Finalmente uno di quei post rosiconi pubblicati su tutti i blog fogna dei fratellonzi terrazzinati.
Ero via per il week-end e sono tornato solo ieri sera tardi, ma sto ancora ridendo. Devo ancora ascoltare la telefonata, ma immagino gia' lo spasso.
Letture consigliate:
http://sanremo-wasp.blogspot.it/2013/08/lo-stracchino-e-inacidito.html
http://nico-murdock.blogspot.it/2013/08/vade-retro-zretino.html
http://www.tankerenemy.com/2013/08/preve-dibili-diffamazioni.html
http://complottisti.blogspot.com/2013/08/preve-dibili-diffamazioni.html
http://straker-61.blogspot.com/2013/08/preve-dibili-diffamazioni.html
http://zret.blogspot.com/2013/08/preve-dibili-diffamazioni.html
Nec frangar nec flectar
10 agosto 2013 Il giornalista del quotidiano "La Repubblica", Marco Preve,
dando séguito alla delazione anonima del famigerato Task Force Butler,
osa telefonarci per tastare il terreno, visto che ha intenzione di
scrivere uno scartafaccio ingiurioso e balzano.
Il pretesto gli è offerto da uno studio del Professor Francesco
Lamendola, inerente ai cosiddetti Protocolli dei Savi anziani di Sion.
Subito subodoriamo l’inganno, per cui decidiamo di registrare
la conversazione. Il redattore è poi diffidato dal pubblicare checché,
basandosi tra l'altro, come Marco Preve ammette, solo su denigrazioni
provenienti dal famigerato Task Force Butler, delatore a cottimo, calunniatore grafomane più volte segnalato alla magistratura.
Marco Preve
10 ago 2013
Buongiorno, scusi l'intrusione, sono un giornalista di Repubblica
redazione di Genova e stavo cercando di mettermi in contatto con il
professor Marcianò del liceo Cassini di Sanremo per una questione che lo
riguarda. Spero che questa mail sia la sua.
grazie
Marco Preve
la Repubblica, redazione Genova
16121-Via XX Settembre, 41
tel. 010/5742212 fax 010/5742263
Nonostante la diffida, il cronista decide, naturalmente con l’avallo del
direttore, Giuseppe Smorto, di pubblicare uno scartafaccio che è
diffamatorio sin dal titolo. E’ un’accozzaglia di cose inventate,
denigrazioni e colossali sciocchezze. E’ evidente che non si intende
tanto attaccare l’autore, quanto delegittimare il Comitato Tanker enemy
con la solita accusa di “antisemitismo” (sic). Nel pezzo di Preve, tra
le altre cose, si menziona il seguente stralcio: “Gli autoattentati dei servizi segreti internazionali alle Torri gemelle ed al Pentagono", come fosse un’asserzione destituita di fondamento. Eppure l’ex Presidente della Repubblica, Francesco Cossiga (†), in un’intervista rilasciata alla testata “Il Corriere della sera” affermò: "Da
ambienti vicini a Palazzo Chigi, centro nevralgico di direzione
dell'intelligence italiana, si fa notare che la non autenticità del
video è testimoniata dal fatto che Osama Bin Laden in esso 'confessa'
che Al Qaeda sarebbe stato l'autore dell'attentato dell'11 settembre
alle due torri in New York, mentre tutti gli ambienti democratici
d'America e d'Europa, con in prima linea quelli del centrosinistra
italiano, sanno ormai bene che il disastroso attentato è stato
pianificato e realizzato dalla C.I.A. americana e dal Mossad con l'aiuto del mondo sionista per mettere sotto accusa i Paesi arabi e per indurre le potenze occidentali ad intervenire sia in Iraq sia in Afghanistan". Un’interpretazione molto simile è stata pure proposta dal Dottor Ferdinando Imposimato, giudice onorario della Corte di Cassazione.
Tutto si può dire di Cossiga, ma non che fosse uno sprovveduto,
tutt’altro! Se Preve si fosse documentato un po’, non avrebbe insinuato
che l'interpretazione del 9 11 come inside job è una leggenda
metropolitana. Preve dovrebbe vergognarsi: invece di contattare gli
esponenti del Comitato per compiere un’inchiesta sulla geoingegneria
clandestina, dà spazio a pettegolezzi, maldicenze, insinuazioni per i
suoi vaneggiamenti. Lui che si interessa di ambiente (il solito patetico
ambientalismo da salotto), dovrebbe preoccuparsi dell’avvelenamento
quotidiano e non di un paio di genitori perbenisti (ammesso e non
concesso che le lettere non siano state inviate dal solito Task Force
Butler) che hanno paura della loro ombra. Lui che è giornalista dovrebbe
concentrarsi su fatti e temi seri e non su pettegolezzi da spiaggia. Si vede che non sapeva come passare le ore di una noiosa domenica estiva.

L’articolo
di Preve è offensivo e non solo per la consueta ghettizzazione e
demonizzazione del dissenso (nota con le affermazioni di [1] Luttvak),
ma soprattutto perché è una una testimonianza di scarsa (usiamo un
eufemismo) deontologia professionale, sostituita dal malcostume di dar
credito a fonti anonime e senza dubbio infamanti. Il trafiletto, prima
che un tentativo di delegittimazione, è una prova di quanto sia
affossata la vera Cultura. Non basta il cenno ad Italo Calvino per
redimere il pressappochismo e la trivialità di certe farneticazioni.
Inoltre il pezzo è infantile e mal scritto, un vero insulto in primo
luogo a chi lo ha redatto oltre che alla lingua italiana.
E’ palese che si intende sempre più perseguire le opinioni, gli
psico-reati, ricorrendo a tutti gli stratagemmi possibili ed
immaginabili: intimidazioni, minacce, azioni “legali”.
Il disegno è chiaro: chiudere la bocca a chi non si riconosce nel
Pensiero unico.. I “giornalisti” si prestano a questo squallido gioco.
Ricorrono alla generalizzazione, all’uso improprio di termini di cui
ignorano il vero significato, attingono alle dicerie, si inventano o
distorcono i contenuti delle interviste, tutto per rafforzare ed
avallare il sistema che fingono di criticare in saggi “coraggiosi”
magari pubblicati da “Chiarelettere”….
Il Preve trova delle ridicole giustificazioni per il suo temino: secondo
lui, la vicenda avrebbe assunto una “dimensione pubblica” (sic).
Veramente ad aver acquisito una valenza pubblica è la Geoingegneria
illegale, ma colui ha preferito portare l’acqua al mulino dei datori di
lavoro, piuttosto che impegnarsi in un reportage. Qualcuno ha scritto
che “il vero giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che
si sappia; il resto è propaganda”. Esatto! I gazzettieri sono versati
solo nella propaganda, nella mistificazione e nell’adulazione dei
potenti.
11 agosto 2013 - Marco Preve
Lei ha tutto il diritto di ritenersi diffamato e per questo motivo
ricorrere a tribunali ed avvocati. Vorrei, però, che si soffermasse su
alcuni aspetti. Primo, l'articolo riguardava suo fratello che è
professore di un liceo. La pagina Fb anonima dava indicazioni su fatti
veri, cioè gli scritti di suo fratello. Ho parlato a lungo con lei e suo
fratello ottenendo da voi le spiegazioni che ho poi riportato
fedelmente. Che esista un problema di opportunità per suo fratello me lo
ha confermato la vicepreside del Cassini raccontandomi delle lettere di
genitori preoccupati. La vicenda aveva assunto una dimensione pubblica e
quindi abbiamo deciso di raccontarla ascoltando tutti i protagonisti.
D'altra parte voi siete i primi a dare grande pubblicità alle vostre
tesi su internet e in convegni e dibattiti senza nascondervi, quindi non
vedo dove stia la violazione della vostra privacy.
Questo per quanto riguarda l'articolo. Per quanto riguarda invece la sua
campagna mediatica contro il sottoscritto con tanto di foto e ipotesi
complottistiche dell'ennesima regia occulta, mi scusi la sincerità ma
arriva tardi, perlomeno dopo la Spectre e 007.
cordiali saluti
Marco Preve
Riconosciamolo: se non fosse per i faraonici contributi (Espresso-La Repubblica: 16.186.244 euro)
che lo Stato, rubando i soldi ai contribuenti, elargisce alle testate
(l’unica davvero indipendente è “Rinascita”, non a caso boicottata e
vessata in modo scandaloso), i “giornalisti” sarebbero tutti a spasso e,
al limite, potrebbero imbrattare con le loro frasi sgrammaticate i muri
dei monumenti.
Cui prodest?
[1] "Colpo di Stato: manuale pratico". L'autore è Edward Luttwak, un
esperto militare che è stato anche consigliere di Ronald Reagan,
guerrafondaio e tiranno.
Egli spiega, in questo libro, come il colpo di Stato non debba essere
per forza incentrato sull'uso della forza e delle masse, non un golpe
militare, ma uno di tipo silenzioso che si appropri degli apparati dello
Stato dall'interno.
Perché mi riferisco a questo libro? Perché spiega anche come trattare gli oppositori.
Nel Capitolo 4 l'autore afferma che è "essenziale evitare spargimenti di
sangue, perché questo può avere ripercussioni negative".
Ancora...
"Le masse... il loro atteggiamento verso il nuovo regime dopo il golpe
sarà, alla lunga, decisivo. Il nostro compito immediato sarà di imporre
l'ordine pubblico, ma il nostro obiettivo di lungo termine sarà
guadagnare l'accettazione delle masse, sì che L'USO DELLA COERCIZIONE
FISICA NON SIA NECESSARIO."... il nostro STRUMENTO in questa direzione
sarà il CONTROLLO DEI MEZZI DI COMUNICAZIONE di massa...". Ecco spiegato
perché argomenti come le scie chimiche non trovano quasi mai spazio sui
media più importanti, salvo per denigrare chi li tratta.
"L'azione dei media sarà mirata a convogliare la realtà e la forza del colpo, anzichè giustificarlo"
Qui viene la parte migliore:
"Ogni individuo che si oppone dovrà operare in isolamento. Quindi
dobbiamo fare ogni sforzo per sopprimere quel genere di notizie. Se
qualche resistenza compare, dobbiamo SOTTOLINEARE CON FORZA CHE ESSA
VIENE DA ISOLATI, OSTINATI INDIVIDUI, MAL INFORMATI E DISONESTI, che non
sono affiliati a nessun gruppo o partito importante. Il lavoro costante
sul tema dell'isolamento farà APPARIRE LA RESISTENZA INUTILE E
PERICOLOSA".
"Faremo uso di SELEZIONE adatta di FRASI SGRADEVOLI (per esempio
ANTI-AMERICANISMO, ANTI-SEMITISMO... oppure, aggiungo io,
SCIACHIMISTA... PARANOICO OSSESSIONATO.... ) Anche se il loro
significato è stato oscurato dal loro normale uso costante e deliberato,
esse restano utili come indicatori del nostro impeccabile
nazionalismo".
In queste frasi qualcuno si è forse riconosciuto?
"Per quanto ci riguarda, d'accordo con pochi ma coraggiosi ricercatori, riteniamo che il 9 11 fu ideato da anime nere, da insospettabili personaggi il cui quartier generale è..."
e ... cosa stanno progettando ora (le "anime nere") con la FEMA, ISON, 15.000 russi a Baltimora dal 1 ottobre?