L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

http://indipezzenti.blogspot.ch/

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Friday, February 20, 2009

Menzogne persistenti su Milano

http://www.tankerenemy.com/2009/02/menzogne-persistenti-su-milano.html

Menzogne persistenti su Milano

Ogni tanto, giusto per divertirmi, visito il blog del nostro ex attivista ed ex collaboratore Massimo Santacroce. Intendiamoci, la minestra è sempre la medesima, ma, talvolta, risulta particolarmente istruttivo leggere le menzogne spacciate per verità assolute dal fedifrago borsista dell'Università di Milano. Si comprende quali siano le tecniche adottate maggiormente dai disinformatori. In genere, infatti, essi introducono concetti ed affermazioni attorniati da un certo alone di “scientificità” che si rivelano, però, assolutamente fondati sulla frode. Questo modus operandi sfrutta il fatto che il lettore medio non ha né l'intenzione né conosce gli strumenti idonei per verificare l'attendibilità di quanto legge, per cui tende a ritenere veritieri quei contenuti.

Massimo Santacroce, ora in modo opportunista spalleggiato da coloro che un tempo lo dileggiavano (Markogts - Marko Germani, hanmar - Michele Galloni, Orsovolante - Fulvio Turvani, Ilfioba - Massimo della Schiava, Gianni Comoretto etc.) e che quindi, strumentalmente, non osano mai mettere in discussione le petizioni di principio ed i dati erronei forniti dal loro sodale, ha imparato bene la lezioncina. I suoi... "articoli" sono un'accozzaglia di ambiguità mefistofeliche ed un coacervo di mistificazioni concepite abilmente per ingannare il lettore che, cercando spiegazioni sul fenomeno chemtrails, si ritrova per sua sfortuna sul blog di un altro che ha venduto l'anima (se mai ne ha avuta una) per una poltrona.

Ecco quindi che Santacroce, nel suo post del 19 febbraio 2009, descrivendo con una serie di fotografie il cielo di Milano del 15 febbraio, esordisce così:

"Domenica 15 febbraio è stata una giornata perfetta per fotografare scie ed aerei a Milano. Il forte vento dei giorni precedenti aveva pulito il cielo, vi erano poche nuvole ed erano presenti le condizioni per la formazione di scie di condensazione".

Ebbene, sulla base di queste asserzioni, chiunque non abbia modo di controllare se quanto esposto dall'illustre borsista "scienziato" è corrispondente al vero, conclude che effettivamente quelle che ha visto il 15 febbraio a Milano non erano scie chimiche, ma solo innocue nuvole di vapore acqueo: contrails... scie di condensa!

Purtroppo per Santacroce non tutti si accontentano di quanto apparentemente pare scientificamente obiettivo. Noi abbiamo eseguito una ricognizione dei dati forniti dalle radiosonde il giorno 15 febbraio 2009 alle 12:00. Le misurazioni compiute su Milano presentano una situazione diametralmente opposta a quella sbandierata dal mendace "sciacondensaro" allievo zelante di Paolo Attivissimo, C.I.C.A.P. e soci. Come si evince dal dettaglio di seguito riportato, appare chiara l'assoluta mancanza dei parametri fisici idonei alla formazione di scie di condensa a qualunque quota (tanto meno alle altitudini di crociera degli aerei commerciali - 8.500/13.000 metri), ancor più per la loro persistenza, laddove si rilevano valori di umidità relativa prossimi allo zero per cento.

"L’immissione in atmosfera dei gas di scarico degli aerei, ricchi di nuclei di condensazione e di vapore acqueo, determina la sovrassaturazione del vapore acqueo e quindi la formazione di scie. Le scie di condensazione si formano ad altezze in cui la temperatura dell’aria è molto bassa (inferiore a -40 °C), con umidità relativa almeno del 60%. Le scie possono essere più o meno durare nel tempo, a seconda della stabilità dell’aria e della quantità di vapore presente". [Girolamo Sansosti & Alfio Giuffrida - Manuale di meteorologia, Una guida alla comprensione dei fenomeni atmosferici e climatici in collaborazione con l'U.A.I. (Unione Astrofili Italiani) - 2006 – pag. 86]

"L'espansione delle scie di condensa nonché la loro persistenza dovrebbe essere subordinata (secondo quanto affermato dalla N.A.S.A.) alla sovrassaturazione rispetto al ghiaccio con valori superiori al 150%. Se, infatti, per la formazione della scia può valere la nucleazione eterogenea, non così è per l'espansione: il particolato è troppo esiguo per sostenere una nuvola enorme e si ricade dunque nella nucleazione omogenea. La persistenza è semplicemente un congelamento della scia in un equilibrio fra sublimazione e brinamento. Non così l'espansione, che implica la formazione continuativa di cristalli di ghiaccio".

Notiamo inoltre che, alle reali quote di volo dei tankers chimici (circa tra i 2.300 ed i 4.000 metri) si registra un repentino crollo dei valori di umidità relativa, come le statistiche, riguardanti le quotidiane osservazioni, confermano. Ciò dipende dal fatto ormai acclarato che gran parte dei velivoli impegnati nelle operazioni clandestine di aerosol disperde elementi igroscopici atti alla distruzione delle formazioni nuvolose di tipo basso ed al contestuale abbattimento dell'umidità atmosferica. Questo ulteriore particolare, indirettamente, conferma le quote di volo estremamente basse, come altre volte qui documentato, quote certamente non idonee alla formazione di scie di condensa.

Infine vale il vecchio detto di un famoso spot pubblicitario degli anni settanta del XX secolo, ovvero: "A scatola chiusa si compra solo Arrigoni".

Una colonia di Atlantide nel Nord Europa?

http://zret.blogspot.com/2009/02/una-colonia-di-atlantide-nel-nord.html

Una colonia di Atlantide nel Nord Europa?

Qualche mese addietro, nell'articolo intitolato I Popoli del mare: un'origine nordica?, mi chiedevo se fosse possibile, sulla base di pur labili indizi storici ed archeologici, ipotizzare una provenienza settentrionale di quelle genti di navigatori che assalirono l'Egitto ed altre regioni medio-orientali nel XIII secolo. Recentemente un archeologo, Marco Bulloni, ha scoperto le tracce di una civiltà nell'isola Grande Solovki, nel Mar Bianco. Secondo Bulloni, la struttura dei resti urbani evocherebbe l'Atlantide descritta da Platone nel Timeo e nel Crizia. E' ovvio che la notizia deve essere presa con beneficio del dubbio, ma, se fosse confermata, dimostrerebbe, a mio parere, non che Atlantide sorgeva nel Nord Europa, come ventilato da Bulloni. Si potrebbe, invece, congetturare che il centro dell'isola fu una colonia atlantidea i cui abitanti conservarono una reminiscenza della pristina e defunta civiltà.

La scoperta quindi potrebbe avallare le tesi sostenute dall'ingegnere Felice Vinci e, tempo prima, da Tilak Bâl Gangadhar, autore del saggio "La dimora artica dei Veda", tesi sulla matrice nordica delle genti indogermaniche.

Restano irrisolte molte questioni: è possibile in qualche maniera conciliare l'ipotesi orientalista, sostenuta pervicacemente ed in modo spesso specioso da Semerano, con quella settentrionalista? Quale fu il momento, quali furono cause e circostanze che portarono alla differenziazione fra le tre tradizionali stirpi bibliche, Semiti, Camiti e Giapeti? Che funzione rivestì la forse primigenia razza rossa? I Sumeri a quale gruppo etnico appartenevano? Quale ruolo giocarono eventuali visitatori di altri pianeti nella selezione e negli incroci? Sono domande che attendono ancora risposte persuasive ed esaurienti.

Pubblico la notizia, tratta dal sito La porta del tempo, circa il ritrovamento archeologico nell'isola dell'arcipelago delle Solovetsky. Il gruppo di isole è situato a meno di 100 migliaia marine a Sud del Circolo polare artico.


Atlantide è mai esistita? Risponde positivamente a tale domanda l'archeologo Marco Bulloni: avrebbe identificato le evidenze archeologiche di una realtà urbana, ispiratrice del mito di Atlantide, sulla Grande Solovki, un'isola del Mar Bianco, tra Finlandia e Russia. Qui Bulloni ha condotto una sistematica indagine di tre anni, ritrovando i resti di templi, palazzi e mura concentriche a loro protezione, esattamente come descritto da Platone nel Timeo e nel Crizia. «Coincidono persino le misure; anche se l'aspetto geomorfologico è mutato, la realtà urbana, ricostruibile, collima perfettamente. Inoltre i resti sono databili al XIII sec. a. C., quando, secondo gli storici, sarebbe esistita Atlantide. È la dimostrazione dell'influsso sulla cultura greca dei popoli del nord, conosciuti come esportatori di ambra», conclude Bulloni.

Leggi qui la notizia tratta dal sito La porta del tempo.

Thursday, February 19, 2009

La caccia agli U.F.O.: quattro casi italiani (articolo di Flavio Vanetti)

http://www.tankerenemy.com/2009/02/la-caccia-agli-ufo-quattro-casi.html

La caccia agli U.F.O.: quattro casi italiani (articolo di Flavio Vanetti)

L'articolo che proponiamo è tratto dal Corriere.it e correla, apertis verbis, le scie chimiche ad alcuni avvistamenti di U.F.O., evidenziando un nesso su cui in altre occasioni ci siamo soffermati. E' sintomatico e singolare che un quotidiano mainstream tratti argomenti tanto delicati, confermando per giunta che le scie che solcano il cielo NON sono scie di condensazione, ma chemtrails. E' prematuro tentare di stabilire quali siano i fini di questo cambiamento di rotta nell'informazione, se si nascondano delle insidie o se stia creando una breccia nel muro dell'omertà. E' certo, però, che i disinformatori saranno costretti ad un superlavoro per tentare di smentire le notizie che ormai trapelano da più parti.

Precisiamo comunque che l'autore dell'articolo incorre nel solito errore, confondendo i filamenti di polimeri, diffusi per mezzo degli aerei della morte, con i cosiddetti "capelli d'angelo", rilevati in qualche rara occasione, in concomitanza con l'avvistamento di oggetti volanti non identificati.

MILANO — Ammassi nero-petrolio, come se fossero prodotti da esplosioni, che appaiono ad aerei in volo. Filamenti appiccicosi denominati «capelli d'angelo», che piovono nel nord Italia. Sfere luminose, corpi conici ed altri oggetti che si manifestano in aria, sono visti e vengono fotografati o che, addirittura, finiscono al cinema: in Milano-Palermo: il ritorno, film del 2007, compare un globo bianco alle spalle di Raul Bova. Quella scena fu girata ad Allumiere, non lontano da Civitavecchia. Tanti oggetti così, un po' ovunque.

C'è un'Italia dal cielo misterioso (e non solo il cielo: pure sul territorio avvengono cose strane, spesso in concomitanza con tali avvistamenti) che fa notizia senza apparire, dal momento che di certi fatti non si parla. Ma questa Italia anomala esiste. Eccome, se esiste. Negli ultimi mesi del 2008, ci sono stati almeno quattro episodi da portare alla luce. Affiancandoli ad altri mai chiariti e che ci conducono nel basso Tirreno. È un'area da tempo caratterizzata da fenomeni speciali e da un intenso traffico di U.F.O., sigla che indica che gli oggetti sconosciuti, depurando il concetto da suggestioni «aliene». Fino a prova contraria, almeno. Già, perché se da un lato, lo stato di incertezza che aleggia su certe vicende non autorizza a sostenere che siamo frequentati da dischi volanti, dall'altro l'assenza di spiegazioni scientifiche non impedisce alla fantasia di galoppare e di pensare che, se non c'è qualcosa di non terrestre che circola dalle nostre parti, allora potremmo essere in presenza di esperimenti «umani» sconosciuti, operati non si sa bene da chi.



Da che cosa cominciamo? Dall'incontro del 15 ottobre tra un velivolo di linea italiano, in crociera da Catania a Napoli alla quota di 28 mila piedi, ed una massa scura aeriforme, con tanto di scia grigia con un oggetto ignoto che semina l'aereo. Ufficialmente l'evento, osservato simultaneamente da terra, non trova riscontri: secondo l'Aeronautica militare non erano in corso attività di alcun tipo. Questo è il «c'è, ma non si vede». Invece il «c'è e si vede» sta, ad esempio, nell'osservazione di O.V.N.I. sul quartiere Prati di Roma, il 10 ottobre 2008, ed in due avvistamenti nel Veneto. Il 16 novembre 2008 alle 11,30 un abitante di Montebelluna stava realizzando un filmato per documentare un caso di scia chimica in cielo. All'improvviso comparve un oggetto biancastro e sferico; per un po' seguì la scia in parallelo, poi virò a destra e sparì.

Non è la prima volta che gli avvistamenti sono concomitanti con il fenomeno delle chemtrail» e non è la prima volta in cui si registrano nel Nord-est. Ci spostiamo a Verona: 27 settembre 2008, di nuovo coinvolto un aereo civile. Ad ovest della città spunta un O.V.N.I. sferoidale che si sposta con moto autonomo e che viene fotografato. Palloni sonda, manifestazioni naturali, filmati falsi? È stato escluso. Sempre il Nord è stato infine caratterizzato da una pioggia di filamenti. Siamo dal 6 all'8 novembre. I capelli d'angelo, lunghi da 50 centimetri a 2 metri, cadono a Parma, Treviso, tra Milano e Pavia ed in altri posti. Erano elettrizzati: acciuffati con le mani, si appiccicavano. Non solo: collocati in contenitori di vetro, si appallottolavano a gran velocità. Un caso? No. Qualcosa di simile accadde il 27 ottobre 1954: su Firenze apparvero oggetti bianchi e dall'alto scese una bambagia vetrosa i cui fiocchi si scioglievano al suolo. Sì, a volte ritornano...

Flavio Vanetti

Leggi qui l'articolo pubblicato dal Corriere.it e qui la pagina salvata in pdf.

Labirinto

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Labirinto

Il labirinto è tra i simboli più densi ed antichi. Oscura è l'etimologia del termine: pare risalga alla parola mediterranea "làbrys" con il significato di "ascia bipenne", poiché tale tipo di scure decorava i palazzi cretesi la cui complessa architettura sarebbe all'origine del mitico dedalo di Cnosso. E' più probabile, però, che "làbrys" significasse "grotta": era quindi un luogo tenebroso e silente in cui si compivano riti e si celebravano misteri. Emblema di un accesso ad un mondo infero, hiatus verso l'ignoto, il labirinto è anche il luogo dell'iniziazione, del percorso che conduce alla meta.

Alcuni labirinti rimontano al Neolitico e sono raffigurati sulle rocce: qual è il loro significato? Sono stati interpretati come rappresentazioni dei gorghi, delle circonvoluzioni cerebrali, come disegni delle galassie. Si ritiene che gli uomini preistorici non potessero conoscere la forma dei sistemi stellari spiraliformi, ma questo è un pregiudizio: non si può escludere che essi, eredi di civiltà defunte, custodissero anche qualche frammento di conoscenze astronomiche. Il cielo, per gli uomini del passato, era un tempio naturale il cui soffitto era tempestato di zaffiri, una meravigliosa sfera il cui moto segnava la lenta, ma inarrestabile successione delle ere cosmiche rispetto alle quali la vita terrena era un batter di ciglia.

Si attribuisce alle spirali orarie ed antiorarie l'adombramento del ciclo di morte e rinascita, ma la loro diffusione in santuari astronomici, ancora una volta, le correla all’osservazione degli astri, al computo di solstizi e di equinozi. In quanto forma della vita, la spirale contiene il numero di Fibonacci, dai graffiti rupestri ai crop circles.

L'ipotesi più affascinante sull'origine dei cerchi concentrici vi vede una reminiscenza di Basileia, la capitale di Atlantide, secondo la descrizione offerta da Platone: il filosofo, infatti, ricorda che la magnifica città del continente, le cui ultime isole si inabissarono nell'oceano nell'XI millennio a.C., era edificata su circoli concentrici di terra e di acqua.

Nel Medioevo il labirinto era sovente effigiato sul pavimento delle chiese con il valore di chemins à Jerusalem, come succedaneo del pellegrinaggio in Terra Santa. Mantenne i suoi echi simbolici anche quando diventò, nel Rinascimento, siepe decorativa dei giardini.

Il labirinto è figura stratificata, densa e credo che l'emblema che più lo compenetri sia quello della caverna: con i cunicoli e le ombre profonde, essa evoca la descensio ad inferos, come per Teseo perdersi nel dedalo di Cnosso è inoltrarsi nei meandri dell'interiorità e dell’inconscio. Infatti, in una variante meno nota della leggenda, l'eroe ateniese non trova l'uscita grazie al filo di Arianna, ma mercé la luce che rischiara gli anditi, fulgore proveniente dalla corona della fanciulla.

Il dedalo è simbolo dell'esistenza e dell'universo: così lo intende Jorge Luis Borges nel dolente racconto intitolato La casa di Asterione, in cui il Minotauro si aggira solitario e sgomento tra i corridoi e le piazze di un mondo inesplicabile, sotto la volta arcana del cielo.

Il dedalo è anche, in senso psicologico, ricerca del centro, del fulcro ed allora lo si può assimilare (da un punto di vista formale alcuni labirinti lo sono e quindi pure sotto il profilo semantico) alla ruota, dal cui mozzo immobile si diramano i raggi e, con essi, il movimento. Infatti trovare il centro significa por fine all'incessante e convulso flusso del tempo per recuperare l'istante atemporale, il principio senza principio.

Lo stato legalizza il gioco d'azzardo ed il cittadino diventa... fantino (articolo di Davy)

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Lo stato legalizza il gioco d'azzardo ed il cittadino diventa... fantino (articolo di Davy)

Le innovazioni che vengono introdotte da un governo, quando cambiano i suoi esponenti, vengono apportate, modificando specifiche leggi, decreti, con emendamenti che consentono di interpretare la Costituzione italiana. Così molto spesso, parole e frasi sono rigirate in modo che esprimano principi opposti a quelli che la Costituzione stabilisce.

Anche se l’adesione al “Trattato di Lisbona” porterà la nostra carta fondamentale ad essere un flatus vocis e nonostante ci siano buchi in ogni decreto o legge di adesso come prima, l’attenzione alle nuove normative che legalizzano il gioco d’azzardo definendolo “sport”, dimostra chiaramente che questioni così remunerative per le tasche dei lenoni, non sono mai menzionate dai media. Infatti NESSUNO (neanche il Grilletto od il Travagliatore santoriano) si è preoccupato del fatto che “ALCUNI” accumulano quattrini, sfruttando un vizio che è DIMOSTRATO essere una malattia. Il tutto avviene, cambiando il significato di parole espresse in una legge che, anche se presenti in un qualunque vocabolario che ne precisa il significato, oggi assumono un valore "innocuo". Così, sia l’individuo sano sia colui che ha già un'inclinazione per il gioco d'azzardo, a causa di insistenti spots, che potremmo definire “antisociali”, vanno in rovina: molti cittadini sono vittime dell’approvazione di una legge che dovrebbe appunto tutelare dal gioco e NON sollecitarlo!

E’ assurdo! Promuovono lo spot sociale sulla birretta mortale, ma non evidenziano quante famiglie sono rovinate dal gioco d’azzardo prima, dagli strozzini poi: è una situazione che talvolta porta a suicidi o ad omicidi.

Sono quasi infiniti gli esempi in questo senso e, sinceramente, non ho mai sentito di persone che si sono arricchite grazie a questo maledetto vizio che ora è diventato “SPORT”, ma ho sentito solo perversi personaggi pubblici (in particolare comici), approvare ed elogiare a tradimento un gioco che per una famiglia è più distruttivo della droga!

Nonostante con l’attuale governo si siano aperte delle falle, non sappiamo se per caso o in modo intenzionale (ad esempio, sebbene i “Grandi programmi del N.W.O.” continuino nel loro sviluppo, sono state condotte alcune inchieste ed eseguiti degli arresti derivanti dalle truffe relative agli appalti pubblici, cioè C.O.N.S.I.P.), si deve esprimere la totale disapprovazione su alcuni punti della nuova legge finanziaria, in particolare sul tema “gioco d’azzardo”. Infatti, se la scorsa finanziaria lo riteneva legale tramite acrobazie linguistiche, considerandolo “gioco pubblico”, ora la nuova finanziaria, che è esplicitamente una correzione di quella del compagno Prodi, lo legalizza del tutto paragonandolo all’ippica!

Nel nuovo disegno di legge, a pagina 21 si legge quanto segue:

« all’articolo 1, comma 287, lettera a)... della legge 30 dicembre 2004, n. 311, e successive modificazioni e » nonché le parole: « nei riguardi di soggetti » sono soppresse;

a) della legge 30 dicembre 2004, n. 311 e successive modificazioni, e » nonché le parole: «nei riguardi di soggetti » sono soppresse;

c) al comma 3, le parole: « su base ippica ovvero su base sportiva » sono sostituite dalle seguenti: « o di prodotti di gioco pubblici »;


d) al comma 6, dopo le parole: « n. 101 » sono inserite le seguenti: «l’articolo 6 degli schemi di convenzione per l’affidamento in concessione approvati con decreti del direttore generale dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato del 28 agosto 2006 »;

e) al comma 7, nel terzo periodo, le parole: « elevata al 12,70 » sono sostituite dalle seguenti: « elevata al 13,40 », dopo le parole: « sono assegnate all’UNIRE » sono inserite le seguenti: « nella misura del 50 per cento, » e sono aggiunte, infine, le seguenti parole: «e per il restante 50 per cento sono assegnate al Comitato olimpico nazionale italiano (C.O.N.I.) ».

E’ per molti incomprensibile ciò che viene espresso in questi punti, ma, in sintesi, il significato è il seguente:

a) La soppressione della frase “Nel riguardo di soggetti”, vuol dire che (sulla base del decreto a cui si riferisce) prima il giocatore in balia del demone dell'azzardo veniva identificato, ora no.

b) NON presente nell’attuale disegno legge.

c) Prodotti di base ippica e dunque sportivi, oggi comprendono videopoker le cui vincite, fino a poco tempo fa, consistevano in buoni d’acquisto erogati dal locale per prodotti da consumarsi dentro il locale stesso. Così i giochi delle bische, che fino a ieri erano esclusivamente clandestine, diventano legali, perché insieme con i videopoker, sono diventati “giochi pubblici”, assimilati quasi al parco con l’altalena e lo scivolo per bambini.

d) Vuol dire che “l’indipendente” monopolio di Stato ha il diritto di trarre profitto dal videopoker e dalla bisca, se lo ritiene opportuno e che, se vuole, può introdurre l'obbligo di inserire il gettone su un’altalena per bambini.

e) Significa che i proventi di videopoker e di bische che DOVREBBERO CONTINUARE AD ESSERE ILLEGALI, vanno in percentuale più alta allo Stato nonché gestore e che il resto dei proventi, prima NON esistente, va per il 50% al C.O.N.I. (Comitato Olimpico Nazionale ops... Italiano) e per l’altro 50% alla società U.N.I.R.E. che, leggete bene, è l'“Unione Nazionale per l'Incremento delle Razze Equine”.

Dunque, sulla base delle nuove leggi, alcune domande circa il rispetto dell’essere umano diventano ovvie. Se Grillo, Travaglio e Santoro entrano in un bar, diventato casa da gioco, ed il primo ed il secondo si siedono per una partita a bridge, mentre il terzo rimane in piedi a giocarsi lo stipendio al videopoker, come li considera lo stato? Cavalli, fantini oppure semplici sportivi senza medaglia o coppa di merito?