http://www.tankerenemy.com/2010/06/dentro-il-mistero.html
Dentro il "Mistero"
Molti si sono chiesti per quale motivo la televisione commerciale abbia, attraverso il programma "Mistero", lasciato filtrare alcune verità scabrose come quelle inerenti alle scie chimiche, ai cosiddetti Illuminati ed al signoraggio bancario. Forse è ozioso porsi tante domande, visto che, comunque la si pensi, gli eventi incalzano, giorno dopo giorno e si rischia solo di perdersi in sterili diatribe sui veri motivi del disclosure. Tuttavia, non è del tutto inutile evidenziare gli aspetti controversi dell'operazione, per amore di chiarezza.
Il cenno ad argomenti scottanti risponde ad un cambiamento di rotta nell'informazione, dovuta all'azione di gruppi dissidenti che operano all'interno dei media ufficiali? Non si può escludere del tutto, ma ciò pare poco verosimile, nonostante la buona fede del conduttore, degli inviati e dei realizzatori dei servizi.
La presentazione di certi temi, sommaria benché globalmente corretta, è da leggere nel quadro di una lotta intestina tra potentati, come avvertimento che qualcuno manda ad ex sodali, alludendo alla possibilità di rivelazioni e ritorsioni, qualora si decida di detronizzarlo. Credo che questa interpretazione sia plausibile: mentre la R.A.I. è roccaforte inespugnabile del C.I.C.A.P., i cui esilaranti istrioni sono i registi di una monolitica disinformazione, le reti Mediaset sembrano qua e là volersi sbilanciare, lanciando dei messaggi obliqui a destinatari incogniti.
La decisione si spiega con fini meramente pragmatici: ai produttori interessano gli incassi pubblicitari e gli ascolti. Chemtrails, signoraggio e specialmente U.F.O. sono soggetti che "tirano", garantendo apprezzabili percentuali di telespettatori e quindi profitti. Si suole ripetere "Segui la scia di denaro". E' questa una lettura convincente, anche se, a mio parere, un po' riduttiva.
Si sta sondando il feedback dei telespettatori di fronte ad una parziale disclosure che potrebbe preludere ad un ricambio della classe dirigente.
Alcune di queste spiegazioni potrebbero in parte integrarsi e non essere del tutto incompatibili tra loro.
Non è tutto così lineare: ad esempio, il servizio sul signoraggio è stato in parte basato sul famigerato documentario "Zeitgeist" che, in mani incaute, causa più danni che benefici. Va rilevato che "Zeitgeist" è, però, una delle principali fonti sull’economia di rapina e citarlo non denota necessariamente intenti disdicevoli. Le interviste a David Icke, non prive di spunti preziosi, come la spiegazione della dialettica para-hegeliana, problema-reazione-risoluzione, ed il cenno al totalitarismo per gradi, non hanno toccato alcuni tasti dolenti, quale il progetto di impiantare un microprocessore sottopelle. Se il pubblico fosse dotato di capacità di discernimento (ed ammettiamo che è arduo sceverare anche per chi ha dimestichezza con certe trame governative), evitando sia di rifiutare a priori le verità sconvolgenti sia di idolatrare David Icke, certi format sortirebbero discreti risultati.
Purtroppo l'opinione pubblica è spesso incline a credere o a non credere: rinuncia ad osservare e ad investigare motu proprio, è restia a leggere, a documentarsi. Il sistema punta su questo atteggiamento dicotomico e soprattutto sull'obsolescenza della verità, quanto più essa contraddice i pregiudizi inveterati. Nell'arco di pochi giorni, il problema delle scie chimiche è eclissato dall'assai più urgente e tragica questione di questo periodo: i mondiali di calcio. Chi vincerà i campionati? Gli Azzurri riusciranno ad arricchire il loro palmares con un'altra rutilante coppa? L'allenatore della nazionale celebrerà il trionfo o sarà messo alla gogna?
Sono comunque sintomatiche le reazioni che “Mistero” ha suscitato: isterici attacchi di “critici” televisivi, sberleffi ai danni di Raz Degan e degli inviati, maldestri tentativi di confutare le affermazioni su scie chimiche e signoraggio. Quasi sempre ci si è accaniti puerilmente contro il titolo della produzione televisiva (si giudica spesso un libro dalla copertina) o si è adottato il solito “argomento” ad personam, tentando di screditare i ricercatori intervistati. Molti strali sono stati lanciati pure dai piccoli fans di agenti di controllo, come Gabbanelli e Travaglio, i paladini di “un’opposizione voluta ed autorizzata dal sistema” (G. C. Argan), eroi che servono ad incanalare verso obiettivi di scarso rilievo le frustrazioni dell’utente medio che, a conoscenza di qualche scandalo finanziario, si convince di aver scoperto chi sa quali segreti. Una delle recensioni più acide, infatti, è stata scritta da uno scombiccheracarte della testata Il Fatto quotidiano, il giornale diretto da Padellaro e nella cui redazione spicca lo zerbinotto riccioluto.
Questo settore della disinformazione, mascherato da giornalismo indipendente, è ancora più subdolo dell’accolta di occultatori manovrati dal C.I.C.A.P. e da altre protesi del potere, poiché gode di credito presso i cittadini più consapevoli o, meglio, che pensano di essere consapevoli. Davvero tra le strategie più efficaci escogitate dagli apparati, bisogna annoverare la creazione di questo “giornalismo” strillato e scomposto, cinico e settario, le cui crociate mirano a delegittimare l’ignava classe politica attuale, affinché sia rimpiazzata da tecnocrati transumanisti.
In verità, visto che la situazione planetaria è prossima ad un punto di rottura, poco o punto importa che verità scomode comincino a circolare ora tra la popolazione. E' tardi. E' come quando i passeggeri del Titanic poterono suggerire al direttore ed agli orchestrali quale brano suonare, mentre il transatlantico si inabissava nelle gelide acque dell’oceano.
Quando l'economia sarà crollata ed il pianeta sarà sconquassato da disastri (in)naturali, chi si inquieterà per la riserva frazionaria o per le scie nel cielo, sebbene entrambi i fenomeni siano le principali cause dello sfacelo, cause riconosciute come tali, ma intempestivamente?
Tuttavia, forse non tutto è perduto ed è sempre preferibile la divulgazione di verità (benché incomplete ed intrecciate a silenzi ed ambiguità) che la censura. E' consigliabile estrarre qualche brano istruttivo dal programma e proporlo ai lettori: alcuni principieranno a collegare moventi ed eventi. Forse qualcosa accadrà... Non lasciamo nulla di intentato. Non esistono solo gli apocalittici e gli integrati, ma anche coloro che agiscono nel mondo, ma contro il sistema. Siamo "miti come colombe, ma scaltri come serpenti".
Infine, se qualcuno antepone alla pulzella, che sussurra gli aforismi tra un documento e l'altro di "Mistero", l'incartapecorita Levi Montalcini (C.I.C.A.P.), è affar suo… de gustibus.
Il cenno ad argomenti scottanti risponde ad un cambiamento di rotta nell'informazione, dovuta all'azione di gruppi dissidenti che operano all'interno dei media ufficiali? Non si può escludere del tutto, ma ciò pare poco verosimile, nonostante la buona fede del conduttore, degli inviati e dei realizzatori dei servizi.
La presentazione di certi temi, sommaria benché globalmente corretta, è da leggere nel quadro di una lotta intestina tra potentati, come avvertimento che qualcuno manda ad ex sodali, alludendo alla possibilità di rivelazioni e ritorsioni, qualora si decida di detronizzarlo. Credo che questa interpretazione sia plausibile: mentre la R.A.I. è roccaforte inespugnabile del C.I.C.A.P., i cui esilaranti istrioni sono i registi di una monolitica disinformazione, le reti Mediaset sembrano qua e là volersi sbilanciare, lanciando dei messaggi obliqui a destinatari incogniti.
La decisione si spiega con fini meramente pragmatici: ai produttori interessano gli incassi pubblicitari e gli ascolti. Chemtrails, signoraggio e specialmente U.F.O. sono soggetti che "tirano", garantendo apprezzabili percentuali di telespettatori e quindi profitti. Si suole ripetere "Segui la scia di denaro". E' questa una lettura convincente, anche se, a mio parere, un po' riduttiva.
Si sta sondando il feedback dei telespettatori di fronte ad una parziale disclosure che potrebbe preludere ad un ricambio della classe dirigente.
Alcune di queste spiegazioni potrebbero in parte integrarsi e non essere del tutto incompatibili tra loro.
Non è tutto così lineare: ad esempio, il servizio sul signoraggio è stato in parte basato sul famigerato documentario "Zeitgeist" che, in mani incaute, causa più danni che benefici. Va rilevato che "Zeitgeist" è, però, una delle principali fonti sull’economia di rapina e citarlo non denota necessariamente intenti disdicevoli. Le interviste a David Icke, non prive di spunti preziosi, come la spiegazione della dialettica para-hegeliana, problema-reazione-risoluzione, ed il cenno al totalitarismo per gradi, non hanno toccato alcuni tasti dolenti, quale il progetto di impiantare un microprocessore sottopelle. Se il pubblico fosse dotato di capacità di discernimento (ed ammettiamo che è arduo sceverare anche per chi ha dimestichezza con certe trame governative), evitando sia di rifiutare a priori le verità sconvolgenti sia di idolatrare David Icke, certi format sortirebbero discreti risultati.
Purtroppo l'opinione pubblica è spesso incline a credere o a non credere: rinuncia ad osservare e ad investigare motu proprio, è restia a leggere, a documentarsi. Il sistema punta su questo atteggiamento dicotomico e soprattutto sull'obsolescenza della verità, quanto più essa contraddice i pregiudizi inveterati. Nell'arco di pochi giorni, il problema delle scie chimiche è eclissato dall'assai più urgente e tragica questione di questo periodo: i mondiali di calcio. Chi vincerà i campionati? Gli Azzurri riusciranno ad arricchire il loro palmares con un'altra rutilante coppa? L'allenatore della nazionale celebrerà il trionfo o sarà messo alla gogna?Sono comunque sintomatiche le reazioni che “Mistero” ha suscitato: isterici attacchi di “critici” televisivi, sberleffi ai danni di Raz Degan e degli inviati, maldestri tentativi di confutare le affermazioni su scie chimiche e signoraggio. Quasi sempre ci si è accaniti puerilmente contro il titolo della produzione televisiva (si giudica spesso un libro dalla copertina) o si è adottato il solito “argomento” ad personam, tentando di screditare i ricercatori intervistati. Molti strali sono stati lanciati pure dai piccoli fans di agenti di controllo, come Gabbanelli e Travaglio, i paladini di “un’opposizione voluta ed autorizzata dal sistema” (G. C. Argan), eroi che servono ad incanalare verso obiettivi di scarso rilievo le frustrazioni dell’utente medio che, a conoscenza di qualche scandalo finanziario, si convince di aver scoperto chi sa quali segreti. Una delle recensioni più acide, infatti, è stata scritta da uno scombiccheracarte della testata Il Fatto quotidiano, il giornale diretto da Padellaro e nella cui redazione spicca lo zerbinotto riccioluto.
Questo settore della disinformazione, mascherato da giornalismo indipendente, è ancora più subdolo dell’accolta di occultatori manovrati dal C.I.C.A.P. e da altre protesi del potere, poiché gode di credito presso i cittadini più consapevoli o, meglio, che pensano di essere consapevoli. Davvero tra le strategie più efficaci escogitate dagli apparati, bisogna annoverare la creazione di questo “giornalismo” strillato e scomposto, cinico e settario, le cui crociate mirano a delegittimare l’ignava classe politica attuale, affinché sia rimpiazzata da tecnocrati transumanisti.
In verità, visto che la situazione planetaria è prossima ad un punto di rottura, poco o punto importa che verità scomode comincino a circolare ora tra la popolazione. E' tardi. E' come quando i passeggeri del Titanic poterono suggerire al direttore ed agli orchestrali quale brano suonare, mentre il transatlantico si inabissava nelle gelide acque dell’oceano.
Quando l'economia sarà crollata ed il pianeta sarà sconquassato da disastri (in)naturali, chi si inquieterà per la riserva frazionaria o per le scie nel cielo, sebbene entrambi i fenomeni siano le principali cause dello sfacelo, cause riconosciute come tali, ma intempestivamente?
Tuttavia, forse non tutto è perduto ed è sempre preferibile la divulgazione di verità (benché incomplete ed intrecciate a silenzi ed ambiguità) che la censura. E' consigliabile estrarre qualche brano istruttivo dal programma e proporlo ai lettori: alcuni principieranno a collegare moventi ed eventi. Forse qualcosa accadrà... Non lasciamo nulla di intentato. Non esistono solo gli apocalittici e gli integrati, ma anche coloro che agiscono nel mondo, ma contro il sistema. Siamo "miti come colombe, ma scaltri come serpenti".
Infine, se qualcuno antepone alla pulzella, che sussurra gli aforismi tra un documento e l'altro di "Mistero", l'incartapecorita Levi Montalcini (C.I.C.A.P.), è affar suo… de gustibus.
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