L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

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Sunday, October 13, 2013

Inseminazioni imbrifere e cloud seeding igroscopico


http://www.tankerenemy.com/2013/10/inseminazioni-imbrifere-e-cloud-seeding.html

Inseminazioni imbrifere e cloud seeding igroscopico


I disinformatori negano che con le attuali tecnologie si possa influire in modo sensibile sui fenomeni meteorologici. Inoltre affermano che il controllo del clima (tempo e clima non sono sinonimi) è una chimera. E’ ovvio che le asserzioni dei negazionisti sono false e destituite di ogni fondamento scientifico. Tuttavia il loro ruolo “istituzionale” consiste nel tentativo di nascondere la realtà, creandone una del tutto fittizia e mutila per mezzo di sofismi e di idonei ridimensionamenti.

Il cosiddetto "debunker" è, infatti, colui che indulge a parziali ammissioni per poi contraddire tutto. Così ci accorgeremo che il piccolo chimico, Simone Angioni, e tanti altri come lui, riconoscono che è possibile indebolire una grandinata o generare una pioggia, in questo caso usando lo ioduro d’argento o il ghiaccio secco (biossido di carbonio in forma solida). Secondo gli occultatori, però, sono azioni circoscritte e saltuarie, dall’impatto ambientale irrilevante e dagli esiti incerti. Omettono di ricordare che per le piogge artificiali si adoperano attualmente soprattutto batteri geneticamente modificati [1] che sono all’origine di gravi infezioni. E’ naturale che, dopo tanti decenni di interventi sui fenomeni atmosferici, i depistatori non possono del tutto contestare l’esistenza di strumenti ad hoc. Nondimeno essi non vanno oltre: si fermano alla preistoria della geoingegneria di cui minimizzano risultati e danni.

Sappiamo bene che non è cosi. Sappiamo che le pratiche per stimolare le precipitazioni sono la foglia di fico per nascondere la geoingegneria illegale, quella che devasta il pianeta. Le inseminazioni atte a favorire le piogge erano un fenomeno relativamente diffuso negli anni ‘70 del XX secolo soprattutto negli Stati Uniti d’America, Israele ed Italia (Puglia, “Progetto pioggia”). Spesso questo cloud seeding, che è ancora oggi praticato, ma è un'attività marginale, fu eseguito come preludio ad altri interventi dagli scopi ben diversi, anzi opposti.. E’ stato dunque un cavallo di Troia per introdurre in modo surrettizio operazioni igroscopiche.



Il termine “igroscopico” deriva dal greco e significa letteralmente “che cerca, che cattura l’umidità”. Le scie igroscopiche sono a base di composti prosciuganti (gel di silicio, trimetillalluminio, litio, carbonato di calcio, composti del bario etc.) che reagiscono con l’acqua presente in atmosfera. Attraverso le reazioni chimiche, si spezza il legame molecolare tra idrogeno ed ossigeno, abbassando spesso in modo notevole l’umidità dell’aria ed impedendo così la formazione di nubi. Risultato delle reazioni chimiche è anche il rilascio di altri composti dannosi, anzi mortali.

L’umidità e le nuvole, soprattutto i cumuli che sono i serbatoti della pioggia, sono nemiche dei sistemi radar e satellitari che operano in un particolare range di frequenze (banda KA). Le nubi naturali, infatti, disturbano e diradano i segnali elettromagnetici. Il fenomeno è denominato scattering. I militari hanno risolto il problema, distruggendo le formazioni nuvolose. Le squadriglie di velivoli inibiscono le perturbazioni, con la diffusione di composti tossici e nocivi. Di solito per queste operazioni gli aerei volano a bassa o bassissima quota, alla base delle nuvole: ciò avviene perché le correnti ascensionali portano poi i composti verso le formazioni imbrifere che sono dissolte e sostituite da una patina grigiastra.

Le scie disseccanti, durature e no, provocano un effetto serra perché creano uno schermo che imprigiona la radiazione infrarossa (associata ad energia termica) proveniente dal suolo. Queste scie velano la luce solare, interferendo con la fotosintesi e con i processi biologici di tutti gli esseri viventi. Si conclamano con cieli opachi o striati e causano siccità o, quando l’energia di un fronte perturbato si concentra in un’area limitata, disastrosi nubifragi. [2]

Non confondiamo le micidiali scie igroscopiche con il cloud seeding atto a propiziare le piogge. Non guardiamo il filo d’erba, ma la foresta.


[1] Pseudomonas syringae: il batterio dei nubifragi artificiali, 2010
Escherichia coli: il batterio killer che arriva dal cielo, 2011

[2] L’umidità atmosferica può essere pure ridotta mediante le microonde. Vedi "Le microonde, arma contro la biosfera", 200
 
 

Sunday, February 24, 2013

Misteriosa moria di storni in Tennessee e palese strage (si fa per dire, al massimo sono due) di neuroni sul terrazzino sanremese


http://www.tankerenemy.com/2013/02/misteriosa-moria-di-storni-in-tennessee.html

Misteriosa moria di storni in Tennessee

Abbiamo deciso di rispolverare una notizia non recente [trad: non sapevamo che minchia fare per intortare qualche gonzo oggi], ma che non merita di cadere nel dimenticatoio. Ci riferiamo ad un’altra all’apparenza inesplicabile moria di volatili, occorsa l’ultimo giorno del 2012 a Seymour, nel Tennessee. La fine del 2011 era stata funestata da identici eventi, refrattari a qualsiasi spiegazione convenzionale (fuochi d’artificio, avvelenamento, fulmini…). Semmai l’ecatombe potrebbe appartenere a quella galassia di manifestazioni aberranti, di cui i boati sono il fenomeno più rappresentativo. E’ inutile che negazionisti di ieri e di oggi si affannino per sminuire o ricondurrre alla normalità queste anomalie, indizi di sinistre operazioni collegate ad apparati militari. Mentre un altro adepto della nefasta setta composta dai disinformatori, tale Tony Elliot, disconosce l’esistenza della Geoingegneria e definisce quella delle deflagrazioni una “mania” (sic), la giornalista investigativa stracciona indipezzente Linda Moulton Howe, fornisce un aggiornamento circa le detonazioni, proprio in Tennessee…


1 gennaio 2013 - Una scena raccapricciante si è presentata davanti agli occhi dei residenti di una cittadina del Tennessee, Seymour, nell'ultimo giorno del 2012: decine di volatili giacevano senza vita su una corsia della Boyd Creek Highway. Altri pennuti erano disseminati su un campo ai lati della carrozzabile: molti di loro si muovevano ancora, quando sono state scattate queste fotografie.

Secondo un testimone mio cuGGino, è stata una scena terribile vedere tutti quegli storni come improvvisamente colpiti da una misteriosa forza che li aveva schiantati al suolo.

Gli esperti hanno prelevato alcuni esemplari per eseguire analisi di laboratorio (di cui non si è saputo più nulla, n.d.r.). Non è la prima volta in cui ci occupiamo di questo fenomeno che continua a verificarsi in diversi paesi del mondo e che nella maggior parte dei casi non ha trovato e non trova una spiegazione ufficiale convincente.

Fonte: Latanadizak (minchia, allora...)

Thursday, September 20, 2012

Mark Probert ed i danni alla ionosfera

http://zret.blogspot.co.uk/2012/09/mark-probert-ed-i-danni-alla-ionosfera.html

Mark Probert ed i danni alla ionosfera

Nell’ormai lontano 1953, un medium di nome Mark Probert [ah beh allora...], mentre in stato di trance era in comunicazione con i presunti occupanti di un U.F.O., affermò: “Il pericolo che correte attualmente, mitigato per qualche tempo dai Guardiani, sta nel danneggiamento progressivo degli strati superiori dell’etere (l’atmosfera, n.d.r.), cioè la ionosfera”.

L’aneddoto, riportato da Richard Thompson nel saggio “Le civiltà degli alieni”, è considerato dall’autore il più realistico fra tutti i messaggi canalizzati negli anni ’50 del XX secolo. A mio parere, ha ragione lo studioso a non disdegnare le comunicazioni del channelling. Infatti “potrebbero avere un ruolo significativo per la comprensione delle comunicazioni ricevute durante incontri con ipotetici extraterrestri, perché hanno spesso un contenuto simile e dato che il channelling avviene in alcuni casi di contattati. E’ forse rilevante il fatto che molti degli elementi menzionati nelle attuali informazioni U.F.O. fossero già presenti in quelle tramite canalizzazioni dei primi anni ’50. Altri due esempi sono la teoria dell’intevento genetico e l’idea che gli impianti radar possano provocare avarie negli U.F.O.”

Thompson ritiene che Probert si riferisse alla coltre di ozono, ma l’avvertimento potrebbe, invece, riguardare proprio la ionosfera. Sappiamo che questa fascia di plasma situata tra i 50-60 ed i 400 chilometri al di sopra del suolo fu oggetto di perniciosi test militari a partire dagli anni ‘60 del XX secolo. Scrivono Rapetto e Di Nunzio: “Il 9 luglio 1962 gli Stati Uniti avviarono una serie di esperimenti relativi alla ionosfera: un ordigno da un kilotone fu fatto esplodere ad un'altitudine di 60 km, insieme con un altro da un megatone ed un terzo da più megatoni ad alcune centinaia di km di quota. Questi test danneggiarono seriamente la parte interna delle fasce di Van Allen, suscitando l'indignazione internazionale. Gli esperimenti in questione, etichettati come Progetto Starfish, alterarono la forma e la densità della fascia di Van Allen, con la conseguente precipitazione di particelle nell'atmosfera”.

In seguito, alle esplosioni nucleari si è sostituita l’attività elettromagnetica degli impianti H.A.A.R.P. in grado di deformare e perturbare la ionosfera con conseguenze deleterie sugli equilibri della Terra.

Un ricercatore della N.A.S.A. correla le alterazioni della ionosfera ai sommovimenti tellurici: “La N.A.S.A. scende in campo con un annuncio rivoluzionario sulle previsioni sismiche. Secondo Stuart Eves, che lavora presso l'agenzia statunitense, vi sarebbe sempre una stretta correlazione tra i terremoti che superano il quinto grado della scala Richter e particolari perturbazioni che avvengono nell’atmosfera più alta, la ionosfera.

'Perturbazioni nella ionosfera si possono verificare quando le faglie terrestri, ossia le fratture il cui movimento genera i sismi, raggiungono punti di elevata tensione e creano correnti interne nella crosta terrestre che possono interessare l’atmosfera. Queste correnti sono troppo deboli per essere captate vicino alla superficie della Terra, ma in quota dove anche le più piccole perturbazioni elettriche influenzano le molecole ionizzate dell’alta atmosfera, creano delle alterazioni rilevabili dai satelliti', ha spiegato Eves”.

L’episodio scovato da Thompson sembra avere un valore predittivo e suscita interesse, in quanto è un unicum nella storia dell’Ufologia: non mi consta che altre notizie di supposta origine esterna concernano la ionosfera e la sua degradazione, semmai imperniandosi su un più generico deterioramento degli ecosistemi. Sono danni provocati non dai comuni cittadini ed in maniera involontaria, ma dalla cricca dei militari, anche se dietro codesti mentecatti non è escluso che si celi qualcun altro...

Fonti:

R. Thompson, La civiltà degli alieni, Roma, p. 215
U. Rapetto, R. Di Nunzio, Le nuove guerre, 2001


Wednesday, August 22, 2012

Cinisi come Caronia? No. Sciacalli del terrazzino? Sì!


http://www.tankerenemy.com/2012/08/cinisi-come-caronia.html

Cinisi come Caronia?

Sit ei terra levis.

La cronaca di Ferragosto è stata funestata dalla notizia relativa ad un adolescente siciliano che è morto fulminato da una scarica elettrica proveniente, stando alle ricostruzioni ufficiali, da un microfono (vedi infra). La tragedia, che si è consumata a Cinisi, cittadina in provincia di Palermo, oltre a suscitare cordoglio, induce a riflettere sulla possibilità che non sia stato un incidente dovuto ai problemi di un impianto non a norma.

Ecco gli aspetti che inducono a nutrire delle perplessità.

- La Sicilia è, un po’ come tutta l’Italia, costellata di basi militari della N.A.T.O.: esercitazioni con l’impiego di apparati elettromagnetici potrebbero aver giocato il loro ruolo nel ferale evento.[1]
- Il M.U.O.S., l’abnorme centro radar al centro di tante proteste per l’impatto ambientale, ma soprattutto per le mortali emissioni di campi elettrodinamici, è prossimo all’implementazione.
- Gli episodi di Caronia (località in provincia di Messina) sono lì a dimostrare che esperimenti militari sono all’origine di fenomeni anomali (incendi improvvisi ed inspiegabili, malfunzionamenti di apparati elettrici ed elettronici, danni ad elettrodomestici… ). A Cannero di Caronia una commisione governativa ha potuto appurare che fasci di microonde hanno provocato combustioni ed altri incidenti.
- E’ il terzo giovane che muore folgorato nelle ultime settimane in provincia di Palermo: forse questi tre decessi non formano una sequenza casuale.

Cercheremo di approfondire.

E’ morto folgorato a diciannove anni, mentre stava cantando insieme con alcuni amici e parenti. E’ successo la notte di Ferragosto, poco prima della mezzanotte, a Cinisi, nel Palermitano. Giuseppe Canale, che era residente a Palermo in via Francesco Lucchini, una traversa di via Gustavo Roccella, stava trascorrendo la notte di Ferragosto insieme, con alcuni coetanei, in contrada Piano Cavoli nella casa al mare del nonno. La tragedia si è consumata intorno alle 23:30. Il ragazzo è stato colpito da una scarica elettrica emessa da un microfono che aveva nelle mani durante un’improvvisata esibizione canora al karaoke. Il giovane è stato trasportato all’ospedale di Partinico dove è morto per “arresto cardiocircolatorio”.


Dopo l’autopsia eseguita dal medico legale nell’ospedale di Partinico, la salma è stata riconsegnata ai familiari per i funerali. I Carabinieri della stazione di Carini hanno sequestrato l’intero impianto musicale da cui presumibilmente si è sprigionata la scarica elettrica mortale. Da una prima verifica eseguita dai militari con l’ausilio di tecnici specializzati dell’E.N.E.L., è stato accertato che l’impianto elettrico nella casa del nonno non era a norma. L’intero immobile è stato posto sotto sequestro. E’ il terzo giovane che perde la vita folgorato nelle ultime settimane in provincia di Palermo.

[1] Basi militari in Sicilia.

1. Sigonella [CT]. Principale base terrestre dell'U.S Navy nel Mediterraneo centrale, supporto logistico della Sesta flotta [circa 3.400 tra militari e civili statunitensi ]. Oltre ad unità della U.S. Navy , ospita diversi squadroni tattici dell'U.S.A.F.: elicotteri del tipo HC-4, caccia Tomcat F14 e A6 Intruder, gruppi di F-16 e F-111 equipaggiati con bombe nucleari del tipo B-43, da più di 100 kilotoni l'una.

2. Motta S. Anastasia [CT]. Stazione di telecomunicazioni U.S.A.

3 Caltagirone [CT]. Stazione di telecomunicazioni U.S.A.

4. Vizzini [CT]. Diversi depositi Usa. Nota: un sottufficiale dell'aereonautica militare ci ha scritto, precisando che non vi sono installazioni USA in questa base militare italiana.

5. Palermo Punta Raisi [aeroporto]. Base saltuaria dell'U.S.A.F.

6. Isola delle Femmine [PA]. Deposito munizioni U.S.A. e N.A.T.O.

7. Comiso [RG]. La base risulterebbe smantellata.

8. Marina di Marza [RG]. Stazione di telecomunicazioni U.S.A.

9. Augusta [SR]. Base della Sesta flotta e deposito munizioni.

10. Monte Lauro [SR]. Stazione di telecomunicazioni U.S.A.

11. Centuripe [EN]. Stazione di telecomunicazioni U.S.A.

12. Niscemi [CL]. Base del NavComTelSta [comunicazione U.S. Navy]; M.U.O.S.

13 Trapani : Base U.S.A.F. con copertura N.A.T.O.

14. Isola di Pantelleria [TP]: Centro telecomunicazioni U.S. Navy, base aerea e radar N.A.T.O.

15. Isola di Lampedusa [AG]: Base della Guardia costiera statunitense. Centro d'ascolto e di comunicazioni N.S.A.

Fonti: palermo.sicilia.it, kelebekler.com

Saturday, March 10, 2012

A.M.I.S.R.: l'apparato erede di H.A.A.R.P.

http://www.tankerenemy.com/2012/03/amisr-lapparato-erede-di-haarp.html

A.M.I.S.R.: l'apparato erede di H.A.A.R.P.

Dovremo familiarizzare con un’altra sigla, A.M.I.S.R.: dietro questo acronimo si cela un sistema radar ufficialmente creato per studiare gli strati alti dell’atmosfera e quindi la ionosfera, ma che è uno sviluppo della tecnologia H.A.A.R.P. con tutte le ben note disastrose ripercussioni. Pare che A.M.I.S.R. sia stato recentemente adoperato per scatenare devastanti uragani negli Stati Uniti: i cicloni hanno causato numerose vittime… vittime dell’avanzamento scientifico.

L'Advanced Radar Modular Scatter Incoherent (A.M.I.S.R.) è uno sviluppo abbastanza recente impiegato nel programma scientifico (sic) mondiale di controllo dell’atmosfera per "possedere il tempo".

Vorrei richiamare la vostra attenzione circa le informazioni relative all'acquisizione atmosferica globale all'interno della comunità scientifica, in particolare, provenienti dalla S.R.I. (Stanford Science Foundation) all'interno della N.S.F. (National Science Foundation).

- Questo progresso consentirà al programma H.A.A.R.P di continuare ad operare con un acronimo nuovo, su scala globale.

- Le sue funzioni possono essere correlate ai brevetti di Bernard Eastlund, come nel caso di H.A.A.R.P.

- Vengono sfruttati i fattori e le variabili meteorologiche.

- In sostanza, A.M.IS.R. consta di apparati modulari per implementare le operazioni gestite con H.A.A.R.P.

A.M.I.S.R. è un, impianto radar mobile modulare che verrà usato da scienziati e studenti di tutto il mondo per condurre studi dell'atmosfera superiore e per osservare eventi meteorologici.

S.R.I. International, con una borsa di studio della National Science Foundation, sta compiendo uno sforzo collaborativo per lo sviluppo di A.M.I.S.R., la cui configurazione modulare è stata progettata per consentire una relativa facilità di trasferimento volta allo studio dell'attività atmosferica in tutto il mondo. Il funzionamento a distanza e la direzione del fascio elettronico permetterà ai ricercatori di operare e di dirigere il fascio radar per misurare con precisione ed istantaneamente eventi meteorologici in rapida evoluzione.

Una volta completato, A.M.I.S.R. sarà composto da tre paannelli radar separati, con ogni struttura formata da 128 blocchi dalla superficie di 30 x 30 metri quadrati. A.M.IS.R. è stato costruito in due fasi: il primo pannello è stato completato a Poker Flat (Alaska), ed è già stata impiegato per le indagini “scientifiche”. I restanti due pannelli sono in costruzione a Resolute Bay, Nunavut, Canada. [...]

L'Advanced Radar Modular Scatter Incoherent (A.M.I.S.R.) impiega apparati modulari allo stato solido e tecnologie che produrranno misure dell'alta atmosfera e della ionosfera con versatilità e potenza senza precedenti. A.M.I.S.R. è stato già installato al Poker Gamma Research Flat (PFRR), Chatanika, Alaska (65 ° N, 147 ° W) per studiare le aurore boreali.


Fonte: chemtrailsnorthnz.wordpress

Ringraziamo l'amico Ron per la segnalazione.

Thursday, December 29, 2011

Spuntano come funghi i radar anti-migranti (di Antonio Mazzeo)

http://straker-61.blogspot.com/2011/12/spuntano-come-funghi-i-radar-anti.html

Spuntano come funghi i radar anti-migranti (di Antonio Mazzeo)

Spuntano come funghi gli impianti radar. Siamo certi, però, che sono installazioni atte a monitorare gli sbarchi dei migranti? Che senso hanno strutture militari del genere in regioni lontane da quelle isole a sud della Sicilia dove approdano quasi tutti i profughi? Guardiamo oltre le apparenze, oltre le dichiarazioni ufficiali: i radar sono funzionali probabilmente ad uno scopo che i più non riescono neppure ad immaginare. Anche H.A.A.R.P. in fondo persegue, tra gli altri, lo stesso occulto obiettivo...

Le fiamme gialle prima azzerano, poi raddoppiano ed adesso triplicano i radar di produzione israeliana da installare in Italia per impedire gli sbarchi dei migranti. Preoccupate di vedere ancora una volta non riconosciute le proprie ragioni dal T.A.R. della Sardegna, hanno dato mandato all’Avvocatura dello stato di depositare un atto alla cancelleria del Tribunale di Cagliari con cui si ufficializza la rinuncia alla realizzazione dei radar a Tresnuraghes ed a Capo Sperone (Sant’Antioco) e di conseguenza il ritiro dal procedimento scaturito dal ricorso degli ambientalisti e dell’amministrazione locale. Nell’ottobre scorso, i giudici avevano ordinato la sospensione dei lavori di realizzazione degli impianti di sorveglianza previsti dalla Guardia di finanza nella costa occidentale dell’isola, a salvaguardia dei diritti fondamentali alla salute ed alla salubrità dell’ambiente.

“Per motivi sopravvenuti, anche connessi alle manifestazioni di protesta delle popolazioni e all’intervenuta perdita nelle more del giudizio dei previsti finanziamenti, le amministrazioni sono addivenute alla decisione, pur nella motivata fiducia che i ricorsi avrebbero dovuto essere dichiarati irricevibili, di non coltivare ulteriormente il disegno di installare l’apparato nel sito per cui è causa”, si legge nella memoria depositata dall’Avvocatura. Scontato il ritiro delle Fiamme gialle anche dal contenzioso relativo al radar anti-migranti di Capo Pecora (Fluminimaggiore), su cui il T.A.R. si dovrebbe pronunciare in udienza pubblica il prossimo 25 gennaio. I No Radar sardi ritengono che nei prossimi giorni sarà pure formalizzato dai militari il dietro front dal quarto sito prescelto, l’Argentiera, nel comune di Sassari.

La Guardia di finanza ha fatto tuttavia sapere di non aver cancellato la rete di sorveglianza radar, ma di avere solo dirottato i quattro impianti della Sardegna nei siti militari di Capo Sant’Elia a Cagliari, Capo Sandalo a Carloforte, Capo San Marco a Oristano e Capo Caccia ad Alghero. Ciò le consentirebbe di glissare i pronunciamenti del T.A.R. e prevenire nuove azioni di blocco dei cantieri da parte delle popolazioni e delle amministrazioni locali. Se poi gli impianti radar venissero classificati come opere militari e/o d’interesse strategico, si potrebbe sperare di accelerare gli itinera realizzativi e di ridurre all’osso i pareri e le autorizzazioni ambientali. Modalità operative che non trovano il consenso delle associazioni ambientaliste e dei comitati che si oppongono alle pericolose emissioni elettromagnetiche dei radar e alle politiche di contrasto militare dei flussi migratori nel Mediterraneo.

“La rinuncia della Guardia di finanza ad installare i radar nei promontori di Capo Sperone, Capo Pecora, Ischia Ruja e Argentiera rappresenta un importante risultato per i Comitati della Sardegna”, afferma Italia Nostra che con i suoi ricorsi aveva ottenuto la sospensione dei lavori. “Di fronte ad un'eventuale ulteriore sentenza sfavorevole, la Guardia di finanza sceglie di ritirarsi di buon grado e di individuare altri siti, vecchi fari della Marina militare per i quali le Amministrazioni locali hanno progettato il recupero finalizzato ad un riutilizzo pubblico del bene. Questi fari, ubicati lungo la costa occidentale della Sardegna, sovrastano promontori che possiedono le stesse caratteristiche ambientali e paesaggistiche di quelli individuati in precedenza”.

“Considerati i costi di installazione dei radar della Guardia di finanza e di acquisto di quelli della Guardia costiera, si risparmierebbero oltre 400 milioni di euro se si decidesse di rinunciare ad essi”, prosegue Italia Nostra. “È bene ricordare che abbiamo presentato qualche mese fa una denuncia alle Procure della Repubblica competenti con la quale si evidenziavano le numerose “anomalie” riscontrate nell’iter procedurale di rilascio delle autorizzazioni ed i veri e propri abusi causati dall’apertura dei cantieri. Continueremo l’impegno ambientale assieme ai cittadini e agli amministratori delle altre località interessate dai nuovi insediamenti. Tre di questi siti dovranno addirittura ospitare i radar VTS della Guardia costiera con le conseguenze negative dovute alla somma delle emissioni elettromagnetiche degli apparati”.

La collera dei NoRadar è cresciuta dopo la pubblicazione di una missiva del comandante generale della Guardia di finanza, Michele Adinolfi, inviata il giorno 1 luglio scorso allo Stato maggiore della Marina militare, al Comando delle Capitanerie di porto ed al Ministero dell’interno. Nel richiedere la “concessione di ospitalità presso siti in uso alla Marina militare ed alle Capitanerie di porto”, il comando delle Fiamme gialle rivela, infatti, che sono ben diciassette i radar di profondità israeliani (modello EL/M-2226 ACSR) destinati ad essere piazzati in buona parte d’Italia.

“Il progetto della rete radar costiera muove da concrete esigenze operative inserite in un più ampio disegno, condiviso dal Ministero dell’Interno, volto ad incrementare ed affinare gli strumenti di prevenzione e contrasto ai fenomeni illeciti perpetrati via mare ed all’immigrazione clandestina”, scrive il generale Adinolfi. “Il programma prevede la dislocazione di 17 postazioni, grazie a risorse resesi disponibili dalle fonti del Programma Operativo Nazionale Sicurezza per lo Sviluppo Obiettivo Convergenza 2007-2013 e del Fondo per le Frontiere Esterne del Programma Quadro sulla Solidarietà e Gestione dei Flussi Migratori. Sette sono state già collocate a Lampedusa (Ag), Bovo Marina (Ag), Portulisse (Rg), Punta Stilo (Rc), Isola Capo Rizzuto (Kr), Arma di Taggia (Im) e Brancaleone (Rc – in corso di ultimazione). Quattro devono essere installati in siti da individuare nelle regioni Veneto, Marche, Abruzzo e nord della Puglia [vengono proposti in calce Chioggia (Ro), Monte Pedaso (An), Ancona zona portuale, Punta Penna (Pe), Vieste (Fg) - N.d.A.]. Sei dovranno essere installate in Sardegna, Sicilia, sud della Puglia in siti diversi da quelli precedentemente individuati per problematiche insorte in sede locale”.

Il Capo di Stato maggiore della Guardia di finanza lamenta poi come le “criticità emerse in fase d’installazione” dei radar siano riconducibili “a manifestazioni di protesta delle popolazioni locali le cui preoccupazioni, essenzialmente, connesse ai possibili effetti nocivi prodotti dalle onde elettromagnetiche, all’impatto ambientale e paesaggistico dei tralicci che, pur essendo infondate, hanno di fatto reso difficoltoso, se non impedito in alcuni casi, la realizzazione delle opere”.

“Dette criticità sono acuite dalle conseguenze sul piano finanziario, in quanto le installazioni sono soggette ad una specifica tempistica di attuazione che, se non rispettata, può comportare, in tutto o in parte, il definanziamento. Tale rischio è stato evitato per i quattro radar destinati alla sorveglianza della Sardegna occidentale con i fondi che si renderanno disponibili nelle annualità future, mentre è avvertito per i due siti di Gagliano del Capo (Le) e Capo Murro di Porco (Sr), per i quali è stato richiesto al Ministero dell’Interno di ridefinire il termine ultimo per il collaudo e la certificazione della spesa, previsto inizialmente per il mese di marzo u.s. – al mese di dicembre 2011”.

Anche nel caso di questi due ultimi impianti, le Fiamme gialle hanno preferito individuare sedi diverse all’interno di aree militari, dopo il pressing di ministri e viceministri preoccupati di risparmiare il proprio bacino elettorale dai bombardamenti elettromagnetici.

Per Capo Murro di Porco, la nota della Guardia di finanza accenna ad “un’apposita riunione con le Autorità locali”, indetta dall’(ex) Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo (siracusana), nel corso della quale s’individuavano in prima battuta due possibili alternative, il vicino faro di Capo Murro di Porco in uso alla Capitaneria ed il faro di Santa Panagia, sempre a Siracusa. La scelta definitiva, qualche mese dopo, è, invece, ricaduta sulla ex base di telecomunicazioni della Marina militare di Palombara, nei pressi dell’abitato di Melilli, una delle aree a più alto rischio ambientale del Mediterraneo.

“A seguito di una riunione presso al Prefettura di Lecce, alla presenza del Sottosegretario al Ministero dell’Interno, Alfredo Mantovano” (nativo di Lecce), veniva, invece, valutato di trasferire il radar di Gagliano del Capo a Santa Maria di Leuca (Le) presso la locale stazione della Marina militare. Il 10 giugno 2011, in particolare, “aveva luogo un sopralluogo al sito per verificare la compatibilità elettromagnetica dei sistemi forniti alla Guardia di finanza dalla Almaviva Italia S.p.a. e di quelli ivi già in uso, installati dalla Selex Sistemi Integrati”.

Sempre secondo la nota del generale Adinolfi, i radar “sono di produzione dell’azienda israeliana Elta Systems LTD” e “sono commercializzati da AlmavivA S.p.a. di Roma”, la società che ha ottenuto dalla Guardia di finanza l’appalto milionario per la loro installazione, senza l’indizione e la pubblicazione del bando di gara con la motivazione che “i lavori e i servizi possono essere forniti unicamente da una determinata fornitrice, la AlmavivA S.p.a., che possiede le prescrizioni di natura tecnica ed i diritti esclusivi dei materiali”. AlmavivA è una società controllata da un originale mix di azionisti: la famiglia Tripi, il Gruppo General Electric, la Rai - Radio Televisione Italiana, la Confederazione Generale dell’Agricoltura Italiana, la C.I.A.

Confederazione Italiana Agricoltori e le Assicurazioni Generali. A differenza delle Fiamme gialle, AlmavivA sembra ancora volersi costituire in giudizio davanti al T.A.R. di Cagliari ed ha presentato una relazione tecnica del professore Gaspare Galati (ordinario di Teoria e tecnica radar dell’Università di Tor Vergata, Roma), secondo cui le emissioni elettromagnetiche dei radar di Elta Systems sono quasi pari allo zero. Per la cronaca, il professore Gaspari Galati ha lavorato dal 1970 al 1986 presso la Direzione ricerche ed il Servizio analisi di base e calcolo scientifico della società Selenia S.p.a. (ora Alenia-Finmeccanica), “nella prima come analista-sistemista radar e poi come responsabile del reparto di Analisi dei Sistemi”. Negli stessi anni, Galati veniva pure designato “rappresentante italiano presso il gruppo di lavoro della N.A.T.O. (N.I.A.G.)”.

“Le considerazioni depositate dalla società romana sono assolutamente contrastanti con i dati rilevati dall’A.R.P.A .Sardegna, l’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, e dalle stesse precedenti relazioni prodotte da AlmavivA”, ricorda Graziano Bullegas di Italia Nostra. Intanto in Sardegna, Puglia e Sicilia ci si prepara per il secondo round della campagna NoRadar.

Friday, September 30, 2011

Un libro sulle strategie militari spiega perché i velivoli chimici distruggono le nuvole

http://www.tankerenemy.com/2011/09/un-libro-sulle-strategie-militari.html

Un libro sulle strategie militari spiega perché i velivoli chimici distruggono le nuvole


"The fundamentals of aircraft combat survibability: analysis and design" di Robert A. Ball, è un voluminoso testo sulle strategie militari da cui si possono ricavare molte prove di correlazioni a suo tempo individuate. Molti ricercatori e scienziati indipendenti hanno studiato il legame tra la diminuzione di umidità e le attività chimiche. Tra i primi, fu Paolo C. Fienga, astrofisico, a rilevare che gli aerosol determinavano una brusca e netta flessione dei valori igrometrici. L’esperto putroppo, subito calunniato e vilipeso dai disinformatori, lasciò cadere la cosa. Tuttavia gli studi sono continuati ed anche semplici osservatori possono constatare che, non appena nel cielo si formano dei nembi, soprattutto cumuli, intere squadriglie di aerei decollano per dissolverli. Qual è il principale motivo di questo accanimento contro le nuvole? Le idrometeore (pioggia, neve e nebbia) sono un ostacolo per i segnali elettromagnetici nell'atmosfera.

Attività militari, tra cui pure quelle legate al Progetto R.F.M.P. ed al Sottoprogetto V.T.R.P.E. implicano la dispersione di sali di bario igroscopici atti a creare i presupposti per una mappatura elettronica tridimensionale del territorio. I sali di bario, il gel di silicio ed altri veleni prosciugano l’umidità, compromettendo in modo irreparabile gli equilibri della biosfera: ad esempio, gli alberi non assorbono idonee quantità di H2O dall’aria e si ammalano. Il pianeta è distrutto da un drappello di militari pazzi ed arroganti, con la complicità d politici insipienti e dietro la cortina fumogena creata dalla masnada di fanatici negazionisti.

Il paragrafo che riportiamo del libro in oggetto precisa che i segnali radar sono attenuati dall’ossigeno e dal vapore acqueo in atmosfera. Così una fonte tecnica conferma quanto alcuni ricercatori avevano intuito ed acquisito, per mezzo di meticolose osservazioni ed analisi.


3.6.2.5 La propagazione dei segnali radar attraverso l’atmosfera

Obiettivo

3.6.14 Determinare l’attenuazione del segnale radar, come si propaga attraverso l’atmosfera.

Segnali radar sono attenuati dall’ossigeno e dal vapore acqueo nell’atmosfera terrestre.

L’attenuazione diventa significativa a frequenze superiori a 10 GHz. L’affievolimento su una distanza R può essere espresso nella forma exp (-Rα), dove α è il tasso di attenuazione per unità di distanza. [...]

Precipitazioni in atmosfera sotto forma di pioggia, neve e nebbia possono ridurre significativamente i segnali radar così come contribuiscono al rumore di fondo. In generale, maggiore è la frequenza del radar, maggiore è l’attenuazione. Il tasso di attenuazione sia in caso di una lieve pioggia sia di nebbia fitta è di circa 0,1 dB / km per un segnale a 10 GHz radar. Di conseguenza il segnale sarà ridotto di 10 dB dopo aver percorso 100 km in una pioggia moderata o in una caligine densa.

Qui il libro

ADDENDUM

Uno zelante disinformatore ha tentato di invalidare questa recente acquisizione, affermando che nel saggio in oggetto vengono menzionate le contrails in relazione al Secondo conflitto mondiale. Ciò, secondo costui, dovrebbe smentire non solo quanto evidenziato nel passaggio estrapolato a pag. 356 (non si comprende in che modo), ma dovrebbe pure contraddire le nostre passate attestazioni. Noi di Tanker Enemy qui ribadiamo che molte foto e filmati ritraenti lunghe scie persistenti sono palesemente frutto di manipolazione e non basta che in un testo vengano citate le contrails per dimostrare che esse fossero un tempo come quelle che si osservano oggi. E' innegabile che il fenomeno della condensazione esiste, poiché esso dipende da parametri fisico-chimici, ma evitiamo di ingannare il popolino con il trucco delle tre carte!

Il pennivendolo asserisce che nel volume manca il riferimento alla volontaria distruzione delle formazioni nuvolose normali, dimenticando che la sua obiezione capziosa non dimostra alcunché.

Oltre a questo, cogliamo l'occasione per riportare un altro brano di indubbio interesse e che il guitto si è guardato bene dal riportare:

1.2.2.1 Susceptibility reduction in WWII. Susceptibility reduction has been a goal of the military tactician from the beginning. The tactics, weapons

THE AIRCRAFT COMBAT SURVIVABILITY DISCIPLINE 91

Many bombers were lost, particularly on unescorted raids deep into Germany such as the Schweinfurt and Regensberg raids in 1943. The bomber flight paths were routed around the areas where the flak was the heaviest whenever possible, and decoy formations were often used to draw the enemy fighters away from the main force. Countermeasures, such as German-speaking radio operators on British aircraft, were used to confuse the enemy air defense personnel. Camouflage paint was used to hide aircraft on the ground, and contrails and engine exhaust flames were suppressed to make early detection in the air more difficult.

Ciò significa che il problema delle contrails era stato già risolto nel 1943! E' ovvio, considerato che non si spendono milioni di euro in tecnologie di occultamento radar per poi farsi identificare a causa delle scie di condensazione e sono menzogneri dunque i documenti della N.A.S.A. e di altri enti ufficiali, laddove dichiarano che la formazione delle scie di condensa è una questione non risolta. Questo di conseguenza vale anche per l'aeronautica civile. D'altro canto la F.A.A., in un documento del 1975, distribuito ai piloti sia civili sia militari, precisava che era possibile evitare la visibilità delle scie di condensazione, semplicemente aggiungendo microscopico particolato.


Ringraziamo l'amico e collaboratore Arturo per averci segnalato l'importante tomo.



10 commenti:


Zret ha detto...
Nicomerdock, assieme agli altri scemi, è stato neutralizzato.
Straker ha detto...
Hanno bisogno di un ricovero coatto.
TheAntitanker ha detto...
@Straker: hanno sospeso i commenti a TUTTI i video presenti sul tubo intitolati in quel modo!

vedere per credere:

http://www.youtube.com/watch?v=wvOQzmkKGpE

http://www.youtube.com/watch?v=Eg7DzD_l0Aw

http://www.youtube.com/watch?v=sCPF7dxFSmM
TheAntitanker ha detto...
E' tanta roba un attenuazione di 0.1dB/Km! Sarebbe interessante sapere quanti dB emana alla fonte il radar! Immagino sia un numerone. Notte a "tutti"
Straker ha detto...
Non si smentiscono mai. Il Ministero ordina e loro eseguono.
Straker ha detto...
Ho notato che il tuo canale è stato sottoposto a diverse limitazioni.
TheAntitanker ha detto...
OT:
Youtube ha sospeso l'aerea commenti del video che ho citato prima " Chi vive a spese della collettività, E' UN PARASSITA "

E' evidente quindi che anche youtube fa parte della casta dei PARASSITI!
Straker ha detto...
Sembra che i commenti siano stati disabilitati un po' ovunque. Problemi tecnici?
TheAntitanker ha detto...
Hai ragione.. non l'avevo notato!! pardon!
Straker ha detto...
Vediamo che cosa combinano...

Friday, August 19, 2011

Aerei fantasma

http://www.tankerenemy.com/2011/08/aerei-fantasma.html

Aerei fantasma

In un recente articolo, "L'invasione degli ultra-insetti", 2011, abbiamo accennato a come si possano spiegare alcuni voli a bassa quota, sui centri abitati, per opera di taluni aerei, non tracciati dai radar e privi sovente di elementi identificativi di sorta. Le norme sulla sicurezza del volo limitano, infatti, solo a casi straordinari il sorvolo di città e paesi ad altitudini che non permettano un'eventuale manovra "in sicurezza", al fine di non precipitare su abitazioni o quant'altro, in caso di avaria.

Vediamo che cosa recita, infatti, la normativa E.N.A.C.

3.1.2 Altezze minime - Ad eccezione dei casi in cui è necessario per il decollo o l'atterraggio, o nei casi di permesso accordato dall’E.N.A.C, gli aeromobili non devono volare al di sopra di aree abitate di città e paesi, su insediamenti o assembramenti di persone all'aperto, a meno di volare ad un’altezza tale da consentire, in caso di emergenza, un atterraggio senza porre in pericolo persone o beni al suolo.

In molti casi, pur osservando aeromobili sorvolare a quote non superiori ai 1.000 metri, si nota come essi rilascino, magari dai piani di coda, sostanze chimiche o biologiche non ben identificate. Anche in questo caso le regole che presiedono allo scarico di oggetti o liquidi sono molto precise. Infatti leggiamo:

3.1.4 Spargimento di sostanze o lancio di oggetti - Il lancio di oggetti o lo spargimento di sostanze può essere effettuato solo in conformità alle disposizioni E.N.A.C. ed in conformità a quanto reso noto con le pertinenti informazioni aeronautiche. Tale attività, quando prescritto, è oggetto di autorizzazione da parte dei competenti enti ATS. La documentazione che determina l’eventuale diniego dell’autorizzazione è conservata per tre mesi e viene mostrata a richiesta.

Eppure è un dato di fatto inconfutabile: decine di aerei sia di giorno sia nottetempo (a traffico aereo ufficiale azzerato) volano a quote comprese tra gli 800 ed i 2.600 metri, prendendo di mira centri abitati e coltivazioni. Che cosa diavolo fanno? Per quale motivo usano spazi aerei non autorizzati e ad altitudini non ammesse? Per quale motivo aerei civili dovrebbero percorrere corridoi complessi e quote ad alta densità d'aria, compromettendo così non solo la sicurezza delle popolazioni ma anche affrontando incrementi di spesa abnormi sul consumo di carburante? Non sono la stessa E.N.A.C. e le compagnie di volo ad aver richiesto di volare più alti per ridurre i costi? Obiettivamente in tutto questo non si trova una logica spiegazione. A meno che non si voglia ammettere che gli aerei che osserviamo non siano tutti adibiti al volo commerciale...

Come si giustificano tracciati radar come questo?

L'E.N.A.V. dichiara che tutto lo spazio aereo è sotto controllo, ma se si pongono domande circostanziate, il personale addetto si trincera dietro vacui "non ci risulta", "per noi è tutto regolare", "non siamo autorizzati a dare spiegazioni al pubblico", "non sono nostri aerei..." etc. Per contro, il sindacato dei controllori di volo si è spesso, in passato, lamentato del cosiddetto "traffico sconosciuto", anche se gli addetti furono precettati dall'allora Ministro dei trasporti ed indotti al silenzio sulla questione. Singolare è l'atteggiamento delle autorità britanniche, laddove lo stesso problema è stato... risolto con una direttiva che impone di ignorare i target non identificabili.

Che cos'è il traffico sconosciuto? E' l'insieme di velivoli senza identificativo da transponder [1] e che non rispondono alle chiamate del controllo a terra. Questo riguarda molto spesso le unità che incrociano a quote medio-basse, ma sappiamo bene che le operazioni di aerosol clandestine alias "scie chimiche" non si limitano alla diffusione di elementi chimico-biologici solo avvistabili da terra. Esiste anche un traffico "civile" e "militare", non visibile da terra, adibito alla dispersione di nanoparticolato ed altri agenti alle regolari quote di crociera (8500/13000 metri).

Le autorità per la sicurezza del volo, al fine di rendere praticabile un traffico così intenso e "non autorizzato", hanno ridotto le distanze verticali a 1.000 piedi, cosicché ora possiamo vedere centinaia di filmati nei quali vengono ripresi incroci al limite della collisione o voli quasi a distanza di formazione militare. E' un fenomeno davvero inimmaginabile solo pochi anni fa. Eppure, secondo i dati ufficiali, il traffico civile è diminuito progressivamente a partire dal 2001. Allora tutti questi aerei da dove vengono? Per quale motivo TUTTI rilasciano dense scie, quando solo una decina di anni addietro nessun aereo rilasciava alcun tipo di scia? Una risposta viene dall'uso di additivi come lo STADIS 450 e dai sempre più frequenti episodi di "sindrome aerotossica", casualmente mai verificatisi prima degli anni 90.

Fatto è che strani aggeggi spuntano dall'interno di alcune gondole motore e, sebbene questi dispositivi siano stati spacciati per sensori di temperatura, un rapido raffronto con le dimensioni e l'aspetto tra questi "ugelli?" ed i sensori di temperatura [ foto ], esclude che si possa trattare veramente di qualcosa di regolare. Tant’è che nei progetti originali non risultano presenti. D'altronde si spiegherebbero benissimo le scie multiple provenienti da questo aereo o le due scie mancanti da quest'altro.

Sappiamo che milioni di euro fuori bilancio vengono sperperati ogni anno nell'ambito di un progetto clandestino ed illegale di geoingegneria, suggerito, nel 1997, dal fisico nucleare Edward Teller con il paravento della mitigazione del cosiddetto "effetto serra", ma attuato da tutti i paesi aderenti all'O.N.U. nell'ambito delle recenti tecnologie radar (si veda il progetto R.F.M.P.). Sono così diffusi in atmosfera composti ed elementi come il titanato di bario, il trimetilalluminio, il manganese, il litio, il quarzo. Si manipola il clima ed il tempo mediante l'uso di microrganismi geneticamente modificati come il batterio Pseudomonas syringae ed il batterio Escherichia coli, impiegati come nuclei di condensazione per indurre le precipitazioni, mentre vengono rilasciati polimeri igroscopici per ridurre l'umidità atmosferica in zone specifiche, provocando la siccità.



Teller raccomandava la collaborazione delle compagnie di volo commerciale, perché, spiegava, i militari non hanno la disponibilità sufficiente di velivoli per un piano di irrorazione così vasto e capillare. Così fu. Non è un caso se molte compagnie aeree per voli cosiddetti "Low cost" nacquero nella metà degli anni '90 dello scorso secolo e non è una coincidenza se solo alcune di queste società sono sopravvissute ed appaiono con i bilanci in attivo, nonostante i prezzi ridicoli dei biglietti. Viene spontaneo pensare che codeste compagnie percepiscano enormi finanziamenti occulti, di modo che i loro vettori assolvano compiti di aerosol a quote alte, ma soprattutto alle quote di volo comprese tra gli 800 ed i 2.600 metri, percorrendo corridoi illegali laddove solo gli apparecchi militari disponibili non sarebbero in grado di coprire vaste aree. Da qui testimonianze come questa:

[...] "Incuriosito dalla presenza di diversi ragazzi americani a Pordenone, sono venuti fuori alcuni dettagli interessanti. [...] Quando ci sono esercitazioni e la base di Aviano è piena, come in questi giorni, i militari alloggiano fuori in albergo. Ma la cosa più interessante è che spesso vi alloggiano piloti di linea della *** che atterrano a Tessera, distante 90 km da qui; dormono a Pordenone ed il giorno dopo si recano ad Aviano, dove non si sa che cosa facciano. I piloti *** ripartono in divisa per Aviano e probabilmente da lì volano da qualche parte, il problema è che da Aviano non partono voli di linea...".

Stando ad altre testimonianze risulta, infatti, che alcuni di codesti aeromobili, in genere MD-80, MD-81, A-319, A-320, decollano senza passeggeri, anche se, ufficialmente, tali velivoli dovrebbero volare solo con un certo numero di persone paganti a bordo. Non è forse del tutto casuale il fatto che una buona parte degli scali militari sia stata messa a disposizione delle compagnie Low cost.

Ricordiamo uno strano episodio di qualche anno fa: un aereo, presumibilmente adibito ad operazioni clandestine di aerosol, ebbe, in fase di atterraggio, un cedimento del carrello sinistro, il velivolo non venne rimosso che molte ore dopo e l'aeroporto restò chiuso al traffico per due giorni, mentre i primi mezzi di soccorso ad accerchiare letteralmente il velivolo furono solo veicoli militari. Il giorno dopo il Sindaco della città dovette vietare il consumo di acqua potabile, poiché le falde, proprio in prossimità della pista, erano contaminate da un non ben identificato composto chimico. L'aeroplano rimase sul posto per quasi 48 ore, presidiato da militari, prima che si potesse tornare alla normalità.

In riferimento ai voli ad alta quota, come è possibile "mimetizzare" i voli "non regolari"?

I metodi sono sostanzialmente due.

a) Vengono usati dei sistemi di disturbo elettronico [2], così da non rendere visibile l'aeromobile sul radar (sia da strumentazione a terra sia in volo). Tale stratagemma è comunemente usato dai caccia e dalle altre unità militari. Alcune sequenze, risalenti al 2007, sembrerebbero avvalorare questa ipotesi. Fatto è che, spesse volte, anche gli aerei a bassa altitudine e quindi ben distinguibili nei dettagli ad occhio nudo, non vengono tracciati dai radar. Sono quindi a tutti gli effetti velivoli fantasma.

b) Gli aerei impegnati in occulte attività di aerosol possono assumere l'identificativo (ID) di voli regolari, anche se poi, eseguite le dovute verifiche, si scopre che questi ID corrispondono a velivoli che dovrebbero, invece, trovarsi in tutt'altro luogo. A tal proposito il giornalista canadese William Thomas scrive: "Un rappresentante dell'Aviazione federale statunitense, un informatore di alto rango, riferendosi all'attuale programma di aerosol clandestino nei cieli del mondo, ha affermato che gli spazi aerei controllati vengono sfruttati ad hoc, assegnando agli "aerei chimici" identificativi appartenenti a velivoli civili".

Concludiamo quindi con una raccomandazione: non viaggiate in aereo, poiché in questo modo contribuite al piano di avvelenamento della biosfera ed oltretutto rischiate di subire danni neurotossici, visto che l’aria in cabina viene aspirata dall’esterno ed in una zona dell’atmosfera altamente contaminata.


[1] TRANSPONDER - Nelle telecomunicazioni, il termine transponder sta per Transmitter responder, a volte abbreviato in XPDR, XPNDR, TPDR. I transponder si trovano nei sistemi di identificazione amico-nemico, in quelli per il controllo del traffico aereo e nei radar secondari di sorveglianza (beacon radar). Sono usati sia negli aerei dell'aviazione generale che in quelli dell'aviazione commerciale per amplificare i segnali radar, rendendo il velivolo più visibile. La maggior parte dei transponder sono in grado di trasmettere informazioni sull'altitudine e un codice a quattro cifre noto come transponder code o "squawk code", per aiutare i controllori del traffico aereo a mantenere le distanze di sicurezza.

[2] CONTROMISURE ELETTRONICHE - Le contromisure elettroniche (in inglese Electronic Countermeasure o ECM) sono delle tecniche di guerra elettronica, o Electronic Warfare (EW), realizzate con dispositivi elettrici o elettronici, progettati per oscurare o ingannare radar, sonar o altri sensori di ricerca o di puntamento, che utilizzano gli infrarossi o i laser. Le contromisure possono essere usate sia in modo offensivo che difensivo, in quest'ultimo caso, per esempio per non consentire al nemico di acquisire i dati di puntamento da utilizzare con le sue armi. I sistemi ECM possono funzionare in modi diversi, per esempio creando elettronicamente falsi bersagli, oppure facendo apparire e scomparire dalla vista dei sensori nemici in modo casuale l'oggetto che si vuole proteggere. Le contromisure elettroniche sono utilizzate efficacemente per proteggere aeromobili, compresi i missili guidati. La maggior parte della aeronautiche militari del mondo utilizzano le ECM per proteggere i propri mezzi aerei, così come molte navi militari sono dotate di sistemi di guerra elettronica che comprendono le contromisure. Recentemente, alcuni carri armati di nuova generazione impiegano le ECM per ingannare i missili a guida laser o infrarosso. I sistemi di contromisure elettroniche vengono frequentemente installati sui sistemi d'arma che impiegano la tecnologia stealth, contribuendo al raggiungimento dello scopo di non consentire ai nemici l'individuazione. Le ECM offensive prendono spesso la forma del cosiddetto radar jamming, il "disturbo radar", mentre le ECM difensive includono le tecniche di intensificazione dell'eco radar e di jamming dei sistemi di guida dei missili in arrivo.



1 commenti:
corrado ha detto...

vado OT ma non troppo: la soia fa bene o fa male? e come mai chi la difende nega (o finge di ignorare) l'esistenza delle scie chimiche

o detto in altri termini come le associazioni "ambientaliste" sono tutte cooptate per parlare solo del fasullo riscaldamento globale e non delle scie chimiche, così succede per le associazioni vegetariane vegan ed "animaliste"

ho visto pure un sito che denuncia le manovre dei banchieri, reclama che l'Italia faccia come l'Islanda però ... nello sfondo del sito ci sono scie bianche su un cielo azzurro (in alto a destra nel logo anche il richiamo a Gandhi)

ecco il sito (link non attivo per carità)

http://serenoregis.org/2011/04/islanda-un-paese-che-vuole-punire-i-banchieri-responsabili-della-crisi-pressenza/

Saturday, June 11, 2011

Malfunzionamenti degli orologi in Sicilia: un collegamento con il M.U.O.S.?

http://www.tankerenemy.com/2011/06/malfunzionamenti-degli-orologi-in.html

Malfunzionamenti degli orologi in Sicilia: un collegamento con il M.U.O.S.?

8 commenti:

ron ha detto...

Ciao Straker, hai informazioni più precise riguardo alla costruzione degli altri 10 radar in diverse regioni italiane? Ho letto che sai che in Liguria ne costruiranno uno (dove?), sai forse il nome delle altre regioni? Immagino che sia La Russa che autirizza questi stupri sulle persone. Sono molto preoccupato per i siciliani, te e me e la mia famiglia che viviamo in Lombardia ...

Straker ha detto...

Ciao Ron, al momento non ne so di più. Forse l'amico Antonio Mazzeo ha informazioni dettagliate, comunque sono certo di quanto ho scritto. Il governo ha già stanziato i finanziamenti.

Straker ha detto...

Ecco: i radar non sono 10, ma addirittura 14.

Qui l'articolo di Antonio Mazzeo.

Straker ha detto...

Link alternativo.

Straker ha detto...

Il primo impianto entrato in funzione è quello installato presso la 112^ Squadriglia Radar Remota di Mortara (Pavia). Si tratta di una stazione dell’Aeronautica che nel periodo di massima espansione – anni 50-60 – era arrivata a contare fino a 700 avieri (300 militari di leva e 400 in servizio permanente), ma che dopo il 1998 è stata drasticamente ridimensionata sino a ospitare oggi solo una trentina di militari. Gli altri undici radar RAT-31DL stanno per essere installati presso il centro meteorologico dell’Aeronautica di Borgo Sabotino (Latina), a Capo Mele – Savona (115^ Squadriglia Radar Remota), Crotone (132^ Squadriglia), Jacotenente – Foggia (131^ Squadriglia), Lame di Concordia – Venezia (13° Gruppo Radar GRAM), Lampedusa (134^ Squadriglia), Marsala (35° GRAM), Mezzogregorio – Siracusa (34° GRAM), Otranto (32° GRAM), Poggio Renatico (Comando Operazioni Aeree) e Potenza Picena – Massa Carrara (14° GRAM). Come per Mortara, alcune di queste stazioni radar erano state ridimensionate negli ultimi quindici anni.

ron ha detto...

Per quel che vale, mi oppongo fermamente a tutte queste guerre fatte non in mio nome, ma per progetti delirante sotto il nome di un'unità mondiale precedente al diluvio universale, un'umanità corrotta e malvagia che si vuole ripristinare costi quel che costi. L'unica arma è svelare a tutta l'umanità quelle verità iniziatiche che gelosamente queste famiglie forse discendenti di civiltà passate hanno custodito per millenni e che ora si sfaldano alla luce di una nuova consapevolezza degli uomini. Se il loro pensiero era un tempo che la politica è una questione di interessi, la Storia è una questione di famiglia, ebbene sappiano che la Storia è una questione che ormai riguarda tutti. Si fottano questi radar, e a questo punto non mi importa di contraddirmi con il commento del post precedente se spero che un fascio di raggi gamma dal centro della galassia polverizzi questi radar aberrazioni della mente asurica.

Straker ha detto...

Dal punto di vista prettamente tecnico, il Fixed Air Defence Radar (FADR) appartiene all’ultima generazione dei sistemi 3D (Vedi progetto RFMP VRTPE e cospargimento aereo di bario - n.d.r.) a lungo raggio: ha una portata sino a 500 km di distanza e 30 km in altezza, una potenza media irradiante di 2,5 kW e una potenza dell’impulso irradiato di 84 kW. L’antenna opera in una frequenza compresa tra 1,2 e 1,4 GHz (L-band), all’interno dello spettro delle cosiddette “microonde”, le onde molto corte estremamente pericolose per l’uomo, la fauna e la flora. Il radar può essere controllato anche da centri posti a notevole distanza e la configurazione meccanica con cui è stato disegnato consente facilità di assemblaggio e smontaggio nei campi di battaglia.

Straker ha detto...

Mi rallegra che uno dei radar sia stato installato proprio a Pavia, così cuoce ben bene Angioni, Garlaschelli e soci del C.I.C.A.P. "scienziati" presso l'università della città.