L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

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Sunday, December 7, 2014

Italia: dalla deindustrializzazione alla distruzione dell’agricoltura

http://www.tankerenemy.com/2014/12/italia-dalla-deindustrializzazione-alla.html

Italia: dalla deindustrializzazione alla distruzione dell’agricoltura

Ahi serva Italia, di dolor ostello,
nave sanza nocchiere, in gran tempesta,
non donna di province, ma bordello.


(Dante Alighieri, Purg. VI, vv. 1-3)



Anni fa la globalizzazione fu “venduta” come una panacea: avrebbe creato nuovi posti di lavoro in un mercato flessibile, avrebbe portato ad una benefica concorrenza con conseguente riduzione dei prezzi, avrebbe consentito alle nuove generazioni di vivere e lavorare all’estero, avrebbe creato un mercato mondiale in cui vendere ed acquistare tutto ed il contrario di tutto, avrebbe abbattutto le frontiere ideologiche. Naturalmente era un imbroglio.

La globalizzazione, che ha favorito solo le multinazionali, mentre ha danneggiato o distrutto piccole e medie imprese, è stata ed è solo un pretesto ed uno strumento per strappare il tessuto economico di alcuni stati, avvantaggiando l’apparato produttivo di altri paesi, dove la manodopera costa meno ed in cui i lavoratori non sono sindacalizzati. Così i B.R.I.C. (Brasile, Russia, India, Cina) e pochi altri paesi impazzano con le loro materie prime e manufatti in quasi tutto il pianeta, mentre l’Occidente langue sempre più. In particolare talune nazioni europee (soprattutto Grecia ed Italia in questo periodo) sono vittime di politiche fiscali e finanziarie vessatorie, ideate solo per soggiogare ed impoverire. Un popolo debole, affamato, indebitato fino al collo è più facile da controllare ed accetterà obtorto collo anche misure draconiane con il miraggio di risollevarsi.

Le scellerate iniziative attuate dai vari governi italiani, diligenti interpreti di volontà superiori, hanno causato la deindustrializzazione: molti imprenditori hanno chiuso e stanno chiudendo i battenti; chi ha potuto, ha delocalizzato, ossia ha trasferito gli impianti all’estero. Le conseguenze: operai in cassa integrazione o ricollocati o licenziati, disoccupazione crescente, tensioni sociali… Per distruggere il secondario sono stati usati una tassazione esosa, il cosiddetto “cuneo fiscale”, nonché una normativa farraginosa, astrusa e persecutoria che scoraggia chicchessia ad intraprendere un’attività economica anche di tipo individuale. Les jeux sont fait: l’Italia si avvia a diventare un paese ex industriale in cui quasi tutte le merci devono essere importate.

Tuttavia, a differenza di quanto ipotizzava qualche economista, “la terra dove il sì suona” non è destinata a tornare ad un livello agricolo, poiché il settore primario è oggi gravemente compromesso, a causa dell’applicazione di norme assurde e soprattutto grazie a decenni di geoingegneria clandestina. Moria di api, contaminazione dei suoli, parassiti, piogge torrenziali e siccità ad hoc stanno falcidiando i raccolti, portando alla rovina agricoltori ed allevatori non ancora “convertitisi” all’agricoltura ed alla zootecnia industriali, magari tangenti con gli interessi delle aziende leader nel campo delle biotecnologie.

Anni fa prevedemmo e paventammo che ciò sarebbe successo. Il quadro è fosco, poiché i farabutti non si accontentano di dominare e di arricchirsi sempre più. I banchieri internazionali sono molto potenti e spregiudicati, ma al di sopra di loro agiscono altri figuri dagli scopi ancora più inconfessabili.

Come ci spiega lo spaventoso Henry Kissinger, ex segretario di stato durante , già consigliere di papa Benedetto XVI: “Non riposeranno fino a quando non sarà tutto distrutto” .

Wednesday, July 10, 2013

Politica e meta-politica

http://zret.blogspot.co.uk/2013/07/politica-e-meta-politica.html

Politica e meta-politica


L’attuale, rovente situazione in Egitto spinge molti ad interrogarsi a proposito di come evolverà la situazione politica nello scacchiere del Medio - oriente, con le inevitabili, ferali ripercussioni sul contesto internazionale. Ora, premesso che nessuno può sapere quali siano i veri giochi di potere su cui si può solo astrologare, è errato pure credere che sia in corso una lotta tra il bene ed il male. La detronizzazione di Morsi, che ha dovuto demordere [notare il fine umorismo - zret perche' non scrivi qualche testo per Elio e le storie tese?], è stato uno smacco per gli Stati Uniti, sostenitori dei Fratelli musulmani, sebbene anche nell’opposizione molti siano i filo-occidentali. Tuttavia pensare che i militari traghetteranno l’Egitto verso la “democrazia” denota immensa ingenuità. La “politica” è il regno della violenza e dell’ipocrisia: rileggere Machiavelli ogni tanto potrebbe giovare. Il male minore causa sempre massimo orrore.

Il caos egiziano è molto istruttivo. In primo luogo ci insegna che poco importa chi ottenga e detenga il potere, poiché il popolo passa solo dalla padella nella brace o viceversa, in un’altalena infinita. Inoltre comprendiamo che non possono essere gli uomini a salvare l’umanità: le classi “dirigenti”, o per manifesta incapacità e/o perché pilotate da potentati occulti, agiscono sempre contro gli interessi della collettività. L’integralismo islamico è deplorevole, come qualsiasi fondamentalismo, ma l’egemonia dell’esercito non è un optimum, specialmente se i militari esacerberanno gli animi con la repressione e provvedimenti coercitivi, forieri di ulteriori tumulti. Non sarà poi l’aeronautica egiziana a coordinare le operazioni di Biogeoingegneria nella terra dei Faraoni, il cui cielo è senza dubbio chimico? [1]

Evitare di schierarsi in modo manicheo è sempre consigliabile. Tra l’altro i dissesti sociali ed i tracolli economici, spontanei o programmati che siano, sono considerati utili dalle élites sataniste. Se i cittadini ne avessero coscienza, eviterebbero di sostenere in modo partigiano uno o l’altro movimento o fazione o partito, sapendo che ai vertici sono tutti uguali e tutti d’accordo nella spartizione di denaro e privilegi, offerti loro da chi agisce dietro le quinte.

E’ necessario dunque evitare di concentrare la propria attenzione su questa sorta di teatro kabuki, che è la prassi dei governi a livello nazionale ed internazionale, per provare a cogliere le dinamiche interne e segrete sottese agli eventi. In poche parole, è necessario valicare i confini della politica, la cui disamina delle componenti socio-economiche e strategiche non è del tutto inesatta né inefficace, ma parziale e talora angusta, per gettare uno sguardo nell’area off limits della meta-politica.

Così, solo per portare un paio di esempi, ho letto con piacere un recente articolo del Professor Francesco Lamendola che ha denunciato il servilismo dei cialtroni italiani nei confronti di Sion, in un pamphlet intitolato “Riti d’iniziazione e riti di umiliazione”. Tuttavia siamo ancora nell’àmbito di una concezione politica, per quanto lucidissima e tagliente. E’ doveroso salire un altro gradino, ricordando che la patetica adulazione dei quaquaraqua italioti e stranieri si esercita nei confronti dei Sionisti come nei rispetti dei papi. I Khazari sono pur sempre dei camerieri, anche se molto influenti: i Rothschild [GRANDE ZRET! finalmente hai imparato come si scrive Rothschild] da secoli amministrano il fantastico patrimonio del Vaticano. Il criminale Henry Kissinger è stato consigliere personale di Benedetto XVI!

Suscita perciò altrettanto disgusto vedere il pellegrinaggio dei “nostri” rappresentanti da papa Bergoglio da cui probabilmente prendono ordini o con il quale concertano strategie per attuare i loro diabolici piani di dominio planetario. Vedere Napo orso capo ed il cattolicissimo Enrico Letta che sono ricevuti dal pontefice di turno, fra salamelecchi, baci e strette di mano massoniche, è una laida testimonianza di piaggeria, di vile, umiliante sottomissione.

Un breve excursus su papa Francesco: colui si è rivelato un bluff, come era stato predetto da alcuni analisti. Dietro i suoi discorsi deamicisiani e demagogici, si nasconde un marpione, protagonista, da buon Gesuita, delle trame mondialiste tese all’instaurazione di uno stato ecumenico di stampo totalitario.

Saliamo ora qualche altro gradino ed apprezzeremo l’articolo “Parole nel vuoto”, scritto dal curatore di Freeskies. Qui si squaderna una trasparente, rivelatrice, epifanica visione meta-politica. E’ uno sguardo profondissimo oltre le apparenze, di là dalle cronache ufficiali ed oltre pure le indagini più scaltrite. E’ naturale che un affresco così preciso e simile ad un quadro iperrealista: provoca nell’osservatore perplessità e persino ribrezzo di fronte ad una realtà esibita con tanta cruda, impietosa esattezza. Eppure, dopo aver letto questo studio, una persona dotata di discernimento dovrà commentare come lo scrittore André Gide, dopo che ebbe completato “Il mondo come volontà e rappresentazione” di Schopenauer: “E’ proprio così!”.

Vero è che il disegno tracciato è ritenuto dai più inverosimile, anzi impossibile. Chi potrà mai accettare la pazza idea che l’umanità sia il bestiame degli Altri e la storia un immenso, millenario inganno? Chi potrà mai vedere nel Transumanesimo il passo fatale verso l’ultima mutazione antropologica? Ecco la ragione dello sconsolato titolo “Parole nel vuoto”.

Non siamo neanche più le voci di coloro che gridano nel deserto, ma gli echi fievolissimi di quelle voci, ormai quasi impercettibili.

Articoli correlati:

Tanker Enemy, Il progetto LOFAR ed il C.I.C.A.P., 2012
F. Lamendola, Riti d'iniziazione e riti di umiliazione, 2013
Freeskies, Parole nel vuoto, 2013


[1] La “Politeia” di Platone e la stessa vita del filosofo greco dimostrano quanto sia arduo delineare un sistema politico efficiente ed equo. Le idee collidono con le circostanze concrete, le teorie, anche quelle più nobili, o sfociano in pericolose utopie o cozzano con un’umanità che rispecchia e spesso moltiplica i difetti dei ceti dirigenti. La società pare ingovernabile, anche quando è inquadrata – ed è oggi la situazione più diffusa – nei plotoni dello stato-Leviatano.

Che il popolo, chiunque governi, è sempre vessato è intuizione di uno scrittore “minore” come Fedro. Fedro vale più di tanti “esperti” di politica, economia, società etc.? Sì.



Tuesday, April 6, 2010

Nexus

http://zret.blogspot.com/2010/04/nexus.html

Nexus

"Uno" ed "unità" sono diventate parole d'ordine: che cos'è più auspicabile di un mondo in cui siano bandite la guerra, la discordia, la divisione? Eppure la parola "unità", come "ordine" occulta un lato oscuro, plumbeo. Ricordiamolo: le insidie provengono più dai "benefattori" e dagli "amici" che dai nemici, così il sistema si radica più nella falsa opposizione che nel consenso.

Lo scrittore tedesco Karl Schmitt, indagando la figura dell'Anticristo, ne disegnò un profilo eccentrico, basandosi sull'Efrem latino, dove è descritto nei seguenti termini.

"Erit omnibus subdole placidus, munera non suscipiens, personam non praeponens, amabilis omnibus, quietus universis, xenia non appetens, affabilis apparens in proximos, ita ut beatificent eum omnes homines dicentes: Iustus homo hic est!", ossia:
"Sarà per tutti piacevole, ma in modo subdolo, non accetterà cariche, non farà preferenze di persone, sarà amabile con tutti, calmo in ogni circostanza, non desideroso di donativi, apparirà affabile con il prossimo, così che tutti lo loderanno esclamando: "Ecco un uomo giusto!".

Di solito l'Anticristo è immaginato come una figura sanguinaria ed empia, ma è possibile che le élites abbiano deciso di scegliere per questo ruolo un personaggio pacifico e compassionevole. Se l'Anticristo non è un uomo, ma un'ideologia, la sua incarnazione è nella filosofia di questi tempi declinanti, trasudante di una retorica infarcita di appelli alla pace, all'armonia, all'amore, alla protezione della natura. L'attuale pontefice, Benedetto XVI, modella il suo mellifluo linguaggio e la sua farisaica condotta su questo archetipo di Anticristo dal "volto umano". Egli esprime lo Zeitgeist, lo spirito del tempo, sebbene in modo dilettantesco, episodico. Il papa non è l'Anticristo, ma un suo caudatario, proprio come Barack Obama, il guerrafondaio insignito del Nobel per la pace.

Si sottolinei l'aspetto gradevole, allettante, persino generoso dell'Anticristo: egli è il portatore di doni. La tecnologia è la sua taumaturgia, la capacità di operare miracoli. Secondo Marc Prensky, l'uso continuo delle tecnologie multimediali e di Internet non genera soltanto un nuovo linguaggio ed un nuovo mondo di organizzare il pensiero, ma modifica la stessa natura cerebrale e quindi i processi mentali. Ecco: la Rete (www. 666) è il cavallo di Troia.

Il martellamento sull'Uno, proveniente spesso da ambiti scientifici e filosofici tangenti con la New age, ha per lo meno qualcosa di ambiguo. E' un modo per assuefare ad un'unità che non è comprensione e rispetto, ma omologazione, accentramento, definitiva perdita dell'individualità. La diversità culturale, linguistica, economica... non sarà più tollerata, in nome dell'accordo tra tutte le nazioni. La pace sarà imposta, manu militari. Tolta questa patina irenica e misticheggiante, si intravede la vera natura tecnocratica e transumanista del mondo futuro: è una ragnatela (web) che si mimetizza nell'ambiente fisico, diventando quasi impalpabile e che intreccia informazioni, apparecchiature elettroniche, persone. A causa di questo mega-computer ubiquo, uomini ed apparati sono connessi in un grande sistema interattivo: dal frigorifero ai semafori, dal telefono cellulare all'abitazione, dalla lavatrice all’automobile, tutto è controllabile, connesso. La connessione è dunque Nexus, il centauro la cui tunica intrisa del suo sangue venefico fu indossata da Eracle: gli causò un bruciore intollerabile sulla pelle. Nel tentativo di toglierla, l'eroe si lacerò le carni.

Alla fine, bisogna guardarsi più che dai malfattori da chi elargisce regalie, da chi dona free-energy, da chi guarisce le affezioni: in cambio di che cosa? Si licet parva cum magnis comparare, dopo aver citato l'Anticristo in Efrem, potremo accennare a Visitors, nuova serie, dove, con maniere gesuitiche ed accattivanti, Anna, la carismatica leader degli extraterrestri, annuncia che il suo popolo ha deciso graziosamente di sanare i terrestri colpiti anche da malattie mortali. In cambio di che cosa? E' sempre un do ut des.

"Temo i Greci, anche se portano doni". I Greci possono assumere le sembianze più diverse.