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Scusa Zretino, una domanda.
Ma se lo Stato ti fa così schifo, perché continui ad accettarne lo stipendio?
https://archive.is/OOi0M
Scopo del Blog
Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.
Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.
Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.
Ciao e grazie della visita.
Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:
http://indipezzenti.blogspot.ch/
https://www.facebook.com/Task-Force-Butler-868476723163799/
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Sunday, November 15, 2015
Sunday, December 7, 2014
Italia: dalla deindustrializzazione alla distruzione dell’agricoltura
http://www.tankerenemy.com/2014/12/italia-dalla-deindustrializzazione-alla.html
Italia: dalla deindustrializzazione alla distruzione dell’agricoltura
Ahi serva Italia, di dolor ostello,
nave sanza nocchiere, in gran tempesta,
non donna di province, ma bordello.
(Dante Alighieri, Purg. VI, vv. 1-3)

Anni fa la globalizzazione fu “venduta” come una panacea: avrebbe creato nuovi posti di lavoro in un mercato flessibile, avrebbe portato ad una benefica concorrenza con conseguente riduzione dei prezzi, avrebbe consentito alle nuove generazioni di vivere e lavorare all’estero, avrebbe creato un mercato mondiale in cui vendere ed acquistare tutto ed il contrario di tutto, avrebbe abbattutto le frontiere ideologiche. Naturalmente era un imbroglio.
La globalizzazione, che ha favorito solo le multinazionali, mentre ha danneggiato o distrutto piccole e medie imprese, è stata ed è solo un pretesto ed uno strumento per strappare il tessuto economico di alcuni stati, avvantaggiando l’apparato produttivo di altri paesi, dove la manodopera costa meno ed in cui i lavoratori non sono sindacalizzati. Così i B.R.I.C. (Brasile, Russia, India, Cina) e pochi altri paesi impazzano con le loro materie prime e manufatti in quasi tutto il pianeta, mentre l’Occidente langue sempre più. In particolare talune nazioni europee (soprattutto Grecia ed Italia in questo periodo) sono vittime di politiche fiscali e finanziarie vessatorie, ideate solo per soggiogare ed impoverire. Un popolo debole, affamato, indebitato fino al collo è più facile da controllare ed accetterà obtorto collo anche misure draconiane con il miraggio di risollevarsi.
Le scellerate iniziative attuate dai vari governi italiani, diligenti interpreti di volontà superiori, hanno causato la deindustrializzazione: molti imprenditori hanno chiuso e stanno chiudendo i battenti; chi ha potuto, ha delocalizzato, ossia ha trasferito gli impianti all’estero. Le conseguenze: operai in cassa integrazione o ricollocati o licenziati, disoccupazione crescente, tensioni sociali… Per distruggere il secondario sono stati usati una tassazione esosa, il cosiddetto “cuneo fiscale”, nonché una normativa farraginosa, astrusa e persecutoria che scoraggia chicchessia ad intraprendere un’attività economica anche di tipo individuale. Les jeux sont fait: l’Italia si avvia a diventare un paese ex industriale in cui quasi tutte le merci devono essere importate.
Tuttavia, a differenza di quanto ipotizzava qualche economista, “la terra dove il sì suona” non è destinata a tornare ad un livello agricolo, poiché il settore primario è oggi gravemente compromesso, a causa dell’applicazione di norme assurde e soprattutto grazie a decenni di geoingegneria clandestina. Moria di api, contaminazione dei suoli, parassiti, piogge torrenziali e siccità ad hoc stanno falcidiando i raccolti, portando alla rovina agricoltori ed allevatori non ancora “convertitisi” all’agricoltura ed alla zootecnia industriali, magari tangenti con gli interessi delle aziende leader nel campo delle biotecnologie.
Anni fa prevedemmo e paventammo che ciò sarebbe successo. Il quadro è fosco, poiché i farabutti non si accontentano di dominare e di arricchirsi sempre più. I banchieri internazionali sono molto potenti e spregiudicati, ma al di sopra di loro agiscono altri figuri dagli scopi ancora più inconfessabili.
Come ci spiega lo spaventoso Henry Kissinger, ex segretario di stato durante , già consigliere di papa Benedetto XVI: “Non riposeranno fino a quando non sarà tutto distrutto” .
nave sanza nocchiere, in gran tempesta,
non donna di province, ma bordello.
(Dante Alighieri, Purg. VI, vv. 1-3)

Anni fa la globalizzazione fu “venduta” come una panacea: avrebbe creato nuovi posti di lavoro in un mercato flessibile, avrebbe portato ad una benefica concorrenza con conseguente riduzione dei prezzi, avrebbe consentito alle nuove generazioni di vivere e lavorare all’estero, avrebbe creato un mercato mondiale in cui vendere ed acquistare tutto ed il contrario di tutto, avrebbe abbattutto le frontiere ideologiche. Naturalmente era un imbroglio.
La globalizzazione, che ha favorito solo le multinazionali, mentre ha danneggiato o distrutto piccole e medie imprese, è stata ed è solo un pretesto ed uno strumento per strappare il tessuto economico di alcuni stati, avvantaggiando l’apparato produttivo di altri paesi, dove la manodopera costa meno ed in cui i lavoratori non sono sindacalizzati. Così i B.R.I.C. (Brasile, Russia, India, Cina) e pochi altri paesi impazzano con le loro materie prime e manufatti in quasi tutto il pianeta, mentre l’Occidente langue sempre più. In particolare talune nazioni europee (soprattutto Grecia ed Italia in questo periodo) sono vittime di politiche fiscali e finanziarie vessatorie, ideate solo per soggiogare ed impoverire. Un popolo debole, affamato, indebitato fino al collo è più facile da controllare ed accetterà obtorto collo anche misure draconiane con il miraggio di risollevarsi.
Le scellerate iniziative attuate dai vari governi italiani, diligenti interpreti di volontà superiori, hanno causato la deindustrializzazione: molti imprenditori hanno chiuso e stanno chiudendo i battenti; chi ha potuto, ha delocalizzato, ossia ha trasferito gli impianti all’estero. Le conseguenze: operai in cassa integrazione o ricollocati o licenziati, disoccupazione crescente, tensioni sociali… Per distruggere il secondario sono stati usati una tassazione esosa, il cosiddetto “cuneo fiscale”, nonché una normativa farraginosa, astrusa e persecutoria che scoraggia chicchessia ad intraprendere un’attività economica anche di tipo individuale. Les jeux sont fait: l’Italia si avvia a diventare un paese ex industriale in cui quasi tutte le merci devono essere importate.
Tuttavia, a differenza di quanto ipotizzava qualche economista, “la terra dove il sì suona” non è destinata a tornare ad un livello agricolo, poiché il settore primario è oggi gravemente compromesso, a causa dell’applicazione di norme assurde e soprattutto grazie a decenni di geoingegneria clandestina. Moria di api, contaminazione dei suoli, parassiti, piogge torrenziali e siccità ad hoc stanno falcidiando i raccolti, portando alla rovina agricoltori ed allevatori non ancora “convertitisi” all’agricoltura ed alla zootecnia industriali, magari tangenti con gli interessi delle aziende leader nel campo delle biotecnologie.
Anni fa prevedemmo e paventammo che ciò sarebbe successo. Il quadro è fosco, poiché i farabutti non si accontentano di dominare e di arricchirsi sempre più. I banchieri internazionali sono molto potenti e spregiudicati, ma al di sopra di loro agiscono altri figuri dagli scopi ancora più inconfessabili.
Come ci spiega lo spaventoso Henry Kissinger, ex segretario di stato durante , già consigliere di papa Benedetto XVI: “Non riposeranno fino a quando non sarà tutto distrutto” .
Saturday, December 6, 2014
Inasprimento della pressione fiscale: qual è il vero scopo?
a quanto pare ieri ser azretino ha guardato Crozza
http://zret.blogspot.it/2014/12/inasprimento-della-pressione-fiscale.html

http://zret.blogspot.it/2014/12/inasprimento-della-pressione-fiscale.html
Inasprimento della pressione fiscale: qual è il vero scopo?

Quis custodiet custodes?
I politici “onesti” sono quelli che non sono stati ancora colti con le mani nel sacco.
L’anno prossimo l’I.V.A. su molti prodotti e servizi sarà portata al 25,5 per cento e nel contempo saranno aumentati parecchi balzelli. Che senso ha inasprire la pressione dei vari gravami fiscali? Lo stato aumenterà in questo modo il gettito? No.
Anche un deficiente capisce che i cittadini già tartassati non possono essere spremuti indefinitamente: alla fine dai limoni non si riesce ad ottenere neppure una goccia. Le pecore vanno tosate, non scorticate. E’ palese che il ricavo per l’erario continuerà a diminuire, insieme con la costante flessione dei consumi associata al fallimento di aziende ed imprenditori. Allora perché i vari governi seguitano ad introdurre e ad incrementare i tributi, se sanno che tale politica deprime l’economia e favorisce l’evasione?
Per comprendere gli eventi di questi tempi finali, occorrono nuove, inedite chiavi di lettura. L’inasprimento della pressione fiscale ha come scopo precipuo la sadica vessazione dei cittadini e la loro riduzione in uno stato di indigenza. I ricchi ed i cosiddetti potenti navigano già nell’oro e non hanno alcun bisogno di altro denaro. Le risorse finanziarie solo in minima parte sono destinate ai servizi, il resto serve per garantire il lusso ad una pletora di funzionari e di parassiti, ma giganteschi ladrocini ed artifici contabili da soli bastano per soddisfare questa esigenza. Di nuovo: non è necessario dissanguare ulteriormente i cittadini, pardon i sudditi.
Oggi molti, delusi dal Movimento cinque stelle e da altre formazioni, confidano nei nuovi profeti del nulla, Salvini e la Meloni. Non si è ancora compreso che il sistema confeziona sempre nuovi feticci: un bambolotto ne sostituisce un altro. Il popolo è un eterno bambino capriccioso. Il fantolino, stancatosi presto di un balocco, piange e strepita per averne un altro che è quasi uguale al precedente. Dopo che i genitori gli hanno acquistato il nuovo giocattolo, il pargolo dopo un po’ non ci trova più gusto e ne vuole un altro e così via.
Alla massa l’establishment dona sempre nuovi pupazzi. Qualche idea di Salvini e della Meloni è pure condivisibile, non difettano di una dialettica talora persuasiva, ma essi, volenti o nolenti, sono organici agli apparati e gli apparati sono del tutto irriformabili. D’altronde in passato l’esecutivo, sostenuto dai partiti cui appartengono i due imbonitori, non ha neppure abolito l’I.R.A.P., a differenza di quanto promesso e strombazzato. Avrebbero credibilità solo se aggredissero, senza mezzi termini, il signoraggio bancario e la geoingegneria clandestina.
Che cosa ci si può attendere in una realtà in cui non esiste alcuna differenza tra Stato e mafia, dove la corruzione è endemica, radicata, dove chi controlla e vigila è più disonesto del più incallito delinquente ?
Quando ho appreso dello scandalo romano, con l’osceno connubio tra criminalità organizzata e classe “politica” capitolina, sono rimasto sconvolto, ma non per il marciume scoperto di cui ogni persona con un po’ di sale in zucca può solo essere certa, ma per il fatto che qualche giudice ha indagato e persino disposto misure cautelari. E’ immaginabile che in uno
Stato guasto come quello italiano agisca qualche magistrato integerrimo? Forse le inchieste, destinate comunque ad arenarsi ed a rivelarsi un fuoco di paglia, servono solo ad esacerbare l’opinione pubblica affinché, azzerata l’attuale casta, sia spianata la strada a banditi addirittura peggiori.
Lo ripeto: il sistema non può essere in nessun modo riformato e neppure leggermente migliorato, poiché nel suo D.N.A. albergano il pervertimento e la frode.
Non ci si illuda che la situazione possa evolvere: i politici probi (pochissimi) sono subito silurati o è loro impedito di agire; tutti gli altri sono dei briganti. Alle prossime consultazioni elettorali vedremo probabilmente la Lega nord celebrare un inutile trionfo ed il Movimento cinque stelle, logorato da contraddizioni, tentennamenti ed ambiguità, affondare. Nel contempo affonderà l’Italia... e non solo.
I politici “onesti” sono quelli che non sono stati ancora colti con le mani nel sacco.
L’anno prossimo l’I.V.A. su molti prodotti e servizi sarà portata al 25,5 per cento e nel contempo saranno aumentati parecchi balzelli. Che senso ha inasprire la pressione dei vari gravami fiscali? Lo stato aumenterà in questo modo il gettito? No.
Anche un deficiente capisce che i cittadini già tartassati non possono essere spremuti indefinitamente: alla fine dai limoni non si riesce ad ottenere neppure una goccia. Le pecore vanno tosate, non scorticate. E’ palese che il ricavo per l’erario continuerà a diminuire, insieme con la costante flessione dei consumi associata al fallimento di aziende ed imprenditori. Allora perché i vari governi seguitano ad introdurre e ad incrementare i tributi, se sanno che tale politica deprime l’economia e favorisce l’evasione?
Per comprendere gli eventi di questi tempi finali, occorrono nuove, inedite chiavi di lettura. L’inasprimento della pressione fiscale ha come scopo precipuo la sadica vessazione dei cittadini e la loro riduzione in uno stato di indigenza. I ricchi ed i cosiddetti potenti navigano già nell’oro e non hanno alcun bisogno di altro denaro. Le risorse finanziarie solo in minima parte sono destinate ai servizi, il resto serve per garantire il lusso ad una pletora di funzionari e di parassiti, ma giganteschi ladrocini ed artifici contabili da soli bastano per soddisfare questa esigenza. Di nuovo: non è necessario dissanguare ulteriormente i cittadini, pardon i sudditi.
Oggi molti, delusi dal Movimento cinque stelle e da altre formazioni, confidano nei nuovi profeti del nulla, Salvini e la Meloni. Non si è ancora compreso che il sistema confeziona sempre nuovi feticci: un bambolotto ne sostituisce un altro. Il popolo è un eterno bambino capriccioso. Il fantolino, stancatosi presto di un balocco, piange e strepita per averne un altro che è quasi uguale al precedente. Dopo che i genitori gli hanno acquistato il nuovo giocattolo, il pargolo dopo un po’ non ci trova più gusto e ne vuole un altro e così via.
Alla massa l’establishment dona sempre nuovi pupazzi. Qualche idea di Salvini e della Meloni è pure condivisibile, non difettano di una dialettica talora persuasiva, ma essi, volenti o nolenti, sono organici agli apparati e gli apparati sono del tutto irriformabili. D’altronde in passato l’esecutivo, sostenuto dai partiti cui appartengono i due imbonitori, non ha neppure abolito l’I.R.A.P., a differenza di quanto promesso e strombazzato. Avrebbero credibilità solo se aggredissero, senza mezzi termini, il signoraggio bancario e la geoingegneria clandestina.
Che cosa ci si può attendere in una realtà in cui non esiste alcuna differenza tra Stato e mafia, dove la corruzione è endemica, radicata, dove chi controlla e vigila è più disonesto del più incallito delinquente ?
Quando ho appreso dello scandalo romano, con l’osceno connubio tra criminalità organizzata e classe “politica” capitolina, sono rimasto sconvolto, ma non per il marciume scoperto di cui ogni persona con un po’ di sale in zucca può solo essere certa, ma per il fatto che qualche giudice ha indagato e persino disposto misure cautelari. E’ immaginabile che in uno
Stato guasto come quello italiano agisca qualche magistrato integerrimo? Forse le inchieste, destinate comunque ad arenarsi ed a rivelarsi un fuoco di paglia, servono solo ad esacerbare l’opinione pubblica affinché, azzerata l’attuale casta, sia spianata la strada a banditi addirittura peggiori.
Lo ripeto: il sistema non può essere in nessun modo riformato e neppure leggermente migliorato, poiché nel suo D.N.A. albergano il pervertimento e la frode.
Non ci si illuda che la situazione possa evolvere: i politici probi (pochissimi) sono subito silurati o è loro impedito di agire; tutti gli altri sono dei briganti. Alle prossime consultazioni elettorali vedremo probabilmente la Lega nord celebrare un inutile trionfo ed il Movimento cinque stelle, logorato da contraddizioni, tentennamenti ed ambiguità, affondare. Nel contempo affonderà l’Italia... e non solo.
Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati
Pubblicato da
Zret
Friday, January 18, 2013
Un ricco nel regno dei cieli
zret.blogspot.com/2013/01/un-ricco-nel-regno-dei-cieli_18.html
Un ricco nel regno dei cieli
Si demonizzano la ricchezza ed i ricchi. E’ vero: “E’ più facile che una gomena entri in una cruna di un ago che un ricco nel regno dei cieli”. Tuttavia anche fra i poveri talora albergano la malizia e l’invidia. [1]Il denaro di per sé non è esecrando e allotrio e pure un po' cornigero, purché sia risultato del proprio ingegno e del proprio lavoro, [vallo a spiegare a tuo fratello] purché non provenga dall’usura e dalla frode. [della quale in famiglia siete esperti] Il problema si pone quando si è sopraffatti dalla cupidigia, dalla sfrenatezza, dalla spilorceria: il denaro possiede facilmente chi lo possiede. Ce lo insegna, ad esempio, il bellissimo racconto “La giacca stregata” di Dino Buzzati, il cui protagonista si arricchisce, dopo che un mefistofelico sarto gli ha cucito una giacca. Nella tasca dell’abito, l’uomo trova mazzi di banconote che si materializzano magicamente ogni qual volta sono perpetrati dei delitti. Sono banconote insanguinate.
Si obiurgano [ma parla come mangi, poveretto straccione] i detentori di capitali, le persone che vivono negli agi, ma se sono imprenditori onesti che creano occupazione, contribuendo al benessere del consorzio umano, perché deplorare che amino le comodità? Perché condannarli, se si tolgono qualche capriccio? Se gli indigenti avessero molta pecunia, deciderebbero di vivere in modo spartano? L’oppressione fiscale che toglie a tutti per rinsaldare un sistema iniquo non è forse più detestabile del desiderio di una vita confortevole? Immense risorse sono risucchiate da banditi che locupletano sé stessi ed i loro maggiordomi (i “politici”) in modo abietto. Questa ricchezza è vergognosa: è la conseguenza di un ladrocinio legalizzato, di un furto di stato.
Gli asceti ed i fautori del pauperismo hanno alcunché di fanatico. Tuonano contro lo sfarzo in cui forse vorrebbero nuotare. Lasciamo ai doviziosi le loro ville, le tenute, i panfili, i gioielli, i quadri… Se essi traggono felicità dalle cose, che se la godano. Se la felicità è altrove, non li invidieremo, sapendo che essi cercano quanto nessuno trova facilmente. Se sono tanto attaccati alla “roba”, il distacco da essa sarà per loro assai più doloroso che per chi ha imparato a dare il giusto valore ad ogni bene.
Sarebbe auspicabile che ognuno potesse vivere in modo decoroso, lontano sia dalle ristrettezze sia dalla magnificenza più pacchiana. Sfortunatamente le sperequazioni sono la norma: masse di diseredati in tutto il mondo languiscono, mentre pochi privilegiati oziano tra lussi sibaritici. [è arrivato il giustizialista sociale de noantri]
Non sarà, però, qualche nuovo, esorbitante balzello sui redditi più alti ad instaurare la giustizia sociale.
[1] La sentenza “E’ più facile che un cammello entri in una cruna di un ago che un ricco nel regno dei cieli” è l’effetto grottesco di un grossolano errore nella traduzione.
Pubblicato da Zret straccione obiurgami 'sta fava
Friday, August 12, 2011
Le classi non dirigenti ed il governo invisibile: i casi emblematici della Norvegia e dell'Italia
http://straker-61.blogspot.com/2011/08/le-classi-non-dirigenti-ed-il-governo.html
Le classi non dirigenti ed il governo invisibile: i casi emblematici della Norvegia e dell'Italia
Norvegia, 22 luglio 2011: secondo i media ufficiali, un’autobomba esplode nel centro della capitale, Oslo, a poca distanza dalla residenza del Primo ministro. Le vittime sono sette. Due ore dopo, nell’isola di Utoya, Andrei Breivik, sparando all’impazzando, uccide ottantasei giovani che partecipano ad un raduno del Partito laburista.
Breivik è considerato l’unico responsabile della carneficina. I dubbi sulla versione di regime sono più che legittimi: era stata compiuta nei giorni precedenti al duplice attentato un’esercitazione militare. Come in altre occasioni (New York, 9 11; Londra 77 ). Le esercitazioni sono impiegate per sgomberare intere aree dove i servizi segreti possono piazzare cariche. Non si comprende come da solo Breivik abbia potuto ideare e perpetrare il criminale atto, dall’acquisto del fertilizzante (così è stato riportato) adatto ad essere usato come esplosivo, alla collocazione degli ordigni, dalla pubblicazione sulla Rete del suo nefando piano all’elusione delle misure di sicurezza, senza destare i sospetti dell’Intelligence e della polizia, senza che fossero decise indagini e perquisizioni, senza che fosse oscurata la sua pagina sulla Rete. Per molto meno, interviene la solerte Polizia postale. Se, come è assai probabile, i tragici eventi norvegesi sono stati concepiti ed attuati dai servizi, al candidato manciuriano Breivik è stata lasciata l’assoluta libertà di agire, chiudendo entrambi gli occhi.
E’ quasi certo che la strage norvegese è stata decretata in alto loco dal governo occulto mondiale che agisce nella totale impunità, poiché ufficialmente è un esecutivo che non esiste. I moventi dell’efferata decisione sono facili da intuire: la Norvegia, pur non essendo uno stato democratico, è un po’ meno tirannico di tanti altri; non ha ancora aderito all’euromoneta; è incline, nello scacchiere internazionale, a sostenere i Palestinesi; ha mantenuto un sistema di provvidenze sociali, ereditato dai governi socialdemocratici che per decenni hanno retto le sorti del paese scandinavo; ha escluso due imprese israeliane dalla possibilità di ottenere dei lucrosi contratti nel settore del petrolio... Sono altrettanti delitti di lesa maestà che giustificano, secondo la visione criminale delle élites criptocratiche, un sanguinario avvertimento per cui è stato scelto un giorno non casuale, il 22, multiplo di 11. Inoltre gli accadimenti norvegesi rientrano nella strategia del terrore atta a criminalizzare ora gli Islamici ora i Cristiani, dipingendoli come fanatici ed integralisti, grazie alla grancassa dei media controllati.
Sui retroscena dell’ecatombe non è il caso di indugiare, perché è arcinoto ormai il modus operandi della Cabal. Qui occorre, però, mettere in luce il ruolo del governo norvegese e, per analogia, la funzione di tutti i governi, incluso quello italiano. Le classi dirigenti dei vari stati sono, a conti fatti, classi NON dirigenti, ossia sono formate da docili esecutori dell’autorità planetaria che pone i vari esecutivi di fronte ad un aut aut: “O obbedite alla nostra volontà o vi dovete attendere delle ritorsioni”. E’ ovvio che i vertici politici di ciascuna nazione non conoscono tutti i progetti ed i fini della criptocrazia, ma non ne ignorano le linee salienti: forse l’esecutivo norvegese che, per snobismo o per accreditare di fronte al mondo una bella immagine di sé sostiene la causa palestinese, non sa che i cieli del paese scandinavo sono inquinati dalle scie chimiche?
Finge di non sapere nulla, proprio come Berlusconi simula di essere all’oscuro che la crisi economica abbattutasi sull’Italia è stata programmata ed attuata dai suoi padroni. Qualcuno ha scritto che, grazie al suo vile servilismo nei confronti della N.A.T.O. e dell’impero statunitense, l’Italia non avrebbe mai dovuto temere rappresaglie, sotto forma, ad esempio, di feroci speculazioni atte a distruggere l’economia. Ebbene, era un clamoroso errore. L’Italia, nonostante sia succuba degli Stati Uniti, si trova nell’occhio del ciclone: evidentemente gli Stati Uniti c’entrano poco o punto, visto che sono anch’essi soggetti ad una micidiale pressione speculativa che li sta portando al fallimento. Così è stato deliberato: lo sfacelo economico non è tanto la conseguenza di un detestabile sistema ipercapitalista, quanto il pretesto e lo strumento per condurre gran parte del pianeta ad una situazione di miseria e di recessione, intesa come pre-condizione necessaria e sufficiente per instaurare il “salvifico” governo mondiale.
Pertanto tutte le misure draconiane che i ministri dell’economia prenderanno saranno fumo negli occhi, controproducenti ed inefficaci. Inoltre, pur essendo ormai stato con impudenza comunicato Urbi et orbi che la vera causa del debito “sovrano” NON è lo stato sociale, ma l’emissione di titoli del debito pubblico, a loro volta collegati alla frode del signoraggio, i politici annunciano che per conseguire il pareggio del bilancio (fine utopico), si dovranno ulteriormente tagliare gli stipendi, i salari, le pensioni, i servizi e che sarà necessario aumentare il carico fiscale anche con l’aggravio delle inique imposte indirette.
E’ come se un genitore, adirato per una grave mancanza di un figlio, desse un sonoro ceffone al fratello del tutto incolpevole. Eppure le cosiddette parti sociali, la sedicente opposizione, le associazioni dei consumatori, dopo aver espresso qualche timida protesta, affermeranno che, per evitare il tracollo, è inevitabile compiere dei sacrifici. Persino il già vessato, martoriato, dissanguato umile cittadino accetterà di compiere dei sacrifici, senza accorgersi dell’ennesimo raggiro: gli spilleranno ancora quattrini, accusandolo di essere la causa di tutti i mali, perché non è produttivo, è andato in pensione troppo presto, poiché si avvale del servizio sanitario, anche quando non è indispensabile e via discorrendo. Intanto gli organi di regime continueranno a mostrare al suddito stupido le vere ragioni di un debito inestinguibile (i buoni del Tesoro), in quanto concepito per essere tale e per asservire gli Stati ai banchieri internazionali, a loro volta sottoposti alla volontà degli Oscurati. Quasi nessuno capirà che il signoraggio, le esorbitanti spese militari (incluse quelle per la biogeoingegneria) formano la mostruosa voragine che inghiotte tutto il denaro disponibile. Non lo comprenderà nemmeno quando il tartassato cadrà nella voragine.
Per concludere la piramide del potere mondiale.
Oscurati - Altri
Banchieri internazionali con le loro istituzioni (F.M.I., Banca mondiale, Banca dei regolamenti internazionali, Banca centrale europea…)
Complesso militare-industriale comprese le multinazionali di ogni settore
O.N.U. ed istituzioni collegate
Superstati (Unione europea, Organizzazione delle nazioni americane, Unione africana etc.)
Stati nazionali retti dalle classi NON dirigenti
Popoli
Breivik è considerato l’unico responsabile della carneficina. I dubbi sulla versione di regime sono più che legittimi: era stata compiuta nei giorni precedenti al duplice attentato un’esercitazione militare. Come in altre occasioni (New York, 9 11; Londra 77 ). Le esercitazioni sono impiegate per sgomberare intere aree dove i servizi segreti possono piazzare cariche. Non si comprende come da solo Breivik abbia potuto ideare e perpetrare il criminale atto, dall’acquisto del fertilizzante (così è stato riportato) adatto ad essere usato come esplosivo, alla collocazione degli ordigni, dalla pubblicazione sulla Rete del suo nefando piano all’elusione delle misure di sicurezza, senza destare i sospetti dell’Intelligence e della polizia, senza che fossero decise indagini e perquisizioni, senza che fosse oscurata la sua pagina sulla Rete. Per molto meno, interviene la solerte Polizia postale. Se, come è assai probabile, i tragici eventi norvegesi sono stati concepiti ed attuati dai servizi, al candidato manciuriano Breivik è stata lasciata l’assoluta libertà di agire, chiudendo entrambi gli occhi.
E’ quasi certo che la strage norvegese è stata decretata in alto loco dal governo occulto mondiale che agisce nella totale impunità, poiché ufficialmente è un esecutivo che non esiste. I moventi dell’efferata decisione sono facili da intuire: la Norvegia, pur non essendo uno stato democratico, è un po’ meno tirannico di tanti altri; non ha ancora aderito all’euromoneta; è incline, nello scacchiere internazionale, a sostenere i Palestinesi; ha mantenuto un sistema di provvidenze sociali, ereditato dai governi socialdemocratici che per decenni hanno retto le sorti del paese scandinavo; ha escluso due imprese israeliane dalla possibilità di ottenere dei lucrosi contratti nel settore del petrolio... Sono altrettanti delitti di lesa maestà che giustificano, secondo la visione criminale delle élites criptocratiche, un sanguinario avvertimento per cui è stato scelto un giorno non casuale, il 22, multiplo di 11. Inoltre gli accadimenti norvegesi rientrano nella strategia del terrore atta a criminalizzare ora gli Islamici ora i Cristiani, dipingendoli come fanatici ed integralisti, grazie alla grancassa dei media controllati.
Sui retroscena dell’ecatombe non è il caso di indugiare, perché è arcinoto ormai il modus operandi della Cabal. Qui occorre, però, mettere in luce il ruolo del governo norvegese e, per analogia, la funzione di tutti i governi, incluso quello italiano. Le classi dirigenti dei vari stati sono, a conti fatti, classi NON dirigenti, ossia sono formate da docili esecutori dell’autorità planetaria che pone i vari esecutivi di fronte ad un aut aut: “O obbedite alla nostra volontà o vi dovete attendere delle ritorsioni”. E’ ovvio che i vertici politici di ciascuna nazione non conoscono tutti i progetti ed i fini della criptocrazia, ma non ne ignorano le linee salienti: forse l’esecutivo norvegese che, per snobismo o per accreditare di fronte al mondo una bella immagine di sé sostiene la causa palestinese, non sa che i cieli del paese scandinavo sono inquinati dalle scie chimiche?
Finge di non sapere nulla, proprio come Berlusconi simula di essere all’oscuro che la crisi economica abbattutasi sull’Italia è stata programmata ed attuata dai suoi padroni. Qualcuno ha scritto che, grazie al suo vile servilismo nei confronti della N.A.T.O. e dell’impero statunitense, l’Italia non avrebbe mai dovuto temere rappresaglie, sotto forma, ad esempio, di feroci speculazioni atte a distruggere l’economia. Ebbene, era un clamoroso errore. L’Italia, nonostante sia succuba degli Stati Uniti, si trova nell’occhio del ciclone: evidentemente gli Stati Uniti c’entrano poco o punto, visto che sono anch’essi soggetti ad una micidiale pressione speculativa che li sta portando al fallimento. Così è stato deliberato: lo sfacelo economico non è tanto la conseguenza di un detestabile sistema ipercapitalista, quanto il pretesto e lo strumento per condurre gran parte del pianeta ad una situazione di miseria e di recessione, intesa come pre-condizione necessaria e sufficiente per instaurare il “salvifico” governo mondiale.
Pertanto tutte le misure draconiane che i ministri dell’economia prenderanno saranno fumo negli occhi, controproducenti ed inefficaci. Inoltre, pur essendo ormai stato con impudenza comunicato Urbi et orbi che la vera causa del debito “sovrano” NON è lo stato sociale, ma l’emissione di titoli del debito pubblico, a loro volta collegati alla frode del signoraggio, i politici annunciano che per conseguire il pareggio del bilancio (fine utopico), si dovranno ulteriormente tagliare gli stipendi, i salari, le pensioni, i servizi e che sarà necessario aumentare il carico fiscale anche con l’aggravio delle inique imposte indirette.
E’ come se un genitore, adirato per una grave mancanza di un figlio, desse un sonoro ceffone al fratello del tutto incolpevole. Eppure le cosiddette parti sociali, la sedicente opposizione, le associazioni dei consumatori, dopo aver espresso qualche timida protesta, affermeranno che, per evitare il tracollo, è inevitabile compiere dei sacrifici. Persino il già vessato, martoriato, dissanguato umile cittadino accetterà di compiere dei sacrifici, senza accorgersi dell’ennesimo raggiro: gli spilleranno ancora quattrini, accusandolo di essere la causa di tutti i mali, perché non è produttivo, è andato in pensione troppo presto, poiché si avvale del servizio sanitario, anche quando non è indispensabile e via discorrendo. Intanto gli organi di regime continueranno a mostrare al suddito stupido le vere ragioni di un debito inestinguibile (i buoni del Tesoro), in quanto concepito per essere tale e per asservire gli Stati ai banchieri internazionali, a loro volta sottoposti alla volontà degli Oscurati. Quasi nessuno capirà che il signoraggio, le esorbitanti spese militari (incluse quelle per la biogeoingegneria) formano la mostruosa voragine che inghiotte tutto il denaro disponibile. Non lo comprenderà nemmeno quando il tartassato cadrà nella voragine.
Per concludere la piramide del potere mondiale.
Oscurati - Altri
Banchieri internazionali con le loro istituzioni (F.M.I., Banca mondiale, Banca dei regolamenti internazionali, Banca centrale europea…)
Complesso militare-industriale comprese le multinazionali di ogni settore
O.N.U. ed istituzioni collegate
Superstati (Unione europea, Organizzazione delle nazioni americane, Unione africana etc.)
Stati nazionali retti dalle classi NON dirigenti
Popoli
Pubblicato da Zret
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