agli orizzonti dispiegati dalla scienza sperimentale post-newtoniana.

[2] Le operazioni di irrorazione ed i conflitti nucleari limitati sono profondamente connessi. Possiamo individuare i primordi dell'"operazione copertura" nella mente perversa del dottor Stranamore Edward Teller, padre della bomba ad idrogeno, che consigliò di usare armi nucleari in regioni abitate per fini economici. Prima di morire, nel 2003, Teller fu direttore emerito (sic) del Lawrence Livermore National Laboratory, dove furono messi a punto i piani per le armi nucleari biologiche e ad energia diretta. Nel 1997 Teller dichiarò pubblicamente il suo proposito di usare l'aviazione per diffondere nella stratosfera milioni di tonnellate di metalli elettroconduttori, ufficialmente per ridurre il riscaldamento globale.

Teller ritenne che l'aviazione commerciale potesse essere adoperata per diffondere queste particelle al costo di 33 centesimi per litro (Un brevetto Hughs del 1991 conferma che il particolato può essere diffuso attraverso i motori degli aviogetti). Ciò dà credibilità ad un resoconto di un dirigente di una compagnia aerea, costretto dall'obbligo del silenzio a rimanere anonimo, secondo cui l'aviazione commerciale ha cooperato e coopera tuttora con i militari nel progetto copertura

"An Airline Manager's Statement", postato da C.E. Carnicom per conto dell'autore, 22-05-00. Citazione: "I pochi dipendenti della compagnia aerea che erano al corrente del Progetto Cloverleaf furono tutti sottoposti a controlli del loro passato, e prima di esserne informati ci fecero firmare accordi di non-divulgazione in cui sostanzialmente si dichiarava che se avessimo detto a chiunque quanto sapevamo saremmo stati incarcerati... Ci dissero che il governo avrebbe pagato la nostra compagnia, insieme ad altre, per rilasciare speciali agenti chimici da aerei commerciali... Quando chiedemmo loro perché non si limitassero ad equipaggiare gli aerei militari per rilasciare questi agenti chimici, dichiararono che non c'erano abbastanza aerei militari disponibili per rilasciare agenti chimici su una base così ampia come doveva essere fatto... Poi qualcuno chiese perché tutta queste segretezza. I rappresentati del governo dichiararono in seguito che se l'opinione pubblica avesse saputo di aerei in volo che stavano rilasciando agenti chimici nell'aria, i gruppi ambientalisti avrebbero scatenato un inferno e chiesto la fine dell'irrorazione".
 
 

Saturday, December 28, 2013

Gianni Comoretto: "Usano l'energia del carburante per far andare l'aereo..."

http://straker-61.blogspot.it/2013/12/gianni-comoretto-usano-lenergia-del_27.html

Gianni Comoretto: "Usano l'energia del carburante per far andare l'aereo..."

Le scie di condensazione secondo lo "scienziato" di Arcetri Gianni Comoretto

Lo "scienziato" Gianni Comoretto si cimenta in una grottesca e tragicomica arrampicata sugli specchi, prendendosi beffa delle più basilari leggi della fisica, con un delirio del genere: "Gli aerei moderni hanno turbine che sono più efficienti... consumano meno carburante. Questo qui fa sì che le scie si formino più facilmente, perché gli scarichi sono più freddi. "... "L'umidità dell'acqua si aggiunge all'umidità della scia e la ingrossa. La ingrossa anche di mille volte. Usano l'energia del carburante per far andare l'aereo e quindi lo scarico è più freddo e quindi si ghiaccia più facilmente"... "Un aereo brucia la benzina (non era il kerosene? - n.d.r.) che gli serve ad andare, produce acqua ed anidride carbonica"... "queste robe qui... contengono migliaia di tonnellate d'acqua"...



Biological And Health Effects Of Exposure To Kerosene-Based Jet Fuels And Performance Additives

Authors: Glenn Ritchie a; Kenneth Still b; John Rossi III b; Marni Bekkedal b; Andrew Bobb b; Darryl Arfsten b
Affiliations: a Geo-Centers, Inc., Wright-Patterson Air Force Base, Ohio, USA.
Naval Health Research Center Detachment-Toxicology, Wright-Patterson Air Force Base, Ohio, USA.

Over 2 million military and civilian personnel per year (over 1 million in the United States) are occupationally exposed, respectively, to jet propulsion fuel-8 (JP-8), JP-8 +100 or JP-5, or to the civil aviation equivalents Jet A or Jet A-1. Approximately 60 billion gallons of these kerosene-based jet fuels are annually consumed worldwide (26 billion gallons in the United States), including over 5 billion gallons of JP-8 by the militaries of the United States and other NATO countries. JP-8, for example, represents the largest single chemical exposure in the U.S. military (2.53 billion gallons in 2000), while Jet A and A-1 are among the most common sources of nonmilitary occupational chemical exposure. Although more recent figures were not available, approximately 4.06 billion gallons of kerosene per se were consumed in the United States in 1990 (IARC, 1992). These exposures may occur repeatedly to raw fuel, vapor phase, aerosol phase, or fuel combustion exhaust by dermal absorption, pulmonary inhalation, or oral ingestion routes. Additionally, the public may be repeatedly exposed to lower levels of jet fuel vapor/aerosol or to fuel combustion products through atmospheric contamination, or to raw fuel constituents by contact with contaminated groundwater or soil. Kerosene-based hydrocarbon fuels are complex mixtures of up to 260+ aliphatic and aromatic hydrocarbon compounds (C 6 -C 17+; possibly 2000+ isomeric forms), including varying concentrations of potential toxicants such as benzene, n-hexane, toluene, xylenes, trimethylpentane, methoxyethanol, naphthalenes (including polycyclic aromatic hydrocarbons [PAHs], and certain other C 9 -C 12 fractions (i.e., n-propylbenzene, trimethylbenzene isomers). While hydrocarbon fuel exposures occur typically at concentrations below current permissible exposure limits (PELs) for the parent fuel or its constituent chemicals, it is unknown whether additive or synergistic interactions among hydrocarbon constituents, up to six performance additives, and other environmental exposure factors may result in unpredicted toxicity. While there is little epidemiological evidence for fuel-induced death, cancer, or other serious organic disease in fuel-exposed workers, large numbers of self-reported health complaints in this cohort appear to justify study of more subtle health consequences. A number of recently published studies reported acute or persisting biological or health effects from acute, subchronic, or chronic exposure of humans or animals to kerosene-based hydrocarbon fuels, toconstituent chemicals of these fuels, or to fuel combustion products. This review provides an in-depth summary of human, animal, and in vitro studies of biological or health effects from exposure to JP-8, JP-8 +100, JP-5, Jet A, Jet A-1, or kerosene.

Acqua ed anidride carbonica?

Di seguito la trascrizione dell'intervista.

Saverio Tommasi (attore):
Cosa sono le scie?

Gianni Comoretto (Osservatorio di Arcetri - CICAP):
Le scie sono nuvole fatte di cristalli di ghiaccio e quando un aereo brucia la benzina che gli serve ad andare, produce acqua ed anidride carbonica. A diecimila metri fa molto freddo: sono dai quaranta, sessanta, settanta anche gradi sotto zero e l'acqua ghiaccia. In condizioni normali può durare pochi secondi. Se è umido, l'umidità dell'acqua si aggiunge all'umidità della scia e la ingrossa. La ingrossa anche di mille volte. Le scie grosse che vediamo nelle foto delle scie chimiche... cieli a scacchi e queste robe qui... contengono migliaia di tonnellate d'acqua per scia. Nessun aereo potrebbe trasportarne così tanta. Chi sostiene che le scie sono chimiche, porta come prova che gli aerei sono bassi. Queste sagome sono in scala 1:500, quindi se io mi metto a 20 metri, è come se fossi a 10 km dall'aereo vero. Son piccole ma le vedo!

Saverio Tommasi:
Perché non vedo le insegne?

Gianni Comoretto:
Vuol dire che intanto li sto guardando da sotto. Quindi alcuni aerei si riconoscono anche da sotto. Il Ryanair, per esempio, c'ha un bellissima sagoma nera, scura, sotto la fusoliera, però di solito gli aerei sotto non hanno scritto niente.

Saverio Tommasi:
Però bisogna dirla... oggi ci sono più scie di quante ce n'erano quarant'anni fa.. E' vero questo.

Gianni Comoretto:
Certamente. Però questo è dovuto al fatto che ci sono un sacco di aerei. Le voli low cost non c'erano quarant'anni fa. Poi c'è anche un altro fatto: che gli aerei moderni hanno turbine che sono più efficienti... consumano meno carburante. Questo qui fa sì che le scie si formino più facilmente, perché gli scarichi sono più freddi. Usano l'energia del carburante per far andare l'aereo e quindi lo scarico è più freddo e quindi si ghiaccia più facilmente.

File audio qui.