L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

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Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

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Thursday, March 13, 2014

Pompei sotto la lava, ombelico della nuova cronologia?

http://scienzamarcia.blogspot.co.uk/2014/03/pompei-sotto-la-lava-ombelico-della.html

Pompei sotto la lava, ombelico della nuova cronologia?


articolo di Lorenzo Acerra

La storiografia ufficiale contiene una serie di curiose “sbadadaggini” le cui implicazioni sono enormi. Iniziamo a indagare sulla storia di Pompei partendo dalle parole dello storico latino Dio Cassius. Egli scrisse in greco che l'eruzione che seppellì Pompei avvenne a “fine autunno” ma la corrispondente parola greca, fu tradotta con “fine estate” . Ciò vuol dire sostanzialmente che, rispettando alla lettera il contenuto delle fonti a noi note, l'eruzione del 79 d.C. e quella del 1631 si sarebbero svolte entrambe intorno al 10 dicembre ... curiosa coincidenza.

L'origine del paese Poggiomarino (NA) è collegata alla costruzione del Canale "Conte di Sarno", lavoro che iniziò nel 1592. Lo scopo dell'opera era quello di rifornire d'acqua a Torre Annunziata i mulini del conte Muzio Tuttavilla. Questo canale del Conte trapassa da parte a parte la Pompei archeologica di cui tutto il mondo parla.
cartina del canale Conte di Sarno
Ovviamente, essendoci stato detto che Pompei fu seppellita dal Vesuvio in un'eruzione di 1500 anni prima, a nessuno venne in mente che quando il canale fu costruito da Domenico Fontana la Pompei degli scavi archeologici fosse ancora vivente, perché altrimenti ci si ritroverebbe con i romani, le loro case e i loro affreschi direttamente alla fine del medioevo. 
Sarà un caso che gli affreschi di Pompei appaiono rinascimentali? guardate coi vostri occhi e confrontate le Tre Grazie di Raffaello del 1504 e l'omonimo affresco seppellito a Pompei dall'eruzione. E che dire degli affreschi che nell'ipotetico 79 d.C. ritraevano frutti tropicali come l'ananas originario dell'America (Casa di Efebo, regione I del lararium) e il mango origuinario dell'India (affresco conservato al museo archaeologico di Napoli)?

E se avessero ragione tanti storici dimenticati (Morozov, Hardouin, Isaac Newton, Fomenko, etc.) secondo cui il tempo tra l'epoca romana e la fine del medioevo non è esistito, semplicemente è stato inventato da Scaligero, confermato da Petavio e mai più messo in discussione da chi voleva essere ritenuto ragionevole?

E veniamo adesso alla dimostrazione che il canale Sarno dell'ingegniere D. Fontana sia stato costruito nell'antica Pompei. La versione ufficiale forse non la conoscete, ma ve la presento subito: quando il canale di Fontana trapassò da parte a parte gli scavi di Pompei, che giaceva ancora sotto la collinetta “civita”, egli fece uno scavo al buio, trovando si qualche resto antico seppellito, ma senza sapere cosa stava andando ad attraversare con quel cunicolo di oltre un chilometro e mezzo, con una larghezza media di un metro e mezzo e altezza di 2.2 metri. Ufficialmente assolutamente Fontana non dovette costruirsi nessuna via d'aria in tutto quello scavo, ma quando 3 secoli dopo gli scavi videro la luce, quel canale in effetti aveva vie d'aria e riforniva tutti i pozzi e le strutture idriche della Pompei romana!

Per altro le fontane, la rete idrica romana e i raccordi interni, prima di essere seppelliti dalla lava avevano acquisito dall'acqua una impronta digitale “chimica” ben precisa. Gli storiografi moderni hanno pensato di dimostrare che l'analisi dei residui calcarei ci avrebbe potuto permettere di dire che avevano a che fare con quelli lasciati dall'acquedotto del Serino a Palma Campania (Saburo Matsui - Luigi Sorrentino - Satoshi Sakai - Yoshihisa Shimizu - Vincenza Iorio, La provenienza dell’acqua potabile nell’antica Pompei: un’ipotesi basata sull’analisi chimica dei residui calcarei degli impianti idrici, The Journal of Fasti Online www.fastionline.org/docs/FOLDER-it-2009-162.pdf )


Ma l'analisi ci dice che la rete idrica della Pompei “romana” poteva essere alimentata dall'acqua proveniente da Episcopio attraverso il canale del Sarno, e quindi pare che siamo costretti ad ammette l'assurdo, ovvero che l'opera che a Fontana e al Conte di Sarno così tante preoccupazioni e difficoltà e lungaggini causò, perché lungo i 21 chilometri di percorso c'erano da usare solo 5 miseri metri di dislivello tra fonte e foce, era esistito già 1500 anni prima.

I dati sono chiari: l'idea del conte Muzio Tuttavilla fu realizzata e poi, solo dopo, quel complesso antico fu sotterrato per formare gli scavi di Pompei.

Quindi le ultime tracce di vita della vecchia Pompei romana, datate mediante il calcare presente addosso alla rete idrica delle case, sono in relazione con la già avvenuta messa in funzione del canale del conte di Sarno. Da qui fino a concludere che le rovine romane erano viventi al momento dell'eruzione del 1631, che dunque non risalgono al 79 d.C., ci manca molto poco.

Perché mai le case, le tubature e le strutture che tutto il mondo attribuisce agli antichi “romani”, erano alimentate dall'acqua che veniva presa proprio ad Episcopio? Questi lavori del canale del conte Sarno, durati dal 1593 al 1605, avevano richiesto la creazione di un canale di 21 chilometri, con movimenti di lavoratori e di denaro ben documentate.

Impossibile confonderla per un'opera risalente a 1600 anni prima! Il conte Muzio Tuttavilla fallì per tutte le difficoltà che il progetto presentò. L'ing. Domenico Fontana morì due anni dopo la fine dei lavori. Impossibile che loro stessero fingendo le loro stesse difficoltà mentre invece il progetto pazzoide era già stato pensato e realizzato dai romani 1600 anni prima.

Questo canale è legato mani e piedi ai pozzi, alle fontane e alle terme, ... Gli scavi romani presentano ben tre terme, fontane, piscine, lavanderie, che però non erano alimentate da un eventuale acquedotto del Serino ma da acque che ritroviamo simili nei resti calcarei delle terme e dei mulini di Torre Annunziata. Quindi Domenico Fontana costruì l'acquedotto affinché passasse anche per questa città-svago di Pompei, mentre invece la via più facile e breve per arrivare a Torre Annunziata sarebbe stata quella dritta che evitava la “collinetta della Civita”. La scelta di passare per Pompei era semplicemente dovuta al fatto che avrebbe portato denari e che Pompei era “viva”.

L'alternativa sarebbe pensare che il Fontana casualmente infilzò le rovine di Pompei nascoste sotto terra senza riuscire ad arricchirsi da questo, facendo dei salti mortali tecnici incredibili, anche visto che alcuni tratti sono scoperti e quindi avevano a che fare con residui solidi di lava; intoppi questi che tecnicamente al tempo non erano di facile risoluzione, per non parlare di tutta una serie di altre carambole impossibili.

Questo canale del Sarno è un buco in una collina che per caso trapassa la vecchia Pompei da parte a parte, evitando con una curva il cimitero romano e non danneggiando il tempio le case o le fontane, oppure è un capolavoro d’ingegneria dell'epoca borbonica, come dicono coloro che nel 2010 ne hanno effettuato una messa in sicurezza e un ripristino per evitare la stagnazione delle acque e gli allagamenti? Quando la condotta venne realizzata da Domenico Fontana, la città sepolta non era stata ancora scoperta. Incredibile!

Ma ecco ancora un fatto difficilmente spiegabile secondo la versione ufficiale. Se veramente era stata l'eruzione di del (79 d.C.) a seppellire la città romana, perché allora sopra di essa non abbiamo trovato uno strato di lava addizionale, corrispondente all'eruzione che nel 1631 travolse proprio quell'area? Infatti un epitaffio presente a torre del Greco sulla strada Regia delle Calabrie, ora Via Nazionale, verso Torre Annunziata, al Km.15, addossato alla facciata della Villa Faraone Mennella, commemora le vittime dell'eruzione del 1631, che ha visto travolte nell'ordine le città di Ercolaneum (chiamata -Lisina-), Pompei, Ottaviano e Portici. (traduzione dell'epitaffio: http://www.torreomnia.com/Vesuvio/vesuvio_dicristo/vesuvio_dicristo2.htm) In numerosi libri del XVIII secolo viene riportato questo epitaffio, per esempio nel libro di Misson (1743), Recupito Giulio Cesare (1632), Moussinot (1748). Nel libro di Masculi Giovanni Battita (Napoli, 1633) c'è un'intera descrizione dell'arrivo della lava di quella eruzione su Pompei ed Ercolaneum (Lisina).

Dunque, dov'è quello strato di lava che si aggiunge a quello del 79 d.C.? Questo mini-saggio parte dal lavoro dell'ingegner Andreas Tschurilow (1962-ott. 2013), che a sua volta prese spunto dal Dr. Anatoli Fomenko. La parte di rifinitura per preparare quest'articolo, consiste nell'analisi delle foto e la raccolta dei testi che parlano del Canale del Sarno (per es. da varie interrogazioni parlamentari per il problema dell'uso come discarica non controllata). Ma per il 90% questo testo riprende le considerazione di A. Tschurilow, che ha lasciato in un libro in lingua russa (“Pompei: l'ultimo giorno o no?”), oltre che su un forum in lingua tedesca, le riflessioni e le scoperte rafforzate da numerose visite in Italia.

La decisione di studiarsi a fondo il forum tedesco, che è lunghissimo, dipendeva dal fatto che l'ignegnere sapeva dove stava andando a parare, gli serviva solo un aiutino in più con l'italiano. Il tempo tra la civiltà romana e la fine del medioevo è stato inventato, viene tutt'ora usato per rafforzare storie di nazionalismi, distorsioni di religioni e altri elementi che oggi vengono presi a pretesa per rivendicazioni, guerre o soprusi.

La discussione sul fatto che Pompei possa essere una città del XV e XVI secolo la dobbiamo affrontare in un altra occasione.

Qui sotto una piccola ulteriore rassegna di contraddizioni inspiegabili secondo la versione ufficiale della storia delle eruzioni del vesuvio.

Dimitri Rogal-Levitsky scrive nel suo libro "The Modern Orchestra" che nel 1738 durante gli scavi di Pompei vennero scoperte due eccellenti trombe di bronzo con bocchini d'oro, nonché vetro trasparente, vasi di vetro molto sottile, che si vedono anche negli affreschi pompeiani. Vedi anche http://www.ilya.it/chrono/pages/pompejigallerydt.htm#14http://www.ilya.it/chrono/pages/pompejigallerydt.htm#13 

Il poeta Sannazaro scrive che vede davanti a se nel XVI secolo Pompei con i suoi templi, le case, le torri.

Palle di cannone ritrovate sotto gli scavi di pompei? Vedi http://www.archaeology.org/interactive/pompeii/field/5.html

Murale “romano” degli scavi a villa boscoreale che mostra un globo terrestre? http://img263.imageshack.us/img263/743/vez1.jpgp.62 
Interessanti sono le analisi dei testi

"Pompeji und Renesainse - Gegenüberstellung" aus dem Bericht von V. Narvidas.


"Vitas Narvidas" Pompeian Frescoes and the Renaissance: a comparison, "Electronic Almanac" Art & Fact 1 (5), 2007 alcuni esempi di confronto

giudicate voi il confronto tra queste opere d'arte


Pompei 3- http://cache2.allpostersimages.com/LRG/13/1345/NR4S000Z.jpg (notare l'attaccatura dei capelli della donna )



Leggi i precedenti articoli sulla Nuova Cronologia 

Saturday, March 1, 2014

Vedere la storia per la prima volta! - parte 2

http://scienzamarcia.blogspot.it/2014/02/vedere-la-storia-per-la-prima-volta_28.html

Vedere la storia per la prima volta! - parte 2

   articolo di Lorenzo Acerra, con integrazioni a cura di Corrado Penna

   leggi qui la prima parte
Da un articolo di Nosovski apprendiamo un'altra cosa interessante. Volendo sistemare le cronistorie secondo la datazione ufficiale accettata, e volendo accettare, come dicono loro, che il Concilio di Nicea (325 d.C..) stabilì la norma di quando dovessero cadere i giorni di Pasqua (la prima luna piena di primavera), perché questi risultano sbagliati quando uno con il computer va a calcolare le date delle lune piene? Forse perché ci fu un reale Consiglio di Nicea solo nel 1200 d.C., che fu rispedito indietro nel tempo di 900 anni, in un periodo di storia “fantasma”? Inconsistenze di questo tipo vengono elencate a decine di migliaia, e non solo da Fomenko, Nosovski o Morozov.

Ma torniamo alla falsificazione del Medio Evo in Europa. Al 1903 risale un libro di Robert Baldauf, lettore dell'Università di Basilea, che studiò gli archivi del famoso monastero di San Gallo in Svizzera. Certe caratteristiche che potevano essere solo di autori medievali egli le ritrovò nei testi antichi. Studiò le correlazioni tra un testo ed un altro, studiò i falsi, capì chi era autore di cosa, e alla fine dice che le antiche cronache erano state create nel medioevo: “I nostri antichi romani e greci, Omero, Sofocle, Aristotele, la loro patria non erano l'antica roma o le città stato elleniche, ma l'italia del XIV e XV secolo”.
Sulla posizione critica di tale filologo potete trovare molte informazioni persino sulla pagina di wikipedia, sito ben noto per la sua allergia alle ipotesi cospirative. Al link http://en.wikipedia.org/wiki/Robert_Baldauf possiamo leggere che tale studioso nel 1902/1903 ha pubblicato due volumi di quella che doveva essere una serie di 4 tomi sulla Storia del Criticismo:
Baldauf è arrivato quasi alle stesse conclusioni dello scienziato francese Jean Hardouin sebbene abbia utilizzato un metodo differente, quello dell'analisi filologica. Baldauf ha studiato gli archivi del famoso monastero svizzero di St. Gallen (...) manoscritti che si presume e che si dice siano antichied ha affermato che essi erano per la maggior parte di composizione recente (...)  Baldauf ha scoperto paralleli tra i libri storici del Vecchio Testamento ed i lavori del genere medioevale del romanzo da una parte e dell'Iliade di Omero dall'altra che erano abbastanza somiglianti da portarlo ad assumere che i testi sia dell'Iliade che della bibbia fossero risalenti al Medio Evo. 
Baldauf riassume le sue ricerche con le seguenti parole seguenti: "I nostri romani e greci sono stati tutti umanisti italiani." Tutti essi – Omero, Sofocle, Aristotele, e molti altri "antichi" autori, così differenti nella nostra percezione, provengono dallo stesso secolo, il quattordicesimo e quindicesimo del rinascimento italiano. Baldauf afferma che l'intera storia degli antichi greci e romani - così come la "storia" biblica, che appare correlata ad essa entro una certa misura - è stata concepita ed introdotta dagli umanisti italiani, e dai loro colleghi e seguaci delle altre nazioni. L'umanesimo, egli afferma, ci ha dato un intero mondo antico di fantasia e la Bibbia, così come l'alto Medioevo [il periodo più antico del cosiddetto Medioevo - N.d.T.], che Baldauf considerava un'invenzione degli scrittori umanisti.
Ugualmente falsificati i conii e le medaglie attribuite ai romani o ai greci antichi. Un celebre pavimento a mosaico di Piazza Armerina (Enna) dovrebbe appartenere insieme a tutto il resto alla manifattura romana, ma allora i romani erano nel rinascimento, perché adolescenti in costume da bagno che giocano con una palla non si erano mai viste prima. Ma naturalmente questo fu interpretato come uno spunto immaginativo visionario dei romani.

L'alternativa sarebbe dire che non possono essere passati 1100 anni tra la manifattura di quelle opere “antiche” romane e il rinascimento. Per non parlare delle opere che per forza di cose devono essere rinascimentali, ma sono ritrovate seppellite nel 79 d.C. a Pompei ed Ercolano. Abbiamo scavato da Pompei affreschi che rivelano tabernacoli decisamente cristiani?

L'idea principale esposta da Kessler e Davidenko nel loro “Book of Civilization” è che mediante la storia della tecnologia possiamo ricostruire la storiografia in modi un pò più corretti di quello che è stato fatto in passato.



Molti artefatti di un certo tipo e statue di granito erano impossibili da costruire prima della nascita di certe tecnologie. Anche molti coni cosiddetti antichi non hanno potuto esistere nei tempi in cui li si attribuisce. A Pompei sono stati ritrovati manufatti vetrosi che non poteva già essere esistiti e quindi seppelliti nel 79 d.C. Una serpentina di marmo presente a Pergamon nel 139 a.C. in realtà aveva bisogno della stessa tecnologia dello stucco usata da Michelangelo che non esisteva prima del Rinascimento.

Anche Alexander Jabinski nel libro russo Another History of Art dimostra che i manufatti attribuiti alla storia dell'arte romana o greca (quindi duemila e passa anni fa), in realtà non possono essere più antichi di 1000 anni. Nel suo libro sono presentati centinaia di esempi che dimostrano come l'arte realizzata nell'ultimo millennio sia poi stata distribuita dagli storiografi lungo tutto il corso della storia antica.

Lo stesso tipo di discorso può essere fatto, ed anzi è stato fatto, dallo storico della musica Eugene Gertsman: una decina di secoli di presunta storia della musica non corrispondono a quello che si vorrebbe far credere (Mysteries of the History of the Ancient Music, Nota Publishing, Saint-Petersburg, 2004).

La continuità della storia della matematica si è presa una ferie ingiustificata di mille anni, dal teorema di Pitagora, Talete e le equazioni di secondo grado degli antichi greci, fino al passo successivo avvenuto mille anni dopo. Ci sarebbero anche inconsistenze riguardanti le densità di popolazione.

E il benedetto metodo del carbonio 14 allora? Non concorda forse con la storiografia ufficiale? Innanzitutto il metodo non è applicabile a tutto. Per es. non è applicabile ad un libro o ad una moneta. Ci sono numerosissime circostanze che possono essersi verificate che renderebbero una misurazione falsa. L'ambiente circostante determina con quale velocità il carbonio 14 è stato perso da un tessuto, per esempio il campo magnetico della Terra. Ma comunque il metodo parte da un assioma che viene subito dimostrato falso. L'assioma è che ci sia un livello di carbonio 14 uniforme in qualsiasi materiale vivente.

Guarda caso, nel metodo del carbonio 14 si è reso necessario usare delle curve cosiddette di calibrazione. Per ottenerle sono stati usati campioni biologici di età nota. Quindi la calibrazione dipende dalla cronologia convenzionale. Se la cronologia globale fosse cambiata e quindi le curve di calibrazione cambiassero, il metodo con la nuova calibrazione riuscirebbe a dimostrare non la verità della vecchia cronologia ma di quella nuova (http://www.creationworldview.org/articles_view.asp?id=6).

Garry Kasparov, il campione di scacchi, s'infiamma quando gli si chiede la sua opinione sul millennio mai esistito. Sostenitore degli studi di Morozov-Fomenko, egli dice che è in grado di mettere al tappeto qualsiasi storico che accetti una dialettica con i dati a diposizione. Su qualsiasi argomento e da tanti punti di vista.

Tra l'altro Fomenko e Nosovski nel frattempo hanno sviluppato molti altri strumenti matematici che permettono di smantellare grossi pezzi di cronologia acquisiti dalle decisioni a suo tempo dei gesuiti Scaligero e Petavius. La domanda nasce spontanea. Il latino, una lingua che non aveva una corrispondenza con quella che il popolo usava nel 1100 d.C., fu inventata e diffusa tra i letterati proprio allo scopo di mistificare la realtà? Non è una coincidenza che la sua struttura sia simile al russo. Sembra che un certo Batu Khan stesse dietro alla creazione di tutti questi monasteri-fortificazioni benedettini che stavano per andare a far crescere la civiltà antica come la conosciamo.
Ci sarebbe anche da dire sullo sviluppo dei mercanti-banchieri. Chissà se questa era una delle massime priorità di qualcuno, oltre naturalmente ai semi concettuali posti di nazioni, di storie nazionali e di storie e identità religiose. Naturalmente, se ha ragione Fomenko, molte rivendicazioni politiche, religiose o territoriali che ancora oggi alimentano guerre non hanno alcun solido fondamento.

Le vicende antiche, Rinascimento e signoria dei Medici inclusi, si svolsero piuttosto in modo esplosivo e lineare e non come si pensa, impantanandosi in 1100 anni di stasi benedettina-medievale (http://window2thepast.blogspot.de/2012/05/europe-in-14th-century-europeans-like.html). Ma ovviamente chi può dire dove veramente finisce la falsificazione? Certo non si potrà dire dalla mattina alla sera cosa è vero e cosa è ancora mistificato. Nemmeno l'opera di Fomenko, che già ci lavora da oltre venti anni, potrà darci altro che flebili indizi.


L'opera di Fomenko soprattutto ci mette davanti a sovrapposizioni incredibili d'interi profili di dinastie. Gli anni di regno di ciascun sovrano delle due dinastie che si sovrappongono sono uguali a quello del suo equivalente nell'altra dinastia. Ma è non solo quello si sovrappone: c'è tutto un complesso di dati e di eventi di ciascun regnante che si sovrappone con quello del suo equivalente. E ciò si verifica per ognuno dei sovrani di una dinastia.

Limitatamente agli usufruitori di questo articolo, ricordiamo solo alcune somiglianze tra l'inizio del medio evo e la fine del medio evo:
L'imperatore bizantino faccia a faccia con l'invasione dei mongoli che si affacciano in Europa (1200 d.C.).
Il Papa Leo deve far fronte alla pressione e le ondate di Attila degli Unni (400 d.C. ).

Scisma bizantino (1200 d.C.). La corte bizantina fissata a Nicea, non ha più un imperatore del romano impero di Bisanzio.
Scisma della Chiesa, Concilio di Nicea che avviene senza la presenza di un papa romano (325 d.C.).
Invasione dell'Inghilterra da parte dei normanni (1070 d,C.).
Invasione dell'Inghilterra da parte dei Romani ( 60 dC.).
Pletin che riprende e diffonde il Neo Platonismo (1355 d.C.).
Plotino diffonde il Platonismo come Neo-Platonismo (204 d.C.)
Viene costruita la Cattedrale di Colonia (XIV secolo).
La costruzione della chiesa da parte dei cristiani si fa risalire al IV secolo.
Il Papato lavora alacremente all'istituzione di nuovi Ordini monastici (XIII-XIV secolo ).
Giustiniano I ( 482 – 565) incoraggia e difende i nuovi ordini religiosi cristiani.
Insomma, non risulta difficile credere a Edwin Johnson (1894, http://www.egodeath.com/edwinjohnsonpaulineepistles.htm) il quale affermò che i monaci benedettini medievali lavorarono in modo alacre per calcolare la storia umana da Adamo in poi, creando schematiche tavole cronologiche che poi furono riprese dal team di esperti di cronologia gesuiti a partire da Scaligero, istituendo il sistema Annus Domini che ancora seguiamo al giorno d'oggi.

Il sopra citato Jean Hardouin si occupò anche di monete e medaglie. La sua conclusione fu che c'era anche qui falsificazione, cioè molte non erano delle epoche a cui si voleva farli risalire. Anche qui c'era la mano dei contraffattori benedettini. Più studiava ed approfondiva, più vedeva l'imbroglio e la falsificazione diffusa delle radici e della durata della civilizzazione. Quest'opera era andata avanti prima nei monasteri, con il consenso e l'autorità di Federico II nel 13 secolo, di Filippo II in Francia nel 14 secolo e più tardi con l'appoggio appassionato dei Medici a Firenze.

Fomenko riscontra alcune date astronomiche nei libri del vecchio testamento, che risalgono anch'esse al 1300- 1500. Nella storia di Carlomagno, i Benedettini si prendono un grosso credito per l'educazione di questo sovrano nel neonato Impero romano d'occidente. Una tesi abbastanza solida presentata da Fomenko è che la Russia, la civiltà e tecnologia russa, erano più antiche di quella della Grecia o di Roma, e che l'impero mongolo medievale era in realtà un impero di dimensioni mondiali di nautra slavo-turca, il “Russian Horde”. E quando essi lo decisero, iniziarono ad iniettare cultura, conoscenze e tecnologia da noi in Europa.

Voglio riportare ancora una volta l'attenzione sul fatto che 1000 anni di storia sono stati inventati. Astronomicamente parlando, l'Almagesto di Tolomeo (II secolo d.C.) contiene dettagli sulla reciproca posizione degli astri che avrebbe potuto realizzarsi solo parecchie centinaia di anni dopo. Quindi ammesso di voler accettare solo il fatto dell'invenzione di mille anni di storia, e volendoci lasciare dei dubbi sui nomi o popoli cui Fomenko attribuiva il potere tecnologico e un dominio incontrastato su Cina, Russia e l'intera Asia, la domanda che ci poniamo è come facessero questi a diffondere la propria influenza, a volta senza comparire o comunque senza far comparire i loro eserciti.

Le città-stato della Mesopotamia furono le prime (almeno per quanto è possibile scavare) ad avere un'organizzata rete di mercanti. Già a partire dal secondo-terzo millennio a.C. questi mercanti si spostavano insieme tra una città ed un'altra in carovane ben armate, una specie di mini-esercito. A garanzia di questa classe mercantile privilegiata erano state istituite speciali Corti per mercanti, presenti in ogni distretto finanziario nella città principale. Parte del loro bagaglio culturale era già la conoscenza e l'utilizzo della "riserva frazionata", cioè la creazione di denaro-debito dal nulla, Ma questo lo potevano fare esclusivamente tra loro, perche codici religiosi e codici legali proibivano questo sistema dell'interesse. Niente si moltiplica in natura. E quindi il denaro non poteva iniziare improvvisamente a farlo.

Nell'antico codice di leggi Hammurabai, all'articolo n.7 troviamo il divieto sulla possibilità che mercanti non autorizzati creassero ricevute di argilla secondo la moltiplicazione delle riserve. Ma ecco che di li a poco tutto questo fu superato. Chi ne sapeva di più, ovvero gli slavi, comparvero facendo delle iniezioni di cultura e di tecnologia! Che cosa sapeva di più degli altri l'elite degli slavi.

Purtroppo qui dobbiamo fare una lunga premessa. Il sistema basato su conti correnti e assegni bancari è incredibilmente efficiente oggi nel minimizzare la necessità di transazioni "in contanti", ma abbiamo prove che lo fosse già nel XV secolo: tra il 1456 e il 1459, una banca a Genova ricevette dall'estero 160.000 lire in ricevute (lettere di credito) e il 92.5% di tale quantità fu saldata con spostamenti sui conti correnti interni, e solo il restante 7.5% venne pagato in contanti [Spufford 1986].

Già i babilonesi, grazie alla scrittura e ai documenti in argilla sviluppati dai mercanti, avevano scoperto questa "pietra filosofale dell'economia" (che oggi è la principale attività svolta dal sistema bancario), cioè lo scambio tra mercanti operato mediante un organizzato sistema di appianamento dei pagamenti (ordini di trasferimento delle cifre sugli acconti di deposito) e moltiplicazione delle riserve.

Anche se il Tempio era sempre davanti agli occhi di tutti, quelle antiche popolazioni non sospettarono mai che le ricevute di denaro non fossero avallate completamente dalle ricchezze depositate. Non sospettarono mai che il denaro fosse semplicemente creato moltiplicando riserve, perché essi ingenuamente pensarono che se tale abuso fosse stato perpetuato ciò sarebbe stato lapalissiano, i suoi effetti sarebbero stati manifesti alla comunità. Ma tale abuso, quando perpetrato, è tutt'altro che immediatamente evidente.

Il vantaggio per i guardiani dei Templi era che l'insieme degli imprenditori cui un mercante-banchiere aveva concesso prestiti erano beneficiari di una massa monetaria creata dal nulla e sulla quale doveva essere restituito un interesse (in forma di ricchezza CHE ESISTEVA!). Questa massa monetaria astratta (permettetemi il termine "astratta", che sottolinea che era creata dal nulla e testimoniata solo da tavolette d'argilla) estraeva interesse dalla moneta metallo o dalle proprietà di una comunità. Il business di tutta una comunità era caricato di un tale peso, tanto più che la massa monetaria astratta cresceva fino ad essere un buon numero di volte superiore alla moneta metallica esistente.

Questa confraternita di banchieri internazionali aveva un particolare interesse perché i regni che cadevano sotto la sua influenza trasformassero il loro sistema monetario in uno basato su argento e oro. Come è possibile ciò, direte voi, alla luce del fatto che i grandi commerci dei mercanti si basavano proprio sul principio di minimizzarli i pagamenti con monete metalliche? I mercanti conoscevano benissimo i limiti del denaro metallico: nei periodi migliori c'erano tempi lunghissimi di attesa dei trasferimenti dell'oro o argento dovuti; e la disponibilità di contanti, che era sempre in uno stato di carenza cronica, nei periodi peggiori era soggetta a stati acuti di carenza.

Il dilemma è solo apparente. I mercanti tennero per sè le conoscenze delle tecniche di appianamento bancarie e di emissione di lettere di credito. Infatti, la loro elite, "il banco di fiera", avendo capito la potenza di questo meccanismo, pianificava di trarne vantaggi personali. D'altro canto vennero proposti come strumenti di scambio oro e argento, ben sapendo che l'uso di questo tipo di "contanti" non era né facile né economico. Il sistema dei metalli preziosi come base monetaria, dietro l'apparenza di logicità, costituiva invece uno strumento di instabilità economica.

L'adozione di questo sistema monetario basato su oro e argento costrinse i governanti di tutto il mondo ad una corsa affannosa all'approvvigionamento di metalli preziosi, che già nel VI secolo a.C. viene testimoniata dall'agitazione con la quale Xenofonte chiede al governo di Atene di acquistare 10.000 schiavi, da dare in affitto ai proprietari delle miniere di Laureion, dove però sembra che il filone di argento si fosse già da tempo avviato all'esaurimento.

Le numerose tavolette in argilla che sono state ritrovate in Atene pochi anni dopo mostrano che l'esportazione di argento ad Oriente stava man mano causando nella città-stato greca dei vuoti di "contanti", che venivano con successo riempiti dalle ricevute in argilla create dai banchieri e accreditate sui loro acconti e su quelli dei loro più utili agenti greci.

La stessa cosa sarebbe avvenuta nel II secolo nella Roma antica, nel XVI secolo nel regno di Napoli, nel XVII secolo in Inghilterra, nel XVIII secolo in Francia, nel XIX secolo in Italia e le altre monarchie europee, nel 1913 negli Usa, avendo ognuna di queste circostanze come conseguenza l'accettazione delle "lettere di credito" e banconote dei banchieri come mezzo di pagamento.

Tra gli esempi più recenti dell'instabilità cui era sottoposto il sistema monetario basato su metalli preziosi, abbiamo le vicende del 1934, quando il prezzo mondiale dell'argento aumentò improvvisamente come conseguenza dell'acquisizione da parte degli Stati Uniti di enormi scorte di tale metallo prezioso (in un improbabile ritorno al bimetallismo), e ciò indusse una sopra-valutazione delle monete d'argento della Cina e dell'India (cioè esse venivano esportate all'estero oppure non venivano spese). Tragicamente ciò indusse in rovina il sistema monetario della Cina in un momento critico della sua storia [Friedman 1992].

Saturday, February 22, 2014

Pseudo-confutazioni (nuova cronologia, storia del cristianesimo)

http://scienzamarcia.blogspot.it/2014/02/pseudo-confutazioni-nuova-cronologia.html

Pseudo-confutazioni (nuova cronologia, storia del cristianesimo)

Ho ricevuto una mail da un lettore su delle presunte confutazioni al lavoro di Fomenko sull anuova cronologia, presenti in una discussione sul forum di luogocomune
In verità ho letto quasi per interola prima parte della lunga discussione, ma ho trovato poco più che aggettivi, in perfetto stile debunker. Ciò non toglie che il lavoro della Nuova Cronologia possa avere dei limiti, presentare degli errori, ma criticare dicendo "è assurdo che le vecchie cronache siano così grossolanamente errate" è fin troppo semplice, trovare degli errori nelle valutazioni astronomiche delle date invece molto più difficile, ed in effetti di simili confutazioni non se ne trova traccia. 

Ho trovato invece interessante la riflessione sul fatto che la storia del pensiero filosofico sembra avere una lunga lacuna di circa 700 anni Aristotele a Sant'Agostino (eccetto due o tre pensatori di un certo rilievo), rilfessione che si ricollega a quanto detto a proposito del libro di Lucio Russo nel precedente articolo.

Tengo a rimarcare il fatto che la storia, in quanto tale, è fondata su testi scritti, testi che raramente siamo in grado di datare con precisione assoluta. L'invenzione della scrittura divide la storia dalla preistoria, e si pensa ingenuamente che la prima sia meglio conosciuta della seconda. Purtroppo non sapremo mai chi ha scritto realmente certe cronache antiche, non sapremo mai con certezza quando le ha scritte, e non sapremo mai se il suo lavoro obbediva a secondi fini.

Per quanto riguarda invece l'articolo sul rapporto tra Chiesa e Massoneria un amico mi aveva segnalato un articolo secondo il quale la repressione degli eretici e persino la crudeltà della santa inquisizione sarebbero delle montature anticristiane. L'articolo appare alquanto di parte, ma è pur vero che la storia antica è fondata su documenti scritti molti secoli fa, della cui autenticità non sappiamo mai se possiamo fidarci fino in fondo, ed è pur vero che spesso la storia è fondata su una personale interpretazione dei dati storici (ne abbiamo vistosi esempi recenti).

Ad ogni modo riporto qui sotto quanto ha scritto un'amica come commento a tale articolo sul blog di Zret.
L'articolo, che mi e' sembrato disarticolato e campato in aria, e mi sono un po' documentata sull'autore. La storiografia non ufficiale ci puo' e ci deve stare (nel mio scaffale c'e') se viene fatta da gente che studia e si documenta, come nel caso di David Irving, per esempio, uno dei pochi storici anglosassoni sulla Germania nazista che sa il Tedesco e ha potuto leggere i documenti in originale. Infatti e' il piu' celebre negazionista dell'olocausto.

Leggere i  documenti in originale non e' da tutti, ci sono comunque studiosi che lo fanno e a loro va data la precedenza. Quello che non mi ha convinto dell'articolo che hai segnalato e' il taglio tipicamente giornalistico e sensazionalistico: prima di verificarlo, sapevo che il divulgatore era un giornalista. Affideresti le tue conoscenze storiche a History channel? Non credo. I giornalisti possono trasmetterti l'occasionale informazione, e neanche troppo bene, ma mai autetica conoscenza, che e' studio e approfondimento. Penso a un amico che voleva fare la tesi sul sud est asiatico su cui pensava di sapere molto perché aveva letto Terzani! Beh, si e' dovuto ricredere e amaramente.
 
Un'altra cosa. Nell'articolo si cita un commento civettuolo dello storico Luigi Firpo sulla esagerata durezza dei processi dell'inquisizione. Guarda, io ho fatto l'esame di storia moderna con suo figlio Massimo Firpo, e ho portato all'esame testi di entrambi: ti assicuro che raccontavano altre storie! Ma tanto i giornalisti non sono tenuti a essere corretti ...




Sebbene si tratti (almeno in prima istanza) di ben altro, leggi anche l'articolo

biancaneve e 7 tanker, ovvero perché la neve è diventata di plastica

e guarda il video in corporato

Friday, February 21, 2014

Vedere la storia per la prima volta! - parte prima

http://scienzamarcia.blogspot.it/2014/02/vedere-la-storia-per-la-prima-volta.html

Vedere la storia per la prima volta! - parte prima

   articolo di Lorenzo Acerra, con integrazioni a cura di Corrado Penna

 Morozov, Fomenko (e tanti altri prima e dopo di loro che ora vedremo) affermano che la cronistoria della civiltà, soprattutto di quel periodo che va dal terzo al dodicesimo secolo dopo Cristo (e che include quindi la gran parte del cosiddetto Medioevo) si compone solo di stracci fantasmi, del tutto inventati e mistificati, messi a copertura di chissà cosa. I racconti secondo tali illustri studiosi non corrispondono ad episodi avvenuti a quei tempi. Ricordiamo che quando parliamo di illustri studiosi parliamo di professori universitari di Matematica come Nosovskij e Fomenko nonché di uno dei più grandi geni degli ultimi secoli, il fisico e matematico Isaac Newton, scopritore del calcolo differenziale (derivate) e delle leggi della gravità.

Nell'ipotesi di Fomenko, pezzetti di cronistoria presi qua e là alla meno peggio furono attribuiti dai teologi gesuiti Scaligero e Petavio ad un periodo fantasma, inventato sulla carta, che è quello che separa il nocciolo della storia di Roma dal periodo finale del medioevo. Per essere più chiari possibili, in questa ipotesi gli anni 1100-1200 d.C. sono preceduti solo da quello che accadeva a ridosso dell'Annus Domini (l’anno in cui, durante l’occupazione e dominazione dell’impero romano su Giudea e Galilea, sarebbe nato Gesù Cristo).

L'elaborazione di calcoli matematici e astronomici effettuata da Fomenko e Nosovskij confermerebbe questa idea, che comunque apparteneva già ad altri autori.

Equazioni differenziali che solo oggi, grazie ai computer, riescono a dare informazioni chiare ci permettono di valutare se le date delle eclissi lunari di cui abbiamo notizie dalle antiche cronache corrispondono alle reali date in cui in passato tali eventi si verificarono. Le eclissi riportate sugli antichi libri nel periodo tra il 300 a.C. e il 1100 d.C. non erano compatibili col regolare e costante moto della Luna intorno alla Terra (e della Terra intorno al Sole) che le avrebbe dovuto generare. Come già mostrato nel precedente articolo, quei dati desunti dalle antiche cronache avrebbero significato un accelerazione ed in seguito una decelerazione del moto lunare; moto che invece, per quanto ne sappiamo dalle osservazioni degli ultimi secoli, è sempre rimasto costante (d’altronde non vi è fenomeno alcuno che giustifichi una tale bizzarra accelerazione/decelerazione del moto lunare). Ecco perché dei matematici si affacciano con prepotenza sul mondo della storiografia. Lo studio della posizione reciproca degli astri, desunta dalle antiche descrizioni, si poteva presentare solo in alcune date storiche e non in altre.

È chiaro che gli storici che hanno costruito la cronologia adesso universalmente accettata erano unanimi, ma non gli altri! Nel sedicesimo secolo De Arcilla, professore dell'Università di Salamanca in Spagna, diceva che tutta la storia antica era una contraffazione imbastita prima a partire dagli scribi benedettini e poi dagli umanisti sponsorizzati da varie signorie.

Un altro famoso esponente di questa tesi fu Jean Hardouin (1646 -1729), direttore della French Royal Library. La maggior parte della letteratura classica, diceva lui, era stata fabbricata nei secoli tredicesimo e quattordicesimo. Come possiamo leggere su wikipedia anche Hardouin, che era un un gesuita, fu studioso degli antichi testi classici e delle antiche monete, e scrisse i testi Chronologiae ex nummis antiquis restitutae (1696) e Prolegomena ad censuram veterum scriptorum, e si convinse che, con l'eccezione di pochi testi, i classici testi dell'antichità greco-romana fossero dei falsi fabbricati da monaci del 13° secolo, e lo stesso egli affermava riguardo a molti capolavori artistici, monete, iscrizioni. Affermò anche che molti antichi avvenimenti fossero stati inventati di sana pianta, in particolare tutti i concili avvenuti prima di quello di Trento.

Di qui parte lo spunto di Fomenko. L'eclissi presentata nella Historia di Tito Livio deve essere avvenuta mille anni dopo. Questo significa che Tito Livio viveva 1000 anni dopo. Ovvero possiamo situare lui, assieme agli altri autori della storia romana ed alla la società che raccontano, nell'undicesimo secolo. Il periodo 59 a.C. – 17 d.C. descritto da Tito Livio è in realtà da collocarsi nell'undicesimo secolo. Lo stesso si può dire delle tre eclissi consecutive descritte durante la guerra del Peloponneso. Datandole bene e quindi portandole avanti di oltre mille anni, ci rimangono solo degli eventi fantasma, doppioni costruiti a partire da qualcos'altro, che Petavio e Scaligero avevano allineato nella loro cronologia preferita e che si rivelano quindi quali stracci di una cronistoria fantasma.

L'inquisizione (1200-1500) fu guidata dai Gesuiti, come ci conferma un articolo di giornale, (nel quale si ricorda non solo che furono inquisitori spietati, ma che si adoperarono anche per la “conversione forzata” degli indios americani). L’articolo in questione sarebbe da leggere integralmente, per comprendere come quasi tutte le nazioni d’Europa abbiano visto nei Gesuiti un grosso pericolo per la propria indipendenza, e non è un caso che il termine “gesuita” adesso sia utilizzato come sinonimo di persona intrigante. Se nel regno di Napoli il ministro Bernardo Tanucci li definì «un vero canchero del genere umano» e se essi venirono espulsi dal regno d’Inghilterra, Portogallo, Francia, Spagna, Parma, Napoli, forse un motivo c’era. In tempi più recenti molti studiosi delle trame cospirative moderne vedono nei Gesuiti una delle forze più potenti ai vertici della piramide del potere.

La storia è stata riscritta dai Gesuiti? Il già citato Petavio, che con Scaligero formulò la cronologia attualmente in uso, fu un Gesuita. Ma non dimentichiamo che anche Hardouin, che dissente radicalmente da Petavio e Scaligero, è un gesuita (niente al mondo è tutto bianco o tutto nero).



Ad ogni modo c'è da chiedersi se sia possibile che Scaligero e Petavio avessero fatto un lavoro certosino e precisissimo già al primo colpo (stiamo parlando del libro “Opus Novum de emendatione temporum” di Scaligero risalente al periodo 1583-1606 e del libro “De Doctrina Temporum” di Petavius del 1627)? Dal 1600 in poi non è mai più capitato che sui libri scolastici, nonostante l’avanzare del progresso, della tecnologia, della matematica, dell’astronomia, iniziassero a comparire date essenziali diverse da quelle da loro determinate.  

Una delle argomentazioni più forti di Fomenko è quella matematica. Oggi è possibile il calcolo delle posizioni astronomiche grazie ai tanti software facilmente reperibili. E di descrizioni di posizioni astronomiche le cronache antiche sono piene. Ovviamente l'Inquisizione riuscì a stroncare una tradizione di conoscenze astronomiche di grande spessore (che fu passata ai piani alti delle massonerie). Ma Fomenko riesce lo stesso a mettere in difficoltà la storiografia ufficiale perché le sue valutazioni delle date desunte dagli eventi astronomici e dalle posizioni degli atri citate negli antichi testi greci, antichi romani e persino antichi egizi, le avvicinano di un millennio alla nostra data attuale.

Sui geroglifici egizi compaiono date astronomiche. All'inizio gli studiosi avevano cercato di calcolarle, ma evidentemente i calcoli erano troppo lunghi e complicati da fare a mano. Anche perché spesso per proseguire bisognava fare tutta una serie di assunzioni. Man mano che ci si rese conto che le valutazioni di quelle date astronomiche non potevano essere fatte ricadere nell'intervallo compatibile con la storiografia organizzata, s'iniziò a dire che la descrizione di certi fattori astronomici fosse piuttosto un qualcosa di decorativo che non voleva indicare una data.

Ma allora perché eventi astronomici e posizioni degli astri che corrispondono al picco culturale e monumentale degli egizi, una volta valutati con metodi matematici moderni, si scopre che cadono nell'intervello 1100- 1600 d.C.? E come mai, se certe descrizioni e certi riferimenti astronomici erano opera di fantasia, rispettavano gli angoli relativi delle posizioni dei pianeti viste dalla Terra? Certamente un artista che inventa a bella posta certi riferimenti astronomici non solo indovinerà molto raramente una data veramente esistita, ma violerà molte delle regole relative ai moti celesti (anche magari volendovi rimanere vicino perché in possesso di una qualche conoscenza di astronomia).

E anche quando viene fuori qualcosa di coerente, che corrisponde ad una data reale, è statisticamente possibile che la data corrispondente sia sempre da situarsi nel tardo medioevo? Perché non si trova mai una data da situare nel lontano futuro o nel lontano passato? (Fomenko, Nosovski, “Mysteries of Egyptian Zodiacs and Other Riddles of Ancient History“ 2003).




Leggi anche

Alcune integrazioni agli articoli sulla Nuova Cronologia

Acluni piccole integrazioni agli articoli sulla "Nuova cronologia"

http://scienzamarcia.blogspot.it/2014/02/acluni-piccole-integrazioni-agli.html

Acluni piccole integrazioni agli articoli sulla "Nuova cronologia"


Voglio qui brevemente mostrare alcuni dati a conferma di quanto scritto negli articoli precedenti sulla falsità della cronologia ufficiale, (l'articolo introduttivo e l'articolo sui metodi della nuova cronologia).

Innanzi tutto chi volesse prendere visione del libro di Isaac Newton (il celebre fisico e matematico inglese) in cui egli rimette in discussione la cronolocia ufficiale può trovarlo al seguente link:

Di tale libro e della passione per la cronologia tratta anche un articolo recente del quotidiano "Il sole 24 ore.
http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2014-01-21/la-sapienza-antica-newton-160809.shtml?uuid=ABHn1Dr

In tale articolo leggiamo che
erano davvero in pochissimi a sospettare che Newton avesse dedicato un tempo incomparabilmente maggiore all'esegesi biblica, all'alchimia e alla cronologia universale che non a tutte le altre discipline da noi oggi considerate, in senso proprio, scientifiche. Ma nel 1728, la pubblicazione postuma della sua Chronology of Ancient Kingdoms Amended (La cronologia degli antichi regni emendata) avrebbe fornito ai contemporanei un primo saggio di questi interessi, e scatenato subito un grande dibattito. 
Nell'articolo viene specificato che Newton proponeva di contrarre "la storia greca di cinquecento anni e quella egizia di un millennio", in maniera non dissimile da Fomenko e dai suoi collaboratori (nonché da Morozov) che analizzando le antiche cronache hanno ritrovato fin troppi doppioni di dinastie e di vari avvenimenti che sono serviti a stiracchiare la reale durata delle antiche epoche storiche.


Lo scopo di Newton pare che fosse quello di
ripristinare nientemeno l'originaria e vera religione, per capire come e perché si fosse corrotta. E in questo contesto risultava fondamentale spiegare le discrepanze tra la cronologia degli storici pagani e quella dell'Antico Testamento, l'unica che Newton considerasse attendibile.
Newton infatti riteneva che il testo biblico fosse stato alterato, manipolato, e considerava il dogma trinitario un'invenzione posteriore della Chiesa, non supportata dalle scritture. Egli si occupò anche del lbiro dell'Apocalisse, dedicando ad esso un intero trattato. Su tale libro Per il vedasi il link seguente

Non facciamo ingannare dal fatto che Newton abbia lavorato alla sua revisione cronologica mosso da un intento religioso, anche Keplero in fin dei conti arrivò alla scoperta delle orbite ellittiche dei pianeti mosso da alcune sue idee di ordine metafisico (vedi appendice al presente articolo), ma seppe ricredersi e correggersi quando le sue prime intuizioni si rivelarono false. Qui stiamo parlando di un matematico e fisico di prim'ordine, abituato ad una grande precisione, e che ha speso una grande mole di tempo nel suo lavoro di revisione cronologica.

Segnalo infine il libro "La rivoluzione dimenticata" dell'ottimo Lucio Russo (bravo davvero, ma un alquanto restio ad abbandonare certi schemi preconcetti imposti dalla storiografia ufficiale. 
In tale libro viene mostrato come tante scoperte di epoca più moderna si trovassero già in nuce nell'opera di matematici, naturalisti ed altri scienziati dell'epoca ellenistica. Si tratterebbe quindi non tanto di scoperte ex novo, ma di prosecuzione o di ri-scoperta degli studi antichi. Eppure dovrebbe sembrare un poco strano che scienza cultura e tecnologia abbiano una stasi di quasi mille anni per ripartire all'imporvviso. Invasioni, guerre, persino la distruzione della biblioteca di Alessandria possono giustificare una qualche stasi, ma è pur vero che i popoli invasori, nella storia a noi nota (pensiamo ad esempio a quanto avvenne in Mesopotamia ed Egitto) incorporano le innovazioni e le scoperte tecnologiche dei popoli che conquistano e lasciano a loro in eredità le proprie.

L'enorme mole di prove raccolte da Lucio Russo nel suo libro potrebbe essere spiegata più semplicemente dalle ipotesi della Nuova Cronologia, secondo le quali quasi mille anni di storia antica siano il risultato di una colossale opera di mistificazione?
Ne riparleremo in un prossimo articolo.




Piccola appendice su Keplero


Il percorso di ricerca di Keplero è stato orientato dall’idea platonico-pitagorica che la struttura del cosmo sia perfetta, laddove egli vedeva la perfezione nella finitezza (l’essere un oggetto infinito non rientra nella perfezione, in questa visione, perché si ritiene la finitezza una sorta di autosufficienza) nella regolarità, simmetria ed armonia. 

In una prima opera costruisce un modello di cosmo orientando la ricerca ai rapporti “belli”; egli si chiedeva infatti in base a quale rapporto si strutturassero le orbite dei pianeti attorno al Sole. E il tentativo di trovare un qualcosa di regolare e “bello” si vede in una prima cosmologia in cui disegna il cosmo sulla base di poliedri regolari e di circonferenze inscritte in essi: un poligono con una circonferenza inscritta (l’orbita di un pianeta), un altro poligono inscritto in tale circonferenza con al suo interno un’altra circonferenza inscritta (altra orbita di pianeta) e così via.

Ma un tale modello non corrispondeva ai dati in suo possesso (che aveva ereditato da Thyco Brahe) e allora pensa (influenza dell’ermetismo che vede il sole come fonte di vita e del platonismo, che vede i pianeti o i corpi celesti come viventi) che nel sole risieda una fonte di vita e di movimento cui dà il nome di “Anima motrix” con cui cerca di spiegare (appunto considerando l’aumento della velocità al perielio ecc..) i percorsi dei pianeti. È lì che comincia a calcolare una specie di area, un insieme di radiazioni dell’anima motrix che fa muovere il pianeta più velocemente al perielio ecc... 

Non tornandogli più i conti con le circonferenze prova con le altre coniche fino a quando non scopre che le ellissi fanno al caso suo. Il bello è che per trovare una giustificazione alla schiacciatura del cerchio che porta all’ellisse si inventa certe attrazioni e repulsioni che variano la figura del cerchio, ossia cerca prima di trovare un’ipotesi di ordine superiore, ipotesi contaminata da presupposti filosofici e astratti, e poi vede se per caso è compatibile coi dati raccolti. 

Stiamo attenti a non fare l’errore di crederci migliori e superiori a Keplero con la nostra scienza moderna: un certo modo di operare sopravvive ancora ai giorni nostri, e la ricerca di un modello che unifichi le quattro forze (elettromagnetica gravitazionale, nucleare debole e nucleare forte) deriva forse più dalla voglia di trovare un modello teorico “armonioso” e “unitario” che da qualche altra necessità oggettiva.