L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

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Tuesday, December 27, 2011

Il potere terapeutico della voce e del canto

http://scienzamarcia.blogspot.com/2011/12/il-potere-terapeutico-della-voce-e-del.html

Il potere terapeutico della voce e del canto

Grazie alla dottoressa Veronica Vismara ho scopert il libro La voce che guarisce di Philippe Barraquè, secondo il quale:

Grazie al potere liberatorio della voce, possiamo correggere abitudini mentali indesiderate, recuperare piccole disfunzioni fisiologiche e liberare il nostro potenziale, ritrovando dinamismo e salute.

Suoni curativi, riscoperti alle fonti delle principali tradizioni spirituali, sono qui affiancati a esercizi di armonizzazione e stimolazione vocale facilmente eseguibili.
 

Philippe Barraquè è un esperto di canto armonico e tecniche vocali dell'Asia Centrale, musicoterapeuta e professore di canto, si è dedicato allo studio degli stati modificati di coscienza indotti attraverso i suoni e all'azione ristrutturante della voce sulle cellule, le ghiandole endocrine e i centri energetici.

Si tratta quindi di studi che riprendendo antiche tradizioni di utilizzo terapeutico dei suoni, del canto, delle vibrazioni cercano di provare la validità di simili percorsi agli occhi della moderna scienza medica. Così come per il sorriso ed il respiro, anche per il canto e l'uso della voce la psico-neuro-endocrino-immunologia è la branca della medicina che studia i meccanismi chimici e fisiologici che, partendo dalle vibrazioni della voce, ri-attivano il nostro corpo fisico. Ed ormai la musicoterapia è ufficialmente accettata come una delle tante possibili strategie per affrontare da una parte problematiche psicologiche, e dall'altra casi di autismo e di handicap vario.

Siamo quindi ormai lontani dai tempi in cui salmodiare un mantra o praticare lo yoga del suono poteva essere visto come la manifestazione di una mania orientaleggiante.

In realtà il potere curativo del respiro, del sorriso, del canto, della voce è da sempre ben noto all'uomo, solo che lo scientismo occidentale ha cercato di relegare nella sfera della superstizione tali antiche conoscenze. Coincidenze? Pura sfortuna? La scienza che invece di regalarci un vero progresso ci offre inquinamento, sostanze cancerogene diffuse in aria acqua e cibo e per giunta ci fa dimenticare l'esistenza di tecniche semplici e naturali di riequilibrio psico-fisico e di cura? E' un caso che gli scientisti per antonomasia (Skeptic, CICAP e consimili) neghino validità all'omeopatia, assolvano il microonde, e lottano per nascondere alla popolazione l'esistenza di un progetto di avvelenamento di portata planetaria?

Per chi volesse approfondire l'uso terapeutico della voce e del canto segnalo l'esistenza di alcuni manuali e articoli disponibili almeno parzialmente on-line:

Manuale pratico del guaritore (guida alle terapie vibrazionali) di Ted Andrews, edizioni Mediterranee 

Cantoterapia di Mirella de Fonzo, Armando Editore 

Suoni di guarigione e di armonia di Enrico Cheli



Bibliografia sull'uso terapeutica della voce (con diversi link di approfondimento)

Segnalo anche l'esistenza di CD di musicoterapia, come La Nifa del Bosco di Franca Campoli, mentre chi fosse interessato a seminari e corsi facendo una ricerca con un qualsiasi motore di ricerca può verificare quello che si trova nella propria zona.

Un altro ottimo articolo di approfondimento lo si trova sul sito  labottegadegliolistici del quale cito solo alcuni passi:

Ecco perché personalmente ritengo che tutti i lavori interessanti che possono farsi con e sulla voce (penso alle varie tecniche di vocalizzazioni), come pure la ricerca dell’arricchimento spirituale ed energetico attraverso canti e mantra, debbano essere preceduti  da un lavoro propedeutico volto a “trovare” la propria specifica voce, mediante la liberazione da tutte le inibizioni muscolari (specchio di altrettante inibizioni emotive) che ne costringono e limitano l’espressione (e l’espressività).
 
Conosco per esperienza personale la potenza della recitazione dei mantra, si tratta di una pratica che lavora potentemente su piani energetici sottili e non necessità di propedeutici lavori di rilassamento, ma per sperimentarne l’efficacia bisogna “essere in  contatto” e ciò accade soltanto quando si è sgomberato il campo da “scorie” e rigidità personali.

(...) 

Del resto il trovare la propria voce è un concetto condiviso anche in altri sistemi culturali che impiegano la sonorità (del voce umana e degli strumenti vibratori) per finalità terapeutiche in senso lato.

 Nel Nada Yoga (c.d. Yoga del suono), ad esempio, si tenta di trovare la propria nota naturale detta nota tonica (individuata con tecniche di rilassamento) per poi lavorare vocalizzando una quinta e una ottava sopra.

 Al di là dell’approccio specifico proposto dal Nada Yoga, vediamo come si può strutturare un lavoro teso a liberare la forza espressiva della nostra voce.

[leggi l'intero articolo su labottegadegliolistici]

Wednesday, June 9, 2010

Voce

http://zret.blogspot.com/2010/06/voce.html

Voce

"Verba volant, scripta manent": questo noto detto aveva in origine significato diverso da quello che gli attribuiamo oggi. Molti credono che si riferisca all'importanza di ancorare ad un testo scritto dichiarazioni e promesse, poiché quanto espresso a voce è fugace e destinato all'oblio. Si ritiene anche che questo proverbio suggerisca la prudenza nello scrivere, perché, se le parole facilmente si dimenticano, gli scritti possono formare, soprattutto nelle mani di malintenzionati, dei documenti talora nocivi, quando siano stati vergati in un momento di malumore o sotto l'impeto di infuocate emozioni.

In verità, verba volant è la propaggine delle "alate parole", formula con cui Omero definiva i discorsi intrecciati tra gli uomini e tra gli uomini e gli dei. I suoni aleggiavano nell'etere per recare con sé echi di sentimenti, pensieri, sogni. Il suono custodiva ancora in età omerica un afflato magico, un'ombra spirituale che con il tempo si è sbiadita sino a scomparire.

Qui non occorre ricordare il valore archetipale del Logos né come Platone giudicasse l'invenzione della scrittura, attribuita dagli antichi al dio egizio Thot, invenzione di cui il filosofo scorse i danni più che i benefici. Bisognerebbe, invece, tentare di comprendere come e perché affiorò nell'uomo l'esigenza di articolare suoni per comunicare il suo mondo interiore. Fu la solitudine del silenzio a generare tale impulso? Furono solo esigenze pratiche a riempire il nulla di voci?

Ci piace pensare che la voce nacque come canto (ma fu forse un grido di fronte al riflesso della coscienza in un lago di tenebre?): il vocabolo latino "carmen" sembra confermare questo mito originario, visto che "carmen" è il componimento poetico, il canto, la formula magica. Il termine deriva da una radice “cammen” che è associata al canto rituale, al verso del gallo, nelle aree celtica ed italica, al suono in generale in ambito greco e germanico.

I confini sono labili: i rumori possono evolvere in ritmi, in partiture, voci e persino in rudimentali linee melodiche. Tutti conservano il fascino dell'invisibile: la voce è immaginifica, dipinge e plasma. La voce è il passato che permane, il tempo che non scorre, il sobbalzo di fronte ad un angolo di memoria rischiarato dal raggio di un accento.

Le voci nel buio inquietano, ma pure si librano come palpiti misteriosi di ali fra le volte e le navate di una cattedrale celeste.