L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

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Sunday, February 9, 2014

Rileggere alcuni aspetti del Cristianesimo (prima parte)

http://zret.blogspot.it/2014/02/rileggere-alcuni-aspetti-del.html

Rileggere alcuni aspetti del Cristianesimo (prima parte)


Un quadro contraddittorio

In un suo recente articolo intitolato “E’ in atto una campagna anti-cristiana per sradicare ciò che resta del senso religioso”, 2014, il Professor Francesco Lamendola denuncia la crociata contro il Cristianesimo a favore di un’ideologia materialista ed atea. Che la nostra società sia dimentica del sacro è indubbio.

Nella sua polemica contro filosofastri contemporanei, tardo-marxisti, tardo-nietzschiani, tardo-freudiani, l’autore dipinge un ritratto icastico di codesti stanchi epigoni. “Sono figure, in fondo, folcloristiche e tutto sommato pochissimo interessanti: accettarli come interlocutori in un serio dibattito culturale significa conferire loro una dignità intellettuale che non possiedono e alimentare l’arroganza, il narcisismo e la spavalda faciloneria che costituiscono il loro abito mentale. Essi, semmai, rappresentano dei buoni esempi di quel che si intende per supponenza dello scientismo; degli esempi in negativo di tutto ciò che non è autentico spirito scientifico né autentico senso storico, perché della scienza e della storia essi vedono sono quel che fa loro comodo vedere e negano o travisano con la massima impudenza tutto il resto. Sono pertanto dei faziosi, dei partigiani, dei militanti di un’ideologia totalitaria che si cela dietro una serie di formule, facili ed accattivanti, di sapore libertario e di largo smercio presso un pubblico che non va troppo per il sottile sul piano intellettuale”.

E’ fantastico: questo è anche il ritratto perfetto, l’ipotiposi dei negazionisti!

Il discorso, però, è più complesso di quanto si potrebbe pensare: rifuggirei da una schematica e tranquillizzante opposizione tra i buoni (i Cristiani, anzi i Cattolici) ed i cattivi (atei, agnostici, massoni...). Si può solo concordare con il Nostro quando demolisce l’idealizzazione del paganesimo gioioso e solare: l’età antica, come ogni epoca umana (umana?) è un groviglio inestricabile di bene e di male. Con i monumenti letterari, filosofici, artistici, scientifici… , alte testimonianze del mondo classico, stridono le efferatezze delle guerre, dei giochi gladiatori, delle stragi, della schiavitù…

Tuttavia ciò non vale forse anche per il Medioevo cristiano? Monasteri in cui pazienti amanuensi copiavano i testi antichi, chiese impreziosite da mosaici e da affreschi, eccelse opere d’arte... : la media tempestas fu un’età splendida, eppure... Eppure accanto a questi fasti, come in un dittico, si assiepano orrori e bugie innominabili: l’omicidio di Ipazia su istigazione di Cirillo, vescovo di Alessandria, le pie frodi di alcuni padri della Chiesa, le menzogne di Eusebio, le persecuzioni ai danni di Pagani, Manichei, Ebrei, Ariani dopo l’editto di Tessalonica, promulgato da Teodosio il Grande nel 380 d.C. fino alla simonia ed alla corruzione esecrate da Dante, fino al Tribunale dell’Inquisizione... La Chiesa cattolica non vanta molti rivali, quanto a numero di vittime: dalle persecuzioni dei Donatisti (cristiani ostili a qualsiasi collaborazione con l’Impero) sino alle atroci carneficine perpetrate dagli Ustascia cattolici in Jugoslavia, è difficile contare quanti uomini e donne furono massacrati in nome di Cristo.

Eppure è doveroso tessere un elogio del Cristianesimo: qui mi riferisco per lo più alle chiese ariane che furono di solito migliori della rigida chiesa nicena (cattolica dall’anno 867). Ariano fu il re degli Ostrogoti Teodorico che si adoperò per una coesistenza pacifica tra Ariani (i Goti) e Niceni (gli Italici). Il suo progetto fallì soprattutto a causa dell’intrigante diplomazia bizantina.

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Thursday, July 15, 2010

Ipazia

http://zret.blogspot.com/2010/07/ipazia.html

Ipazia

“Agorà” è la recente pellicola del regista Alejandro Amenabar. Vi si narrano le vicende di Ipazia, filosofa e scienziata alessandrina, uccisa da fanatici cristiani, istigati dal vescovo Cirillo. Alcune fonti, attribuiscono ad Ipazia, versata nella matematica (era figlia del matematico Teone), l'invenzione dell'astrolabio, dell'idroscopio e dell'aerometro. La produzione di Amanabar rischia di trasformare la donna in un'icona della scienza contrapposta all'oscurantismo religioso. In verità, Ipazia incarnò, nella declinante civiltà antica (morì nel 431 d.C.), l'ideale di una cultura integrale, in cui la speculazione scientifica era inquadrata in una cornice filosofica, nella fattispecie all'interno del pensiero neo-platonico che seppe trasfondere fresca linfa ad un mondo ormai esangue.

Solo la perfetta idiozia degli scientisti può vedere nella filosofa esclusivamente la martire della scienza: i banditori dell'attuale "scienza" imbastardita non comprenderebbero la grandezza di una figura che seppe coniugare la speculazione con la meraviglia di fronte al cosmo. Chi vede nell'universo un arido diagramma è bene che eviti di accostarsi da profano alle realtà celesti. Il neo-platonismo che Ipazia abbracciò è permeato di afflati mistici e di aneliti verso il trascendente che grossolani computisti non possono neppure concepire. Nel V secolo, il numero non era ancora mera quantità e l'indagine non era mai disgiunta dallo stupore filosofico.

Vero è che Ipazia fu vittima del Cristianesimo, divenuto, nell'arco di pochi secoli, potente religione del potere. Vittima fu anche Davos, lo schiavo prediletto dalla donna: egli attratto dall'idea di eguaglianza tra gli uomini, principio proclamato dal Cristianesimo, diventò monaco parabolano, ma si accorse presto di essere tornato ad una nuova condizione di servaggio. Qui si avverte l'importanza che Ipazia assegnava al dubbio, antidoto contro ogni dogmatismo scientifico o religioso, contro ogni schiavitù mentale. Solo una verità che spiega tutto e dà conto di tutte le contraddizioni può ambire ad essere Verità, ma una tale verità non esiste in questo piano.

Sorprende che nel V secolo, la città fondata da Alessandro III fosse ancora un centro culturale cosmopolita in cui brillò il faro di una donna tanto colta e carismatica. Non sorprende che i valori del Cristianesimo delle origini - quelli che si ritengono tali - nell'arco di pochi secoli, complice soprattutto la spregiudicata politica di Costantino e dei suoi sciagurati successori, con la fulgida eccezione di Giuliano, si corruppero a tal punto da diventare l'architrave del dispotico e fondamentalista impero teodosiano. Il messaggio del Nazireo non fecondò una società ipocrita e dura. I tempi non erano maturi, ma quali tempi lo sono? Il problema non è il soccorso di un Salvatore, ma trovare chi sia degno di essere salvato.

Con l’assassinio di Ipazia (alcune fonti riportano che fu lapidata, altre che fu scorticata viva con conchiglie affilate) e l'affermazione del Cristiamesimo ufficiale, instrumentum regni e credo per le masse, tramontò un'epoca, il Tardo antico: i bagliori corruschi delle ultime creazioni "pagane" si estinsero nelle fiamme e nel fumo degli incendi che incenerirono templi e biblioteche.

Le sorgenti di un antico sapere si seccarono e pure la sorgente del Cristianesimo esoterico, che in Egitto aveva trovato la sua terra d'elezione, si inaridì. Il prezioso liquido fu versato in brocche nascoste nelle grotte del deserto: forse un giorno ne scaturirà un po' d'acqua vivificatrice.