Straker sei un cretino!!!
https://archive.is/ubIZ6
Scopo del Blog
Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.
Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.
Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.
Ciao e grazie della visita.
Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:
http://indipezzenti.blogspot.ch/
https://www.facebook.com/Task-Force-Butler-868476723163799/
Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.
Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.
Ciao e grazie della visita.
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Monday, June 12, 2017
Tuesday, April 11, 2017
Friday, April 29, 2016
Sunday, April 24, 2016
L'alluminio frena la crescita delle piante (articolo di Beatrice Salvemini)
http://www.tankerenemy.com/2016/04/lalluminio-frena-la-crescita-delle.html
Ovviamente l'articolo non fa alcun cenno alle scie chimiche che, ricordiamolo, SONO UNA CAZZATA.
Inoltre mi pare inutile sottolineare che l'immagine utilizzata dallo Strakkino è, ovviamente, taroccata.
L'originale è questa
e la trovate qui.
https://archive.is/6stUh
Saturday, February 13, 2016
Genocidio silenzioso
mastrocigliegia Saturday, February 13, 2016 at 4:31:00 PM GMT+1
A proposito di "credenziali scientifiche".
Nell' epitome (cit) che costituisce il suo ultimo lavoro ( http://anonymouse.org/cgi-bin/anon-www.cgi/http://www.tankerenemy.com/2016/02/genocidio-silenzioso.html ) compare tutte le tre volte (quindi è escluso il casuale errore di battitura) il termine glisofato invece di glifosato, cioè l'erbicida.
Poi straker fa l'offeso se si dice che neanche lui sa di cosa sta parlando...
Nell' epitome (cit) che costituisce il suo ultimo lavoro ( http://anonymouse.org/cgi-bin/anon-www.cgi/http://www.tankerenemy.com/2016/02/genocidio-silenzioso.html ) compare tutte le tre volte (quindi è escluso il casuale errore di battitura) il termine glisofato invece di glifosato, cioè l'erbicida.
Poi straker fa l'offeso se si dice che neanche lui sa di cosa sta parlando...
https://archive.is/yPA5b
Thursday, February 11, 2016
Dal 2015 forte impennata nella richiesta di alluminio sui mercati mondiali
La richiesta di alluminio si e' talmente impennata dal 2015 che il prezzo e' calato del 25%. Economia, questa sconosciuta...
http://www.investing.com/commodities/aluminum-streaming-chart
https://archive.is/zRk5A
http://www.investing.com/commodities/aluminum-streaming-chart
https://archive.is/zRk5A
Labels:
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jet fuel,
metalli neurotossici,
Scie chimiche,
Tanker Enemy
Sunday, February 7, 2016
Dannazione! Non ho perso l’aereo...
Dannazione! Ho fatto l'ennesima figura di merda...
Nell'articolo il comandante scrive:
il Boeing 777-300 stava sorvolando la città di Keflavik, in Islanda, quando una voce in filodiffusione ha dichiarato un “allarme sanitario”
Nel primo commento sempre il comandante scrive:
in genere, gli episodi di "fumo in cabina" si verificano durante la fase di salita o in quella di discesa, laddove l'aereo "taglia", per pochi istanti, gli strati di copertura artificiale posti a quote relativamente basse (tra i 1500 ed in 6000 metri)
Vediamo la rotta seguita dall'aereo in questione:
Notare la scala in basso a destra. Che dite, in 1000 e passa chilometri la fase di salita era completa oppure no?
https://archive.is/J49GT
Nell'articolo il comandante scrive:
il Boeing 777-300 stava sorvolando la città di Keflavik, in Islanda, quando una voce in filodiffusione ha dichiarato un “allarme sanitario”
Nel primo commento sempre il comandante scrive:
in genere, gli episodi di "fumo in cabina" si verificano durante la fase di salita o in quella di discesa, laddove l'aereo "taglia", per pochi istanti, gli strati di copertura artificiale posti a quote relativamente basse (tra i 1500 ed in 6000 metri)
Vediamo la rotta seguita dall'aereo in questione:
Notare la scala in basso a destra. Che dite, in 1000 e passa chilometri la fase di salita era completa oppure no?
https://archive.is/J49GT
Thursday, December 3, 2015
Ennesimo tentativo di legittimare la geoingegneria clandestina: spargere polvere di diamante per ridurre la "febbre" del pianeta
http://www.tankerenemy.com/2015/12/ennesimo-tentativo-di-legittimare-la.html
https://archive.is/k5u8g
Monday, November 23, 2015
Friday, October 23, 2015
I cazzari rosicano ancora
La vergognosa rimozione dell’articolo referato scritto dal geofisico Michael J. Herndon
http://www.tankerenemy.com/2015/10/la-vergognosa-rimozione-dellarticolo.html
https://archive.is/rFAQ0
Strakkino, non c'è alcun "intervento dei negazionisti" dietro la rimozione dell'articolo "scientifico" del tuo compare cazzaro.
Semplicemente l'articolo "scientifico" era una immane puttanata. Qui le vere ragioni del ritiro.
Friday, September 18, 2015
La vera meteorologia contro le falsificazioni del negazionismo
http://www.tankerenemy.com/2015/08/la-vera-meteorologia-contro-le.html#.Vd3MpUUWVel
pagina freezata qui:
Pubblicato da Zret
pagina freezata qui:
Pubblicato da Zret
Thursday, September 17, 2015
L'inquinamento da peti nella cameretta rende dementi
L’inquinamento da polveri sottili uccide
http://www.tankerenemy.com/2015/09/linquinamento-da-polveri-sottili-uccide.html
Tuesday, May 19, 2015
Studio denuncia che la sinergia tra alluminio e glifosato può indurre patologie della ghiandola pineale e disbiosi intestinale
http://scienzamarcia.blogspot.ch/2015/05/studio-denuncia-che-la-sinergia-tra.html
Traduzione dell’abstract (riassunto) dell’articolo “Aluminum and Glyphosate Can Synergistically Induce Pineal Gland Pathology: Connection to Gut Dysbiosis and Neurological Disease” pubblicato nel 2015 sulla rivista Agricultural Sciences, 6, 42-70. doi: 10.4236/as.2015.61005, scritto da Seneff Stephanie., Swanson Nancy e Li Chen, reperibile on line al link http://www.scirp.org/Journal/PaperInformation.aspx?PaperID=53106#.VVjoA0aERRk
Studio denuncia che la sinergia tra alluminio e glifosato può indurre patologie della ghiandola pineale e disbiosi intestinale
Traduzione dell’abstract (riassunto) dell’articolo “Aluminum and Glyphosate Can Synergistically Induce Pineal Gland Pathology: Connection to Gut Dysbiosis and Neurological Disease” pubblicato nel 2015 sulla rivista Agricultural Sciences, 6, 42-70. doi: 10.4236/as.2015.61005, scritto da Seneff Stephanie., Swanson Nancy e Li Chen, reperibile on line al link http://www.scirp.org/Journal/PaperInformation.aspx?PaperID=53106#.VVjoA0aERRk
L’articolo
si basa su una vasta bibliografia, citando circa 190 cita articoli
pubblicati su riviste mediche specialistiche. Una riflessione sulle
profonde implicazioni di questa dura realtà verrà pubblicata in un
prossimo articolo sul blog scienzamarcia. Approfondimenti su tale
argomento sono l’articolo sul glifosato
della dottoressa Natasha Campbell-McBride, e l'articolo sulla correlazione celiachia-glifosato, che spero di tradurre quanto prima,
Alluminio
e glifosato possono sinergicamente indurre una patologia della
ghiandola pineale: la connessione con la disbiosi intestinale e le
malattie neurologiche
ABSTRACT (riassunto)
Molte
malattie neurologiche, incluso l’autismo, la depressione, la demenza,
gli stati ansiosi ed il morbo di Parkinson, sono associate con strutture
anormali dei cicli del sonno, che sono direttamente legati alla
disfunzione della ghiandola pineale. La ghiandola pineale è altamente
suscettibile alle tossine ambientali. Due sostanze pervasive nelle
moderne nazioni industrializzate sono l’alluminio ed il glifosato, il
principio attivo dell’erbicida Roundup©. In questo articolo
mostriamo come questi due sostanze tossiche lavorano sinergicamente per
indurre danno neurologico. Il glifosato danneggia i batteri [benefici – N.d.T.]
dell’intestino, portando ad una proliferazione di Clostridium
difficile. Una tossina prodotta da esso, il p-cresol, ha mostrato di
essere correlata all’autismo sia da studi sugli uomini che da studi
basati su modelli animali (topi). Il p-Cresol aumenta l’assorbimento
dell’alluminio per mezzo della transferrina.
L’anemia, un risultato sia del danneggiamento diretto dell’eme da parte dell’alluminio che del danneggiamento della sintesi dell’eme causato dal glifosato, porta ad ipossia, la quale induce un aumento della sintesi della transferrina da parte della ghiandola pineale. La nascita prematura è associata a stress da ipossia e dal sostanziale aumento del rischio di successivo sviluppo dell’autismo, il che porta a collegare l’ipossia all’autismo. Il glifosato chela l’allumino, permettendo all’alluminio ingerito di sorpassare la barriera intestinale. Questo porta all’ipossia indotta dall’anemia, causando neurotossicità e danneggiando la ghiandola pineale. Sia il glifosato che l’alluminio danneggiano gli enzimi del citocromo P450, che sono coinvolti nel metabolismo della melatonina. Inoltre la melatonina viene prodotta dal triptofano, la cui sintesi nelle piante e nei microbi è bloccata dal glifosato.
Dimostriamo anche un ruolo plausibile per la vitamina D3 [la cui produzione è carente a causa del danneggiamento degli enzimi del citocromo P450, che inibiscono l'attivazione della vitamina D3 nel fegato – N.d.T. ] nella disbiosi, nel danneggiamento delle funzioni dell’intestino e nella diminuzione della sintesi della serotonina. Questo articolo propone che un diminuito rifornimento di solfato al cervello faccia da mediatore all’azione sinergica dell’alluminio e del glifosato sulla ghiandola pineale ed i nuclei correlati del mesencefalo.
L’anemia, un risultato sia del danneggiamento diretto dell’eme da parte dell’alluminio che del danneggiamento della sintesi dell’eme causato dal glifosato, porta ad ipossia, la quale induce un aumento della sintesi della transferrina da parte della ghiandola pineale. La nascita prematura è associata a stress da ipossia e dal sostanziale aumento del rischio di successivo sviluppo dell’autismo, il che porta a collegare l’ipossia all’autismo. Il glifosato chela l’allumino, permettendo all’alluminio ingerito di sorpassare la barriera intestinale. Questo porta all’ipossia indotta dall’anemia, causando neurotossicità e danneggiando la ghiandola pineale. Sia il glifosato che l’alluminio danneggiano gli enzimi del citocromo P450, che sono coinvolti nel metabolismo della melatonina. Inoltre la melatonina viene prodotta dal triptofano, la cui sintesi nelle piante e nei microbi è bloccata dal glifosato.
Dimostriamo anche un ruolo plausibile per la vitamina D3 [la cui produzione è carente a causa del danneggiamento degli enzimi del citocromo P450, che inibiscono l'attivazione della vitamina D3 nel fegato – N.d.T. ] nella disbiosi, nel danneggiamento delle funzioni dell’intestino e nella diminuzione della sintesi della serotonina. Questo articolo propone che un diminuito rifornimento di solfato al cervello faccia da mediatore all’azione sinergica dell’alluminio e del glifosato sulla ghiandola pineale ed i nuclei correlati del mesencefalo.
Pubblicato da
corrado
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Thursday, April 16, 2015
Piloti alla gogna
http://www.tankerenemy.com/2015/04/piloti-alla-gogna.html

Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.
Pubblicato da
Zret
Piloti alla gogna

A seguito dell'"incidente"
occorso all’aereo della compagnia tedesca low cost Germanwings, costola
della prestigiosa Lufthansa, di botto la reputazione dei piloti si è
appannata. “Colpa” di Andreas Lubitz (sit ei terra levis), il copilota
del velivolo schiantatosi sulle Alpi francesi il 24 marzo 2015: sùbito
dipinto come un aviere modello, è poi stato, con il passare del tempo,
trasformato in un depresso, in un pazzo, in un folle suicida che ha
voluto trascinare nel suo gesto autodistruttivo altre 149 persone.
E’ ovvio che questo ritratto a tinte fosche è falso [e' ovvio sto cazzo, coglione di uno zretino], ma funzionale agli scopi di chi gestisce il genocidio globale noto in modo eufemistico come “attività di geoingegneria clandestina”.
Fra le numerose stranezze che si sono susseguite dopo l’incidente, spicca l’improvvisa e sospetta attenzione dei media governativi nei confronti dei piloti tout court. E’ un’attenzione che è coincisa con articoli in cui i “nocchieri del cielo” sono ritratti come protagonisti di azioni arrischiate, di gesti inconsulti. Sono lontani i tempi di Francesco Baracca e del Barone rosso, quando aviatore era sinonimo di eroe. Oggi quell’epica età è lontana… Ad esempio, il pilota dell’Alitalia, Maurizio Foglietti, nella sua abitazione di Todi avrebbe dato vita ad uno spettacolo pirotecnico, sparando alcuni colpi d’arma da fuoco, probabilmente nel corso di una lite. Era la sera di Pasqua. Non pago di tale impresa, il Foglietti si è poi cimentato in una scorribanda automobilistica sulle strade umbre, con tanto di sorpasso spericolato, incidente ed alcool test positivo. Ne sono seguite la denuncia a piede libero per opera dei Carabinieri e la sospensione della patente. Per le sue intemperanze l’Alitalia aveva già sollevato il pilota dall’attività di volo.
Viviamo nell’era della menzogna e le notizie riguardanti Foglietti potrebbero essere o inventate o iperboliche. Questo aspetto, però, non è così importante: è significativo, invece, quello che si nasconde dietro questi presunti fatti e l’enfasi con cui i pennivendoli li divulgano. Il messaggio tende ad eclissare la cronaca reale o fittizia che sia.
http://youtu.be/N_wgX6Wz84c
Occorre compiere un passo indietro: dopo che l’Airwings era precipitato, sùbito numerosi piloti e copiloti si rifiutarono di salire a bordo. Perché? Non erano state ancora partorite le baggianate di Andreas Lubitz psicolabile intento a somministrare potenti diuretici per attuare i suoi inverosimili piani.
Orbene, pare che la berlina mediatica contro i piloti sia un’intimidazione o per lo meno un monito obliquo affinché tacciano a proposito della sindrome aerotossica, causa di gravi problemi di salute tra equipaggi e passeggeri degli aerei, all’origine di sciagure anche mortali.
La situazione peggiora sempre più: ogni anno in media muore un pilota. Lo denuncia Antonio Bordoni, esperto di incidenti aerei ed autore di un saggio intitolato “Piloti malati”. Bordoni individua nello stress l’origine dei decessi, ma la parola stress o l’espressione burn out, oggi di moda per indicare il logorio psico-fisico provocato da vari mestieri e professioni, ci sembrano alludere a qualcos’altro. Sì! Alla sindrome aerotossica, legata a doppio filo alla biogeoingegneria illegale. Gli avieri sono presi tra due fuochi: da un lato sanno quali sono i pericoli per la loro salute, dall’altro sono consci che, qualora dovessero sputare il rospo, rischierebbero provvedimenti disciplinari e persino il licenziamento. Così tacciono ed il loro silenzio non è d’oro, ma una colpevole omertà: le malattie e le morti non sono “appannaggio” del personale di bordo. Sono comunque i primi a pagare: chiamatela Nemesi o Giustizia superiore, chiamatelo karma…
E’ ovvio che questo ritratto a tinte fosche è falso [e' ovvio sto cazzo, coglione di uno zretino], ma funzionale agli scopi di chi gestisce il genocidio globale noto in modo eufemistico come “attività di geoingegneria clandestina”.
Fra le numerose stranezze che si sono susseguite dopo l’incidente, spicca l’improvvisa e sospetta attenzione dei media governativi nei confronti dei piloti tout court. E’ un’attenzione che è coincisa con articoli in cui i “nocchieri del cielo” sono ritratti come protagonisti di azioni arrischiate, di gesti inconsulti. Sono lontani i tempi di Francesco Baracca e del Barone rosso, quando aviatore era sinonimo di eroe. Oggi quell’epica età è lontana… Ad esempio, il pilota dell’Alitalia, Maurizio Foglietti, nella sua abitazione di Todi avrebbe dato vita ad uno spettacolo pirotecnico, sparando alcuni colpi d’arma da fuoco, probabilmente nel corso di una lite. Era la sera di Pasqua. Non pago di tale impresa, il Foglietti si è poi cimentato in una scorribanda automobilistica sulle strade umbre, con tanto di sorpasso spericolato, incidente ed alcool test positivo. Ne sono seguite la denuncia a piede libero per opera dei Carabinieri e la sospensione della patente. Per le sue intemperanze l’Alitalia aveva già sollevato il pilota dall’attività di volo.
Viviamo nell’era della menzogna e le notizie riguardanti Foglietti potrebbero essere o inventate o iperboliche. Questo aspetto, però, non è così importante: è significativo, invece, quello che si nasconde dietro questi presunti fatti e l’enfasi con cui i pennivendoli li divulgano. Il messaggio tende ad eclissare la cronaca reale o fittizia che sia.
http://youtu.be/N_wgX6Wz84c
Occorre compiere un passo indietro: dopo che l’Airwings era precipitato, sùbito numerosi piloti e copiloti si rifiutarono di salire a bordo. Perché? Non erano state ancora partorite le baggianate di Andreas Lubitz psicolabile intento a somministrare potenti diuretici per attuare i suoi inverosimili piani.
Orbene, pare che la berlina mediatica contro i piloti sia un’intimidazione o per lo meno un monito obliquo affinché tacciano a proposito della sindrome aerotossica, causa di gravi problemi di salute tra equipaggi e passeggeri degli aerei, all’origine di sciagure anche mortali.
La situazione peggiora sempre più: ogni anno in media muore un pilota. Lo denuncia Antonio Bordoni, esperto di incidenti aerei ed autore di un saggio intitolato “Piloti malati”. Bordoni individua nello stress l’origine dei decessi, ma la parola stress o l’espressione burn out, oggi di moda per indicare il logorio psico-fisico provocato da vari mestieri e professioni, ci sembrano alludere a qualcos’altro. Sì! Alla sindrome aerotossica, legata a doppio filo alla biogeoingegneria illegale. Gli avieri sono presi tra due fuochi: da un lato sanno quali sono i pericoli per la loro salute, dall’altro sono consci che, qualora dovessero sputare il rospo, rischierebbero provvedimenti disciplinari e persino il licenziamento. Così tacciono ed il loro silenzio non è d’oro, ma una colpevole omertà: le malattie e le morti non sono “appannaggio” del personale di bordo. Sono comunque i primi a pagare: chiamatela Nemesi o Giustizia superiore, chiamatelo karma…
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Tuesday, April 14, 2015
Benvenuti a bordo!
http://www.tankerenemy.com/2015/04/benvenuti-bordo.html

Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.
Pubblicato da Zret
Benvenuti a bordo!

Con
enfasi l’aereo è decantato come il mezzo di trasporto più sicuro: il
numero di persone che muore in incidenti stradali ogni anno è superiore a
quello dei passeggeri periti in disastri aerei. Tuttavia oggigiorno la
tanto magnificata sicurezza dei voli appare per lo meno incrinata. E’ un
mito ormai in gran parte sfatato.
Che cosa succede attualmente ai viaggiatori, soprattutto a coloro che usufruiscono delle allettanti proposte ammannite dalle compagnie low cost? Tra sindrome aerotossica, trasvolate sobbalzanti con traiettorie “turistiche”, a zig zag e perigliose quote radenti centri abitati e montagne, i passeggeri affrontano rischi del tutto ignoti, prima che l’operazione “geoingegneria clandestina” diventasse pressoché planetaria (dal 2007) con il coinvolgimento totale dei vettori commerciali. [czretino, in questi ultimi 12 mesi ho preso 42 voli low cost e in nessuno di questi si sono verificati casi si sindrome aerotossica (tranne una tizia che l'altro giorno si e' smaltata le unghie), abbiamo ballato un paio di volte a causa del vento forte, non abbiamo mai fatto zig-zag strani e non abbiamo mai volato a quote perigliose e radenti. Ma dimmi, tu in questi ultimi 12 mesi quanti voli hai fatto?]
Il pericolo maggiore è senza dubbio costituito dalla sindrome aerotossica (vulgo “fumo in cabina”, in inglese "fume event") che può colpire sia i passeggeri sia l’equipaggio: si va dal malessere con senso di stordimento e nausea sino a gravi ed invalidanti problemi neurologici. Qualche pilota ci ha persino lasciato le penne… E’ ovvio che i soggetti più esposti a questa patologia sono coloro che, per ragioni di lavoro o di studio, prendono spesso l’aereo, oltre al personale di bordo: piloti, copiloti ed assistenti di volo.

I carburanti avio, gli additivi usati nei combustibili nonché gli oli lubrificanti, come è noto, sono all’origine di questa sindrome: il nanoparticolato neurotossico che penetra nella cabina passeggeri ed in quella di pilotaggio contamina l’aria che i motori turbofan aspirano dall’esterno. A poco servirebbero mascherine o filtri nasali disponibili sul mercato, poiché questi presidi non filtrano il particolato finissimo in grado di superare la barriera emato-encefalica. Il problema si acuisce, se si considera che in Italia l’affezione in oggetto è sconosciuta ai più, sicché quasi nessuno prende le precauzioni per arginare eventuali danni. Si deve, però, riconoscere che l’unica misura davvero efficace contro il pericolo di intossicazione sia evitare di imbarcarsi su un volo commerciale.

Anche le rotte e le altitudini chimiche seguite oggi dalla maggior parte dei voli civili sono un potenziale azzardo: da un punto di vista statistico, è inevitabile che, considerando il traffico frenetico sopra le nostre povere teste, qualche aereo si trovi, prima o poi, in condizioni di emergenza. Sono circostanze che possono rivelarsi fatali, come è dimostrato dalla recente sciagura occorsa all’airbus della Germanwings. Non è un episodio isolato: ad esempio, si può ricordare che alcuni anni addietro due unità collisero nei cieli sopra la Sila. Anche in quell'occasione il cover up fu efficacissimo e dell'incidente pochi sono a conoscenza.
Le persone che si avventurano su un aereo, oltre a viaggiare in condizioni spartane e soggette a mille vincoli, devono sapere che li attende un “giro emozionante” simile a quello di Paolo Villaggio che, vinta una vacanza in una meta turistica, si avventura in un’allucinante odissea aerea. I biglietti costano pochissimo, ma si paga lo scotto dello sconto: come generi di conforto sono offerte caramelle risalenti al Paleolitico inferiore, con la carta ormai transustanziata nelle caramelle stesse. Non manca un caffè all’aroma di risciacquatura. Intanto tra vuoti d’aria, improvvise cabrate, discese e cambi di rotta, atterraggi di emergenza per l'esaurimento prematuro del carburante, tutte situazioni motivate dalle esigenze connesse alle famigerate operazioni, sembra di essere sulle montagne russe. Insomma, ci si sente come in un film. Solo che un film è finzione, mentre qui ci riferiamo ad un’atroce realtà.
Bon voyage…
Che cosa succede attualmente ai viaggiatori, soprattutto a coloro che usufruiscono delle allettanti proposte ammannite dalle compagnie low cost? Tra sindrome aerotossica, trasvolate sobbalzanti con traiettorie “turistiche”, a zig zag e perigliose quote radenti centri abitati e montagne, i passeggeri affrontano rischi del tutto ignoti, prima che l’operazione “geoingegneria clandestina” diventasse pressoché planetaria (dal 2007) con il coinvolgimento totale dei vettori commerciali. [czretino, in questi ultimi 12 mesi ho preso 42 voli low cost e in nessuno di questi si sono verificati casi si sindrome aerotossica (tranne una tizia che l'altro giorno si e' smaltata le unghie), abbiamo ballato un paio di volte a causa del vento forte, non abbiamo mai fatto zig-zag strani e non abbiamo mai volato a quote perigliose e radenti. Ma dimmi, tu in questi ultimi 12 mesi quanti voli hai fatto?]
Il pericolo maggiore è senza dubbio costituito dalla sindrome aerotossica (vulgo “fumo in cabina”, in inglese "fume event") che può colpire sia i passeggeri sia l’equipaggio: si va dal malessere con senso di stordimento e nausea sino a gravi ed invalidanti problemi neurologici. Qualche pilota ci ha persino lasciato le penne… E’ ovvio che i soggetti più esposti a questa patologia sono coloro che, per ragioni di lavoro o di studio, prendono spesso l’aereo, oltre al personale di bordo: piloti, copiloti ed assistenti di volo.

I carburanti avio, gli additivi usati nei combustibili nonché gli oli lubrificanti, come è noto, sono all’origine di questa sindrome: il nanoparticolato neurotossico che penetra nella cabina passeggeri ed in quella di pilotaggio contamina l’aria che i motori turbofan aspirano dall’esterno. A poco servirebbero mascherine o filtri nasali disponibili sul mercato, poiché questi presidi non filtrano il particolato finissimo in grado di superare la barriera emato-encefalica. Il problema si acuisce, se si considera che in Italia l’affezione in oggetto è sconosciuta ai più, sicché quasi nessuno prende le precauzioni per arginare eventuali danni. Si deve, però, riconoscere che l’unica misura davvero efficace contro il pericolo di intossicazione sia evitare di imbarcarsi su un volo commerciale.

Anche le rotte e le altitudini chimiche seguite oggi dalla maggior parte dei voli civili sono un potenziale azzardo: da un punto di vista statistico, è inevitabile che, considerando il traffico frenetico sopra le nostre povere teste, qualche aereo si trovi, prima o poi, in condizioni di emergenza. Sono circostanze che possono rivelarsi fatali, come è dimostrato dalla recente sciagura occorsa all’airbus della Germanwings. Non è un episodio isolato: ad esempio, si può ricordare che alcuni anni addietro due unità collisero nei cieli sopra la Sila. Anche in quell'occasione il cover up fu efficacissimo e dell'incidente pochi sono a conoscenza.
Le persone che si avventurano su un aereo, oltre a viaggiare in condizioni spartane e soggette a mille vincoli, devono sapere che li attende un “giro emozionante” simile a quello di Paolo Villaggio che, vinta una vacanza in una meta turistica, si avventura in un’allucinante odissea aerea. I biglietti costano pochissimo, ma si paga lo scotto dello sconto: come generi di conforto sono offerte caramelle risalenti al Paleolitico inferiore, con la carta ormai transustanziata nelle caramelle stesse. Non manca un caffè all’aroma di risciacquatura. Intanto tra vuoti d’aria, improvvise cabrate, discese e cambi di rotta, atterraggi di emergenza per l'esaurimento prematuro del carburante, tutte situazioni motivate dalle esigenze connesse alle famigerate operazioni, sembra di essere sulle montagne russe. Insomma, ci si sente come in un film. Solo che un film è finzione, mentre qui ci riferiamo ad un’atroce realtà.
Bon voyage…
Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.
Pubblicato da Zret
Wednesday, April 8, 2015
L’alluminio nel suolo danneggia le colture
http://www.tankerenemy.com/2015/04/lalluminio-nel-suolo-danneggia-le.html
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Pubblicato da Zret
L’alluminio nel suolo danneggia le colture
Una recente ricerca conferma – lo denunciamo da anni - che i suoli sono contaminati dall’alluminio. Non è l’alluminio di origine geologica, a differenza di quanto affermato dalla disinformazione,
ma quello derivante dalla geoingegneria clandestina. Davvero
sbalorditivo e, al tempo stesso, vergognoso il “rimedio” suggerito dagli
“esperti”, ossia coltivare piante in grado di resistere a questo
metallo, sì magari transgeniche, secondo il solito, collaudato schema
problema-reazione-risoluzione.

Negli ultimi quarant’anni anni un terzo dei terreni coltivabili di tutto il mondo è stato perso perché non produceva più. Uno degli elementi maggiormente responsabili di questo processo è l’alluminio che costituisce un problema in particolare per i suoli acidi: circa il 40% dei terreni agricoli del mondo. In questi suoli, i minerali si dissolvono e rilasciano in soluzione il metallo, che poi limita la crescita delle piante. Nonostante gli effetti dell’alluminio fossero noti sin dai primi del Novecento, le ragioni alla base della sua tossicità non sono mai state comprese fino in fondo.
Grazie ad una combinazione di tecniche e all’uso del microscopio TwinMic, che usa la luce di sincrotrone di Elettra, l’équipe di ricerca di Elettra Sincrotrone Trieste in AREA Science Park, ha ‘fotografato’ per la prima volta le modalità d’accumulo dell’alluminio nelle radici dei semi di soia, in funzione dei tempi di esposizione.
Lo studio ha dimostrato che le conseguenze tossiche dell’alluminio sono estremamente rapide, manifestandosi già a partire dai primi cinque minuti di esposizione al metallo e sono dovuti a un’inibizione diretta dell’allungamento di determinate cellule situate all’apice della radice e direttamente responsabili della sua crescita.
“Impiegando TwinMic e la tecnica della fluorescenza ai raggi X – commenta Alessandra Gianoncelli, ricercatrice di Elettra – siamo riusciti ad ottenere una serie di mappe chimiche che hanno evidenziato come l’alluminio si concentri nelle pareti di queste cellule, impedendone l’allentamento e l’allungamento necessari. In questo modo le radici non possono crescere e la pianta non potrà accedere all’acqua ed ai nutrienti necessari per portare a termine il ciclo riproduttivo. L’effetto è già chiaramente visibile in pochi minuti, ma, anche lasciando passare 24 ore, le cellule in cui l’alluminio si è concentrato sono sempre quelle collocate nella stessa zona della radice”.
“Questo studio – precisa Peter Kopittke dell’Università australiana del Queensland, primo autore della pubblicazione – è una chiave importante per la corretta costruzione di strategie atte a contrastare la perdita dei suoli agricoli. Una possibile soluzione per tutelare la produzione agricola passa, infatti, attraverso la produzione di colture più resistenti all’alluminio (sic!!!). A questo scopo la conoscenza dei meccanismi d’accumulo e d’azione del metallo, a livello cellulare e subcellulare, è di fondamentale importanza”.
La ricerca, pubblicata sulla rivista “Plant physiology”, ha visto la collaborazione di Università del Queensland (Australia), Università dell’Australia del Sud, Università di Oxford ed Elettra Sincrotrone Trieste in AREA Science Park.
Fonte: greenplanner

Negli ultimi quarant’anni anni un terzo dei terreni coltivabili di tutto il mondo è stato perso perché non produceva più. Uno degli elementi maggiormente responsabili di questo processo è l’alluminio che costituisce un problema in particolare per i suoli acidi: circa il 40% dei terreni agricoli del mondo. In questi suoli, i minerali si dissolvono e rilasciano in soluzione il metallo, che poi limita la crescita delle piante. Nonostante gli effetti dell’alluminio fossero noti sin dai primi del Novecento, le ragioni alla base della sua tossicità non sono mai state comprese fino in fondo.
Grazie ad una combinazione di tecniche e all’uso del microscopio TwinMic, che usa la luce di sincrotrone di Elettra, l’équipe di ricerca di Elettra Sincrotrone Trieste in AREA Science Park, ha ‘fotografato’ per la prima volta le modalità d’accumulo dell’alluminio nelle radici dei semi di soia, in funzione dei tempi di esposizione.
Lo studio ha dimostrato che le conseguenze tossiche dell’alluminio sono estremamente rapide, manifestandosi già a partire dai primi cinque minuti di esposizione al metallo e sono dovuti a un’inibizione diretta dell’allungamento di determinate cellule situate all’apice della radice e direttamente responsabili della sua crescita.
“Impiegando TwinMic e la tecnica della fluorescenza ai raggi X – commenta Alessandra Gianoncelli, ricercatrice di Elettra – siamo riusciti ad ottenere una serie di mappe chimiche che hanno evidenziato come l’alluminio si concentri nelle pareti di queste cellule, impedendone l’allentamento e l’allungamento necessari. In questo modo le radici non possono crescere e la pianta non potrà accedere all’acqua ed ai nutrienti necessari per portare a termine il ciclo riproduttivo. L’effetto è già chiaramente visibile in pochi minuti, ma, anche lasciando passare 24 ore, le cellule in cui l’alluminio si è concentrato sono sempre quelle collocate nella stessa zona della radice”.
“Questo studio – precisa Peter Kopittke dell’Università australiana del Queensland, primo autore della pubblicazione – è una chiave importante per la corretta costruzione di strategie atte a contrastare la perdita dei suoli agricoli. Una possibile soluzione per tutelare la produzione agricola passa, infatti, attraverso la produzione di colture più resistenti all’alluminio (sic!!!). A questo scopo la conoscenza dei meccanismi d’accumulo e d’azione del metallo, a livello cellulare e subcellulare, è di fondamentale importanza”.
La ricerca, pubblicata sulla rivista “Plant physiology”, ha visto la collaborazione di Università del Queensland (Australia), Università dell’Australia del Sud, Università di Oxford ed Elettra Sincrotrone Trieste in AREA Science Park.
Fonte: greenplanner
Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.
Pubblicato da Zret
Tuesday, March 10, 2015
E' ufficiale: negli aerei di linea si muore a causa dei gas tossici in cabina
http://www.tankerenemy.com/2015/03/e-ufficiale-negli-aerei-di-linea-si.html
Pubblicato da Straker
E' ufficiale: negli aerei di linea si muore a causa dei gas tossici in cabina
La
sindrome aerotossica è oggetto di un numero crescente di articoli, di
inchieste televisive inquietanti e di un'interrogazione al Parlamento
europeo. Con l'espressione “sindrome aerotossica"
viene designata una serie di danni neurologici derivanti
dall'inalazione di aria contaminata a bordo di un aeromobile. Il
fenomeno colpisce tanto i piloti quanto il personale di cabina nonché i passeggeri,
producendo talvolta conseguenze gravi ed invalidanti. Di solito si
attribuisce il problema ai vapori tossici di olio lubrificante che
filtrano all’interno delle cabine dei velivoli, tra cui il tricresyl phosphate, ma, alla luce delle recenti acquisizioni è ormai chiaro che tra gli "agenti killer" vanno annoverati anche gli additivi-lubrificanti come lo STADIS 450 ed il metilciclopentadienil-tricarbonil-manganese (MMT).
Ciò, evidentemente, chiama in causa le "chemtrails", il cui rilascio è
funzionale alle esigenze strategiche consigliate a suo tempo da Edward Teller e, nella fattispecie, evidenzia come manganese e bario in associazione al trimetilalluminio
(in uso all'aeronautica civile e militare) siano il fulcro delle
attività di geoingegneria clandestina. Questi composti penetrano nelle
cabine piloti e nelle sezioni passeggeri, visto che l'aria contaminata
viene prelevata dall'esterno, solitamente, da una o più gondole motori.
Bisogna chiedersi il motivo per cui il problema sia nato attorno alla fine degli anni '90 del XX secolo, proprio in concomitanza con l'avvio del "Progetto Teller". La reticenza degli organi preposti alla "tutela della salute", la levata di scudi per opera delle compagnie aeree che minimizzano il problema, la scarsità di studi medici sul fenomeno inducono a sospettare che la sindrome in oggetto sia legata, in qualche modo, alle operazioni di avvelenamento della biosfera. Tra l’altro, per quale ragione il progresso tecnologico, che dovrebbe rendere gli aerei più sicuri, nel campo dell'aviazione latita in modo tanto evidente a tal punto che i viaggi in aereo attuali sono molto più azzardati rispetto a quelli dei decenni scorsi? Nel frattempo la cronaca racconta di un pilota di Albione deceduto per i gas inalati: non è il primo e probabilmente non sarà l’ultimo…

Regno Unito 23 febbraio 2015 - Un'inchiesta in merito alla pericolosità dei gas tossici sugli aerei è stata aperta nel Regno Unito, a seguito della morte di un pilota della British Airways nel 2012. L'uomo è Richard Westgate, scomparso a 43 anni e sarebbe stato ucciso da gas tossici in cabina. Almeno questo è quanto ha stabilito un coroner britannico, Stanhope Payne, per cui il decesso del pilota potrebbe derivare dalle esalazioni nocive che si diffondono nelle cabine a causa del sistema di aspirazione dell’aria.

Gli inquirenti hanno chiesto alla compagnia aerea ed all'Ente per l'aviazione civile di intraprendere "azioni urgenti" per verificare la presenza di sostanze dannose per l'uomo. Secondo la famiglia del pilota, la morte è stata causata dalla 'sindrome aerotossica', una patologia identificata per la prima volta negli Stati Uniti nel 1999. La patologia dipende dall'inalazione di aria contaminata a bordo di un velivolo. Le compagnie sono consapevoli dei vapori tossici di olio lubrificante usato nei motori: per questa ragione sugli aerei esistono dei sistemi di filtraggio. Tuttavia con il tempo o a causa di una manutenzione inadeguata, i filtri possono rompersi e i gas pericolosi possono penetrare in cabina. Per i vettori non esistono rischi per la salute dei passeggeri né dell'equipaggio, perché il fenomeno è occasionale (sic!). Tuttavia alcune organizzazioni da anni denunciano che esiste un reale pericolo per i viaggiatori abituali.
Fonte: Rainews.it
Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati. [che cazzo dici, se sei tu ad averlo copiato per primo]Bisogna chiedersi il motivo per cui il problema sia nato attorno alla fine degli anni '90 del XX secolo, proprio in concomitanza con l'avvio del "Progetto Teller". La reticenza degli organi preposti alla "tutela della salute", la levata di scudi per opera delle compagnie aeree che minimizzano il problema, la scarsità di studi medici sul fenomeno inducono a sospettare che la sindrome in oggetto sia legata, in qualche modo, alle operazioni di avvelenamento della biosfera. Tra l’altro, per quale ragione il progresso tecnologico, che dovrebbe rendere gli aerei più sicuri, nel campo dell'aviazione latita in modo tanto evidente a tal punto che i viaggi in aereo attuali sono molto più azzardati rispetto a quelli dei decenni scorsi? Nel frattempo la cronaca racconta di un pilota di Albione deceduto per i gas inalati: non è il primo e probabilmente non sarà l’ultimo…

Regno Unito 23 febbraio 2015 - Un'inchiesta in merito alla pericolosità dei gas tossici sugli aerei è stata aperta nel Regno Unito, a seguito della morte di un pilota della British Airways nel 2012. L'uomo è Richard Westgate, scomparso a 43 anni e sarebbe stato ucciso da gas tossici in cabina. Almeno questo è quanto ha stabilito un coroner britannico, Stanhope Payne, per cui il decesso del pilota potrebbe derivare dalle esalazioni nocive che si diffondono nelle cabine a causa del sistema di aspirazione dell’aria.

Gli inquirenti hanno chiesto alla compagnia aerea ed all'Ente per l'aviazione civile di intraprendere "azioni urgenti" per verificare la presenza di sostanze dannose per l'uomo. Secondo la famiglia del pilota, la morte è stata causata dalla 'sindrome aerotossica', una patologia identificata per la prima volta negli Stati Uniti nel 1999. La patologia dipende dall'inalazione di aria contaminata a bordo di un velivolo. Le compagnie sono consapevoli dei vapori tossici di olio lubrificante usato nei motori: per questa ragione sugli aerei esistono dei sistemi di filtraggio. Tuttavia con il tempo o a causa di una manutenzione inadeguata, i filtri possono rompersi e i gas pericolosi possono penetrare in cabina. Per i vettori non esistono rischi per la salute dei passeggeri né dell'equipaggio, perché il fenomeno è occasionale (sic!). Tuttavia alcune organizzazioni da anni denunciano che esiste un reale pericolo per i viaggiatori abituali.
Fonte: Rainews.it
Pubblicato da Straker
Wednesday, February 4, 2015
L’oleodotto della N.A.T.O. a cui si approvvigionano le compagnie civili
http://www.tankerenemy.com/2015/02/loleodotto-della-nato-cui-si.html

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.
L’oleodotto della N.A.T.O. a cui si approvvigionano le compagnie civili

Esiste
un’efficace espressione usata dagli economisti, ossia “complesso
militare-industriale” (in inglese military-industrial complex): tale
dicitura denota non solo la stretta connessione tra strutture belliche
ed industrie civili, ma lascia intendere che sovente il confine fra le
due sfere d’interesse è labile. Gli interessi in gioco sono molteplici, i
profitti astronomici: anche nel caso delle attività di geoingegneria
clandestina, in parte occultate dietro l’andirivieni di voli più o meno
regolari (all’apparenza), il nesso di cui sopra è evidente. Ne dà conto
un articolo non recente ma fondamentale. Ne pubblichiamo un estratto in
cui è descritto un oleodotto costruito dalla N.A.T.O.: a questa pipeline
si riforniscono i vettori civili di mezza Europa. Tra l’altro i
carburanti avio, a base di metalli neurotossici, sono esenti da imposte,
pur essendo mille volte più nocivi della benzina per autoveicoli e
nonostante un velivolo normale inquini quanto 500 autoveicoli non catalizzati
[1], con buona pace degli “ecologisti” e della loro isterica crociata
contro i cosiddetti “gas serra”. Inoltre non sono soggetti a controlli.

“Non era un segreto di Stato, ma quasi ed ora il Ministero della difesa, per la prima volta, conferma l’esistenza di un titanico oleodotto militare”. Lo scrisse Francesco Grignetti il 5 febbraio 2007, introducendo il suo articolo “Un oleodotto segreto attraversa l'Italia. Grande Vecchio?” Il pezzo fu pubblicato sul quotidiano "La Stampa".
Ogni giorno migliaia di viaggiatori si imbarcano in uno degli aeroporti europei. I passeggeri non sanno, però, che molte compagnie di bandiera si approvvigionano di carburante dalla N.A.T.O
Gli scali civili serviti dall’oleodotto della N.A.T.O. sono i seguenti:
- Aeroporto di Bruxelles (Belgio)
- Bierset Airport a Liege (Belgio)
- Scalo di Koln-Bonn (Germania)
- Aeroporto di Frankfurt am Main (Germania)
- Schiphol Airport di Amsterdam (Paesi bassi)
- Findel Airport (Granducato del Lussemburgo)
A questa lista vanno aggiunti gli aeroporti militari aperti al traffico civile. L’apertura degli aeroporti militari al traffico civile è avvenuta nel 2002 ed ha conosciuto una crescita strepitosa dei voli low-cost, anche grazie a condizioni fiscali particolarmente favorevoli: questo settore è, infatti, esentato da tasse e da controlli sulle emissioni inquinanti. Come se non bastasse, il traffico aereo low-cost usufruisce di finanziamenti pubblici.
Una rete di distribuzione di carburante di tale complessità ed importanza non può certamente restare segreta. Le persone coinvolte nella costruzione e nella gestione degli impianti sono molte e informate. Nonostante ciò, pochi conoscono questra realtà. Solo qualche fonte giornalistica, ad esempio un servizio di Euronews, si sofferma sul N.A.T.O.- P.O.L. (acronimo che sta per Petroleum Oil Lubrificant), descrivendo uno strumento logistico che si snoda in dieci stati aderenti al Patto atlantico (in Italia assume la sigla di N.I.P.S.).
Fonte: nogeoingegneria
[1] Una stima per difetto paragona l'inquinamento di ogni aereo a quello di 500 auto non catalizzate. L'aeroporto di Malpensa, ad esempio, equivale a 250-300.000 auto al giorno, quello di Linate a 150.000 auto.

“Non era un segreto di Stato, ma quasi ed ora il Ministero della difesa, per la prima volta, conferma l’esistenza di un titanico oleodotto militare”. Lo scrisse Francesco Grignetti il 5 febbraio 2007, introducendo il suo articolo “Un oleodotto segreto attraversa l'Italia. Grande Vecchio?” Il pezzo fu pubblicato sul quotidiano "La Stampa".
Ogni giorno migliaia di viaggiatori si imbarcano in uno degli aeroporti europei. I passeggeri non sanno, però, che molte compagnie di bandiera si approvvigionano di carburante dalla N.A.T.O
Gli scali civili serviti dall’oleodotto della N.A.T.O. sono i seguenti:
- Aeroporto di Bruxelles (Belgio)
- Bierset Airport a Liege (Belgio)
- Scalo di Koln-Bonn (Germania)
- Aeroporto di Frankfurt am Main (Germania)
- Schiphol Airport di Amsterdam (Paesi bassi)
- Findel Airport (Granducato del Lussemburgo)
A questa lista vanno aggiunti gli aeroporti militari aperti al traffico civile. L’apertura degli aeroporti militari al traffico civile è avvenuta nel 2002 ed ha conosciuto una crescita strepitosa dei voli low-cost, anche grazie a condizioni fiscali particolarmente favorevoli: questo settore è, infatti, esentato da tasse e da controlli sulle emissioni inquinanti. Come se non bastasse, il traffico aereo low-cost usufruisce di finanziamenti pubblici.
Una rete di distribuzione di carburante di tale complessità ed importanza non può certamente restare segreta. Le persone coinvolte nella costruzione e nella gestione degli impianti sono molte e informate. Nonostante ciò, pochi conoscono questra realtà. Solo qualche fonte giornalistica, ad esempio un servizio di Euronews, si sofferma sul N.A.T.O.- P.O.L. (acronimo che sta per Petroleum Oil Lubrificant), descrivendo uno strumento logistico che si snoda in dieci stati aderenti al Patto atlantico (in Italia assume la sigla di N.I.P.S.).
Fonte: nogeoingegneria
[1] Una stima per difetto paragona l'inquinamento di ogni aereo a quello di 500 auto non catalizzate. L'aeroporto di Malpensa, ad esempio, equivale a 250-300.000 auto al giorno, quello di Linate a 150.000 auto.
Pubblicato da
Straker
Thursday, January 22, 2015
Geoingegneria clandestina: il coinvolgimento della Monsanto
http://www.tankerenemy.com/2015/01/geoingegneria-clandestina-il.html

La Monsanto, la multinazionale statunitense che, insieme con altri colossi, controlla quasi tutto il mercato agro-alimentare del pianeta, in particolar modo nel settore delle sementi transgeniche, è collegata a doppio filo alla geoingegneria clandestina.
Negli Stati Uniti centrali il mais è la coltivazione principale: l’ampia area in cui si coltiva questo cereale, destinato sia all’alimentazione umana ed animale sia alla produzione dei cosiddetti bio-carburanti, è definita “corn belt”, ossia “fascia del granturco”. La produzione, però, in questi ultimi lustri ha dovuto confrontarsi con i capricci del tempo: siccità in primis, ma anche repentini sbalzi di temperatura e nubifragi hanno danneggiato i raccolti, portato all’indebitamento ed al fallimento piccole e medie aziende. I suoli sono poi contaminati dai soliti metalli delle scie chimiche (bario, alluminio, manganese etc.) ed il Ph è stato alterato. I terreni sono diventati quasi sterili: il massiccio impiego di fertilizzanti artificiali non ha incrementato la produzione, ma solo contribuito ad inquinare l’humus e le falde.
Barbara Peterson, coltivatrice ed esperta di agronomia e zootecnia, denuncia le pesanti pressioni della Monsanto affinché gli ultimi agricoltori che ancora piantano mais naturale si convertano alle sementi geneticamente modificate. Quando le condizioni meteorologiche sono avverse, è una rovina, ma ecco che arrivano i rappresentanti della Monsanto: “Siccità? Abbiamo proprio i semi giusti per voi!”. La Peterson ricorda che, con le buone o con le cattive, essi convincono gli imprenditori a siglare un accordo di quaranta pagine: dopo che hai firmato il contratto, sarai obbligato ad usare le sementi sterili e soprattutto apparterrai alla potentissima società.
Quindi le attività di geoingegneria illegale sono per definizione un attacco diretto alla natura ed all’economia non ancora monopolizzata dalle corporations. Gli aerosol sono uno strumento, uno dei tanti, per ridisegnare il sistema produttivo: le società multinazionali ottengono giganteschi profitti, mentre i piccoli imprenditori finiscono sul lastrico e l’ambiente è trasformato in un’immensa discarica.
Fonte: newhackthematrix.it
Geoingegneria clandestina: il coinvolgimento della Monsanto

La Monsanto, la multinazionale statunitense che, insieme con altri colossi, controlla quasi tutto il mercato agro-alimentare del pianeta, in particolar modo nel settore delle sementi transgeniche, è collegata a doppio filo alla geoingegneria clandestina.
Negli Stati Uniti centrali il mais è la coltivazione principale: l’ampia area in cui si coltiva questo cereale, destinato sia all’alimentazione umana ed animale sia alla produzione dei cosiddetti bio-carburanti, è definita “corn belt”, ossia “fascia del granturco”. La produzione, però, in questi ultimi lustri ha dovuto confrontarsi con i capricci del tempo: siccità in primis, ma anche repentini sbalzi di temperatura e nubifragi hanno danneggiato i raccolti, portato all’indebitamento ed al fallimento piccole e medie aziende. I suoli sono poi contaminati dai soliti metalli delle scie chimiche (bario, alluminio, manganese etc.) ed il Ph è stato alterato. I terreni sono diventati quasi sterili: il massiccio impiego di fertilizzanti artificiali non ha incrementato la produzione, ma solo contribuito ad inquinare l’humus e le falde.
Barbara Peterson, coltivatrice ed esperta di agronomia e zootecnia, denuncia le pesanti pressioni della Monsanto affinché gli ultimi agricoltori che ancora piantano mais naturale si convertano alle sementi geneticamente modificate. Quando le condizioni meteorologiche sono avverse, è una rovina, ma ecco che arrivano i rappresentanti della Monsanto: “Siccità? Abbiamo proprio i semi giusti per voi!”. La Peterson ricorda che, con le buone o con le cattive, essi convincono gli imprenditori a siglare un accordo di quaranta pagine: dopo che hai firmato il contratto, sarai obbligato ad usare le sementi sterili e soprattutto apparterrai alla potentissima società.
Quindi le attività di geoingegneria illegale sono per definizione un attacco diretto alla natura ed all’economia non ancora monopolizzata dalle corporations. Gli aerosol sono uno strumento, uno dei tanti, per ridisegnare il sistema produttivo: le società multinazionali ottengono giganteschi profitti, mentre i piccoli imprenditori finiscono sul lastrico e l’ambiente è trasformato in un’immensa discarica.
Fonte: newhackthematrix.it
Pubblicato da
Straker
Sunday, December 21, 2014
La prova inconfutabile che siamo avvelenati con il piombo: 571 tonnellate di piombo sono diffuse negli Stati Uniti ogni anno attraverso l’aviazione civile
Disinformanti lettori, in attesa dell'ultima autosputtanata degna del perlone 2014 del cialtrone capo (che sara' breve su questi schermi) ecco la troiata del giorno. Si avvicina la fine dell'anno e il nostro fenomeno sta guadagnando punti.
http://www.tankerenemy.com/2014/12/la-prova-inconfutabile-che-siamo.html
Pubblicato da
Straker
http://www.tankerenemy.com/2014/12/la-prova-inconfutabile-che-siamo.html
La prova inconfutabile che siamo avvelenati con il piombo: 571 tonnellate di piombo sono diffuse negli Stati Uniti ogni anno attraverso l’aviazione civile
Un recentissimo studio referato,
[nel caso il cialtrone rimuova li studio referano ne potete trovare una copia qui - riporto una piccola parte dell'abstract, sufficiente a sbufalare il cretino: None of the results obtained exceed allowable EPA standards and therefore should not pose a health risk to surrounding communities] elaborato negli Stati Uniti, denuncia la micidiale contaminazione
dell’ambiente a causa del piombo tetraetile, un additivo (uno dei tanti)
adoperati nei carburanti per aeroplani. La “guerra climatica” quindi,
come scriviamo da tempo, non è vincolata all’impiego di velivoli
militari o di unità aeree modificate ad hoc, ma tutt’uno con le
scorribande dell’aviazione civile che adempie un duplice compito: quello
di trasportare passeggeri e merci e quello, molto più importante, di
perseguire gli scopi distruttivi legati alla geoingegneria clandestina.

Un totale di 571 tonnellate di piombo sono scaricati ogni anno nell’ambiente sopra le nostre teste dagli aerei commerciali, secondo l’E.P.A. [Agenzia statunitense per la protezione (?) dell’ambiente n.d.t.]
Nell’articolo scientifico intitolato "Lead and halogen contamination from aviation fuel additives at Brackett Airfield", è spiegato che è stata usata una strumentazione a raggi X per rilevare i livelli di piombo, cloro e bromo contenuti nei carburanti impiegati nell’aviazione civile e militare. I test hanno dato i seguenti spaventosi risultati:
Piombo: 48 ppm
Bromo: 42,6 ppm
Cloro: 605,2 ppm


Il piombo è un metallo pesante che causa malattie delle ossa, danni cerebrali e tumori. Il cloro è un elemento chimico altamente reattivo con potenti proprietà ossidanti.
Secondo quanto riferisce la rivista “General Aviation News”, circa 68.000 litri di carburanti avio sono stati bruciati ogni giorno nel 2013. Così in un anno sono scaricati nella biosfera non meno di 31.536 chilogrammi di piombo.
Dunque una quantità abnorme di questo metallo pesante ricade su terreni agricoli, foreste, laghi, fiumi, torrenti, oceani, parchi, città etc., contaminando acqua ed alimenti.
Il piombo tetraetile è un classico additivo dei combustibili aeronautici, mentre è stato rimosso dalla benzina per autoveicoli per decisione dell’E.P.A. Negli Stati Uniti è illegale aggiungere piombo nella benzina, ma è perfettamente legale usarlo nei carburanti per velivoli!
Il piombo è un metallo neurotossico particolarmente dannoso per i bambini, in cui provoca problemi cognitivi e comportamentali.
Fonti:
- naturalnews.com
- yournewswire.com

Un totale di 571 tonnellate di piombo sono scaricati ogni anno nell’ambiente sopra le nostre teste dagli aerei commerciali, secondo l’E.P.A. [Agenzia statunitense per la protezione (?) dell’ambiente n.d.t.]
Nell’articolo scientifico intitolato "Lead and halogen contamination from aviation fuel additives at Brackett Airfield", è spiegato che è stata usata una strumentazione a raggi X per rilevare i livelli di piombo, cloro e bromo contenuti nei carburanti impiegati nell’aviazione civile e militare. I test hanno dato i seguenti spaventosi risultati:
Piombo: 48 ppm
Bromo: 42,6 ppm
Cloro: 605,2 ppm


Il piombo è un metallo pesante che causa malattie delle ossa, danni cerebrali e tumori. Il cloro è un elemento chimico altamente reattivo con potenti proprietà ossidanti.
Secondo quanto riferisce la rivista “General Aviation News”, circa 68.000 litri di carburanti avio sono stati bruciati ogni giorno nel 2013. Così in un anno sono scaricati nella biosfera non meno di 31.536 chilogrammi di piombo.
Dunque una quantità abnorme di questo metallo pesante ricade su terreni agricoli, foreste, laghi, fiumi, torrenti, oceani, parchi, città etc., contaminando acqua ed alimenti.
Il piombo tetraetile è un classico additivo dei combustibili aeronautici, mentre è stato rimosso dalla benzina per autoveicoli per decisione dell’E.P.A. Negli Stati Uniti è illegale aggiungere piombo nella benzina, ma è perfettamente legale usarlo nei carburanti per velivoli!
Il piombo è un metallo neurotossico particolarmente dannoso per i bambini, in cui provoca problemi cognitivi e comportamentali.
Fonti:
- naturalnews.com
- yournewswire.com
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