L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

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Saturday, December 26, 2015

Allarme N.A.T.O.: missili russi Topol attivati


http://www.tankerenemy.com/2015/12/allarme-nato-missili-russi-topol.html

Solite cazzate strakkiniane con tentativi di applicazione di tecniche di clickbaiting mutuate pari pari dai siti della galassia grillina.

Le notizie cui si riferisce, prese da siti sfacciatamente pro-Putin (http://ogigia.altervista.org/index.php?mod=read&id=1449302741, http://mundo.sputniknews.com/prensa/20151204/1054440381/yars-topol-despliegue-fuerzas-armadas-rusia.html), si riferiscono ad esercitazioni militari dell'inizio di dicembre, quindi già belle che finite.

https://archive.is/fFH3a



Strakkino, sei un cazzaro.

Friday, November 28, 2014

Onde scalari sul Mar Ligure

http://tankerenemymeteo.blogspot.ch/2014/11/onde-scalari-sul-mar-ligure.html

Onde scalari sul Mar Ligure


Le onde scalari sono impulsi elettromagnetici rilevabili dal radar doppler. Sugli schermi appaiono immagini circolari che denotano la presenza di intense radiazioni. Poi... dalle 48 alle 72 ore dopo si potranno constatare notevoli ripercussioni sul clima.

a cazzaro, vuoi spegare al mondo per quale arcano motivo le immagini circolari denoterebbero la presenza di intense radiazioni? coglione!

Le nubi che non ci sono più
La guerra climatica in pillole
Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.
NOTA: Le condizioni meteo e le attività di aerosol clandestine sono previste in base alle informazioni indirettamente fornite dal Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare. Dati a loro volta incrociati con le previsioni fornite dai portali meteo che sono debitamente informati delle operazioni di geoingegneria clandestina sul territorio italiano ad opera dei militari.
 

Monday, June 23, 2014

Europa centrale: spariscono dai radar tredici aerei

http://www.tankerenemy.com/2014/06/europa-centrale-spariscono-dai-radar.html


Europa centrale: spariscono dai radar tredici aerei


Europa centrale: i segnali trasmessi dai trasponder di tredici velivoli si sono improvvisamente interrotti. Il fatto è difficile da spiegare: potrebbe essere collegato ai prodromi della tempesta solare che il 13 giugno ha causato un parziale black out satellitare. Possono essere implicate le aberrazioni della magnetosfera: non si dimentichi che dal I sec. d.C. il campo magnetico terrestre è caratterizzato da un progressivo indebolimento. Se fenomeni naturali ostacolano le attività clandestine nei cieli di tutto il mondo, ben vengano. Si può, però, congetturare anche un’interferenza elettromagnetica artificiale, in qualche modo collegata con le consuete e massicce operazioni di geoingegneria illegale o con esercitazioni della N.A.T.O. Infine ricordiamo che alcuni velivoli impegnati nelle operazioni di geoingegneria clandestina, contraddistinti da ID falsi, all'improvviso spariscono dai radar, come avvenuto nel caso degli aerei civili e militari cui si è accennato.



Dopo che un caccia F/A-18 dell’U.S. Navy è precipitato su una città negli Stati Uniti, un aereo militare cinese da addestramento è caduto su un villaggio della Cina ed un caccia iberico Eurofighter si è schiantato in Spagna, adesso, giunge notizia che ben tredici voli civili, tra cui alcuni passeggeri, sarebbero spariti dai radar austriaci per venticinque minuti. I fatti sarebbero occorsi ben due volte, rispettivamente il 5 giugno ed il 10 giugno u.s. Sono gli stessi giorni in cui gli aerei militari hanno subìto i fatali incidenti.

Stando ai dati emersi dalle torri di controllo austriache ed alle dichiarazioni di Marcus Poahanka di Austro Control, il fenomeno non è nuovo: negli ultimi mesi si era già verificato in Germania e nella Repubblica ceca. Anche Eurocontrol e la European Aviation Safety Agency dell'Unione europea indagheranno per tentare di venire a capo delle inspiegabili sparizioni.

Oltre allo scalo di Vienna, gli aeroporti precedentemente interessati dalla perdita delle tracce radar sono stati quello di Praga, Monaco di Baviera e Karlsruhe. Secondo Poahanka, l’anomalia è riconducibile ad un malfunzionamento del trasponder degli aerei. Poahanka non ha voluto indicare le unità coinvolte nell’incidente, ma ha rassicurato i giornalisti dicendo che non si è corso alcun rischio: è stato immediatamente stabilito un contatto radio con i piloti e sono state adottate tutte le misure previste in caso di emergenza.

Fonti: RT, gabrielelombardo

Articolo correlato: La scomparsa del volo MH-370 e la guerra elettronica: quale nesso?, 2014

Monday, March 31, 2014

La scomparsa del volo MH-370 e la guerra elettronica: quale nesso?

http://www.tankerenemy.com/2014/03/la-scomparsa-del-volo-mh-370-e-la.html

La scomparsa del volo MH-370 e la guerra elettronica: quale nesso?

8 marzo 2014. Del Boeing 777 - 2H6ER, decollato dall’aeroporto di Kuala Lumpur (Malaysia, ex Malesia), pista 32R, e diretto a Pechino, circa 40 minuti più tardi, mentre sorvola il Golfo di Thailandia, si perde il contatto radar.



Nessuna chiamata di soccorso o qualsiasi altro tipo di messaggio è inviato dall'equipaggio. L'ultima comunicazione perviene alla 01:07 LT (ora locale) e non contiene riferimenti ad alcun problema o avaria. Alle ore 01:19 LT è registrata l'ultima trasmissione radio con il comandante che dice: "Va bene, buona notte”. Alle ore 01:20 LT, il transponder viene spento; l' ultimo contatto radar è delle ore 01:30 LT. Si suppone che, dopo essere sparito dal radar, l’aereo abbia continuato a viaggiare per alcune ore, incrociando in direzione opposta a quella programmata nel piano di volo, probabilmente verso sud, sopra l'Oceano Indiano.

Nei quattro giorni successivi non si riesce in alcun modo a localizzare il velivolo né a reperire i rottami. Cina, Thailandia, Vietnam, Malaysia, Australia e Filippine continuano le ricerche, ma invano.

Il 24 marzo, il Primo ministro malese annuncia che, in base ai dati satellitari, è stabilito che il volo MH370 si è concluso nell'Oceano Indiano, a circa 2.600 km ad ovest di Perth (Australia). Data la situazione, le autorità della Malaysia ritengono che non esista alcuna possibilità di trovare superstiti tra i 239 occupanti, 227 passeggeri e 12 componenti l’equipaggio.

Questa è la ricostruzione degli eventi, secondo le fonti ufficiali che, come sempre, sono da prendere almeno con il beneficio del dubbio. Sul caso sono stati scritti già molti articoli, in cui si ventilano le ipotesi più disparate, talora bislacche. Il problema, in queste circostanze, è abnorme: chi può, infatti, tra i ricercatori indipendenti recarsi in loco per investigare? Ergo ci si deve affidare al proprio fiuto, raccogliere qualche tessera sparsa per tentare di ricostruire la dinamica dell’incidente aereo. E’ operazione improba, soprattutto perché le notizie delle agenzie di stampa sono un rumore di fondo. Si può dunque soltanto ricorrere all’abduzione, con tutti i vantaggi ed i limiti di questo metodo.



E’ lecito congetturare che il vettore sia stato dirottato e costretto ad atterrare nello scalo di Diego Garcia, isola dell’Oceano Indiano, appartenente agli Stati Uniti? Un dato di fatto è il seguente: sul velivolo viaggiavano venti tecnici esperti in guerra elettronica. Erano in procinto di stipulare in Cina dei contratti con aziende i cui interessi riguardano sofisticate tecnologie militari? E’ possibile, come è possibile che i servizi segreti occidentali abbiano deciso di impedire che ciò accadesse, ricorrendo alle contromisure da loro considerate necessarie. [1]

In un quadro tanto confuso ed intricato, un aspetto è chiaro. Quando i media di regime asseriscono che è stato impossibile individuare il velivolo o i rottami, dopo l’1:30 di quella fatidica notte, dimenticano di ricordare un dato incontrovertibile: i sistemi di rilevazione a terra e satellitari garantiscono che nessun velivolo possa “eclissarsi”. Se gli apparati radar ed i satelliti non hanno rilevato l’apparecchio significa che qualcuno non ha voluto che fosse localizzato. Oggigiorno i satelliti possono persino leggere la targa di un autoveicolo, individuare in una foresta sperduta un lupo munito di ricetrasmettitore a radiofrequenza. D’altronde l’atmosfera è resa elettroconduttiva con metalli quali bario ed alluminio, in modo che i segnali elettromagnetici possano essere trasmessi e registrati con stupefacente efficienza. Nulla può sfuggire a questo sistema di controllo integrato, neppure un debole segnale simile ad un ferormone che un insetto percepisce anche a notevole distanza.

Composti chimici, nanosensori, sistemi di identificazione creano una rete utile ad identificare strumentazioni e “impronte” elettromagnetiche di qualsiasi tipo, anche “insignificanti”. Dobbiamo credere che non siano stati in grado di rilevare un Boeing 777 che lascia per molto tempo, attraverso le due scatole nere [2], una “traccia” elettromagnetica indelebile? Il sistema GPS è usato dagli automobilisti per programmare un itinerario da seguire e per raggiungere la meta prefissata con un margine di errore minimo, ma non si riesce a trovare il volo MH-370? Non è credibile.

Si può cancellare un segnale o creare delle interferenze (jamming) che impediscano la localizzazione, ma ciò implica che una longa manus abbia deciso di far sparire dai radar l’aeroplano malese per ragioni su cui, per ora, si può soltanto speculare.


[1] Sul tema si legga Ombre sul volo MH370, 2014

[2] Con la locuzione "scatola nera" si indicano comunemente i dispositivi elettronici di registrazione dei dati installati in un aeromobile o una imbarcazione con lo scopo di facilitare le indagini dopo un incidente. Leggi qui i dettagli.

Monday, November 8, 2010

Progetto Starfish: il giorno in cui il cielo si incendiò

http://ilsole24h.blogspot.com/2010/11/progetto-starfish-il-giorno-in-cui-il.html

Progetto Starfish: il giorno in cui il cielo si incendiò

Per la stesura del seguente articolo dobbiamo ancora una volta ringraziare il gentilissimo Dottor Ginatta che ci ha segnalato il libro di Umberto Rapetto, colonnello della Guardia di Finanza, e Roberto di Nunzio, giornalista ed ex manager delle strategie di comunicazione dello Stato Maggiore dell'Esercito. E' qui il caso di chiedersi che ruolo adempiano questi due personaggi delle istituzioni che, nel loro testo, attribuiscono, di fatto, non di rado alle superpotenze, non solo la manipolazione climatica (scie chimiche), ma anche la guerra psicotronica (mind control), l'impiego di armi al laser ed elettromagnetiche, lo scatenamento di terremoti per mezzo di esplosioni nucleari sotterranee e mille altre atrocità. Chi sono dunque costoro? Dei dissidenti che, pur timidamente e con molte ambiguità e depistaggi, vogliono avvertire i cittadini dei pericoli connessi alle attività delle strutture militari? Sono forse dei disinformatori mascherati? Poco importa, almeno per ora: le loro rivelazioni, confermate da altre fonti, testimonianze ed osservazioni, sono preziose. Il riferimento a dispositivi elettromagnetici è, per esempio, utile per comprendere gli sviluppi dell'operazione "chemtrails", sempre più potenziata e resa efficace dal massiccio ricorso a questa forma di energia.

“Il 9 luglio 1962 gli Stati Uniti avviarono una serie di esperimenti relativi alla ionosfera: un ordigno da un kilotone fu fatto esplodere ad un'altitudine di 60 km, insieme con un altro da un megatone ed un terzo da più megatoni ad alcune centinaia di km di quota. Questi tests danneggiarono seriamente la parte interna delle fasce di Van Allen, suscitando l'indignazione internazionale. Gli esperimenti in questione, etichettati come Progetto Starfish, alterarono la forma e la densità della fascia di Van Allen, con la conseguente precipitazione di particelle nell'atmosfera. [1]
Il giorno 11 maggio 1962 il Keesings Historische Archief aveva anticipato che le esplosioni atomiche avrebbero interferito con il campo magnetico terrestre, creando anche seri problemi alle telecomunicazioni. La deflagrazione generò una sorta di cupola artificiale di luce polare visibile anche alla latitudine di Los Angeles. Un lupo di mare delle Isole Fiji raccontò che il cielo parve incendiarsi. Qualche mese dopo l'Unione Sovietica compì analoghi esperimenti con tre esplosioni tra 7.000 e 13.000 km dal suolo. Il danno cagionato, secondo molti scienziati, potrà forse essere sanato in alcune centinaia di anni”.

Non dimentichiamo che le esplosioni nucleari si possono considerare anche un'arma di tipo elettrodinamico, poiché esse generano una spaventosa onda d'urto di tipo elettromagnetico.

"L’impulso elettromagnetico o E.M.P. (electro magnetic pulse) fu osservato estensivamente per la prima volta durante gli esperimenti nucleari della serie Fishbowl, comprendenti i tests Starfish, Checkmate, Bluegill e Kingfish condotti all'inizio degli anni '60 con esplosioni nell’alta atmosfera. Durante queste detonazioni, si verificò la generazione di un forte impulso elettromagnetico che si propagò in tutte le direzioni come un’onda d’urto e con un'intensità che, inizialmente, era stata sottostimata. Questa onda d’urto elettromagnetica fu in grado di indurre elevate correnti nei dispositivi elettrici ed elettronici anche posti a notevoli distanze. I picchi di corrente in alcuni casi furono di entità tale da generare il calore sufficiente a portare a temperatura di fusione i circuiti o ad interrompere i fusibili. Si dimostrò, quindi, la potenziale capacità di provocare pesanti danni su vasti territori, rendendo inefficienti i sistemi elettrici ed elettronici.

I resoconti più esaurienti si hanno a proposito degli effetti sperimentati sulle Isole Hawaii nel caso dell'esplosione Starfish Prime. Gli effetti E.M.P. furono evidenti anche a oltre 1.300 km di distanza e le misurazioni portarono ad una prima comprensione del fenomeno.
I componenti soggetti a questo tipo di danni sono i seguenti, elencandoli in ordine decrescente di vulnerabilità: circuiti integrati (I.C.), processori (C.P.U.), componenti a base di silicio; transistor; valvole termoioniche; induttanze e motori.

Le armi nucleari specializzate nella produzione di E.M.P. appartengono alla terza generazione di ordigni nucleari. Le armi elettromagnetiche sono ancora essenzialmente ad alto livello di classificazione di segretezza, ma gli analisti militari e gli esperti generalmente ipotizzano che le bombe-E sfruttino sorgenti con generatori a compressione esplosiva del flusso. Secondo alcune fonti, la U.S. Navy ha impiegato bombe elettromagnetiche sperimentali durante la Guerra del Golfo del 1991. Questo tipo di bombe era armato con dispositivi che convertivano l’energia degli esplosivi convenzionali in un impulso elettromagnetico. La C.B.S. News ha riferito dell’uso di una bomba-E sulla sede della televisione irachena, durante la guerra in Iraq del 2003, ma la notizia non è stata confermata da fonti ufficiali".

Ci si può chiedere quali siano i motivi che spinsero governi dominati da pazzi e "scienziati" scellerati a compiere questi rovinosi esperimenti: furono, in primo luogo, tests bellici, ma non si può escludere che, poiché le fasce di Van Allen comportano rischi anche gravi per gli astronauti e per le strumentazioni spaziali, i militari abbiano deciso di lacerarle per facilitare le missioni nello spazio. Il ricorso ad armi che provocano distruttivi impulsi elettromagnetici diventa chiaro, se si ricorda quanto gli esecutivi temano ed odino chi potrebbe spodestarli e dimostrare all'opinione pubblica mondiale che i nostri amati governanti sono talora dei veri criminali.

[1] Le cinture di radiazione di Van Allen sono due zone di intense radiazioni catturate dalla magnetosfera che avvolgono la terra principalmente al di sopra delle regioni equatoriali. Furono scoperte dall'astrofisico statunitense James Alfred Van Allen (1914) per mezzo del satellite Explorer, nel gennaio 1958. La cintura più interna è formata per lo più da protoni; la radiazione di questa banda risente delle tempeste geomagnetche e varia col ciclo solare di 11,1 anni. La fascia esterna è costituita principalmente da elettroni.

Fonti:

Enciclopedia dell'Astronomia e della Cosmologia, Milano, 2005, s. v. Fasce di Van Allen
D. Pasquariello, Gli alieni hanno paura delle armi nucleari, 2007
U. Rapetto, R. Di Nunzio, Le nuove guerre, 2001



link alla fonte: http://www.tankerenemy.com/2008/07/progetto-starfish-il-giorno-in-cui-il.html

articolo correlato:

Monday, October 13, 2008

La N.A.T.O sperimenta la 'bolla' elettromagnetica che neutralizza gli ordigni

Pubblichiamo un articolo relativo alle esercitazioni militari che si svolgeranno in Sardegna sino al 15 ottobre prossimo. L'operazione palesa la natura dei guerrafondai che stanno distruggendo il pianeta ed affamando l'umanità, nascondendosi dietro il solito pretesto della lotta al terrorismo. Già il nome dell'operazione è eloquente e sinistro: Trial Imperial Hammer, ossia Test del martello imperiale.

Il testo conferma che i militari impiegano dispositivi elettromagnetici molto sofisticati a scopi bellici e velivoli senza pilota (droni). Ingenti risorse vengono scialacquate per fini strategici, mentre la crisi economica attanaglia molte nazioni del pianeta. Per la guerra e le scie chimiche i denari si trovano sempre, mentre per i servizi, le pensioni, i salari etc. si lesinano pochi centesimi. Senza dubbio le esercitazioni in Sardegna spiegano per quale motivo le attività clandestine di aerosol si sono intensificate in maniera mostruosa in questo mese di ottobre. Non sfugga dunque la correlazione tra il Trial Imperial Hammer, le chemtrails e la nebbia elettroconduttiva che avvolge l'Italia in una cappa impenetrabile. Questa foschia, creata ad hoc, genera un medium utile alle sperimentazioni elettromagnetiche. Si consideri quindi il nesso tra la guerra elettronica ed il progetto di dominio planetario esposto nell'Airforce 2025.



La N.A.T.O sperimenta la 'bolla' elettromagnetica che neutralizza gli ordigni

Roma, 7 ottobre. Una 'bolla' elettromagnetica che dal cielo protegge le aree a rischio di attentato, confondendo e neutralizzando gli impulsi dei detonatori degli ordigni: è la nuova frontiera della guerra elettronica al terrorismo (?) che la N.A.T.O. sperimenterà fino al 15 ottobre in Sardegna con le prove e le verifiche previste dal programma delll'esercitazione Trial Imperial Hammer 2008. Nel corso delle attivita' non verrà usato alcun armamento reale, ma solo e tecnologia, a cominciare dai più sofisticati sistemi elettronici in grado di 'disturbare' l'attivazione degli esplosivi.

Il sistema è in fase sperimentale: non ha ancora neanche un nome tecnico e viene chiamato familiarmente 'Jedi', come i cavalieri buoni (sic) di Guerre Stellari. Ci vorrà quindi del tempo per un suo eventuale impiego pratico, ma le prime prove eseguite hanno dato esiti, a dir poco, confortanti (sic). Nella prima settimana di uso, la 'cupola' elettromagnetica ''ha dimostrato di funzionare al meglio con diversi tipi di artifici, vanificando ogni possibile attivazione. La sfida -dice all'ADNKRONOS il colonnello Sandro Sampaoli, 'trial manager' dell'esercitazione e comandante del Reparto supporto tecnico-operativo di guerra elettronica dell'Aeronautica militare- è arrivare a coprire la più ampia gamma possibile di minacce. Quello che qui in Sardegna per la prima volta stiamo testando è un prototipo. Se il sistema confermera' la propria validita', potra' essere pensata un'applicazione operativa''.

Secondo i promotori del progetto, la fascia di sicurezza potrebbe essere assicurata dal cielo da un elicottero, da un aereo da trasporto o anche da un 'U.A.V.', come vengono denominati gli aerei senza pilota che possono essere adoperati per scopi operativi di prevenzione del terrorismo (sic). ''L'applicazione pratica è studiata per la protezione dei contingenti militari nelle missioni all'estero, ma anche con l'obiettivo di ridurre al minimo le vittime civili in aree di crisi (Che umani! n.d.r.)'', rileva il colonnello Sampaoli. Da non sottovalutare l'effetto di deterrenza che il dispositivo potrebbe produrre in termini di dissuasione dall'organizzare e compiere certi tipi di attentati che attualmente, in teatri operativi particolarmente turbolenti, si verificano, invece, con una certa frequenza.

Se 'Jedi' dimostrera' un'effettiva utilità nella pratica, non è escluso che un domani la 'cupola' elettromagnetica possa trovare applicazione per la sicurezza e la prevenzione del terrorismo in occasioni di summit internazionali o di eventi di particolare rilevanza. Sempre in tema di velivoli senza pilota, nel corso dell'esercitazione Trial Imperial Hammer si stanno valutando le potenzialità operative del mini-aereo 'Strix', che può essere trasportato in uno zaino ed ha un'autonomia di volo di un'ora. Dotato di una rampa di lancio e di una 'ground control station' che può essere programmata prima della missione per 'istruire' il velivolo sull'itinerario e sugli obiettivi, lo Strix può essere inviato in aree di rischio per filmare e fotografare dall'alto (anche di notte grazie alla telecamera a raggi infrarossi) intere zone a tutto vantaggio della sicurezza dei contingenti militari in missione.

L'Aeronautica militare ha acquisito tre di questi U.A.V. di ultima generazione. I sistemi elettronici in dotazione alle forze armate saranno testati anche per quanto riguarda i nuovi metodi di interazione tra aerei di vari paesi. A questo fine, l'esercitazione prevede anche attività di 'targeting' comune tra velivoli Tornado per la localizzazione e la neutralizzazione del bersaglio con dispositivi non letali e distruttivi, ma elettronici.