L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

http://indipezzenti.blogspot.ch/

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Thursday, October 29, 2015

[...snip...] coinvolta nelle azioni di contrasto ai fratelli Marcianò?

http://straker-61.blogspot.ch/2015/10/roche-coinvolta-nelle-azioni-di.html

Dopo la Schindler
dopo consulvendite
ecco a voi...


https://archive.is/LkUle


Strakky, ti faccio presente una cosa, anche se so che te ne fregherai come quando di dicevo che non ero il signor Scattolo o l'altro signor Luciani: quello che scrivo qui non ha niente a che vedere con nessuna azienda e nessuna organizzazione. Sono solo io che prendo giustamente per il culo i vari cialtroni complottisti.

Se continui con questo andazzo va finire che qualcuno ti fara' veramente male. Non certo io, che di quello che fai o dici mi interessa ben poco.

Una cosa sola pero': nella pagina dei famosi aidentifaid sono sempre ndicato come Paolo Attivissimo nella prima foto in alto. Sarebbe ora di correggerla.



Wednesday, October 14, 2015

Qualche aforisma

Qualche aforisma


https://archive.is/TLzXO


Dai zret, capisco che sia un brutto momento, e mi dispiace sinceramente.
Pero' bisogna reagire. La vita non e' sempre giusta, ma vale la pena di viverla.
E' l'occasione per crescere, assumerti responsabilita' e diventare un uomo. Non perderla.

Wednesday, August 5, 2015

Straker Enemy is back?


Voi che ne dite?

Attendo feedback.

Wednesday, February 12, 2014

Giornalismo italiano: vecchie e nuove leve

http://zret.blogspot.se/2014/02/giornalismo-italiano-vecchie-e-nuove.html

 Giornalismo italiano: vecchie e nuove leve

Ci eravamo liberati di lui. Alla storica trasmissione “Le storie” è subentrato, nello stesso orario, “Pane quotidiano”, un programma clone condotto da una soave redattrice che proviene dai ranghi del quotidiano “La Repubblica”, la migliore testata nell’eccelso panorama del giornalismo italiota.

Credevamo di esserci liberati di lui, dell’immarcescibile Corrado Augias, scrittore, giornalista, conduttore televisivo. Finalmente riposto in una polverosa soffitta, qualcuno ha deciso di rispolverarlo in occasione dei recenti fatti occorsi alla Camera dei deputati. Eccolo di nuovo nei salotti catodici a pontificare, a disquisire di “democrazia” e di “regole” con quei suoi modi di superba modestia, di pacata intolleranza, gli stessi modi che affettava nel per nulla rimpianto format “Le storie”.

Lì sfilavano ospiti improbabili e frivoli, tutto il bric-à-brac dell’intellighenzia italiana: romanzieri che ignorano i rudimenti della lingua italiana, scienziati arroccati al darwinismo, sociologi che, capendo tutto, non comprendono alcunché, psicologi da consultorio di borgata... tutti con il loro bel libro, ancora intonso, da pubblicizzare.

Penoso il contorno delle classi opportunamente ammaestrate da maestrine in abiti dai colori sgargianti. Programma pretenzioso “Le storie”, ma incolore e borghese. Non appena baluginava la fiammella di una domanda o di una riflessione appena sagace, tosto accorreva il pompiere Augias a spegnerla.

Il problema è abnorme: questi sedicenti intellettuali non tanto ignorano il vero sapere, quanto propagandano l’ideologia del sistema, spacciandola per cultura. E’ sufficiente andare un po’ oltre le reboanti analisi e l’ostentata erudizione per accorgersi del vuoto in cui fluttuano certi “giornalisti”. I luoghi comuni sono fastidiosi di per sé, ma diventano intollerabili in sommo grado quando sono nascosti da paludamenti ed orpelli, quando sono venduti come princìpi e verità. La mistificazione è irritante soprattutto per la sua disarmante banalità.

Esemplare perfetto del giornalista che sembra spassionato e versatile, Augias incarna lo stereotipo delle menti incollate al pensiero unico, alimentato non dalla volontà di conoscere e di approfondire, ma da slogan e pregiudizi. Aveva ragione Ennio Flaiano ad affermare che “i fascisti si distinguono in fascisti ed anti-fascisti”: sono due schieramenti all’apparenza l’un contro l’altro armati, ma che condividono lo stesso fanatismo. Cambia solo la bandiera. Le due fazioni si equivalgono e sono intercambiabili.

Nonostante questo ritorno di fiamma, Augias è prossimo al pensionamento. Avanzano, però, le nuove leve: un esempio fra molti: Giuseppe Cruciani di Radio 24. Da dove è spuntato costui? Perché si permette a codesti personaggi di infestare le radio, le televisioni, i giornali? Certo, siamo lontani dal gesuitico savoir faire di Augias ed anche dalla sua scintillante benché fatua dottrina. Qui ci tuffiamo nella palude mefitica del turpiloquio, della volgarità gratuita, soprattutto del livore di chi, sapendo quanto vale, invidia chiunque abbia solo un briciolo di buon senso. Qui i preconcetti e persino l’odio nei confronti di chi osa manifestare un pensiero divergente, eretico, si tramutano in aggressioni furiose, in insulti, in un’ira impotente, in frasi digrignate. Che degradante, lurido spettacolo! Quali sozzure che nessuno mai netterà.

Purtroppo oggi non esiste più alcun Eracle che si cimenti nella pulizie di stalle…

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Thursday, January 16, 2014

Discrimine e crimine

http://zret.blogspot.it/2014/01/discrimine-e-crimine.html

Discrimine e crimine

Gli esseri umani si trovano impegnati in un cammino di consapevolezza momentaneamente interrotto da forze estranee”. (C. Castañeda)



Alcuni pensano che tutto sia perfetto così com’è. Costoro da un lato affermano una libertà senza limiti, dall’altro accettano l’esistente in modo fatalistico, incorrendo in una contraddizione insanabile: tale incongruenza, più di molte altre fallacie, rischia di minare codesta idilliaca visione del mondo. Infatti, se veramente l’universo forse perfetto, esso coinciderebbe con Dio oppure non esisterebbe, poiché solo ciò che non esiste nello spazio-tempo è sottratto alla caducità ed all’insufficienza per quanto lieve.

Gli gnostici la pensavano diversamente. Nel Vangelo di Filippo addirittura leggiamo: “Il sistema mondo in cui viviamo è nato da un errore”. In che cosa consista questo sbaglio e da che cosa sia dipeso nessuno sa. Si può soltanto speculare: si può credere che il cedimento primigenio sia connaturato all’essere stesso o che il buio ed il freddo abbiano invaso un cosmo luminoso. Qualcuno evoca un’interferenza, altri una caduta repentina nell’abisso della materia, altri ancora uno sdrucciolare lento ma incessante. Taluno vede la necessità della catabasi decretata ab aeterno.

Quale sia l’origine dell’origine non ci è dato comprendere. Fatto sta che portiamo sulle nostre deboli spalle tutto il peso insostenibile della realtà. La mortalità ci pone innanzi alla nostra condizione di inadeguatezza. Ogni svolta è un’occasione ma anche un rischio. L’esistenza è un rapido morso ed una morsa.

Qual è stato il passo falso? Dove si è inciampato? Accadde ad un certo punto che gli atomi, privi affatto di coscienza, cominciarono ad essere senzienti (o, al contrario, la coscienza si insinuò nella materia inerte). Dalle infinite non possibilità che escludevano la possibilità della vita e della consapevolezza emerse proprio quella meno probabile. E’ lì il discrimine e forse pure il crimine: nella coscienza che tenta di staccarsi dal substrato materiale, ma, appunto non riuscendovi, resta con le radici spezzate e mezzo scoperte, dunque esposte all’aria ed alle intemperie. Così il nutrimento contenuto nell’humus non attraversa più come prima il tronco e, attraverso il tronco, i rami e le foglie. L’albero si indebolisce e si ammala.

Perciò più la coscienza è elevata, cosciente di sé, più è vulnerabile, fragile. Essa si specchia in sé stessa, condannata a non riconoscersi.


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Monday, December 23, 2013

Dualismo

http://zret.blogspot.it/2013/12/dualismo.html

Dualismo


L’esistenza è scissa: da un lato essa corre lungo la rotaia dell’ordinarietà, con i problemi più o meno gravi e gli impegni quotidiani. E’ la rotaia che si interrompe quando si interrompe.

Un’altra vita, però, si dipana su un’altra guida che è quasi sempre parallela. Solo in alcuni rari casi quest’altra vita si innesta nella normalità attraverso scambi che possiamo definire sincronismi, coincidenze significative, messaggi da una dimensione ulteriore, epifanie dell'invisibile.

Allora il tempo ordinario divorato dall’entropia ed eroso dal disfacimento, pur con qualche picco, rivela tutta la sua pochezza. Forse veramente il fato della materia è la morte termica, il buio dopo il nulla. Forse veramente la materia può ereditare solo la fine, mentre il significato è di là dalle frontiere.

Esiste un universo in cui gli eventi, anche quelli all’apparenza più insignificanti, si illuminano, dove il garbuglio del caso si sgroviglia in un disegno nitido. Questa idea porta con sé, come una chiocciola la conchiglia, un punto interrogativo, anche quando non lo si traccia. E’ inevitabile, perché la verità è offuscata dai veli del senso comune. Si possono pure gettare dei ponti, ma chi avrà l’ardimento per camminare su arcate sotto le quali si sprofonda l’abisso?

E’ possibile dar voce al silenzio ostinato dell’essere, udire l’eco della luce come risacca di un oceano infinito? La risposta abita proprio là dove non possiamo entrare.

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Thursday, November 28, 2013

Mondi all'interno di mondi


zret.blogspot.com/2013/11/mondi-allinterno-di-mondi.html

Mondi all'interno di mondi



A volte la vita sembra solo un mangiare per essere mangiati. Più che una struggle for life è una struggle for death, per procrastinare la morte. Che si sopravviva più o meno a lungo, alla fine ci attende un unico destino.

Lo spettacolo della natura ci incanta, ma le meravigliose apparenze, i colori luminosi, i suoni ed i profumi attraenti celano l’oscura, irrazionale corsa verso il disfacimento ed il nulla. Leopardi osserva un giardino ameno e vi scopre la sofferenza: il regno vegetale è un campo di battaglia. Ma si sa: Leopardi è un “pessimista”… L’esplorazione del mondo ci conduce sulle soglie dell’abisso, là dove precipita la luce, là dove le voci si spengono e tutto il passato è annerito nell’oblio.

La realtà è questa. E’ questa la realtà? In un attimo cambiamo concezione mille volte. Difficile pensare che il mondo sia solo un’arena, anche se l’esperienza quotidiana sembra deporre a favore di questa idea. Difficile pensare che il caso ed il caos dominino incontrastati. Eppure è arduo scorgere una logica nella carneficina degli eventi, ancora di più un disegno provvidenziale.

Non è la fede, ma un’immaginazione potentissima ad adombrare un senso oltre il non-senso.

Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati (e chi te li tocca?)



4 commenti: puttanate allegre quanto un condannato all'impiccagione


  1. Si quis in caelum ascendisset naturamque mundi et pulchritudinem siderum perspexisset, insuavem illam admirationem ei fore; quae iucundissima fuisset, si aliquem, cui narraret, habuisset.

    Se un uomo salisse in cielo e contemplasse la natura dell'universo e la bellezza degli astri, la meraviglia di tale visione non gli darebbe la gioia più intensa, come dovrebbe, ma quasi un dispiacere, perché non avrebbe nessuno cui raccontarla.

    "Laelius de amicitia-Lelio l'amicizia" di Marco Tullio Cicerone"

    Altrimenti (sempre con Cicerone):
    Tempori serviendum est.
    Bisogna essere servi delle circostanze.

    Ciao
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    1. Grazie delle preziose citazioni, Wlady.

      Ciao

  2. Caro Zret,
    davvero molto bello il tuo post e complimenti per l'immagine stupenda che hai scelto ad accompagnarlo - non so se ci siano elementi archetipi che sono inclusi nella composizione, fatto sta che sono rimasta a guardarla per diversi minuti e mi sono sentita vuota, come se stessi meditando.
    A richiamarmi alla realta' ci hanno pensato purtroppo le notizie arrivatemi da alcuni amici in Sardegna. Dopo il resoconto puntuale sui danni alle infrastrutture, la mancanza di acqua potabile, tutti i possibili disagi aggravati dal freddo intenso di questi giorni che peggiora la situazione di chi ha avuto la casa allagata, mi e' arrivata la notizia peggiore. Entrambe le mie fonti mi dicono , con parole di poco diverse, non conoscendosi, che e' come se fossero tutti morti, che tira un'aria fitta, densa di morte, morte mentale, morte dei legami che li tenevano legati al loro paese, alla loro famiglia, morte delle istituzioni anche quelle locali che divrebbero essere piu' vicine a loro. DI fronte a certi fondati argomenti bisogna tacere e rispettare. E, come giustamente fai notare tu, si fatica a scorgere un disegno provvidenziale in certi eventi.
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    Risposte

    1. Avalon Carr, ho trovato per caso, dopo lunghe ricerche, il quadro che correda l'articolo [già, peccato che mediante tineye http://tinyurl.com/p8fvuhm io ho trovato in un minuto 473 risultati...]. E' un'opera di un artista greco. Credo che userò altre sue opere per "commentare" le riflessioni.

      Sì, si respira un'aria di morte. Sopravviviamo in una tanatosfera. L'esistenza è anche carne e sangue e davvero non si possono ignorare questi aspetti.

      Grazie dell'apprezzamento.

      Ciao

Wednesday, November 13, 2013

Venter e la vita artificiale


www.tankerenemy.com/2013/11/venter-e-la-vita-artificiale.html

Venter e la vita artificiale

J. Craig Venter è uno scienziato (se è lecito attribuirgli un titolo che ci sembra usurpato) appartenente alla genia di ricercatori le cui scoperte sono spacciate come mirabolanti rimedi per problemi inesistenti o provocati ad hoc dal complesso militare ed industriale. Tra l’altro, come non vedere nella creazione di batteri frutto di incroci e manipolazioni genetiche sia un’attitudine prometeica sia sinistri addentellati con la Biogeoingegneria clandestina, soprattutto con il versante “bio”? Che il genetista abbia prodotto un batterio denominato Mycoplasma laboratorium apre uno scenario inquietante

Ricopiare un D.N.A. alieno per riprodurre in laboratorio una creatura di altri mondi. Non è la trama dell’ultimo film di fantascienza di Ridley Scott, ma il progetto del genetista J. Craig Venter, uno degli "scienziati" che ha mappato il genoma umano: "Presto saremo in grado di duplicare forme di vita extraterrestri. Come? Semplice: con un software e una stampante 3D. Con questo metodo si potranno disegnare ogni tipo di cellula ed anche interi organismi. Le prime conseguenze di questa tecnologia saranno di grande utilità (come no...): potremmo produrre biocarburanti, combattere il riscaldamento globale (sic), sviluppare nuove terapie mediche". Lo afferma Venter nel suo ultimo libro “Life at the speed of light: from the double helix to the dawn of digital life” (“Vita alla velocità della luce: dalla doppia elica all’alba della vita digitale“).

Nel saggio, da poco uscito sul mercato anglosassone, l'autore affronta l’annosa questione: che cos'è la vita? Per il genetista, può essere ridotta a “proteine robot” ed a “macchine D.N.A.”, ma crede anche che il futuro ci riservi molte, straordinarie opportunità per creare, da zero, nuovi organismi viventi.

Lo scienziato è un pioniere in questo settore: è stato il primo a creare una forma di vita sintetica nel 2010, denominata “Mycoplasma laboratorium”, per la quale ha chiesto il brevetto.

L’obiettivo è stato raggiunto inserendo il genoma di un microbo, modificato in laboratorio, nella cellula di un batterio che si è poi riprodotto: è stato il primo organismo creato direttamente dall’uomo. Ora Venter è a capo dell’istituto che porta il suo nome dove continuano le ricerche sulla biologia sintetica ...

“Ormai gli scienziati sono in grado di manipolare e modificare il D.N.A. aggiungendo determinate caratteristiche per creare dei microbi su misura”, ha affermato lo studioso. A suo avviso, siamo insomma all’inizio di una “rivoluzione genetica” che permetterà all’umanità di modificare a proprio vantaggio (sic) tutte le forme viventi presenti sulla Terra, dal grano in grado di resistere alla siccità ed alle malattie, agli organismi artificiali capaci di produrre farmaci. Non solo: le cellule sintetiche potrebbero essere usate anche per potenziare l’intelligenza o allungare la durata della nostra esistenza.

“La mia paura più grande non è l’abuso della tecnologia, ma il suo mancato impiego”, pontifica Venter. Ecco perché il ricercatore guarda in avanti e prospetta scenari futuristici: entro tempi brevi saremo pronti anche a riprodurre in laboratorio forme di vita che non esistono qui, sul nostro pianeta, ma che si sono sviluppate su altri mondi.

“Sono fiducioso del fatto che una volta esisteva la vita su Marte e forse potrebbe esistere ancora. Non è lontano il giorno nel quale potremo inviare su un altro pianeta una sonda robotica capace di leggere la sequenza del D.N.A. di un qualche microbo. Se poi riusciamo a trasmetterla sulla Terra saremo in grado di ricostruire quei genomi“, sostiene J. Craig Venter. La versione sintetica di un D.N.A. scoperto, ad esempio, su Marte potrebbe permetterci di ricreare, qui, sul nostro pianeta, la vita marziana.

L’eventuale microorganismo alieno verrebbe prima disegnato sul computer e digitalizzato, venendo così tradotto, con un particolare software, in una serie di dati da inviare ad una stampante biologica in 3D che provvederebbe a realizzarlo. [...]


Fonte: La crepa nel muro
 
 

Friday, October 18, 2013

I castagneti liguri sull’orlo dell’estinzione

http://www.tankerenemy.com/2013/10/i-castagneti-liguri-sullorlo.html

I castagneti liguri sull’orlo dell’estinzione

L’allarme in Liguria fu lanciato cinque anni addietro. I castagni erano malati a causa dell’aggressione di un insetto simile alla vespa, il cinipide. L'imenottero danneggia le foglie dove si formano le galle, specie di bolle che sono il sintomo dell’attacco per opera di un parassita. La fioritura e, di conseguenza, la fruttificazione dei castagni sono compromesse: il raccolto di castagne è diminuito in questi ultimi anni del 70 per cento.

Invero, la produzione di farina di castagne e di miele di castagno è un settore marginale del già risicato primario ligure, ma il frutto coperto dal riccio, una volta fondamentale per l’alimentazione, appartiene alla cultura contadina, come testimoniato anche da alcune belle liriche di Giovanni Pascoli.

Sennonché i boschi sono oggi in uno stato pietoso. Insetti nocivi, metalli nel suolo, piogge alcaline ed acide, dissesto idrogeologico, prolungati periodi di siccità alternati a violente e brevi precipitazioni di acqua e gel di silicio… tutto concorre a danneggiare le essenze vegetali, le latifoglie e le conifere che un tempo coprivano i pendii dell’entroterra.

Da dove viene il cinipede che sta falcidiando i castagni italiani? E’ un insetto originario della Cina, riscontrato in Europa, per la prima volta, nella provincia di Cuneo nel 2002. Da allora, le popolazioni si sono moltiplicate a ritmi serrati. La riproduzione avviene per partenogenesi. Quello della primavera è il periodo in cui la femmina, appena uscita dal proprio stato larvale, depone le uova a centinaia. In Cina le popolazioni di cinipedi sono tenute sotto controllo da antagonisti naturali che non vivono in Europa. Si è tentato di arginare la diffusione del parassiti diffondendo dei predatori, ma i risultati sono stati inconsistenti.

Come è giunto l’imenottero in Italia? Sarà una coincidenza, ma proprio nel 2002 furono raccolti per poi essere esaminati dal biologo Giorgio Pattera dei filamenti di polimeri rilasciati dagli aerei chimici che, come è noto, sono impiegati come vettori. Siamo malfidenti se pensiamo che le larve furono sparse dai famigerati velivoli? Forse. Sarà un caso, ma alcuni anni fa apparve come dal nulla la Diabrotica Virgifera, un parassita del mais avvistato per la prima volta a Belgrado, presso un’aviorimessa delle forze statunitensi.

Comunque sia, le operazioni chimico-biologiche indeboliscono le piante che diventano vulnerabili all’attacco di parassiti e patogeni. Di questo passo, nell'arco di pochi anni, castagne, marroni, caldarroste saranno solo un pallido ricordo.
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Tuesday, October 15, 2013

Controcorrente

http://zret.blogspot.co.uk/2013/10/controcorrente.html

Controcorrente

Sono numerosi gli articoli in cui si afferma che gli uomini possono creare il presente ed il futuro, riprendere le redini della vita e della storia. E’ sufficiente usufruire dell’immaginazione positiva, valorizzare il potere dell’intenzione attingendo al campo quantico che è l’inconscio collettivo. Parole a vanvera o questi studi contengono un briciolo di verità? Sono studi di taglio per lo più consolatorio ed esortativo (“Sorridi e la vita ti sorriderà”) in cui qualche idea scientifica e filosofica è piegata per suffragare la tesi secondo cui tutto dipende dall’intenzione.

Senza disconoscere le prodigiose risorse della Coscienza, ci sembra che spesso si vendano illusioni. In primo luogo l’equazione tra campo quantico ed inconscio collettivo è, per lo meno, discutibile. Sono proprio i fisici quantistici ad ammettere che il microscosmo è enigmatico, indecifrabile. Sono proprio gli psicologi seri ad ammettere che l’inconscio collettivo è una dimensione sfuggente, sfingea. Tuttavia qualcuno non solo è sicuro di conoscerne tutti i segreti, ma persino identifica le due “realtà”. E’ vero: l’inconscio usa un linguaggio che non è quello ordinario. Esso si esprime per immagini e per emblemi, per mezzo di segni alogici. Allora per tale ragione non si comprende in che modo il soggetto (l’io empirico) possa dominarlo, anziché almeno in una certa misura esserne guidato.

Nessuno sa di preciso che cosa sia l’inconscio (meglio sarebbe definirlo “transconscio”, ossia sfera della psiche che trascende l’individuo), ma, stando alle interpretazioni correnti, esso è il direttore dell’orchestra, non l’orchestrale. Postulare l’esistenza dell’inconscio significa limitare ulteriormente, se non annichilire, l’ambito della libertà umana, giacché impulsi inconsapevoli, archetipi, energie incontrollate (libido) agiscono su un io che è in gran parte ignaro del magma ribollente sotto la soglia della coscienza. [1]

Può l’immaginazione creativa, può il pensiero positivo invertire la direzione della sorte ed imbrigliare le energie sotterranee di modo che esse cambino radicalmente le cose? Non possiamo escluderlo, ma finora non si hanno testimonianze significative e chiare di tale influsso. Le ipotesi sono molteplici, numerosi gli esperimenti; manca ancora un modello teorico in grado di spiegare in che modo la Coscienza possa incidere sugli eventi.

Un campo in cui l’azione dell’inconscio è considerata notevole è quello delle patologie: alcuni ricercatori affermano che parecchie affezioni trovano la loro “causa” in conflitti e traumi di cui il paziente non è conscio o perché sono sepolti in strati profondi della psiche o in quanto addirittura risalgono a genitori ed avi da cui certe “ferite” sono state ereditate. Se è veramente così, il cerchio del libero arbitrio risulta ulteriormente ridotto, mentre la speranza di guarire sarebbe riposta nella possibilità di enucleare il rimosso e di desublimarlo. Purtroppo è difficile che si riesca ad individuare la vera radice dell’affezione per estirparla.

Se davvero la fantasia creativa e la “legge dell’attrazione" sono efficaci, se attingono al cosiddetto campo quantico, esse forse prescindono, a nostro avviso, dal numero e dalla cosiddetta “massa critica”, essendo non-locali e non quantitative. Teoricamente sarebbe sufficiente l’immaginazione eidetica di una sola coscienza per plasmare una vita rinnovellata ed addirittura per creare un altro universo emancipato dal male. Se ciò non accade (finora non è accaduto… speriamo avvenga in un futuro prossimo), significa che qualcosa non quadra. Significa che alcuni, anche se in buona fede, ci stanno additando dei miraggi. Purtroppo la realtà pare diversa, più ostica e dura.

Ci doliamo se, con questa breve riflessione, abbiamo dissipato dei sogni. Andiamo controcorrente, anche quando tale condotta potrebbe suscitare disincanto. E’ preferibile, però, una piccola, concreta certezza ad una grande illusione.

[1] Potrebbe coincidere con l’akasha della tradizione orientale.

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Sunday, October 13, 2013

Inseminazioni imbrifere e cloud seeding igroscopico


http://www.tankerenemy.com/2013/10/inseminazioni-imbrifere-e-cloud-seeding.html

Inseminazioni imbrifere e cloud seeding igroscopico


I disinformatori negano che con le attuali tecnologie si possa influire in modo sensibile sui fenomeni meteorologici. Inoltre affermano che il controllo del clima (tempo e clima non sono sinonimi) è una chimera. E’ ovvio che le asserzioni dei negazionisti sono false e destituite di ogni fondamento scientifico. Tuttavia il loro ruolo “istituzionale” consiste nel tentativo di nascondere la realtà, creandone una del tutto fittizia e mutila per mezzo di sofismi e di idonei ridimensionamenti.

Il cosiddetto "debunker" è, infatti, colui che indulge a parziali ammissioni per poi contraddire tutto. Così ci accorgeremo che il piccolo chimico, Simone Angioni, e tanti altri come lui, riconoscono che è possibile indebolire una grandinata o generare una pioggia, in questo caso usando lo ioduro d’argento o il ghiaccio secco (biossido di carbonio in forma solida). Secondo gli occultatori, però, sono azioni circoscritte e saltuarie, dall’impatto ambientale irrilevante e dagli esiti incerti. Omettono di ricordare che per le piogge artificiali si adoperano attualmente soprattutto batteri geneticamente modificati [1] che sono all’origine di gravi infezioni. E’ naturale che, dopo tanti decenni di interventi sui fenomeni atmosferici, i depistatori non possono del tutto contestare l’esistenza di strumenti ad hoc. Nondimeno essi non vanno oltre: si fermano alla preistoria della geoingegneria di cui minimizzano risultati e danni.

Sappiamo bene che non è cosi. Sappiamo che le pratiche per stimolare le precipitazioni sono la foglia di fico per nascondere la geoingegneria illegale, quella che devasta il pianeta. Le inseminazioni atte a favorire le piogge erano un fenomeno relativamente diffuso negli anni ‘70 del XX secolo soprattutto negli Stati Uniti d’America, Israele ed Italia (Puglia, “Progetto pioggia”). Spesso questo cloud seeding, che è ancora oggi praticato, ma è un'attività marginale, fu eseguito come preludio ad altri interventi dagli scopi ben diversi, anzi opposti.. E’ stato dunque un cavallo di Troia per introdurre in modo surrettizio operazioni igroscopiche.



Il termine “igroscopico” deriva dal greco e significa letteralmente “che cerca, che cattura l’umidità”. Le scie igroscopiche sono a base di composti prosciuganti (gel di silicio, trimetillalluminio, litio, carbonato di calcio, composti del bario etc.) che reagiscono con l’acqua presente in atmosfera. Attraverso le reazioni chimiche, si spezza il legame molecolare tra idrogeno ed ossigeno, abbassando spesso in modo notevole l’umidità dell’aria ed impedendo così la formazione di nubi. Risultato delle reazioni chimiche è anche il rilascio di altri composti dannosi, anzi mortali.

L’umidità e le nuvole, soprattutto i cumuli che sono i serbatoti della pioggia, sono nemiche dei sistemi radar e satellitari che operano in un particolare range di frequenze (banda KA). Le nubi naturali, infatti, disturbano e diradano i segnali elettromagnetici. Il fenomeno è denominato scattering. I militari hanno risolto il problema, distruggendo le formazioni nuvolose. Le squadriglie di velivoli inibiscono le perturbazioni, con la diffusione di composti tossici e nocivi. Di solito per queste operazioni gli aerei volano a bassa o bassissima quota, alla base delle nuvole: ciò avviene perché le correnti ascensionali portano poi i composti verso le formazioni imbrifere che sono dissolte e sostituite da una patina grigiastra.

Le scie disseccanti, durature e no, provocano un effetto serra perché creano uno schermo che imprigiona la radiazione infrarossa (associata ad energia termica) proveniente dal suolo. Queste scie velano la luce solare, interferendo con la fotosintesi e con i processi biologici di tutti gli esseri viventi. Si conclamano con cieli opachi o striati e causano siccità o, quando l’energia di un fronte perturbato si concentra in un’area limitata, disastrosi nubifragi. [2]

Non confondiamo le micidiali scie igroscopiche con il cloud seeding atto a propiziare le piogge. Non guardiamo il filo d’erba, ma la foresta.


[1] Pseudomonas syringae: il batterio dei nubifragi artificiali, 2010
Escherichia coli: il batterio killer che arriva dal cielo, 2011

[2] L’umidità atmosferica può essere pure ridotta mediante le microonde. Vedi "Le microonde, arma contro la biosfera", 200
 
 

Wednesday, October 9, 2013

L’assurda razionalità del Tutto


http://zret.blogspot.com/2013/10/lassurda-razionalita-del-tutto.html

L’assurda razionalità del Tutto

Il reale è irrazionale e l’irrazionale è reale… purtroppo.

Gli atei ed i razionalisti affermano che il male non esiste. Hanno perfettamente ragione, se si analizza la realtà solo attraverso strumenti razionali. E’ singolare che gli spiritualisti ed i materialisti, pur agli antipodi, concordino su tale punto, adducendo diverse motivazioni: il mysterium iniquitatis non sussiste. Logici e matematici pensano che il mondo possa essere compreso per mezzo della logica. Essa dimostra che il male non è nelle cose, ma nelle interpretazioni. Peccato che l’universo non sia logico, essendo autocontraddittorio.

Certo, il bene ed il male sono categorie umane, valori che gli uomini attribuiscono agli enti. La Natura di per sé non è (o pare?) né malvagia né benevola: essa è quella che è. Siamo noi a vedere in un terremoto il male e in un tramonto dai colori rutilanti il bene. Il ghepardo che caccia e divora la gazzella non è malvagio: è nella sua natura predare degli erbivori di cui si ciba.

Tuttavia il male ed il bene non risiedono tanto in un’esegesi antropocentrica e negli influssi deleteri o benefici che gli eventi esercitano su ognuno di noi. Il male è anche nella mancanza di senso, nell’irrazionalità dell’essere. Qual è lo scopo di tutto questo? Che fine hanno il cosmo, l’esistenza, il dolore? La domanda metafisica per miscredenti e scienziati razionalisti è priva di significato. Essi si richiamano a tutti quei filosofi antichi e moderni che hanno constatato la verità effettuale, ponendo dinanzi all’uomo lo spettacolo di un universo la cui unica giustificazione è nell’assenza di ogni giustificazione.

Spesso gli irreligiosi celebrano Lucrezio che nel “De rerum natura” distrugge le illusioni umane: la chimera dell’immortalità, della Provvidenza, di un premio per i giusti e di una punizione per i reprobi... La Natura è indifferente alla condizione delle sue creature, siano piante, animali, uomini. I cicli cosmici sono una perenne aggregazione e disgregazione di atomi. Dopo la morte si sprofonda nel nulla, lo stesso nulla da cui si proviene.

Eppure Lucrezio sembra a tratti ribellarsi a questa raggelante visione o, meglio, denunciarne l’assurda razionalità. Se il poema si apre con l’inno a Venere, immagine della vita e dell’energia, si conclude con la drammatica descrizione della “pestilenza” che dilagò ad Atene durante la prima fase della Guerra del Peloponneso. La morte e la distruzione paiono abitare nel cuore dell’universo, essere il sigillo di una realtà votata all’insignificanza, al disfacimento.

E’ appunto nella gratuità, nel gioco assurdo del caso che si incarna il male. E’ veramente così? Non lo sappiamo. E’ indubbio che spesso così ci sembra. Per questo motivo il poeta e romanziere Marino Moretti può suggellare una sua accorata e bellissima lirica con il verso: “Così parve la vita, senza scopo”.

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Monday, October 7, 2013

Scritto nelle stelle

http://zret.blogspot.co.uk/2013/10/scritto-nelle-stelle.html

Scritto nelle stelle

Alef

E’ noto che l’alfabeto, invenzione attribuita ai Cananei (progenitori, tra gli altri, dei Fenici), cui i Filistei per primi, non i Greci, aggiunsero le vocali, è composto da grafemi, segni indicanti un suono. La scrittura fenicia, risalente alla prima metà del I millennio a.C. consta di 22 consonanti. I Fenici sostituirono agli ideogrammi dei simboli fonetici puri, con la loro conseguente riduzione ad un numero esiguo. Per questo carattere pratico il sistema fenicio si diffuse tra i popoli circonvicini e diede origine a vari alfabeti, quasi tutti esclusivamente consonantici, ossia con le vocali sottintese nella grafia. Era un sistema funzionale alla trascrizione delle lingue semitiche. Quando l’alfabeto fenicio passò ai Greci (tra il XII e l’VIII sec. a.C.) fu necessario scrivere le vocali che nelle parole indoeuropee rivestono la stessa importanza delle consonanti.

Nella scrittura fenicia ogni grafema rende un oggetto stilizzato. Ad esempio, la prima lettera, la A, delinea la testa di un bue (o toro). Sarebbe, però, un errore vedervi soltanto la raffigurazione dell’animale, poiché l’alfabeto è in primo luogo un diagramma degli Archetipi universali.

“La Tradizione esoterica afferma che esistette un alfabeto primordiale i cui segni e suoni erano la diretta manifestazione del potere della Parola di Dio. Gli alfabeti contemporanei ne sono la derivazione: alcuni mantengono maggiormente le potenti vibrazioni originarie (alfabeti definiti sacri o magici), laddove altri le hanno in gran parte perdute, essendo spuri. L'esoterismo musulmano identifica nei segni dell'alfabeto il corpo di Dio e similmente la cultura indù attribuisce a ciascuna lettera alfabetica una parte del corpo di Saraswati, la manifestazione femminile, Shakti, di Brahma.

Il numero che identifica la manifestazione divina attraverso gli Archetipi presenti nelle lettere dell'alfabeto è il 22, sebbene, per riduzione o ampliamento, possa diventare 16, 20, 21, 24. Carattere mistico avevano pure la scrittura dei Celti (alfabeto ogamico) e le rune germaniche. L’alfabeto ebraico è composto di 22 segni che racchiudono ancora oggi un grande influsso sacro ed esoterico”.[1]

Il chimico Corrado Malanga correla i 22 grafemi dell’alfabeto ebraico ai 21 amminoacidi. La corrispondenza numerica tra le lettere e gli amminoacidi si ottiene aggiungendo alla ventesima e prima macromolecola l’immagine del D.N.A. adombrata dall’alef.

Accennato al valore segreto dell’alfabeto, secondo cui ciascun grafema-fonema non riproduce degli oggetti, ma alcune funzioni, ci concentriamo sul primo Archetipo, la A, per provare ad intravederne la filigrana astronomica.

Un alfabeto stellare

In un corposo ed istruttivo studio, Massimo Barbetta, prendendo le mosse da un’analisi della pellicola “Contact”, per la regia di Robert Zemeckis, osserva che la A potrebbe essere un glifo cosmico, l’immagine araldica della costellazione del Toro. L’autore ipotizza che i miti, le tradizioni, i termini, i simboli che evocano il Toro, con i gruppi stellari delle Pleiadi e delle Iadi, nonché l’astro Aldebaran, possano essere l’eredità iconica di visitatori provenienti dagli spazi siderali. Un filo sottile e quasi invisibile legherebbe le culture primordiali della Terra a retaggi successivi (si pensi al Nazionalsocialismo iniziatico). Alcuni significati occulti sarebbero stati criptati nel romanzo “Contact” di Carl Sagan, figura di scienziato che, dietro parvenze accademiche, celava conoscenze ed interessi eterodossi. L’opera è stata poi trasposta con alcune modifiche nell’omonima produzione cinematografica con protagonista Jodie Foster.

La congettura di Barbetta è suggestiva, ma soprattutto è suffragata da una notevole mole di indizi raccolti in un campo molto vasto che spazia dalla Linguistica all’Archeologia, dalla Storia dell’arte all’Ufologia. La sua ricostruzione si discosta dalle spiegazioni accademiche come l’esegesi dello scienziato Giovanni Sermonti che, in un suo celebre saggio, “investiga l’origine zodiacale degli alfabeti semitici, basandosi sulla comparazione formale, simbolica e sequenziale con gli antichissimi segni di raffigurazione delle costellazioni (databili a oltre 20.000 anni dal presente) e le lettere della nostra famiglia alfabetica, testimoniate già intorno al III millennio a.C.

L’ordine costante (A, B, C etc.) e la forma stessa delle lettere, che in versioni diversificate vediamo ripetersi in tutti gli alfabeti della nostra civiltà, dal sinaitico, al lineare B, al greco, all’etrusco, al latino, non sarebbero dunque del tutto convenzionali, ma avrebbero una radice rovesciata, che rivolgendosi verso l’alto affonderebbe nel cielo. L’alfabeto non sarebbe che un’immagine derivata delle forme delle costellazioni.

Sebbene la corrispondenza formale e sequenziale fra i segni alfabetici e le costellazioni sia effettivamente impressionante, l’idea genera sconcerto. Che cosa può mai esserci in effetti di più arbitrario, dunque variabile, delle forme che gli uomini hanno immaginato unendo dei puntini luminosi nel cielo stellato? Eppure, quelle ‘forme immaginate’ hanno una costanza plurimillenaria. Con uno studio di grande fascino, avvalendosi di contributi pressoché dimenticati di studiosi come Marcel Badouin, Sermonti ricostruisce la misteriosa antichità delle configurazioni del nostro zodiaco, ipotizzandone un’origine paleolitica.

Di più, egli è riuscito a trovare un terzo elemento di paragone, una logica di collegamento extra-formale tra le due classi di segni e cioè una dinamica astronomica dei miti più antichi della nostra civiltà. Le stesse radici semantiche che sovrintendono alle narrazioni antiche, non sarebbero che illustrazioni dei movimenti dei cieli, come aveva intuito il grande Giorgio De Santillana. Esse ci aiutano a comprendere l’ordine ed i sottogruppi (corrispondenti a cicli mitici) delle nostre lettere”.

E’ possibile conciliare l’ipotesi xenologica, ventilata da Barbetta, con l’approccio antropologico-archeoastronomico di Sermonti? Crediamo di sì. Fatto sta che a torto si ritengono i nomi ed i valori degli scintillanti disegni siderei del tutto fortuiti, come il risultato di immaginifici nomenclatori. I popoli antichi videro in quella particolare costellazione un toro, ma avrebbero potuto scorgervi una forca o un vaso? No! Quella particolare costellazione, per motivi che non ci sono ancora del tutto perspicui, è la sorgente di un’energia cosmica, è un incipit universale, come il toro è l’animale legato ai primordi dell’agricoltura, alle civiltà gilaniche ed a miti ancestrali taurini (si pensi alla saga del Minotauro cretese). Senza dubbio anche i cicli precessionali, che includono valori dello zodiaco, giocano il loro ruolo in questo fantasmagorico libro le cui pagine coincidono con il cielo e le lettere con le stelle.

[1] Alef o Alep – bue, toro, è l’unione, la duplicità che si trasforma in unità. E’ un radunare più elementi in modo da ridurli ad una cosa sola. Indica il Padre, l’energia divina, la potenza creatrice primigenia.

Fonti:

M. Barbetta, Contact, le informazioni criptate del film tra simbolismi e messaggi subliminali, 2009

Enciclopedia dell’antichità classica, Milano, 2000, sv. alfabeto, Fenici

G. Garbini, I Filistei, gli antagonisti di Israele, Milano, 1997

M. Pincherle, Archetipi, le chiavi dell’universo

S. Serafini, Oltre il massone Darwin, la libera scienza di Giuseppe Sermonti


Ringrazio l'amico e collaboratore G. per la segnalazione da cui ho tratto spunto per l'articolo.

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Saturday, October 5, 2013

Le Iene della disinformazione e gli sciacalli straccioni del terrazzino


www.tankerenemy.com/2013/10/le-iene-della-disinformazione.html

Le Iene della disinformazione

Ritengo che la televisione sia molto educativa. Ogni volta in cui qualcuno accende il televisore, vado in un'altra stanza a leggere un libro. (G. Marx)


La lotta contro la Geoingegneria clandestina ed illegale denota un evidente squilibrio di forze tra i cittadini da un lato, ed il potere dall’altro. Di fronte ad un crimine così orrendo l’uomo della strada non si capacita del fatto che le leggi e le istituzioni sono inutili per contrastare la guerra climatica. Anzi egli presto si accorge che lo Stato, autore di ogni sopruso, ha eretto una barriera insormontabile. Non è disfattismo, ma bisogna riconoscere che è ingenuo ed illusorio pensare che le raccolte di firme, le manifestazioni, le interpellanze parlamentari possano anche solo scalfire un sistema granitico.

Constatata la totale inanità di queste strategie, molti attivisti credono di poter ottenere qualcosa, sensibilizzando i media. Peggio che andar di notte… I quotidiani sono organici al regime e gli stessi programmi televisivi che sembrano dalla parte della “gente” sono congegnati come valvola di sfogo per il popolo vessato e sfruttato. In realtà sono il peggio del peggio: emblematiche sono trasmissioni come “Striscia la notizia” e “Le iene”, entrambe di Me*daset, la cloaca catodica in forza a Berlusconi per cui qualcuno ancora prova simpatia a causa dei suoi guai giudiziari.

Recentemente il famigerato persecutore, il tafano Task Force Butler, sodale del raffinato Angelo Nigrelli (Mario Lipuma su Facebook) ci ha inviato, tutto compiaciuto, un inqualificabile commento diffamatorio (in screenshot) di una fra le ultime leve della disinformazione, occultando accuratamente il nome dell’autore, corrispondente a questo profilo, aperto di recente. E’ un guitto delle Iene, tale Francesco Matano (http://www.frankmatano.it/Frank_Matano_-_Sito_Ufficiale/Biografia.html), in “arte” Frank Matano. Costui (divenuto noto per gli scherzi telefonici) è, in tutta evidenza, il regista ed ispiratore dei messaggi telefonici a mittente falso inviatici nel pomeriggio del giorno 12 settembre 2013. E' anche l'autore delle due chiamate (inoltrate da un numero sconosciuto) durante un estemporaneo intervento su Radio Padania nonché di altre tre telefonate da numero insesistente. Perfetto esemplare dei cosiddetti “nativi digitali”, (definirli “nativi vegetali” è un insulto per le piante) Matano incarna l’ignoranza più becera ed il nulla assoluto di una generazione degenere. Inutile ricordare che sia l'utenza falsa sia l'utenza da profilo ufficiale negano ogni addebito, anzi sulla pagina clone è stato modificato il nome da "Frank Matano" a "Frankie il cuoco Matano". Frank Matano, anziché chiedere la chiusura della pagina “pirata”, invita il sottoscritto a rimangiarsi tutto. Curiosa reazione. Se veramente la Iena non coincidesse con "Frankie il cuoco Matano", che si è creato alla bisogna un profilo su Facebook utile per partecipare alle discussioni dei disinformatori, usufruendo tra l'altro di immagini preconfezionate del social network, per quale ragione lo stalker Task Force Butler si sarebbe premurato di nascondere il nome di un disinformatore qualunque nell’allegato inviatoci? Comunque sulla Rete non si trovano tracce del 47enne "FranKie il cuoco Matano”.



Francesco Matano è un conduttore televisivo per Italia Uno (Mediaset). Il saltimbanco, oltre che frequentare la pagina "Le scie chimiche sono una cazzata" (sic), si cimenta in deliranti diagnosi da psicologo d’accatto. E’ chiaro qual è il perverso ruolo della televisione pubblica e commerciale nella “denuncia” delle italiche storture. E’ facile accanirsi contro qualche scalcinato parlamentare. E’ facile demonizzare una classe dirigente che non potrebbe dirigere neanche una banda di paese. Questi vendicatori televisivi sono, però, infinitamente più dannosi dei tanto vituperati “politici”, perché, sfruttando una reputazione mal acquisita, ingannano il pubblico e stuprano l’informazione. Pupazzi rossi e gialli dotati di ventose e di ammennicoli simili sono diventati gli avvocati del popolino. Visti i presupposti non ci stupiamo di quanto scrive il Matano: sono glosse che gridano vendetta al cospetto di Dio per l’immondo squallore ed il livore che trasudano da ogni sillaba.

Ecco l’autoritratto della Iena, in una prosa sciancata.

"Il mio nome vero è Francesco Matano. Sono nato nel 1989. Parto cesareo. Frank l’ho scelto (già solo questo pleonasmo ci causa l’orticaria), perché sono italo - americano, doppio passaporto. Mi sono diplomato a Providence, RI. Sì, sono madrelingua inglese, non fatevi infinocchiare dalla mia dislessia campana. Ho iniziato nel 2008 su Youtube. Ho caricato degli scherzi telefonici. Questi scherzi telefonici sono piaciuti e persone della tv hanno cominciato a mandarmi mail. Io ho letto queste mail e li ho incontrati (sic). Non potevo crederci all’inizio. Sicché i miei scherzi hanno raggiunto 80 milioni di visite e in più la mia pagina Facebook conta circa 650mila LIKE. Lo so, avevo detto che non volevo cadere in presunzioni ma tu puoi pur sempre essere un potenziale datore di lavoro. Nel 2009, inizia una meravigliosa esperienza alle iene. Sto un mese, faccio due servizi. Nel 2010 mi chiama SKY, mi propone un programma sugli scherzi telefonici, lo faccio. Si chiamava “SKY SCHERZANDO”, 20 puntate da mezz’ora l’una. Nel 2011 partecipo al programma della Clerici su Rai 1 “Ti lascio una canzone”. Qui ho fatto delle piccole interviste ai bambini canterini, che in realtà erano dei mostri sacri della canzone. Nel 2012 ritorno alle iene, faccio una serie di servizi comici, altri no, nel senso che dovevano essere comici ma non hanno fatto ridere. Nel novembre del 2012 partecipo al programma “2012 prima di morire” insieme a Jacopo Morini andato in onda su LA3. Mi sono divertito tanto anche perché Jacopo è una gran testa di cazzo (sic) oltre che grande amico! Siamo nel 2013, le iene sono tornate, mi raccomando non perdetevi neanche un servizio!".

Francesco nasce a Santa Maria Capua Vetere, di madre americana, si diploma a Providence, città dello stato del Rhode Island, negli Stati Uniti. Arriva al grande successo grazie al suo canale di YouTube lamentecontorta, arrivando a più di 90 milioni di visualizzazioni, più di 425 mila iscritti e su Facebook oltre 1 milione di fan. Nel 2009 arriva la prima esperienza televisiva, realizzando dei servizi per il programma televisivo “Le Iene”. Nel 2010 ha un programma su Sky, dedicato agli scherzi telefonici chiamato “Sky Scherzando?” Nel 2011 partecipa al programma di Antonella Clerici, “Ti lascio una canzone” facendo piccole interviste ai bambini del cast. Nel 2012 partecipa alla Webserie “Lost in Google” con i the JackaL. Nel novembre del 2012 partecipa al programma “2012 prima di morire”, in onda su La3, insieme con Jacopo Morini. Famosi (sic) sono i suoi video sulle "Scorregge alla gente".

Insomma delle credenziali scatologiche di tutto rispetto. Qualcuno riesce ad immaginare quale potrà essere la levatura etica e culturale di chi, nelle alte sfere, sguinzaglia i negazionisti, visto la natura infima di questi scagnozzi?


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Le nubi che non ci sono più
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Thursday, October 3, 2013

Schegge sull'osso sacro a cura di Zret il pagliaccio triste (II)


zret.blogspot.com/2013/10/schegge-sul-sacro-ii.html

Schegge sul sacro (II)


Qui Schegge sul sacro(I)

Che non ci sia niente di peggiore del mondo non si deve dimostrare. (M. Sgalambro)

Che cos’è il sacro? Potrebbe essere coesistenza di bene e male? Si domanda Gustav Meyrink nel romanzo “Il domenicano bianco”: “Forse che, come suprema verità e suprema paradosso, Satana e Dio, il Distruttore ed il Costruttore sono una sola e medesima cosa?

La tradizione vedica esprime un concetto simile, quando evoca gli dei Shiva e Visnù. Shiva, come signore del tempo, presiede all'incessante movimento di creazione-annientamento-rigenerazione, il cui ritmo è scandito dalla sua danza cosmica. Visnù è il dio della conservazione, benevolo e misericordioso.

Per lo più incompreso, Schelling, scavando per cercare le radici del male, si dovette arrendere: il buio splende nell’Assoluto, non meno della Luce.

Coomaraswamy [e di qoglioniestiqazzi ne vogliamo parlare?] crede che Dio sia una vittima volontaria. Egli paradossalmente si è dispiegato nell’ignoranza e nella divisione. Le nostre tenebre sono le sue tenebre. Il bacio di Dio è bacio d’amore e morte.

Forse per queste ragioni al cospetto del sacro i popoli antichi – penso in particolar modo agli Etruschi - avvertivano un brivido di orrore religioso.

Oggi la fede è confinata nei santini, nelle preghiere bofonchiate dalle beghine, orazioni devote ma purtroppo inutili. La vera esperienza del sacro è molto diversa: accecante e distruttiva. Essa si ritorce contro chi la brama. Il sacro ha due volti, è bifronte a coppie di due.

Quale sguardo può sostenere lo sguardo del volto nero?

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Wednesday, October 2, 2013

Il calcolo della velocità relativo agli aerei chimici


http://www.tankerenemy.com/2013/10/il-calcolo-della-velocita-relativo-agli.html

Il calcolo della velocità relativo agli aerei chimici



I normalizzatori, i negazionisti... quelli che amano definirsi "debunkers", ma anche le autorità governative, i meteorologi allineati ed i giornalisti d'accatto (vedi i recenti articoli proposti sulla stampa nazionale da pedine del C.I.C.A.P.), in merito a quelle scie che devastano i nostri cieli, ci spiegano, con somma prosopopea, che si tratta solo di innocue scie di condensazione, rilasciate da aerei di linea ad altissima quota.

Noi sappiamo che ciò non è vero e che costoro mentono e lo abbiamo dimostrato in innumerevoli circostanze. Abbiamo provato [nei nostri sogni], dati alla mano, che gli aerei che vediamo noi sorvolano i centri abitati ad altitudini irrisorie, spesso anche inferiori ai 1.500 metri. Queste, d'altronde, sono le quote necessarie per operare il cloud seeding igroscopico delle nubi basse e diversamente non potrebbe essere, poiché si sfruttano le correnti ascensionali affinché i composti dispersi salgano in quota sino ad abbattere l'umidità sì da eliminare la nuvolosità naturale, sostituita da bizzarre formazioni artificiali (elettroconduttive) che la N.A.S.A. e l'U.S.A.F. definiscono "smart clouds".

In aggiunta agli altri elementi di prova in questi anni portati a suffragio di quanto qui si afferma, proponiamo un altro punto cardine: la velocità. Quale attinenza ha la velocità con le quote di sorvolo non idonee alla formazione di contrails? E' presto detto.

Gli aerei commerciali sono progettati per volare a notevole velocità (600/900 km/h) in condizioni di atmosfera rarefatta, laddove la resistenza aerodinamica è molto bassa. Alle altitudini di 27.000/38.000 piedi, tale velocità può essere mantenuta senza problemi ed inoltre si ha un minore consumo di carburante per via della minima resistenza opposta dall'aria. Per questo motivo ed anche per ragioni di sicurezza, i voli commerciali hanno l'obbligo (salvo che per atterraggio e decollo) di disporsi, nel minor tempo possibile, su corridoi aerei predisposti opportunamente a quote molto elevate. Da quelle altezze gli aerei di linea, è bene precisarlo, non sono osservabili da terra.

Il punto focale è che gli aerei progettati per volare ad elevate velocità solo ad alta quota, non sono adatti a mantenere quelle stesse velocità alle quote ove l'aria è più densa. Questo perché la resistenza aerodinamica ne provocherebbe il cedimento strutturale. In buona sostanza, se un 767, un A-330 o un A-320, tanto per proporre solo qualche esempio, volassero a 600/900 km/h a quota non di crociera (8/13.000 metri), ma a "quota cumulo" (1.300/1.800 metri), comincerebbero presto a perdere pezzi, sino a veder compromessa l'integrità strutturale. Questo è un elemento davvero importante, ai fini della verifica di quanto sin qui asserito. E' possibile verificare personalmente a quale velocità questi aerei militari, spacciati per velivoli commerciali, sorvolano le nostre campagne e le nostre città. Se, infatti, come mendacemente ci viene spiegato in ogni occasione, questi aeromobili fossero davvero riferibili a "voli di linea" ad alta quota, allora dovremmo constatare che essi incrociano a velocità prossime ai 600/900 km/h. Se, invece, la loro velocità fosse nettamente inferiore a quella di un volo regolare, allora saremmo di fronte ad un "volo di linea fake", con tanto di livree contraffatte. [1] Si deve escludere che il punto di osservazione sia nelle prossimità di uno scalo aereo e che l'aeroplano non sia in fase di decollo o atterraggio.



[1] A seguito di recenti osservazioni, possiamo arguire [inventarci] che alcune rotte civili sono dirottate su aree ben specifiche. Il pilota dirige verso il nuovo corridoio assegnatogli, anche deviando dalla sua rotta originaria, scende di quota ed attiva la dispersione dei composti chimici. Intanto FlightRadar24 ed altri strumenti simili segnalano correttamente la rotta, ma non la quota e tanto meno la velocità.


Calcolo della velocità

Il calcolo della velocità si esegue dividendo la distanza per il tempo impiegato a percorrerla. Nel "SI" (Sistema internazionale di unità di misura), la velocità si esprime in metri al secondo (m/s o m*sec-1) [allora, o scrivi sempre sec o sempre s - se vuoi prendere il SI allora e' s e basta], dal momento che distanza e tempo si esprimono rispettivamente in metri (e) e in secondi (s). ['e' ??? - e tu saresti un geometer? ma hai falsificatro anche il diploma?]

Sintetizzando il tutto in una formula, avremo la seguente formula:

Calcolo Velocità (m/s) = Distanza in metri / Tempo in secondi

Il calcolo della velocità è quindi un'operazione abbastanza semplice; maggiori "problemi" si possono, invece, incontrare nell'esprimerla con unità di misura diverse, ad esempio quando è necessario operare la conversione da m/s a Km/h e viceversa [difficolta' forse per i bambini della prima e seconda elementare perche' mi sembra che in terza le equivalenze si facciano]. Arriviamo alla risposta per gradi [cosi' forse capisce anche wlady].

Tenendo presente che un'ora equivale a 3.600 secondi (60 minuti x 60 secondi ciascuno), viaggiando alla velocità costante di un metro al secondo, si percorrono 3.600 metri (3,6 km) all'ora. Possiamo quindi affermare che

1 m/s = 3,6 Km/h

Trattandosi di una semplice equazione [equivalenza], per calcolare in m/s una velocità nota in Km/h dobbiamo moltiplicarla per 3,6. Viceversa, per passare da Km/h a m/s, la velocità va divisa per 3,6.

Da m/s a km/h: moltiplichiamo la velocità per 3,6
Da km/h a m/s: dividiamo la velocità per 3,6

Verifiche sul campo [terrazzino] hanno fornito velocità medie di 340 km/h. Abbiamo così dimostrato, seppure indirettamente, che gli aerei impegnati nel "cloud seeding igroscopico" non sono affatto vettori di linea ad alta quota, ma unità militari a "quota cumulo"! Infatti, noti due punti di sorvolo "A" e "B", si calcola il tempo di percorrenza e si applicano le formule sopra esposte. Buon divertimento!

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Sunday, September 29, 2013

Gli Architetti della distruzione dei coglioni/ovaie della gente perbene: Zret è uno di questi


http://zret.blogspot.it/2013/09/gli-architetti-della-distruzione.html

Gli Architetti della distruzione



Quali sono le interpretazioni sui fatti occorsi il giorno 11 settembre 2001 a New York, a Washington ed in Pennsylvania?

1) Menzognera versione ufficiale (per i sudditi). Secondo il regime orwelliano ed i media asserviti al sistema, il giorno 11 settembre alcuni terroristi islamici di Al Qaida dirottarono due aerei di linea affinché si schiantassero contro le Torri gemelle etc. La Torre n. 7 crollò per solidarietà nel pomeriggio dello stesso giorno. Anche un'ala del Pentagono, la cui costruzione cominciò il giorno 11 settembre 1941, fu diroccata da un velivolo pilotato da un altro jihadista, più abile ai comandi del Barone rosso. Il quarto aereo, diretto contro il Campidoglio o la Casa Bianca precipitò in un campo presso Shanksville, nella Contea di Somerset (Pennsylvania), dopo che gli intrepidi passeggeri ed i componenti l'equipaggio avevano tentato, senza riuscirci, di riprendere il controllo del velivolo.

L'amministrazione di George W. Bush Junior non era al corrente del piano criminale né sapevano alcunché l'F.B.I., la C.I.A. e compagnia cantante. Il N.O.R.A.D. manifestò della falle gigantesche. Tutti furono colti di sorpresa e le reazioni furono quelle di un bradipo.

2) Spiegazione di compromesso (for dummies): persone con incarichi di responsabilità negli Stati Uniti erano a conoscenza del pericolo costituito dai “terroristi musulmani”, ma decisero di non agire. Individui estranei ad al-Qaida parteciparono alla pianificazione ed all'esecuzione degli attacchi.

3) Interpretazione definibile propriamente come "inside job" (operazione interna): il 9 11 fu architettato dai cosiddetti neo-conservatori, da think thank reazionari e perpetrato dai servizi segreti statunitensi o da una loro frangia "deviata". Due aerei distrussero il World Trade Center, mentre sul Pentagono si abbatté un missile.

4) Esegesi del 9 11 come "affare cosmopolita": l'attentato si deve ai servizi segreti internazionali, vale a dire C.I.A., Mossad, MI6, I.S.I.(servizi segreti del Pakistan) etc., quindi ad una struttura di "intelligence" diffusa in modo capillare in quasi tutto il mondo e di cui gli esecutivi nazionali sono del tutto succubi.

5) Interpretazione esoterica: il 9 11 fu concepito da una setta nefanda che perpetrò le scellerate azioni non tanto per ragioni di dominio politico e di egemonia economica, ma per imprimere un sigillo oscuro alla storia. Si generò così una potente egregora le cui tracce iconiche furono disseminate in produzioni cinematografiche, televisive e libri. Il 9 11 fu un rito abominevole capace di sprigionare le forze diaboliche evocate dagli Architetti della distruzione. Fu compiuto un sacrificio umano atto a disserrare le porte dell’Inferno.

Le esegesi 3, 4, 5 non si escludono a vicenda, perché sono un progressivo approfondimento della medesima lettura, mentre la n. 1 è incompatibile con le altre. Tuttavia insistere sulla n. 3 può essere indizio di disinformazione, poiché di fatto tende a scagionare entità sovranazionali, addossando ogni responsabilità sull'amministrazione Bush e sull’entourage di un presidente babbeo. In questo modo, si occulta e si minimizza il ruolo di apparati occulti di natura mondialista.

Il dibattito - e non è un dibattito ozioso - verte pure sulle cause che portarono al crollo dei due grattacieli newyorkesi: furono degli aerei o, come è ormai assodato, le Torri gemelle rovinarono, sbriciolandosi, perché erano state piazzate delle cariche esplosive? I velivoli appartenevano dunque ad una gigantesca montatura televisiva? Sì!

Per quanto ci riguarda, d'accordo con pochi ma coraggiosi ricercatori, riteniamo che il 9 11 fu ideato da anime nere, da insospettabili personaggi il cui quartier generale è...

Post scriptum

Colgo l’occasione per segnalare il saggio di Roberto Quaglia, “Il mito dell’11 settembre e l’opzione Dottor Stranamore”. “L’autore ha sviluppato, articolato e caparbiamente documentato la sua ricerca, fornendoci un libro-inchiesta che, con stile brillante e con maestria nell’esercizio del dubbio metodico su ogni rappresentazione istituzionale fornita nel corso di questi cinque anni, ci mostra come le crepe, che si intravedevano celate già all’origine di quell’evento siano divenute tante e tali da determinare un senso di disfacimento della realtà percepita. Il lettore, però, non si accascia nell’angoscia grazie a quel senso di distacco, di arguzia e di raffinatissima ironia che il Nostro sa magistralmente comunicare al destinatario, riuscendo a tenerlo con il fiato sospeso dall’inizio alla fine”.



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6 commenti:

  1. Citazione finale:
    "Per quanto ci riguarda, d'accordo con pochi ma coraggiosi ricercatori, riteniamo che il 9 11 fu ideato da anime nere, da insospettabili personaggi il cui quartier generale è..."

    e ... cosa stanno progettando ora (le "anime nere") con la FEMA, ISON, 15.000 russi a Baltimora dal 1 ottobre?
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  2. Potrebbe c'entrare questo, Wlady.

    http://www.angelismarriti.it/presenzealiene/nibiru-leggendaoverita2013.htm

    Intanto Mazzucco è salpato dal Nuovo mondo per approdare sull'"umile Italia".

    Siamo sul limitar di Dite?

    Ciao
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    1. Molto interessante Zret,
      Gli Hopi qualcosa ci hanno tramandato ma è stato frainteso, anche la Bibbia Kolbrin ci ha messi sull'avviso.

      “Ci saranno messaggeri che precederanno questa venuta del Purificatore. Loro lasceranno messaggi a quelli che sulla Terra ricordano le vecchie vie”. “I messaggi saranno trovati nella pietra vivente, nei sacri campi di grano, e persino nelle acque”.

      Questa Cometa ISON, senza dubbio sarà la Cometa del secolo, anche se non sarà la Stella/Cometa Blu Kachina.

      La stella Blu Kachina potrebbe apparire fisicamente nei nostri cieli durante gli anni a venire. L’aumento degli asteroidi e delle comete nel Sistema Solare lasciano davvero poco spazio ad altre teorie se non a quella dell’arrivo di “uno dei pianeti” che orbitano attorno alla (per ora ipotetica) Stella Compagna “binaria” del Sole e che di fatto, essendo il pianeta che orbita più lontano da questa Stella (Red Kachina), entrerebbe “brutalmente” tra le regioni più interne del Sistema Solare, avvicinandosi molto alla Terra."

      "Dunque non si tratterebbe di una cometa, ma di un pianeta blu intenso, enorme, coi suoi satelliti orbitanti."

      Sitchin ne ha sempre parlato nei suoi libri dal 1976 "Il Pianeta Degli Dèi" in poi, la raffigurazione dei sette pianeti nel sigillo sumero, forse non rispecchia il sistema solare esterno partendo da Plutone fino ad arrivare alla Terra, ma, la raffigurazione della stella bruna o rossa del sistema Nibiru, sembra sia seguito da sette pianeti.

      Barbato con il Vaticano e la loro sonda Siloe del progetto SETI è ormai risaputo, ora Scantamburlo nella sua glossa ci rende dotti, anche se con qualche riserva.

      Ciao
    2. Mazzucco sa più di quanto ci racconta, le cose nel "nuovo mondo" si stanno mettendo male e forse l'umile Italia tutto sommato va bene.
    3. Sì, Wlady, Scantamburlo sta compiendo un lavoro commendevole, quantunque egli si fidi troppo della N.A.S.A. e dei Gesuiti e sebbene dipinga i Vigilanti come benevoli e saggi. Questa visione è semplicemente fanciullesca.

      Ciao
    4. Senza dubbio sa: conosce qualcosa degli arcana imperii.