L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

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Friday, January 18, 2013

Un ricco nel regno dei cieli


zret.blogspot.com/2013/01/un-ricco-nel-regno-dei-cieli_18.html

Un ricco nel regno dei cieli

Si demonizzano la ricchezza ed i ricchi. E’ vero: “E’ più facile che una gomena entri in una cruna di un ago che un ricco nel regno dei cieli”. Tuttavia anche fra i poveri talora albergano la malizia e l’invidia. [1]

Il denaro di per sé non è esecrando e allotrio e pure un po' cornigero, purché sia risultato del proprio ingegno e del proprio lavoro, [vallo a spiegare a tuo fratello] purché non provenga dall’usura e dalla frode. [della quale in famiglia siete esperti] Il problema si pone quando si è sopraffatti dalla cupidigia, dalla sfrenatezza, dalla spilorceria: il denaro possiede facilmente chi lo possiede. Ce lo insegna, ad esempio, il bellissimo racconto “La giacca stregata” di Dino Buzzati, il cui protagonista si arricchisce, dopo che un mefistofelico sarto gli ha cucito una giacca. Nella tasca dell’abito, l’uomo trova mazzi di banconote che si materializzano magicamente ogni qual volta sono perpetrati dei delitti. Sono banconote insanguinate.

Si obiurgano [ma parla come mangi, poveretto straccione] i detentori di capitali, le persone che vivono negli agi, ma se sono imprenditori onesti che creano occupazione, contribuendo al benessere del consorzio umano, perché deplorare che amino le comodità? Perché condannarli, se si tolgono qualche capriccio? Se gli indigenti avessero molta pecunia, deciderebbero di vivere in modo spartano? L’oppressione fiscale che toglie a tutti per rinsaldare un sistema iniquo non è forse più detestabile del desiderio di una vita confortevole? Immense risorse sono risucchiate da banditi che locupletano sé stessi ed i loro maggiordomi (i “politici”) in modo abietto. Questa ricchezza è vergognosa: è la conseguenza di un ladrocinio legalizzato, di un furto di stato.

Gli asceti ed i fautori del pauperismo hanno alcunché di fanatico. Tuonano contro lo sfarzo in cui forse vorrebbero nuotare. Lasciamo ai doviziosi le loro ville, le tenute, i panfili, i gioielli, i quadri… Se essi traggono felicità dalle cose, che se la godano. Se la felicità è altrove, non li invidieremo, sapendo che essi cercano quanto nessuno trova facilmente. Se sono tanto attaccati alla “roba”, il distacco da essa sarà per loro assai più doloroso che per chi ha imparato a dare il giusto valore ad ogni bene.

Sarebbe auspicabile che ognuno potesse vivere in modo decoroso, lontano sia dalle ristrettezze sia dalla magnificenza più pacchiana. Sfortunatamente le sperequazioni sono la norma: masse di diseredati in tutto il mondo languiscono, mentre pochi privilegiati oziano tra lussi sibaritici. [è arrivato il giustizialista sociale de noantri]

Non sarà, però, qualche nuovo, esorbitante balzello sui redditi più alti ad instaurare la giustizia sociale.

[1] La sentenza “E’ più facile che un cammello entri in una cruna di un ago che un ricco nel regno dei cieli” è l’effetto grottesco di un grossolano errore nella traduzione.