L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

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Sunday, March 1, 2015

E' curabile la sindrome di Rett?

http://scienzamarcia.blogspot.ch/2015/02/e-curabile-la-sindrome-di-rett.html

E' curabile la sindrome di Rett?

La sindrome di Rett è, secondo la definizione ufficiale, un disturbo molto simile all'autismo, ma che da esso si distingue anche per due fattori: la presenza di alterazioni nel gene MECP2 presente sul cromosoma X, ed il fatto che per lo più si manifesta nelle bambine, e solo in rarissimi casi nei bambini maschi. Al contrario l'autismo si manifesta più spesso nei maschi, ma c'è anche una considerevole percentaule di bambine che sviluppano l'autismo (o "Disturbo dello spettro autistico", come sarebbe meglio definirla, vista la multiformità di tale problema).

Questi dati evidentemente indicano una componente genetica nello sviluppo di entrambi i disturbi (Sindrome di Rett e Disturbo dello spettro autistico), ma di che tipo è questo fattore genetico?

La possibilità di curare l'autismo con interventi di vario tipo, benché nascosta dai mass-media e dalle istituzioni sanitarie, mostra che non si tratta di una malattia legata ad un gene difettoso, che una volta presente causa una malattia inguaribile, ma di una malattia nella quale gioca un ruolo il fattore epigenetico. L'epigenetica è quella branca della scienza che studia l'espressione del gene in raqpporto all'ambiente, dal momento che si è scoperto da tempo che molte volte lo stesso gene attiva comporetamenti differenti a seconda di quello che è l'ambiente in cui vive la cellula. Uno dei fattori più importanti che crea un certo tipo di ambiente per le cellule del nostro corpo è il fattore nutrizionale (il cibo che assumiamo), alto  fattore importanre è l'inquinamento ambientale.

L'importanza dell'epigenetica è ancora fin troppo sottovalutata da molti medici'ambiente, sebbene ampiamente riconosciuta in ambito scientifico; si sa bene, per esempio, che topolini con geni difettosi possono non sviluppare il disturbo genetico cui sarebbero predisposti, se vengono nutriti in una maniera pareticolare. Vedi l'articolo di questi due ricercatori dell'Istituto Superiore di sanità:

Risulta quindi fondato il sospetto che sia la sindrome di Rett che il disturbo dello spettro autistico siano legati ad un danno epigenetico più che genetico in senso stretto

Personalmente ho avuto modo per puro caso di conoscere una bambina che soffriva di questa sindrome, e devo dire che il suo comportamento era fin troppo simile a quello di uno dei tanti bambini guariti con il metod\o GAPS. Ma ciò che più conta è una interessantissima testimonianza (riportato sul sito dell'Associazione italiana Rett) di una dottoressa che è riuscita a migliorare di molto il quadro clinico di una bambina affetta da sindrome di Rett dopo avere riconosciuto in lei una forte infezione da parassiti. L'utilizzo di un farmaco antiparassitario (Combantrim, che si basa sul principio attivo detto Pirantel Pamoato) assieme all'integrazione di fermenti lattici, ha permesso in questo caso di risolvere molti problemi gastro-intestinale della bimba e di tenere sotto controllo le sue crisi epilettiche. Vedi l'articolo:

Guarda caso la cura della disbiosi intestinale con dieta e fermenti lattici è l'intervento cardine del protocollo nutrizionale GAPS messo a punto dalla dottoressa Campbell-McBride, mentre la centralità delle infezioni da vermi parassiti nello sviluppo dell'autismo è stato messo a fuoco soprattutto dal lavoro di Andreas Kalcker e Miriam Maceda (autori di un apposito protocollo antiprassitario).

Il sospetto (ovvero la speranza) è che lavorando per risolvere il problema di disbiosi e di parassitosi, si possano guarire anche le bambine affette da Sindrome di Rett. Su un forum in lingua spagnola ci sono testimonianze di genitori che riferiscono si stare guarendo le proprie figlie affette da questo disturbo grazie all'applicazione del protocollo CD (biossido di cloro) e del trattamento antiparassitario, secondo le indicazioni contenute nel libro Guarire i sintomi noti come autismo, di Kerri Rivera.

Friday, December 26, 2014

I PARASSITI IN AULA: GLI EFFETTI DEI VERMI INTESTINALI - Parte 2

allegro post natalizio (si vede che il giorno di natale non aveva niente di meglio da fare) del pinna di squalene


http://scienzamarcia.blogspot.it/2014/12/i-parassiti-in-aula-gli-effetti-dei_25.html

I PARASSITI IN AULA: GLI EFFETTI DEI VERMI INTESTINALI - Parte 2

Il "verme a frusta" (Trichuris trichiura)
Leggi la prima parte dell'articolo.




La connessione tra il carico di vermi e la malnutrizione è ulteriormente supportata dagli studi che indicano che i programmi di sverminazione portano a bruschi aumenti della crescita; la presenza di tale effetto anche nei bambini più grandi ha portato alcuni ricercatori a concludere che “risolvere il problema dell’arresto di crescita nei bambini più grandi può essere più semplice di quanto si pensava in precedenza” [27]. Altri studi causali meno chiari (vedi Oberhelman 1998) mostrano pure una correlazione tra il carico di vermi e la malnutrizione tra i bambini in età scolastica.

Una volta che le connessioni tra l’infezione elmintica e le varie forme di malnutrizione sono state stabilite, ci sono un certo numero di strade per le quali il carico di parassiti può influire negativamente sull’attività cognitiva. Per esempio, un basso punteggio ottenuto sui normali indicatori della crescita appare correlato a risultati scolastici più scarsi e abbandono scolastico, peggiori risultati in alcuni tipi di test, ed una minore capacità di concentrazione; dall’altro lato la carenza di ferro può causare un “leggero ritardo della crescita”, difficoltà nello svolgere funzioni cognitive astratte, e “minori risultati ... in test sullo sviluppo mentale e motorio ... [così come] aumento delle paure, disattenzione, e diminuita interazione sociale” tra I bambini molto piccoli [28]. L’anemia è stata associate anche con una ridotta resistenza allo sforzo fisico, una diminuzione dell’abilità di apprendere nuove informazioni, ed “apatia, irritabilità, e stanchezza” [29].

Queste connessioni sono supportate da un certo numero di studi sulla sverminazione. Per esempio, utilizzando 47 studenti della Repubblica Democratica del Congo, Boivin e Giardani (1993) hanno scoperto che gli integratori di ferro fungevano da complemento ai farmaci antiparassitari, producendo migliori effetti sulle capacità cognitive quando venivano somministrati in associazione rispetto a quando venivano somministrati singolarmente [30]. Egli ha ipotizzato che questo risultato fosse dovuto al fatto che gli integratori di ferro possano “migliorare il benessere fisico [degli studenti] fino al punto di potenziare i meccanismi di attenzione e di interesse che sono utili ai fini dell’attività di apprendimento e dell’attività cognitiva,” con i farmaci antiparassitari che agiscono unicamente per estendere questi benefici riducendo ulteriormente la tendenza all’anemia [31].

Forse ancora più affascinanti sono un certo numero di articoli che studiano gli elminti intestinali al di là del legame tra malnutrizione e cognizione per concentrarsi sulle connessioni tra la parassitosi e la formazione della memoria. Per esempio, Nokes et. al. (1992) trovano che gli interventi per ridurre l’infezione da vermi a frusta in 159 bambini Giamaicani ha portato a migliorare “la memoria uditiva a breve termine” e “la scansione ed il recupero di dati nella memoria a lungo termine”; particolarmente affascinante è stata la sua scoperta che un periodo di 9 settimane era tutto quello che serviva agli studenti sverminati per mettersi alla pari con i loro coetanei privi di infezioni parassitiche nei test di prestazione [32]. L’ottimistica conclusione di Nokes che “l’effetto negative dell’infezione da vermi a frusta su certe funzioni cognitive ... è reversibile con la terapia” è particolarmente significativa perché suggerisce che gli effetti dei vermi sulle prestazioni intellettuali potrebbe non essere ristretto al meccanismo della malnutrizione protratta per lungo termine, dal momento che gli effetti fisici e quelli relativi allo sviluppo di tale malnutrizione dovrebbero essere teoricamente irreversibili [33].

Da segnalare anche gli studi di Ezeamama et. al. (2005) e Sakti et. al. (1999), che hanno studiato rispettivamente il carico di parassiti nelle Filippine e nell’Indonesia. Entrambi gli autori hanno trovato significativi impatti negative della parassitosi sulla memoria e sulla fluidità nel parlare, risultati che sono particolarmente rilevanti perché hanno incluso controlli di status socio-economici status, livelli di emoglobina, e indici della nutrizione (status nutrizionale e difficoltà di crescita, rispettivamente). Come osserva Ezeamama, questi studi suggeriscono “che la sottonutrizione non è il mediatore principale delle correlazioni osservate” tra le infezioni da vermi e le prestazioni intellettuali, particolarmente perché i loro risultati sono significativi riguardo ad aspetti dell’intelletto che vanno al di là della semplice abilità cognitiva e del tempo di reazione [34].


EFFETTI PRATICI DELLE INFEZIONI DA VERMI

Gli studi succitati suggeriscono che potrebbe essere necessario guardare al di là delle correlazioni tra nutrizione e abilità cognitive, ed esplorare altri elementi dell’infezione elmintica che potrebbero avere un effetto negativo sullo sviluppo intellettuale. Ai fini della presente analisi, considereremo gli immediati effetti collaterali fisici della parassitosi, l’assenteismo scolastico, e l’aumento dei costi medici associati all’infezione parassitica.

Watkins e Pollitt notano che, essendo l’energia fisica “nutrizionalmente mediata”, i pazienti con un pesante carico di parassiti lottano per preservare l’energia e combattere la malnutrizione, e quindi potrebbe essere che “le menti scarsamente nutrite si adattino in maniera simile ... riducendo gli sforzi mentali e quindi limitando la vivacità dell’interesse e dell’attenzione” [35]. Sebbene essi trovano poche prove che questo adattamento potrebbe fornire benefici sotto forma della conservazione dell’energia, è chiaro che l’attiva presenza della parassitosi potrebbe imporre impose altre e più dirette limitazioni ai tempi di attenzione dell’individuo.

Da una parte, il processo dell’infezione parassitica è frequentemente sintomatico. Le condizioni associate con l’infezione di elminti intestinali comprendono l’ostruzione intestinale, l’insonnia, il vomito, la debolezza, ed i dolori allo stomaco [36]; mentre il naturale movimento dei vermi ed il loro attaccamento all’intestino può essere genericamente fastidioso per i loro ospiti [37]. La migrazione delle larve degli ascaridi attraverso il sistema respiratorio può anche causare un accesso temporaneo di asma ed altri sintomi respiratori [38]. Questi effetti collaterali possono tutti concorrere alla distrazione degli studenti e ridurre la loro lucidità mentale e produttività intellettuale.

L’infezione parassitica può anche rendere gli individui molto malati. In aggiunta all’infezione cronica che ha un basso livello di costi, la parassitosi può causare la necessità di cure più serie ed urgenti; per esempio l’Organizzazione Mondiale della sanità ho scoperto che l’infezione da vermi è una ragione comune per richiedere cure mediche in una varietà di nazioni, con un massimo di 4.9% dei ricoveri ospedalieri in alcune zone che derivano dalle complicazioni delle infezioni da vermi intestinali, e fino al 3% di ricoveri attribuibili ai soli ascaridi [39]. È anche importante considerare il fatto che la risposta del sistema immunitario innescata dall’infezione elmintica può esaurire la capacità del corpo di combattere altre malattie, rendendo le persone colpite più soggette a co-infezioni [40].

I costi giornalieri della malattia forniscono inoltre una forte spiegazione per la terza realtà pratica dell’infezione elmintica, l’osservazione che essa funziona come “una vera e propria barriera al progresso scolastico dei bambini” quantificato da “assenteismo, abbandono scolastico, e dal logoramento”[41]. Gli studenti carichi di parassiti possono essere troppo deboli per seguire le lezioni, o le loro famiglie possono essere troppo indebitate a causa delle spese mediche e della scarsa produttività per poter pagare le tasse per l’iscrizione scolastica. Questo effetto può essere concettualmente distinto dalle precedenti scoperte sull’impatto della parassitosi sulla capacità cognitive e sull’apprendimento; per esempio, Miguel and Kremer (2004) trovano che i programmi di sverminazione aumentano la frequenza scolastica del 25% senza influenzare assolutamente i risultati dei test [42]. Tuttavia questi effetti possono anche essere correlati: Bleakley (2007) ho trovato che la frequenza scolastica aumentava e l’abbandono scolastico diminuiva significativamente nelle popolazioni scolastiche che più hanno beneficiato dei programmi di verminazione della Fondazione Rockefeller, portando sul lungo termine ad un aumento delle entrate monetarie così come dei livelli di acculturazione [43].  
PERCHÈ LA SVERMINAZIONE A SCUOLA?

Fin qui ho esaminato il carico globale di vermi parassiti ed enumerato due meccanismi attraverso i quali l’infezione elmintica può imporre un reale costo economico sulle vittime pesantemente infette. Da una parte l’infezione cronica può portare a lungo termine a conseguenze indirette sul piano nutrizionale per gli ospiti dei parassiti, difficoltà di crescita, malassorbimento, e carenze di proteine ed energia; queste a loro volta hanno un impatto negativo sull’abilità cognitiva e la memoria. Dall’altro lato, l’infezione parassitica acuta può avere reali, immediate conseguenze per le sue vittime, tra le quali malessere, distrazione e malattia; la spesa correlata alla richiesta di cure mediche; ed il pedaggio che questi costi esigono sulla frequenza scolastica ed il proseguimento degli studi.

Dopo avere spiegato perché la parassitosi deve essere affrontata se vogliamo veramente assicurare un equo accesso all’istruzione a tutti gli studenti, resta la domanda: perché i programmi di verminazione scolastici sono un approccio ottimale?

I programmi di sverminazione scolastica hanno un certo numero di vantaggi. Da una parte essi permettono a chi stabilisce le linee guida sulla salute di avvantaggiarsi delle infrastrutture e delle istituzioni per la somministrazione del trattamento medico; gli studenti frequentano la scuola in maniera abbastanza regolare, e gli insegnanti possono facilmente distribuire i farmaci agli studenti senza ricevere alcun addestramento medico [44].

Dall’altra parte, i programmi di sverminazione scolastica hanno dimostrato di avere forti effetti positivi anche all’esterno. Miguel e Kramer (2004) hanno utilizzato un modello “difference-in-difference” per dimostrare che i programmi di sverminazione attuati in alcune scuole hanno ridotto il carico di malattie nelle scuole vicine dove gli alunni non sono stati trattati; altri dati suggeriscono che sverminando i bambini si ottengono forti diminuzioni dei tassi di infezione degli adulti, dal momento che i bambini sono una significativa fonte di trasmissione [45].

La natura degli elminti intestinali e dei farmaci disponibili per trattarli inoltre, favorisce programmi di verminazione universale. L’infezione è generalmente diffusa, quindi è utile trattare un ampio campione della popolazione; inoltre, un farmaco come l’Albendazolo rappresenta un economico e sicuro intervento che non è particolarmente specifico, e può essere utilizzato in maniera abbastanza efficace contro tutti e tre i principali tipi di elminti intestinali (o ogni infezione contemporanea di più tipi di elminti) [46]. Infine, siccome viene impedita la riproduzione di questi vermi, ridurne la trasmissione potrebbe essere la migliore maniera di ridurne la prevalenza, e l’intervento su larga su una base annuale o semestrale può in effetti essere un ragionevole mezzo per ottenere tale risultato [47].

In conclusione, ho affermato che la riduzione dell’infezione elmintica intestinale possa essere un elemento chiave dello sviluppo economico. Ci sono considerevoli prove che una riduzione del carico di parassiti possa migliorare lo sviluppo cognitive, la capacità di memorizzare, e le capacità intellettuali nei bambini in età scolastica; essa può anche conferire benefici a lungo termine sotto forma migliori condizioni di salute della popolazione collegate alla riduzione di malnutrizione, anemia, e difficoltà di crescita. D’altra parte, i diretti ed immediate benefici per la salute dei programmi di sverminazione – sotto forma di diminuzione delle malattia e della sofferenza, riduzione dei ricoveri in ospedale, delle visite mediche e delle co-infezioni – può anche far diminuire l’abbandono scolastico, far aumentare la frequenza scolastica ed i risultati raggiunti, migliorando al contempo la qualità della vita dei bambini in età scolastica e delle loro comunità. I programmi di sverminazione dovrebbero essere un naturale complemento di più ampi sforzi per migliorare la qualità e l’accessibilità dell’istruzione, dal momento che tali programmi aumenteranno naturalmente i risultati degli investimenti nel settore dell’istruzione aumentando al contempo la capacità dei poveri di trarre pieno vantaggio delle risorse per loro disponibili.

NOTE

1. Watkins and Pollitt, 171.

2.World Development Report 1993, 79.

3. Montresor, 9.

4. Levinger, 15. Please note that this estimate is less current than the Watkins and Pollitt estimate, leading Levinger to underestimate the number infected.

5. Montresor, 9.

6. Watkins and Pollitt, 174-5.

7. Rockefeller Sanitation Committee (1915), cited in Bleakley, 79.

8. Rockefeller Sanitation Committee (1912), cited in Bleakley, 78.

9. Ashford and Igaravidez (1911), cited in Watkins and Pollitt, 175. More colorfully, the Rockefeller Foundation referred to Tamil workers’ “disinclination to use latrines” as the “‘White Man’s burden,’” “‘a direct menace to the community,’” and “‘an indirect menace to the world.’”

0. Report of a WHO Expert Committee (1987), 14. 11. Del Rosso and Marek, 5.

12. Levinger, 17.

13. World Development Report (1993), 79.

4. Watkins and Pollitt, 174.

5. Humans only.

6. Report of a WHO Expert Committee (1987), 15.

7. Crompton, S24.

8. Watkins and Pollitt, 174. Levinger mentions this briefly in the case of whipworm (17).

19. Report of a WHO Expert Committee (1987), 15; Levinger, 17.

20. World Development Report (1993), 79; Del Rosso and Marek, 5.

21. Stolzfus, 348.

22. Watkins and Pollitt, 185. Specifically, some of the cytokines released in the immune response have been tied to anorexic reactions in animals.

23. Report of a WHO Expert Committee (1987), 18.

24. Watkins and Pollitt, 174.

25. “School-based Deworming Interventions: An Overview,” 1.

26. Watkins and Pollitt, 174; Report of a WHO Expert Committee (1987), 19.

27. World Development Report (1993), 79.

28. Levinger, 9, 13.

29. Report of a WHO Expert Committee (1987), 29. Watkins and Pollitt, 186.

30. Boivin, 261.

31. Boivin, 261.

32. Nokes, 77.

33. Nokes, 77.

34. Sakti, 322.

35. Watkins and Pollitt, 185.

36. John and Petri, 242, 254, 264; Watkins and Pollitt, 185.

37. Watkins and Pollitt, 185, 174.

38. John and Petri, 242.

39. Report of a WHO Expert Committee (1987), 31.

40. Watkins and Pollitt, 174.

41. Levinger, 15.

42. Miguel and Kremer, 163.

43. Bleakley, 73, 75-6.

44. Watkins and Pollitt, 173.

45. Del Rosso and Marek, 19.

46. World Development Report (1993), 74.

47. Del Rosso and Marek, 20.

BIBLIOGRAFIA

Bleakley, Hoyt. 2007. “Disease and Development: Evidence From Hookworm Eradication in the American South.” The Quarterly Journal of Economics.

Boivin, Michael J. and Bruno Giordiani. 1993. “Improvements in Cognitive Performance for Schoolchildren in Zaire, Africa, Following an Iron Supplement and Treatment for Intestinal Parasites.” Journal of Pediatric Psychology, Vol. 18, No. 2, 249-264.

Crompton, D.W.T. 1993. Human Nutrition and Parasitic Infection. Cambridge University Press.

Del Rosso, Joy Miller and Tonia Marek. 1996. “Class Action: Improving School Performance in the Developing World through Better Health and Nutrition.” The World Bank, Directions in Development.

Ezeamama, Amara E. et. al. 2005. “Helminth Infection and Cognitive Impairment Among Filipino Children.” The American Journal of Tropical Medical Hygiene, Vol. 72, No. 5, 540-548.

John, David T. and William A. Petri, Jr. 2006. Markell and Vogue’s Medical Parasitology, 9th Edition. Saunders Elsevier Press.

Levinger, Beryl. 1992. “Nutrition, Health, and Learning: Current Issues and Trends.” School Nutrition and Health Network Monograph Series, #1.

Miguel, Edward and Michael Kremer. 2004. “Worms: Identifying Impacts on Education and Health in the Presence of Treatment Externalities.” Econometrica, Vol. 72, No. 1, 159-217.

Montresor, A. et. al. 2002. “Helminth Control in School-Age Children: A Guide for Managers of Control Programs.” World Health Organization.

Nokes, C. et. al. 1992. “Parasitic Helminth Infection and Cognitive Function in School Children.” Proceedings of the Royal Society of London, 247, 77-81.

Oberhelman, Richard A. et. al. 1998. “Correlations Between Intestinal Parasitosis, Physical Growth, and Psychomotor Development Among Infants and Children from Rural Nicaragua.” The American Journal of Tropical Medical Hygiene, Vol. 58, No. 4, 470-475.

Sakti, Hastaning et. al. 1999. “Evidence for an Association Between Hookworm Infection and Cognitive Function in Indonesian School Children.” Tropical Medicine and International Health, Vol. 4, No. 5, 322-334.

Stoltzfus, Rebecca J. et. al. 2003. “Low Dose Daily Iron Supplementation Improves Iron Status and Appetite but Not Anemia, whereas Quarterly Antihelminthic Treatment Improves Growth, Appetite, and Anemia in Zanzibari Preschool Children.” The Journal of Nutrition.

Taylor-Robinson, David and Ashley Jones and Paul Garner. 2009. “Does Deworming Improve Growth and Performance in Children?” Public Library of Science Neglected Tropical Diseases, Vol. 3, Issue 1, 1-3.

Watkins, William E. and Ernesto Pollitt. 1997. “‘Stupidity or Worms’: Do Intestinal Worms Impair Mental Performance?” Psychological Bulletin, Vol. 121, No. 2, 171-191.

Report of a WHO Expert Committee. 1987. “Prevention and Control of Intestinal Parasitic Infections.” World Health Organization, Technical Report Series 749.

2004. “School-Based Deworming Interventions: An Overview.” UNESCO, Fresh Tools for Effective School Health.

Wednesday, December 24, 2014

I PARASSITI IN AULA: GLI EFFETTI DEI VERMI INTESTINALI SUI RISULTATI SCOLASTICI ED IL VALORE DEI PROGRAMMI DI SVERMINAZIONE NELLA SCUOLA

I parassiti in aula: parla di lui e di zretino

http://scienzamarcia.blogspot.it/2014/12/i-parassiti-in-aula-gli-effetti-dei.html

 I PARASSITI IN AULA: GLI EFFETTI DEI VERMI INTESTINALI SUI RISULTATI SCOLASTICI ED IL VALORE DEI PROGRAMMI DI SVERMINAZIONE NELLA SCUOLA

Traduzione dell'articolo di Katherine Hoffmann intitolato PARASITES IN THE CLASSROOM: THE EFFECTS OF INTESTINAL HELMINTHS ON EDUCATIONAL ATTAINMENT AND THE VALUE OF SCHOOL DEWORMING PROGRAMS, pubblicato sul sito dell’Università statunitense di Stanford al link:




I PARASSITI IN AULA: GLI EFFETTI DEI VERMI INTESTINALI SUI RISULTATI SCOLASTICI ED IL VALORE DEI PROGRAMMI DI SVERMINAZIONE NELLA SCUOLA

Coloro che sostengono interventi di salute pubblica per ridurre la prevalenza dei parassiti spesso puntano il dito sul fatto che la povertà aumenta la suscettibilità alle infezioni parassitiche, e considerando l’intervento medico come mezzo per offrire ai più poveri migliori opportunità nella vita ed una salute migliore. Non di meno, una questione ugualmente interessante (sebbene meno diretta) è quella se tale legame causale possa andare anche nella direzione inversa, ovvero se un alto carico di parassiti possa rinforzare o peggiorare la situazione di povertà. Tale questione è di particolare rilevanza per quelli che distribuiscono le risorse per i programmi di aiuto allo sviluppo, dal momento che ridurre il carico di parassiti potrebbe non solo migliorare la salute della popolazione, ma anche agire come meccanismo che nel lungo termine aumenta la crescita economica e spezza il circolo vizioso della povertà nel mondo in via di sviluppo.

In questo articolo discuto gli effetti delle infezioni da elminti intestinali – specificamente ascaridi, anchilostomi, vermi a frusta (Trichuris trichiura) – sul successo scolastico, un fattore chiave per “fuggire” dalla povertà. Io ipotizzo che le infezioni da parassiti hanno una varietà di effetti diretti ed indiretti sul successo scolastico, e passo in rivista la letteratura scientifica che supporta l’esistenza di un legame tra le due cose. Concludo con una discussione del perché i programmi di sverminazione a scuola possono essere degli interventi particolarmente pratici (e che permettono di ottenere buoni risultati a fronte di bassi investimenti) al fine di ridurre il carico delle malattie ed aumentare il successo scolastico nelle comunità in cui ci sono scarsi introiti finanziari.

PERCHÈ SVERMINARE?

La prevalenza globale dell’infezione da elminti è incredibilmente alta. Alcuni ricercatori stimano che oltre un quarto della popolazione mondiale sia infetta da un qualche tipo di verme intestinale, con ascaridi, anchilostomi e vermi a frusta (Trichuris trichiura) che infettano rispettivamente 1,47 - 1,05 e 1,3 miliardi di persone [1]. Inoltre la World Bank stima che 100 milioni di persone possono sperimentare una forma di debilitazione come risulto dell’infezione [2].

A causa della loro alta mobilità e dei loro scarsi standard di igiene, I bambini in età scolastica sono particolarmente vulnerabili a questi parassiti [3]. Oltre a tutto questo, viene stimato che 400, 170 e 300 milioni di bambini siano infettati rispettivamente da ascaridi, anchilostomi e vermi a frusta [4]. I bambini possono anche essere particolarmente suscettibili agli effetti avversi delle infezioni degli elminti a causa del loro sviluppo fisico incompleto e della loro maggiore vulnerabilità immunologica [5].

Mentre l’alta prevalenza delle infezioni da vermi parassiti presente una chiara opportunità di intraprendere delle azioni, c’è anche una sufficiente evidenza aneddotica che l’intervento di verminazione funziona. Le champagne per ridurre le infezioni di elminti negli Stati Uniti possono essere rintracciate addirittura nel lontano 1910, quando la Fondazione Rockefeller ha iniziato la lotta contro gli anchilostomi – il cosiddetto “germe della pigrezza” – nel sud dell’America [6]. Questa campagna è stata ricevuta entusiasticamente dagli educatori di tutta quella regione; come è stato osservato da una scuola della Virginia: “‘I bambini che erano svogliati e apatici adesso sono attivi e vigili; bambini che un anno fa non potevano studiare, adesso non solo stanno studiando, ma provano gioia nello studiare per la prima volta nella loro vita le loro guance mostrano la luce della salute.’”[7] Dalla Louisiana, una direzione scolastica riconoscente ha aggiunto:

‘Come risultato del vostro trattamento ... le lezioni non sono più così difficili per loro: essi pongono maggiore attenzione in classe e hanno più energia … per farla breve nelle nostre aule abbiamo adesso circa 120 bambini brillanti, dalla faccia colorita, mentre se non ci aveste fatto trattare qui ci sarebbero molti bambini stupidi col viso pallido.’ [8]

Rapporti simili (sebbene in qualche modo un poco più imperialisti) sono emersi da varie altre regioni dei mondo che erano allora in via di sviluppo; per esempio due ricercatori di Puerto Rico hanno trovato che:

‘Oltre a tutti i vari sintomi di cui soffre lo sfortunato jibaro [contadino], infetto dagli anchilostomi, c’è la condizione di avere un intelletto intorpidito, una mente che ha ricevuto un terribile colpo ... C’è un’espressione senza speranza, ipocondriaca, malinconica, che in certi casi gravi diventa addirittura una vera e propria apparente stupidità, con indifferenza a quanto succede intorno e mancanza di ogni ambizione.’[9]

Tali osservazioni operavano una connessione intuitive tra il carico di parassiti e le prestazioni intellettuali, ma anche al giorno d’oggi tale legame è lontano dall’essere bene stabilito. Mentre sembra che i vermi possano danneggiare in qualche maniera le facoltà cognitive, i meccanismi che causali sono ancora oggetto di un acceso dibattito.

L’EFFETTO BIOLOGICO INDIRETTO DELLE INFEZIONI DA VERMI

Forse la maniera più ovvia attraverso la quale gli elminti intestinali possono danneggiare lo sviluppo dei loro ospiti umani è il loro effetto sulla nutrizione. L’infezione da elminti intestinali è stata associata con problemi quali carenze vitaminiche, arresto della crescita, anemia, carenza di calorie e proteine, che a sua volta influiscono negativamente sull’abilità cognitiva e sullo sviluppo intellettuale [10]. Questa relazione è particolarmente allarmante perché è graduale e spesso relativamente asintomatica [11].

L’infezione da parassiti può influire negativamente sulla nutrizione in molte maniere. Da una parte alcuni ricercatori sostengono che i vermi possono competere direttamente con il loro ospite per l’accesso ai nutrienti; si pensa che sia i vermi a frusta [12] che gli ascaridi [13] facciano questo al loro ospite. Tuttavia, Watkins e Pollitt affermano che l’intensità di questo effetto è presumibilmente minimo; dopo tutto le necessità nutrizionali di questi vermi intestinali sono piccole se paragonate a quelle dell’organismo ospite [14].

Una fonte più probabile di malnutrizione indotta dall’infezione è il malassorbimento nutrizionale associato alla presenza dei parassiti nel corpo. Per esempio, sia nei maiali che negli uomini, gli ascaridi sono stati correlati a degli effetti temporanei quali intolleranza al lattosio, malassorbimento dei grassi, della vitamina A [15] e dell’azoto [16]. Un’assunzione difettosa dei nutrienti può dipendere da un danno diretto alle pareti dell’intestino causato dalla presenza dei vermi, ma può essere anche una conseguenza di cambiamenti più sottili quali squilibri chimici causati dalla reazione del corpo alla presenza degli elminti [17]. In alternativa, Watkins and Pollitt suggeriscono che il rilascio di inibitori della protease da parte dei vermi per difendersi dal processo digestivo del corpo può danneggiare anche la scissione anche di altre sostanze nutritive [18]. Infine, le infezioni da vermi possono causare anche diarrea e velocizzare il “tempo di transito” attraverso l’intestino, riducendo ulteriormente le opportunità del corpo di catturare e ritenere i nutrienti contenuti nel cibo [19].

I vermi possono contribuire alla malnutrizione anche causando anoressia. Una diminuzione di appetito e di assunzione del cibo dovuta all’infezione elmintica è ampiamente riconosciuta dalla letteratura [20], con un recente studio di 459 bambini di Zanzibar che riporta come anche le madri hanno notato un aumento spontaneo dell’appetito dopo che i propri figli sono stati sottoposti ad un regime antiparassitario [21]. Sebbene l’esatta causa di tale anoressia non sia nota, i ricercatori credono che possa essere soltanto un effetto collaterale della risposta immunitaria del corpo contro i parassiti e lo stress causato dal combattere l’infezione [22].

Gli elminti possono avere effetti negative sulla nutrizione anche inducendo un’anemia da carenza di ferro. Questo effetto è particolarmente grave nelle pesanti infezioni dal momento che gli anchilostomi, come N. Americanus ed A. Duodenale, si nutrono direttamente del sangue del proprio ospite. Sebbene l’impatto di un singolo verme sia limitato (ogni esemplare di queste due specie consuma rispettivamente circa 0.02-0.07 ml e 0.14-0.26 ml di sangue al giorno) ma questo effetto è cumulativo negli individui con pesantemente infestati, dal momento che possono essere portatori di centinaia di vermi [23]. Un ricercatore è arrivato addirittura a predire che “la perdita di sangue causata dagli anchilostomi è equivalente al dissanguamento giornaliero di of 1,5 milioni di persone”[24], mentre uno studio eseguito a Zanzibar ha mostrato che un’applicazione quadrimestrale di Mebendazolo dal costo di 15 centesimi potrebbe evitare la perdita media annua di 0.25 litri di sangue per ogni bambino [25]. Sebbene il verme a frusta abbia degli effetti più leggeri, anch’esso può indurre anemia come risultato del sanguinamento causato dal danno che causa nel piccolo intestino [26].




Fine della prima parte; a breve verrà pubblicata la seconda parte

Wednesday, November 12, 2014

Stupidità o parassitosi? (nel tuo caso la prima che hai detto)

http://scienzamarcia.blogspot.ch/2014/11/stupidita-o-parassitosi.html

Stupidità o parassitosi?


Qui di seguito la traduzione del riassunto dell'articolo "Stupidity or worms": do intestinal worms impair mental performance ("Stupidità o vermi" i vermi intestinali inficiano le prestazioni mentali?), pubblicato sulla rivista Psychological bulletin [1997 Mar;121(2):171-91] reperibile sul database ufficiale governativo pubmed al link:
Gli autori (WE Watkins ed E. Pollitt - Dipartimento di Pediatria dell'Università di Davis, California) indicano nelle conclusioni che non tutti i bambini sottoposti a trattamento antiparassitario  (sverminazione) migliorano le proprie prestazioni mentali. Ciò è facilmente comprensibile alla luce del fatto che 
1) a volte le infestazioni parassitarie sono così intense che per debellare i parassiti non bastano nemmeno quei 6/9 mesi di cura che vengono generalmente prescritti
2) una volta eliminati i vermi parassiti non vengono automaticamente eliminati  altri ospiti indesiderati del nostro corpo e del nostro intestino in particolare: proliferazione eccessiva di lieviti del genere Candida, batteri del genere Clostridium, batteriodi ed altri patogeni. La carenza di batteri benefici ed il sopravanzare degli agenti patogeni crea una condizione di malassorbimento di tanti nutrimenti essenziali per il corretto funzionamento della mente, nonché porta alla produzione di molte tossine che possono inficiare le prestazionimentali. Tale condizione è nota come disbiosi intestinale.


Stupidità o vermi" i vermi intestinali inficiano le prestazioni mentali?
Il titolo di un articolo degli anni '30 del secolo scorso era "Stupidità o  anchilostomi?" In questo articolo gli autori discutono una ricerca che prova a rispondere alla domanda se i parassiti intestinali -- specificamente anchilostomi, vermi a frusta [Trichuris trichiura] ed ascaridi -- danneggiano le prestazioni mentali delle persone che li ospitano. Dopo un'introduzione sulla biologia e l'epidemiologia dei parassiti intestinali, gli autori presentano il contesto storico del problema. Essi esaminano la ricerca dagli anni '10 anni '90 del secolo scorso; esistono le prove che un'alta intensità di vermi può inficiare le prestazioni mentali, ma non tutti i bambini persone sverminati mostrano un miglioramento delle prestazioni. Gli autori discutono i meccanismi per mezzo dei quali i vermi possono danneggiare la mente.

Tuesday, September 30, 2014

Il parassita intestinale Ascaris suum produce morfina

http://scienzamarcia.blogspot.ch/2014/09/il-parassita-intestinale-ascaris-suum.html

Il parassita intestinale Ascaris suum produce morfina


Una ricerca pubblicata nell'anno 2000 sulla rivista specializzata Journal of Immunology mostra come certi parassiti producano morfina. Ciò è l'ennesima conferma di quanto affermato da Kerri Rivera nel suo libro Guarire i sintomi noti come autismo. La produzione di morfina (ma non è il solo sottoprodotto del metabolismo di questi ospiti indesiderati, che producono spesso anche ammoniaca) da parte dei parassiti, oltre ai facilmente immaginabili effetti a livello mentale ha anche delle ripercussioni sul sistema immunitario, la cui efficacia viene indebolita dalla morfina e dagli altri oppioidi.
Potete verificare tale affermazione su diversi articoli reperibili on line quali

Del resto la stessa presenza di tale articolo su un giornale specializzato in immunologia dovrebbe chiarire che in ambito medico l'associazione tra oppioidi (come morfina ed eorina) e indebolimento del sistema immunitario è un fatto dato per scontato.
L'articolo in questione si intitola  Ascaris suum, an Intestinal Parasite, Produces Morphine ed è reperibile sul Journal of  Immunology 2000 Jul 1;165(1):339-43. L'abstract è visionabile su pubmed e l'articolo intero sul sito del Journal of Immunology.
Gli autori dell'articolo sono medici e ricercatori del Neuroscience Research Institute, dell'Università statale di New York; i loro nomi sono: Goumon Y, Casares F, Pryor S, Ferguson L, Brownawell B, Cadet P, Rialas CM, Welters ID, Sonetti D, Stefano GB.

Nell'articolo viene specificato che la presenza di morfina nel parassita è stata verificata in maniera ineccepibile utilizzando diversi metodi, che la quantità rilevata è di 1168 +/- 278 nanogrammi per ogni grammo di verme (ciò significa che il valore indicativo è di 1168 con un margine di errore di 278 in più o in meno); in sostanza si tratta di circa un milionesimo di grammo di morfina per ogni grammo di verme. Inoltre, viene specificato nell'abstract (riassunto) dell'articolo, l'ascaride in questione, mantenuto in vita per 5 giorni, ha continuato a possedere una significativa quantità di morfina, così come il mezzo nel quale era mantenuto in vita, il che ha dimostrato l'abilità di tale parassita di sintetizzare la morfina. 

Per determinare se la morfina fosse attiva la si è aggiunta ad una coltura di monciti (i globuli bianchi di maggiori dimensioni), ed essi hanno immediatamente reagito rilasciando ossido nitrico. Ulteriori analisi hanno verificato l'assenza dei recettori mu, e la presenza della morfina nella subcuticola (ovvero in prossimità dello strato di "pelle" più esterno del verme) e nei cordoni nervosi dell'animale. Tutto ciò, dicono gli autori di questo articolo, "suggerisce che la morfina endogena sia prodotta per essere secreta nel microambiente" (in cui vivono i vermi).



NB: sebbene la quantità di morfina rilevata, possa apparire a prima vista modesta, occorre ricordare che possono essere presenti diversi esemplari di ascaridi in um medesimo ospite, e che un ascaride adulto misura circa 15 cm di lughezza. Inoltre non si può dimenticare il fatto che le pur piccole quantità rilevate vengono riversate dal parassita nel suo micro ambiente fin tanto che resta in vita, e che le femmine adulte di ascaride depongono fino a 200.000 uova al giorno, alcune delle quali possono svilupparsi nuovamente all'interno del corpo umano perpetuando il problema all'infinito.

Monday, September 15, 2014

La parassitosi, un problema sottostimato: i parassiti spesso sono presenti, nonostante le analisi specifiche risultino negative

http://scienzamarcia.blogspot.ch/2014/09/la-parassitosi-un-problema-sottostimato.html

La parassitosi, un problema sottostimato: i parassiti spesso sono presenti, nonostante le analisi specifiche risultino negative

L'aglio, antiparassitario naturale
Abbiamo un tremendo problema causato dai parassiti proprio qui negli Stati Uniti. Semplicemente non viene affrontato.
- Dottor Peter Wina, Pato-Biologo capo all’istituto di ricerca militare Walter Reed 1991 (fonte)
Pochi giorni fa ho incontrato un conoscente che non vedevo da tempo, una persona che da anni come me ha intrapreso un percorso di guarigione basato sull'alimentazione naturale, la respirazione, l'ascolto del proprio corpo. Dopo quasi un anno che non ci incontravamo ci siamo confrontati sulle nostre esperienze e scoperte nel campo della salute e molte delle cose che ci siamo detti combaciavano perfettamente.

Anche lui aveva scoperto che i parassiti erano una parte importante dei propri problemi di salute e, nel suo caso, aveva avuto una nitida conferma visiva avendoli rilevati nei propri escrementi. Ciò non ostante, il medico a cui si era rivolto negava l'evidenza. La cosa, per quanto possa apparire strana, non è poi così inusuale. Come afferma l'omeopata Kerri Rivera nel suo libro, e come confermano decine e decine di genitori di bambini autistici che stanno utilizzando il protocollo antiparassitario Kalcker, le analisi per la ricerca dei parassiti riportano fin troppo spesso dei falsi negativi: il referto indica assenza di parassiti quando invece questi fastidiosi ospiti sono stati rilevati da un'osservazione diretta. Anche per questo i nostri medici spesso si cullano nell'illusione che, vivendo in un paese dove c'è un discreto rispetto delle norme igieniche, le infezioni parassitiche siano alquanto rare.

Le uova dei vermi possono essere così piccole da non essere distinguibili da un granello di polvere, possono essere facilmente portate dal vento, e quando finiscono su un substrato che offre cibo e riparo di schiudono, i vermi proliferano e si riproducono.

Non è necessario quindi vivere in mezzo alla sporcizia per inalare una di queste microscopiche uova, può bastare inalarle, oppure non lavare sufficientemente bene gli alimenti che mangiamo crudi (frutta e verdura) affinché si creino le condizioni per lo sviluppo di un'infezione da parassiti.

Come se non bastasse il fatto che da tre generazioni almeno siamo in contatto con tutta una serie di farmaci che indeboliscono la flora intestinale benefica (antibiotici, anticoncezionali, anti-infiammatori, antidolorifici, neurolettici, etc.) causando una proliferazione di candida e batteri patogeni, una condizione nota come disbiosi intestinale. La disbiosi causa direttamente un accumulo di tossine, e indirettamente un blocco delle capacità di disintossicazione dell'organismo nonché molto spesso una condizione di ipocloridria. Tutto ciò a sua volta rende il corpo umano suscettibile alla proliferazione dei parassiti. Giacchè ingerire un uovo non significa necessariamente che esso si possa schiudere e che la larva che da esso fuoriesce riesca ad accrescersi, diventare adulta e deporre altre uova: in condizioni ottimali di salute i parassiti hanno vita dura anche se sono già nel nostro organismo. Viceversa se si segue un regime alimentare a base di alimenti processati e cibo industriale, ricco di zucchero bianco e altre pseudo sostanze alimentari ormai purtroppo di uso comune, si trasforma il nostro intestino e il nostro corpo in un luogo molto accogliente per i parassiti.

A tutto ciò va aggiunto il fatto che:

a) i parassiti possono essere trasmessi dalle madre al figlio nel corso della gestazione

b) secondo quanto afferma la dottoressa Clarkù alcune sostanze chimiche che purtroppo ormai respiriamo, beviamo, o ingeriamo coi cibi, predispongono anch'esse alla parassitosi

c) anche quando i parassiti vengono individuati, non bastano un paio di pillole di farmaci antiparassitari per debellarli, giacchè molti parassiti depongono migliaia di uova al nostro interno, sicché per debellarli bisogna intraprendere una vera e propria lotta senza quartiere che si protrae per un periodo di 6-9 mesi, ma a volte (nei casi più gravi) anche per un periodo doppio. Particolare attenzione va posta al fatto che i parassiti si riproducono durante la luna piena; il protocollo antiparassitario del dottor Kalcker (incluso nel libro di Kerri Rivera) tiene conto di tale ciclo.

Del resto si fa presto a pensare di vivere in un ambiente pulito ed igienico. Quanti di noi si tolgono le scarpe entrando in casa per evitare di portare dentro microbi e uova di parassiti che possono restare attaccati alle suole? In Giappone è un'usanza comune, ma in Italia ed in molti altri paesi non lo è. Quanti di noi lavano e rilavano la frutta e la verdura che poi mangiamo cruda? E quanti di noi si rendono conto che ci vuole anche un po' di igiene intestinale oltre che di igiene domestica? Se il nostro intestino è riempito di pseudo-alimenti, di cibi industriali, o se è saturo di scorie accumulate nel tempo ed aventualmente rimaste incrostate nelle pareti del tubo digerente, parassiti e patogeni trovano terreno fertile per proliferare.





Addendum:
La tradizione yogica conosce diverse tecniche di pulizia interna, una delle quali, denominata Shank prakshalan permette di depurare il tratto gastrointestinale per tutta la sua lughezza, dall'esofago all'ano. Dal momento che i parassiti intestinali odiano il sale, questo metodo ha anche una valenza antiparassitaria. Una descrizione abbastanza esauriente del Shank prakshalan la trovate al seguente link (ove trovate pure un video delle posizioni yoga che servono ad implementare correttamente il metodo):
http://tuttocrudo.blogspot.it/2008/07/shankprakshalan-la-depurazione.html

Un altro link è il seguente (ci sono alcune leggere variazioni sia per quanto riguarda le posizioni che per quanto riguarda altri dettagli):
http://salutenaturale.forumattivo.com/t321-shank-prakshalana
 ... io l'ho eseguita pochi giorni fa, in concomitanza con la luna piena (il periodo in cui tutti i parassiti tornano nell'intestino per accoppiarsi (anche quelli che abitualmente non risiedono nel tratto intestinale) .

Un antiparassitario naturale 
Questo ancora non l'ho provato, ma ho constatato le virtù antiparassitarie dei semi di zucca, la "ricetta" descritta al link sottostante descrive un semplicissimo rimedio a base di aglio semi di zucca e menta (in fondo all'articolo ci sono altri link da consultare sullo stesso argomento):

http://www.innatia.it/c-rimedi-malattie-infettive/a-rimedio-fatto-in-casa-contro-i-vermi-5511.html 

Io ho avuto buoni risultati mangiando 100/150 grammi di semi di zucca. Laddove per buoni risultati intendo che ho avuto momentaneamente un'esacerbazione dei problemi correlati ai parassiti (ad esempio crisi allergica) che poi sono passati quando ho smaltito le tossine dei parassiti stessi (quando si sentono attaccati contrattaccano). Spesso viene consigliato di prendere qualche blando lassativo come l'olio di ricino dopo un trattamento antiparassitario (alcuni vermi, specie quelli più lunghi, possono morire e formare dei grovigli che tappano letteralmente l'intestino). Come quando si debellano i batteri patogeni e la Candida, anche quando si debellano i parassiti di possono avere sul momento alcuni problemi più o meno gravi, per lo più transitori. Per minimizzarli una possibile strategia che alcune persone aodttano è quella di ripetere alcuni trattamenti antiparassitari a distanza di giorni o di settimane utilizzando all'inizio dosi minori, per poi piano piano arrivare alla dose ottimale.

L'amico di cui ho scritto nell'articolo mi ha segnalato la possibilità di utilizzare l'aglio come supposta contro i parassiti. In effetti anche in rete si trovano informazioni al riguardo:
http://fiocco59.altervista.org/aglio.htm
http://www.blogmamma.it/ossiuri-cosa-fare-con-i-vermi-intestinali/

Il seguente link invece riferisce del possibile uso delle supposte di aglio come anti-influenzale
http://www.giancarlo38.it/77723609

NB: ovviamente questi non sono né consigli né terapie, ma semplici informazioni ed esperienze aneddotiche; per i consigli medici e le prescrizioni di terapie rivolgetevi al vostro medico di fiducia).

Sunday, August 17, 2014

Stadi di sviluppo del parassita intestinale umano "a corda” - un nuovo parassita di recenete e controversa scopertadi

http://scienzamarcia.blogspot.ch/2014/08/stadi-di-sviluppo-del-parassita.html

Stadi di sviluppo del parassita intestinale umano "a corda” - un nuovo parassita di recenete e controversa scopertadi

Foto di Alex Volinsky prima e dopo l'espulsione dei parassiti a corda

Qui di seguito la traduzione dell'articolo Stadi di sviluppo del parassita intestinale umano "a corda” (Development stages of the “rope” human intestinal parasite) pubblicato sul prestigioso sito scientifico arxiv.org al link http://arxiv.org/ftp/arxiv/papers/1301/1301.2845.pdf


Tra gli autori troviamo Alex Volinsky, un ingegnere meccanico che lavora e studia le nanotecnologie e che ha quindi dimestichezza con la microcopia ad alta risoluzione. Volinsky è per altro uno dei pazienti che a riguadagnato uno stato di prestanza fisica e di salute invidiabile proprio dopo avere espulso questi parassiti a corda. Indicative e particolarmente eplicite sono le sue foto prima e dopo la cura.

Altra autrice di tale articolo è il medico Elena V. Marchenko.

La scoperta e lo studio dei "parassiti a corda" (o "vermi a corda") quali membri di un nuovo tipo appena scoperto di elminti (vermi parassiti) ha sollevato un vespaio di polemiche tra gli specialisti del ramo che non riescono a credere alla scoperta. Eppure non solo uno degli autori, ma centinaia e centinaia di altre persone negli ultimi anni hanno scoperto di avere questi indesiderati ospiti nel proprio corpo e grazie ad internet confrontano le proprie esperienze (e le foto dei vermi a corda espulsi con i clisteri). In particolare molti vermi a cora sono stati ritrovati dalla comunità dei genitori di bambini autistici che sta curando i propri figli con il biossido di cloro ed il protocollo antiparassitario del dottor Kalcker. L'articolo qui sotto spiega in dettaglio come mai questo tipo di elminti possa essere passato inosservato fino ad ora.



Stadi di sviluppo del parassita intestinale umano "a corda”

Articolo inviato ad arxiv.org il 13 gennaio del 2013
Autori: Alex A. Volinsky, Ph.D (a*), Nikolai V. Gubarev, Ph.D (b), Galina M. Orlovskaya, RN-C (c), Elena V. Marchenko, M.D., Ph.D (d)

a Dipartimento di ingegneria meccanica, Università della Florida del Sud, Tampa FL 33620, USA
b Occupational Safety Ltd. (OOO “Bezopasnost Truda”), 32 ul. Koli Tomchaka, suite 14, San Pietroburgo 196084, Russia
c Dipartimento di Chirurgia, Ospedale di San Pietroburgo No. 15, 4 Avangard St., San Pietroburgo 198205, Russia
d Al momento senza alcuna affiliazione, precedentemente ricercatore volontario al Centro per il cancro e Istituto di ricerca H. Lee Moffitt, 12902 USF Magnolia Drive, Tampa FL 33612, USA

* per corrispondere con l'autore. telefono: +1 813 974 5658, Fax: +1 813 974 3539
Email: volinsky(at)usf.edu

Riassunto

Questo articolo descrive i cinque stadi di sviluppo del parassita umano detto a corda. I parassiti a corda sono stati scoperti in seguito alla loro espulsione con la pulizia intestinale tramite clistere. Gli stadi adulti del parassita vivono nel tratto gastrointestinale umano e sono anaerobi. Essi si muovono all'interno del corpo rilasciando bolle di gas che usano come propulsione a getto. I parassiti a corda hanno l'aspetto di una corda, e possono essere lunghi oltre un metro. Ad essi occorrono decine di anni per raggiungere lo stadio adulto (quinto stadio). Il quarto stadio sembra simile, ma il parassita è più corto ed ha un corpo più molle e più viscido. Il terzo stadio ha l'aspetto di una medusa con delle diramazioni. Il secondo stadio ha l'aspetto di muco viscido e viscoso, o di muco con bolle di gas visibili che hanno la funzione di ventose. Il primo stadio ha l'aspetto di muco ancora più viscido con meno bolle, che si può trovare praticamente ovunque all'interno del corpo.
Nell'articolo sono menzionati anche i metodi antielmintici.

Parole chiave: Nuovo taxa; parassiti a corda; funis parasitus; elminti; parassita intestinale umano; stadi dello sviluppo.

Introduzione

I vermi parassiti umani sono classificati come nematodi (ascaridi), cestodi (tenie), trematodi (fasciole) e monogenei (Grove, 1990). Si stima che un uomo su quattro ospiti dei parassti intestinali (Watkins and Pollitt, 1997, World Development Report, 1993), il che significa che ci sono molte persone che sono portatrici di stadi intermedi dei parassiti. Gli esseri umani possono essere portatori anche di stadi intermedi di parassiti animali, come gli ascaridi del gatto. I vermi parassiti hanno cicli vitali differenti, e utilizzando a volte gli esseri umani come ospiti permanenti o temporanei. E se ci fosse un parassita che non ha stadi intermedi al di fuori dell'essere umano, che vive e muore all'interno degli uomini? Tale specie, detto parassita corda, overo in Latino funis parasitus, è stato recentemente scoperto e descritto (Gubarev, 2009, Volinsky et. al. 2013). Esso non cade sotto nessuna categoria parassitologica nota. Se ci si basa sull'analisi dell sue caratteristiche, si può pensare che questo pre-nematode sia più antico degli altri parassiti.

Quinto stadio del parassita a corda adulto

Le figure 1 mostrano i parassiti a corda umani pienamente sviluppati espulsi con i clisteri da un adulto di 45 anni. Questi parassiti anaerobi assomigliano alle feci umane, e si seccano se lasciati all'aria aperta al di fuori del corpo umano. Essi sono detti vermi a corda (funis parasitus in Latino) perché assomigliano alle fibre intrecciate di una corda (Figure 1). Il colore dei vermi a corda depende dal cibo che viene mangiato dall'uomo, e varia dal nero al bianco. Quando una persona digiuna, con i clisteri si osservano fuoriuscire vermi di colore bianco, che pare quindi essere il loro colore originale. I vermi a corda possono essere localizzati praticamente ovunque all'interno del corpo umano, ma preferiscono il canale digerente, specialmente il piccolo ed il grosso intestino. Essi si avvolgono su se stessi come un cavatappi, aumentando così loro sezione e bloccando il lume dell'intestino. In questa maniera [avvolgendosi] i vermi a corda spremono delle sostanze liquide dalla materia fecale, di cui si nutrono per assorbimento osmotico. A tal fine il parassita a corda ha una moltitudine di canali disposti lungitudinalmente. I parassiti emettono delle bolle di gas attraverso questi canali utilizzando una propulsione a getto (Volinsky et. al. 2013). Essi sono attivi soprattutto la notte, tra l'una e le sei antimeridiane. Una forte attività di tali parassiti ed il conseguente rilascio di tossine possono alterare l'attenzione e le reazioni umane.




Figure 1. Stadi adulti del parassita a corda (fuoriuscito da un uomo di 45 anni). 

 Qui di seguito le ragioni per le quali i parassiti a corda possono permanere nel corpo umanos enza essere espulsi dai movimenti peristaltici:

1) I parassiti a corda si attaccano all'intestino con le proprie teste o con delle ventose
2) I parassiti a corda adulti raggiungono oltre un metro di lunghezza, superando la lunghezza tipica dei contenuti fecali;
3) I parassiti a corda si muovono emettendo bolle utilizzando una propulsione a getto; 4) I parassiti a corda si avvolgono su se stessi come un cavatappi e possono bloccare completamente il lume dell'intestino;
5) I parassiti a corda formano bolle di gas particolarmente grandi, che si sviluppano diventando ventose

Il quinto stadio adulto può essere espulso per mezzo dei clisteri con un decotto di eucalipto a cui vanno aggiunte diverse gocce di olio essenziale di eucalitpo, e successivo clistere con il succo di limone appena spremuto (Gubarev et. al. 2007).

Quarto stadio dei parassiti a corda

Il quarto stadio assomiglia al quinto stadio adulto, ma il parassita ha un corpo più molle e più viscido (Figura 2). Sia i parassiti al quinto stadio che quelli al quarto stadio possono nutrirsi di sangue. Essi possono emettere bolle per formare in seguito delle teste con cui attaccarsi, come si può vedere in Figura 2. Similmente a quanto avviene con il quinto stadio, lo stesso tipo clisteri con l'eucalipto e con il limone li può fare espellere (Gubarev et. al. 2007). Dovrebbe essere fatta molta attenzione nel corso del processo di eliminazione di questi elminti, dal momento che vengono lasciate ferite aperte nel lato interno dell'intestino che causano sanguinamento interno (vedi Figura 2).


Figura 2. Testa di un parassita a corda coperta di sangue; sul corpo del verme si notano molteplici bolle.

Terzo stadio, medusa con ramificazioni

Il terzo stadio ha l'aspetto di una medusa con delle ramificazioni, come mostrato nelle Figure 3. Il metodo per eliminarli comprende i clisteri con il bicarbonato (Gubarev et. al. 2006).


Figure 3. Medusa con diramazioni, terzo stadio dello sviluppo del parassita a corda.

Secondo stadio, muco viscoso con bolle

Il secondo stadio ha l'aspetto di un muco viscido e viscoso, ed emette bolle che in seguito vengono utilizzate come punti per attaccarsi (Volinsky et. al. 2013). Questo stadio lascia il corpo umano se si utilizzano clisteri con latte e sale (Gubarev et. al. 2007).


Figure 4. Muco viscoso con bolle, secondo stadio di sviluppo: a) veduta laterale; b) veduta dall'alto.

Primo stadio di sviluppo, muco viscoso

Il primo stadio del parassita a corda è il muco. Esso può essere ospitato praticamente in ogni zona del corpo umano. Similmente a quanto succede per il secondo stadio, i clisteri con il latte salato si rivelano utili per espellerlo (Gubarev et. al. 2009).

Figure 5. Muco viscoso, il primo stadio di sviluppo del parassita a corda, che sgocciola dai buchi del colino.

Bava tossica e pietre fecali

I parassiti a corda (nel loro quinto stadio) sono anche capaci di produrre la bava tossica che si può vedere nella figura 6a. Questo succede quando essi vengono irritati da cibo speziato, caldo o freddo, etc. I parassiti a corda adulti producono anche pietre fecali come quelle visibili nelle figure 6b e 6c. Sulle pietre fecali si riconosce facilmente la presenza di alcuni punti brillanti, che assomigliano a dei semi di sesamo, come si può osservare nella Figura 6b. Tutte le pietre fecali raccolte da differenti persone avevano queste caratteristiche. Le pietre fecali vengono espulse dall'intestino con clisteri di acqua e piccole quantità di aceto. La Figura 6c mostra un parassito a corda adulto con la pietra fecale ad esso attaccata. Allo stato attuale non è chiaro quale sia la funzione di queste pietre fecali; potrebbe avere funzioni riproduttive o servire come riserva di cibo .

Discussione

I primi tentativi di scrivere la struttura dei parassitia corda adulti, basata sulla microscopia ottica, ha rivelato che essi hanno molteplici canali riempiti di bolle di gas (Volinsky et. al. 2013). Il corpo del parassita è formato da cellule che somigliano a scaglie. Gli autori stanno lavorando alla ripresa di immagini ottenute con la microscopia elettronica al fine di comprendere meglio la struttra del parassita a corda.
Si sta lavorando anche ad un sequenziamento del DNA per fornire la prova alla comunità dei parassitologi che tale entità sia realmente un parassita di recente scoperta.

I parassiti a corda non sono stati scoperti precedentemente per le seguenti ragioni:

1) I parassiti a corda impiegano decine di anni per arrivare al quinto stadio del loro sviluppo che assomilia a un elminta;
2) I parassiti a corda raramente fuoriescono dal corpo umano come adulti pienamente sviluppati;
3) I parassiti a corda assomigliano ad escrementi umani, con i quali vengono spesso confusi;
4) I parassiti a corda non si muovono all'aria aperta, al di fuori del corpo umano;
5) I parassiti a corda vengono spesso confusi con il rivestimento dell'intestino.


Figure 6. a) Bava tossica prodotta dai parassiti a corda; b) pietre fecali prodotte dai parassiti a corda; c) parassita a corda adulto che produce una pietra fecale.

Conclusioni

Sono stati descritti i cinque stadi del parassita anaerobo umano detto parassita a corda (funis parasitus in Latino). I metodi antielintici noti comprendono clisteri con latte e sale, bicarbonato di sodio, eucalipto, seguito dal clistere col succo di limone appena spremuto. I parassiti a corda possono nutrirsi di sangue umano, e quindi dovrebbe essere messa una speciale attenzione nel processo di eliminazione di questi elminti per evitare sanguinamento interno .

Referenze







  • Grove D.I., 1990. A history of human helminthology. Oxford University Press, Wallingford, pp. 1- 33.
  • Gubarev N.V., Gubarev A.V., Orlovskaya L.P., Orlovskaya G.M., Pakulina O.N., 2006. Method of human dehilminthation/Sposob izgnaniya gelmintov iz organizma cheloveka, Russian Federation Patent RU (11) 228110.
  • Gubarev N.V., Gubarev A.V., Lebedev S.A., Orlovskaya L.P., Orlovskaya G.M., Pakulina O.N. 2007. Method of human dehilminthation/Sposob izgnaniya gelmintov iz organizma cheloveka, Russian Federation Patent RU2270688.
  • Gubarev N.V., Lebedev S.A., Orlovskaya L.P., Pakulina O.N., 2007. Method of human dehilminthation/Sposob izgnaniya gelmintov iz organizma cheloveka, Russian Federation Patent RU2250111. [vedi la traduzione in italiano - N.d.T.]
  • Gubarev N.V., 2009. Helminths known and....unknown/Gelminty izvestnye i…neizvestnye, Special Literature, First Class Publishing, St. Petersburg (In Russian).
  • Volinsky A.A., Gubarev N.V., Orlovskaya G.M., Marchenko E.V., 2013, Human anaerobic intestinal “rope” parasites, arXiv:1301.0953, http://arxiv.org/abs/1301.0953

  • , Submitted January 5th, 2013.






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  • World development report 1993: Investing in health, 1993. Published for the World Bank, Oxford University Press, p. 79.
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