L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

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Monday, January 4, 2016

Vasai


http://zret.blogspot.it/2016/01/vasai.html

Ma cosa blatera questo fallito?
Blatera di come si educano i figli, uno che i figli non sa neanche come si fanno!


https://archive.is/Pkfif

Saturday, December 19, 2015

Saturday, June 30, 2012

Nel paese dei lotofagi


...ovvero una serie di idiozie a cura di Freeanimals.
tdm

http://freeanimals-freeanimals.blogspot.it/2012/06/nel-paese-dei-lotofagi.html

Nel paese dei lotofagi


Nella serie televisiva di fantascienza “Visitors”, in onda il venerdì sera, la regina rettiliana Anna di tanto in tanto distribuisce il “Bliss”, un’esoterica sostanza ipnotica volta a rendere devoti i sudditi. Nel romanzo “Il mondo nuovo”, Aldous Huxley immagina che ai cittadini venga somministrato il “Soma”, sempre allo scopo di renderli malleabili e sottomessi. Omero, nell’Odissea, immaginava la terra dei lotofagi, che si nutrivano di una pianta che faceva perdere la memoria. Ulisse ne fu molto contrariato.
Dunque, chi detiene il potere sa da sempre che un popolo può essere meglio dominato se gli si offre una qualche forma di droga, né troppo debole da essere inefficace, né troppo forte da schiantare chi la assume.
Al giorno d’oggi si chiama “Calcio”, distribuito di pari passo con altre frivolezze stimolanti l’emotività, attraverso quel micidiale mezzo chiamato televisione.


Stamattina, passando in bicicletta per il paese, ho colto frammenti di discussione, frasi sparse del tipo “calcio d’angolo”, “rigore” e 
altre espressioni gergali. Dal panettiere i clienti parlavano della vittoria dell’Italia. In banca i cassieri facevano la stessa cosa. Fuori cominciava a dardeggiare il Caronte equatoriale, probabilmente indotto dai soliti manipolatori del clima. La gente sotto i raggi del sole sudava e discuteva di calcio. Io mi sono sentito tremendamente a disagio, come se mi fossi trovato in un telefilm “Ai confini della realtà”. Zombificazione imperante.

Se il calcio mi faceva schifo prima, ora che gli ucraini hanno assassinato più di trentamila cani randagi, ogni riferimento a questo sedicente sport mi fa venire conati di vomito. Soprattutto sentire a notte fonda gli automobilisti che suonano il clacson e vedere le scene d’esultanza di giovani decerebrati che festeggiano. Un po’ come quegli americani che sono scesi in piazza per festeggiare la morte di Bin Laden, quando il vero Bin Laden era già morto da dieci anni.
Solo che in questo caso si tratta di una squadra di calcio, eliminata ignominiosamente dal campionato mondiale del Sudafrica, che per pura fortuna, o per una decisione degli Illuminati che hanno avuto pietà degli italiani, sono passati in testa vincendo la Germania.
Che il calcio fosse una droga se n’era già accorto il regista Dino Risi nel 1963, girando “I mostri”, con un Vittorio Gassman che si faceva scoppiare le vene del collo perché la sua squadra aveva segnato un goal, mentre a casa, ovvero, nella catapecchia in cui viveva, moglie e figlio – malato – non avevano di che mangiare.
Gassman e il suo azzeccato personaggio come paradigma della situazione economica e sociale dell’Italia odierna.
Il fenomeno si sta allargando. La droga fa effetto e gli italiani sembrano contenti così.
Anche se non l’ho fatto personalmente, so che alcune associazioni animaliste hanno chiesto che i nostri atleti giocassero con il lutto al braccio, per le migliaia di cani uccisi nel repulisti più barbaro di cui si è venuti a conoscenza ultimamente.
Non è il primo repulisti canino che viene fatto nei paesi dell’est, ma è quello che è finito sotto i riflettori dell’Occidente, grazie alle televisioni e agli sponsor, oltre ai dirigenti UEFA, che hanno fatto orecchie da mercante e hanno voltato la testa dall’altra parte.
C’è stato Pierferdinando Casini che ha chiesto una forma di boicottaggio nei confronti dell’Ucraina per la detenzione di Julija Tymosenko. Mario Monti ha fatto sapere che domenica sarà a Kiev a vedere la finale.

C’è stato anche qualche complottologo che ha accusato gli animalisti di essere al servizio del NWO, perché altrimenti non si spiega
 come le proteste per le uccisioni dei randagi siano venute così fortemente alla ribalta proprio in questo periodo e con l’ex primo ministro in prigione. Manovre occulte che solo una raffinata mente cospirazionista riesce a intravedere.

C’è stato l’ennesimo morto in Afghanistan, il carabiniere Manuele Braj, per il quale non c’è stato bisogno di perorazioni e insistenze: la fascia del lutto al braccio i giocatori se la sono messa subito. Un’altra occasione per ribadire che la spedizione militare italiana, agli ordini degli americani, è una missione di pace e il cappellano alle esequie non ha mancato di parlare dei nobili intenti del singolo eroe e dei suoi colleghi - ancora per poco – viventi.
C’è anche chi, fra gli animalisti, insiste a chiedere che almeno Buffon, il capitano, porti la fascia nera al braccio, non solo per i 30.000 cani già ammazzati in Ucraina, ma anche per i 100.000 che in Spagna vengo uccisi ogni anno nei canili. Domenica gl’italiani giocano contro gli spagnoli, due popoli barbari, sudati e cattolicissimi, figli dell’antica Roma.
Ci si chiede d’inviare lettere di protesta ai vertici della UEFA. Io non lo faccio. Già così mi sento sufficientemente nauseato e preso in giro.
Il Bliss rettiliano, il Soma del Nuovo Mondo e l’oppio laico dei popoli, sponsorizzato dalla Coca Cola, fanno lentamente il loro effetto. Una mano lava l’altra. Nessun prete ha reclamato giustizia per quelle creature di Dio barbaramente assassinate, benché la Chiesa continui a chiedere l’obolo del 5 per mille, con 22 nuovi cardinali che prenderanno 7.000 euro mensili.
Però faranno beato Don Puglisi. Ma se Chiesa ed Esercito sono due facce della stessa medaglia e Stato e Mafia pure, non sarà che queste quattro istituzioni dominanti sono inestricabilmente connesse?

Un leviatano con quattro facce, come quelle viste dal profeta Daniele.

I crocchi di persone normali, per strada, i clienti della banca e del panettiere sembrano così a posto, così per bene. Eppure a me paiono vuoti e spenti come crisalidi rinsecchite. Qualcuno li ha resi così e ce li tiene. Io scendo le scale della biblioteca ai confini della realtà. I miei occhiali sono rotti e non posso leggere. Non c’è anima viva in giro. Solo zombi che si lasciano docilmente morire. Drogati. Sudando.
Li guardo in faccia e vedo i loro occhi spenti. Vorrei scuoterli ma mi sento come Ulisse nel paese dei lotofagi. Li abbandonerò al loro destino – non mi resta altro - sperando nella legge del contrappasso. Hanno ucciso i miei bambini selvaggi a bastonate. I prossimi saranno loro e a bastonarli sarà una razza proveniente dallo spazio, ancora più cattiva di noi.
Forse la televisione, fra gli altri suoi compiti, ha quello di avvisarci dell’imminente invasione aliena.
E allora, bye bye lotofagi!
 
 

Wednesday, November 30, 2011

Differenza, decadenza

http://zret.blogspot.com/2011/11/differenza-decadenza.html

Differenza, decadenza

Si suole ripetere che il futuro appartiene alle nuove generazioni. E’ affermazione in parte retorica, sebbene sia vero che i giovani sono gli eredi, volenti o nolenti, di un mondo costruito (o distrutto) da chi li ha preceduti. Se si considerano in modo spassionato le nuove leve, bisogna, però, ammettere che se ne traggono ben poche ragioni di speranza in un futuro migliore.

Non sarà neanche del tutto colpa degli adolescenti e dei giovani attuali, ma, se solo confrontati con quelli di qualche decennio passato, si rileva una spaventosa decadenza. Non è un discorso da laudator temporis acti, bensì una constatazione.

Un esempio può essere sintomatico. Nel 1969 a Woodstock, cittadina degli Stati Uniti (stato di New York) si svolse nel 1969 un grande festival di musica rock, assurto a simbolo dell'aggregazione giovanile. L'evento fu contraddistinto da una pioggia torrenziale che fu scatenata attraverso la dispersione di composti chimici nelle nubi con il ricorso ad appositi aerei.

Un giovane, nell'ambito del documentario sul concerto tenutosi a Woodstock, così si espresse: "Ho qualcosa da dire: vorrei sapere perché quei porci fascisti inseminano le nuvole. Li ho visti passare più volte nell'ultima ora, con tutto quel fumo che usciva ed inseminava le nubi. Che cos'è quella roba che viene giù? Perché i media non riportano queste cose alla gente? Si, vi dico quello che sta accadendo. Li ho visti più volte: aerei di origine sconosciuta inseminano le nuvole e provocano la pioggia!"

Orbene, mi chiedo se oggi qualche ragazzo si accorgerebbe di un nubifragio provocato dal passaggio di aerei chimici (e sì che in questi ultimi tempi avviene spesso, mentre ogni giorno il cielo è deturpato da scie tossiche), dimostrando spirito di osservazione. Non solo: il pubblico del concerto accettò il temporale con gioia. Certo, fu un inconveniente, ma la pioggia fu accolta come un lavacro purificatore, come un piacevole diversivo. A ragione! Le piogge sono fecondatrici: in estate sopiscono la calura, sempre donano nutrimento alla terra ed ai suoi abitanti. Dopo un acquazzone l’aria è frizzante, il cielo, un po’ alla volta, si rasserena ed ampi spazi di azzurro terso si allargano tra nubi di un bianco scintillante. Purtroppo oggi la pioggia è stata demonizzata e sono proprio sovente i giovani ad inveire e ad imprecare, non appena cadono due gocce. Forse in futuro preferiranno dissetarsi, bevendo l’orina. De gustibus... [1]

Come sempre esistono le eccezioni: un drappello di appartenenti alle nuove stirpi è animato da curiosità intellettuale, spirito critico ed amore per la verità, ma l’eccezione, più che confermare la regola, ne sancisce la sua stolida supremazia.

Il discorso va poi esteso ai genitori degli “studenti” di oggi. Separati da un lasso temporale breve (i genitori non sono attempati) e soprattutto accomunati da una visione del mondo simile, una concezione che è il risultato di un pluridecennale plagio, genitori e figli, in dissidio su tutti i particolari, si trovano d’accordo sull’essenziale, in quanto avvilenti espressioni dello stesso sistema. E’ il medesimo sistema che fagocita e neutralizza, come fossero corpi estranei, quel gruppetto di liberi pensatori (forse basterebbe definirili “esseri umani”), a qualunque fascia d’età, classe o nazione essi appartengano.

Così incontreremo giovani che, pur non essendo malvagi, sono fatui, incapaci di sognare, attaccati al denaro ed alle cose non meno degli adulti: essi badano al loro “particulare”, noncuranti sia degli altri sia del loro futuro. Purtuttavia, giova ripeterlo, padri e madri non sono molto diversi dai loro rampolli. I primi, superficiali, prosaici, arroganti, egoisti... sono responsabili di un’educazione deleteria, ancorata a disvalori. Non crescono figli, ma assemblano automi. Confondono la cultura con il voto, la libertà con la licenza. La loro protesta sterile e settaria non sfiora mai le istituzioni, ma si scaglia contro la minoranza che non si integra. Anche le manifestazioni di liceali ed universitari contro i ministri della pubblica distruzione e le loro scandalose iniziative si concentrano su questioni meramente utilitaristiche, quando non vanno nella direzione sbagliata. Coloro, invece di rivendicare il diritto ad un sapere che non sia condizionato dagli organi istituzionali che hanno stravolto e stravolgono la storia e la scienza, si prefiggono l’aberrante obiettivo di una scuola informatizzata.

Che differenza rispetto ai fans di Woodstock! Velleitari, ingenui, anch’essi vulnerabili alle seduzioni della propaganda, erano, però, ancora una frangia non allineata in cui un filosofo come Herbert Marcuse poteva confidare per la costruzione di una società più giusta. Almeno quelli, pur con tutti loro limiti, sognavano un mondo migliore; oggi i teen agers ed i giovani reputano la Suburra in cui “viviamo” “il migliore dei mondi possibili”. Almeno quelli amavano la natura di un amore viscerale; oggi la tecnologia più bieca e distruttiva è l’idolo.

Vero è che tutte queste generazioni degenerate sono per lo più vittime di un potere perverso, ma talora le vittime sanno essere più feroci dei carnefici. Come i carnefici, prima o dopo, riceveranno la loro ricompensa o, meglio, esperimenteranno le conseguenze della loro abissale pochezza, della loro irredimibile ottusità.

[1] Le piogge artificiali degli anni precedenti al 2000 non erano pericolose quanto quelle attuali che sono prodotte per mezzo di batteri come lo Pseudomonas syringae e lo l'Escherichia coli.

Wednesday, July 15, 2009

E' possibile educare?

http://zret.blogspot.com/2009/07/e-possibile-educare.html

E' possibile educare?

Se si entra in una libreria, su alcuni scaffali sono in bella mostra libri che potrebbero cominciare a cambiare la sclerotica visione del mondo propria di moltissime persone: sono testi sugli scandali del Vaticano, sulle stragi e gli attentati di stato, sulle guerre fomentate da multinazionali e governi, sulle innumerevoli trame dei poteri forti per controllare i cittadini. Bisogna sottolineare che molti di questi volumi indicano verità parziali o intrecciate ad errori ed incongruenze, a causa o dei pregiudizi ideologici dell'autore o per via dell'intenzione di depistare i lettori, additando uno scenario dietro le quinte oltre il quale, però, se ne nasconde uno assai più inconfessabile.

Questi libri coesistono, fianco a fianco, con gli scartafacci vergati dai gazzettieri in cui sono enfatizzate le versioni ufficiali. La politica editoriale è questa: è evidente, tra l'altro, che i titoli di scrittori non allineati sono destinati a prender polvere ed a finire in qualche mercatino sepolti da cumuli di paccottiglia. Per ora, il sistema, soprattutto per ammantarsi di tolleranza, lascia che certi saggi scabrosi siano pubblicati e venduti, d'altronde più efficace della censura è l'autocensura con cui i cittadini negano o minimizzano tutto ciò che potrebbe turbarli, incrinare la loro rassicurante, anche se falsa Weltanschauung.

Se, però, abbiamo guadato il Rubicone, principiare, con gradualità e prudenza, a diffondere verità scottanti è utile: se una persona riceve degli stimoli idonei, un po' alla volta, delineerà il diagramma degli eventi reali e, qualora superi fasi di rigetto e di autoinganno, potrà divenire più consapevole. Certo, la meta finale, almeno di questo percorso di auto-apprendimento, ossia la convinzione che il sistema opera sempre ed in maniera deliberata contro la popolazione, non sarà raggiunta facilmente e, se avverrà, ci vorrà moltissimo tempo. Tuttavia instillare dubbi che portino ad una revisione dei propri pre-concetti è già un buon risultato.

Si pone il problema per chi ha dei figli di quale strategia pedagogica adottare di fronte alla realtà. Le opzioni sono due: o si occulta loro la realtà, lasciando che la scuola e le altre istituzioni plagino le menti dei bambini, oppure li si educa in modo critico, si trasmettono loro le conoscenze che consentono di non essere manipolati e divorati dal potere. Si può temere che i bambini, nel secondo caso, restino sconvolti. E' un timore comprensibile, ma che va ridimensionato: in primo luogo, la verità è sempre migliore di una menzogna, inoltre i piccoli, almeno sino a sei anni, sono da soli in grado di intuire. Essi desiderano sapere: ingannarli, anche a fin di bene, è deplorevole e controproducente. I piccoli, in modo quasi istintivo, comprendono che un aereo chimico è un pericolo o, per lo meno, qualcosa di anomalo. Con il loro sesto senso, inquadrano le questioni e reagiscono nel modo più efficace, purché non siano stati programmati dalla televisione, dal cinema o da solerti ma ignoranti maestre.

Naturalmente le nuove generazioni dovrebbero essere istruite con moderazione e promuovendo l'innata curiosità: non si possono, ex abrupto, squadernare loro le situazioni più conturbanti. A mio avviso, un impegno quotidiano dei genitori che, alla fine, si traduce in un'accorta e sincera educazione al rispetto di sé stessi, degli altri, della bellezza e dell'onestà, darà i suoi frutti. Altrimenti il rischio è il seguente: che preadolescenti ed adolescenti, lasciati in balia dell'"istruzione" e della propaganda di stato, finiscano tra le grinfie di quel canagliume rigurgitante edonisti, scervellati, disinformatori, pseudo-esperti, psichiatri prodighi di velenosi psico-farmaci, petulanti e protervi professori universitari...

Il pericolo reale è l'annullamento della coscienza, la seconda morte.