L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

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Monday, April 21, 2014

Crisi epilettiche e parassiti intestinali

http://scienzamarcia.blogspot.ch/2014/04/crisi-epilettiche-e-parassiti.html

Crisi epilettiche e parassiti intestinali


Qui di seguito la traduzione del sommario (abstract) dell’articolo “Helminthic parasites and seizures” (Parassiti elmintici e crisi epilettiche) scritto da Garcia HH, Modi M, del Departimento di Microbiologia (Facoltà di Scienze) dell’Università Peruana “Cayetano Heredia”, Lima visionabile sul database scientifico governativo statunitense pubmed al link 




Parassiti elmintici e crisi epilettiche

Un grande numero di parassiti elmintici sono noti per la loro azione sul sistema nervoso centrale e causano sintomi neurologici inclusi gli attacchi epilettici. La Taenia solium (verme solitario) è probabilmente il più diffuso e conosciuto per la sua associazione con gli attacchi epilettici. Molte altre malattie elmintiche sono prevalentemente diffuse in aree geografiche relativamente ristrette e la loro manifestazione in gran parte della restante parte del mondo è limitata a casi rari tra i viaggiatori e gli immigrati. Ciò non ostante la conoscenza delle malattie elmintiche, del ciclo vitale dei loro agenti causali, delle loro manifestazioni cliniche e caratteristiche diagnostiche è importante al fine del loro riconoscimento. 



Vedi anche 

Terapia antiparassitica può aiutare a controllare le crisi epilettiche in pazienti con neurocistercosi (Antiparasitic Therapy for Viable Cysts May Help Seizure Control in Patients with Neurocysticercosis)
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC1176373/



Agenti infettivi ed epilessia (Infectious agents and epilepsy)

Friday, December 27, 2013

Epilessia, possibili cause e rimedi - parte 1

http://scienzamarcia.blogspot.it/2013/12/epilessia-possibili-cause-e-rimedi.html

Epilessia, possibili cause e rimedi - parte 1


Questo è il terzo articolo sull'epilessia pubblicato sul blog scienzamarcia. I precedenti sono: 
Epilessia e disbiosi (passando per i vaccini e le radiazioni del telefonino) 

NB: Si precisa che questo articolo non costituisce indicazione terapeutica alcuna (la quale spetta ad un medico qualificato) ma fornisce solo materiale informativo.


Epilessia, possibili cause e rimedi (a cura di Lorenzo Acerra con integrazioni di Corrado Penna)

Presento qui un quadretto d'inizio novecento in cui interagiscono tre punti cardinali dell'America di allora: il milionario e potente lobbista Charles Prentice Howard, Rockefeller Jr. che produsse grandi sforzi e finanze per trasformare la gestione della salute in un monopolio sforna-soldi (al Dr. John Howland andò la cattedra del primo dipartimento universitario di pediatria), e il salutismo germanico che era approdato in maniera particolarmente forte dalle parti della California (Macfadden e Conklin).

Febbraio 1916: la sventura volle che Charles P. Howland e consorte dovettero iniziare a confrontarsi quotidianamente con lo strazio degli attacchi epilettici del figlio. Charles, fondatore della Howland, Murray & Prentice Associati, era nelle commissioni politiche ed economiche più importanti a livello nazionale insieme con i suoi amici John D. Rockefeller Jr., Frederick Strauss e Vernon Kellogg. Suo fratello, il prof. John Howland, era uno dei padri fondatori della pediatria americana. Ma né i consulti con lui né quelli con i migliori specialisti della nazione potettero migliorare la situazione del piccolo malato. Presi dalla disperazione, i genitori si rivolsero al Dr. Conklin, medico del Midwest che si era convertito ai metodi di fitness e salute olistica del famosissimo Bernarr Macfadden. La terapia Conklin-Macfadden per l'epilessia consisteva in un digiuno ad acqua. La cosiddetta “terapia” durò tre settimane. Fu così che per la prima volta gli attacchi epilettici smisero.

Sulla scia di Conklin e Macfadden molti altri autori potettero riscontrare che la guarigione dall'epilessia rimaneva stabile dopo i digiuni se si seguiva una dieta senza amidi e senza zucchero di canna (McMurray 1916). Il Dr. Geyelin era un famoso medico ed endocrinologo del New York Presbyterian Hospital che ebbe l'opportunità di osservare la guarigione di un giovane cugino che aveva avuto epilessia per quattro anni. Il dottore ebbe modo di riportare in vari congressi della American Medical Association molti altri casi di guarigione se il digiuno veniva seguito dalla dieta chetogenica. La questione quindi era anche capire cosa fare dopo i digiuni. 

Fu così che venne ideata una "dieta chetogenica" sviluppata negli anni venti alla Mayo Clinic negli Stati Uniti. Tale dieta è basata su una forte riduzione del consumo di carboidrati e proteine a vantaggio dei grassi. Con i bambini si ottennero ottimi risultati, con una mitigazione degli attacchi epilettici nel 95% dei pazienti, ed una totale cessazione nel 60%. La dieta chetogenica fu accettata dalla comunità medica fin tanto che non  iniziò l'era della farmacopea chimica. Con la scoperta dei farmaci anticonvulsivi nel 1938, i forti interessi economici delle aziende farmaceutiche riusciro a far dimenticare la dieta. 

Tuttavia i farmaci anticonvulsivi non funzionano per circa un 30% dei pazienti, e così restò ancora un certo interesse per la dieta chetogenica che fu ulteriormente affinata. In tempi recenti anche la Dieta Atkins Modificata ha portato a dei buoni risultati per il trattamento dell'epilessia.
Un'altro tipo di dieta fu pubblicizzata qualche decennio più tardi da Elaine Gottschal, madre di una ragazza malata di epilessia sin dall'adolescenza, che guarì quando, motivata da disturbi intestinali persistenti, adottò un radicale cambiamente alimentare. La cosiddetta dieta SCD (Specific Carbohydrate Diet, ovvero Dieta dei Carboidrati Specifici), ideata molti anni prima dal dottor Haas, che con questa dieta senza amidacei e senza carboidrati complessi (in sostanza una dieta paleolitica senza cereali, pseudo cereali, tuberi, e gran parte dei legumi). Il libro di Elaine Gotschall è stato appena tradotto in italiano.

Ancora più chiaro ed esplicativo è il libro della dottoressa Campbell-McBride che individua nella disbiosi intestinale la causa di moltissimi casi di epilessia (soprattutto tra i bambini), e spiega come una dieta paleolitica (un'adattamento della dieta SCD denominato Dieta GAPS) possa portare alla guarigione.
Il fatto che l'infiammazione intestinale vada ad abbassare nettamente il valore soglia degli attacchi epilettici è stato dimostrato da Dufour (1984) e Riazi (2004). Le evidenze cliniche per Conklin erano tali che egli definì l'epilessia pediatrica semplicemente una “epilessia digestiva”. Cioè aveva le sue origini negli intestini ed era curabile. Conklin vedeva guarigioni del 90% dei casi con il digiuno e con la dieta igienista germanica quando i pazienti avevano meno di 10 anni. Per coloro che avevano tra i 15 e i 25 anni di età la percentuale di successi scendeva al 60% e per coloro che avevano da 40 anni in su le probabilità che il digiuno apportasse miglioramenti sostanziali erano ridotte al lumicino.
Secondo alcuni autori la teoria focale giustificava queste grosse differenze con l'età. Per esempio costituiscono un grosso campo di disturbo i denti del giudizio impattati o con carenza di spazio (vedi www.youtube.com/watch?v=R2xYj9AZvfI). A tale campo di disturbo si aggiunge negli anni il progressivo peggioramento della salute degli altri denti, con infezioni e necrosi varie nel cavo orale che diventerebbero il cofattore principale delle malattie degenerative e nel caso specifico delle epilessie resistenti a trattamenti (Cotton HA, 1921).

La discussione si aprì in ogni parte d'America. Il fatto che il digiuno liberasse temporaneamente i piccoli pazienti dalle convulsioni non era messo in discussione. L'informazione fu riportata su tutti i manuali di neurologia. L'unico modo in cui questo fenomeno poteva essere attaccato erano focalizzare il discorso sulla pochezza dei risultati registrabili un paio di mesi dopo essere tornati all'alimentazione solida senza regole. Il digiuno evidentemente poteva costituire un varco verso un miglioramento definitivo solo se il medico era in grado di dare istruzioni precise al paziente sulla chetogenica o un'alimentazione igienista. Altrimenti, se il medico ignorava ciò, gli attacchi epilettici sarebbero tornati nel giro di un paio di mesi quasi ai livelli precedenti.

Cinquant'anni dopo però l'ultimo dei manuali di neurologia pediatrica che ancora conteneva un accenno sulle possibili manipolazioni dietetiche per controllare l'epilessia era il Livingston (1972): “Comprehensive Management of Epilepsy in Infancy, Childhood and Adolescence”, che si occupava però solo della variante chetogenica post-digiuno.

Nel film Non nuocere (1997) la neurologa dell'ospedale dice che un libro del genere, altrimenti perfetto in ogni sua parte, aveva quell'unica pecca dell'accenno ad una possibilità terapeutica così poco scientifica come un cambio di alimentazione.

Monday, January 21, 2013

Epilessia e disbiosi (passando per i vaccini e le radiazioni del telefonino e le falsità di corrado & vanoli)


http://scienzamarcia.blogspot.it/2013/01/epilessia-e-disbiosi-passando-per-i.html

Epilessia e disbiosi (passando per i vaccini e le radiazioni del telefonino)


La dottoressa Natasha Campbell-McBride nel suo libro sulla Sindrome della Psiche e dell'Intestino parla estesamente della relazione tra autismo, disagi cosiddetti psichiatrici e disbiosi intestinale, ed accenna anche alla relazione tra disbiosi ed epilessia rimarcando il fatto che Gluteomorfine e Caseomorfine sono presenti nelle urine dei pazienti epilettici. Queste due sostanze derivano dal fatto che la disbiosi provoca una digestione difettosa del glutine e della caseina, la quale genera a sua volta la produzione di questi due oppiacei, che interferiscono con il sistema nervoso. Questa prima informazione fa sospettare che l'adozione di una dieta specifica (e temporanea) come la dieta GAPS potrebbere risolvere il problema alla radice, e che una dieta senza glutine e senza caseina potrebbe quanto meno ridurre la gravità delle crisi epilettiche.

A conferma del legame epilessia-intestino, all'interno dell'articolo "INTOLLERANZE ALIMENTARI: VERITA' O PREGIUDIZIO?", scritto dalla biologa nutrizionista Federica Mastronardo (http://www.federicamastronardo.it/articoli_9.html), leggiamo:
Perché attribuire proprio a quel nutrimento di cui si è ghiotti la causa di un banale mal di testa? Lo stesso vale per numerosi disturbi comuni che spesso sono associati a momenti di stress psico-fisico: colon irritabile, reazioni cutanee, attacchi di ansia, obesità, disbiosi e malassorbimento intestinale, carenze di vitamine e minerali fino ad arrivare ai disturbi comportamentali quali epilessia, schizofrenia, autismo, iperattività nei bambini, fotofobia o problemi di performance fisica nello sport agonistico. 
Interessantissimo a tale proposito è l'articolo sulla dieta SCD (Dieta dei Carboidrati Specifici) con la testimonianza della ricercatrice Elaine Gottschall sul rapporto tra sintomi di patologie intestinali da una parte e sintomi di sofferenza psichica e mentale (compresa l'epilessia) e dall'altra. Consiglio di leggere integralmente l'articolo SCD per il controllo delle crisi epilettiche: http://www.emergenzautismo.org/content/view/231/48/

 Nella discussione sul forum di Italia Salute intitolata "epilessia e celiachia" (http://www.italiasalute.it/forum/forum_posts.asp?TID=6238) il dottor Paolo Mainard, Neurochimico del Centro Epilessia dell'Università di Genova, Consulente del Centro di Nutraceutica Applicata, afferma
Per quanto riguarda l'epilessia, Dephour riporta un'aumentata risposta convulsiva in animali nei quali è stata provocata un'infiammazione intestinale con un olio urticante, l'olio di crotontiglio. Pertanto un'infiammazione intestinale riduce la soglia convulsiva.
La prova non è decisiva in quanto basata su un esperimento di vivisezione (i topi per quanto simili all'uomo sono pure per molti aspetti differenti). Più interessante è il seguito del discorso:
Sospendere il glutine elimina i processi infiammatori legati alla risposta anticorpale, in analogia a qualsiasi altra intolleranza alimentare o allergia. In tutti questi casi si ha un intestino troppo permeabile che lascia passare grossi peptidi, frazioni di proteine, "clandestini". Contro questi peptidi si attiva una risposta anticorporale che si risveglia ogni qualvolta entriamo in contatto con la proteina progenitrice. Se questi peptoni rimangano in circolo abbiamo un processo infiammatorio, tipico delle allergie, ma se questi peptoni vanno ad accumolarsi presso frazioni di proteine dei nostri tessuti a loro simili, simile cerca simile, la tolleranza degli anticorpi, che si portano dietro, non sarà in grado di distinguere tra il peptone clandestino e il pezzo di proteina del nostro tessuto. Se l'accumulo avviene in prossimità delle articolazioni avremo l'artite remauoide, se nella mielina le patologie autoimmuni.
Ennesima conferma di quanto esposto dalla dottoressa Campbell sul rapporto tra malattie autoimmuni e infiammazione, disbiosi, eccessiva permeabilità dell'intestino.

Sempre il dottor Mainardi in una sua lettera critica nei confronti della trasmissione "dica 33" (http://www.emergenzautismo.org/content/view/1031/68/) ha scritto:
In  base ai risultati dei miei studi ho realizzato un integratore alimentare a base di alfa-lattoalbumina che è entrato nei programmi di screening nuovi farmaci anticonvulsivi dell'NIH (USA) per i risultati ottenuti sia pre-clinici che clinici. Questa molecola agisce principalmente a livello intestinale come prebiotico, riduce la disbiosi e la permeabilità intestinale. I risultati ottenuti con le diete a restrizione, non noti forse al solo autore dell'articolo su dica-33, confermano l'importanza del ruolo dell'intestino in diverse patologie neurologiche. Compreso l'autismo, il cui aumento esponenziale dell'incidenza (da 1 su 10000 a 1 su 130) rende altamente improbabile una natura genetica, ma quanti fondi vengono impiegati oggi in questa improduttiva ricerca?
D'altronde la curcumina, la dieta chetogena e l'alfa-lattolbumina mostrano ampi spettri d'azione, difficilmente attribuibili a specifiche azioni a livello cerebrale, più facilmente dovuti alle loro azioni intestinali (...) ad ulteriore conferma del collegamento intestino-cervello, provocare processi infiammatori intestinali porta a stati ansiosi e riduce la soglia convulsiva.
La dieta chetogena è una dieta ricca in grassi e povera in corboidrati, che sembrava ormai quasi dimenticata dalla comunità scientifica nonostante la produzione del film "Non nuocere" (testimonianza di una guarigione dall'epilessia per mezzo della dieta). Di recente la sua validità nel per ridurre la frequenza delle crisi epilettiche è stata scientificamente dimostrata come riporta un articolo del 2008 del New York Times che menziona uno studio scientifico effettuato col gruppo di controllo:  http://www.nytimes.com/2008/05/06/health/research/06epil.html.

Rimarchevole è un altro articolo scritto dal dottor Mainardi in collaborazione col dottor Gianluigi Pesce e la dottoressa Silvia Bornia (http://www.det.it/pdf/ottobre10/int.pdf).

 In esso leggiamo che:
E' sorprendente come l'intestino nell'antichità fosse considerato l'organo responsabile di molte patologie neurologiche sin dai tempi della bibbia, quando le crisi di epilessia venivano  curate con il digiuno, da cui ebbe origine la dieta chetogena, ricca di grassi e povera di carboidrati, ampiamente usata nell'epilessia sino agli anni 30
Oggi viene appplicata anche in altre patologie neurologiche, ad esempio depressione Alzheimer, Parkinson etc., dimostrando come una dieta possa ridurre significativamente i sintomi di patologie neurologiche complesse.
 E ancora:
La disbiosi intestinale riducendo l'assoribimento di triptofano, può rendere più fragile il cervello, meno capace di autoripararsi.
Interessanti sono le proprietà dell'integratore di alfa-lactoalbumina serplus menzionato dal dottor Mainardi che regolando la flora intestinale avrebbe ricadute positive anche sull'umore delle persone e sulla normalizzazione del ciclo sonno-veglia.

Maggiori informazioni sul serplus potete leggerle al seguente link: http://www.mangiaconsapevole.com/forum/T-Alfa-Lattoalbumina-Serplus%C2%AE-BioZzz%C2%AE.html



Altra informazione che potrebbe essere interessante è quella della relazione tra melatonina ed epilessia, vedi l'articolo "Melatonina in aiuto degli epilettici": 
http://www.italiasalute.it/News.asp?ID=78

Interessante pure il resoconto di un'esperienza di guarigione di una bambina epilettica nella quale la malattia era scatenata dalla presenza di parassiti nematodi. La testimonianza è della dottoressa Rosanna Qualizza, specialista in Allergologia e Immunologia Clinica: http://www.airett.it/studi-clinici-quando-i-problemi-possono-essere-causati-anche-dai-parassiti

Segnalo anche la recente scoperta di casi di crisi epilettiche che si scatenano in seguito all'uso del cellulare, come riportato nell'articolo "Rischio epilessia col telefonino" sul sito italiasalute: http://www.italiasalute.it/News.asp?ID=8871



Il discorso sul rapporto tra epilessia e disbiosi non sarebbe completo se non si esaminassero ancora due aspetti: il primo è che la dieta GAPS della dottoressa Campbell e la dieta chetogena, assomigliano (per la loro proibizione/restrizione dell'assunzione di carboidrati) alla dieta vegetariana crudista, che in realtà è ancora più restrittiva persino della dieta GAPS.

E' infatti possibile seguire una dieta con alimenti permessi dalla dieta GAPS ma esclusivamente crudi e di orgine vegetale, oppure seguire una dieta vegan tendenzialmente crudista, o seguire le indicazioni del dottor Ehret (dieta senza muco). Ovviamente non è facile, soprattutto i primi tempi, ed ovviamente è meglio non improvvisare niente e farsi seguire da un medico o da un dietologo che valuti la dieta anche in relazione alle specifiche condizioni di salute del paziente.

Per approfondimenti su epilessia e dieta igienista (tendenzialmente crudista) vedi i due link seguenti:

http://www.nonsoloanima.tv/valdovaccaro/index.php?m=11&y=11&d=28&entry=entry111128-123248

http://valdovaccaro.blogspot.it/2010/10/epilessia-chiarita-uguale-epilessia.html

http://valdovaccaro.blogspot.it/2011/09/epilessia-rolandica-ansie-ed-amnesie.html




Infine come trascurare il legame tra vaccini ed epilessia? La stessa dottoressa Campbell denuncia come l'abitudine di vaccinare indiscriminatamente i bambini a prescindere da uno screening che verifichi l'eventuale presenza di alterazioni intestinali espone molti soggetti vaccinati al rischio di contrarre una serie di malattie più o meno gravi. Secondo quanto da lei riportato nel libro "Sindrome della Psiche e dell'Intestino" un intestino già sofferente può non sopportare lo stress delle vaccinazioni che in tal caso aggravano lo stato patologico pre-esistente.

Vedi questa piccola bibliografia a cura di P.(iscio) Vanoli:

Convulsioni ed epilessia da vaccini:

Hirtz DG, Nelson KB, Ellenberg J H, "Epilessia a seguito di vaccinazioni infantili", Pediatr 1983 Jan; 102(1):14-18 [aggiornamento h. 16.50: mi sono accorto solo ora che è questo lo studio che ho citato in fondo. STRACCIONI E FALSARI ALMENO DUE VOLTE]

Cherry JD, Holtzman AE, Shields WD, Buch D, Nielsen, "Vaccinazione da pertosse e caratteristiche dei primi attacchi epilettici in neonati e bambini,"J Pediatr, giugno 1993; 122(6): 900-903

Coplan J, "Attacchi epilettici a seguito di vaccinazioni," J Pediatr, sett. 1983;103(3):496

Barkin RM, Jabhour JT, Samuelson J S, "Vaccinazioni, epilessia e conseguenti valutazioni," JAMA, luglio 1987; 258(2): 201

Griffin MR, "Rischio di attacchi epilettici a seguito di vaccino morbillo-parotite- rosolia", Pediatrics, nov. 1991; 88(5): 881-885

Griffin MR, "Rischio di epilessia ed encefalopatia a seguito di vaccinazione con il vaccino difteria- tetano- pertosse", JAMA, marzo 1990; 263(12): 1641-1645

Cizewska S, Sluzewski W, "Vaccinazioni e attività epilettica seguita con EEG", Neurol Neurochir Pol., sett.- dic. 1981, 15 (5-6): 553-557

Huttenlocher PR, Hapke RJ, "Valutazione di epilessia intrattabile nell'infanzia", Ann Neurol, nov. 1990; 28(5):699-705

Blumberg DA, "Gravi reazioni associate al vaccino difteria.- tetano- pertosse: dettagliato studio di bambini con epilessia, episodi ipotonici iporesponsivi, elevati febbri e pianto continuo", Pediatrics, giugno 1993; 91(6): 1158-1165

Baraff LJ, "Neonati e bambini con convulsioni ed episodi ipotonici-iporesponsive a seguito di vaccinazione anti-difterica- tetano- pertosse", Pediatrics, giugno 1988; 81(6):789-794

Jacobson V, "Relazione della vaccinazione anti-pertosse sulla comparsa dell'epilessia, convulsioni febbrili ed infezioni del sistema nervoso centrale: uno studio epidemiologico", Tokai J Exp Clin Med 1988;13 Suppl: 137-142

Ballerini, Ricci B, "Complicazioni neurologiche delle vaccinazioni, con particolare riferimento alle sindromi epilettiche", Riv Neurol, luglio-agosto 1973, 43:254-258

Wolf SM, Forsythe A, "Epilessia e ritardo mentale a seguito di attacchi febbrili nell'infanzia," Acta Paediatr Scand, marzo 1989; 78(2):291-295

"Epilessia a seguito di vaccinazioni infantili", J. of Pediatrics, Vol 102, n.1[vedi nota sotto]
Prendo ad esempio di disonestà e malafede quest'ultimo studio, perché ne ho trovato l'originale su sciencedirect 
1) La traduzione del titolo è falsa (Seizures following childhood immunizations)
2) Riporto per intero l'abstract, che dice l'esatto contrario di quel che questi straccioni vorrebbero:
In 1.4% of children who experienced a seizure during the first seven years of life, the seizure followed within two weeks of an immunization procedure. We report 40 postimmunization seizures in 39 children enrolled in the Collaborative Perinatal Project. Ten seizures followed diphtheria-pertussis-tetanus (DPT) immunization, and 10 followed measles immunization. All but one of the seizures were associated with fever, often high. Thirty-seven seizures lasted less than 30 minutes. More than half of the children had a personal or immediate-family history of febrile seizures. One of the children had a right focal seizure lasting six hours after DPT immunization and had a significant speech deficit on long-term follow-up. No child developed epilepsy, and results in all children with brief seizures were normal on neurologic and cognitive examination at 7 years of age. Both in clinical presentation and generally benign outcome, these immunization-related seizures closely resemble febrile seizures, which are common in early childhood. 
3) Quando la smetterete di propalare falsità terroristiche?