L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

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Sunday, April 24, 2016

L'alluminio frena la crescita delle piante (articolo di Beatrice Salvemini)


http://www.tankerenemy.com/2016/04/lalluminio-frena-la-crescita-delle.html

Ovviamente l'articolo non fa alcun cenno alle scie chimiche che, ricordiamolo, SONO UNA CAZZATA.
Inoltre mi pare inutile sottolineare che l'immagine utilizzata dallo Strakkino è, ovviamente, taroccata.

L'originale è questa












e la trovate qui.

https://archive.is/6stUh


Thursday, June 19, 2014

Gli ultimi giorni del pianeta Terra

http://www.tankerenemy.com/2014/06/gli-ultimi-giorni-del-pianeta-terra.html

Gli ultimi giorni del pianeta Terra


Even though we can’t afford, the sky is over. Anche se non ce lo possiamo permettere, il cielo è sparito. (Serj Tankian, The sky is over)

Disfacimento

E’ proprio necessario riportare fonti e tradurre articoli per dimostrare che, se non accadrà un miracolo, il pianeta e l’umanità sono spacciati? Non occorre elencare i flagelli che stanno colpendo una Terra già fortemente provata da un modello di “sviluppo” aberrante.

Dalle radiazioni di Fukushima alle diuturne, esiziali operazioni di geoingegneria abusiva, dalle contaminazioni di ampie aree a causa dell’uranio impoverito alle discariche ed agli inceneritori che avvelenano l'aria, il suolo e le falde acquifere, dal traffico di rifiuti tossici alla deforestazione, dall’acidificazione degli oceani a causa del rilascio di gas naturale al deterioramento dell’ozonosfera, dall’estinzione di numerose specie viventi all’inquinamento elettromagnetico, è tutto una sequela di disastri da tempo annunciati, invano denunciati.

Gaia sembra ormai una bolgia dantesca. Si respira un’atmosfera da basso impero: il disfacimento, però, a differenza di quanto accadde nel III secolo, non è la ripercussione di un concorso di eventi sfavorevoli, quanto il risultato di un declino programmato in cui le parole d’ordine sono “crisi” e “devastazione”. Sono ferite inferte ad un’umanità sempre più debole e disorientata, blandita solleticando un fatuo narcisismo, una mal intesa e distorta rivendicazione di diritti.

Il gonzo di Firenze

Il sistema agisce per ledere e distruggere, ma sempre mascherando le sue azioni perverse che sono presentate come benefici: una campagna per le vaccinazioni, un’iniziativa per “tutelare” l’ambiente, una raccolta di fondi per compiere ricerche su una “malattia genetica rara”, una legge per combattere la disoccupazione… Ogni intervento, nel mondo orwelliano in cui siamo costretti a sopravvivere, va letto al contrario.

Probabilmente lo scenario più agghiacciante, ma spacciato per mirabolante innovazione a favore dei cittadini, è quello prospettato dal gonzo di Firenze: costui ha anticipato che presto ogni italiano riceverà un codice per consentirgli di gestire tutte le esigenze (rapporti con la pubblica amministrazione, movimenti di denaro, fruizione di servizi, istruzione…). E’ palese l’intento: digitalizzare l’intero spettro delle attività per trasformare gli individui in numeri che possono essere cancellati pigiando un tasto.

Che sia stato un minus habens a preannunciare il marchio, non cambia la sostanza delle cose, giacché il giullare tosco è il portavoce di poteri forti, gli stessi poteri che fomentano conflitti in ogni dove, tramano “rivoluzioni”, depredano risorse, massacrano intere etnie. Le loro parole sono di miele, ma il loro cuore è gonfio di fiele. Dai pulpiti, dalle logge, dalle tribune essi proclamano a gran voce di volersi adoperare per la pace, per la libertà e giustizia, ma covano un odio feroce che li sprona a scatenare guerre, a schiacciare i popoli, a prevaricare.

Una via d’uscita

Il cantante statunitense di origini armene, Serj Tankian, nell’epica canzone intitolata “The sky is over” (Il cielo è sparito), grida il suo dolore di fronte ad un mondo dilaniato in cui i carnefici rovinano paesi ed economie, dove la noncuranza della massa impedisce e rinvia la presa di coscienza, il semplice gesto, per dirla con James Hillman, di “guardare in alto”. “Guardare in alto” non significa solo – ed è già pratica auspicabile – volgere gli occhi al firmamento per prendere contezza della sua tragica metamorfosi, ma soprattutto preservare quell’attitudine a vedere oltre le contingenze e la superficie, ad intraprendere un percorso difficile ma significativo verso un riscatto risolutivo. E’ un’attitudine del tutto negata a disinformatori vecchi e nuovi, ai Quisling, ai persecutori a cottimo, ai ciarlatani scientisti. Il loro attuale successo, il loro ignominioso trionfo, conseguito grazie al sostegno dell’establisment e ad una corruzione capillare, è caparra di una disfatta ingloriosa, definitiva.

Monday, March 3, 2014

Scie chimiche: precisazioni semantiche

http://www.tankerenemy.com/2014/03/scie-chimiche-precisazioni-semantiche.html

Scie chimiche: precisazioni semantiche


Ormai l’espressione “scie chimiche” è conosciuta pure dai non addetti ai lavori: comincia a diffondersi, sebbene purtroppo attraverso i canali della disinformazione, anche tra la gente comune. Qual è l’origine della dicitura in oggetto e quale campo semantico occupa? Sono necessarie alcune precisazioni lessicali.

"Scie chimiche" è un sintagma derivato dall'inglese "chemtrails", a sua volta forma sincopata di “chemical trails”. Il termine “chemtrails”, di origine militare, figura nello “Space preservation act”, una proposta di legge presentata nel 2001 dal deputato del Congresso Denis Kucinich. Il parlamentare statunitense chiese la messa al bando di tutte le armi esotiche, incluse appunto le chemtrails. La sua proposta di legge fu poi approvata ma con drastici tagli: il riferimento a tutte le armi esotiche fu espunto.

Il lessema “chemtrails” è modellato sul vocabolo “contrails” (da condensation trails), scie di condensazione, termine che risale al 1940-45. E’ palese che anche l’acqua e gli altri gas incombusti delle del tutto eccezionali scie di condensa, sono composti chimici, ma nei codici linguistici la parole (la consuetudine dei locutori che legittima le scelte paradigmatiche), come ci insegna De Saussure, determina e qualifica spesso significati, accezioni, ambiti d’uso. [1] Perciò l’espressione “scie chimiche”, sebbene imprecisa sotto il profilo squisitamente scientifico, è quanto mai adatta a definire tutti quei veleni dispersi deliberatamente nella biosfera attraverso aerei civili e militari. Così sono appropriate, quantunque non molto frequenti, le iuncturae “scie tossiche” o “scie velenose”. Il termine “chemtrails” tuttavia, con i suoi equivalenti italiano e spagnolo (estelas quimicas) ha il crisma e l’avallo della matrice militare. Errano dunque coloro che lo evitano, come se fosse di registro colloquiale o destituito di autorità semantica.

Certamente l’espressione “geoingegneria clandestina” (o illegale o abusiva) è più calzante: essa designa tutte quelle criminali operazioni volte a trasformare i biomi, a modificare gli equilibri naturali per mezzo della massiccia e quotidiana dispersione di composti chimici spesso in sinergia con l’irradiazione di campi elettromagnetici di differente intensità e frequenza. Visto che il complesso militare-industriale mira a stravolgere i processi biologici, ancora più preciso si rivela il sostantivo “biogeoingegneria”, cioè manipolazione della vita, a cominciare dal D.N.A., associata ad interventi che incidono sui fenomeni meteorologici, climatici e tettonici della Terra. Il pianeta con i suoi abitanti diventa un gigantesco teatro di attività illecite e di folli, pericolosi esperimenti.

La “geoingegneria ufficiale”, infine, è la classica foglia di fico per tentare di coprire o di giustificare le operazioni distruttive sopra descritte: formalmente essa sarebbe finalizzata a ridurre il cosiddetto “riscaldamento globale” o addirittura a ripristinare lo strato di ozono. E’ ovvio che è una truffa sia materiale sia linguistica. Per questa ragione, quando ci si riferisce alle iniziative scellerate del sistema, il sostantivo geoingegneria è sempre abbinato all’aggettivo “clandestina” o ad attributi di simile valore.


[1] In glottologia per asse paradigmatico si intende l’insieme dei vocaboli che il locutore seleziona spesso in modo inconscio o comunque irriflesso per accordarli nell’enunciato e nel discorso. Si contrappone all’asse sintagmatico, ossia alla struttura combinatoria di tipo sintattico-lineare. E’ una differenza che si deve considerare, quando si disserta sui fenomeni linguistici, sebbene siamo consapevoli che tale ragionamento non si può esigere dai negazionisti, ignoranti e stolti per definizione.

Monday, January 13, 2014

Extraterrestri, le radici occulte di un mito moderno

http://zret.blogspot.co.uk/2014/01/extraterrestri-le-radici-occulte-di-un.html

Extraterrestri, le radici occulte di un mito moderno

Gianluca Marletta ed Enzo Pennetta sono autori di un libricino intitolato “Extraterrestri, le radici occulte di un mito moderno”, 2011. Il testo si situa nel solco della saggistica xenologica che ascrive in toto il fenomeno U.F.O. a dimensioni occulte di natura non fisica. Tempo fa, esprimemmo un giudizio severo che oggi ci sentiamo globalmente di confermare. Quali sono le ragioni di tale valutazione?

In primo luogo, nel già ripetitivo panorama della letteratura ufologica, il titolo dei due autori non aggiunge alcunché di nuovo: numerosi studiosi, troppo celebri per essere menzionati, già formularono ed esplorarono l’ipotesi parafisica. Transeat: è possibile comunque che si intenda proporre un taglio personale all’interpretazione in esame.

Ciò che non convince è l’approccio riduzionista a causa del quale tutti gli aspetti hard dell’Ufologia sono ignorati a favore di una lettura che, pur legittima, è opinabile quando diventa esclusiva, apodittica. Il rigetto delle caratteristiche materiali elimina ipso facto il problema del terraforming, dell’ibridazione genetica, delle misteriose mutilazioni animali, dalla retroingegneria (si pensi alla notevole testimonianza del Tenente Colonnello Philip J. Corso). Sono questioni che è arduo negare, ma pure facile omettere per non essere accusati di essere dei visionari.

E’ questo il limite maggiore: la tesi è enunciata, senza avvertire la necessità in qualche modo di dimostrarla. E’ così che si getta tutto nello stesso calderone: lo spiritismo ottocentesco, il contattismo, l’archeologia spaziale, gli oggetti volanti non identificati...

Se cardine della ricerca è il discernimento, allora il testo in oggetto non è una ricerca. Si consideri solo il caso del contattismo, molto più complesso di com’è presentato, non riconducibile sic et simpliciter all’occultismo. Vero è che gli ufonauti incontrati da Adamski e dai numerosi epigoni lasciano intuire, di là dai mirabilia tecnologici e dalle apparenze angelicate, obiettivi, se non malevoli, ambigui, ma sarebbe auspicabile adottare criteri più duttili. Quando si affrontano temi controversi, come quelli connessi alla Xenologia, occorre affinare e calibrare gli strumenti interpretativi: è come se un orefice usasse pinze e tenaglie per lavorare l’oro.

Un altro aspetto ci sembra minare la fatica di Marletta e Pennetta: l’opposizione, ormai obsoleta e rude, tra ipotesi parafisica ed ipotesi extraterrestre. A ben vedere, i due orizzonti non sono così lontani: è possibile che una civiltà, dopo aver toccato il culmine del “progresso” tecnologico, abbandoni la tecnica per procedere lungo la via dei poteri psichici, del dominio della materia e dello spazio-tempo attraverso il pensiero. Ad esempio, nell’India vedica dèi, semidei ed eroi ora impiegano la tecnologia ora ne sono svincolati. Lo stesso termine “loka”, in sanscrito, designa sia il pianeta fisico sia un mondo sovradimensionale: invero, realtà fisica ed iperfisica coesistono e si compenetrano, anche se, quasi sempre noi percepiamo solo la prima, anzi una sua piccola frazione. Un Venusiano non deve per forza provenire dal pianeta materiale che chiamiamo Venere.

Pertanto se nella Bibbia ed in altri libri tradizionali alcuni specialisti scorgono “angeli” in carne ed ossa nonché macchine volanti, mentre altri ricercatori vedono immagini sciamaniche e fenomeni eterici, probabilmente hanno ragione entrambe le categorie di studiosi. Si tratta di stabilire dove il testo o l’esperienza descrivono un referente concreto e dove, invece, un simbolo, pur nella consapevolezza che tale distinzione può essere sfumata. Lo stesso vale per la fenomenologia ufologica, il cui versante tecnologico (viti e bulloni), sebbene sia da ridimensionare, non può essere escluso del tutto, pena la creazione di una grisaille in cui si confonde tutto ed il contrario di tutto: esoterismo, occultismo, New age, scienza di frontiera…

Occorre provare a superare la tradizionale separazione tra empirico e meta-empirico. La scienza ortodossa si ostina ad ignorare le cosiddette energie sottili nonché la sfera metafisica: in questo modo si preclude dogmaticamente una visione più ampia ed approfondita. La vera ricerca, però, non può prescindere dalla ricognizione, sempre critica e prudente, di territori liminali. In molti casi l’osservazione del “fatto concreto” dà l’impulso per un’indagine che, un po’ alla volta, travalica i confini dell’empiria, lasciando intravedere inattesi paesaggi.

Dunque la visione dei due scrittori è poco aggiornata e rischia di appiattirsi su un’esegesi dicotomica, anzi manichea dove il bene coincide con il Cattolicesimo ed il male con tutto il resto.

Le ambizioni antropologiche degli autori, cioè dimostrare che le manifestazioni ufologiche nascondono il fine delle élites di creare il terreno adatto ad una pseudo-religione mondialista, si diluiscono nella brevità (brevis laboro esse, obscurus fio...) dell’opuscolo, ma soprattutto sono quasi vanificate dall’impostazione confessionale.

Condividiamo, pur con alcuni distinguo, l’assunto centrale dell’opuscolo, ossia dietro gli Altri (tutti?) opera un agente pericoloso, ma se il fine è portare i lettori nell’ovile della Chiesa cattolica, come tante docili pecorelle bianche, allora preferiamo rimanere pecore nere.

Siamo concordi con altre tesi degli autori, ostili al riduzionismo scientifico, al darwinismo, alla teoria dei cambiamenti climatici dovuti al biossido di carbonio etc. Perciò, visto che le premesse sono buone, auspichiamo che “Extraterrestri, le radici occulte di un mito moderno” sia solo un primo passo di un lungo cammino verso mete più originali, specialmente verso concezioni emancipate dal dualismo interpretativo cui si è accennato sopra.


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Monday, April 29, 2013

Defiance

http://zret.blogspot.co.uk/2013/04/defiance.html

Defiance


"Defiance" è una serie televisiva statunitense di fantascienza trasmessa dal canale via cavo Syfy, a partire dal 15 aprile 2013.

Il telefilm, ambientato nel 2046, descrive una nuova Terra, radicalmente cambiata con nuove prospettive e nuove regole. La metamorfosi avviene in seguito all’approdo per opera di alieni, i Votans, che, a causa della distruzione del loro sistema stellare, cercano un luogo in cui insediarsi. Pensando che Gaia sia disabitata, i Votans la scelgono per colonizzarla, ma trovano chi tenta di impedirlo loro.

L'unico aspetto degno di interesse del prodotto è l'allusione al terraforming nei primi cento secondi: infatti già l'episodio pilota, dopo un emozionante prologo, si avvita in un canovaccio macchinoso e sconclusionato. Nelle prime sequenze è inquadrato un aereo a bassa quota che rilascia la sua bella scia chimica, mentre in cielo incombe un'enorme astronave. Subito dopo appare l'eloquente didascalia: "Terra terraformata".

L’introduzione, dalla notevole forza visiva, ma che è un deja-vu, mette in scena una famigliola il cui tranquillo dejeuner sur l’herbe è sconvolto dall’apparizione in cielo del vascello stellare.

Belle, anche se accademiche, le inquadrature iniziali: il campo e controcampo, le panoramiche, il dettaglio del grappolo d’uva, l’ombra minacciosa della nave intergalattica, un’ombra che sovrasta il ragazzo, il futuro protagonista della strenua lotta contro gli invasori... trentatré anni dopo. Dopodiché, il racconto si sfibra nell’intreccio più banale ed enfatico, con gli attori la cui recitazione è tutto un aggrottare fronti e strabuzzare gli occhi, per l’incapacità di esprimere diversamente le emozioni stereotipate dei personaggi. La sceneggiatura poi è più infantile dei dialoghi di una recita allestita da bambini dell'asilo.

"Defiance" significa "opposizione", "resistenza": è come se le eminenze grigie, dietro le principali produzioni televisive e cinematografiche, gabbassero il pubblico, illudendolo che è ancora possibile una resistenza. Pochi sanno che i governi terrestri sono collaborazionisti. Pochi sanno che l’umanità è stata svenduta in cambio di qualche diavoleria tecnologica. E’ in atto una fatale terraformazione... ma ovviamente è solo fiction televisiva.

Fonti:

Defiance, 2013 su Tanker enemy tv
D. Castelli, Defiance: altro buco nell’acqua, 2013




Wednesday, September 26, 2012

Prometheus

http://zret.blogspot.it/2012/09/prometheus.html

Prometheus

Lo studioso Micheal E. Salla estrae il succo dell’ultima produzione del regista Ridley Scott, Prometheus. Scrive Salla: “In ‘Prometheus’ i creatori dell'umanità, una razza extraterrestre descritta come ‘gli ingegneri’, ha intenzione di tornare e sulla Terra per introdurre una nuova forma di vita atta a sostituire l'umanità. La missione Prometheus compie la sconvolgente scoperta che gli ingegneri sono i progenitori di Homo sapiens sapiens. [1]

Gli ingegneri sono descritti come alieni violenti interessati non ad instaurare un dialogo con i ‘figli’, ma volti solo a distruggerli ed a rimpiazzarli. Ad un certo punto in questo grandioso progetto di ingegneria genetica, i creatori perdono il controllo dell’esperimento e sono quasi sterminati dalla nuova forma di vita aliena che essi hanno generato. Uno degli scienziati, rimasto in uno stato di sospensione delle funzioni vitali per millenni, viene rinvenuto e risvegliato dall'equipaggio del Prometheus. Gli astronauti compiono la scoperta sorprendente di ciò che i creatori dell'umanità stavano progettando e di quello che è successo loro. Questo intreccio è lentamente sviluppato in ‘Prometheus’ come antefatto della saga cinematografica, “Alien” che Ridley Scott cominciò nel lontano 1979. ‘Prometheus’ è un po’ più della solita pellicola fantascientifica di intrattenimento ed è quindi superiore ad altri film recenti imperniati su un’invasione aliena, quali “Battleship”, “I vendicatori” e “Men in black 3”. ‘Prometheus’ può essere parte di una serie di film destinati ad 'educare' l’opinione pubblica affinché pensi alla vita extraterrestre in un modo che promuove le priorità della sicurezza nazionale o anche una religione esoterica professata dalle élites globali”.

Salla ricorda che un documento stilato dalla C.I.A. nel 1953 (relazione Durant), inerente ad una strategia psicologica, raccomandò di usare l'industria cinematografica per acclimare i cittadini statunitensi al fenomeno dei dischi volanti ed all'ipotesi extraterrestre, secondo cui alcuni U.F.O. sono di origine interplanetaria. In breve, l’ufologo fondatore della branca nota come esopolitica, ritiene che opere come “Prometheus” tendano a definire un’immagine negativa dei visitatori, secondo un indirizzo ormai preponderante nella cultura popolare (pellicole, serie televisive, rotocalchi…), laddove negli anni ‘50 e ‘60 del XX secolo (si pensi al classico “Ultimatum alla Terra”) prevaleva lo stereotipo dell’ufonauta saggio e benevolo.

Annota Salla: “Il film consegue due obiettivi simultanei. Si continua a sostenere l'idea che gli extraterrestri sono ostili e pronti ad invadere Gaia. L'impatto psicologico di Prometheus e di pellicole simili è quello di rendere i cittadini passivi di fronte alle prove circa vita la vita extraterrestre, dati su cui gli esecutivi seguitano a mantenere il segreto. Un altro scopo è insinuare che gli alieni, che hanno giocato un ruolo nella creazione dell'umanità, stanno tornando con un programma sinistro. Mentre l'idea di divinità che ritornano tra gli uomini è esaltata nei sistemi di credenze dei popoli indigeni di tutto il mondo, Hollywood condiziona l’umanità a credere il contrario: gli extraterrestri sono intrinsecamente cattivi, anche quelli che possono aver giocato un ruolo nella genesi dell'umanità”.

A nostro parere, ha ragione Salla quando denuncia le ossessive campagne dell’establishment statunitense sull’importanza della sicurezza nazionale per difendersi da eventuali minacce “esterne”. Il nemico è sempre esterno: il comunismo sovietico, gli stati-canaglia, il terrorismo islamico, l’alieno. Che poi il vero nemico del popolo sia colui che giura e spergura di adoperarsi per proteggerlo è conclusione cui pochi sono giunti. Tant’è… Tuttavia il film di Ridley Scott non pare essere animato solo da propaganda bellicista e sciovinista. In filigrana si può intravedere uno scenario quanto mai inquietante, ma forse con una certa dose di realismo. Che l’umanità o una sua parte abbia ascendenze stellari, al punto di non–ritorno cui siamo arrivati, diventa quasi una controversia oziosa. Invece l’evenienza che una genia siderale intenda operare un terraforming al contrario è una tessera utile per comporre il mosaico, ma Salla getta via questa tessera senza accorgersene. Eppure la Biogeoingegneria è lì in tutta la sua sconvolgente “verità effettuale” a comprovare che qualche entità oscura ne è davvero all’origine.

Naturalmente Salla, intrappolato nel suo ingenuo ottimismo (in buona fede?) a base di visitatori benevoli, biondi e con gli occhi azzurri, ignora la verosimile minaccia costituita da esseri allotri che intendono probabilmente in parte asservire il genere umano, in parte distruggerlo. Si stanno trasformando gli ambienti naturali in habitat artificiali. Ciò avviene solo per finalità militari o agisce una longa manus dietro la drastica metamorfosi del pianeta? Certo, il ruolo nefasto del complesso strategico ed industriale è indiscusso, ma situazioni straordinarie richiedono spiegazioni straordinarie.

Gli Altri non sono “intrinsecamente cattivi” (non tutti), ma neppure intrinsecamente angelici, a differenza di come li dipingono new agers ed ufologi monocoli il cui sguardo è tanto acuto che scorgono una microscopica sfera nel cielo, ma non riescono a vedere un aereo chimico a 1.000 metri di quota. La questione centrale, nella loro visione del mondo, un millenarismo popolato di “angeli in astronave”, è assente. La realtà è molto più complessa di come la si immagina: sfumature e contraddizioni esigono un approccio interpretativo più duttile, dialettico e guardingo. Una concezione manichea, con i visitatori buoni in conflitto contro i governi malvagi, pecca per lo meno perché il primo termine è positivo tout court. E’ vero che le élites di psicopatici mirano a demonizzare l’Altro, ma che qualcuno intervenga in vece nostra per debellarle è poco plausibile. Intanto gli annunci di sbarchi di vascelli scintillanti si susseguono, eppure, in modo paradossale ad ogni mancato appuntamento, il numero degli adepti ed il loro fervido entusiasmo, crescono.

Ci attende forse un avvenire oscuro in cui il mito contemporaneo del salvatore giunto dallo spazio profondo, è destinato a tramontare, mentre una sfida prometeica sembra prospettarsi per un’umanità prossima a vivere la sua fase conclusiva.

[1] Lo strano suicidio del fratello di Ridley Scott, Tony, aggiunge un particolare conturbante al quadro.

Monday, September 27, 2010

Sangue artificiale? (Articolo di Clifford Carnicom)

Roba vecchia e sbufalata, ma la ricopio tanto per testare wordpress...

http://www.tankerenemy.com/2010/09/sangue-artificiale-articolo-di-clifford.html

Sangue artificiale? (Articolo di Clifford Carnicom)



Un importante studio dell'ingegnere statunitense Clifford Carnicom si riferisce a globuli rossi con ogni probabilità artificiali: sono eritrociti rintracciati nei malati di Morgellons. La ricerca di Carnicom suffraga le tesi esposte in Terraforming: creare un pianeta sintetico.

Non sto offrendo alcun parere medico o diagnostico con la presentazione di tali informazioni. Agisco esclusivamente come un ricercatore indipendente che fornisce i risultati di un'estesa osservazione e di analisi di inusuali condizioni biologiche che sono evidenti. Ormai esistono convincenti prove che una forma di sangue artificiale o modificato è un elemento dominante riscontrato in campioni di filamenti dentali che sono comunemente associati alla sindrome di Morgellons.

E' stato ideato un metodo che è in grado di rompere l'involucro esterno delle fibre. Quindi si verifica un processo di ricostituzione. Gli elementi della soluzione ottenuta sono stati ripetutamente esaminati con un microscopio molto potente. Il metodo è stato replicato numerose volte ed ogni volta risultavano le stesse strutture identificabili. La struttura indica che ci sono eritrociti, ossia globuli rossi.

E' stato più volte suggerito da alcuni ricercatori che la condizione del sangue sembra essere un denominatore comune della sindrome di Morgellons; quest'ultima ricerca lo prova ulteriormente. Essenzialmente tutti gli individui finora testati hanno dimostrato questa stessa variazione del sangue in una certa misura, senza badare se siano presenti certe anomalie della pelle o no.

È stato dunque appurato che le colture ottenute dai campioni dentali presentano anche eritrociti. Questo lavoro è stato confermato con due prove distinte a livello forense. L'ultimo ritrovamento di una forma eritrocitaria proprio all'interno degli originali campioni dentali di filamenti dimostra ulteriormente questo aspetto della sindrome di Morgellons.

La biologia di entrambi i campioni della coltura e le forme eritrocitarie all'interno delle fibre sono chiaramente al di fuori del contesto tradizionale della conoscenza scientifica e ciò dimostra come siano state sviluppate certe tecnologie avanzate di tipo segreto. Queste tecnologie probabilmente includono sviluppi biologici artificiali o modificati, la ricerca avanzata sulle cellule staminali ed il trasferimento genetico.

La supposizione che le forme eritrocitarie siano, se non sintetiche, almeno manipolate in qualche modo, si basa sulle seguenti osservazioni.

1. Le cellule sono essenzialmente di forma regolare.

2. La ricostituzione degli eritrociti avviene in un ambiente repulsivo rispetto alle sostanze chimiche ed al calore.

3. Un'ulteriore struttura sub-micron spesso è abbinata a questi globuli rossi o si trova proprio all'interno della forma eritrocitaria. Queste strutture sono identiche nei numerosi campioni di sangue umano anomalo; campioni che sono stati analizzati in concomitanza con la ricerca sul Morgellons.

4. Le dimensioni della forma eritrocitaria all'interno del filamento dentale variano maggiormente rispetto alla specie umana e questa sembra essere una risposta ad un ambiente chimico di ricostituzione. Questo medium chimico è sfavorevole e negativo per un normale sviluppo biologico, ma la ricostituzione sembra prosperare in questo stesso habitat.


Fonte: Ilsole24h


Pubblicato da Zret

Wednesday, September 15, 2010

Terraforming: creare un pianeta sintetico

http://www.tankerenemy.com/2010/09/terraforming-creare-un-pianeta.html

Terraforming: creare un pianeta sintetico

Per un singolare sincronismo, i curatori dell’eccellente blog Freeskies hanno deciso di approfondire negli stessi giorni il tema oggetto di questo articolo in un testo che inseriamo, per ora, tra le fonti, riservandoci di dargli lo spazio che merita, appena possibile.

Che cos'è il Terraforming? “Terraforming è un vocabolo usato per indicare un processo di ingegneria planetaria, consistente nel modificare le condizioni ambientali di un corpo celeste per renderlo abitabile dall’uomo. Il termine fu introdotto nel 1942 all’interno del romanzo di fantascienza Seetee ship ("L’astronave di antimateria") da Jack Willliamson (nato nel 1908) che lo usò nuovamente a più di mezzo secolo di distanza in "Terraforming Earth". La nozione di Terraforming è stata comunque adottata anche da astronomi/esobiologi, come Carl Sagan che, appassionato di fantascienza, lesse presumibilmente il romanzo di Williamson. Al "terraforming" Sagan dedicò la sua tesi di dottorato e riprese poi il concetto in varie opere”.

La spiegazione del Terraforming tratta dall’"Enciclopedia dell’astronomia e della cosmologia" ci offre un appiglio per investigare l’annosa questione “scie chimiche” da un’angolazione sui generis. Osservazioni, ricerche, studi... ci hanno condotto ad ipotizzare che, dietro l’infame operazione, si nascondano molto più che semplici obiettivi di controllo climatico e di predominio economico. Rady Ananda, nell’articolo "Foresta aliena, cielo alieno, oceano alieno", scrive: “Le corporations stanno distruggendo la Terra con il pretesto del fatturato. Infatti le loro attività di spoliazione di Gaia sono così terribili e così onnipresenti che i profitti sembrano difficilmente plausibili come unico autentico movente. Quando sono considerati insieme – i cieli chimici, le piante geneticamente modificate, l'idrosfera contaminata – le persone ragionevoli non possono non restare sgomente di fronte a questa trasformazione aliena del pianeta”.

Davvero l’accento batte sulla trasformazione del pianeta: è un cambiamento parallelo alla mutazione antropologica che vede appunto gli uomini in modo lento, ma irreversibile mutati in esseri bionici. Assistiamo ad una spaventosa metamorfosi dell’ambiente, una metamorfosi il cui carattere distintivo è l’artificialità o, per lo meno, l’ibridazione tra elementi inorganici e forme organiche. L’etere è permeato di onde elettromagnetiche, l’aria, l’acqua, il cibo sono pieni di nanostrutture, molte piante ed animali sono ormai transgenici: la natura ha assunto un’essenza bio-tecnologica. La geo-ingegneria ha invaso tutti gli angoli del pianeta, la tecnologia ha creato delle protesi alla mente. Gli uomini sono automi. L’automazione di un mondo controllato consuona con la meccanicità delle reazioni e dei comportamenti.

Si potrebbe pensare che l’uomo stia diventando una creatura basata sul silicio, su parametri genetici “alieni”: è in atto un terraforming, ma al contrario? Le condizioni degli ecosistemi vengono progressivamente adattate ad esigenze non umane, ad una specie incrociata o ad una genia straniera (forse tecnologica o bionica, una specie di Intelligenza artificiale, come quella raffigurata da Philip K. Dick nei suoi visionari racconti).

Almeno due fenomeni, in tale ottica, vanno riletti: il Morgellons e le misteriose piogge di sangue. Il Morgellons pare un incidente di percorso più che una malattia deliberatamente provocata: essa sembra essere la sintomatologia di un rigetto (nanopatologia) di fronte ad un’aggressione nanotecnologica. Nei soggetti in cui questa affezione non si conclama le nanostrutture restano quiescenti fino a quando un impulso elettromagnetico mirato non provocherà la trasformazione?

Nell'estate del 2001 a Kerala, nell'India sud orientale, subito dopo un misterioso boato, cadde una pioggia di colore tra il rosa ed il rossastro. La notizia fu pubblicata nell'aprile del 2006 sulla rivista “Astrophysics and space science” in un articolo intitolato “La pioggia rossa di Kerala e la sua possibile origine extraterrestre”. Godfrey Louis, ordinario di Fisica teorica ed applicata all'Università “Mahatma Gandhi”, analizzò al microscopio ed a diverse temperature campioni dell'anomala pioggia, scoprendovi cellule con spessi pareti rosse. Queste cellule, prive di D.N.A., contenevano idrogeno, silicio, ossigeno, carbonio ed alluminio. Inoltre Louis, sottoponendo il materiale a differenti emissioni di raggi UV, rilevò picchi variabili di autofluorescenza, fenomeno riscontrabile nelle cellule biologiche, sebbene le cellule "aliene" siano prive di proteine.

Insomma, pare che ci si trovi di fronte ad un rompicapo, poiché le cellule di Kerala paiono qualcosa di intermedio tra inorganico ed organico. E' significativo che esse includano il silicio. Il silicio è l'unico elemento in grado di generare, come il carbonio, catene complesse e può essere adoperato per creare dei sistemi neuronali e cerebrali di tipo artificiale o meglio, dei sistemi in cui il confine tra biologico ed elettronico è assai sfumato. Il silicio è in grado di immagazzinare energia (non a caso, i pannelli fotovoltaici di nuova generazione sono costruiti con celle di silicio) e di condurre l'elettricità.

Da non trascurare un altro "mattoncino" delle cellule di Kerala, l'alluminio, uno fra gli elementi peculiari delle scie tossiche.

Considerando gli elementi chimici e le particolarità delle cellule indiane, viene da pensare che, se esse non sono di origine esogena, la loro struttura chimica e la loro ratio siano state in parte riprodotte in laboratori militari per creare composti cross over, inorganico-organico, materiali artificiali, ma bio-compatibili come quelli reperiti nel materiale di ricaduta delle chemtrails.

L'accostamento carbonio-silicio richiama alla mente uno dei sinistri progetti del governo occulto: è un piano volto a determinare un passaggio della specie umana dalla matrice carbonio alla matrice carbonio-silicio. Questa graduale metamorfosi sembra uno degli scopi ultimi dell’operazione di aerosol clandestino, ma pare anche concomitante con un adattamento dei biomi ad un’intrusione. Nella Terra del futuro convivrà una razza esogena in un ambiente, opportunamente predisposto, con i discendenti transgenici ed ibridi del Sapiens Sapiens? Questi ultimi formeranno una classe di lavoratori sterili (la sterilità sia maschile sia femminile è un problema sempre più grave) alle dipendenze di Altri? Lo scenario qui prospettato richiama la situazione descritta da Aldous Huxley in "Brave new world": gli schiavi, docili ed apatici, sono al servizio delle élites in una società ipertecnologica.

Dal risveglio della coscienza e dall’azione di ognuno di noi dipende se il tetro futuro qui scorciato è solo un momentaneo timore o il destino che attende l’umanità.

Wake up, stand up, fight for your rights!


Fonti:

C. Carnicom, Sangue artificiale, 2009
Enciclopedia dell’astronomia e della cosmologia, Milano, 2005, s.v. Terraforming
Freeskies, Processo di Terraformazione, 2010
Id, Un anno di ricerche: le conclusioni, 2010
R. Ananda, Foresta aliena, cielo alieno, oceano alieno, 2010




7 commenti:

Stringdome_2005 ha detto...

Ciao Straker scusa se vado off topic e torno all’argomento del post precedente, ma volevo chiederti se questo l’hai visto?

http://francescograssi.blogspot.com/2010/09/scie-chimiche-non-sono-gucumatz.html

Ahahahah….se non l’hai visto leggi e fatti due risate. Il contaballe Grassi vistosi scoperto dalla sua posizione di infiltrato sul forum di nexus si chiama fuori. O meglio sarebbe dire rinnega se stesso…..IO NON SONO IO!!!!!!…E ovviamente se la piglia pure con te. C’è solo da ridere a parer mio. Cioè ma che uomo è uno che arriva al punto di rinnegare se stesso?

Questo è il post che ho appena lasciato sul blog del contapalle Grassi, nel caso non me lo pubblicasse lo riporto quì di seguito per correttezza...visto anche che mi ha chiamato in causa in prima persona:

Lo so che ti rode perchè ti abbiamo “smascherato” ma la colpa è tua che pensavi -sbagliando- che tutti si fossero scordati delle ridicole balle che hai profuso in quantità industriali su Luogocomune due anni fa. La prossima volta che vuoi fare l’infiltrato impara a nasconderti meglio….ehehehe…..e non pensare che tutti abbiano la memoria corta perchè come hai potuto constatare non è per niente così….mi fai ridere lo sai? Sei come un bambino di sei anni che vistosi scoperto dalla mamma con le dita sporche di marmellata comincia a frignare dicendo:…..nonono…non sono stato io!!!!….sei ridicolo e basta….un degno contaballe targato CICAP.

Stringdome_2005

Zret ha detto...

Sono veramente spassosi questi disinfo-agenti: quando vengono colti in flagrante, strepitano e pestano i piedi come monelli.

Grassi, se non perdi quel minimo di credibilità che avevi, è tutto grasso che cola.

Ciao

Straker ha detto...

Armano De Para, al secolo Andrea Rampado, ammistratore del forum, legittima pure che si usi il mio nickname (sostituzione di persona - reato penale) per darmi addossso in questa discussione:

http://forum.nexusedizioni.it/scie_chimiche_la_prova_definitivache_non_si_deve_mai_gridare_al_lupo_al_lupo-t4789.0.html

Se Rampado e Bosco sono furbi, fanno una bella pulizia (entro le 9 di domani mattina), con tanto di scuse sul loro sito, altrimenti si ritrovano una denuncia alla Polizia Postale. Sono sicuro che qualcuno gli riferirà anche questo commento... come gli altri.

Straker ha detto...

Il bello è che Andrea Rampado mostra chi è veramente, senza remore. Peggio per lui e la Biokavitus s.r.l., sponsorizzata dall'università di Pavia.

http://128.84.158.119/ftp/arxiv/papers/1006/1006.1044.pdf

Per inciso... è l'università di garlaschelli ed Angioni (C.I.C.A.P).

Straker ha detto...

Questa è la mail inviata al direttore di Nexus:

Gentilissimo Direttore,

La volevo informare che in questa discussione (debitamente salvata):

http://forum.nexusedizioni.it/storie_di_ordinaria_paranoia-t5058.0.html

si sta commettendo reato di sostituzione di persona, giacché un utente fake si spaccia per il sottoscritto con il nickname di Straker. E' evidente lo scopo diffamatorio e di discredito di tale azione, assecondata di buon grado dagli admins e che, se non verrà bloccata entro le 9 di domani mattina, con rettifica pubblica e ben visibile, mi costringerà a denunciare presso la locale caserma dei Carabinieri l'admin Andrea Rampado alias Armando De Para.

Questa è la vostra sana ricerca?

Distinti saluti

Rosario Marcianò

bacab ha detto...

Scusate l’o.t.: mi limito a segnalare un convegno sulle scie chimiche organizzato dall’onorevole Sandro Brandolini a Roma (all’interno della Villa Torlonia) in data 1 Ottobre 2010 (ore 21). Relatori: Simone Angioni e Giorgio Pattera.

Straker ha detto...

Simone Angioni? Oh my God!