Ma la coincidenza davvero inquetante è la seguente: dal 7 luglio 2006 - data del battesimo del Concordia, al 13 gennaio 2012 - data del suo naufragio presso l'isola del Cigno, sarebbero trascorsi esattamente 6 anni, 6 mesi e 6 giorni.
http://storiadossier.blogspot.com/2012/01/eccola-qui-la-peggiore-italia-quella.html
Eccola qui la peggiore Italia (quella vera)
Tempo fa, ma neppure tanto, l'ex ministro Renato Brunetta, si arrogò il diritto di apostrofare migliaia di lavoratori precari, la cui unica colpa era forse quella di voler lavorare in Italia, etichettandoli come i rappresentanti della "peggiore Italia" poichè si permisero di manifestare la realtà di una situazione, quella del precariato, da sempre minimizzata o addirittura negata dal governo precedente.
Con la vicenda dell'ex comandante della nave Costa-Concordia, Francesco
Schettino, si manifesta realmente l'Italia peggiore, che evidentemente
l'allora ministro Brunetta disconosceva o volutamente ne depistava la
vera natura etichettando i precari, gente onesta e competente, con tale
infamante marchio.
L'Italia peggiore, rappresentata oggi in campo mondiale da quest'uomo,
racchiude dietro la tragedia di un naufragio con numerose vittime, una
beffa: tutto quanto si sarebbe potuto evitare se soltanto ognuno avesse
rispettato il proprio ruolo e le proprie competenze. Ma la peggiore
Italia è proprio questa: superficialità, irresponsabilità, incompetenza,
codardia, corruzione, concussione, impunità, menzogna.
Un comandante codardo e irresponsabile che prima porta nave Concordia,
un transatlantico lungo 292 metri, con una stazza superiore a 114 mila
tonnellate e con a bordo 4000 persone, a meno di 150 metri dalla costa,
poi quando si verifica l'evento - tra l'altro prevedibilissimo - pensa
bene di abbandonare la nave in fretta e furia per mettersi in salvo,
lasciando così equipaggio e passeggeri, in tutto oltre 4000 persone, in
balia degli eventi.
La telefonata tra Schettino e De Falco
UN SALUTO COSTATO VITE UMANE
| Una nave da crociera si "inchina" ai Faraglioni di Capri |
La distanza per una nave di tali dimensioni e stazza in quel tratto di
mare, è di tre - quattro miglia al largo. Ma nave Concordia, quella
notte doveva passare vicino alla costa, doveva "inchinarsi" perchè
quell'isola aveva dato i natali ad un altro ex comandante della Costa
Crociere, Mario Palombo. Quest'ultimo, interrogato dal PM ha prontamente
smentito che il saluto fosse destinato a lui. Una prassi, quella di
navigare vicino alla costa, che a ben vedere è ben diffusa e praticata
dai comandanti delle navi da crociera. L'"inchino" è anche noto alle
compagnie di navigazione. Queste ultime, finchè tutto va bene, non hanno
nulla da eccepire al riguardo, anzi tale pratica rappresenta anche una
forma di pubblicità gratuita. Ischia, Portofino, Sorrento, Giardini
Naxos, laguna di Venezia e addirittura tra i "Faraglioni" di Capri, sono
soltanto alcuni dei luoghi vocati agli inchini. Gli avvicinamenti delle
navi da crociera sono stati sempre praticati in barba alle leggi sulla
navigazione. Ma in Italia è così, la norma si conosce per essere violata
piuttosto che rispettata. Quando poi si verifica il disastro, previsto
tra l'altro proprio dalle norme violate, per un pò di tempo si eviterà
l'illecita prassi, salvo poi tornarvi, cautamente, quando le acque si
calmano ed i riflettori, lentamente, spostano la propria attenzione ad
altro.
ALLA FINE DELLA FIERA ...
In Italia, come è arcinoto, alla fine di ogni
carosello giudiziario, che prevede grandi risvolti economici, paga
sempre e
soltanto chi muore e chi non ha conoscenze tali da essere esentato dalle
proprie responsabilità. Francesco Schettino deve pagare per le proprie
colpe e omissioni, ma deve anche informare gli inquirenti, del ruolo e
delle disposizioni della Costa Crociere su tale vicenda, sulle pratiche
degli "inchini", su tutte quelle manovre pericolose e irresponsabili che
da anni le navi
da crociera italiane, compiono nelle varie parti del mondo. Schettino
deve pagare
per tutte le proprie colpe ma non deve essere il solo, non deve
diventare il capro espiatorio di
una prassi lunga e consolidata, altri sono i co-responsabili che quella
notte hanno contribuito ad aumentare i ritardi nei soccorsi.
COINCIDENZA "BESTIALE"
Scrivendo questo articolo, ho notato una strana coincidenza. Nave concordia è stata battezzata il 7 luglio 2006 presso il porto di Civitavecchia, tramite il tradizionale lancio della bottiglia di champagne che però nell'occasione, non si frantumò. Presagio di sfortuna? Così direbbero i superstiziosi. Ma la coincidenza davvero inquetante è la seguente: dal 7 luglio 2006 - data del battesimo del Concordia, al 13 gennaio 2012 - data del suo naufragio presso l'isola del Cigno, sarebbero trascorsi esattamente 6 anni, 6 mesi e 6 giorni.
