L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

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Tuesday, January 17, 2012

La truffa del signoraggio: una trattazione semplificata

http://straker-61.blogspot.com/2012/01/la-truffa-del-signoraggio-una.html

La truffa del signoraggio: una trattazione semplificata


“Il signoraggio è un metodo con cui il sistema perpetua sé stesso e deruba i cittadini, incolpandoli nel contempo di ogni nefandezza.”

“L’economia è una scienza semplice, ma presentata con un linguaggio complesso”.

Il signoraggio è il provento che, nei secoli passati, gli stati ricavavano dalla coniazione, attribuendo alle monete, sia di propria iniziativa sia su richiesta dei privati, un potere d’acquisto superiore a quello del metallo in esse contenuto: i prìncipi innalzavano il signoraggio nei tempi calamitosi di strettezze finanziarie allo scopo di procacciarsi una qualche momentanea entrata (Einaudi). Oggi per signoraggio si intende la differenza tra il valore nominale della banconota (la cifra indicata) ed il valore reale: tale discrepanza viene introitata dalle banche centrali ed ascritta a debito della collettività.

Nell'antichità, quando la base monetaria consisteva di monete in metallo prezioso, chiunque disponesse di oro, elettro o argento, poteva portarlo presso la zecca di stato, dove veniva trasformato in monete con l'effigie del re. I diritti spettanti alla zecca ed al sovrano erano riscossi, trattenendo una parte del metallo prezioso. Il signoraggio, in tale contesto, è dunque l'imposta sulla coniazione, nota anche come diritto di zecca. Il valore nominale della moneta ed il valore intrinseco non coincidevano, a causa del signoraggio e dei costi di produzione delle monete. L'imposta sulla coniazione serviva poi a finanziare la spesa pubblica. Nel caso in cui lo stato possiede miniere di metallo prezioso, il signoraggio combacia con la differenza tra il valore nominale delle monete coniate ed i costi per estrarre il metallo e battere le monete. Già con i Romani, da Settimio Severo (193-211 d.C.)in poi, il metodo si consolidò: Settimio Severo dimezzò la quantità di argento contenuto nel denarius, mentre lasciò invariato il valore nominale, Caracalla (198-217 d.C.) coniò una moneta d’argento, l’antoniniano, del valore di due denarii: fu un deprezzamento camuffato. Tuttavia la più colossale svalutazione della moneta romana fu operata da Gordiano III (238-244 d.C.).

Tra il IX ed il XIII sec. d.C., il sistema monetario europeo fu relativamente semplice, basato sul sistema della libbra e dei suoi sottomultipli, introdotto da Carlo Magno. In età feudale, i vassalli godevano di poteri definiti immunità: banno, amministrazione della giustizia civile e penale, diritto di battere moneta. Da quest’ultimo diritto i signori ricavavano una quota delle risorse necessarie per gestire il feudo. Con la caduta di Costantinopoli (1453), le signorie europee, a partire da Genova e Firenze, cominciarono a battere moneta per conto proprio. Essendo in circolazione tanti diversi tipi di moneta, con diverse denominazioni, coniate con differenti metalli (oro, argento, rame) e con diversi livelli di purezza, si pose il problema giuridico se il monarca potesse imporre una gabella di signoraggio sulla produzione delle monete. La scuola giuridica dei canonisti elaborò un orientamento favorevole; quella dei romanisti sostenne che il signoraggio sarebbe dovuto essere nullo.

Con la rivoluzione industriale e, nel XX secolo, con la Conferenza di Bretton Woods (1944), si assistette al graduale abbandono dei sistemi fondati sui metalli preziosi e sulla convertibilità delle monete in oro ed argento. L’affermazione di talune divise, sempre più diffuse ed accettate negli scambi internazionali, portò all’abbandono dei metalli preziosi per regolare gli scambi e per tutte le transazioni. Infine la diffusione del biglietto di banca e di altre forme di pagamento, spesso di origine tardo-medievale (cambiale, assegno etc.), condusse all’attuale regime, contrassegnato dalla non convertibilità, dalla riserva frazionaria e dalla speculazione.

Oggi nei paesi dell'area euro, il reddito da signoraggio è incassato dai governi dei paesi membri per il conio delle monete metalliche e dalla Banca centrale europea, che è privata, per le banconote che essa stampa in condizioni di monopolio. Tali redditi sono poi ridistribuiti dalla B.C.E. alle varie banche centrali nazionali (private), in ragione della rispettiva quota di partecipazione (per la Banca d'Italia è il 12,5%).

I singoli governi incamerano direttamente il reddito derivante dal diritto di emettere monete metalliche, dal quale devono sottrarre i costi per produrle. Si tratta tuttavia di un ricavo molto modesto. Mentre la creazione e l'emissione monetaria sono gestite dalla Banca Centrale ed avviene con contropartita di obbligazioni statali collocate sul mercato, la semplice creazione della moneta scritturale (signoraggio secondario) è facoltà di tutto il sistema creditizio.

Laddove, come si è spiegato, nel caso delle monete, il reddito consiste nel gap tra il valore nominale delle stesse ed il costo per produrle, nel caso dell'emissione di banconote, l’utile consiste, oltre che nel divario fra i due valori, negli interessi maturati sui titoli acquistati dagli investitori a fronte dei capitali prestati alle nazioni. Infatti la banca centrale stampa banconote pari ad un controvalore tot (ad esempio, un miliardo di euro): lo stato, privo di sovranità monetaria, riceve la somma, ma, attraverso i contribuenti, deve restituirla gravata degli interessi. Per rimborsare il capitale con gli interessi, lo stato emette titoli di debito (B.O.T., C.C.T., B.T.P. etc.) con i quali raccoglie liquidità di cui si appropriano in gran parte gli istituti di credito centrali. Il resto è destinato alle spese militari, in primis la Geoingegneria, ed al mantenimento delle classi dirigenti (politici, funzionari, burocrati…) che da tale prassi traggono immensi benefici. Si crea così una spirale di debito abnorme, con gli stati (i cittadini) che diventano insolventi: gli esecutivi, per versare gli interessi, inaspriscono in maniera spaventosa la pressione fiscale e decurtano le comunque non cospicue spese per i servizi (istruzione, sanità, sistema previdenziale). Da ciò dipendono l’iperinflazione e la stagnazione economica, giacché i paesi precipitano in una condizione di insolvibilità, preludio della bancarotta.

Il signoraggio è dunque innanzitutto una delle fonti con cui un governo finanzia la propria spesa pubblica, eccedente rispetto alla raccolta di tributi. L’abitudine, per opera dei governi, di finanziare il deficit pubblico, aumentando le entrate da signoraggio è il presupposto del crollo economico, finanziario e sociale. Il caso storico più clamoroso è il terribile vortice iperinflattivo in cui fu risucchiata la Germania nel primo dopoguerra (Repubblica di Weimar): il conseguente collasso economico fu il prodromo dell'ascesa al potere di Adolf Hitler (Terzo Reich 1933-1945). Nella prefazione al classico testo di Costantino Bresciani-Turroni sulle vicende del marco tedesco, Lionel Robbins osserva che “il deprezzamento del marco avvenuto tra il 1914 e il 1923 […] distrusse la ricchezza degli elementi più solidi della società tedesca e si lasciò dietro uno squilibrio morale ed economico, atto a preparare il terreno per i disastri che seguirono. Hitler è il figlioccio dell'inflazione”.

Fonti: Enciclopedia dell’Economia, Enciclopedia Treccani, s.v. inerenti

Friday, May 21, 2010

Cos'è il SIGNORAGGIO BANCARIO?

http://controcorrente83.blogspot.com/2010/05/cose-il-signoraggio.html

Cos'è il SIGNORAGGIO BANCARIO?







Il signoraggio è una truffa monetaria e psicologica a cui tutti noi siamo soggetti. Questa truffa si nasconde e si potenzia dietro una cortina
di silenzio e di morte e ha attraversato gli ultimi 300 anni senza lasciar trapelare nulla della propria esistenza.” Si usa dire che “il più
grande inganno del diavolo sia stato far credere all’umanità che lui non esiste” ed è proprio grazie a questa diabolica tecnica che il
signoraggio è padrone del mondo ma in maniera trasparente per tutti noi. Non sentirai mai parlare di signoraggio in TV o suoi libri, nessun
cantante ci farà mai una canzone né un comico uno spettacolo. I politici non litigheranno mai per il signoraggio e non vedrai mai la
Guardia di Finanza arrestare qualcuno per questo argomento. Il signoraggio è il massimo potere del pianeta e tutti noi ne siamo schiavi.
Tecnicamente il signoraggio è il lucro che si genera dal creare moneta. La legislatura internazionale prevede attualmente che siano le
Banche Centrali a creare moneta, sia contante che scritturale. Un esempio chiarirà il meccanismo: creare una moneta (sia essa di carta,
in metallo o virtuale come un c/c) ha dei costi, dovuti alla materia prima, alla manodopera e ai servizi necessari di contorno, come la
distribuzione, le tecniche anticontraffazione, etc.. Il costo maggiore è il materiale di cui è composta la moneta, e l’insieme di tutti i vari
costi su indicati vanno a determinare il suo VALORE INTRINSECO. La moneta però riporta sulla facciata un numero che indica un altro
valore: il VALORE NOMINALE (o, per l’appunto, DI FACCIATA o anche LEGALE). I due valori (intrinseco e nominale) differiscono tra loro
e la loro differenza determina quello che si chiama SIGNORAGGIO, ossia il guadagno che ha chi ha creato quella moneta. Ovviamente
chi crea moneta tende a segnare un valore nominale più alto possibile rispetto al valore intrinseco, altrimenti ci rimette (signoraggio
negativo), come avviene ad esempio nel conio delle monetine da 1, 2, 5 o 10 centesimi di euro, poiché per farle occorre spendere 15
centesimi. Guarda caso il conio di monetine metalliche è riservato allo Stato e non alla BCE..Ora vediamo ciò che avviene nella creazione
della moneta-oro e della moneta-carta. Anticamente le monete metalliche erano in oro e quindi con un valore intrinseco piuttosto alto. Il
“signore” che coniava queste monete imprimeva loro un valore nominale più alto per poterci guadagnare e permettersi così un “aggio”
economico notevole. Infatti questo Potente riceveva l’oro (da ricchi commercianti o direttamente da miniere) con la richiesta di convertirlo
in moneta sonante e semplicemente metteva la sua effige per GARANTIRE la bontà del pezzo da lui creato (coniato). Era una sorta di
garanzia e per questo aveva il suo guadagno. In soldoni.. una moneta veniva dichiarata come contenete 10 grammi d'oro mentre in realtà
ne venivano impiegati in fase di conio solo 9 grammi (con l'aggiunta di 1 grammo di metallo non nobile). La differenza tra il valore
nominale dichiarato (10 grammi) e valore intrinseco effettivo (9 grammi) era il signoraggio (un grammo d’oro per moneta). Quando all’oro
si è sostituita la carta il discorso è peggiorato (per noi) e il signoraggio è arrivato a quasi il 100%. Infatti per stampare una banconota da 5
euro o una da 500 euro bastano 30 centesimi di euro e consideriamo anche che tale banconota non è più legata all’oro (non ha più
‘copertura’ e non è più ‘convertibile’). Questo vuol dire che il Signore moderno, ossia chi oggi CREA moneta (ad esempio la BCE in
Europa o la Federal Reserve negli USA) ha un potere enorme. Infatti questi organi privati (tutte le Banche Centrali sono private) possono
ricattare o comunque influenzare intere Nazioni. Basti pensare che la Banca Mondiale (di proprietà della Federal Reserve e della Banca
d’Inghilterra, a loro volta tutt’e due private e padrone anche del Fondo Monetario Internazionale) nega prestiti a quei Paesi che NON
ACCETTANO di privatizzare il settore dell’acqua potabile! E questo è solo un esempio. Chi ha ben capito il meccanismo del signoraggio
ora avrà anche compreso che ELIMINARE la banconota è un’azione PEGGIORATIVA in quanto sparisce, per le Signore Banche, il ‘costo’
e aumenta al 100% il signoraggio sulla moneta elettronica. Inoltre la moneta è sottoposta ad un interesse (ad. es. 3%) che fa lievitare il
debito dei Cittadini di un Paese sovrano oltre il valore nominale della moneta stessa! In pratica una moneta (banconota) da 100 euro
costa al cittadino 103 euro e al Banchiere solo 30 centesimi. Questo è il signoraggio.






http://www.paolomarmiroli.com/Volantini/BANCONOTA-SLOGAN-RETRO.pdf

Saturday, May 8, 2010

“Popoli d’Europa, sollevatevi”. Uscire dall’unione monetaria subito!

http://tuttouno.blogspot.com/2010/05/popoli-deuropa-sollevatevi-uscire.html

“Popoli d’Europa, sollevatevi”. Uscire dall’unione monetaria subito!

di Paolo Barnard

Faccio appello ai pochi che ancora usano la loro testa, vi prego, osservate.
L’Europa dell’euro sta esplodendo, e i prossimi a finire sotto le macerie saremo noi italiani, i portoghesi e gli spagnoli. Poi verranno i francesi e i tedeschi. Perché? Perché abbiamo tutti adottato una moneta, l’euro, che è sospesa nel nulla, non ha cioè uno Stato sovrano che la regoli, non si sa di chi sia, e soprattutto noi Stati europei la possiamo solo USARE, non possedere. E’ tutto qui il disastro, e vi spiego.
Ho già scritto che se la Grecia fosse ancora uno Stato che stampa moneta sovrana non avrebbe nessun problema, perché potrebbe fare quello che fecero gli USA con un indebitamento assai peggiore (25% del PIL) 60 anni fa: stampare moneta, pagare parti del debito e rilanciare l’economia senza quasi limite. E’ esattamente quello che fa il Giappone da decenni. Osservate: oltre agli Stati Uniti che sono indebitatissimi (10.400 miliardi di dollari e in crescita prevista fino a 29 mila fra 3 anni), il Giappone ha oggi un rapporto debito-Prodotto Interno Lordo del 200% circa (che in Europa sarebbe considerato l’inferno in terra), la Gran Bretagna ha in pratica lo stesso deficit di bilancio della Grecia e dovrà prendere in prestito 500 miliardi di sterline nei prossimi 5 anni. Ma avete sentito da qualche parte che vi sia un allarme catastrofico su USA, Giappone e Gran Bretagna? C’è qualcuno che sta infliggendo a quei tre Paesi le sevizie di spesa pubblica che saranno inflitte ai greci? No! Perché? Perché Stati Uniti, Giappone e Gran Bretagna sono possessori di una loro moneta non convertibile e non agganciata ad altre monete forti, e questo significa che i loro governi possono emettere moneta nel Paese per risanarsi come detto sopra. E attenzione: possono farlo prendendola in prestito da se stessi, che a sua volta significa che se si indebitano fino al collo possono poi rifinanziarsi il debito all’infinito. E’ come se un marito fosse indebitato con la moglie... cosa succede? Nulla, sono lo stesso nucleo. Noi Stati europei invece dobbiamo, prima di spendere, prendere in prestito gli euro dalla Banca Centrale Europea, e quindi per noi i debiti sono un problema, perché li dobbiamo restituire a qualcun altro, non più solo a noi stessi. Noi siamo il marito e la moglie indebitati con gli usurai, ben altra storia.
Ribadisco: uno Stato con moneta sovrana, come appunto Stati Uniti, Giappone o Gran Bretagna, può emettere debito sovrano senza problemi, e finanziarlo praticamente all’infinito con l’emissione di altra moneta, e questo, al contrario di quello che tutti vi raccontano, non è un problema (i dettagli tecnici in un mio studio futuro). Quanto ho appena scritto, è stato confermato pochi mesi fa, fra gli altri, dall’ex presidente della Federal Reserve (banca centrale) americana, Alan Greenspan, che ha detto “un governo non potrà mai fare bancarotta coi debiti emessi nella propria moneta sovrana”. Infatti USA, Gran Bretagna e Giappone, che emettono debiti immensi, non sono al collasso come la povera Grecia e nessuno li sta crocifiggendo.
A voi che avete una mente libera, non viene da chiedervi perché gli USA sono rimasti al balcone a guardare, senza far nulla, la nascita di questo presunto gigante economico dell’euro? Sono stupidi? No. Sono furbi. Sapevano e sanno esattamente quello che ho detto, e cioè che con l’unione monetaria noi Stati europei ci saremmo ficcati precisamente nella gabbia in cui siamo: prigionieri di debiti che non possiamo più controllare e rifinanziare con una nostra moneta sovrana. A chi non lo ricorda, rammento che l’Italia con moneta sovrana degli anni ‘70/80 era zeppa di debito e di inflazione, ma aveva un’economia fortissima che oggi ci sogniamo (e su cui ancora mangiano milioni di figli del boom di quegli anni). Guarda caso dalla metà degli anni ’80, dalla nascita cioè dei poteri finanziari sovranazionali che sono quelli che lucrano oggi sulle nostre disgrazie, si iniziò a predicare agli Stati con moneta sovrana che un debito pubblico e un deficit erano la peste, e questo non è vero. Rileggete sopra. Non lo sono mai se uno Stato ha moneta propria, perché di nuovo “un governo non potrà mai fare bancarotta coi debiti emessi nella propria moneta sovrana”. Alan Greenspan è piuttosto attendibile, e furbo. E allora che scopo aveva quel mantra ossessivo sui (falsi) danni di deficit e debito pubblico che nessuno oggi osa più sfidare? Risposta: spingerci nella mani di una unione monetaria capestro con regole assurde di limiti del deficit e del debito, che ci avrebbe sottratto l'unica arma possibile (la sovranità monetaria) per gestire senza danni l'indebitamento. E questo per compiacere a chi? Risposta: al Tribunale Internazionale degli Investitori e Speculatori guidato appunto dagli Stati Uniti, che con la scusa del risanamento degli Stati indebitati ma non più sovrani (noi appunto) ci costringe a vendere a prezzi stracciati i nostri beni pubblici ai barracuda finanziari, a deprezzare il lavoro con la disoccupazione (tanta offerta di lavoratori = crollano i loro prezzi, come con le merci), rovinando così le vite di generazioni di esseri umani, le nostre vite.
Infine, ricordo chi ha così fortemente voluto in Italia l’unione monetaria europea: Romano Prodi e Giuliano Amato in primis, che non sono stupidi e sapevano benissimo dove ci avrebbero portati. Alla faccia di chi ancora demonizza il centrodestra, che di peccati ne ha, ma confronto a questo sono cosucce da ridere. Qui stiamo parlando della svendita della speranza, per generazioni di cittadini, di poter avere controllo sull’economia, che è tutto, è libertà e democrazia, perché da cassintegrati/precari e senza più uno Stato sociale decente si è a tutti gli effetti degli schiavi.
La crisi dell’Europa, il calvario della Grecia e il nostro prossimo calvario, sono tutta una montatura costruita dall’inganno dell’unione monetaria, dall’inganno dell'inesistente dovere di risanare i debiti degli Stati, che non sono mai un problema se quegli Stati sono monetariamente sovrani. Un inganno ordito dai soliti noti di cui sopra.
Uscire dall’unione monetaria subito! Ritornare Stati europei con moneta sovrana e non convertibile, ora! Hanno ragione i greci, e faccio eco al loro grido scritto sulle pendici dell’acropoli: “Popoli d’Europa, sollevatevi”.

Wednesday, February 24, 2010

Il signoraggio primario e secondario e l’illiceità del sistema fiscale

http://capitanharlock78.blogspot.com/2010/02/il-signoraggio-primario-e-secondario-e.html

Il signoraggio primario e secondario e l’illiceità del sistema fiscale

Indisturbate, sotto gli occhi di una magistratura che non ha il senso dell’onore, le banche centrali, fra cui la Banca d’Italia (BdI) e la Banca Centrale Europea (BCE), incredibilmente private, praticano il crimine del signoraggio primario, mentre le banche commerciali praticano l’ancor più grave signoraggio secondario, realizzando peraltro un’evasione fiscale maggiore sia delle tasse pagate che delle tasse evase dal resto della società.
Dopo averlo infatti segretato già dalla nascita della Repubblica fin negli atti del Parlamento (con gli omissis), si è “scoperto” che la BdI è di privati (85% banche, 10% assicurazioni, 5% ignoti), come gran parte delle altre banche centrali; fra cui la BCE, che è al 14,57% della BdI, e quindi dei suoi proprietari.
Una privatezza di cui, da quando, pochi anni fa, la si è scoperta, si cerca di sminuire la rilevanza, ma che è la causa del malessere economico e finanziaro del mondo.
Signoraggio primario della BdI/BCE e delle altre banche centrali che consiste in quel che segue.
1) Nello stampare continuamente le banconote al costo della carta e dell’inchiostro (dal 1929 non occorre alcun corrispettivo in oro, né è mai realmente occorso). Banconote la cui quantità è nota solo a loro, perché i numeri di serie non sono progressivi, e non se ne conosce il significato.
2) Usarle (al valore in euro, dollari ecc. su esse stampato) per comprare dagli Stati - udite udite - un pari importo in titoli del debito pubblico (BOT, CCT, BPT, CTZ).
3) Vendere i titoli alle aste, riprendendosi i soldi e lasciando allo Stato il “debito pubblico” inventato mediante questo crimine.
4) Iscrivere fraudolentemente al passivo l’importo delle banconote stampate a costo zero allo scopo di “pareggiare” iscrivendo all’attivo i titoli o il ricavato della loro vendita, e di occultare queste enormi somme. Un occultamento al quale (fermo restando che, come vedremo, anche il sistema fiscale è illecito), all’aliquota del 50%, segue poi un’evasione fiscale per un importo pari alla metà delle banconote emesse per “acquistare in contropartita” il debito pubblico, al solo pagamento dei cui interessi dobbiamo destinare una non modesta parte del bilancio. Fermo restando che molti deducono dalla non progressività dei numeri di serie delle banconote che la loro quantità è fuori controllo. Un fenomeno prima di produzione incontrollata e da falsari delle banconote e poi, come vedremo, di cinquantuplicazione del loro uso a opera delle banche commerciali (signoraggio secondario), che è la causa sia dell’inflazione che dell’attuale, illecito sistema fiscale, creato anche a fini di dominio dei cittadini mediante il criminalizzarli in quanto evasori, riciclatori ecc. Crimini che, tra l’altro, fermo restando l’obbligo dello Stato di pagare ai compratori alla scadenza i titoli già emessi con i promessi interessi, rendono però responsabili del “debito pubblico” la BdI/BCE, avendone esse (non lo Stato) riscosso il corrispettivo.
5) Riciclare il denaro così truffato mediante centrali interbancarie mondiali, fra cui innumerevoli fonti Internet indicano la Clearstream, l’Euroclear, la Swift e altre.
Fenomeni che hanno stravolto il mondo, a partire da ciò che si definisce inflazione, che è tutt’altro da ciò che si ritiene, perché è frutto della produzione del denaro a opera di falsari (le banche).
Osserviamo infatti che se, ad esempio, il denaro globale è 100, e un falsario (le banche) ne crea un altro ammontare pari di nuovo a 100, nel momento in cui lo mette in circolazione (lo spende), da un lato si appropria indebitamente di metà della ricchezza reale, e dall’altro porta a 200 il denaro globale, per cui ne diminuisce del 50% il potere di acquisto, ovvero determina una (cosiddetta) inflazione del 50%.
Inflazione che non si verificherebbe se fosse invece lo Stato a produrre il denaro.
Questo perché lo Stato, per legge, dovrebbe poi erogarlo solo a corrispettivo di beni, prestazioni, diritti ecc., ovvero inverandolo (coprendolo) mediante il parallelo incremento delle ricchezza reale che riceve in cambio, per cui il potere di acquisto del denaro rimarrebbe invariato.
Inveramento (processo che ho definito proprio io) che non c’è quando a produrre il denaro è un falsario (una banca), perché il falsario lo assegna a sé senza prima coprirlo.
Ciò che rileva, in definitiva, non è che il mio stipendio di £ 1.936.270 divenga di mille euro, o che lo Stato porti la cifra del denaro globale da 100 a 200, perché, quale che sia la cifra del denaro globale, o comunque essa vari, non potrà che corrispondere alla quantità globale di ricchezza reale.
Rileva invece la percentuale del denaro globale che taluno ha, perché a essa corrisponde la percentuale di ricchezza reale globale che può comprare.
Definisco quindi inflazione quel fenomeno che si verifica quando, avendo dei falsari introdotto del denaro mediante lo spenderlo, abbiano così causato una diminuzione (a loro vantaggio) della percentuale del denaro globale in mano ai cittadini, alla quale corrisponderà una parallela diminuzione della percentuale di ricchezza reale che possono comprare. Considerazioni dalle quali si deduce anche che i cittadini hanno il potere di inverare i soldi (chiunque li produca) per il sol fatto di riceverseli, perché sussiste la presunzione di fondo che non li ricevano a titolo gratuito, ma sempre coprendoli con la prestazione, il bene o il diritto che offrono a corrispettivo.
Un quadro nel quale, se un falsario “presta” dei soldi a un ignaro cittadino, che li spende mettendoli irrimediabilmente in circolazione, ma poi viene a sapere della loro falsità e può provarla, nulla dovrà al falsario, sia perché il falsario nulla gli ha dato, e sia perché il corrispettivo dello spendere quei soldi il cittadino lo otterrà dalla collettività, non dal falsario; sicché è alla collettività che dovrà restituirli.
Motivi per i quali sostengo di seguito che fidi, mutui, quinti di stipendio ecc. non vanno restituiti alle banche, e che se si vogliono rendere veri i “debiti” dei cittadini verso di esse, per poterli poi esigere, occorre prima confiscarle e nazionalizzarle, essendo altrimenti i loro crediti inesigibili in quanto crediti di falsari e di truffatori.
Crediti la cui riscossione renderà ricchissimo lo Stato debellando anche la drammatica demonetizzazione pilotata dalle banche per indebolirci e dominarci.
Infatti, nel momento in cui il denaro è prodotto dalla Stato, sicché produrlo non causa inflazione, ne va stampato un adeguato quantitativo, perché ciò incrementa gli scambi ed è benefico per l’economia.
Accuse di violazione degli artt. del c.p. 241, 283, 648 bis, 501, 501 bis, 416, 61 ecc. che non vanno ad alcun soggetto noto, ma ai soli beneficiari consci, diretti ed ignoti di questi delitti.
Opera di falsificazione delle Banche Centrali, a cui si somma l’opera di continua appropriazione indebita da parte delle banche commerciali (loro proprietarie) attraverso il meccanismo del “moltiplicatore monetario”.
Moltiplicatore monetario in virtù del quale le banche, secondo prassi che una prona e scellerata dottrina di regime dà per scontate, ma sono il massimo della criminalità, realizzano prestiti per un ammontare 50 volte maggiore del denaro che detengono.
In sostanza, se Tizio versa su Banca Intesa/San Paolo (proprietaria del 44,25% di BdI) 100.000 euro, essa banca tratterrà il 2% come riserva (per arrotondare, in realtà è l’1,6%), e presterà il 98% che, una volta depositato in un’altra banca, di nuovo, a cascata, sarà prestato al 98% all’infinito.
Finché, non la singola banca, ma il sistema bancario, attraverso un giro di prestiti di un importo ogni volta più basso del 2%, avrà azzerato i 100.000 euro iniziali, ma avrà incassato gli interessi su prestiti per 5.000.000.
Un usare 50 volte sempre lo stesso denaro che serve a monetizzare la società, ma serve poi alle banche commerciali per imporre illecitamente interessi su ognuno di questi prestiti di denaro altrui, per i quali hanno diritto solo a dei compensi per il servizio (che peraltro già riscuotono) dovendo gli interessi andare ai proprietari del denaro.
Quanto poi all’attuale sistema fiscale è illecito perché la sua principale funzione è costringere i cittadini a finanziare l’acquisto delle banconote (che già gli appartengono), presso le banche centrali.
Più in dettaglio il fisco serve a raccogliere, attraverso le imposte e tasse, denaro già inverato (oppure titoli corrispondenti) da usare per il pagamento del denaro da comprare (inverare\coprire).
Tasse e imposte che non serviranno più quando lo Stato non dovrà più comprare il denaro, ma lo stamperà e se lo farà pagare\coprire\inverare dalla collettività con beni o servizi necessari per realizzare quanto occorre.
Un sistema in cui può credo bastare un’unica imposta (potremmo definirla la “generale”) da pagarsi (senza compensazioni tra dare e avere) sui consumi di beni o servizi.
Meccanismi fraudolenti che, tra signoraggio primario e secondario, processi inflattivi a loro vantaggio, tasse evase e fiscalità illecita, sversa fiumi di denaro nelle banche, la cui esistenza è quindi basata su denaro accumulato nel tempo illecitamente.
Ecco perché, per gli stessi motivi per i quali non è dovuta a un ladro la restituzione di un prestito di somme rubate, si può ben sostenere nelle cause che non è dovuta alle banche la restituzione dei fidi, mutui, quinti di stipendio ecc., essendo essa dovuta al vero proprietario: la collettività.
Così come, nella stessa logica, non è dovuto il pagamento della attuali imposte e tasse.
Contestazioni che però vanno fatte salvaguardandosi con ogni indispensabile strategia giudiziaria e, specie per i mutui e le imposte, continuando, se possibile, nel mentre a pagarli.
Cause che noi avvocati dobbiamo iniziare in massa adducendo anche, in subordine, nelle cause contro le banche, che il tasso, specie nei fidi, è di solito usuraio, per cui, a limite, va restituito il solo capitale; ed, ancor più subordinatamente, ciò che la giurisprudenza già riconosce, come l’illegittimità di anatocismo, accredito tardivo dei versamenti, commissione di massimo scoperto, ecc. Citazioni impostate cioè in modo da ottenere già in primo grado l’accoglimento anche solo parziale delle subordinate (per importi sovente elevati), per poi proseguire, per il resto, in appello e in cassazione, in attesa che, in breve, la giurisprudenza si evolva.
Come pure vanno promosse le cause anche contro le tasse e le imposte, formulando anche qui, quale domanda principale, la richiesta che venga pronunziata la loro non debenza stante la illiceità del sistema fiscale e, quali subordinate, tutte le altre ordinarie richieste.
Cosche che hanno imposto al mondo le loro regole codificandole nei sistemi fiscali vigenti o nei famosi accordi di Basilea, di cui tutti si riempiono ridicolmente la bocca, ignorando che sono solo dei volgari accordi illeciti tra privati.
Cose che ora, per la verità proprio in seguito alla vasta diffusione di questo documento, sono divenute così note che, per dare un contentino, si inizia a parlare di nazionalizzare le banche centrali, a partire dalla BdI.
Senza invece mai mettere in discussione il signoraggio secondario, che è la maggior fonte dei loro proventi attraverso gli interessi sui mutui, fidi, carte di credito ecc.
Cose illecite perché gli interessi devono andare integralmente ai proprietari del denaro, e lo Stato, quando ha bisogno di soldi, deve stampare, da sé, le banconote, come fa già con le monete di metallo, che sono però solo il 2% delle banconote. Interessi peraltro generalmente usurai. Usura che, consistendo il signoraggio secondario, come abbiamo visto, nell’appropriarsi indebitamente di interessi cinquantuplicati sui prestiti di denaro altrui, ne costituisce quindi la forma estrema.
Stampa delle banconote e creazione del denaro cartolare da parte dello Stato che richiede una modifica del trattato di Maastricht e della Costituzione Europea, però aggirabile confiscando e nazionalizzando le banche ed eliminando i fattori di criminalità dal loro operato.
Trattato, Costituzione Europea e sistemi fiscali scritti di pugno dalle banche, e con i quali hanno tentato di rapinare gli Stati della sovranità economica per ricettarla a queste cosche, ma senza potervi riuscire, perché resta il contrasto con tutti i principi fondamentali della Costituzione Italiana, della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, e con tutti gli altri principi della stessa Costituzione Europea e di ogni altra norma.
Stampa dei soldi da parte dello Stato non indispensabile anche da varie altre angolazioni, essendo sufficiente che lo Stato li paghi alla BCE/BdI al mero costo tipografico, o anche solo che le banche centrali iscrivano come è ovvio all’attivo le banconote che creano e vi paghino le tasse: cosa che non risolve tutto il problema, ma basta ad arricchirci e ad evidenziare la criminalità dell’attuale sistema.
Crimini la cui segretazione in tanta disgrazia torna utile nelle cause per il rimborso del signoraggio primario in ragione di 29.000 euro a cittadino 20.000 per danni non patrimoniali, poiché, non potendo certo detti crimini essere previsti per legge, non vi sono ostacoli normativi a rimuoverli (La sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione n. 16751/06 verte in altra fattispecie perché la relativa citazione in tema di signoraggio primario non coglie nel segno. Al di là comunque del prodigarsi delle SU a negare di avere giurisdizione sulle politiche economiche degli Stati, qui si chiede invece ci si pronunzi, oltre che sui crimini bancari, sulla violazione di norme ordinarie, costituzionali e internazionali.) Prassi queste della BCE come della Federal Reserve, della Bank of England, Banca del Giappone eccetera, nonché dei sistemi fiscali, contro le quali non è vero che nessuno e nessun Paese può nulla, perché non appena magistratura, politica e informazione inizieranno a fare il loro dovere questi mostri saranno sconfitti in un baleno; e se non lo faranno saranno travolti lo stesso insieme ai loro mezzani; grazie a Internet: la nuova alleanza.
Fonte ecplanet