L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

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Monday, February 16, 2015

Giorno d'esame

http://zret.blogspot.ch/2015/02/giorno-desame.html

Giorno d'esame

Henry Slesar (1927-2002), scrittore e sceneggiatore statunitense, nel racconto “Giorno d’esame” mette in scena tre personaggi: una coppia di genitori ed il figlio Dickie che sta festeggiando il dodicesimo compleanno. [1] L’atmosfera è tesa e precaria a causa della dell’imminente esame governativo che il ragazzo dovrà sostenere. E’ un test per misurare l’intelligenza, reso infallibile dal fatto che i giovani candidati devono bere un liquido che costringe a rispondere in modo veritiero. Il giorno dell’esame il protagonista è condotto dal padre in un edificio freddo “come un tribunale”: vi opera un personale dai modi educati ma algidi. La sequenza in cui è raccontata la fase preparatoria dell’esame in una stanza avvolta nella penombra contribuisce ad accrescere la tensione nel lettore che segue, passo passo, le azioni di Dickie dal momento in cui trangugia la bevanda a quando è invitato a sedersi su una “solitaria poltroncina di metallo” di fronte all’elaboratore di cui si illuminano i quadranti. La tensione tocca il diapason, quando i genitori del ragazzo, a casa, ricevono la telefonata che annuncia loro con modi sbrigativi e burocratici l’esito della prova.



La storia è ambientata in una supertecnologica società futura in cui si vive “senza nemmeno azzardarsi a pensare” e dove l’intelligenza dei singoli è rigidamente controllata affinché non superi una certa soglia, reputata pericolosa per il sistema. Un alto quoziente intellettivo è un reato, punito a priori con la morte di chi è un giorno potrebbe ragionare e maturare idee e convinzioni proprie. In questo modo ogni critica del potere, ogni ribellione diventano impossibili.

L’autore dosa in modo sapiente la suspense sino allo Spannung dell’epilogo, inquadrando scene in cui domina il grigio. E’ un’uggiosa giornata di pioggia: i pacchetti infiocchettati per il genetliaco di Dickie ed i suoi giornalini creano note di colore, ma l’atmosfera angosciosa le spegne. Il grigiore pare la sostanza di una società svuotata, smorta. Slesar, con il campo ed il controcampo, fissa gli sguardi inquieti dei genitori e quello del piccolo protagonista: nei suoi occhi la luce della gioia per la festa è velata dall’ombra di un presentimento. La macchina da presa poi si muove per inquadrare lo spazio di un atrio delimitato da colonne, locali asettici e freddi.

La fantascienza distopica del narratore è il monito su un mondo in cui non è proibito il libero pensiero, ma il pensiero tout court.

[1] Il racconto ha ispirato un episodio della serie “Ai confini della realtà”.

Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati

Tuesday, January 28, 2014

Elysium

http://www.tankerenemy.com/2014/01/elysium.html

Elysium

Monday, June 24, 2013

Il quinto tipo

http://zret.blogspot.it/2013/06/il-quinto-tipo.html

Il quinto tipo

Un giovane autore, Giacomo Banchelli, ha deciso di cimentarsi nel tema delle interferenze aliene con un romanzo, “Il quinto tipo I capitoli del mutamento”. Prima di lui, già il disegnatore e sceneggiatore Giuseppe Di Bernardo aveva attinto all’immaginario malanghiano per “The secret”, la coinvolgente saga a fumetti con mattatore Adam Mack.

Banchelli dipana un intreccio dove il protagonista, Jonathan, entra in contatto con la realtà al tempo stesso più vicina all’uomo e più da lui ignorata, l’universo della Coscienza. Così i vari eventi, l’incontro con un bonario docente universitario, Roberto Montebelli, la storia d’amore con la sensibile Francesca, le peripezie nell’installazione extraterrestre in cui svolge un ruolo decisivo il militare Stefano… promuovono la catalisi dell’introspezione, spingendo il lettore ad interrogarsi su argomenti vertiginosi.

“Il quinto tipo” è un libro di fantascienza, ma sui generis, con l’ambizione a suggerire una ricostruzione del passato in modo da giustificare il nostro atroce presente ed un incerto futuro. Le implicazioni filosofiche sono, però, risolte nel racconto, spesso ipercinetico e convulso; sono proposte attraverso la prospettiva interna di Jonathan, adolescente inquieto e ribelle. Il suo rifiuto del sistema configura una sorta di Bildungsroman, ma la maturazione avviene in modo repentino, specialmente perché gli avvenimenti precipitano nel breve volgere di poche settimane. All’epifania interiore, che porta il ragazzo a scoprire il luminoso abisso dell’Anima, fa da contrappunto l’apocalissi nel cielo dove una malvagia entità si palesa, al culmine di un cataclisma che devasta un’ampia regione del Mediterraneo.

La tensione vibra un po’ in tutto il romanzo e solo brevi pause offrono un ritmo più disteso: le riposanti ore trascorse da Jonathan e Francesca sotto un ciliegio, il pranzo a casa del professore, la rigenerante sosta in campagna, dopo la fuga rocambolesca dalla base… E’ singolare: Banchelli, nonostante appartenga alla recente generazione tecnotronica, sa schiudersi, di quando in quando, alla natura, superando il solipsismo di tanti scrittori contemporanei, prigionieri delle loro snobistiche nevrosi.

Rinuncia poi ad un epilogo chiuso, lasciando in bilico il destino dei personaggi e dell’umanità, forse prossima ad essere annientata in una catastrofe di proporzioni cosmiche.

Nonostante qualche asperità linguistica, “Il quinto tipo” si gradisce soprattutto per l’incalzante montaggio e per l’asciuttezza dei dialoghi. La narrazione può essere ancora, in qualche caso, catartica o almeno consolatoria di una condizione umana del tutto disumana. D’altronde restano ormai solo le narrazioni e le illusioni… che sono in fondo la stessa cosa.


Monday, April 29, 2013

Defiance

http://zret.blogspot.co.uk/2013/04/defiance.html

Defiance


"Defiance" è una serie televisiva statunitense di fantascienza trasmessa dal canale via cavo Syfy, a partire dal 15 aprile 2013.

Il telefilm, ambientato nel 2046, descrive una nuova Terra, radicalmente cambiata con nuove prospettive e nuove regole. La metamorfosi avviene in seguito all’approdo per opera di alieni, i Votans, che, a causa della distruzione del loro sistema stellare, cercano un luogo in cui insediarsi. Pensando che Gaia sia disabitata, i Votans la scelgono per colonizzarla, ma trovano chi tenta di impedirlo loro.

L'unico aspetto degno di interesse del prodotto è l'allusione al terraforming nei primi cento secondi: infatti già l'episodio pilota, dopo un emozionante prologo, si avvita in un canovaccio macchinoso e sconclusionato. Nelle prime sequenze è inquadrato un aereo a bassa quota che rilascia la sua bella scia chimica, mentre in cielo incombe un'enorme astronave. Subito dopo appare l'eloquente didascalia: "Terra terraformata".

L’introduzione, dalla notevole forza visiva, ma che è un deja-vu, mette in scena una famigliola il cui tranquillo dejeuner sur l’herbe è sconvolto dall’apparizione in cielo del vascello stellare.

Belle, anche se accademiche, le inquadrature iniziali: il campo e controcampo, le panoramiche, il dettaglio del grappolo d’uva, l’ombra minacciosa della nave intergalattica, un’ombra che sovrasta il ragazzo, il futuro protagonista della strenua lotta contro gli invasori... trentatré anni dopo. Dopodiché, il racconto si sfibra nell’intreccio più banale ed enfatico, con gli attori la cui recitazione è tutto un aggrottare fronti e strabuzzare gli occhi, per l’incapacità di esprimere diversamente le emozioni stereotipate dei personaggi. La sceneggiatura poi è più infantile dei dialoghi di una recita allestita da bambini dell'asilo.

"Defiance" significa "opposizione", "resistenza": è come se le eminenze grigie, dietro le principali produzioni televisive e cinematografiche, gabbassero il pubblico, illudendolo che è ancora possibile una resistenza. Pochi sanno che i governi terrestri sono collaborazionisti. Pochi sanno che l’umanità è stata svenduta in cambio di qualche diavoleria tecnologica. E’ in atto una fatale terraformazione... ma ovviamente è solo fiction televisiva.

Fonti:

Defiance, 2013 su Tanker enemy tv
D. Castelli, Defiance: altro buco nell’acqua, 2013




Wednesday, February 13, 2013

Mondi cibernetici ed iperdimensionali: da Philip K. Dick a Giorgio Grati (prima parte)

http://zret.blogspot.co.uk/2013/02/mondi-cibernetici-ed-iperdimensionali.html

Mondi cibernetici ed iperdimensionali: da Philip K. Dick a Giorgio Grati (prima parte)

Philip K. Dick (Chicago 1928, Fullerton, California, 1982) è il celebre autore statunitense che si distinse nel genere fantascientico. Scrittore immaginifico e bohémienne, seppe trasfondere nelle sue opere narrative le inquietudini e gli incubi della nascente società cibernetica. Alcuni suoi racconti hanno trovato fortunate trasposizioni cinematografiche: “The electric ant” (1969) ispirò “Blade runner” per la regia di Ridley Scott, mentre “Minority report” è alla base dell’omonima pellicola di Steven Spielberg, con Tom Cruise nel ruolo di protagonista. n.n.eSSSe - Ma Blade Runner non era isporato a Do Androids Dream of Electronic Sheeps?

Lo stile secco e la fervida fantasia suscitatrice di mondi paralleli, di situazioni dove la normalità è spezzata dal paradosso, di solitudini abissali rendono Dick uno fra i protagonisti della letteratura, non solo fantascientifica. Tuttavia egli non fu solo un romanziere di talento, ma pure un genio poliedrico le cui intuizioni mistiche (per certuni allucinazioni) talora anticipano o si affiancano a teorie eccentriche, quali quella sul multiverso o sull’universo olografico.

La vita di Philip K. Dick cambiò per sempre il 20 febbraio 1974, in seguito ad una visita dall’odontoiatra, dopo che l’assistente gli somministrò l’anestetico. L’infermiera indossava un camice con il simbolo cristiano del pesce. L’anestesia catapultò Dick in un universo di trasmissioni trans-temporali, intergalattiche ed iperdimensionali. L’esperienza gli suggerì i romanzi “Radio free Albemuth”, “Valis”, “The divine Invasion” e “The transmigration of Timothy Archer”.

A Dick parve di esistere contemporaneamente negli anni ‘70 del XX secolo in California e nel I sec. d. C. a Roma. Mentre le informazioni penetravano nella sua mente attraverso fasci di luce rosa, sentiva che la sua anima si contendeva lo spazio (?) con quella del suo amico defunto, il vescovo gnostico James Pike.

Dick si chiese se quelle informazioni venissero dal passato, dal futuro, da un laboratorio sulla Terra, da un'astronave aliena o dal suo cervello. Non molto tempo prima della morte, scrisse nel suo diario filosofico, "Exegesis": "Ho sempre pensato che il raggio di luce rosa sparato contro la mia testa abbia avuto origine non da Dio, ma da una tecnologia del futuro”.

Le speculazioni non si conclusero con la sua prematura morte nel 1982: alcuni scrittori, infatti, hanno interpretato i vissuti dello scrittore come connessi a qualcosa di realmente accaduto. Adam Gorightly ed altri si sono domandati se gli eventi narrati in “Valis” possano essere inseriti nella matrice della telepatia e degli esperimenti di controllo mentale in corso sia negli Stati Uniti sia in Unione Sovietica. Questa è un’ipotesi che lo stesso Dick aveva preso in considerazione.

Una notte, un mese dopo le sue prime esperienze del febbraio 1974, ebbe allucinazioni "che formavano in modo perfetto dipinti astratti di artisti contemporanei”. In seguito i quadri furono identificati come opere di Kandinsky, Klee e Picasso. Era come se qualcuno avesse deliberatamente proiettato quelle immagini nella sua testa.

Forse traendo spunto dal popolare saggio degli anni ’70 del XX secolo, “Psychic discoveries behind the Iron curtain” scrisse ai responsabili di un laboratorio sovietico dove si studiavano le percezioni extrasensoriali (E.S.P.), cercando di sapere se avessero generato simulacri di quadri esposti all'Ermitage. Non ottenne risposta, ma pochi anni dopo scoprì che la C.I.A. aveva intercettato questa ed altre delle sue lettere.

Dick ricevette pure informazioni da una voce meccanica femminile di nome Afrodite nota anche come voce A.I. (Artificial Intelligence). A volte la considerava la sua anima, in altri casi la voce di sua sorella gemella morta.

Una notte Dick sognò che una donna russa gli spediva un’epistola in cui era scritto che sarebbe stato ucciso. Giorni dopo chiese alla moglie, Tessa, di aprire una missiva in vece sua. Conteneva solo la recensione di un libro con alcune parole sottolineate e l'indirizzo del mittente di una camera in un albergo di New York.

Un giorno Dick e la moglie stavano ascoltando dalla radio sul comodino delle canzoni, "You are no good" e "You’re so vain", ma continuarono ad udire i motivi anche dopo che l’apparecchio radiofonico era stato scollegato.

Tessa raccontò anche di un’irruzione nell’appartamento in cui viveva con il marito e di aver trovato strane apparecchiature elettroniche.

In un'epoca precedente, Dick sarebbe stato un grande contattista, in una successiva un perfetto rapito.


Monday, May 28, 2012

Fantascienza e scie chimiche

http://scienzamarcia.blogspot.co.uk/2012/05/fantascienza-e-scie-chimiche.html

Fantascienza e scie chimiche

 Ancora un articolo dedicato a chi dice che le scie chimiche non esistono perché altrimenti vivremmo dentro un film di fantascienza.

Cosa c'è di tanto irreale in un film di fantascienza? Che descrivono il contatto con una stirpe aliena? Lo sapete che quel "cospirazionista visionario" di Stephen Hawking (il famoso fisico/strofisico costretto a vivere su una carrozzella) afferma che gli alieni sicuramente esistono (e che è meglio evitare il contatto con loro)? Se non ci credete leggetevi questo articolo pubblicato su Il giornale:

[n.d.essse - articolo di 2 anni fa... sempre all'avanguardia il cannaiolo]

Oppure avete sentito dire che se esistono altri mondi abitati essi sono troppo distanti perché le loro civiltà possano entrare in contatto con la nostra. Qualcuno ha diffuso la convinzione che una navicella spaziale non potrebbe mai attraversare le distanze siderali di 100 o 100.000 anni luce; persino viaggiando a velocità prossime a quella della luce quale essere avrebbe mai voglia di spendere migliaia di anni per fare simili viaggi? E pur se teniamo conto della contrazione dei tempi, quale essere vorrebbe poi tornare a casa ritrovandosi in una sorta di futuro nel quale tutti i suoi conoscenti di una volta sono già morti? [per chi non conoscesse la teoria della relatività stiamo parlando di quello che viene detto "paradosso dei gemelli].

La teoria della relatività ha circa 100 anni, e la fisica si sta rapidamente muovendo verso teorie molto più raffinate che risolvano i problemi lasciati irrisolti dalla vecchia teoria quantistica e dalla vecchia teoria relativistica: essi discutono di universi a più di 4 dimensioni, 11 per l'esattezza (teoria delle superstringhe). 

Due punti posti su sulle due facce opposte di un foglio (bidemensionale) sono alquanto lontani se ci limitiamo a guardare il mondo in due dimensioni, ma se consideriamo la terza? Lungo la terza dimensione quei due punti potrebbero essere a meno di mezzo millimetro di distanza!

Le più recenti teorie cosmologiche elaborate dai fisici teorici prevedono la possibilità che noi abitiamo in una sorta di bolla (chiamata universo) che è nata assieme a numerose altre bolle/universo. Insomma potremmo essere confinati in una delle tante bolle di quello che adesso si usa chiamare multiverso .


Per farla breve ne sappiamo ancora così poco della fisica e della cosmologia (che stiamo studiando con metodo scientifico da appena 300 anni) che nessuno può razionalmente escludere i viaggi a velocità maggiore di quella della luce, il contatto con esseri viventi in altri "universi paralleli" che entrano in contatto con noi attraverso qualche strano "effetto tunnell" (non quello quantistico però ...). Le stesse cose le ha dette di recente un altro famoso scienziato Giapponese (ormai reso famoso anche dalle sue frequenti apprizioni televisive).

Si tratta di Mikio Kaku, professore di fisica teorica al “City College and the Graduate Center” dell’ Università di New York, studioso della teoria delle superstringhe, della supergravità, e della fisica adronica. In questo video potete ascoltare dalla sua voce (il video in inglese è sottotitolato) quanto su espresso.


La fisica moderna descrive una "realtà" molto differente da quella che ci appare evidente nel nostro mondo macroscopico: le particelle subnucleari sono in realtà poco più che conglomerati di energia vibrante, secondo la famosa legge E=mc2 ed hanno un comportamento per certi versi simile a quello delle onde. Le particelle spesso si trasformano le une nelle altre, si annichilano con le poprie antiparticelle generando coppie di fotoni ... sempre rispettando la succitata equazione.

Come se non bastasse il principio di indeterminazione di Heisemberg della meccanica quantistica stabilisce che in tempi brevissimi un eccesso di energia può generarsi persino dal vuoto, il che permette la generazione di coppie di antiparticelle (cosiddette "virtuali"): il vuoto non è più vuoto ma un brulicare di particelle dalla brevissima vita, particelle la cui reale esistenza è stata provata anche sperimentalmente, vedi ad esempio l'effetto Casimir.

Anche l'esperimento di Aspect (entanglement quantistico) ha rivoluzionato il comune buon senso dando torto ad Einstein, mentre l'esperimento della doppia fenditura con la scelta ritardata mostra che nell'ambito del piccolissimo (descritto dalla meccanica quantistica) un evento che avviene dopo può influenzare un evento che avviene prima. C'è qualcosa che collega brevemente eventi lontanissimi nel tempo oltre che punti infinitamente lontani nello spazio?

La gravità influenza lo scorrere del tempo e controllando artificialmente la gravità (si stanno già muovendo i primi passi in questo settore) si può controllare lo scorrere del tempo, e poi si potrebbero sfruttare dei "varchi" nella struttura dello spazio tempo. Se teniamo per buona la teoria della relatività generale, afferma il fisico Paul Davies nel suo libro “Come costruire una macchina del tempo” (Mondadori, 2003):
lo spazio­tempo può essere curvato fino al punto di riconnettersi con se stesso, e quindi creare "curve chiuse" sia nello spazio sia nel tempo.
A proposito di fantascienza, leggetevi questo articolo pubblicato su Repubblica, dove si parla di uno studio RIUSCITO sulla lettura del pensiero, o meglio sull'interpretazione dell'attività cerebrale:
http://www.repubblica.it/2006/08/sezioni/scienza_e_tecnologia/lettura-pensiero/lettura-pensiero/lettura-pensiero.html

E poi leggete quali sono i programmi dell IBM (nota azienda che si occupa di computer, tristemente famosa per avere contribuito con la sua tecnologia all'organizzazione dei lager nazisti), leggere nel pensiero, ritirare i soldi con un programma di riconoscimento retinico ... esattamente ciò che si vede nei film di fantascienza:

Insomma la fantascienza è qui adesso ... come le scie chimiche?

E' vero, forse sconvolge il pensiero che ci siano esseri umani che comandano un simile progetto di morte che avveleni un pianeta intero, eppure l'ingente quantità di uranio radioattivo (cosiddetto "impoverito" ma ugualmente molto radioattivo e tossico per ingestione e inalazione) presente nelle bombe e nei proiettili utilizzati nella recente guerra in Libia, così come nelle precedenti guerre in Iraq, Afghanistan, Serbia, è la prova che chi ci governa usa strumenti crudeli di distruzione e di morte che continuano ad avvelenare ed a martoriare il pianeta per i decenni a venire. L'uso di tali armi all'uranio è la prova che i militari eseguono gli ordini senza mai chiedersi se tali ordini siano giusti i sbagliati, che i militari possono benissimo contribuire alla distruzione del pianeta sul quale abitano loro stessi ed i loro figli. 
 
Anche l'uso dell'uranio impoverito è una cosa folle, eppure reale, realissima, nota a chiunque abbia voglia di informarsi.

Sono tutti progetti folli, eppure in qualche modo spiegabili se dietro il sipario ci fossero entità non umane che mirano a sfruttarci, ad impadronirsi del nostro pianeta, a modificarlo per colonizzarlo o ...

Follia? Vi siete dimenticati di come gli Spagnoli abbiano sterminato del 1500 e 1600 gli indigeni del Sud America? O di come altri europei abbiano sterminato nei secoli successivi gli indiani pellirossa del Nord America? Avete dimenticato la tratta degli schiavi, i lager e le altre atrocità notoriamente compiute dall'uomo sull'uomo? Se quella gente che ha schiavizzato interi continenti potesse mettere le mani su un altro pianeta come si comporterebbe secondo voi?

Stephen Howking ci ha avvisato (ma forse non sa o non può dirlo) che qualche entità aliena (quanto meno in senso lato, dal momento che potrebbero trattarsi di esseri che vivono letteralmente in un'altra dimensione).





Personalmente provo profonda avversione per Mikio Kaku, il quale afferma che dobbiamo evolverci verso una civiltà ancora più tecnologica e che chi resiste a questa evoluzione deve essere trattato come un sovversivo. Ciò non toglie che le sue affermazioni siano esatte.


Personalmente non credo troppo alla teoria delle superstringhe e della supersimmetria, facendo mie almeno in parte le critiche del premio nobel Feynman (vedi articolo relativo: http://scienzamarcia.blogspot.it/2010/01/cosmologia-simmetria-bellezza-e-modelli.html). Ciò non toglie che siano teorie interessanti e che in un futuro si pèotranno dimostrare utili ad interpretare molti fenomeni.

Monday, April 23, 2012

Lunatic moon

http://zret.blogspot.co.uk/2012/04/lunatic-moon.html

Lunatic moon

Vorrei valorizzare e ripristinare il semplice gesto di guardare in alto. (J. Hillmann)

Nel racconto intitolato “L’incantesimo della natura”, Dino Buzzati narra di Adolfo Lo Ritto, pittore e decoratore, il cui menage con la moglie Renata, molto più giovane di lui, è rovinato da continue liti ed incomprensioni. Una sera la donna rincasa tardi, dopo aver trascorso – a suo dire – la serata al cinematografo con un’amica. L’uomo, però, pensa che la consorte lo tradisca e la provoca: ella reagisce con volgari insulti. Quindi, per troncare l’alterco, va alla finestra e si affaccia al davanzale…

All’improvviso, sgomenta chiama Alfonso esortandolo a guardare: “Era la Luna, ma non la placida abitatrice delle notti, propizia agli incantesimi d’amore, discreta amica al cui lume favoloso le catapecchie diventano castelli, bensì uno smisurato mostro butterato di voragini. Per un ignoto cataclisma siderale, essa era paurosamente ingantita ed ora, silente, incombeva sul mondo, spandendovi un’immota ed allucinante luce, simile a quella dei bengala.”

Di fronte allo spaventevole spettacolo, mentre si odono schianti di imposte aperte e sbattute, richiami, urla d’orrore, Renata, stringendosi ad Adolfo, lo prega di perdonarla per la sua freddezza. Infine un infernale boato echeggia dalle viscere del mondo… [1]

La potente fantasia di Buzzati ci proietta in uno scenario forse non così implausibile: la Luna potrebbe deviare dalla sua orbita per accostarsi alla Terra o per allontanarsene. Di recente sono state osservate delle anomalie riguardanti Selene: stando ad osservazioni di astrofili, il “nostro” satellite avrebbe subito una rotazione di circa 20 gradi per disvelare parte del suo volto tenebroso. Fu nel gennaio del 2001 che si principiò a notare qualche stranezza: oltre alla rotazione, uno schiacciamento dei poli in concomitanza con un ulteriore indebolimento del campo magnetico terrestre, attenuazione che data dal I sec. d. C.. La N.A.S.A. stessa, quasi sempre incline a censurare ed a disinformare, ha comunicato che le dimensioni del disco lunare si sono accresciute. È’ dovuto ad un avvicinamento? [2]

Il fenomeno si nota soprattutto quando il corpo celeste si trova all’orizzonte: allora appare grosso modo più grande rispetto al normale del 14 per cento nonché più luminoso.

E’ facile intuire quali conseguenze potrebbe determinare una Super Moon: maree, terremoti, crescita delle piante, comportamento di uomini ed animali etc. dipendono dagli influssi del satellite e ci limitiamo alla Selene visibile… La coppia Terra-Luna può essere reputata come un microsistema planetario, viste la notevole mole del satellite che, per una serie di incredibili coincidenze, ruota attorno a Gaia in modo da mostrare sempre lo stesso lato.

Non è l’unico mistero che avvolge la Luna: satellite naturale o, come si azzarda, artificiale, una specie di Morte Nera, come nella saga fantascientifica “Star wars”? Landa disabitata o avamposto di civiltà esterne? Corpo “reale” o proiezione olografica, come sostiene qualcuno? Che cosa si cela poi sulla dark side? [3]

Non sappiamo se, per eventi siderei inattesi, la Luna stia mutando la sua posizione nel firmamento o se, in questo gioco di specchi che è l’universo, stiamo guardando riflessi di riflessi ed ombre di ombre. Resta un dato di fatto: qualcosa nel cosmo, in questo annus fatidicus, appare cambiato e forse tali cambiamenti, che non riguardano solo la Luna né solo i fenomeni, sono il preludio di una più profonda trasformazione.

La breve storia di Buzzati, oltre ad essere un mirabile saggio di bravura nel sapiente spartito narrativo e per l’incantato realismo, è un implicito monito a non indulgere alle ingombranti quisquilie della vita quotidiana, uno sprone a guardare oltre. Sempre.

[1] Il testo appartiene alla raccolta “Sessanta racconti”.

[2] Nella serie televisiva di fantascienza “Spazio 1999”, ideata nel 1973 da Gerry e Sylvia Anderson, si immagina che un’esplosione nucleare sbalza la Luna dalla sua orbita. La finzione talvolta si intreccia alla realtà.

[3] Alcuni ricercatori pensano che anche Phobos, uno dei due satelliti di Marte, sia artificiale… un’ipotesi lambiccata?

Articolo correlato: Freeskies, Rotazioni lunari, 2012

Tuesday, January 3, 2012

Il film Avatar, il legame, l'ambientalismo di regime e la teoria/culto di Gaia

http://scienzamarcia.blogspot.com/2012/01/il-film-avatar-il-legame-lambientalismo.html

Il film Avatar, il legame, l'ambientalismo di regime e la teoria/culto di Gaia


La trama del famosissimo film avatar per tanti versi non è diversa da quella dei vari film sugli indiani/indigeni e sugli occidentali violenti che si impossessano dei loro territori, delle loro risorse, delle loro ricchezze, con totale disprezzo per vita dei "popoli inferiori". Ad un'analisi superficiale potrebbe sembrare la solita storia a lieto fine di Davide che sconfigge Golia con un intervento semi-divino, dei deboli buoni che sconfiggono il potente cattivo, del bene che alla fine dopo mille traversie trionfa sopra il male.

In più ci sono ovviamente effetti speciali eccezionali, tecniche di rendering digitale impressionanti che costruiscono artificialmente una meravigliosa natura selvaggia con panorami fantastici; e non mancano le lotte, gli inseguimenti e i combattimenti di rito (la cosa sicuramente pià noiosa del film).

Ma c'è da chiedersi come mai un film costato quanto mai nessun altro al mondo, campione di incassi, e quindi inserito a pieno titolo nella logica del sistema capitalistico, dovrebbe criticare tanto a fondo l'ideologia di rapina dell'imperialismo.

Prima di dare alcune possibili risposte credo sia il caso di osservare e rimarcare alcuni particolari non poco inquietanti di questa produzione cinematografica colossale.


1) Il più costoso nonché più redditizio film della storia è un film di fantascienza che tratta di una invasione aliena (dove gli invasori sono gli umani terrestri) per depredare in un pianeta che ospita una civiltà meno avanzata. In tale pianeta (Pandora) la popolazione è divisa in molte tribù, che ritrovano l'unità nel corso della difesa del loro pianeta dall'invasore. Se è vero che le élite occulte che avvelenano ed opprimono il nostro pianeta vogliono giocare la carta della finta invasione aliena per giustificare l'unificazione del pianeta sotto un unico governo (con una sola polizia internazionale, e una sola banca che emette denaro elettronico) film come Indipendence Day o Avatar potrebbero avere una comune funzione "educatrice" per abituare l'umanità ad associare l'invasione aliena alla coalizione planetaria con instaurazione del governo mondiale.


2) Gli indigeni di Pandora si connettono neuralmente (il legame) sia con destrieri quadrupedi che con rettili volanti per cavalcarli e farsi obbedire (cosa che diciamolo pure, sarà comoda ma non molto rispettosa nei confronti di quelle bestie), e si connettono neuralmente anche con un sistema ramificato ed interconnesso simil-neurale formato dagli alberi (sacri) del pianeta. In questo processo di connessione neurale, che avviene tramite l'estremità di una treccia di capelli che funge da connettore c'è anche (come viene detto nel film) un caricare/scaricare dati da e nel sistema. Tutto ciò richiama un po' troppo l'orribile progetto del transumanesimo che vuole "potenziare" l'essere umano trasformandolo in un ibrido-uomo-macchina, modificandolo geneticamente, magari impiantandogli un microchip per connetterlo ad una rete gestita dai computer.

3) Gli esseri umani per potere "muoversi liberamente" su un pianeta con un'atmosfera tossica per loro e per potere interagire coi nativi usano dei corpi ibridi uomo-alieno ottenuti con una contaminazione umana del DNA dei nativi stessi. Tali corpi di per sè inanimati (anche nel senso letterale, ovvero senza anima) ma biologicamente funzionanti, vengono comandati da remoto attraverso una macchina che può essere gestita solo dall'uomo che ha donato il DNA al suo ibrido (l'avatar per l'appunto), e questo sembra adombrare la questione della genetica ondulatoria, ovvero il fatto che il DNA sia anche una sorta di antenna rice-trasmittente per collegare e coordinare tutte le cellule che contengono lo stesso identico DNA. L'avatar in sé invece richiama temi ufologici che per quanto apparentemente assurdi non sono di per sé peregrini vista la situazione che stiamo vivendo (a volte viene da chiedersi se già adesso essere non umani e/o non terrestri stiano comandando da remoto o possedendo dei corpi umani); come già visto in un altro articolo, altri racconti di fantascienza sviluppano tale tematica.

Detto questo credo sia importante riflettere su quanto scritto nell'articolo avatar new-age e neospiritualismo sul blog Tra cielo e Terra dove si osserva correttamente che:

L’aspetto più importante del film, però, è il messaggio religioso che viene veicolato, un vero e proprio catechismo di massa di quel neospiritualismo che da qualche decennio a questa parte si sta diffondendo quale vero e proprio culto dominante nella società occidentale, e non solo.
Lo stesso pianeta Pandora altro non è se non la fedele trasposizione di Gaia secondo la visione dello scienziato inglese James Lovelock, per anni tra i principali punti di riferimento del movimento New Age.
Secondo tale visione, detta teoria di Gaia, il pianeta terra nel suo complesso consiste in un enorme organismo vivente, in cui ogni creatura vegetale animale e minerale compartecipa nell’equilibrio generale, nello stesso modo in cui un organismo vivente è composto da cellule e tessuti.
L’uomo, in questo scenario, rappresenta solo uno degli elementi che compongono il sistema, ed il suo ruolo assume un carattere più negativo che vitale per l’equilibrio generale, una idea fatta propria dal movimento ambientalista moderno.
[sarebbe il caso di approfondire la figura di questo folle Lovelock, che inneggia al nucleare e che sostiene la geoingegneria - n.d.R.]

In Avatar, quindi, Pandora assume tutte le caratteristiche della Gaia descritta da Lovelock: nel pianeta ogni creatura è interconnessa con tutte le altre, ed il tutto compartecipa nel grande spirito di Eywa, la Dea Madre venerata dal popolo dei Na’vi.
Il  culto di una Grande Madre è un altro rimando ai movimenti neospirituali moderni che si rifanno ai culti ctoni del passato, trasfigurandone il senso originario.
A differenza della concezione delle religioni tradizionali, dove la natura viene concepita quale creazione e manifestazione della divinità, questi culti moderni concepiscono la natura come divinità a sé stante, concetto messo in evidenza nel film di Cameron, dove il culto dei nativi è indirizzato direttamente allo spirito di Eywa, una presenza tangibile e concreta di carattere ctonio, terrestre
Si potrebbe facilmente cadere nell’errore di accomunare la spiritualità descritta nel film con quella di popolazioni che per secoli hanno mantenuto dei culti che riservavano un grande rispetto per la natura e le sue creature, come ad esempio fece la cultura dei nativi americani.
Ma mentre per tali culture il creato meritava venerazione in quanto emanazione di un grande spirito trascendente, identificato principalmente con Manitù, per i Na’vi la Grande Madre consiste nel pianeta stesso.
La differenza è sottile ma sostanziale, e l’incomprensione di tale difformità rappresenta un’altra delle caratteristiche dottrinali dei movimenti neospiritualisti moderni.

Friday, September 2, 2011

Il remake di UFO - Shado in versione per il grande schermo ed alcune ipotesi sulle "entità aliene"

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Il remake di UFO - Shado in versione per il grande schermo ed alcune ipotesi sulle "entità aliene"


Il vecchio telefilm di fantascienza "UFO - Shado", quello col comandante Straker per chi se lo ricorda, avrà un seguito nel film che è in via di registrazione e che, secondo quanto afferma il sito ad esso dedicato, dovrebbe essere pronto per l'estate del 2013.

Nel telefilm il comandante Straker dirige un'organizzazione militare segreta internazionale impegnata a respingere le sortite predatorie di alieni umanoidi, una razza con seri problemi di salute, fisicamente degenerata, che ha bisogno per sopravvivere di sostituire i propri organi difettosi con quelli umani.


Adesso, a più di trent'anni di distanza, ripensando alla trama del telefilm mi vengono un poco i brividi; esistono infatti esistono qui sulla terra dei predatori di organi, anche se non sono umanoidi ma umani, ed anche se gli organi trapiantati spesso fanno morire anche il ricevente o gli fanno vivere una vita ben misera.

In passato alcuni ufologi come Ron Rummel hanno riferito di entità aliene predatorie nel senso più letterale del termine, ovvero interessate a predare i nostri corpi. Difficile avere certezze in riguardo, sebbene il modo in cui morì Rummel da adito a molti sospetti. Di sicuro un aspetto predatori in senso lato, da parte di qualche entità è verosimile, il problema è che tali entità sono difficili da identificare con certezza, così come è plausibile pensare ad entità a noi benevole, anche loro di difficile identificazione.
Il problema si complica dal momento che ci troviamo in un'epoca in cui tutti i governi annunciano "disclosure" (ovvero rivelazioni, aperture di archivi prima secretati sulla questione UFO) e questo dovrebbe fare sentire puzza di bruciato a chi ben sa come i governi siano impegnati nella gestione della velenosa operazione di irrorazione aera.

Quando enti militari e governi, anzi, spesso proprio l'aereonautica militare, si impegnano per rendere pubbliche alcune informazione sugli UFO, dovrebbero venire in mente quelle orride scie (persistenti e non) che ammorbano l'aria di tutto il pianeta da qualche anno a questa parte, e che a volte trasformano un cielo azzurro in una orrida poltiglia biancastra.

Possiamo quindi fidarci di queste operazioni di (parziale) rilascio di informazioni? Le informazioni più scottanti ovviamente vengono tenute strettamente nascoste, e quelle il cui rilascio può servire a influenzare l'opinione pubblica (nella direzione voluta dall'élite occulta che ci governa) vengono rilasciate.

Cosa realmente vogliono farci credere coloro che ci governano è difficile saperlo con certezza, ma siamo in molti a sospettare che essi vogliano prepararci a loro modo ad un incontro con gli "alieni" del tutto posticcio, o quanto meno da loro artificialmente camuffato. Voglio dire che si potrebbero prospettare due ipotesi almeno (si consiglia la lettura preliminare degli articoli sul progetto blue beam):

1) Velivoli terrestri dotati di motori ed armi avveniristici, e tenuti finora segreti (magari alcuni nascosti negli hangar dell'Area 51) potrebbero venire teleguidati o pilotati da militari ciecamente obbedienti per simulare un attacco alla terra. In tal caso, come nel caso dell'11 settembre, ma su più ampia scala, il finto attacco servirebbe come scusa per instaurare una dittatura (questa volta su scala globale). La creazione di un finto nemico serve sempre a dare maggior potere a chi già governa ed a fornirgli una scusa per assumere poteri eccezionali; l'impatto psicologico sarebbe tale da far passare per nemici della terra tutti coloro che potrebbero denunciare il coinvolgimento governativo. Dopo qualche tempo altri veicoli (UFO terrestri) potrebbero prendere il volo per sconfiggere il finto nemico ed aumentare il prestigio dei governanti. Di mezzo ci sarebbero milioni di persone morte nel corso di questa guerra fantascientifica, nella quale le scie chimiche potrebbero servire come mezzo per l'utilizzo di armi al plasma.

2) Alieni veri potrebbero accorrere in nostro aiuto (magari con sonde telecomandate) per distruggere impianti o infrastrutture funzionali al Nuovo Ordine Mondiale. In tal caso si potrebbero far passare gli alieni buoni per cattivi invasori da respingere con ogni mezzo in uno scenario simile a quello già visto al punto precedente, e magari addirittura presentare delle entità aliene a noi ostili come i nostri salvatori dalla finta invasione.

Pura fantasia? In fondo a volte nei film di fantascienza hanno dipinto degli esseri rettiolodi come nostri nemici e delle volte degli esseri umanoidi, e tale incongruenza da parte del mondo del cinema (il cui scopo è divertire indottrinando e bombardando di messaggi manipolativi) fa sorgere qualche dubbio.

Di sicuro è più fantastico immaginare che 19 arabi col taglierino in mano abbiano costretto centinaia di persone a farsi uccidere facendo schiantare due aerei contro le torri gemelle, e di sicuro vivere sotto un cielo che fin troppo spesso è completamente coperto dalle scie chimiche, mentre la popolazione umana fa finta di niente, ci catapulta in uno scenario che di per ha dell'incredibile e del fantascientifico.

Io spero sinceramente che quanto menzionato ai punti 1 e 2 non debba succedere, ma sono sicuro che in ogni caso chi ci governa sta preparando per noi un futuro per niente bello.

Di sicuro se film come questo (UFO - Shado) servono a manipolare la gente in vista di un simile obiettivo, l'operazione non avverrà prima dell'estate del 2013, se no a che servirebbe la diffusione del film?

Thursday, May 5, 2011

Il film "il Giappone sta affondando" (The sinking of Japan) ed il catastrofismo mediatico

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Il film "il Giappone sta affondando" (The sinking of Japan) ed il catastrofismo mediatico


Qui sotto il video del Trailer del film Sinking of Japan (L'affondamento del Giappone) realizzato nel 2006;

Notare intorno al secondo 22 il cielo disseminato di scie chimiche.


Ed ecco la trama come descritta dal sito fantafilm
Sfidando lo scetticismo dei colleghi scienziati, il professor Tadokoro è giunto alla sconcertante conclusione che, in meno di un anno, l'intero arcipelago nipponico verrà risucchiato nel mare a causa dell'imminente collisione di due gigantesche placche tettoniche in movimento nell'Oceano Pacifico. Quando il Giappone comincia ad essere investito da una serie anomala di sciami sismici accompagnati da eruzioni vulcaniche e devastanti tsunami, il Primo Ministro Yamamoto decide finalmente di attivare un piano di evacuazione del paese ed intavola febbrili trattative con i governi del resto del mondo affinché accolgano i milioni di profughi in fuga. Mentre scatta il disperato esodo della popolazione, Tadokoro gioca l'ultima carta per evitare la tragedia invocando l'impiego di potenti bombe termonucleari subacquee...
Ispirato al romanzo di Sakyo Komatsu, già portato sullo schermo nel 1973 (Pianeta Terra: anno zero), il film rilancia le prevedibili situazioni del "disaster movie" - il concitato intreccio delle vicende personali dei protagonisti travolti nel dramma di una catastrofe naturale - aggiornandole con le più recenti tecnologie degli effetti speciali. Lo spettacolo è garantito, anche se su tutta la vicenda domina una imbarazzante sensazione di "già visto".


Detto questo non possiamo dire con certezza che il film preconizzi quanto stia avvenendo (almeno per adesso no, anche se l'enorme fall-out radiattivo non è certo un buon segnale).

E' da notare però il crescendo con cui vengono realizzati, prodotti, diffusi libri, serial televisivi e film che preconizzano scenari catastrofici. Il film e venne il giorno, di cui abbiamo parlato nel finale in un recente articolo è solo uno dei tanti, ci sono infatti decine e decine di libri, film, serie televisive che trattano dei cataclismi che ci attendono nel 2012, di una nuova era glaciale, di asteroidi che devastano la terra e così via parlando.

Alcuni di essi si sono per altro realizzati in una maniera sin troppo simile a quella descritta dalla "fantasia" del regista e dello sceneggiatore, vedi i casi di flashforward che prevede esattamente la moria di uccelli e del film Knowing che preconizza il disastro della piattaforma petrolifera incendiatasi nel golfo del Messico.

Mentre vogliamo sperare che il film The sinking of Japan non si avveri, non possiamo fare a meno di notare però che sembra di assistere ad una notevole manovra tesa a convincerci che sta arrivando una sorta di "fine del mondo", un "cambiamento epocale", un periodo di grossi sconvolgimenti causati dal "cambiamento climatico". Forse ciò, come già osservato più volte, corrisponde non solo ad una manifesta volontà di programmazione, ma anche ad una sorta di rituale, di evocazione.

Per altro vogliono convincerci che la colpa di molti dei disastri contemporanei è nostra, di noi miseri cittadini qualunque che veniamo accusati di violentare la terra producendo anidride carbonica, e non dei potenti che ci manipolano, ci sfruttano ed impongono politiche che avvelenano l'ecosistema.

L'ostentazione delle scie chimiche nel trailer di questo film non è quindi per niente causale, ma fa parte della "rieducazione delllo spettatore", che deve assimilare il messaggio subliminale che le scie velenose sono naturali.





Monday, May 2, 2011

L'anno dei dominatori - parte 1

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L'anno dei dominatori - parte 1


L'anno dei dominatori è un romanzo di fantascienza scritto nel 2003 da Ian Watson, autore noto per la raccolta Cronomacchina molto lenta, ma famoso soprattutto per avere scritto la sceneggiatura del film A.I.: Intelligenza Artificiale (diretto da Steven Spielberg, ma basato su un racconto di Brian Aldiss rielaborato da Stanley Kubrick).

Il libro narra di un neonazista norvegese che sul finire della guerra aveva compiuto un sacrificio umano nel corso di un rituale di magia nera e che, sul punto di terminare la sua vita, cerca di rievocare quel potenziale energetico per riuscire a reincarnarsi mantenendo la consapevolezza di chi era stato nella vita che stava finendo.

Passano gli anni ed il vecchio neonazista lo ritroviamo già reincarnato sotto forma di un biondo ragazzo che è diventato adolescente in un momento cruciale per la storia dell'umanità, quando (nel 2010 secondo la trama del libro, ma guarda un poco che previsione precisa) il mondo si trova sull'orlo di un tracollo non solo economico, ma anche politico e ambientale con guerre regionali oltre ai crolli in borsa.

Coincidenza vuole che proprio allora, quando il pianeta terra con tutti i suoi abitanti rischiava di fare una brutta fine, sono arrivati gli alieni a proporre uno strano scambio: tecnologia pulita per risolvere tutti i mali dell'umanità in cambio dell'introduzione di un particolare tipo di droga, verso la quale vennero indirizzati i tossicodipendenti eroinomani I governi di molte nazioni tra le quali la Gran Bretagna (ove è ambientato il libro) e la Russia accettano la "stravagante" proposta, mentre i gruppo di dissidenti (i "Patrioti Umani") vengono messi a tacere e addirittura confinati in un campo all'interno di una foresta.

Questa nuova strana droga introdotta dagli alieni causa alla gran parte dei consumatori (dopo un uso prolungato nel tempo) solo un po' di intontimento; solo una minoranza di consumatori cade alla fine in uno stato letargico da cui non si può più riprendere. Sono questi i corpi dei cosiddetti "fantocci" che vengono poi abitati dai "finti uomini" ovvero dalle coscienze degli alieni che si incarnano in essi.

Due agenti segreti alle dipendenze del governo britannico cercano a loro modo di fare luce sulle reali intenzioni degli alieni, e si ritrovano ad indagare proprio su quello strano ragazzo (il nazista reincarnato), che dopo avere preso la droga ed essersi ridotto ad un fantoccio è riuscito (non si sa bene per quale miracolo) a ritornare in sé, a riprendere il controllo cosciente del proprio corpo.

A questo punto al ragazzo vengono forniti un po' di soldi, viene installato a tradimento un microchip nella spalla, ed i nostri agenti segreti lo fanno seguire anche da alcuni insetti-robot dotati di sistemi di registrazione.

Molto bravo allora questo autore a figurarsi il futuro, diciamolo pure, ormai prossimo, visto che il libro è stato scritto appena pochi anni prima della grossa crisi economica del 2009/2010.

In fondo alcune cose potrebbe averle intuite con la sua sensibilità, eppure potrebbe anche essere stato messo a parte di alcuni segreti, come a volte capita a molti scrittori che hanno successo. Il fatto che entità aliene e/o umane possa presto presentarsi come "salvatori del pianeta" dopo un periodo di grande crisi economica, politica e ambientale (con guerre annesse) regalando una tecnologia innovativa (in realtà esistente da tempo ma opportunamente nascosta) è uno scenario che alcuni di noi blogger che denunciamo il Nuovo Ordine Mondiale hanno prospettato da tempo. Potrebbe essere la polpetta avvelenata per accalappiare definitivamente le masse e far loro digerire una delle ultime fasi di creazione del NWO. Nel libro in questione si fa riferimento esplicito alla fusione fredda.

Anche il fatto che entità non umane possano volere appropriarsi di uomini ormai ridotti a gusci vuoti privi di coscienza è una ipotesi già contemplata, sebbene sia difficile comprendere appieno chi muova i fili di questa orrenda cospirazione contro l'umanità (che si dispiega chiaramente in questi anni in cui i cieli sono coperti da bianchi sudari chimici), e chi manovri dietro il sipario.


Cosa molto curiosa, l'autore Ian Watson ha scritto di recente una serie di racconti (The Beloved of My Beloved) assieme allo scrittore italiano Roberto Quaglia, di cui avevo sospettato il ruolo di gatekeeper; guarda caso costui dieci mesi dopo che gli avevo scritto a proposito delle scie chimiche (chiedendogli di occuparsene nel suo sito) improvvisamente mi risponde pochi giorni dopo che ho pubblicato quell'articolo. Coincidenze? Impossibile crederlo.

Quasi mi dimenticavo, la droga portata dagli alieni nel libro "L'anno dei dominatori" è creata con mezzi di nano-bio-tecnologia ... vi ricorda qualcosa? A me i polimeri rilasciati con le scie chimiche e portatori del morbo di morgellons.

Sunday, September 19, 2010

La guerra dei mondi: nevrosi individuale ed isteria collettiva

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La guerra dei mondi: nevrosi individuale ed isteria collettiva

Nel 2005 Steven Spielberg riprese il classico della fantascienza, "La guerra dei mondi" (1953), che, a sua volta, si richiama, tramite la mediazione radiofonica di Orson Welles, alll'omonimo romanzo di H.G. Wells (1898).

La pellicola focalizza l'attenzione sulla famiglia di Ray Ferrier (Tom Cruise) con i figli, Robbie (Justin Chatwin) e Rachel (Dakota Fanning). Spielberg ed i due sceneggiatori, David Koepp e Josh Friedman, più che dimostrare sensibilità nella rivisitazione del modello, offrono forse involontariamente uno spaccato della società statunitense la cui vuota routine è sconvolta dall'invasione degli extraterrestri. La pittura di un mondo consumistico ed inutile, habitat di sorde nevrosi, è, nel suo realismo, irritante in massimo grado molto più degli eccessi narrativi di un'opera non priva di qualche pregio, come la claustrofobica suspense e la bella fotografia dominata da un rosso sangue potentemente simbolico.

La recitazione sopra le righe di Robbie Chatwin e di Dakota Fanning (più misurata ed efficace è l'interpretazione di Tom Cruise) ben rende frustrazioni e risentimenti covati all'interno del nucleo familiare. Credo tuttavia che i due giovanissimi attori non abbiano dovuto faticare molto per esprimere questo tratto caratteriale tipico di una middle class viziata, il cui unico "valore" è la vacanza in Europa o l'ultimo fiammante modello di automobile. E' la classe che, dopo essersi indebitata con mutui stratosferici, per acquistare un villino e per inseguire un tenore di vita sprecone, ora si trova, per via della crisi economica globale, senza lavoro e con la casa ipotecata.

Bene è anche ritratta l'isteria collettiva della gente che, di fronte alla morte ed alla devastazione causate dall'improvviso e feroce attacco alieno, manifesta, in tutta la loro volgarità, violenza, egoismo, vigliaccheria... I discorsi sulla nobiltà del genere umano e sull’aiuto reciproco si rivelano per quello che sono: predicozzi inconsistenti da annoiata omelia domenicale.

Gli eroicomici (più comici che eroici) slanci dell'adolescente pazzoide e le gesta muscolari di Ray appartengono all'oleografia del cinema hollywodiano, ma pure all'infantile mentalità dello statunitense medio, fanatico ed ottuso, molto più spaccone (con i deboli) che intrepido.

Nella fuga dei protagonisti in automobile sotto la pioggia, mentre una folla disperata ed inferocita tenta in ogni modo di impadronirsi del mezzo che potrebbe costituire una chance di salvezza, il film offre il meglio di sé, grazie alla tensione ed alla crudezza delle inquadrature. Qui gli uomini, sia pure nella credibile finzione cinematografica, danno il peggio di sé... in molti casi, l'unica cosa in grado di dare.