L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

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Tuesday, December 27, 2011

Doppia D e Fragmenta

Doppia D e Fragmenta

Che cosa resta dell'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica? (W. Benjamin). Che cosa rimane dell’estetica nella società di massa in cui i princìpi estetici sono quasi totalmente inumati insieme con quelli etici? Sono ormai poche le voci che riescono a contrapporre una residua ed ostinata capacità di creare, in un mondo in cui tutto, la produzione in primo luogo, è distruzione. Nell’era del disincanto, sopravvive il canto sia pure radicato nella disperazione che, trangugiata sino all’ultima goccia, è non solo veleno ma forse antidoto.

Così in “Doppia D”, canzone di Matteo Buratti alias Burro, è inventariato l’armanentario dell’uomo d’oggi, abituato a maneggiare, tra gli attrezzi più comuni, la disperazione ed il denaro. Lo scenario metropolitano sciorina, come in un caleidoscopio di follia, strade, ubriachi, corsie d’ospedale, chiese semideserte, nuvole finte...

Scrive l’autore: “Doppia D è un’interessante ‘fotografia satellitare’ su un tipo specifico di umanità che è costretta sempre più all’apnea. In tutta questa sua atmosfera del disumanare, i versi ne diventano sconcertante, mera narrazione. ‘Doppia D’ è la prima poesia in cui compaiono allusioni nemmeno troppo velate, alle velature chimiche (gioco di parole voluto) meglio note come ‘scie chimiche’. Potrei aggiungere altre cose sul tema disperazione/denaro, ma sono sicuro che le mie riflessioni sarebbero intese come provocazione, bene che andasse. Quindi mi limito a queste poche parole e lascio a voi il respiro di questo mio testo. One Love”.

http://www.youtube.com/watch?v=Sc29WHYYIeo

Le parole, quasi salmodiate, in un salmo profano a denunciare la profanazione della vita, si allineano lungo una melodia ossificata, imprigionate in un ritmo ipnotico. Di seguito il testo.

DOPPIA D

Al tavolo di un caffè

mentre un tizio solitario sta aspettando un’altra illusione d’amore…
Sopra al banco di un Tabacchi
mentre una ragazza compra sigarette e GRATTA E VINCI
o alla Snai dove un vecchio scommette su CALCIO E CAVALLI
frammentando o frantumando in attese la Vita

All’angolo della strada dove il pusher smazza
Allo sportello della banca col passamontagna…

Alla guida di un GRAN FERRO
ubriachi e fatti nella notte
mentre con artificiali reset dal Tutto/ci distanziamo da tutti
verso l’incauto ignoto della città della solitudine che ci viene incontro

In ginocchio, davanti all’altare di una Chiesa
Prostrati verso La Mecca nel crepuscolo della preghiera
In meditazione nella posa del Loto con il profumo dell’incenso purificatore…
A 90, con il c*lo in mano all’avida deriva bugiarda dell’Elite anti-Coscienza

Sopra le nuvole chimiche del cielo
mentre qualche idea di Dio illude l’IO sulla GIUSTEZZA
Fino alla corsia d’ospedale, dove nasce o dove muore…
la DISPERAZIONE è ovunque in questa vita di schiavi

Costretti come siamo, fra un mentre e l’altro, alla menzogna:
di credere per denaro
di ostracizzare per denaro
di amare per denaro
di fottere per denaro...
Abbiamo rovinato tutto!

QUESTA è la storia
della disperazione (e) del denaro

Ora vorrei chiedere agli Dèi
se è vero che proprio NOI
- dato che ci è chiaro che il Buddha di Bamiyan non sorride più -
dobbiamo oppure possiamo assistere alla FINE di tutto questo…

La lugubre panoplia del Kaliyuga è testimoniata pure da Giovanni che, attraverso lo scavo linguistico ed il parossismo lirico, se da un lato porta alla superficie la cruda coscienza del disfacimento, dall’altro accende l’inestinguibile sete d’infinito”. (“Novembre”). In un altro intenso componimento, “Nemi”, il paesaggio lacustre, rischiarato da un bagliore metallico ed innaturale, il cielo ferito ed “inciso di strane cicatrici”, destano i fantasmi perduti di un’umanità perduta.

Nella tensione inesausta verso il trascendimento e la purificazione delle scorie, i Fragmenta di Giovanni, conficcati nell’aridità e nella freddezza del tempo declinante, aiutano a ricomporre, anche se con immane fatica, l’immagine della speranza.


L’origine del male secondo Tolomeo

http://zret.blogspot.com/2011/12/lorigine-del-male-secondo-tolomeo.html

L’origine del male secondo Tolomeo

Healing lessons, la vera storia dell'oncologo americano che cercò di evitare la chemioterapia alla moglie

http://scienzamarcia.blogspot.com/2011/12/healing-lessons-la-vera-storia.html

Healing lessons, la vera storia dell'oncologo americano che cercò di evitare la chemioterapia alla moglie


Da un po' di tempo circola in rete una notizia poco rispondente alla verità, sebbene non totalmente falsa, FAMOSO ONCOLOGO AMERICANO DI FAMA MONDIALE RIFIUTA LA CHEMIOTERAPIA PER LA MOGLIE MALATA DI TUMORE E GUARISCE.

Stavo meditando [parola grossa, corrado] di rilanciare la notiza su questo blog, ma non mi va di mettere in rete le notizie senza prima controllare la fonte e mi sono messo a fare ricerche su questa storia leggendo qualche pagina in lingua inglese scoprendo come la realtà sia alquanto differente e decisamente più intricata.

L'articolo in questione (di cui consiglio di leggere i commenti e le esperienze riportate dalle persone guarite dal cancro grazie al digiuno, il crudismo, l'igienismo, l'assunzione di l'aloe) afferma che la moglie dell'oncologo gastroenterologo Sidney Winawer sia guarita dal cancro (cancro allo stomaco con metastasi al fegato) grazie al rifiuto dei classici rimedi dell'oncologia ortodossa: chirurgia, chemioterapia, radioterapia.

Purtroppo la storia è un po' differente dal momento che l'adorata moglie di quel medico  alla fine è morta di cancro, però è morta quando un inasprimento della malattia l'ha convinta a sottoporsi alla fine a cicli di chemio e trapianto del midollo

E' vero però è vero che, aiutata e supportata dal marito si è rivolta alla medicina complementare cercando di guarire dal cancro utilizzando rimedi erboristici e naturali, somministrazione di interferone, somatostatina, vitamine, coenzima Q-10, terapia del calore (ipertermia), clisteri di caffé (secondo i dettami della terapia Gerson), e trattamenti olisitici che comprendevano anche esericizi di meditazione e rilassamento. E se è morta non è morta dopo sei mesi secondo la prognosi dei medici che si basavano su una esperienza e su una statistica legata ai pazienti che venivano operati e sottoposti a radio e chemio terapia, ma dopo 3 anni e sei mesi, ovvero un periodo di tempo di gran lunga maggiore. 

Chi fosse interessato ad un breve riassunto del libro lo può trovare sul sito di amazon, in modo da sincerarsi di quale sia realmente la storia in essa raccontata, e di verificare due punti salienti della vicenda.

Il primo è che la signora Winawer soffriva di anoressia, ed il fatto che una persona anoressica si ammali di cancro allo stomaco ed al fegato difficilmente lo si può considerare casuale.

Il secondo è che rima della morte, avvenuta dopo altalenanti periodi di apparente remissione e successiva ricaduta, la signora Andrea Winawer si era decisa alla fine, durante un momento di sconforto e di pericolosa recidiva del male, a sottoporsi a diversi cicli di chemioterapia ed a trapianto del midollo.


Di conseguenza la morte della moglie dell'oncologo Winawer potrebbe benissimo essere attribuita a diversi fattori:


1) il fatto che nonostasse tutte le meditazioni e gli esercizi di rilassamento non sia mai andata a risolvere il forte problema di fondo che già prima di sviluppare il cancro le corrodeva l'anima: la sua anoressia, il suo conflittuale rapporto con il cibo, quel cibo che lo stomaco ed i fegato dovevano contribuire a digerire. Sin dall'antichità romana i medici attribuivano alcuni casi di cancro alla somatizzazione di problemi psichici, e adesso la psico-neuro-immunologia sta rivalutando quelle antiche intuizioni alla luce delle nuove scoperte; per altro tali correlazioni sono state studiate e confermate anche dagli studi del dottor Hamer, secondo il quale una grave questione che crea sofferenza psichica, specie se vissuta in solitudine, senza confidarsi a nessuno, può generare un tumore nel giro di sei mesi.

2) ad accelerare il decorso funesto della malattia potrebbero essere incolpate le chemioterapie fatte alla fine assieme al trapianto di midollo, operazione che generalmente ha un esito infausto (le statistiche per i malati di leucemia che si sottopongono a trapianto di midollo mostrano che circa il 67% muoiono nel giro di due anni dall'operazione).


L'articolo citato all'inizio però, descrive esattamente il sentimento di impotenza dell'oncologo deluso dalla sua esperienza nella quale le classiche terapie anticancro (chirurgia radio e chemio) portano ben poche speranze ai malati. Alla fine, dopo la morte della moglie, il dottor Winawer, convintosi della validità delle terapie complementari che secondo lui hanno prolungato l'aspettativa di vita della moglie nonché la qualità della sua vita, decide di sviluppare un programma di medicina integrativa presso la famosissima clinica oncologica Sloan-Kettering.





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TBC al Gemelli, il test per rilevare l'infezione non era stato testato; gravi ripercussioni per molti bambini di pochi mesi sottoposti inutilmente a pesanti cure antibiotiche

http://scienzamarcia.blogspot.com/2011/12/tbc-al-gemelli-il-test-per-rilevare.html

TBC al Gemelli, il test per rilevare l'infezione non era stato testato; gravi ripercussioni per molti bambini di pochi mesi sottoposti inutilmente a pesanti cure antibiotiche


Come possiamo leggere sul Corriere nell'edizione di Roma, il Quantiferon, il test che ha individuato oltre un centinaio di positività alla Tbc tra i piccoli nati al Gemelli è poco affidabile. 

«Ci hanno fatto fare un test che non era testato e su questa base hanno fatto scattare una profilassi antibiotica molto pesante per i neonati, tra l’altro con antibiotici vari tra loro, salvo poi scoprire che il test Quantiferon non è sicuro e che poi in ogni caso, sicuro o non sicuro, la terapia eseguita non porta a nulla», spiega l’avvocato. (...) «Un incubo con i piccoli che un sabato sì e uno no devono tornare in ospedale per i prelievi di sangue e le radiografie al torace – racconta l’avvocato Giulia Bongiorno.

Leggiamo infatti su un articolo di 4 anni fa della rivista medicoebambino (rivista di formazione e di aggiornamento professionale del pediatra e del medico di base, realizzata in collaborazione con l'Associazione Culturale Pediatri): Tuttavia ancora non è stata dimostrata con sicurezza l'utilità di questa prova nella diagnosi di tubercolosi del bambino e dell'adolescente

Riepilogando: 
1) test per accertare la positività all'infezione che non sono mai stati testati accuratamente nei bambini ovvero proprio in quel "gruppo a rischio" che è stato testato al Gemelli dopo il caso dell'infermiera positiva al test per la tubercolosi.

2) cura preventiva che fa più male della malattia presunta che si dovrebbe prevenire 

3) controlli resi necessari dalla pesante cura di antibiotici di cui la punto precedente, e che son anc'essi invasivi e potenzialmente cancerogeni (2 radiografie mensili al torace per un bambino tra i 3 e gli 11 mesi, quando è noto a tutti gli operatorri del settore che l'efficacia biologica delle radiazioni, ovvero il danno biologico che esse possono causare, è massima nelle cellule in rapida suddivisione come quelle dei bimbi più piccoli)

Vi ricorda il caso dell'AIDS? Anche lì abbiamo test per la positività all'infezione MAI TESTATI con l'effettivo isolamento del virus nei pazienti; ciò vuol dire che MAI si sono presi 50 pazienti nei quali era stato isolato il virus e 50 in cui non era stato isolato, controllando che il test identificasse solo quei 50 effettivamente infetti.

Anche nel caso dell'AIDS la "cura preventiva" è a base di farmaci potentissimi (inibitori di protease, AZT) che fanno pià danno della pretesa malattia che dovrebbero prevenire

Anche nel caso dell'AIDS ci sono specifiche condizioni nelle quali sappiamo che il test funziona poco e male causando spesso falsi positivi, che la gravidanza è una delle condizioni che può causare falsi positivi, che i test per l'AIDS in Africa si fanno soprattutto alle donne incinte ed ai bambini. Come scrive C. Maggiore nel suo libro

Gli esperti medici ufficiali ammettono che bambini hanno bisogno fino a 18 mesi per sviluppare la propria risposta immunitaria e scartare gli anticorpi trasmessi loro dalle madri, e fanno notare che un test per l'HIV prima dei 18 mesi di età non è un risultato definitivo. A dispetto di questo fatto largamente accettato, in diversi stati è obbligatorio il test per l'HIV per i bimbi nati negli ospedali pubblici. 

E poi ci prendono per pazzi quando diciamo che la storia dell'AIDS è poco credibile; eppure abbiamo sempre denunciato che nel caso dell'AIDS succedono le stesse cose che sono successe con la TBC al Gemelli, con la differenza che nel caso dell'AIDS, col giro di miliardi che ci sta dietro, nessuno ha mai pensato pensato a fare marcia indietro e ad ammettere la verità.

Il potere terapeutico della voce e del canto

http://scienzamarcia.blogspot.com/2011/12/il-potere-terapeutico-della-voce-e-del.html

Il potere terapeutico della voce e del canto

Grazie alla dottoressa Veronica Vismara ho scopert il libro La voce che guarisce di Philippe Barraquè, secondo il quale:

Grazie al potere liberatorio della voce, possiamo correggere abitudini mentali indesiderate, recuperare piccole disfunzioni fisiologiche e liberare il nostro potenziale, ritrovando dinamismo e salute.

Suoni curativi, riscoperti alle fonti delle principali tradizioni spirituali, sono qui affiancati a esercizi di armonizzazione e stimolazione vocale facilmente eseguibili.
 

Philippe Barraquè è un esperto di canto armonico e tecniche vocali dell'Asia Centrale, musicoterapeuta e professore di canto, si è dedicato allo studio degli stati modificati di coscienza indotti attraverso i suoni e all'azione ristrutturante della voce sulle cellule, le ghiandole endocrine e i centri energetici.

Si tratta quindi di studi che riprendendo antiche tradizioni di utilizzo terapeutico dei suoni, del canto, delle vibrazioni cercano di provare la validità di simili percorsi agli occhi della moderna scienza medica. Così come per il sorriso ed il respiro, anche per il canto e l'uso della voce la psico-neuro-endocrino-immunologia è la branca della medicina che studia i meccanismi chimici e fisiologici che, partendo dalle vibrazioni della voce, ri-attivano il nostro corpo fisico. Ed ormai la musicoterapia è ufficialmente accettata come una delle tante possibili strategie per affrontare da una parte problematiche psicologiche, e dall'altra casi di autismo e di handicap vario.

Siamo quindi ormai lontani dai tempi in cui salmodiare un mantra o praticare lo yoga del suono poteva essere visto come la manifestazione di una mania orientaleggiante.

In realtà il potere curativo del respiro, del sorriso, del canto, della voce è da sempre ben noto all'uomo, solo che lo scientismo occidentale ha cercato di relegare nella sfera della superstizione tali antiche conoscenze. Coincidenze? Pura sfortuna? La scienza che invece di regalarci un vero progresso ci offre inquinamento, sostanze cancerogene diffuse in aria acqua e cibo e per giunta ci fa dimenticare l'esistenza di tecniche semplici e naturali di riequilibrio psico-fisico e di cura? E' un caso che gli scientisti per antonomasia (Skeptic, CICAP e consimili) neghino validità all'omeopatia, assolvano il microonde, e lottano per nascondere alla popolazione l'esistenza di un progetto di avvelenamento di portata planetaria?

Per chi volesse approfondire l'uso terapeutico della voce e del canto segnalo l'esistenza di alcuni manuali e articoli disponibili almeno parzialmente on-line:

Manuale pratico del guaritore (guida alle terapie vibrazionali) di Ted Andrews, edizioni Mediterranee 

Cantoterapia di Mirella de Fonzo, Armando Editore 

Suoni di guarigione e di armonia di Enrico Cheli



Bibliografia sull'uso terapeutica della voce (con diversi link di approfondimento)

Segnalo anche l'esistenza di CD di musicoterapia, come La Nifa del Bosco di Franca Campoli, mentre chi fosse interessato a seminari e corsi facendo una ricerca con un qualsiasi motore di ricerca può verificare quello che si trova nella propria zona.

Un altro ottimo articolo di approfondimento lo si trova sul sito  labottegadegliolistici del quale cito solo alcuni passi:

Ecco perché personalmente ritengo che tutti i lavori interessanti che possono farsi con e sulla voce (penso alle varie tecniche di vocalizzazioni), come pure la ricerca dell’arricchimento spirituale ed energetico attraverso canti e mantra, debbano essere preceduti  da un lavoro propedeutico volto a “trovare” la propria specifica voce, mediante la liberazione da tutte le inibizioni muscolari (specchio di altrettante inibizioni emotive) che ne costringono e limitano l’espressione (e l’espressività).
 
Conosco per esperienza personale la potenza della recitazione dei mantra, si tratta di una pratica che lavora potentemente su piani energetici sottili e non necessità di propedeutici lavori di rilassamento, ma per sperimentarne l’efficacia bisogna “essere in  contatto” e ciò accade soltanto quando si è sgomberato il campo da “scorie” e rigidità personali.

(...) 

Del resto il trovare la propria voce è un concetto condiviso anche in altri sistemi culturali che impiegano la sonorità (del voce umana e degli strumenti vibratori) per finalità terapeutiche in senso lato.

 Nel Nada Yoga (c.d. Yoga del suono), ad esempio, si tenta di trovare la propria nota naturale detta nota tonica (individuata con tecniche di rilassamento) per poi lavorare vocalizzando una quinta e una ottava sopra.

 Al di là dell’approccio specifico proposto dal Nada Yoga, vediamo come si può strutturare un lavoro teso a liberare la forza espressiva della nostra voce.

[leggi l'intero articolo su labottegadegliolistici]