L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

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Sunday, July 10, 2011

Il genocidio degli Armeni

http://zret.blogspot.com/2011/07/il-genocidio-degli-armeni.html

Il genocidio degli Armeni

L’Armenia è lo stato attuale dell’Asia sud occidentale (29.785 kmq) e regione storico-geografica suddivisa tra l’attuale Armenia, Turchia ed Iran. Chiamata Subartu sin dal XVI sec. a. C., sede del regno di Urartu (terra delle montagne?) tra il IX e l’VIII secolo, la ragione fu occupata dagli Armeni nel VII sec. a.C. Conquistata dai Persiani Achemenidi, diventò parte poi dell’Impero di Alessandro Magno e fu in seguito incorporata nel regno ellenistico dei Seleucidi. Nel I sec. a. C. vi si formò il Regno di Tigrane che fu sconfitto nel 69 a.C. dai Romani. Nel 117 si ricostituì in Regno di Armenia che adottò il Cristianesimo come religione di stato (305). Inglobata nell’Impero romano d’Oriente da Giustiniano (527-565) fu occupata dagli Arabi. Nel 1473, dopo secoli di invasioni e di instabilità, l’Armenia fu invasa dai Turchi Ottomani. Fra XVII e XVIII secolo fu spartita tra Russia e Persia; nel 1828 la parte persiana passò alla Russia. La zona turca fu teatro di feroci repressioni della popolazione armena, culminate con il genocidio degli anni 1894-1918. In seguito al collasso dell’Impero zarista, nel 1918 fu creata un’effimera repubblica. Occupata dai bolscevichi nel 1920, divenne una repubblica sovietica. La disgregazione dell’Unione sovietica al principio degli anni 90 del XX secolo, infiammò le tensioni con l’Azerbaigian musulmano, per il progetto armeno di inglobare l’enclave del Nagorno-Karabah, abitata in prevalenza da Armeni cristiani. Ne seguì un sanguinoso conflitto trascinatosi per quasi un decennio. Nel 1991 l’Armenia si staccò dalla Comunità di stati indipendenti. Nel 1997 con l’Azerbaigian fu stipulato un accordo in vista della concessione dell’autonomia alla provincia del Nagorno-Karabah.

Secondo alcuni studiosi, l’area armena potrebbe essere il centro di irradiazione degli Indoeuropei: la lingua armena è indogermanica, forma un gruppo a sé stante e presenta notevoli somiglianze lessicali con vari idiomi dello stesso ceppo, in particolare l’inglese. Erodoto ricorda che gli Armeni erano imparentati con i Frigi, antica etnia dell’Asia minore, mentre, tra i contemporanei, il professor Paris Herouni afferma, che l’Armenia è la regione in cui sbocciò la più antica civiltà del pianeta. Terra montuosa, ricca di pascoli, sorgenti, fiumi pescosi e di amene valli, legata a venerande tradizioni – secondo il racconto biblico l’arca di Noè si adagiò sul Monte Ararat, l’Armenia è popolata da una gente di fede cristiana monofisita. I cristiani monofisiti ammettono in Cristo, una sola natura, quella divina, come i Giacobiti della Siria, i Copti d’Egitto e d’Etiopia. La Chiesa apostolica armena conserva antiche dottrine ed adotta una liturgia non molto diversa da quella delle comunità ortodosse, rimase isolata rispetto alle diatribe teologiche che impegnarono i vescovi riuniti nei concili del IV e V secolo, evitando così di snaturare le concezioni del III, un po’ più vicine al Cristianesimo pre-costantiniano.

Purtroppo gli atroci massacri subiti dagli Armeni, ad opera dei Turchi soprattutto tra il 1915 ed il 1918, quando sfaldatosi l’Impero ottomano, fu instaurato in Anatolia con Ataturk un governo nazionalista, sono spesso sottaciuti. Eppure fu un’orrenda carneficina: lo storico britannico Toynbee stima in 1.800.000 le vittime, barbaramente trucidate o morte di stenti. Il genocidio non è stato neppure riconosciuto come tale dall’O.N.U. (Organizzazione dei nazisti uniti), a causa delle forti pressioni esercitate dal governo turco sulla comunità internazionale, esecutivo intento ad occultare ed a ridimensionare le stragi.

Perseguitati come quasi tutti i Cristiani non subalterni alle gerarchie cattoliche, di fronte al genocidio armeno, lo stesso olocausto anti-ebraico (non anti-semita: Arabi ed Aramei sono Semiti, mentre gli Israeliani attuali sono discendenti per lo più dai Turchi Khazari e, stando a Flavio Barbiero, gli Ebrei biblici erano Camiti e non Semiti) impallidisce. Nel 1983 la Televisione della Svizzera italiana realizzò un documento sulla diaspora armena, seguìta allo sterminio in patria: il reportage, nonostante alcune imprecisioni storiche, colma un’enorme lacuna, riepilogando con immagini crude e testimonianze dirette, la tragica storia di una nazione che cerca di preservare la sua identità culturale, in primis, l’armoniosa lingua, e di consentire all’opinione pubblica mondiale di conoscere e di condividere la causa armena.

Il dossier contiene un’intervista all’anziana Mélanouche Tchitbachian, fuggita dalla patria, dopo mille disavventure. La donna, mancata non molto tempo fa, risiedeva a Sanremo. Alla sua storia si sono ispirati i fratelli Taviani nella pellicola intitolata “La masseria delle allodole”. Il documentario è un spaccato su una delle pagine più tragiche e terribili di una storia ancora piena di dolorosi capitoli. Gli Armeni, infatti, non negli anni successivi conobbero la guerra con l’Azerbaigian ed il rovinoso terremoto artificiale scatenato dai Russi il 7 dicembre del 1988. Causò 25.000 morti.


Thursday, May 5, 2011

Carahunge

http://zret.blogspot.com/2011/05/carahunge.html

Carahunge

Tra le montagne dell'attuale Armenia (nella parte meridionale, vicino alla città di Gori), sorge il sito megalitico di Carahunge (da "cara", pietra e "hunge", voce, suono, eco). Il luogo ha una storia di 7.500 anni: gli archeologi ritengono che intercorra uno stretto legame tra il complesso monumentale armeno e Stonehenge, datato per lo più al III millennio a.C. E' significativo che i due nomi si assomiglino.

Il libro "Armenians and old Armenia" del professor Paris Herouni spiega le caratteristiche di Carahunge. L'autore, che nel suo saggio indugia sulla storia dell'antica Armenia, l'Urartu, reputa di aver stabilito in modo sicuro l'epoca in cui Carahunge fu costruito come osservatorio astronomico usato da una civiltà avanzata.

Il monumento preistorico è costituito da centinaia di pietre disposte in cerchi su una superficie di circa sette ettari. Molte di queste lastre basaltiche (per la precisione 84 su 223) presentano dei fori levigati, dai 4 a 5 cm di diametro: i pertugi traguardavano precisi punti dell'orizzonte 7.500 anni addietro. Il periodo di costruzione è stato accertato, studiando il moto del Sole, della Luna e delle stelle: sono stati indagati gli spostamenti apparenti degli astri dovuti all'inclinazione dell'asse terrestre in rapporto al fenomeno noto come precessione degli equinozi.

Herouni asserisce che Carahunge prova come l'Armenia sia la regione in cui sbocciò la più antica civiltà del pianeta, culla delle lingue indo-europee. Una primigenia popolazione concepì il complesso come specola per stabilire la levata, il tramonto e la culminazione dei corpi celesti, ma Carahunge fu anche centro cultuale in onore di Ar, il dio del Sole, e di Tir, il dio della conoscenza. L’allineamento delle pietre corrisponde alla costellazione del Cigno, in cui alcuni popoli scorsero, però, un avvoltoio.

Se certe affermazioni di Herouni vanno rigettate (lo Stonehenge armeno non è il complesso architettonico più antico del mondo: almeno le piramidi di Visoko lo precedono), è indubbio che l'Armenia è terra legata ad una cultura primigenia ed enigmatica, collegabile al fenomeno delle costruzioni megalitiche che, con dolmen, menhir e cromlech, punteggiano un'amplissima regione euro-asiatica e non solo.

Nella stessa area medio-orientale, poi, è stato portato alla luce, in questi ultimi anni, l'enigmatico sito di Gobekli Tepe nell'attuale Turchia. Gli scavi hanno dissepolto colossali pilastri a forma di tau (alti fino a sei metri e del peso di parecchie tonnellate) ed altre vestigia che compongono un'enigmatica testimonianza lapidea. Se a Gobekli Tepe molti manufatti litici sono decorati con rilievi di animali (cinghiali, manzi, leoni, volpi, leopardi, avvoltoi… ) il cui significato non è chiaro, quantunque gli antropologi vi vedano evocazioni di esperienze sciamaniche, su alcune pietre armene sono effigiate creature molto simili ai classici Grigi.

Il mistero si… ingrigisce.

Fonti:

Enigmi alieni: strutture inspiegabili, 2011, documentario di History channel
P. Herouni, Armenians and old Armenia, 2009