L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

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Saturday, January 3, 2015

Benigni bis - un'altra "lezione" di dubbio valore

da ateo conclamato non ho trovato nessun messaggio sovrannaturale nello spettacolo di Roberto Benigni (di cui ho visto solo una parte), come da apolide non ho condiviso la sua visione dell'unita' d'Italia (pur apprezzando lo "spettacolo"). Nonostante questo, trovo Benigni un uomo particolarmente intelligente e un comico straordinario. Gustatevi questa rosicata pennesca.


http://scienzamarcia.blogspot.ch/2015/01/benigni-bis-unaltra-lezione-di-dubbio.html

Benigni bis - un'altra "lezione" di dubbio valore

Non pago del precedente spettacolo sull'Unità d'Italia, in cui fece dimenticare come tale "unità" fu in realtà una conquista/espropriazione da parte del regno di Savoia (http://scienzamarcia.blogspot.it/2011/02/san-remo-2011-indottrinamento-mediatico.html) l'attore comico Roberto Benigni ha preso ben 4 milioni di euro dalla RAI per il suo spettacolo in cui commentava i 10 comandamenti:
Ma di quali 10 comandamenti si tratta, di quelli originari della Bibbia (Vecchio Testamento)? No, dello loro riedizione cattolica, messa a punto definitivamente qualche secolo dopo Cristo, con qualche aggiustatina qua e là (vedi soprattutto l'eliminazione del precetto che vieta l'adorazione di qualsiasi figura sacra):

Il suo monologo su questi 10 comandamenti è stato a senso unico (nemmeno una argomentazione contraria al loro enunciato, nemmeno una sottile critica) mentre anni fa faceva notare, per esempio, che è troppo facile non rubare per chi è molto ricco, mentre è ben più difficile per chi si trova in uno stato di povertà. "Questi comandamenti il signore li ha fatti un po' troppo per i ricchi", diceva:

Di cose da criticare sui dieci comandamenti ce ne sarebbero molte, per esempio l'ipocrisia del comandamento "non uccidere", tanto glorificato da Benigni, e disatteso da secoli di violenza papale (crociate contro gli infedeli, persecuzione degli eretici e delle "streghe", pena di morte, partecipazione ai conflitti armati). Ma disatteso ancor prima presso gli Ebrei, popolo presso il quale vigeva la lapidazione. In realtà la Terra Promessa, ove fu fondato il regno ebraico, secondo il libro sacro agli stessi Ebrei, fu conquistata trucidando i legittimi occupanti, e proprio su incitazione di quel "dio degli Ebrei" o "signore degli eserciti" (come viene spesso denominato quel Dio del Vecchio Testamento in cui credono anche cristiani e cattolici).

Da notare anche come Benigni abbia citato una delle rare perle del Talmud, quasi a far dimenticare cheTalmud non è certo una raccolta di regole spirituali. Un omaggio a Sion ed alle sue leggi, di questi tempi è molto utile per fare carriera:

Friday, October 24, 2014

Sul libero arbitrio

http://scienzamarcia.blogspot.ch/2014/10/sul-libero-arbitrio.html

Sul libero arbitrio

C’era una volta in cui tutto appariva chiaro: la religione dietro il suo parlare di anima e di bene supremo serviva come una copertura per nascondere ben altro, il sostanziale sostegno da parte delle autorità religiose al dominio e allo sfruttamento dei ricchi nei confronti dei poveri, dei potenti nei confronti degli umili, degli occidentali nei confronti dei popoli di altre razze.

Fin troppo facile allora vedere nella scienza l’antitesi della religione, nella logica ferrea del materialismo e dei suoi sempiterni nessi casuali la spiegazione di ogni processo della vita, finanche di ogni singola scelta compiuta dalle persone umane.

Quasi venti anni dopo le mie prime riflessioni sul libero arbitrio (che per altro hanno ancora una loro certa validità), vedo però le cose in maniera diversa.

Ho imparato che la scienza è solo un’altra religione con i suoi dogmi, che serve ad incatenare le coscienze della gente, proprio per impedire che ragioni con la propria mente. Ed ecco che la scienza, come la religione, si adopera per impedire che l’uomo eserciti una qualche forma di libertà di scelta. Con la differenza che la religione ammette l’esistenza dell’anima e la scienza no. Ma se lo scientismo semplicisticamente nega ogni valore a ciò che non si trovi sul piano fisico, la religione codifica il piano spirituale secondo rigidi schemi fideistici a mio parere inaccettabili.

In altre parole scienza e religione sono due lati della stessa medaglia, due aspetti della stessa menzogna, così come lo sono gli “opposti partiti” che fingono di combattersi dentro e fuori del parlamento.

Detto questo, è chiaro che l’esistenza di un piano non-fisico, che compenetra questo mondo in cui viviamo (o in cui crediamo di vivere, secondo alcuni approcci cari alle filosofie orientali) rende più difficile negare in maniera categorica l’esistenza del libero arbitrio, ma non per questo ne può sic et simpliciter dimostrare l’esistenza.

Ci sono infatti tante domande senza risposta che impediscono di fare affermazioni categoriche.

Innanzitutto, benché io ritenga che ci sia ben altro oltre al mondo fisico, non mi sento in grado di definire esattamente cosa sia quell’altro che fisico non è, né di stabilire le leggi cui obbediscono i fenomeni genericamente detti “spirituali”.

Secondariamente c’è da chiedersi da dove si sono originate queste anime, ammesso che di anime si debba parlare? Sono sempre esistite? Sono emanate da un qualche principio divino? Sono state create? Fino a che punto un'anima può governare i corpi fisici e fino a che punto ne è condizionata? Se si potesse rispondere a tutte queste domande (e forse anche ad altre ancora) forse potremmo arrivare ad una maggiore chiarezza riguardo al problema dell’esistenza o meno del libero arbitrio.


Una cosa mi pare evidente, però, il sistema intorno a noi fa di tutto per toglierci la capacità di ragionare con la nostra testa, e peggio ancora fa di tutto perché il nostro cervello funzioni poco e male (cibo inadeguato, processato, industriale, vaccini tossici che causano grossi problemi sin dall’infanzia etc.). Pare che ci siano delle entità “demoniache” (in senso lato, quanto meno) che vogliano sottrarci ogni residua possibilità di operare liberamente (o pseudo-liberamente) delle scelte. Ed è anche vero che, se Dio esistesse, starebbe lasciando la libertà a questi poteri di rubarci quel po’ di libero arbitrio che ci resta. Non si capisce quindi come si possa pensare che la gravissima situazione odierna possa essere imputata all’uomo ed ai suoi presunti peccati, peccati commessi dopo avere subito un vero e proprio lavaggio del cervello.

Detto questo ripropongo qui sotto un mio vecchio saggio sulla questione, nel quale, come appena spiegato, non mi ritrovo più del tutto, ma …




Il libero arbitrio
Il libero arbitrio è uno dei tanti controsensi o dogmi delle religioni e delle filosofie che è basato fondamentalmente su un sentire legato al cosiddetto senso comune, un sentire che non viene però neanche minimamente analizzato su base razionale. Non voglio screditare del tutto i nostri sensi, sentimenti o sensazioni, voglio solo dire che debbano essere anche passati al vaglio dell'intelletto prima di fare delle affermazioni categoriche (e pertanto potenzialmente pericolose). Così come la terra, se non si osservassero certi fenomeni o non si avessero certe conoscenze, sulla base di un malinteso senso comune potrebbe sembrare piatta, così come il nostro mondo potrebbe sembrare a tre dimensioni invece che a quattro, così potrebbe essere facile credere che l'uomo sia dotato di della capacità di scegliere, di determinare le proprie azioni solo in base alla propria volontà, indipendentemente da qualsiasi cosa che possa chiamarsi divinità, fato, destino prestabilito, ordine naturale delle cose ... credere in breve che l'uomo sia dotato di "libero arbitrio".

L'esistenza del libero arbitrio è un pregiudizio dei più radicati, perché è spesso alla base (a volte come presupposto non dichiarato) non solo delle più "alte" filosofie, ma anche dei ragionamenti più spiccioli. Gran parte delle nostre azioni e reazioni sono basate sul fatto che ogni persona con cui ci relazioniamo sia dotata di libero arbitrio e per questo suscettibile di essere rimproverata, lodata, biasimata, giudicata, condannata, messa in prigione, messa sul podio, esaltata ... Tutto ciò è ovviamente umano, fin troppo umano, e se non ci comportassimo nella vita pratica in tante occasioni "come se" il libero arbitrio esistesse, sembreremmo comportarci "da pazzi" e non riusciremmo a raggiungere certi fini. Ma da un punto filosofico più alto, più razionale, la negazione del liberto arbitrio porta alla negazione di qualsiasi giustificazione filosofica per il senso del peccato e della vendetta, per il senso di colpa e per l'autocelebrazione, per le morali dogmatiche, religiose e secolari. Di fronte alla negazione del libero arbitrio e quindi del concetto di colpa, e quindi via via del concetto di peccato, di onore ... cadono ad uno ad uno tutti i più biechi pregiudizi su cui il potere religioso e temporale hanno basato la repressione di innocui piaceri terreni predicando al loro posto odio e intolleranza.

Provate a immaginarvi delle crociate, delle guerre di razza o di religione, provate a immaginarvi il fanatismo razzista e nazista in un mondo in cui l'uomo non crede nel libero arbitrio ... La negazione del libero arbitrio porta alla negazione di ogni motivo per sentirsi migliori o peggiori degli altri proprio perché mostra che non si è (se non apparentemente) artefici di sé stessi; così la negazione del libero arbitrio, ben lungi dal "distruggere la morale" con la negazione dei meriti e delle colpe, apre la strada alla comprensione. Negare il libero arbitrio è un primo passo verso una strada che porta a comprendere ogni azione umana in base alle cause che la determinano, proprio il contrario della tanto decantata "morale" tradizionale che semplifica tutto con uno sbrigativo giudizio di condanna o di esaltazione. In questo senso mi sembra di poter affermare che una filosofia fondata sulla negazione del libero arbitrio è una filosofia dell'umanesimo, dell'amore e della comprensione.

Ribadisco, in certi casi il libero arbitrio è "come se" venisse a tutti gli effetti tacitamente riconosciuto, l'uomo non può (non ce la fa proprio, a meno di essere inumano) agire sempre essendo cosciente che i suoi simili non siano dotati di tale arbitrio, ma quel "come se" va analizzato con attenzione per evitare assurde confusioni, ed è qualcosa che mi prometto di fare più in là.



Negazione del libero arbitrio
Ma cominciamo per gradi, perché il discorso, anche se potrebbe essere breve, si deve in realtà dilungare per essere comprensibile a chi, come qualsiasi uomo contemporaneo, è stato cresciuto nel senso del dovere e del peccato, della giustizia terrena e divina, e quindi in breve nel culto del "libero arbitrio".

Si potrebbe infatti dire semplicemente che una persona, o più in generale un qualsiasi essere pensante, potrebbe essere dotato di tale libero arbitrio solo se si fosse letteralmente fatto da sé, voglio dire creato da sé, se ciò può avere un senso. Ma ciò per sfortuna non ha alcun senso. Se anche ammettessimo l'esistenza di una qualche divinità immortale esistita da sempre (lasciando perdere quello che significherebbe l'eternità o il tempo per un essere trascendente) o anche creatasi per caso (o per le leggi della fisica tento il ragionamento che segue non cambia), ebbene questa divinità o è sempre esistita con certi attributi (che siano la bontà e l'amore o la cattiveria e l'odio non importa poi tanto), cioè con le caratteristiche sue proprie, e in base a queste caratteristiche ha condotto le sue azioni (che siano fisiche, terrene, spirituali o metafisiche). Siccome le caratteristiche della divinità non sono state scelte dalla divinità stessa (non si può scegliere quello che si è prima ancora di essere, soprattutto se si è eterni), le Sue azioni sono dettate da tali caratteristiche innate che Lei non si è scelta ma di cui si è trovata dotata sin dall'origine dei tempi. In basi a tali caratteristiche la divinità compie le sue azioni e svolge i suoi pensieri che sono dovuti quindi al modo in cui Essa è sempre stata, un modo di essere di cui Essa non è responsabile.

Di conseguenza:
1) nessuna divinità eterna o meno, onnipotente o meno, misericordiosa o meno può essere dotata del libero arbitrio
2) nessuna divinità può a ragione essere lodata o biasimata, amata od odiata, ringraziata o denigrata per quello che fa, dato che ciò che fa deriva da una situazione di necessità e non di "libero arbitrio".

Pensare che un Dio non dotato di libero arbitrio sia in grado di conferirlo a qualche altro essere da lui creato sembrerebbe una barzelletta, ma siccome la filosofia (quella seria almeno) non si dovrebbe basare su quello che sembra, sul "comune buon senso", su sensazione non passate al vaglio dell'intelligenza o su altre idiozie, mi sembra corretto confutare anche questa ipotesi.

Un Dio creatore potrebbe essere onnipotente oppure non esserlo, ma il concetto di onnipotenza, per quanto vago e indefinito non può che essere contraddittorio: ad esempio un Dio per quanto onnipotente certe cose non le può fare, o per essere più chiari, non può fare sì che due più due sia uguale a cinque perché il miracolo è una cosa, ma la logica è un altra. Insomma, quello che sto cercando di dire è che un Dio, per quanto bravo e bello (onnipotente se volete) non può "creare" il libero arbitrio perché è una cosa impossibile, contraddittoria, illogica.

Se fosse onnipotente saprebbe di certo che creandoci in un certo modo con un certo corpo e una certa intelligenza, mettendoci in un certo mondo, alla fine tale Dio conoscerebbe tutto di noi e sarebbe in grado di determinare ogni nostra minima azione da qui all'eternità, alla faccia del libero arbitrio. Se poi non fosse onnipotente l'unica cosa che cambierebbe è che Lui non saprebbe sin dall'inizio quali sarebbero le nostre azioni, per quanto poi le cause di tali azioni siano già poste, siano già determinate una volta per tutte, e anche se non ci fosse un'intelligenza nell'universo capace di fare delle previsioni, il nostro destino sarebbe già stato determinato una volta per tutte.

Per finire ribadisco un concetto che mi sembra particolarmente importante: il libero arbitrio è un pregiudizio, è qualcosa in cui tante persone credo od hanno creduto senza averlo minimamente dimostrato, e non ci si dovrebbe in realtà dare troppa pena a dimostrare la sua inesistenza. Se ad esempio qualcuno asserisse che esistono i draghi alati sarebbe lui a dovere provare l'esistenza di tali fantomatici animali e non noi a doverlo smentire. Ma questo purtroppo è quello che bisogna fare coi pregiudizi.



Volontà e libero arbitrio
Certo il pregiudizio di cui stiamo parlando ha un motivo di essere, e tale motivo e la nostra autocoscienza, la nostra percezione di una volontà che sperimentiamo nella coscienza. Ma bisogna stare attenti a non confondere le due cose, perché noi tendiamo a prendere per libero arbitrio la volontà, senza pensare che la nostra volontà non è per niente libera ma è determinata dal periodo e dal luogo in cui viviamo, dal contesto sociale nel quale cresciamo, dal nostro patrimonio genetico, dalle nostre esperienze ... sono tutti questi dati che fanno sì che la nostra personalità si costruisca in un modo invece che in un altro e che alla fine quella che noi chiamiamo volontà ci faccia decidere in un senso piuttosto che in un altro.

Intendiamo, non si può certo negare che l'esercizio della nostra volontà non contribuisca a cambiare (in bene o in male) il mondo che ci circonda e ad avere effetti su di esso, il fatto fondamentale è che anche quando crediamo di essere "liberi" nelle nostre scelte siamo in realtà determinati dalla nostra personalità, dai nostri gusti, dalle nostre inclinazioni, tutte cose che a loro volta si basano su dati quali le nostre esperienze passate, il contesto sociale in cui viviamo, il nostro corpo, il nostro cervello, dati che sono al di fuori della nostra volontà perché, come già accennato all'inizio, nessuno si può costruire da solo.

Non voglio quindi asserire che bisogna accettare tutto quello succede nel mondo senza cercare di intervenire sulla realtà facendosi schermo del fatto che tutto è predeterminato, la nostra volontà (o quello che noi riteniamo essere tale) va usata perché così possiamo ottenere dei risultati utili modificando il contesto, la realtà in cui viviamo, solo dobbiamo stare attenti a non credere che tale volontà si possa identificare con un fantomatico libero arbitrio che non può mai esistere se non nei sogni e nelle farneticazioni dei peggiori "filosofi" e teologi, quelli cioè che partono non dai dati in nostro possesso per dimostrare qualcosa, ma che partono invece direttamente da quello che vogliono dimostrare e poi si arrampicano sugli specchi per portare a termine la loro dimostrazione.

Saturday, May 17, 2014

Il diluvio biblico e la pioggia di cazzate di corrado - una lettura letterale, alcuni commenti e una digressione

http://scienzamarcia.blogspot.it/2014/05/il-diluvio-biblico-una-lettura.html

Il diluvio biblico - una lettura letterale, alcuni commenti e una digressione


Non credo assolutamente che del diluvio biblico debba darsi una lettura letterale, ma in ambito cristiano e cattolico a quanto pare tale tipo di lettura è ancora valido (il link precedente è solo un esempio tra i tanti, e non rappresenta affatto un'eccezione).

Qui di seguito alcuni passi della Genesi ed alcuni commenti.

Genesi 6:
Il Signore vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che ogni disegno concepito dal loro cuore non era altro che male. E il Signore si pentì di aver fatto l’uomo sulla terra e se ne addolorò in cuor suo. Il Signore disse: “Sterminerò dalla terra l’uomo che ho creato: con l’'uomo anche il bestiame e i rettili e gli uccelli del cielo, perché sono pentito d’averli fatti”.
In questo brano biblico leggiamo che Dio (ritenuto l'essere perfetto e onnipotente) si pente di quanto egli stesso ha fatto. E già le sole implicazioni di queste parole sono enormi. Un Dio onnipotente e perfetto non può pentirsi; solo un essere fallibile e limitato può pentirsi delle sue opere e delle sue scelte (imperfette).
Secondo questo racconto biblico l'uomo si comporta male e viene sterminato, orrida e crudele vendetta. Come se non bastasse vengono sterminate tutte le altre creature, che difficilmente possono ritenersi colpevoli di alcunché visto il proprio basso livello di coscienza. Eppure anche della loro creazione questo Dio si pente, e le manda tutte a perire per annegamento.

Genesi 8:
Allora Noè edificò un altare al Signore; prese ogni sorta di animali mondi e di uccelli mondi e offrì olocausti sull’altare. Il Signore ne odorò la soave fragranza e pensò: “Non maledirò più il suolo a causa dell'uomo, perché l’istinto del cuore umano è incline al male fin dalla adolescenza; né colpirò più ogni essere vivente come ho fatto”.
La divinità di cui sopra mostra non solo di gradire  i cruenti sacrifici di innocenti animali, ma persino di essere solleticato (nell'appetito?) da quel profumino d'arrosto. Questa divinità ben lungi dall'essere altamente spirituale sembra molto somigliante agli antropomorfici dei dell'Olimpo. Da notare che secondo quanto leggiamo in queste ultime quattro righe la divinità mostra di "pentirsi di essersi pentita", mostrando un carattere volubile e incostante. Come divinità buona, misericordiosa e onnipotente è ben poco credibile: forse non sapeva già (prima di scatenare il diluvio) che l'uomo fosse incline al male? Forse non era stato lui a creare l'uomo in siffatta maniera? (E qui una consideraizone sul paradosso del Dio onnipotente e onniscente che crea un essere libero; se Dio ha tali attributi sa quali azioni compirà la propria creatura e quindi il modo in cui la crea definisce univocamente il modo in cui essa si comporterà).

Genesi 9:
Dio disse a Noè e ai sui figli con lui: “Quanto a me, ecco io stabilisco la mia alleanza con i vostri discendenti dopo di voi; con ogni essere vivente che è con voi, uccelli, bestiame e bestie selvatiche, con tutti gli animali che sono usciti dall'arca. Io stabilisco la mia alleanza con voi: non sarà più distrutto nessun vivente dalle acque del diluvio, né più il diluvio devasterà la terra”.
Forse non c'è più stato un Grande Diluvio, ma specie di questi tempi, ce ne sono tanti, fin troppi, per quanto locali. E poi c'è qualcosa di molto, molto peggio dell'acqua che cade dal cielo.

Detto questo occorre ricordare che la comprensione del presente illumina la realtà del passato così come la conoscenza del passato (quando lo si riesce a depurare da tutte le menzogne di cui viene ammantato nei manuali di storia) permette di comprendere meglio il presente.

Restano pochi dubbi sul fatto che in tempi antichi una grossa catastrofe colpì la terra e decimò uomini, piante e animali, distruggendo un'avanzatissima civiltà, ma è oltremodo ridicolo attribuire semplicisticamente il verificarsi di tale catastrofe alle colpe degli uomini ed alla conseguente punizione divina. 

Curiosamente però molte tradizioni (basti pensare alle leggende dei popoli originari dell'America) raccontano di una divinità adirata con l'uomo e delusa per il fatto che la creazione di tale essere non corrispondesse alle divine aspettative.

Come spesso accade la verità sta forse nel mezzo e le colpe vanno distribuite tra esseri umani e certi esseri "divini" (in senso lato, non necessariamente buoni perfetti e onnipotenti). Platone racconta di una grande distruzione che fece sprofondare alcune terre emerse, avvenuta in un periodo di guerra (quando gli uomini quindi avevano perso la luce interiore, dimenticando che l'amore è la vera risposta a qualsiasi problema). D'altronde come ribadito più volte in diversi articoli su questo blog, le guerre non hanno senso su un piano puramente umano, ma sono il segno di interventi di altre entità parassite. 

La storia è piena di guerre senza senso combattute per centinaia di anni tra stati confinanti tra un alternarsi di vittorie e sconfitte che hanno lasciato alla fine più poveri entrambi i contendenti, e se si possono forse scusare gli antichi, nessuna scusa è valida per i più moderni re e governanti che ripetono gli stessi assurdi comportamenti duemila anni più tardi. Escludo infatti l'ipotesi che i veri leader mondiali siano così ignoranti da non rendersi conto di quello che fanno (ovviamente qui parlo dei veri leader e non certo di certi attoruncoli prestanome che gestiscono il potere per conto terzi).

Se nel presente i leader mondiali distruggono quotidianamente la biosfera terrestre con sempre maggiore accanimento questo è segno che anche loro agiscono per conto terzi, per conto di entità non umane e/o non terrestri agli occhi delle quali noi valiamo meno degli scarafaggi o delle formiche.

Sono queste "divinità", queste entità diaboliche, dominatrici e parassite, che hanno spesso ben più colpa degli uomini, la cui volontà è stata asservita, piegata da un massiccio lavoro di manipolazione mentale.   

Ma nella Genesi, così come in altri miti, leggende e profezie (compreso il Libro della rivelazione  più conosciuto come Apocalisse) la colpa delle peggiori nefandezze compiute dagli "dei" viene scaricata sugli uomini. Persino nelle rivelazioni e profezie aliene a noi comunicate dai cosiddetti contattisti si può rivedere lo stesso copione che colpevolizza l'uomo e assolve ogni entità non umana. Ma quale colpa si può attribuire ad un essere la cui volontà è stata così profondamente minata?

In realtà tutte le profezie, pur incorporando spesso informazioni veridiche e molto importanti riguardanti il nostro futuro (ormai prossimo, se non già presente) mostrano lo zampino di quelle entità demoniache che da tempo ormai riempiono l'uomo di sensi di colpa in modo da renderlo cieco di fronte alla realtà. L'inganno più astuto del demonio, dice un proverbio, è quello di far credere alla propria inesistenza, e l'estrema colpevolizzazione dell'uomo seve a tale scopo. Detto ciò non possiamo nasconderci l'esistenza di uomini che hanno delle responsabilità gravissime e che hanno coscientemente deciso di fiancheggiare apertamente il male.

Friday, February 14, 2014

Una piccola digressione sul conflitto tra Chiesa e Massoneria

http://scienzamarcia.blogspot.it/2014/02/una-piccola-digressione-sul-conflitto.html

Una piccola digressione sul conflitto tra Chiesa e Massoneria

Il libro Massoneria e sette segrete, la faccia occulta della storia potrà contenere inesattezze o interpretazioni soggettive, ma raccoglie una incredibile mole di materiale che illustra la cospirazione che manovra dietro le quinte della storia. 
Non ritengo valida però la cornice in cui l'autore vorrebbe inquadrare la storia degli ultimi secoli della storia umana, quella di una lotta tra il bene (la chiesa cattolica portatrice del messaggio di Cristo) e il male (la massoneria, che trama per raggiungere un Nuovo Ordine Mondiale governato dall'Anticristo).
A pagina 20 di tale libro sta scritto 
La legge perfetta del vangelo sorresse l'uomo per lunghi secoli illuminandogli la via e sostenendolo in quella speranza di eternità che egli concretizzò edificando la grande civiltà cristiana  - la città terrena sorta il più possibile a immagine di quella Dio.
Le opinioni sono opinioni, ma la storia è storia. La "legge perfetta del vangelo" che sarebbe stata osservata dalla Chiesa e dai Cristiani non ci ha forse regalato le persecuzioni contro pagani ed eretici, ovvero decine di migliaia di persone trucidate perchè non erano cristiane, o erano cristiane ma avevano una propria visione del Cristo e della Chiesa, o perché cristiane e Cattoliche ma (per loro sfortuna) abitanti di quelle città nelle quali vivevano alcune comunità di eretici. Chi non conosce la storia dei Catari e del loro crudele sterminio ad opera della Chiesa dovrebbe per esempio leggersi questo articolo:
Cito solo alcune righe dell'articolo succitato
La prima città ad essere conquistata fu Beziers, il 22 luglio 1209. Fu un bagno di sangue. Il legato papale Arnaud Amaury, abate di Citeaux, interrogato dai suoi su come fosse possibile distinguere gli abitanti cattolici da quelli catari, pronunciò la famosa e, purtroppo, tremenda frase: “uccideteli tutti, Dio saprà riconoscere i suoi”. Gli stessi legati pontifici nella lettera che inviarono a Innocenzo III per informarlo della conquistata la città scrissero: “poiché i nostri non guardarono a dignità o al sesso o all'età, in quasi ventimila furono passati per le armi. Fatta così una grandissima strage di uomini, la città fu saccheggiata e bruciata: in questo modo la colpì il mirabile castigo divino”. Stessa sorte toccò a Carcassonne, dove fu imprigionato e morì in carcere il visconte Raimond-Roger di Trencavel.
E che dire della Lavanderie Magdalene dove - cito qui un commento di Avalon Carr su Zret blog
30000 donne registrate (almeno il doppio sono morte senza essere censite), bollate come donne perdute, alcune anche di 6 anni, hanno lavorato fino alla morte in condizioni di servaggio nelle lavanderie gestite dalla chiesa cattolica, che incassava i ricavi del loro lavoro. Migliaia di donne abusate anche sessualmente, in maniera sistematica e rituale. Analoga sorte toccava a migliaia di bambini maschi . Con curioso senso dell'ironia, alcuni di questi istituti si chiamavano "scuole di compassione cattolica". 
Peccato che suore e preti incaricate di gestirle insegnassero solo abusi e violenze. Nessun insegnamento accademico veniva impartito.
Questa triste pagina di storia moderna viene raccontata anche nel film Magdalene.

Senza quindi dilungarci sulle crociate benedette dalla Chiesa, sullo schiavismo supportato dalla Chiesa, sulla complicità della chiesa nell'opera delle due nazioni cattoliche Spagna e Portogallo, che conquistarono il Nuovo Mondo convertendone a forza le popolazioni,  ovvero trucidandole senza pietà, andiamo ad analizzare un altro estratto del libro Massoneria e sette segrete.

A pagina 21 si legge che la Massoneria ha per principale avversario la chiesa cattolica
 "depositaria nel suo capo spirituale, il Papa, del messaggio del divin Maestro che nega ogni altra via di salvezza al di fuori di lui".
Temo che lo scrittore si sia dimenticato che razza di personaggi siano stati i Papi di cui abbiamo notizia dalle cronache dei secoli passati, nobili rampolli di ricche famiglie, affascinati dal potere, dalla ricchezza, dal lusso, e spesso anche dalla lussuria, per non parlare di quei Papi che di recente hanno inneggiato al Nuovo Ordine Mondiale.

Per non parlare di questa assurda idea che non vi sia salvezza al di fuori del Cristo, ovvero che tutte le persone vissute prima di Cristo non hanno mai avuto speranza, che tutte le persone nate dopo di Cristo e che di lui non hanno mai sentito parlare non hanno speranza, che tutte le persone che hanno sentito parlare di Cristo ma sono nate in famiglie che osservavano una fede differente sono senza speranza. Idea che pare un oltraggio nei confronti dello stesso Dio, e della sua pretesa saggezza, bontà e misericordia. 

Del resto una seria analisi di come la chiesa abbia manipolato i testi antichi per mettere in bocca ad un ebreo osservante e collaboratore dell'impero di Roma un elegio della divinità di Cristo dovrebbe far nascere molti sospetti su come la religione cristiana si sia originata.

Vedi

La_Croce_di_spine/Estratto_libro/Testimonium_Flavianum

Che relazione c'è tra cattolicesimo, cristianesimo, giudaismo, e i racconti evangelici?

Thursday, December 12, 2013

La non evoluzione delle religioni

http://scienzamarcia.blogspot.it/2013/12/la-non-evoluzione-delle-religioni.html

La non evoluzione delle religioni

Statua egizia: Iside che allatta il bimbo divino Horus - mito religioso diffusosi 1500 anni prima della nascita di Gesù
Come era facilmente ipotizzabile la pubblicazione di notizie storiche sulle antiche religioni ha dato fastidio ad alcuni miei lettori che si professano cattolici o cristiani. Lungi da me il desiderio di dividere o fare sorgere contrasti, il mio intento è quello di mostrare il risultato delle mie ricerche e suscitare nei lettori domande e riflessioni, ma come posso evitare di scrivere la pura e semplice verità storica?

Sinceramente non comprendo su che basi si invochi una particolare interpretazione del Vecchio Testamento laddove esso racconta in maniera molto esplicita delle crude vicende storiche. Cosa c'è da interpretare relativamente alla cronaca della conquista della cosiddetta Terra Promessa? Il Vecchio Testamento è anche un libro , e qui poco importa quanto la cronaca sia sempre aderente ai fatti passati, ma l'intenzione di descrivere gli eventi che rappresentano la base storica della creazione dello Stato di Israele è fin troppo evidente (a prescindere dal fatto che la storia venga più o meno correttamente descritta).

B Luini - Madonna che allatta
Quanto al resto se ci sono dati storici errati nei miei resoconti fatemelo sapere che correggo i miei articoli (ad esempio devo controllare alcune fonti che parlavano di Mitra, e che forse esageravano le similitudini tra cristianesimo e mitraismo, similitudine che però sono sicuramente notevoli) ma nel tempo del grande inganno, in cui tutti i poteri nascondono l'esistenza delle scie chimiche a danno dell'umanità, quale istituzione, quale fede, quale retaggio della nostra vita passata può sopravvivere ad una seria analisi critica? Se dopo avere scoperta la distruzione sistematica della biosfera restiamo attaccati a vecchi schemi mentali come potremo mai liberarci di chi ci opprime?

 
Ostensorio cristiano, evidente il simbolismo solare - Horus è una divinità solare

Il dio-falco Horus con il capo sormontato dal disco solare

Horus con il copricapo tipico dei Faraoni e degli Dei egizi e con il bastone in mano

Mitria e pastorale, attributi degli altri prelati cristiani

Le religioni si evolvono? Cambiano con il passare dei secoli? Per un verso sì, per l'altro no. Cambia la forma? Le immagini qui sopra mostrano una notevole permanenza di simboli, figure, storie, persino della tipologia della famiglia divina.
In Medio Oriente un popolo riceve da Dio l'incarico di attraversare il deserto, e fare un lungo viaggio per conquistare (col sangue e non certo con la diplomazia) la Terra Promessa; chi promette tale Terra alle tribù ebraiche  si fa chiamare "Dio degli Eserciti", non diversamente da come il sanguinario Odino (signore degli Dei del pantheon delle religioni nordiche) si faccia chiamare "Dio della Guerra". Ma chissà perché il primo viene venerato dai cristiani ed il secondo aborrito. 

A migliaia di chilometri di distanza, e circa millecinquecento anni più tardi, un popolo di lingua Nahuatl, gli Atzechi (o Mexica secondo la loro denominazione) compie un lungo viaggio dall'attuale Utah fino al Messico, sotto la spinta di un Dio Guerriero (Huitzilopochtli, dio della guerra ed uno degli dei solari del pantheon azteco) che promette anche a loro una terra dove potranno insediarsi sottomettendo (con la forza delle armi) le popolazioni locali. come preso gli Ebrei, anche presso gli Aztechi c'era una divisione in tribù, e da una sola di esse soltanto potevano provenire i sommi sacerdoti (oltre che i più importanti uomini di governo).

Cambia il contenuto? 

Andiamo a leggere sul quotidiano cattolico L'Avvenire le ultime dichiarazioni del Papa Bergoglio:
Rivolgendosi ad un gruppo di bambini polacchi malati di tumore, ha detto:
"Vi saluto con un cordiale benvenuto, grazie di questa visita, grazie - ha ripetuto - per questa visita e grazie per le preghiere che voi fate per la Chiesa, voi fate tanto bene alla Chiesa con le vostre sofferenze, sofferenze inspiegabili, ma Dio conosce le cose e anche con le vostre preghiere, grazie tante, e sarà per me un piacere salutarvi ognuno". 

"Voi fate tanto bene alla Chiesa con le vostre sofferenze" solo un malinteso? Un cattivo uso della lingua italiana (così simile al suo spagnolo d'altronde)? Non sembra proprio.

Del resto la morale della chiesa cattolica è sempre stata quella della sofferenza come mezzo per l'espiazione dei peccati e la redenzione, se non addirittura come punizione per i propri peccati (quest'ultima, faccio notare, è anche un retaggio dell'ebraismo).

A me viene in mente come in passato i popoli abbiano praticato sacrifici umani e animali, alcuni particolarmente assurdi in quanto l'animale non veniva nemmeno mangiato. 
Sofferenza ... crociate, persecuzioni religiose contro gli eretici ... il Vaticano da sempre ha contribuito a creare sofferenza, e non certo (come vorrebbe qualcuno) dopo che il Concilio Vaticano II mostrasse al mondo l'avvenuta infiltrazione massonica della chiesa Cattolica. Con questo non nego la presenza di una svolta (in peggio per tanti versi) avvenuta dopo tale concilio, ma non si può dimenticare tutta la storia passata della Chiesa, alleata del potere temporale, coinvolta in guerre ed intrighi di potere.

Adesso il Vaticano e l'ordine dei Gesuiti (uniti nella persona di Papa Francesco) sono sicuramente coinvolti nel progetto disumano ed anti-spirituale di costruzione del Nuovo Ordine Mondiale, e le dichiarazioni dei predecessori di Bergoglio sono più che esplicite, da Giovanni Paolo II a Benedetto XVI.

Come viene ricordato nel lungo ed interessante articolo "difendiamoci dagli Dei" anche l'inaugurazione dei templi e le funzioni religiose presso Ebrei ed Aztechi avevano molti punti in comune, tenuto presente la distinzione che in un caso si sacrificavano solo animali e nell'altro esseri umani:
Il 2° Libro delle Cronache della Bibbia ci descrive la consacrazione del tempio di Salomone, circa 300 anni dopo la morte di Mosé:
"... Quando i sacerdoti uscirono dal santuario, la casa si riempì della nube, la stessa casa di Yahvè... e i sacerdoti non poterono continuare nel servizio a causa della nube, perchè la gloria di Yahvè riempiva la casa di Dio... Quando Salomone finì di pregare, scese fuoco dal cielo che divorò l'olocausto e i sacrifici e la gloria di Yahvè riempiva la casa....  Il re Salomone offrì in sacrificio 22000 buoi e 120000 pecore così inaugurarono la casa di Dio il re e il suo popolo... "
La presenza di Yahvè era fisica, non simbolica; il popolo vedeva la nube, esattamente come ai giorni nostri molta gente ha visto piccole nubi fare cose strane e inspiegabili. 
Molto probabilmente queste cifre sono esagerate, ma anche riducendole ad un terzo, ci troviamo di fronte ad un rogo sul quale bruciavano tonnellate di carne; immaginiamo il fumo, l'odore, il grasso che colava da tutte le parti.  ".... Salomone consacrò il cortile interno che stava davanti alla Casa di Yahvè, da lì gli offrì gli olocausti e i grassi dei sacrifici di comunione perchè l'altare di bronzo che aveva fatto non riusciva a contenere l'olocausto, le oblazioni, i grassi... la festa durò sette giorni.."

Chiediamoci il perchè di tutta questa carneficina; per ingraziarsi e procurare piacere al vero Dio, al Dio della bellezza, dell'amore, al Dio prima e profonda Intelligenza che regge l'Universo?  Non credo; il vero Dio non si diletta con fumo di puzzolenti grassi bruciati; logicamente dobbiamo giungere alla conclusione che tutta questa carneficina sia stata fatta per un "dio" cui piaceva il sangue, fratello o cugino di Baal, Moloc, Asera, Dagòn, Kemon e di tutti gli altri dei mesopotamici, i quali erano adorati dai loro popoli mediante sacrifici di animali e di esseri umani, plagiati dai dogmi  vuoti, assurdi e tirannici delle religioni.

Saturday, September 8, 2012

Le origini ebraiche della figura del Gesù evangelico - Eliseo come antesignano di Gesù? corrado quando inizierai a lavorare?


http://scienzamarcia.blogspot.it/2012/09/le-origini-ebraiche-della-figura-del.html

Le origini ebraiche della figura del Gesù evangelico - Eliseo come antesignano di Gesù?

Leggendo e rileggendo i libri del cosiddetto Vecchio Testamento ed altri libri sapienziali della tradizione ebraica, si trovano fin troppi elementi che vengono poi ripresi nei vangeli canonici: in particolare nel Vecchio Testamento troviamo visioni e descrizioni apocalittiche che richiamano quelle delle profezie di Gesù e dell’apocalisse di Giovanni, così come troviamo biografie di santi che fanno ogni sorta di miracoli (alla stregua del Gesù evangelico), che moltiplicano i pani e resuscitano i morti.

La descrizione biblica delle gesta dei profeti somiglia fin troppo ai racconti popolari delle vite dei santi cristiani di epoca successiva, ma in particolare ricorda molto da vicino la descrizione della vita di Gesù che leggiamo nei vangeli. È notevole il fatto che anche l’appellativo “figlio dell’uomo” (che secondo i vangeli Gesù utilizza per indicare se stesso) viene utilizzato alla stessa maniera dal profeta Ezechiele (vedi Ezechiele capitolo 2, versetti 1-3) 
[1]Mi disse: «Figlio dell'uomo, alzati, ti voglio parlare». [2]Ciò detto, uno spirito entrò in me, mi fece alzare in piedi e io ascoltai colui che mi parlava. [3]Mi disse: «Figlio dell'uomo, io ti mando agli Israeliti, a un popolo di ribelli, che si sono rivoltati contro di me.
Anche il discorso sulle beatidudini ha radici nella tradizione ebraica come si può notare da diversi brani del Vecchio Testamento che richiamano da vicino quel discorso sugli ultimi che diventano primi; un esempio tra i tanti è il Cantico di Anna nel Primo Libro di Samuele (capitolo 2 versetti 1-10) nel quale leggiamo ad esempio:
[4]L'arco dei forti s'è spezzato,
ma i deboli sono rivestiti di vigore.
[5]I sazi sono andati a giornata per un pane,
mentre gli affamati han cessato di faticare.
La sterile ha partorito sette volte
e la ricca di figli è sfiorita.
[6]Il Signore fa morire e fa vivere,
scendere agli inferi e risalire.
In questo articolo ci soffermieremo sulla figura del profeta Eliseo, descritta nel Secondo Libro dei Re della Bibbia.
La storia di Eliseo inizia nel secondo capitolo, laddove si legge del profeta Elia che viene rapito in cielo (tipico volo sciamanico, con tanto di carri di fuoco e turbine di vento che solleva il “rapito”, esperienze/visioni che con qualche modifica troviamo ai giorni d’oggi nelle persone che affermano di essere stati rapiti in cielo, non dal Signore ma dagli alieni). Proprio nell’abbandonare la vita terrena per quella celeste Elia avrebbe concesso ad Eliseo (su richiesta di Eliseo stesso) “due terzi del proprio spirito”. Forse potremmo ipotizzare in termini più prosaici che Elia ha designato Eliseo come proprio successore, magari dopo avergli insegnato certe tecniche ed avergli conferito gli insegnamenti iniziativi che permettono di gestire certi poteri (presumibilmente di natura sciamanica in senso lato). Qui sotto i versetti 9-15 del secondo capitolo del libro:
[9]Mentre passavano, Elia disse a Eliseo: «Domanda che cosa io debba fare per te prima che sia rapito lontano da te». Eliseo rispose: «Due terzi del tuo spirito diventino miei». [10]Quegli soggiunse: «Sei stato esigente nel domandare. Tuttavia, se mi vedrai quando sarò rapito lontano da te, ciò ti sarà concesso; in caso contrario non ti sarà concesso». [11]Mentre camminavano conversando, ecco un carro di fuoco e cavalli di fuoco si interposero fra loro due. Elia salì nel turbine verso il cielo. [12]Eliseo guardava e gridava: «Padre mio, padre mio, cocchio d'Israele e suo cocchiere». E non lo vide più. Allora afferrò le proprie vesti e le lacerò in due pezzi. [13]Quindi raccolse il mantello, che era caduto a Elia, e tornò indietro, fermandosi sulla riva del Giordano.
[14]Prese il mantello, che era caduto a Elia, e colpì con esso le acque, dicendo: «Dove è il Signore, Dio di Elia?». Quando ebbe percosso le acque, queste si separarono di qua e di là; così Eliseo passò dall'altra parte. [15]Vistolo da una certa distanza, i figli dei profeti di Gerico dissero: «Lo spirito di Elia si è posato su Eliseo». Gli andarono incontro e si prostrarono a terra davanti a lui.
Subito dopo Eliseo inizia a fare miracoli, rendendo fertili le terre di una città e rendendone salubri le acque. Il mezzo per ottenere ciò è un tipico esempio di “magia bianca”, come è descritto nei versetti 19-22 del secondo capitolo (Secondo Libro dei Re):
[19]Gli abitanti della città dissero a Eliseo: «Ecco è bello soggiornare in questa città, come tu stesso puoi constatare, signore, ma l'acqua è cattiva e la terra è sterile». [20]Ed egli disse: «Prendetemi una pentola nuova e mettetevi del sale». Gliela portarono. [21]Eliseo si recò alla sorgente dell'acqua e vi versò il sale, pronunziando queste parole: «Dice il Signore: Rendo sane queste acque; da esse non si diffonderanno più morte e sterilità». [22]Le acque rimasero sane fino ad oggi, secondo la parola pronunziata da Eliseo.
Eliseo tuttavia non era un tipo molto simpatico e socievole, anzi era una persona alquanto presuntuosa che non conosceva l’umiltà, e sapeva essere persino crudele e vendicativo oltre ogni limite fino ad uccidere 42 fanciulli con una mortale maledizione (questo secondo il testo biblico che ne narra la storia s’intende, ma ben sappiamo come tutte le storie dei santi ingigantiscono, esagerano, inventano ed aggiungono particolari inventati a quella che è la storia reale, in fondo anche di Gesù - nei vangeli apocrifi - si raccontano storie di vendette crudeli e a dir poco spropositate). Questo episodio viene narrati nei versetti successivi (capitolo 2, 23-24):
[23]Di lì Eliseo andò a Betel. Mentre egli camminava per strada, uscirono dalla città alcuni ragazzetti che si burlarono di lui dicendo: «Vieni su, pelato; vieni su, calvo!». [24]Egli si voltò, li guardò e li maledisse nel nome del Signore. Allora uscirono dalla foresta due orse, che sbranarono quarantadue di quei fanciulli.
Nel capitolo 3 del medesimo libro leggiamo come Eliseo, in occasione di una delle tante guerre condotte da Israele contro i proprio vicini (questa volta i Moabiti) si fece interprete della volontà di Dio profetando la distruzione dei nemici di Israele ed esortando i vincitori a compiere azioni riprovevoli e disgustose (delle due l’una: o costui non era santo, o era così ingenuo da prendere per volontà divina il volere di un demone)
[18]Ciò è poca cosa agli occhi del Signore; egli metterà anche Moab nelle vostre mani. [19]Voi distruggerete tutte le fortezze e tutte le città più importanti; abbatterete ogni albero e ostruirete tutte le sorgenti d'acqua; rovinerete ogni campo fertile riempiendolo di pietre».

Nel capitolo 4 possiamo leggere di altri miracoli di Eliseo, che aiuta una vedova a estinguere i suoi debiti moltiplicando le sue provviste di olio (la similitudine con l’episodio evangelico della moltiplicazione dei pani e dei pesci è fin troppo evidente). In seguito egli reca il dono della maternità ad una vecchia e pia signora, e quando il bambino muore lo resuscita (né più e né meno di come avrebbe fatto più volte Gesù secondo il racconto dei vangeli). Poi ancora rende commestibili dei frutti velenosi e con quelli sfama gli abitanti di una regione ove imperversa una carestia. Alla fine (udite udite!) moltiplica i pani! (capitolo 4, versetti 42-44):
[42]Da Baal-Salisa venne un individuo, che offrì primizie all'uomo di Dio, venti pani d'orzo e farro che aveva nella bisaccia. Eliseo disse: «Dallo da mangiare alla gente». [43]Ma colui che serviva disse: «Come posso mettere questo davanti a cento persone?». Quegli replicò: «Dallo da mangiare alla gente. Poiché così dice il Signore: Ne mangeranno e ne avanzerà anche». [44]Lo pose davanti a quelli, che mangiarono, e ne avanzò, secondo la parola del Signore.
Nel capitolo 5 leggiamo che Eliseo ha guarito di un lebbroso, operando lo stesso tipo di miracolo attribuito a Gesù dai vangeli, e che in seguito ha mandato la lebbra stessa per punire un suo servo avido di denaro.

Infine (capitolo 6) Eliseo cattura un intero contingente militare arameo (grazie a grandi prodigi inviati dal Signore su sua richiesta), e profetizza correttamente diversi avvenimenti che sarebbero avvenuti in un futuro più o meno prossimo.

Finalmente al capitolo 23 leggiamo della morte leggendaria del santo profeta Eliseo, che curiosamente non viene assunto in cielo ma muore di una malattia che egli non sa o non vuole curare. Ma seppure malato trova la forza di compiere il solito prodigio, la solita magia che permette al re di Israele di sconfiggere il nemico: 
[14]Quando Eliseo si ammalò della malattia di cui morì, Ioas re di Israele, sceso a visitarlo, scoppiò in pianto davanti a lui, dicendo: «Padre mio, padre mio, carro di Israele e sua cavalleria». [15]Eliseo gli disse: «Prendi arco e frecce». Egli prese arco e frecce. [16]Aggiunse al re di Israele: «Impugna l'arco». Quando il re l'ebbe impugnato, Eliseo mise la mano sulla mano del re, [17]quindi disse: «Apri la finestra verso oriente». Aperta che fu la finestra, Eliseo disse: «Tira!». Ioas tirò. Eliseo disse: «Freccia vittoriosa per il Signore, freccia vittoriosa su Aram. Tu sconfiggerai, fino allo sterminio, gli Aramei in Afek». [18]Eliseo disse: «Prendi le frecce». E quando quegli le ebbe prese, disse al re di Israele: «Percuoti con le tue frecce la terra» ed egli la percosse tre volte, poi si fermò. [19]L'uomo di Dio s'indignò contro di lui e disse: «Avresti dovuto colpire cinque o sei volte; allora avresti sconfitto l'Aram fino allo sterminio; ora, invece, sconfiggerai l'Aram solo tre volte».
E dopo avere abbandonato definitivamente questa terra Eliseo riesce lo stesso a compiere miracoli per mezzo delle sue reliquie che resuscitano un uomo:
[20]Eliseo morì; lo seppellirono. All'inizio dell'anno nuovo irruppero nel paese alcune bande di Moab. [21]Mentre seppellivano un uomo, alcuni, visto un gruppo di razziatori, gettarono il cadavere sul sepolcro di Eliseo e se ne andarono. L'uomo, venuto a contatto con le ossa di Eliseo, risuscitò e si alzò in piedi.
Come vedete il culto delle reliquie dei santi ha origini antichissime.




Questo articolo è stato scritto alla fine dell'ennesima giornata di ordinario avvelenamento del cielo, con numerose scie di enorme larghezza e persistenza che hanno coperto il cielo sin dal primo mattino. C'è chi riesce a sopportare questo orribile scempio ponendo la propria speranza nella mano di un Dio che farà trionfare la giustizia alla fine della grande tribolazione.

Questo Dio però non è mai intervenuto a fermare la mano degli assassini nel corso degli ultimi 2 secoli di massacri militari e di guerre mondiali; non vedo perché dovrebbe impietosirsi proprio adesso.  Anzi vedo accumularsi le prove che mostrano come molte profezie o cosiddette "canalizzazioni" sono gestite proprio da quelle entità che stanno realizzando i loro progetti di morte, di sterminio e di sopraffazione.

Ecco perché ci sono alcune profezie che si avverano con grande precisione. La gente che crede all'ineluttabilità di queste profezie, per altro, non fa che dare ulteriore potere ai nostri sopraffattori

Wednesday, August 29, 2012

L'albero della conoscenza del bene e del male non è certo una mela; dall'analisi del testo biblico e di alcune raffigurazioni esplicite si affaccia una verità inaspettata

Concordo con corrado sul fatto che un albero non e' una mela.

http://scienzamarcia.blogspot.co.uk/2012/08/lalbero-della-conoscenza-del-bene-e-del.html

L'albero della conoscenza del bene e del male non è certo una mela; dall'analisi del testo biblico e di alcune raffigurazioni esplicite si affaccia una verità inaspettata

La genesi biblica (ma lo stesso dicasi per il Pentateuco più in generale per la Bibbia stessa) è un libro scritto a più mani, con inserzioni appartenenti a differenti epoche e a differenti fonti. Ormai tale realtà è palesemente ammessa persino dalla teologia cattolica, nonostante tale sovrapposizione di strati porti ad evidenti contraddizioni. Palese ad esempio è il fatto che la creazione dell'uomo viene raccontata due volte, con differenze di un certo rilievo.

Ad esempio nella prima delle due versioni della creazione del genere umano presenti nella Genesi (capitolo 1 versetti 24-31) si legge che Dio creò assieme uomo e donna, assegnò loro come cibo i soli vegetali, e lo stesso curiosamente fece con le bestie selvatiche (i leoni del tempo mangiavano lattuga? in una prima creazione tutti gli animali erano erbivori? ma in tal caso le piante poverine non provano anch'esse dolore?):
[24]Dio disse: «La terra produca esseri viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e bestie selvatiche secondo la loro specie». E così avvenne: [25]Dio fece le bestie selvatiche secondo la loro specie e il bestiame secondo la propria specie e tutti i rettili del suolo secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona. [26]E Dio disse: «Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra».

[27]Dio creò l'uomo a sua immagine;
a immagine di Dio lo creò;
maschio e femmina li creò.

[28]Dio li benedisse e disse loro:
«Siate fecondi e moltiplicatevi,
riempite la terra;
soggiogatela e dominate
sui pesci del mare
e sugli uccelli del cielo
e su ogni essere vivente,
che striscia sulla terra».

[29]Poi Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo. [30]A tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde». E così avvenne. [31]Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera e fu mattina: sesto giorno.
Poco più avanti nel testo biblico della Genesi leggiamo il secondo racconto della creazione dell'uomo (capitolo 2 versetti 4b-9) ovvero la famosa favoletta della creazione di Eva a partire dalla costola di Adamo:
[4b]Quando il Signore Dio fece la terra e il cielo, [5]nessun cespuglio campestre era sulla terra, nessuna erba campestre era spuntata - perché il Signore Dio non aveva fatto piovere sulla terra e nessuno lavorava il suolo [6]e faceva salire dalla terra l'acqua dei canali per irrigare tutto il suolo -; [7]allora il Signore Dio plasmò l'uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l'uomo divenne un essere vivente.

[8]Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l'uomo che aveva plasmato. [9]Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, tra cui l'albero della vita in mezzo al giardino e l'albero della conoscenza del bene e del male.
Ma andiamo avanti e cerchiamo di capire bene questa storia dell'albero del bene e del male, un albero particolare che secondo la Bibbia "si mangia": badate bene, non è il frutto che si mangia ma l'albero stesso! Per altro secondo l'avvertimento divino si tratta di un albero che può uccidere se mangiato, ovvero di un albero velenoso; un albero velenoso che però se mangiato fornisce l'accesso ad una conoscenza superiore, un albero che si mangia, e non di cui si mangia il frutto. Dopo che è stato ripetuto due volte che l'albero si mangia o non si mangia finalmente arrivano le parole prese del suo frutto e ne mangiò, che potrebbe sembrare una contraddizione a meno che in realtà l'albero della conoscenza sia una maniera vagamente simbolica di rappresentare un vegetale di cui si mangia realmente tutta la parte aerea, la quale è nel contempo un corpo fruttifero.  Nei versetti seguenti della bibbia ho evidenziato in grossetto le frasi più rilevanti:

La storia inizia al capitolo 2 versetti 15-17
[15]Il Signore Dio prese l'uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse.
[16]Il Signore Dio diede questo comando all'uomo: «Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, [17]ma dell'albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, quando tu ne mangiassi, certamente moriresti».
e poi continua al capitolo 3 versetti 1-7
[1]Il serpente era la più astuta di tutte le bestie selvatiche fatte dal Signore Dio. Egli disse alla donna: «E' vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare di nessun albero del giardino?». [2]Rispose la donna al serpente: «Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, [3]ma del frutto dell'albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: Non ne dovete mangiare e non lo dovete toccare, altrimenti morirete». [4]Ma il serpente disse alla donna: «Non morirete affatto! [5]Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male». [6]Allora la donna vide che l'albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch'egli ne mangiò. [7]Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture.
E adesso veniamo ad un curioso affresco presente nella cappella di Sant’Eligio, di Plaincourault, (Francia Centrale, fine del secolo XII.
 

Che vi piaccia o no questo particolare "albero della conoscenza del bene e del male" è un gruppo di funghi; che funghi?
Amanita falloide
Amanita muscaria
Il caso non è unico, infatti l'Exultet dell'Abbazia di Montecassino (1072-1075 circa) riporta raffigurazioni consimili.


Poi ci sarebbe il salterio di Canterbury:

Si consiglia di fare click sulla figura e vederla ingrandita; notare i funghi accanto ad Adamo ed Eva
A questo punto chi ha letto gli articoli precedenti dedicati al libro Sciamani di Hancock, o meglio ancora ha letto per intero il libro, ha ben capito come il quadro della famosa "tentazione del serpente" si presenta ben diverso dalla storiella che ci viene raccontata da piccoli. Innanzitutto non c'è nessuna mela, il vegetale di cui si mangia la parte aerea è un fungo e non un albero. In secondo luogo essendo bene note le proprietà allucinogene di diverse specie di funghi il cui utilizzo in ambito sciamanico è risaputo si può facilmente capire come un "corpo fruttifero" velenoso, se opportunamente trattato (secondo il consiglio del "serpente") può aprire l'accesso ad un "mondo altro" ove si acquisisce una particolare conoscenza (di tipo sciamanico).

L'amanita muscaria è un fungo velenoso che però può essere reso commestibile (o quanto meno poco tossico) con un apposito trattamento che può preservarne le proprietà allucinogene. In Siberia l'uso di tale fungo è stato molto comune diffuso fino a tempi recenti, poi è stato soppiantato dalla vodka.

A tale riguardo sono molto interessanti le testimonianze riportate nel libro Sciamani riguardanti alla somministrazione controllata di sostanze allucinogene come la DMT che portano i soggetti della sperimentazione ad acquisire delle conoscenze per questa via del tutto inusuale. Del resto che lo si creda o no, gli sciamani e gli uomini della medicina affermano che non sono stati loro a scoprire le proprietà terapeutiche delle piante, ma che sono stati gli spiriti delle piante a comunicare con loro; ovviamente gli spiriti delle piante vengono incontrati dagli sciamani nelle loro esperienze in stato di coscienza alterato. 

Secondo Graham Hancock, autore di Sciamani (nell'originale inglese il titolo è Supernatural, ovvero soprannaturale) l'accesso a questo "mondo altro" attraverso il raggiungimento di trance sciamaniche (spesso indotte dal consumo di funghi o altre sostanze vegetali psicoattive) ha permesso all'uomo di affrontare un'improvvisa e rapida evoluzione culturale.








Addendum: quanto al serpente ed all'albero della vita, alla fine dell'articolo precedente, ho fatto una congettura, ovvero che tale locuzione traesse origine dalle visioni di spiriti pianta che si tramutano in serpenti, spiriti che secondo gli sciamani forniscono delle conoscenze ineguagliabili, ma anche forse dallo stesso DNA (che si può simboleggiare come due serpenti intrecciati).

Nella Genesi è scritto (capitolo 3 versetto 22):
[22]Il Signore Dio disse allora: «Ecco l'uomo è diventato come uno di noi, per la conoscenza del bene e del male. Ora, egli non stenda più la mano e non prenda anche dell'albero della vita, ne mangi e viva sempre!». [23]Il Signore Dio lo scacciò dal giardino di Eden, perché lavorasse il suolo da dove era stato tratto.
Da notare la frasi "è diventato come uno di noi": se davvero il Dio creatore di cui si narra fosse "l'Atissimo e Onnipotente buon Signore" come potrebbe mai l'uomo mangiando un frutto diventare come UNO DEGLI DEI? Forse questi dei di cui si parla sono tutt'altro che onnipotenti, e sicuramente molto gelosi ed invidiosi del proprio sapere e del proprio potere, della propria posizione di supremazia, che non vogliono che l'uomo diventi immortale come loro, giacché a quanto pare l'albero della vita fornisce quanto occorre a divenire immortali: forse la Genesi vuole indicarci che una manipolazione del DNA (albero della vita?) consente di prolungare a dismisura la nostra vita?

In ogni caso il testo recita Dei, al plurale, senza alcuna ombra di dubbio. La Bibbia afferma testualmente "diventato come uno di noi"; noi, gli Dei, al plurale. Ed in effetti nella Genesi per indicare la divinità creatrice viene utilizzato il sostantivo Elohim, parola plurale che significa Dei, e che ha creato non pochi problemi ai traduttori cristiani che hanno cercato di ricondurre tale racconto ad un rigido monoteismo. La Genesi d'altronde ricalca i miti mesopotamici della creazione, miti che descrivono la creazione dell'uomo da parte di un gruppo di Dei, e in fondo anche quando la religione ebraica si è evoluta verso l'adorazione di un unico Dio non per questo è diventata una religione realmente monoteistica, bensì monolatrica, ovvero che professa l'adorazione di uno solo tra i tanti dei esistenti.

L'Antico Testamento non insegna infatti a credere in un solo Dio buono e premuroso nei confronti di tutto il genere umano, bensì ad adorare un solo Dio, il dio di Israele che viene contrapposto agli altri dei stranieri. Tra questi dei stranieri è da notare il dio Baal (da cui poi deriverà la parola Belzebù) una delle divinità principali dei Cananei (il popolo cui gli ebrei , secondo il racconto biblico, rubarono la terra con l'appoggio del sanguinario Dio di Israele).

Ma chi era poi quelo Baal? Baal è una parola che deriva da El (Potenza), il nome di uno degli dei adorati nella mesopotamia, El, parola che viene utilizzata nella Bibbia stessa per indicare stesso Dio, El che ha per plurale Elohim (Le Potenze) che troviamo nella stessa Genesi per indicare gli Dei,  El che ha per femminile Elat, El che condivide la stessa radice semantica della parola araba Allah.

Per chi non avesse ancora compreso bene come religioni vengano utilizzate per dividere e contrapporre gli uomini facendoli ammazzare tra di loro in guerre senza alcun senso.



Per approfondimenti vedi gli articoli:

http://www.nibiru2012.it/forum/spiritualita/amanita-muscaria-potrebbe-essere-il-frutto-proibito-139687.0.html

http://www.samorini.it/doc1/sam/plainco.htm

http://it.paperblog.com/l-albero-fungo-di-plaincourault-e-di-saint-savin-sur-gartempe-di-gianluca-toro-215827/

http://freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=8619458

http://www.duepassinelmistero.com/Homoselvadego.htm

http://cristianesimoprimitivo.forumfree.it/?t=28957422


http://it.scribd.com/doc/64245256/Funghi-allucinogeni-Studi-etnomicologici