L'immensa sputtanata a Zelig

Il blog che si sta visitando potrebbe utilizzare cookies, anche di terze parti, per tracciare alcune preferenze dei visitatori e per migliorare la visualizzazione. fai click qui per leggere l'informativa Navigando comunque in StrakerEnemy acconsenti all'eventuale uso dei cookies; clicka su esci se non interessato. ESCI
Cliccare per vederla

Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

http://indipezzenti.blogspot.ch/

https://www.facebook.com/Task-Force-Butler-868476723163799/

Showing posts with label indottrinamento. Show all posts
Showing posts with label indottrinamento. Show all posts

Saturday, December 19, 2015

Saturday, January 28, 2012

Il giorno della memoria negata e l'indottrinamento dei giovani israeliani

http://nonvotarechitiavvelena.blogspot.com/2012/01/il-giorno-della-memoria-negata-e.html

Il giorno della memoria negata e l'indottrinamento dei giovani israeliani


In questo video vedrete ragazzi che vengono convinti da istruttori specificamente addestrati di essere odiati, ragazzi che a questo punto si convincono di essere odiati in quanto superiori e che diventano fieri e orgogliosi della  propria appartenza allo Stato di Israele all'ebraismo, al sionismo.





Ma vedrete anche come funziona la "Lega contro la diffamazione", la potente e ricchissima organizzazione che sfrutta l'antisemitismo per fare propaganda al sionismo (nello screenshot qui sopra un articolo a dir poco ridicolo che si è diffuso sul web).


Nel frattempo il nostro poco amato presidente Napolitano (quello che ha incoronato premier il banchiere Monti, spianando la strada ad un governo che sta rovinando l'Italia) tuona contro il "negazionismo dell'olocausto" chiedendo che venga stroncato; niente chiede però per i poveri palestinesi, che subiscono torture massacri ed umiliazioni per certi versi paragonabili a quelle degli ebrei nei lager nazisti.

IL GIORNO DELLA MEMORIA. Questa bambina non si chiamava Anna Frank. Non aveva scritto un diario. Anche se l'avesse scritto nessuno l'avrebbe pubblicato. Se qualcuno l'avesse pubblicato nessuno l'avrebbe letto perchè la propaganda non se ne sarebbe occupata. E' morta in silenzio, con i suoi genitori durante l'operazione di sterminio dei palestinesi, chiamata dagli israeliani Piombo Fuso. Nessuno ne parlerà mai, nessuno si preoccuperà mai di sapere il suo nome.

Leggi gli articoli correlati:








Tuesday, February 22, 2011

San Remo 2011, indottrinamento mediatico sull'unità d'Italia e non solo

http://scienzamarcia.blogspot.com/2011/02/san-remo-2011-indottrinamento-mediatico.html

San Remo 2011, indottrinamento mediatico sull'unità d'Italia e non solo


Questo festival di San Remo del 2011 è stato davvero nauseante, e non dico per le canzoni, alcune delle quali sono state persino interpretate da voci abbastanza valide e supportate dalla musica di un'orchestra di tutto rispetto (certo non era un concerto di musica classica, ma nessuno pretendeva questo).

La cosa nauseante è stata vedere un indottrinamento a 360 gradi su questioni quali l'inquinamento, lo sfruttamento delle popolazioni africane (i comportamenti illegali e criminali delle multinazionali trasformati in comportamento rispettoso delle popolazioni locali), l'unità d'Italia (trasformata nelle parole di Benigni da annessione sabauda a gloriosa epopea di libertà), l'inno di Mameli (di cui Benigni avrebbe spiegato il vero significato, dice qualcuno, peccato che ha tralasciato le valenze massoniche del del testo di quell'inno).

Ma andiamo con ordine ed iniziamo dalla sponsorizzazione del festival di San Remo da parte dell'Eni, che evidentemente ha pagato dei bei soldoni per far si che il festival fosse intramezzato da una lunga performance pubblicitaria del conduttore del Festival (Morandi). In questa lunga adulazione pubblicitaria si parla tanto bene di quello che fa l'Eni quando lavora nei paesi esteri, del rispetto per la gente locale ... insomma sembra proprio di ascoltare una bella favola, ma la realtà è molto diversa, ed è una realtà fatta di oleodotti che perdono continuamente petrolio e avvelenano l'ambiente, l'acqua, il cibo della popolazione indigena, fatta di gas flaring, ovvero della pratica (illegale) di bruciare alcuni gas che provengono dalle zone di estrazione del petrolio, una pratica di fumigazione e avvelenamento della povera gente che già beve acqua al petrolio e mangia pesce al petrolio (dato che non può permettersi altro), sviluppando di conseguenza tutta una serie di malattie che non si erano mai viste prima dell'inizio delle attività di estrazione del petrolio.



Insomma una storia orrida, e che da sola potrebbe servire a convincere la gente come sia normale, orrendamente normale che i governi concorrano quotidianamente all'avvelenamento delle popolazioni da essi governate, un esempio che dovrebbe fare riflettere la gente che non vuole, che non riesce a credere all'esistenza delle scie chimiche.

I video qui sotto raccontano tutto questo in maniera molto dettagliata (se non avete il tempo di guardare i due video potete guardarne uno più breve che riassume egregiamente la questione). Ulteriori approfondimenti sono disponibili su un articolo dal titolo esplicativo pubblicato sul sito quinews: Eni - etica di stato gli affari sono affari (alcuni stralci significativi dell'articolo sono riportati in appendice).

Primo video.




Secondo video



A questo punto cosa possiamo aspettarci quando una serata del festival della canzone viene dedicata alla ricorrenza dell'unità d'Italia con la partecipazione di Benigni? Quattro risate, direte voi, e sicuramente lui è bravo nel suo settore, è un comico di talento, ma nello show business vai avanti non solo se hai talento, ma se obbedisci a delle regole, ovvero se nei tuoi spettacoli, nella tua musica, nei tuoi concerti (magari anche tramite messaggi subliminali) acconsenti a veicolare i messaggi che il potere vuole che vengano trasmessi. E se ti rifiuti e ti ribelli possono pure ucciderti.

A questo punto se qualcuno non ha ancora letto come Saviano abbia reinventato la storia d'Italia in un programma prodotto da un'azienda di Silvio Berlusconi, credo sia meglio che si legga l'articolo appena citato, magari assieme a quello sulla cosiddetta unità d'Italia, che in realtà fu un'annessione, a volte sanguinosissima (vedi le stragi del primo conflitto mondiale) al regno sabaudo, annessione per altro condotto sotto l'egida della massoneria (Cavour, Mazzini, Garibaldi erano "casualmente" tutti massoni).

Vedere quindi Benigni che sventola il tricolore e dice viva l'Italia, tra una battuta e l'altra sul "cavaliere Berlusconi" (battute finalizzate a concorrere ad un progetto dai sinistri risvolti, come descritto nel precedente articolo), che ricorda le grandezze del passato italiano, che canta l'inno massonico di Mameli, è poco più che un bis di quanto fatto da Saviano poco tempo prima (nel corso di una trasmissione che, guarda casa, ha visto anche Benigni come ospite).

Certo, Benigni fa ridere, è un comico di talento, ma per chi è pienamente cosciente del vero significato di certe performance le risate sono amare. E quando lo sentiamo cantare (con)fratelli d'Italia ci viene anche un po' di disgusto. Gli inni nazionali sono nutrimento per il nazionalismo, ed il nazionalismo è lo strumento psicologico utilizzato da chi vuole fare propaganda alla guerra; quando lo stato si prepara a far la guerra si fa chiamare patria, diceva un famoso commediografo.

Ed ecco due righe sull'inno d'Italia tratte dal sito radiomarconi:

L'inno "Fratelli d'Italia" o " INNO DI MAMELI" è diventato dopo il 1946 l' "inno nazionale", anche se nessuno (fino ad oggi) lo ha reso tale con un decreto.


L'inno essendo "repubblicano" ("fratelli" è appunto in nome che si danno tra di loro i massoni), nell'intero periodo Sabaudo (compreso quello fascista) fu ovviamente mai eseguito.


"Con la proclamazione della Repubblica nel 1946, il 12 ottobre dello stesso anno, in vista dell'imminente giuramento delle Nuove Forze Armate (in programma per il IV novembre) il Governo De Gasperi su proposta del Ministro della Guerra (!) il massone repubblicano Cipriano Facchinetti, propose di adottare come "inno militare" "Fratelli d'Italia".

Qui sotto la prima parte della performance di Benigni, giudicate con la vostra mente adesso che avete letto le mie parole.


E qui sotto i link a tutte e quattro le parti

1) http://www.youtube.com/watch?v=zLs-HEYZpZA





Appendice: stralci dell'articolo: Eni - etica di stato gli affari sono affari (dal sito quinews)

L’Eni è presente in Nigeria sin dal 1962. Tramite l’AGIP, l’Eni partecipa allo sfruttamento di diversi giacimenti petroliferi nella regione del Delta del Niger, dove uno dei fenomeni più nocivi per l’ambiente e le popolazioni locali è quello del gas flaring: bruciare a cielo aperto il gas naturale collegato con l’estrazione del greggio. Con il gas flaring si disperdono nell’aria tossine inquinanti, come il benzene, che sono accusate di provocare tra le popolazioni locali l’aumento di tumori e di malattie respiratorie quali la bronchite e l’asma. Ma oltre a questo c’é anche il problema delle piogge acide, susseguenti proprio al gas flaring, che contribuisce in maniera massiccia ai cambiamenti climatici.

La regione del Delta del Niger; da sola, produce 70 milioni di tonnellate di C02 all’anno, ovvero più delle emissioni di Norvegia, Portogallo e Svezia messe insieme, o più di tutti i Paesi dell’Africa sub-sahariana. La cosa preoccupante è che il gas flaring in realtà è illegale. La Nigeria ha dichiarato ufficialmente illegale la pratica del gas flaring sin dal lontano 1979, concedendo un periodo di cinque anni alle imprese per mettersi in regola. Di anni ne sono passati quasi trenta, e il gas flaring continua ad essere prodotto da tutte le compagnie. Ad aprile del 2006, l’Alta Corte di Giustizia della Nigeria ha dichiarato che il gas flaring “va contro il diritto alla vita, alla salute e alla dignità”. Nel novembre del 2007, un giudice dell’Alta Corte federale nigeriana ha stabilito che il gas flaring viola i diritti umani delle popolazioni locali e che la joint venture alla quale partecipa anche Agip, responsabile del fenomeno, deve immediatamente cessare di farvi ricorso.

Ad aprile del 2008, è stato presentato alla Corte Federale di Abuja un esposto contro sei compagnie petrolifere, tra cui la Nigeria Agip Oil Company Ltd, accusandole di avere sfruttato il gas flaring e di avere liberato per circa cinquant’anni sostanze chimiche nocive nell’atmosfera, nella regione del Delta dei Niger, chiedendo il risarcimento di 5 trilioni di naira nigeriani, pari a oltre 26 milioni di €uro, per i danni subiti. L’attenzione e la pressione internazionale, ma anche le azioni legali legate al fenomeno del gas flaring, sono aumentate rapidamente negli ultimi anni. Secondo il sito della stessa Eni “i progetti di valorizzazione del gas prevedono l’eliminazione della pratica del gas flaring entro maggio 2012 in Congo ed entro il 2011 in Nigeria”.

Considerando che questa pratica è illegale da quasi 25 anni in Nigeria, l’Eni dovrebbe adottare dei passi concreti per garantire la fine di ogni operazione di gas flaring nel più breve tempo possibile per motivi umanitari e ambientali.

Monday, November 15, 2010

Manipolazione climatica: disinformazione televisiva sul programma "E se domani"

http://scienzamarcia.blogspot.com/2010/11/manipolazione-climatica-disinformazione.html

Manipolazione climatica: disinformazione televisiva sul programma "E se domani"





Durante una recente puntata della trasmissione E se domani in onda sulla rete televisiva statale italiana rai 3, si è potuto assistere a un "curioso" spettacolo (vedi il video qui sopra).

Mentre i vari disinformatori che negano le scie chimiche tendono a negare persino l'esistenza di programmi e tecnologie di manipolazione climatica e di guerra ambientale, in questa trasmissione si è ammesso palesemente che siamo a buon punto nell'asservimento delle forze della natura, e si sono persino forniti dei dati impressionanti sull'uso di certe tecnologie all'estero, in particolar modo in Cina.


Ma se da una trasmissione come questa le pietose menzogne di molti negazionisti delle scie chimiche vengono clamorosamente smentite, è per dare al pubblico un altro tipo di messaggio che lo allontani ugualmente dalla presa di coscienza della triste realtà odierna. In questi mesi, con un crescendo spaventoso, tonnellate di composti chimici vengono spruzzati nell'atmosfera di tutto il pianeta fino a trasformare giornate di cielo azzutto in giornate di velature chimiche, ovvero di scie persistenti rilasciate dagli aerei-cisterna che dopo ore assumono forme vagamente simili a cirri.

In questa trasmissione si è infatti parlato di manipolazione climatica come di qualcosa di buono, di utilie, ("seminare le nuvole è come seminare la terra"), si è minimizzato o si è sorvolato sull'impatto ecologico delle sostanze impiegate parlando genericamente di "sale" disperso sulle nuvole.


Ci si è persino rammaricati di non avere posseduto per tempo una così completa padronanza delle tecniche di manipolazine climatica perché altrimenti si sarebbe persino potuto evitare che l'uragano Katrina si dirigesse su New Orleans.

Eppure chiaro, a chiunque abbia una mente pensante, che le testimonianze di quanto fatto nei tempo passati, ad esempio quando si sono utilizzate queste tecniche per allontanare i fumi radioattivi della centrale di Cernobyl, lasciano intendere che non si sia fatto niente per evitare che il disastroso uragano Katrina distruggesse New Orleans. In ogni caso è chiaro, dal momento che uragani disastrosi continuano ad avverarsi all'estero come disastrose alluvioni si avverano in Italia, che quando queste tecniche potrebbero salvare vite umane, salvaguardare intere città o regioni dalla furia devastante delle "calamità naturali", stranamente non vengono utilizzate.



Evidente quindi che tali disastri siano considerati delle opportunità positive per chi ci governa (ovvero dalle élite criminali ed occulte che comandano su questo pianeta, ma a questo punto dovrebbe essere chiaro che se ci sono le tecniche per disperdere o far deviare gli uragani ci sono anche quelle per rinforzarli e per causare disastrose inondazioni. Se qualcuno vuole che succeda un disastro perché mai dovrebbe limitarsi a lasciarlo accadere? E' chiaro che se possiede la tecnologia per generarlo artificialmente la userà.



“Nessuno crede più che un terremoto, un’inondazione, uno tsunami o un uragano siano soltanto fenomeni naturali ... Armi ad onde elettromagnetiche capaci di provocare ..... terremoti, maremoti ...” Generale Fabio Mini

“Concordo sul fatto che lo tsunami [del 28 dicembre 2004 in Indonesia] è stata una grande opportunità di mettere in mostra non solo il governo statunitense, ma il cuore della gente americana, ed io penso che ci abbia pagato grossi dividendi” – da un articolo pubblicato il 18 gennaio 2005 dall'agenzia France Presse e citato su Commondreams.

“Stanotte propongo la creazione di una zona dell'opportunità del Golfo, comprendente la regione del disastro nella Louisiana, nel Mississippi e nell'Alabama” – dal discorso del presidente G.W. Bush alla nazione dopo l'uragano Katrina, citato da thinkprogress

“Il Segretario di Stato Condoleezza Rice ha affermato che il disastroso uragano che ha colpito in maniera sproporzionata la povera gente nera di New Orleans “ci dà un'opportunità” di correggere delle ingiustizie storiche” - da un articolo del New York Times

Thursday, December 3, 2009

Una firma per Renata Puleo e Simonetta Salacone

http://scienzamarcia.blogspot.com/2009/12/una-firma-per-renata-puleo-e-simonetta.html

Una firma per Renata Puleo e Simonetta Salacone

Ricevo dal Cesp (Centro Studi per la Scuola Pubblica di Bologna) e volentieri ripubblico questo documento che condivido in pieno (anche se personalmente non credo troppo all'utilità di certe raccolte di firme).


Il 17 settembre nel centro di Kabul è stata provocata un’esplosione e sono rimasti uccisi sei soldati italiani e venti civili afghani.

In quest’occasione Mariastella Gelmini ha inviato una circolare a tutte le scuole comunicando la giornata di lutto nazionale deliberata dal Consiglio dei Ministri. La nota ministeriale, intitolata “Commemorazione dei sei soldati italiani morti a Kabul”, non si limitava però alla doverosa informazione; ad essa era aggiunto un “invito” rivolto ai dirigenti a “promuovere nelle scuole occasioni di riflessione e di solidale partecipazione, osservando alle ore 12,00 di lunedì p.v., in concomitanza con i funerali solenni, un minuto di silenzio”.

Un invito strano, contraddittorio, poiché un conto è riflettere e un altro è partecipare ad un rito civile attraverso un minuto di silenzio. Evidentemente si tratta di due pratiche diverse.

La prima, quella della riflessione, nella scuola pubblica del XXI secolo presuppone un dibattito approfondito che tenga conto della libertà di pensiero di tutti i soggetti coinvolti nella riflessione e del loro grado di maturazione psicologica e intellettuale; inoltre non può prescindere della complessità della situazione internazionale in cui è maturato l’evento che ha coinvolto i 6 militari e i 20 civili, che non a caso ha prodotto negli ultimi anni una bibliografia vasta e differenziata.

La seconda pratica, quella del minuto di silenzio, evidentemente fa parte di quei riti di “religione civile della politica” che costituiscono una delle principali forme della metamorfosi del sacro nel mondo contemporaneo. Il mondo moderno mentre si secolarizzava ha visto prodursi nella politica una propria autonoma dimensione religiosa, costituita di riti e miti funzionali a mantenere un controllo sulla società. Anche questo aspetto è ben studiato in corposi volumi e trova numerose esemplificazioni nel recente passato anche nazionale.

Come si possano combinare questi due aspetti è difficile comprenderlo: o si rinuncia al libero esame per aderire al rito, oppure si discute, si dibatte e si esercita la ragione storica, politica, antropologica per provare ad afferrare la complessità del reale. Metterli insieme, quasi che il silenzio del funerale solenne aiuti a comprendere l’evento, rimanda forse ad un’idea mistica di ragione; oppure, più semplicemente, al bisogno della sfera politica di utilizzare la scuola come veicolo per un rito di adesione comunitaria alla nazione.

In realtà, quando è uscito il testo della circolare, la formula dell’ “invito” sembrava perlomeno limitare la volontà di intervento del Ministero. Gli “inviti” si possono accettare oppure declinare.

La scelta tra silenzio e riflessione ha fatto propendere molte scuole per la seconda e in questo modo si sono aperti percorsi di confronto e approfondimento che durano ad oggi e che sono una prova di grande rispetto per tutte le vittime, italiane e afghane, di quel luogo di guerra. Tante altre scuole dell’infanzia ed elementari hanno comprensibilmente ritenuto di non aprire neppure l’argomento, facendo già altri interventi di educazione alla pace calibrati sulle sensibilità e sull’età dei bambini e della bambine. Da nessuna parte, a quello che so, si è neppure lontanamente pensato che questo invito fosse in realtà un ordine, che l’ordine fosse esteso ai docenti e addirittura agli studenti di qualunque età. Infine, in molte scuole la circolare non è neppure arrivata in tempo, vanificata dall’ inadeguatezza dell’amministrazione.

Eppure, alcuni giorni dopo, abbiamo saputo che la macchina delle sanzioni disciplinari del ministero si era messa in moto. Ad oggi, in tutta Italia, sono due le dirigenti per cui sono scattate le contestazioni d’addebito. Entrambe romane, tutte e due hanno sempre mantenuto un’alta qualità professionale negli istituti in cui lavorano. Ciò di cui sono imputate è non aver obbligato docenti e discenti al minuto di silenzio. Non era un obbligo, ma il non averlo considerato tale è motivo di sanzione. Dobbiamo dedurne che gli inviti che ci giungono dall’alto devono essere considerati ordini?

E perché proprio loro? Qui è difficile dimenticare che entrambe hanno sempre dichiarato le loro critiche ai progetti di riforma che attualmente stanno devastando la scuola italiana. Come si fa a non pensare che il ministero voglia punire chi ha esercitato il diritto di critica?

Per questo vi invitiamo a raccogliere le firme su questo appello, in difesa delle due dirigenti, ma anche in difesa di una scuola della libertà di pensiero, della libertà di critica, dell’indipendenza dalla sfera politica.

Gianluca Gabrielli

Scarica il testo della petizione da firmare

Il Modulo con le firme raccolte (anche una sola) deve essere inviato per Posta Prioritaria all’indirizzo del ministero e in fotocopia all’indirizzo dei COBAS delle scuola: Viale Manzoni 55 -00185 Roma .

Questo secondo invio è particolarmente importante perché venga centralizzata la iniziativa, si conosca il numero di firme raccolte, si possa organizzare la difesa nel caso di tentativi di repressione e/o limitazione delle libertà da parte del Ministro o di qualche direttore di Ufficio Scolastico Regionale.



articolo correlato Come ottenere l’obbedienza - l'indottrinamento scolastico