L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

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Tuesday, January 24, 2012

Concordia discors

TIGREDELLAMALORAAAAAA,
ti ricordi che a casa tua dicevamo che il czretino avrebbe tirato fuori i Gesuiti?
Non riesco a smettere di ridere. AIUTO!

 

http://zret.blogspot.com/2012/01/concordia-discors.html

Concordia discors


Absit niuria verbis

La sera del 13 gennaio 2012, la nave di [e meno male che insegna italiano] crociera “Costa Concordia", salpata da Civitavecchia, urta tra le 21:20 e le 21:40 gli scogli a 500 metri dal porto dell'Isola del Giglio. Il naufragio è preceduto da un black out. Nella murata si apre uno squarcio di 70 metri: i morti sono 13, mentre è imprecisato il numero dei dispersi. Il comandante, Francesco Schettino, è prima sottoposto a fermo giudiziario, poi arrestato con l'accusa di omicidio colposo plurimo, naufragio e abbandono della nave. Dopo pochi giorni gli vengono accordati i domiciliari.

Questa è, in estrema sintesi, la cronaca del disastro, stando alle fonti ufficiali. Qui non si intende tentare di comprendere se il naufragio della nave sia stato un incidente, causato dall’imperizia e dalla superficialità del comandante o un caso orchestrato come l’incidente del "Titanic" che affondò il 14 aprile 1912, dopo aver cozzato contro un iceberg. Nella sciagura morirono, tra gli altri, alcuni pezzi grossi contrari alla fondazione della "Federal Reserve", l’istituto di credito privato che, con il sistema del signoraggio, tiene in pugno e scortica i contribuenti statunitensi. I sospetti circa l’’affondamento del transatlantico si concentrano sulla Compagnia di Gesù. [1]

Bisogna, invece, denunciare il pressappochismo di quei gazzettieri come Vittorio Zucconi (nomen omen) che subito si sono precipitati a screditare le interpretazioni, secondo cui dietro la tragedia del "Costa Concordia", potrebbe nascondersi la mano dei soliti noti. Ora, prescindiamo pure dalla malafede dei vari pennivendoli che sono capaci pure di contestare la storicità della congiura ordita in Firenze dai Pazzi: si deve, però, con forza sottolineare che costoro non conoscono la differenza tra cronaca e storia. I vari apologeti del sistema, frodando i lettori, subito trasformano i fatti dell’attualità (un’attualità sovente controversa ed oscura) in storia, una storia scritta da loro ad uso e consumo dei potenti da paggi grafomani. Ormai i cronisti non esistono più né gli editorialisti: Vittorio Zucconi è solo un travet più inutile che patetico. Eppure si atteggia a scriptor rerum, laddove, se la semplice cronaca richiede onestà intellettuale, coraggio, obiettività, fiuto, la storiografia esige una capacità di discernimento e di indagine, del tutto precluse agli imbrattacarte.

La storia vera, come ci insegna Victor Hugo, è quella segreta: è una storia vergognosa nei cui meandri, sprovveduti arroganti come Zucconi, non sono in grado di gettare nemmeno uno sguardo dei loro occhi offuscati. Un giornalista serio, ma dureremo fatica a trovarne anche un solo nelle redazioni dei media di regime, analizza i “fatti”, prima di trinciare giudizi che, tra l’altro non sono di sua competenza. E’ necessaria la prudenza, mentre dominano l’avventatezza e la superficialità. In questo modo sfuggono i particolari coincidenze (certe combinazioni suscitano molte perplessità) significative: se Schettino uscirà pressoché impunito dalle vicende giudiziarie (i domiciliari suonano piuttosto strani, per quello che ha causato) o se sarà colpito da un “provvidenziale” infarto, si potrà pensare che il comandante è stato il classico “utile idiota” per compiere un piano nefando. Si possono rintracciare altri indizi che potrebbero deporre a favore dell’ipotesi del disastro organizzato: alcuni sono labili, ma altri sembrano eloquenti. Ad esempio, l’abboccamento del 14 gennaio tra Fool Monti ed il mefistofelico pontefice Benedetto XVI. Il presidente del coniglio ha omaggiato il suo augusto ospite di una riproduzione degli "Atlanti nautici" realizzati da Francesco Ghisolfo nel XVI sec. L'antico codice consta di carte nautiche con le rotte oceaniche verso il Nuovo Mondo. “Il libro”, ha commentato il papa con un sorriso sornione, “ha un valore simbolico".

E’ comunque presto per pronunciarsi: occorre raccogliere testimonianze e resoconti, sceverare le fonti, esaminare la documentazione disponibile, prima di collocare in un contesto plausibile l’incidente in cui è stato coinvolto il “Costa Concordia”. I veri ricercatori dovrebbero imparare ad usare il condizionale, ad evitare la sicumera ed i dogmi: è proprio l’atteggiamento apodittico dei disinformatori a condannarli alla non attendibilità, ammesso e non concesso che essi, in qualche rara occasione, siano coerenti. Come possono detenere e dispensare la verità su tutto ed il contrario di tutto? Quali prodigiosi doti di chiaroveggenza consentono loro di conoscere “i labirinti de’ politici maneggi”?

E’ un errore gravissimo liquidare le supposizioni non ufficiali, vista la serie incommensurabile di accadimenti che la feccia mondialista ha diretto e provocato o, per lo meno, propiziato affinché potessero essere sfruttati, attraverso il solito schema triadico, “problema, reazione, risoluzione”.

Non attendiamoci, però, che Vittorio Zucconi e gli altri ottusi negazionisti siano in grado solo di sfiorare un’ombra di verità purchessia. Se dalle pietre non si cava il sangue, codeste sono zucche senza neanche una fibra di polpa. Buone solo per Halloween.

[1] Pare che i Gesuiti fossero interessati, con la complicità di Edward Smith, capitano della nave, a sua volta affiliato alla congregazione, a sbarazzarsi dei potenti Astor, Guggenheim e Strauss, tutti scomodi oppositori del progetto bancario che fu attuato di lì a poco, nel dicembre 1913, con l’istituzione della "Federal Reserve".

Monday, January 23, 2012

Eccola qui la peggiore Italia (quella vera)

Ecco un nuovo ospite. Da incorniciare l'ultima frase, secondo la quale dal luglio 2006 al gennaio 2012 sarebbero passati 6 anni e mezzo. Peccato perche' altre parti del post le trovo condivisibili, ma mi chiedo perche' si debba sempre cercare un significato occulto.

Ma la coincidenza davvero inquetante è la seguente: dal 7 luglio 2006 - data del battesimo del Concordia, al 13 gennaio 2012 - data del suo naufragio presso l'isola del Cigno, sarebbero trascorsi esattamente 6 anni, 6 mesi e 6 giorni.  

  http://storiadossier.blogspot.com/2012/01/eccola-qui-la-peggiore-italia-quella.html

Eccola qui la peggiore Italia (quella vera)



Tempo fa, ma neppure tanto, l'ex ministro Renato Brunetta, si arrogò il diritto di apostrofare migliaia di lavoratori precari, la cui unica colpa era forse quella di voler lavorare in Italia, etichettandoli come i rappresentanti della "peggiore Italia" poichè si permisero di manifestare la realtà di una situazione, quella del precariato, da sempre minimizzata o addirittura negata dal governo precedente. 
Con la vicenda dell'ex comandante della nave Costa-Concordia, Francesco Schettino, si manifesta realmente l'Italia peggiore, che evidentemente l'allora ministro Brunetta disconosceva o volutamente ne depistava la vera natura etichettando i precari, gente onesta e competente, con tale infamante marchio.
L'Italia peggiore, rappresentata oggi in campo mondiale da quest'uomo, racchiude dietro la tragedia di un naufragio con numerose vittime, una beffa: tutto quanto si sarebbe potuto evitare se soltanto ognuno avesse rispettato il proprio ruolo e le proprie competenze. Ma la peggiore Italia è proprio questa: superficialità, irresponsabilità, incompetenza, codardia, corruzione, concussione, impunità, menzogna.
Un comandante codardo e irresponsabile che prima porta nave Concordia, un transatlantico lungo 292 metri, con una stazza superiore a 114 mila tonnellate e con a bordo 4000 persone, a meno di 150 metri dalla costa, poi quando si verifica l'evento - tra l'altro prevedibilissimo - pensa bene di abbandonare la nave in fretta e furia per mettersi in salvo, lasciando così equipaggio e passeggeri, in tutto oltre 4000 persone, in balia degli eventi.

La telefonata tra Schettino e De Falco

UN SALUTO COSTATO VITE UMANE
Una nave da crociera si "inchina" ai Faraglioni di Capri
La distanza per una nave di tali dimensioni e stazza in quel tratto di mare, è di tre - quattro miglia al largo. Ma nave Concordia, quella notte doveva passare vicino alla costa, doveva "inchinarsi" perchè quell'isola aveva dato i natali ad un altro ex comandante della Costa Crociere, Mario Palombo. Quest'ultimo, interrogato dal PM ha prontamente smentito che il saluto fosse destinato a lui. Una prassi, quella di navigare vicino alla costa, che a ben vedere è ben diffusa e praticata dai comandanti delle navi da crociera. L'"inchino" è anche noto alle compagnie di navigazione. Queste ultime, finchè tutto va bene, non hanno nulla da eccepire al riguardo, anzi tale pratica rappresenta anche una forma di pubblicità gratuita. Ischia, Portofino, Sorrento, Giardini Naxos, laguna di Venezia e addirittura tra i "Faraglioni" di Capri, sono soltanto alcuni dei luoghi vocati agli inchini. Gli avvicinamenti delle navi da crociera sono stati sempre praticati in barba alle leggi sulla navigazione. Ma in Italia è così, la norma si conosce per essere violata piuttosto che rispettata. Quando poi si verifica il disastro, previsto tra l'altro proprio dalle norme violate, per un pò di tempo si eviterà l'illecita prassi, salvo poi tornarvi, cautamente, quando le acque si calmano ed i riflettori, lentamente, spostano la propria attenzione ad altro.
ALLA FINE DELLA FIERA ...
In Italia, come è arcinoto, alla fine di ogni carosello giudiziario, che prevede grandi risvolti economici, paga sempre e soltanto chi muore e chi non ha conoscenze tali da essere esentato dalle proprie responsabilità. Francesco Schettino deve pagare per le proprie colpe e omissioni, ma deve anche informare gli inquirenti, del ruolo e delle disposizioni della Costa Crociere su tale vicenda, sulle pratiche degli "inchini", su tutte quelle manovre pericolose e irresponsabili che da anni le navi da crociera italiane, compiono nelle varie parti del mondo. Schettino deve pagare per tutte le proprie colpe ma non deve essere il solo, non deve diventare il capro espiatorio di una prassi lunga e consolidata, altri sono i co-responsabili che quella notte hanno contribuito ad aumentare i ritardi nei soccorsi. 
COINCIDENZA "BESTIALE"

Scrivendo questo articolo, ho notato una strana coincidenza. Nave concordia è stata battezzata il 7 luglio 2006 presso il porto di Civitavecchia, tramite il tradizionale lancio della bottiglia di champagne che però nell'occasione, non si frantumò. Presagio di sfortuna? Così direbbero i superstiziosi. Ma la coincidenza davvero inquetante è la seguente: dal 7 luglio 2006 - data del battesimo del Concordia, al 13 gennaio 2012 - data del suo naufragio presso l'isola del Cigno, sarebbero trascorsi esattamente 6 anni, 6 mesi e 6 giorni.