Scopo del Blog
Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.
Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.
Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.
Ciao e grazie della visita.
Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:
http://indipezzenti.blogspot.ch/
https://www.facebook.com/Task-Force-Butler-868476723163799/
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Tuesday, December 22, 2015
Dalla Fenicia al New Mexico
http://zret.blogspot.it/2015/12/dalla-fenicia-al-new-mexico.html
Io allotrio, tu allotrii, egli allotria...
https://archive.is/RP8tP
Monday, June 10, 2013
La pista sumera (seconda parte)
http://zret.blogspot.co.uk/2013/06/la-pista-sumera-seconda-parte.html
La pista sumera (seconda parte)
Leggi qui la prima parte.
Mauro
Biglino, insieme con qualche altro esperto, ha cominciato a concatenare
gli Ebrei ai Sumeri. E’ noto che Shinaar nella Bibbia indica la terra
di Shumer, ma anche gli Anakiti evocano gli Anunnaki. Il professor
Biglino in particolare enuclea un passo del Deuteronomio (7,6) in cui è
precisato che gli Ebrei, come popolo, sono proprietà di YHWH ed è a lui
“consacrato”, cioè a lui riservato in via esclusiva. Questo brano della
Torah ricorda un documento cuneiforme conosciuto con il titolo “Enki e
l’ordine del mondo”. Come Kramer e Poebel, Biglino scorge un filo
sottile che lega Giudei e Sumeri. Egli così riassume l’ipotesi: "Da Noè
nasce Sem/Shem; l’accadico Shum di Shumer corrisponde(?) allo Shem di
Genesi 10, 21; i figli di Shem, cioè i Semiti possono quindi essere in
realtà i figli di Shum, cioè i Sumeri; da Shem deriva Eber, dunque gli
Ebrei; da Eber discendono sia Pele (ed Abramo) sia Ioktan, con i popoli
da lui generati e spostatisi verso oriente; al tempo di Peleg fu
eseguita la divisione tra i vari 'signori dell’alto': YHWH ottiene il
territorio in cui si insediarono Abramo e la sua discendenza.
Gli Anakiti sono descritti come giganti in alcuni passi della Torah.
“Salirono
attraverso il Negheb e andarono fino a Ebron, dove erano Achiman, Sesai
e Talmai, figli di Anak. Ora Ebron era stata edificata sette anni prima
di Tanis in Egitto.” (Nm. 13,22)
“Vi
abbiamo visto i giganti, figli di Anak, della razza dei giganti, di
fronte ai quali ci sembrava di essere come locuste e così dovevamo
sembrare a loro. ”(Nm. 13,33)
“Di
un popolo grande ed alto di statura, dei figli degli Anakiti che tu
conosci e dei quali hai sentito dire: ‘Chi mai può resistere ai figli di
Anak?”(Dt. 9,2)
“Per
questo Caleb, figlio di Iefunne, il Kenizzita, ebbe in eredità Ebron
fino ad oggi, perché pienamente fedele al Signore, Dio di Israele. Ebron
si chiamava prima Kiriat-Arba: Arba era stato l’uomo più grande tra gli
Anakiti. Poi il paese non ebbe più la guerra”. (Gs. 14,14)
“A
Caleb, figlio di Iefunne, fu data una parte in mezzo ai figli di Giuda,
secondo l’ordine del Signore a Giosuè: fu data Kiriat-Arba, padre di
Anak, cioè Ebron.” (Gs. 15,33)
Gli
Anunnaki ed i Sumeri continuano a perseguitarci e ad incuriosirci: il
loro sistema linguistico ci appare allotrio, non sappiamo donde
provenissero. Furono capostipiti di una tra le prime e più progredite
civiltà del pianeta, eppure sospettati di annoverare fra loro degli
astuti manipolatori, degli scienziati opportunisti.
25
aprile 1964. Stati Uniti. Un ufficiale dei Servizi d’informazione
dell’Aeronautica militare s’incontrò con due extraterrestri in un luogo
stabilito nel deserto del New Mexico, a Holloman. Il contatto durò quasi
due ore e, durante l’incontro, l’ufficiale dell’Aeronautica poté
scambiare con gli extraterrestri informazioni di fondamentale
importanza. Il rendez-vous fu il coronamento del Progetto Sigma che
risale al 1954. Il suo obiettivo era quello di stabilire un'interazione
con le civiltà stellari.
In
un’intervista concessa alla giornalista investigativa Linda Moulton
Howe il 20 febbraio 1989 il rivelatore William Cooper dichiarò:
“Holloman è reale. Gli extraterrestri sbarcarono. Essi furono in
contatto con noi per diversi giorni e soggiornarono negli edifici della
base. Asserirono che esistevano altri alieni che visitavano la Terra, ma
non sapevano né chi fossero né da dove provenissero”.
La
descrizione degli alieni (con tanto di disegno esplicativo) realizzata
da Cooper alla Howe è la seguente: “Cinque piedi di altezza, pelle
bluastra, nastri attorno alla testa con appendici che terminavano dietro
le orecchie: queste appendici sono in realtà dispositivi di traduzione
dell’inglese e di altre lingue. Un qualche tipo di ‘schermatura’ sugli
occhi. Gli occhi hanno pupille verticali, come i gatti. Il naso è
aquilino, molto pronunciato; la bocca è una semplice fessura ed il mento
è sfuggente. Il viso è piatto ed inespressivo. La testa non è grande,
in proporzione, quanto quella dei 'piccoli Grigi',
ma è più grande di quella degli esseri umani e nella parte posteriore è
molto pronunciata come quella di alcune antiche immagini dei faraoni
egizi.”
Pubblicato da
Zret
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Thursday, October 11, 2012
Memoria del futuro
http://zret.blogspot.it/2012/10/memoria-del-futuro.html
Memoria del futuro
Nel
saggio “Bufale spaziali” Nick Redfern esamina alcuni eventi ufologici
in cui è coinvolta la N.A.S.A. con i suoi segreti, insabbiamenti e
depistaggi. Il capitolo IV del libro, “Il caso dell’Area 51”, è
imperniato sulle rivelazioni di tale John (nato a Bloomington, Minnesota
ed in forza presso il New York Department tra il 1948 ed il 1959).
L’autore incontrò John nel 2005 e ne ricevette informazioni inerenti
alcuni piani occulti dell’ente spaziale statunitense incentrati sugli
U.F.O. Questi progetti erano stati elaborati all’interno
dell’installazione nota come “Area 51”, sita nel deserto del Nevada.[1]
John, che era stato agente dell’F.B.I, cominciò a lavorare nella base nell’aprile del 1971. Destinato al complesso denominato “Dipartimento storico”, l’uomo venne a sapere da tre tecnici della N.A.S.A. che il settore, cui era stato assegnato, si occupava dello sviluppo del prototipo di un aereo avveniristico, della creazione di composti per la guerra chimica, di armi speciali e di “qualcos’altro”. Quel qualcos’altro – lasciarono intuire i tre – verteva su ricerche riferite ad accadimenti occorsi negli anni ’40 del XX secolo.
Un rapporto in particolare destò interesse ed apprensione in John: era un corposo documento intitolato “Analisi di una muta 48 Armageddon”. L’incartamento conteneva l’analisi scientifica di capi indossati da creature i cui corpi erano stati recuperati nel New Mexico nel 1947, in seguito allo schianto di un oggetto volante. Una volta eseguiti gli esami, fu accertato che le tute parevano confezionate con quello che oggi definiremmo una specie di velcro. Inoltre esse sembravano dotate di vita propria e di una forma di memoria incorporata. Uno dei componenti l’équipe scientifica, un tipo mingherlino, si offerse di indossare una delle mute. L’indumento aderì perfettamente al corpo del malcapitato che, subito dopo esserselo infilato, cominciò a manifestare sintomi di claustrofobia ed a captare inquietanti immagini mentali di un tetro e spaventoso futuro per la Terra e per la vita sul pianeta. Era uno scenario di un mondo avvelenato dalle radiazioni, con città in rovina ed enormi funghi atomici che s’innalzavano sullo sfondo di un cielo perennemente cupo, mentre dischi volanti sfrecciavano su territori devastati. Aspetto ancora più terribile: l’umanità era stata decimata dal contagio provocato da un virus mortale che attaccava e distruggeva il sistema immunitario. L’uomo che aveva indossato la “calzamaglia” ebbe l’impressione distinta e conturbante (CONTURBANTE?) che gli esseri alieni odiassero la razza umana ed avessero congegnato un progetto per innescare un olocausto nucleare.
Come interpretare i ragguagli provenienti dal succitato whistleblower? Sono rivelazioni, come sempre, da prendere con le pinze, ma che non si possono ignorare del tutto. Non ci dilunghiamo circa questioni metodologiche ed ermeneutiche in relazione a temi delicati che travalicano i confortevoli confini della scienza accademica. Sono, infatti, problemi già affrontati.
Dunque ci limitiamo a sottolineare alcune invarianti e convergenze del caso in esame: la “profezia” aliena qui ottenuta in modo stravagante, per mezzo di un abito (biotecnologico?) in grado di conservare e trasmettere il vissuto mnemonico di un presunto ufonauta, l’azione nascosta di una genia malevola, il firmamento offuscato, la delineazione di un avvenire spaventevole in cui la Terra è ridotta ad una waste land, simile a quella descritta da T.S. Eliot…
Il tutto valga per esorcizzare.
[1] Il testo di Redfern è diseguale (A CHE COSA, ignorante?): a prescindere dall’infelice titolo italiano, dal… cattivissimo sapore (bellissimo calembour, straccione) (il titolo originale è, invece, il quanto mai opportuno “The N.A.S.A. conspiracies”), si alternano nel libro parti superficiali e persino forvianti a segmenti di grande interesse, ma dove è palese il debito dell’autore nei confronti del valente ufologo Mac Tonnies, scomparso prematuramente all’età di trentaquattro anni.
Fonte: N. Redfern, Bufale spaziali, Milano, 2011, pp. 63-80
John, che era stato agente dell’F.B.I, cominciò a lavorare nella base nell’aprile del 1971. Destinato al complesso denominato “Dipartimento storico”, l’uomo venne a sapere da tre tecnici della N.A.S.A. che il settore, cui era stato assegnato, si occupava dello sviluppo del prototipo di un aereo avveniristico, della creazione di composti per la guerra chimica, di armi speciali e di “qualcos’altro”. Quel qualcos’altro – lasciarono intuire i tre – verteva su ricerche riferite ad accadimenti occorsi negli anni ’40 del XX secolo.
Un rapporto in particolare destò interesse ed apprensione in John: era un corposo documento intitolato “Analisi di una muta 48 Armageddon”. L’incartamento conteneva l’analisi scientifica di capi indossati da creature i cui corpi erano stati recuperati nel New Mexico nel 1947, in seguito allo schianto di un oggetto volante. Una volta eseguiti gli esami, fu accertato che le tute parevano confezionate con quello che oggi definiremmo una specie di velcro. Inoltre esse sembravano dotate di vita propria e di una forma di memoria incorporata. Uno dei componenti l’équipe scientifica, un tipo mingherlino, si offerse di indossare una delle mute. L’indumento aderì perfettamente al corpo del malcapitato che, subito dopo esserselo infilato, cominciò a manifestare sintomi di claustrofobia ed a captare inquietanti immagini mentali di un tetro e spaventoso futuro per la Terra e per la vita sul pianeta. Era uno scenario di un mondo avvelenato dalle radiazioni, con città in rovina ed enormi funghi atomici che s’innalzavano sullo sfondo di un cielo perennemente cupo, mentre dischi volanti sfrecciavano su territori devastati. Aspetto ancora più terribile: l’umanità era stata decimata dal contagio provocato da un virus mortale che attaccava e distruggeva il sistema immunitario. L’uomo che aveva indossato la “calzamaglia” ebbe l’impressione distinta e conturbante (CONTURBANTE?) che gli esseri alieni odiassero la razza umana ed avessero congegnato un progetto per innescare un olocausto nucleare.
Come interpretare i ragguagli provenienti dal succitato whistleblower? Sono rivelazioni, come sempre, da prendere con le pinze, ma che non si possono ignorare del tutto. Non ci dilunghiamo circa questioni metodologiche ed ermeneutiche in relazione a temi delicati che travalicano i confortevoli confini della scienza accademica. Sono, infatti, problemi già affrontati.
Dunque ci limitiamo a sottolineare alcune invarianti e convergenze del caso in esame: la “profezia” aliena qui ottenuta in modo stravagante, per mezzo di un abito (biotecnologico?) in grado di conservare e trasmettere il vissuto mnemonico di un presunto ufonauta, l’azione nascosta di una genia malevola, il firmamento offuscato, la delineazione di un avvenire spaventevole in cui la Terra è ridotta ad una waste land, simile a quella descritta da T.S. Eliot…
Il tutto valga per esorcizzare.
[1] Il testo di Redfern è diseguale (A CHE COSA, ignorante?): a prescindere dall’infelice titolo italiano, dal… cattivissimo sapore (bellissimo calembour, straccione) (il titolo originale è, invece, il quanto mai opportuno “The N.A.S.A. conspiracies”), si alternano nel libro parti superficiali e persino forvianti a segmenti di grande interesse, ma dove è palese il debito dell’autore nei confronti del valente ufologo Mac Tonnies, scomparso prematuramente all’età di trentaquattro anni.
Fonte: N. Redfern, Bufale spaziali, Milano, 2011, pp. 63-80
Pubblicato da
Zret Emma Diseguale ma un po' anche Anna Pannocchia e Mario Maria Mario
Friday, June 17, 2011
Il ronzio di Woodland
http://straker-61.blogspot.com/2011/06/il-ronzio-di-woodland.html
Il ronzio di Woodland
Il ronzio è tornato. Arma segreta o fenomeno naturale?
Il misterioso rumore, registrato da decenni in varie parti del globo, si è rifatto sentire, questa volta nel villaggio di Woodland, contea di Durham in Inghilterra, come riferito anche anche dalla B.B.C. I trecento abitanti del borgo affermano che da due mesi, ogni notte, un suono simile a quello di un motore diesel li tiene svegli. A volte, tremano addirittura i mobili. Ma gli abitanti di Woodland non sono i primi a denunciarne l'esistenza. La lunga storia dei rumori, la cui origine non è nota, è piena di episodi inspiegabili, con una sola certezza: non si tratta di acufene, un disturbo della capacità uditiva che implica la percezione di rumori, suoni fastidiosi, sibili, fischi o ronzii.
All'inizio comparve a Bristol, sempre in Inghilterra, negli anni Settanta, e non smise mai tanto che un residente, esasperato, si tolse la vita nel 1996. L'episodio più famoso resta quello di Taos, nel New Mexico: cominciato nel 1991, dura ancora. Un'indagine del 1994 ha dimostrato che il suono era udibile dall'11% della popolazione. A Largs, in Scozia, il brusio principiò negli anni '90 e toccò elevati livelli di intensità, tanto da provocare a volte epistassi e nausea.
Le cause dei ronzii rimangono a tutt'oggi ignote, nonostante numerose ricerche "scientifiche". Tutti i ricercatori concordano: non è un rumore provocato da impianti industriali, generatori o macchinari. Il mondo "scientifico" non si è ancora pronunciato sulle cause del fenomeno ed il ronzio resta un enigma, tanto da essere anche menzionato in un episodio di "X Files".
Fonte: ufoplanet
Il misterioso rumore, registrato da decenni in varie parti del globo, si è rifatto sentire, questa volta nel villaggio di Woodland, contea di Durham in Inghilterra, come riferito anche anche dalla B.B.C. I trecento abitanti del borgo affermano che da due mesi, ogni notte, un suono simile a quello di un motore diesel li tiene svegli. A volte, tremano addirittura i mobili. Ma gli abitanti di Woodland non sono i primi a denunciarne l'esistenza. La lunga storia dei rumori, la cui origine non è nota, è piena di episodi inspiegabili, con una sola certezza: non si tratta di acufene, un disturbo della capacità uditiva che implica la percezione di rumori, suoni fastidiosi, sibili, fischi o ronzii.
All'inizio comparve a Bristol, sempre in Inghilterra, negli anni Settanta, e non smise mai tanto che un residente, esasperato, si tolse la vita nel 1996. L'episodio più famoso resta quello di Taos, nel New Mexico: cominciato nel 1991, dura ancora. Un'indagine del 1994 ha dimostrato che il suono era udibile dall'11% della popolazione. A Largs, in Scozia, il brusio principiò negli anni '90 e toccò elevati livelli di intensità, tanto da provocare a volte epistassi e nausea.
Le cause dei ronzii rimangono a tutt'oggi ignote, nonostante numerose ricerche "scientifiche". Tutti i ricercatori concordano: non è un rumore provocato da impianti industriali, generatori o macchinari. Il mondo "scientifico" non si è ancora pronunciato sulle cause del fenomeno ed il ronzio resta un enigma, tanto da essere anche menzionato in un episodio di "X Files".
Fonte: ufoplanet
Pubblicato da Zret
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Wednesday, August 25, 2010
Il rapimento di Myrna Hansen: un’operazione dei militari?
http://zret.blogspot.com/2010/08/il-rapimento-di-myrna-hansen.html
Il rapimento di Myrna Hansen: un’operazione dei militari?
Myrna Hansen, una donna di ventotto anni e suo figlio di sei, videro cinque U.F.O. planare su un pascolo, mentre ella stava guidando verso casa, in una strada rurale di Cimarron, New Mexico, il 5 maggio del 1980. La Hansen ebbe un missing time di quattro ore e confuse memorie di un rapimento. In seguito, mediante una seduta di ipnosi regressiva, la donna ricordò quanto avvenuto. Secondo la sua ricostruzione, due figure in tute bianche erano uscite da una delle astronavi per dirigersi verso una mucca che mutilarono con un coltello da diciotto pollici.
La sventurata rammentò di essere stata catturata, insieme con il figlioletto e che furono condotti su navi separate. Alla malcapitata, che invano tentò di resistere, furono tolti i vestiti. Fu poi sottoposta ad un esame che fu interrotto da un uomo alto: costui si scusò e ordinò che gli alieni fossero puniti per la loro azione.
Poi guidò la Hansen in un giro all’interno dell’aeronave. L’ U.F.O. quindi decollò: ella vide un paesaggio che credette fosse ad occidente di Las Cruces ed un’altra zona nei paraggi di Roswell. Quindi fu portata in una base sotterranea. Qui riuscì fugacemente ad introdursi in un luogo dove l’attendeva un orrido spettacolo. Si trovò, infatti, in una stanza in cui erano allineati dei contenitori pieni di un liquido: nei cilindri galleggiavano parti di corpi umani [ vedi filmato ]. La Hansen fu trascinata fuori da tale area. Fu allora sottoposta, assieme al figlio, ad un doloroso processo di condizionamento che coinvolse rumori assordanti e lampi. Infine i due sequestrati furono riportati a bordo dell'U.F.O. che volò verso il sito in cui era stato perpetrato il rapimento.
Il caso della Hansen fu indagato dal noto psichiatra ed ufologo Leo Sprinkle e dall'ingegnere Paul Bennewitz. Essi furono impressionati dagli agghiaccianti particolari della storia: la visione dei cilindri, la mutilazione ed il dissanguamento di bovini all’interno dell’installazione ipogea, gli impianti che gli extraterrestri(?), prima di rilasciare le vittime, avevano inserito nel loro organismo, con il fine di controllarli a distanza.
Roberto Malini, che, però, non precisa la fonte da cui ricava l’informazione, afferma che il ratto fu compiuto da militari camuffati da Grigi. I militari impiantarono nella Hansen e nel figlio un microprocessore controllato dalla base di Manzano, nel New Mexico.
L’episodio, qui compendiato, sembrerebbe essere la dimostrazione o di una cooperazione tra alieni malevoli e terrestri o che le abductions sono opera dell’esercito, come sostenuto da vari ricercatori, tra cui Helmut Lammer che coniò pure il termine “milabs” (crasi di “military abductions”).
Il caso della Hansen, che annovera gli ingredienti tipici dei rapimenti, è uno dei pochi che si può connettere alle M.A.M., misteriose mutilazioni animali. La vicinanza degli eventi alla struttura militare di Manzano indurrebbe ad ipotizzare il coinvolgimento, in questi misfatti, dei servizi segreti che si prefiggono – secondo certi autori - l’obiettivo di suscitare nell’opinione pubblica odio e sospetto verso i visitatori. Le false abductions rientrano nella attività di guerra psicologica per condizionare cittadini usati come cavie, attraverso la somministrazione di psico-farmaci, l’uso della realtà virtuale, le sevizie, l’ipnosi e l’impianto di microsensori. I suoni rintronanti e le luci corrusche con cui culminò l’esperienza della Hansen e del figlio paiono indicare un’operazione di plagio percettivo e psichico affinché la vittima si convinca che il rapimento è legato ai soliti Grigi.
E’ arduo fornire una risposta definitiva in merito. Certo è che l’”Intelligence” ha molte scelleratezze da nascondere e non solo nel campo ufologico-xenologico. Il “rilascio” di informazioni in materia di avvistamenti U.F.O., per opera di governi ed autorità, è solo e sempre depistaggio o una forma raffinata di censura.
Fonti:
Autore non indicato, Abduction of Myrna Hansen, 2009
G. Casale, La saga delle E.B.E., 2005
R. Malini, U.F.O. il dizionario enciclopedico, Firenze, Milano, 2003, s.v. abduction
Articolo correlato: F. Lamendola, Due casi ufologici brasiliani di terrestri uccisi dal “raggio della morte” di creature aliene, 2010
La sventurata rammentò di essere stata catturata, insieme con il figlioletto e che furono condotti su navi separate. Alla malcapitata, che invano tentò di resistere, furono tolti i vestiti. Fu poi sottoposta ad un esame che fu interrotto da un uomo alto: costui si scusò e ordinò che gli alieni fossero puniti per la loro azione.
Poi guidò la Hansen in un giro all’interno dell’aeronave. L’ U.F.O. quindi decollò: ella vide un paesaggio che credette fosse ad occidente di Las Cruces ed un’altra zona nei paraggi di Roswell. Quindi fu portata in una base sotterranea. Qui riuscì fugacemente ad introdursi in un luogo dove l’attendeva un orrido spettacolo. Si trovò, infatti, in una stanza in cui erano allineati dei contenitori pieni di un liquido: nei cilindri galleggiavano parti di corpi umani [ vedi filmato ]. La Hansen fu trascinata fuori da tale area. Fu allora sottoposta, assieme al figlio, ad un doloroso processo di condizionamento che coinvolse rumori assordanti e lampi. Infine i due sequestrati furono riportati a bordo dell'U.F.O. che volò verso il sito in cui era stato perpetrato il rapimento.
Il caso della Hansen fu indagato dal noto psichiatra ed ufologo Leo Sprinkle e dall'ingegnere Paul Bennewitz. Essi furono impressionati dagli agghiaccianti particolari della storia: la visione dei cilindri, la mutilazione ed il dissanguamento di bovini all’interno dell’installazione ipogea, gli impianti che gli extraterrestri(?), prima di rilasciare le vittime, avevano inserito nel loro organismo, con il fine di controllarli a distanza.
Roberto Malini, che, però, non precisa la fonte da cui ricava l’informazione, afferma che il ratto fu compiuto da militari camuffati da Grigi. I militari impiantarono nella Hansen e nel figlio un microprocessore controllato dalla base di Manzano, nel New Mexico.L’episodio, qui compendiato, sembrerebbe essere la dimostrazione o di una cooperazione tra alieni malevoli e terrestri o che le abductions sono opera dell’esercito, come sostenuto da vari ricercatori, tra cui Helmut Lammer che coniò pure il termine “milabs” (crasi di “military abductions”).
Il caso della Hansen, che annovera gli ingredienti tipici dei rapimenti, è uno dei pochi che si può connettere alle M.A.M., misteriose mutilazioni animali. La vicinanza degli eventi alla struttura militare di Manzano indurrebbe ad ipotizzare il coinvolgimento, in questi misfatti, dei servizi segreti che si prefiggono – secondo certi autori - l’obiettivo di suscitare nell’opinione pubblica odio e sospetto verso i visitatori. Le false abductions rientrano nella attività di guerra psicologica per condizionare cittadini usati come cavie, attraverso la somministrazione di psico-farmaci, l’uso della realtà virtuale, le sevizie, l’ipnosi e l’impianto di microsensori. I suoni rintronanti e le luci corrusche con cui culminò l’esperienza della Hansen e del figlio paiono indicare un’operazione di plagio percettivo e psichico affinché la vittima si convinca che il rapimento è legato ai soliti Grigi.
E’ arduo fornire una risposta definitiva in merito. Certo è che l’”Intelligence” ha molte scelleratezze da nascondere e non solo nel campo ufologico-xenologico. Il “rilascio” di informazioni in materia di avvistamenti U.F.O., per opera di governi ed autorità, è solo e sempre depistaggio o una forma raffinata di censura.
Fonti:
Autore non indicato, Abduction of Myrna Hansen, 2009
G. Casale, La saga delle E.B.E., 2005
R. Malini, U.F.O. il dizionario enciclopedico, Firenze, Milano, 2003, s.v. abduction
Articolo correlato: F. Lamendola, Due casi ufologici brasiliani di terrestri uccisi dal “raggio della morte” di creature aliene, 2010
Pubblicato da Zret
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