L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

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Tuesday, December 22, 2015

Dalla Fenicia al New Mexico


http://zret.blogspot.it/2015/12/dalla-fenicia-al-new-mexico.html

Io allotrio, tu allotrii, egli allotria...


https://archive.is/RP8tP

Wednesday, December 9, 2015

Giapeto è un satellite artificiale?


http://zret.blogspot.it/2015/12/giapeto-e-un-satellite-artificiale.html

Godetevi l'ultima (in ordine di tempo), straordinaria sega mentale dello Zretino.


https://archive.is/bhB52

Thursday, February 26, 2015

Oblivion

http://zret.blogspot.ch/2015/02/oblivion.html

Oblivion



La logica quadrata è suprema follia.

La Terra, dopo essere stata aggredita da una civiltà aliena, è divenuta inospitale, poiché sono state usate armi nucleari per sconfiggere gli invasori. Jack Harper e la sua compagna, Victoria Olsen, sono gli ultimi che vivono ancora su Gaia, ma sono in procinto di trasferirsi su Titano, dopo che sarà completata l’estrazione di energia dagli oceani. Un giorno un’astronave si schianta su una landa che Harper pattuglia per controllare il funzionamento dei droni usati per proteggere gli impianti di estrazione dalle sortite di insidiosi extraterrestri sopravvissuti, gli Scavengers. Il protagonista salva una donna russa, Julia (interpretata dalla bella attrice Olga Kurylenko) componente dell’equipaggio la cui navicella è precipitata. Cominciano allora delle peripezie che portano Harper a riscoprire un po’ alla volta il suo vero passato, a comprendere che l’umanità è stata vittima di un feroce inganno.

“Oblivion” è una pellicola che si apprezza specialmente per la suggestiva fotografia – le riprese sono state realizzate tra Stati Uniti ed Islanda – e per l’intreccio adrenalinico ma non scevro di pause elegiache.

L’interesse principale della produzione risiede nel tema del controllo esercitato attraverso un sistema tecnologico, il Tet, una colonia spaziale a forma di tetraedro. Il rinvio d’obbligo è all’inquietante monolite di “2001: Odissea nello spazio”, la celeberrima ed enigmatica opera di Stanley Kubrick, ispirata ad un racconto di Arthur C. Clarke. E’ un tòpos che punteggia la letteratura ed il cinema di fantascienza, tanto più efficace quanto più l’apparato che programma il destino umano rivela la sua natura algida ed impersonale, come avviene nelle raggelanti (pre)visioni di Philip K.Dick. E’ l’adombramento di una regia dalla logica implacabile perché quadrata.

Il prelievo dell’energia dai mari all’interno potrebbe essere letto come assorbimento di forze vitali succhiate ad un genere umano sempre più esangue? La finzione, come non di rado avviene, codifica messaggi xenologici più o meno obliqui, tra cui la clonazione, l’annullamento della memoria, la colonizzazione di corpi celesti... Intelligenti pauca.

In fondo “Oblivion” è una metafora sull’incompatibilità fra la tecnologia disanimante ed una natura ormai prostrata e negletta: emblematica la scena in cui la collega di Harper getta via una piantina fiorita che l’uomo ha poco prima amorevolmente innaffiato, temendo che il fiore possa essere fonte di contaminazione.

E’ una lotta fino all’ultimo sangue e fino all’ultima linfa. Vedremo chi la spunterà.

Scheda del film:

Anno: 2013
Regia: Joseph Kosinski
Sceneggiatura: Joseph Kosinski, Michael Arndt
Attori: Tom Cruise, Morgan Freeman, Nikolaj Coster-Waldau, Olga Kurylenko, Zoe Bell, Melissa Leo, Andrea Riseborough
Fotografia: Claudio Miranda
Paese: Stati Uniti d’America
Durata: 110 minuti

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Monday, January 5, 2015

Infiltrazione

quando uno crede a tutte le cazzate che sente dire...

http://zret.blogspot.ch/2015/01/infiltrazione.html

Infiltrazione


Notte del 30 maggio 1974, Repubblica sudafricana. I coniugi Peter e Frances Mac Norman si stavano dirigendo in auto da Salisbury, Rhodesia (oggi Zimbabwe) verso la Repubblica sudafricana. Circa 10 chilometri (6 miglia) a sud di Umvuma, Peter vide un uomo sul ciglio della strada: era fasciato in una tuta scintillante e teneva una scatola in mano. La figura all’improvviso sembrò svanire. Alle 2:30, Frances notò un bagliore sul lato sinistro del veicolo: la luce pareva seguire l’auto. I fari cominciarono ad affievolirsi: infine si spensero, mentre l’autoradio stranamente funzionava ancora [e probabilmente suonava "Emozioni"].

Di botto la vettura prese ad accelerare, toccando le 93 miglia all'ora (150 km all’ora). Il conducente provò a rallentare, ma invano: ormai non aveva più il controllo del mezzo che sfrecciava a fari spenti nell’oscurità.

Appena a nord di Port Victoria, Peter, riacquistato il controllo della Peugeot 404, si fermò in una stazione di servizio. Erano le 4:30. I coniugi, approvvigionatisi di carburante, ripresero il viaggio, avviandosi verso la località di Beit Bridge sul fiume Limpopo.

La coppia si ritrovò in un paesaggio di bassi cespugli, erba alta ed acquitrini. Ancora una volta, Peter perse completamente il controllo della vettura che raggiunse i 200 km orari [velocita' fuori portata di ogni Peugeot 404 mai costruita]. La strada da Fort Victoria a Beit Bridge, tortuosa, piena di tornanti, quella notte era rettilinea! [la sua rotonda del puttn-tour invece era rimasta curva quando si e' schiantato...]

Finalmente i due giunsero a destinazione. Erano le 8:30, anche se i loro orologi ed il cronometro sul cruscotto della Peugeot segnavano tutti le 7:30. I protagonisti di questa bizzarra storia avevano avuto un'ora di missing time. Fort Victoria, in Rhodesia, dista da Beit Bridge, nella Repubblica sudafricana, 228 km: dopo un viaggio del genere, il serbatoio della Peugeot sarebbe dovuto essere quasi vuoto, ma l’uomo lo trovò pieno [cioe' sono partiti prima delle 2.30 - ora alla quale hanno visto l'omino in tuta argentata - e sono arrivati alle 8.30. Piu' di 6 ore par fare 228 KM a 200 kmh????]. Peter fu ancora più sbalordito, quando osservò le gomme. A Salisbury (oggi Harare) Peter aveva montato dei Michelin rigenerati, perché aveva intenzione di acquistare quattro nuovi pneumatici ad un prezzo conveniente in Sud Africa. Si accorse, però, che i copertoni rigenerati erano spariti, sostituiti da gomme radiali della Michelin. Peter non ricordava di aver cambiato gli pneumatici lungo la strada.

Più tardi la coppia si sottopose ad una regressione ipnotica. I due raccontarono una vicenda incredibile a proposito di un alieno luminoso che si era sistemato sul sedile posteriore della Peugeot che era poi levitata in un ordigno volante. Peter rammentò di essere stato portato su un disco e di essere stato sottoposto ad un esame medico in una specie di infermeria dove vide sua moglie e molti altri esseri umani che sembravano in uno stato di trance. Il rapito scorse anche la Peugeot in un hangar a bordo. Il cofano della vettura era stato sollevato, mentre alcuni alieni macrocefali armeggiavano attorno al motore.

Inquietante è ciò che riporta Quinto Narducci a proposito dei ricordi emersi grazie alla seduta di ipnosi regressiva: Peter Mac Norman descrisse degli ufonauti almeno all’apparenza asessuati, provenienti da una lontana galassia e che viaggiano attraverso lo spazio-tempo. Queste creature che, stando ai due testimoni, sarebbero pacifiche e dotate di sbalorditive conoscenze scientifico-tecnologiche, si sono infiltrate sulla Terra per cambiarla [a cominciare dagli pneumatici Michelin], per introdurre il loro sistema ed il loro stile di vita. Gli intrusi sono tra noi: sono impiegati, ma soprattutto uomini d’affari, ufficiali dell’esercito, politici ai vertici di molti stati.

Come in una pellicola fantascientifica, Essi si introducono di soppiatto, occupando i gangli vitali del pianeta per predisporlo in modo lento ma irreversibile al loro dominio. E’ uno scenario non molto dissimile dal disegno delineato da quei ricercatori che fondono l’ufologia con la storia segreta, una storia molto tetra e minacciosa.

Fonti:

Q. Narducci, Pianeta Terra - Ibridazione in atto, 2009, pp. 57-59
J. Spencer, World Atlas U.F.O., New York, 1991, pp. 149-151


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Thursday, October 9, 2014

Il cubo volante di Rimini (saranno arrivati i transformers in riviera)

http://zret.blogspot.ch/2014/10/il-cubo-volante-di-rimini.html

Il cubo volante di Rimini


Il recente libro di Carlo Di Litta e Quinto Narducci intitolato, “Cosa nascondono i nostri governi?”, contiene un interessante rapporto a proposito di un avvistamento U.F.O. Carlo Di Litta riferisce di un oggetto volante dall’inusuale forma cubica. L’ordigno fu scorto e fotografato nel cielo di Rimini il giorno 15 giugno del 2011, alle ore 21:30, durante l’eclissi di Luna.

Nel capitolo dedicato al caso, giustamente Carlo Di Litta disquisisce sui significati simbolici ed esoterici del cubo. A questo solido geometrico consacrammo un breve articolo, Cubo, dove scrivemmo:

“L’arca che Ziusudra, re di Shuruppak, (il Noè biblico) costruì, su consiglio del dio Enki, aveva la forma di un cubo, con ciascun lato di 120 cubiti. Anche l’imbarcazione fabbricata da Noè, per volontà di Dio, era un parallelepipedo: 150 cubiti di lunghezza per 30 di altezza e 50 di larghezza. […]

L’arca di Ziusudra era dunque un gigantesco dado che è l’espressione simbolica tridimensionale del quadrato, adombrando tutto ciò che è saldo e durevole. Tra i corpi regolari, Platone assegna al dado l’elemento terra. Nell’alchimia è in relazione alll’elemento “sal” come principio del concreto. La Gerusalemme celeste, città ideale dell’Apocalissi attribuita a Giovanni (21-16,17) è cubica: “la lunghezza, la larghezza e l’altezza della città sono eguali”. I suoi lati sono di 12.000 stadi (2200 km), un corpo perfetto sulla base del numero 12. E’ un cubo pure la Kaaba, nel santuario della Mecca: ivi è custodita la pietra divenuta nera per i peccati degli uomini.[…]

Secondo l’ipotesi di David Wilcock, il cubo di Ziusudra potrebbe essere uno stargate, grazie al quale il re sumero riuscì a mettere in salvo sé stesso, i congiunti e gli animali, seguendo le istruzioni del dio Enki (Ea). Wilcock nota che l’ipercubo (o n-cubo), forma geometrica regolare inclusa in uno spazio di quattro dimensioni, secondo gli studi pionieristici di alcuni scienziati, si lega alla fisica iperdimensionale, dunque alla possibilità di varcare il confine del nostro universo per accedere ad un altro piano”.

Invero, l’U.F.O. immortalato da Carlo Di Litta in alcuni suggestivi scatti, è sì un dado, ma proteiforme. Dalle immagini si nota che esso cambia colore (fenomeno frequente nella letteratura) nonché aspetto, delineando dei grafemi riconducibili a talune lettere dell’alfabeto ebraico.

In particolare si possono riconoscere i grafemi ח (Chet, Heth, Khe: recinto per il bestiame); ת (Tav, giogo); צ (Tzadi, Sade, Gufo).

Non sorprenda la correlazione tra antichi idiomi (sumero, aramaico, ebraico…) e presunte civiltà aliene. (Si legga A. Marcianò, La lingua dei visitatori, in "X Times" n. 39, gennaio 2012).

Vediamo i significati emblematici dei segni sopra citati.

La lettera ח, Heth, ha valore numerico 8. Essa rappresenta la trascendenza, la grazia divina e la vita. Il numero otto simboleggia la capacità dell'uomo di trascendere (andare oltre) i limiti dell'esistenza fisica (Maharal).

La lettera ת, Tau, ha valore numerico 400; è simbolo di verità e perfezione. Tau sta per ’æmet (verità). Contrariamente a molti altri casi, in cui è la prima lettera del nome a conferire il significato, nel caso di ’æmet (verità), l'ultima lettera, Tau, lega il sostantivo al nucleo semantico. La verità è eterna, ma quando le viene tolta la ’alef, che è il più piccolo valore di ’æmet, allora rimane la Met (morte). Probabilmente la valenza di questo grafema-fonema risale al concetto egizio di Maat, giustizia, equilibrio, misura. E’ plausibile, come sostengono molti specialisti, che la tradizione ebraica, incluso l’alfabeto, affondi le sue radici in un substrato sumero ed egizio.

La lettera צ, Ṣade, possiede valore numerico 90. Questo grafema richiama la giustizia e l’umiltà. Ṣade sta per Ṣaddîq, il Giusto, riferendosi a Dio che è chiamato Ṣaddîq we yašār, il Giusto e Retto – Deut.32:4. Ṣaddîq è anche usato per definire l'uomo che emula l’equità di Dio, conducendo una vita integerrima.

E’ notevole lo spunto che ci offre Carlo Di Nitta nel momento in cui coglie il sorprendente parallelismo tra le configurazioni dell’oggetto non identificato ed alcune caratteri ebraici. Esseri non terrestri vollero codificare un messaggio attraverso segnali nel cielo? E’ corretto evocare i significati metaforici di certi segni o bisogna attenersi all’ambito letterale?

Auspichiamo ulteriori indagini per opera di di glottologi e di ufologi.

Fonti:

C. Di Litta, Q. Narducci intitolato, “Cosa nascondono i nostri governi?”, 2014, pp. 153-155
Enciclopedia dei simboli, Milano, 1991


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Sunday, September 28, 2014

Diavoli in astronave

http://zret.blogspot.ch/2014/09/diavoli-in-astronave.html

Diavoli in astronave


Canneto di Caronia, 23 settembre 2014. Nella notte divampano quaranta formidabili incendi. E’lo Spannung di un inquietante sequela di roghi che da anni inceneriscono suppellettili, mobili, elettrodomestici, oggetti di ogni tipo. E’ come se la frazione del Messinese fosse bersagliata da falariche infernali. Il piccolo abitato non è, però, l’unica località in cui il fuoco arde senza cause all’apparenza spiegabili. Ad esempio, Bitlis in Turchia e Hopewell, nella Repubblica sudafricana, sono teatri di misteriose conflagrazioni.

Le istituzioni, fino a quando sono riuscite, hanno nicchiato. Tuttavia alla fine non sono più state in grado né di nascondere la gravità dei fenomeni né di negare persino il loro carattere esotico, diremmo esogeno. Si è anche ammesso che a Caronia probabilmente sono state sperimentate armi a microonde [si e' ammesso stocazzo, zretino - solo nella mente tua e di quell'altro acconguaglione di tuo fratello si e' ammesso qualcosa di diverso dagli incendi dolosi]. E’ naturale che i militari, se non sono coinvolti nelle fiamme, sanno... Sanno tutto, ma è un segreto che non può essere rivelato per nessuna ragione al mondo. [1]

Non sbagliano coloro che vedono lo zampino dei militari, ma in Italia inesplicabili incendi furono segnalati già nel XVIII secolo e, come è noto, quando Guglielmo Marconi provò a trasmettere segnali telegrafici verso la Sicilia, si accorse che essi si infrangevano contro una barriera invisibile. Dunque le stellette c’entrano anche con il M.U.O.S., ma gli... stellari non paiono estranei ai fatti.

Dimentichiamoci, almeno nel contesto attuale, una guerra tra “buoni” e “cattivi”. Le cupole dei governi terrestri non interverranno mai per difendere i cittadini da queste sinistre minacce, perché i Piromani sono loro alleati pur forse scomodi e riottosi. E’ evidente che, stante la Realpolitik, non è possibile divulgare patti scellerati, anche se sono accordi che i terrestri ora vorrebbero rescindere, ma pacta servanda sunt ed è tardi... Così per dissuadere da defezioni ed azioni proditorie, gli emuli di Erostrato flettono i muscoli, come nel caso dei black out, atti a dimostrare la loro potenza, per intimidire e convincere qualche esponente governativo recalcitrante?

Dimentichiamoci gli “angeli in astronave” tanto cari al lezioso contattismo. Probabilmente si combatte da decenni una guerra occulta, dopo che la coalizione si è spezzata. Le diuturne operazioni di geoingegneria clandestina adombrano anche, in taluni casi, delle Titanomachie? Possibile. Non si può neppure escludere che le attuali superpotenze siano federate con diverse fazioni allotrie. Sono fazioni tuttavia inclini a cambiare campo. Lo stesso vale per i potentati terrestri. Si suppone che un gruppo di Pleiadiani si alleò con il Terzo Reich, per poi abbandonare la Germania al suo destino. Questi passaggi da un fronte all’altro potrebbero non essere infrequenti e causare una pericolosa instabilità esopolitica. Questa precarietà strategica spiega fenomeni come quelli di Caronia? Crediamo di sì. Le popolazioni inermi sono sotto attacco. I militari sanno chi sono gli aggressori, ma si trincerano dietro un’omertà che testimonia la loro connivenza. Nessun organismo agirà mai seriamente né per proteggere i cittadini né per informarli, perché – giova ripeterlo - non possono spifferare una verità scabrosissima. Essi hanno venduto l’umanità, ottenendo in cambio tecnologie avveniristiche. Do ut des.

Scrive Fedro, il celebre autore latino di favole, “Humiles laborant, ubi potentes dissident”, Gli umili soffrono, quando i potenti sono in conflitto. Comprendere chi siano davvero questi potenti in attrito tra loro nell’odierno scenario lasciamo al discernimento dei lettori.

[1] Secondo gli esperti coordinati dal Dottor Francesco Mantegna Venerando, Canneto di Caronia è colpita da fenomeni elettromagnetici di origine artificiale, capaci di generare una grande potenza concentrata. Sono fasci di microonde in 'ultra high frequency' compresi nella banda tra 300 megahertz e alcuni gigahertz. Per produrre una simile quantità di energia un dispositivo dovrebbe toccare una potenza tra i 12 e i 15 gigawatt. Dove sia collocata la sorgente, però, non si sa. Una rete composta da decine di sensori, cercò di individuare l'impulso madre proveniente dal mare, un compito quasi impossibile dal momento che l'emissione dura solo qualche nanosecondo. “Tecnologie militari evolute anche di origine non terrestre – si legge nel rapporto redatto sotto l'egida del Dottor Mantegna Venerando – potrebbero esporre in futuro intere popolazioni a conseguenze indesiderate. Gli incidenti di Canneto di Caronia potrebbero essere stati tentativi di ingaggio militare tra forze non convenzionali oppure un test non aggressivo (?) mirato allo studio dei comportamenti e delle azioni in un indeterminato campione territoriale scarsamente antropizzato".

Per approfondire leggi qui.

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Wednesday, September 17, 2014

Tracce islamiche nei due principali santuari mariani d'Europa


parafrasando il babbeo capo


articolo scopiazzato qua e la da Wikipedia

http://zret.blogspot.ch/2014/09/tracce-islamiche-nei-due-principali.html

Tracce islamiche nei due principali santuari mariani d'Europa


Saturday, August 30, 2014

Preannuncio riguardante la spaccatura della litosfera in alcuni “messaggi alieni”

http://zret.blogspot.ch/2014/08/preannuncio-riguardante-la-spaccatura.html

Preannuncio riguardante la spaccatura della litosfera in alcuni “messaggi alieni”


E’ noto che contattisti, contattati e rapiti sono spesso latori di “profezie aliene” [stocazzo, cretino, finora e' noto solo che sono dei cazzari]. Le loro predizioni, concernenti il futuro della Terra e dell’umanità, sono quasi sempre infauste. Tali presagi talvolta scaturiscono da persone che vivono situazioni non nell’ambito dell’ufologia “viti e bulloni”, poiché sconfinano in sfere ulteriori.

In tempi non sospetti tale Robert Harland - il suo caso fu esaminato dalla ricercatrice Jenny Randles - raccontò che nel 1964 si era recato dal dentista per sottoporsi ad un serio intervento chirurgico. Quando gli fu somministrato l’anestetico, Harland ebbe un’esperienza extra-corporea. Da una prospettiva esterna al soma, vide l’odontoiatra sbattere il ginocchio contro uno spigolo, circostanza che più tardi il medico confermò.

Fin qui si tratta di una tipica O.O.B.E. associata ad un trauma fisico, ma poi Harland vide un essere alto con lunghi capelli bianchi passare attraverso il soffitto e comunicargli telepaticamente che doveva andare con lui. Fluttuarono insieme attraverso il soffitto ed entrarono in un disco volante; l’uomo fu condotto a visitare l’interno dell’astronave e gliene fu spiegato il funzionamento. Ricevette un messaggio da trasmettere al genere umano. La comunicazione si riferiva ad una terribile calamità: la crosta terrestre si sarebbe spaccata. Infine gli fu detto che avrebbe dovuto lottare per tornare nel suo corpo. In effetti alcune creature piccole e sgraziate cercarono di impedirglielo, ma Harland riuscì nel suo intento. Si svegliò mentre il medico, visibilmente preoccupato, lo scuoteva: era quasi morto sulla poltrona del suo studio.

Ancora negli anni ‘60 del XX secolo: per la precisione è il luglio del 1968. Un giovane di venticinque anni stava compiendo un’escursione al passo Grodner, sulle Dolomiti italiane, quando scorse tre creature alte e magre, con teste a cupola (?) e bellissimi occhi orientali. I visitatori, che erano accompagnati da un piccolo robot, gli rivelarono attraverso il pensiero che provenivano da una galassia lontana. I cosmonauti gli preannunciarono un futuro spostamento dei poli, la fratturazione della litosfera ed il fatto che la vita sulla Terra avrebbe corso gravi pericoli.

Agosto 2014: in Messico, presso la città di Hermosillo, si apre una fenditura lunga circa due chilometri e profonda 25 metri. L’evento si aggiunge alle enormi voragini che, da qualche anno, si formano in numerose regioni del globo, anche in assenza di cause precise idonee a spiegarle. Sono non di rado sinkholes dalla circonferenza liscia, netta, come se non fossero formazioni naturali.

Viviamo tempi strani ed inquietanti...

Fonti:

J. Randles, Alien abductions: the mystery solved, New Jersey, 1988
R. L. Thompson, Le civiltà degli alieni, 1995, pp. 383-384, 412


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Sunday, August 17, 2014

The objective

 
http://zret.blogspot.ch/2014/08/the-objective.html

The objective

Tuesday, July 22, 2014

U.F.O. e black out nel biennio 1965-1966: preludio di un patto scellerato?

http://zret.blogspot.it/2014/07/ufo-e-black-out-nel-biennio-1965-1966.html

U.F.O. e black out nel biennio 1965-1966: preludio di un patto scellerato?


Il 23 settembre 1965 un U.F.O. fu scorto sorvolare la città messicana di Cuernavaca e subito dopo il centro fu avvolto dall’oscurità. La stampa locale associò i due fatti cui diede notevole autorevolezza la testimonianza oculare del governatore, Emilio Riva Palacio. Più drammatica fu l’interruzione dell’erogazione dell’energia elettrica occorsa tra New York, Boston e Toronto il 9 novembre 1965. Quella sera otto stati della Federazione e la provincia canadese dell’Ontario, precipitarono nel buio a causa di un malfunzionamento nella centrale elettrica del Niagara: secondo le fonti ufficiali, il problema era stato causato dalla rottura di un relais. L’oscuramento durò dieci ore, gettando nel timor panico milioni di persone tra Statunitensi e Canadesi.

L’eco del big black out non si era ancora spenta che fu la volta di Londra, poi di Stoccolma, di Bahìa, di Rio de Janeiro, del Texas e del Nuovo Messico, dell’Olanda orientale, dell’Alaska, del Canada settentrionale, dell’isola di Vancouver, di Melbourne e dintorni, di Buenos Aires e zone limitrofe, dell’Italia meridionale. Tutto ciò nel breve arco di due mesi, in regioni distanti tra loro e contraddistinte da condizioni climatiche e tecnologiche differenti.

Tali “eclissi” della luce aprirono delle falle nel sistema della difesa statunitense e di altre nazioni. Le basi dell’U.S.A.F. di Giggs, Holloman e Fort Bliss nonché l’installazione missilistica di White Sands dovettero ripiegare sui gruppi elettrogeni, mentre la rete radar in Alaska fu messa completamente fuori uso. L’autorevole quotidiano “Time” confermò che, durante l’oscurità, i Newyorkesi videro nel cielo un ordigno che ritennero un satellite sovietico. Un pilota istruttore, mentre sorvolava la linea elettrica che collega Clay alle cascate del Niagara, si imbatté in una “palla di fuoco”, notata anche da un altro testimone a terra.

Nel 1966 il buio calò sull’Italia meridionale. La testata “Paese sera” del 10 gennaio 1966 scrisse all’interno di un articolo di prima pagina su nove colonne: “Un globo luminoso è apparso nel cielo di Napoli, a mille metri di altezza nella direzione di Capri, proprio pochi istanti prima che la luce elettrica si affievolisse per poi spegnersi del tutto. Due aerei, decollati da un aeroporto della N.A.T.O., sono stati visti sfrecciare vicini alla sfera, che poi si è allontanata, e compiere evoluzioni di ricognizione".

Il giornale genovese “Il Lavoro” in quell’occasione titolò tra il serio ed il faceto: “Sono i Marziani a spegnere le fonti di energia elettrica?”.

Il primo ricercatore a congetturare una relazione fra le interruzioni di corrente e velivoli non identificati fu il console ed ufologo Alberto Perego nella metà degli anni ‘50 del XX secolo. La sua ipotesi fu ripresa nel decennio successivo, quando si constatò che spesso le power failures erano precedute da avvistamenti di oggetti volanti non identificati o erano simultanee alle segnalazioni stesse.

Tra parentesi osserviamo che l’avvistamento di globi luminosi è non di rado foriero di terremoti, eruzioni vulcaniche, conflitti. Anche le manifestazioni “mariane” – in realtà, nella maggioranza dei casi, di matrice allotria – anticipano talora lo scoppio di guerre e di epidemie.

Come interpretate tali concomitanze? Sono soltanto combinazioni o entità ostili flettono i muscoli, nel caso soprattutto dei black out, per dimostrare la loro potenza, per intimidire e convincere qualche esponente governativo recalcitrante a sottoscrivere patti scellerati?

La data del 9 novembre 1965 è doppiamente significativa: contiene le cifre 911 (o 119) nel giorno e nel mese, come se fosse un messaggio criptico ed un sinistro sigillo cui ci hanno reso avvezzi numerose tragedie successive (9 11 2001, in primis). Inoltre le misteriose mutilazioni animali datano proprio dalla metà degli anni ‘60 del XX secolo, come se, stipulato o più probabilmente ridefinito un accordo anteriore, l’esecutivo segreto avesse dato il benestare ai loro malefici alleati non terrestri di avviare su larga scala l’operazione “cattle mutilations”?

E’ una coincidenza se la data ufficiale in cui fu scoperto il primo animale mutilato è il 1967?

In quell’anno una coppia di coniugi del Colorado, Berle e Nelle Lewis, chiesero ad un parente di accudire per un breve periodo uno dei loro cavalli, Lady (fu poi erroneamente ribattezzata Snippy). Lady aveva tre anni, era di razza Appaloosa e, fin da piccola, aveva dimostrato un temperamento esuberante. Il rancher Harry King, fratello di Nelle Lewis, portò Lady in uno dei suoi pascoli così che potesse brucare e scorrazzare in grandi spazi aperti. La mattina del 9 settembre 1967 Harry King, durante una visita di controllo nei suoi pascoli, si trovò al cospetto di uno spettacolo raccapricciante. La giumenta era stata orribilmente mutilata: la testa ed il collo erano stati scarnificati. Il resto del corpo non era stato toccato. Il suo teschio era così bianco e pulito che sembrava essere stato irraggiato per molte settimane da un'energia molto intensa. Quando furono eseguite le prime analisi, emerse che le aree interessate dall’asportazione non presentavano residui di sangue o di altri liquidi corporei. Tracce piuttosto elevate di radioattività furono registrate nel luogo dove Lady era stata uccisa. Il taglio praticato alla base del collo fu reputato dagli esperti molto preciso. King, poco dopo l’evento, dichiarò ai giornalisti che nessun coltello o arma da taglio avrebbe potuto compiere un’incisione così accurata. Due settimane dopo il rinvenimento della carcassa, il dottor John Henry Altshuler, patologo del Rose Medical Center a Denver, compì l’autopsia. Egli individuò subito un’incisione netta alla base del collo: la ferita mostrava resti di colore nerastro dovuti alla cauterizzazione immediata della lacerazione. Ad un esame interno dell’animale si riscontrò l’assenza del cuore, dell’intestino e della tiroide. Ulteriori indagini indussero i ricercatori a supporre che lo strumento usato per incidere il collo dell’animale fosse stato un laser chirurgico verosimilmente già in possesso dei militari. Testimonianze successive riportarono la presenza di strani bagliori nei luoghi nella zona in cui era stata trovata la giumenta. La madre di King aveva osservato un“enorme oggetto luminescente”. Pure una residente della Saint Louis Valley, la signora Duane Martin, aveva scorto, il giorno precedente il rinvenimento di Lady, alcuni oggetti che assomigliavano a “piccoli jet”. I singolari apparecchi avevano evoluito nella zona a velocità molto elevata e radenti il suolo.

Si potrebbe concludere che l’avvistamento di “segni nel cielo” non è quasi mai un fausto presagio…

Sitografia:

ansuitalia

ecn.org

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Saturday, July 12, 2014

Misteriose mutilazioni animali anche nel lontano passato?

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Misteriose mutilazioni animali anche nel lontano passato?


Le "mutilazioni animali" sono un fenomeno noto anche come "mysterious animals mutilations" (M.A.M.) e che occorre da circa quarant'anni anni negli Stati Uniti, in Canada, in America meridionale, Australia ed Europa. Qualche caso è stato segnalato pure in Africa. Nell'aprile del 1971, i casi di mutilazione di bestiame aumentarono improvvisamente negli Stati Uniti, specialmente nel Nuovo Messico ed in Colorado. Furono reperite all'interno di allevamenti e fattorie carcasse di bovini sgozzati, dissanguati, privi di occhi, di orecchie, degli organi riproduttivi e di altri parti del corpo.

Linda Moulton Howe, giornalista, scrittrice e regista di documentari scientifici, è la maggiore studiosa delle M.A.M.: ella ha passato in rassegna le principali ipotesi esplicative dell'inquietante fenomeno, contribuendo in parte a diffondere l'idea degli alieni macellai.



n.d.eSSSe
Qui apro una parentesi, tanto per rendere l'idea:
Linda Moulton Howe, born January 20, 1944, is an American investigative journalist and documentary producer-writer-director-editor. She is best known as a ufologist and advocate of a variety of conspiracy theories. She is well known for her investigations of cattle mutilations, and her conclusion that they are of extraterrestrial origin. She is also noted for her speculations that the U.S. government is involved with aliens.
 
e qui chiudo la parentesi.


Secondo vari ricercatori, le mutilazioni del bestiame possono essere ricondotte alle seguenti cause: l'aggressione di animali selvatici; l'azione di roditori, corvidi ed altri volatili necrofagi su bovini ed ovini morti per malattia; riti satanici; messaggi cruenti legati ad organizzazioni criminali presenti nel mondo degli allevatori; mistificazioni. Alcuni studiosi scettici di fronte all'assenza degli organi interni, chiamano in causa l'autolisi, un processo decompositivo a causa del quale gli organi interni si trasformano in un fluido che si disperde all'interno del corpo degli animali. Costoro tendono a sorvolare sulle incisioni molto precise con cui è tagliata e staccata la pelle degli animali: paiono incisioni praticate con strumenti laser. La sofisticata tecnica chirurgica, la cauterizzazione, l'assenza di tracce attorno alle carcasse dei poveri animali ed il pur occasionale avvistamento di U.F.O. in concomitanza con le M.A.M. hanno indotto alcuni ufologi ad attribuirle ad extraterrestri carnefici.

Mentre solo in qualche caso sono stati scorti oggetti volanti non identificati, molti testimoni hanno riferito di aver visto, in coincidenza con le M.A.M, silenziosi elicotteri privi di contrassegni identificativi: si può congetturare che i militari siano implicati in queste sanguinose operazioni o come alleati di intrusi ostili o autonomamente, forse per incolpare i visitatori di queste scelleratezze, al fine di demonizzarli e con lo scopo di intorbidare le acque.

Tempo fa ebbi un’istruttiva conversazione con Ghigo di "Freeskies". Ci chiedevano se l’inquietante problema fosse una prerogativa di questi ultimi decenni o se fossero noti casi di mutilazione animale pure nelle epoche trascorse e riportati quindi da autori antichi e medievali. Ad esempio, l’autore latino Giulio Ossequente (secolo IV d.C.), nel Prodigiorum liber (ne conosciamo la parte che copre gli anni dal 190 al 12 a.C.), silloge di episodi portentosi, desunti da Livio e dalle liste dei consoli, non accenna ad alcunché di riconducibile alle M.A.M.

Avevamo concluso, anche se in forma dubitativa, che il fenomeno in esame fosse appannaggio dei nostri tempi feroci. Tuttavia, rileggendo un classico dell’ufologia, “Messaggeri di illusioni” di Jacques Vallée, mi sono imbattuto in un’informazione che, almeno in parte, smentisce quanto stabilito. Nel capitolo intitolato “Una vacca per il N.O.R.A.D.”, Vallée ripercorre le esperienze narrate da un un allevatore sudafricano di nome Anton Fitzgerald.

Fitzgerald nella metà degli anni ‘60 del XX secolo, insieme con un agricoltore, Jock Marrais, stava scendendo il declivio di un colle in una splendida mattina. All’improvviso i due scorsero un ‘bizzarro bagliore rossastro’ sopra il sentiero della fattoria a circa duecento metri di distanza. Il gregge di pecore, nel recinto situato accanto al sentiero, si era diviso in due gruppi a semicerchio, ai lati opposti del fulgore. Gli animali fissavano immobili la luce. Fitzgerald sulle pagine della rivista dedicata all’aviazione “Wings over Africa” annotò attraverso un’efficace similitudine: ‘Le pecore mi ricordavano della limatura di ferro su un foglio di carta attorno ad una calamita’. Il chiarore cominciò ad alzarsi verticalmente senza produrre il minimo suono. Il mandriano ispezionò la zona e notò che mancava una vecchia pecora. Gli ritornò alla mente la leggenda degli Zulu del Sole rosso che si leva dritto nel cielo dopo aver divorato qualche capo di bestiame appartenente alla tribù. Anche i nativi americani Cherokee hanno una leggenda simile con l’astro che si solleva a perpendicolo nel firmamento”.

Dunque qualcuno da tempo immemorabile preleva e divora il bestiame? Chi è questo aguzzino? Per quale ragione questa scelleratezza si è intensificata negli ultimi decenni sino a coinvolgere anche animali domestici che, in precedenza, non ne erano vittime? Domande che gli ufologi ottimisti continueranno ad ignorare.

Fonti:

R. Malini, U.F.O. il dizionario enciclopedico, Firenze, Milano, 2003, s.v. Mutilazioni animali
J. Vallée, Messaggeri di illusioni, p. 214-215



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Friday, June 6, 2014

Il crepuscolo del contattismo

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Il crepuscolo del contattismo


E’ deprimente constatare quanto sia decaduto il contattismo. Fenomeno disdegnato, ma non scevro di un suo fascino pop, la grande stagione del contattismo, gli anni ‘50 e ‘60 del XX secolo, ha coinciso con l’acme della letteratura e del cinema fantascientifico. Oggi, però, a distanza di mezzo secolo e più, è rimasto ben poco di quell’epos ingenuo (a ragione Vallée lo giudica pericoloso, anche se l'autore sbanda verso una forma di scientismo) popolato di fratelli dello spazio, astronavi tirate a lucido, messaggi di amore universale.

Si prenda come piccolo ma significativo saggio di un declino inglorioso l’intervista all’experiencer (oggi è à la page chiamare così quelli che in modo più prosaico si definivano “rapiti”) Cinzia Molettieri, in “Frammenti di memoria ET” (X Times, n. 67, maggio 2014). Forse quello che più urta in questi resoconti propalati dagli stanchi epigoni di Adamski è la spocchia intellettuale: non è più sufficiente raccontare esperienze meravigliose e trasmettere comunicazioni edificanti, perché ci si cimenta in disquisizioni pseudo-filosofiche. Si leggano le farraginose interpretazioni che la Molettieri svolge circa il suo vissuto. Bene e male non esistono o, meglio, sono intercambiabili: “Non c’è positivo o negativo, tutto è funzionale per il nostro percorso di riacquisizione della consapevolezza [...] Abbiamo passato tante ere e tante tappe evolutive, ma siamo arrivati in un periodo in cui le risorse si stanno esaurendo (sic), quindi è necessario che ci sia una trasformazione, un’evoluzione, ma ciò non riguarda solo noi terrestri, ma anche altri esseri extraterrestri. Siamo tutti nella stessa situazione. L’universo intero si deve evolvere. Noi non siamo su un gradino inferiore. Anche noi siamo funzionali a loro per l’evoluzione così come loro lo sono per noi. A noi sembra di subirli, ma anche a loro sembra di subire noi. La legge funzionale funziona (sic) per tutti”.[1]

Insomma siamo al cospetto del Malanga-pensiero volgarizzato. Riconosciamo al chimico pisano meriti investigativi e persino talora filosofici, ma non si comprende perché egli non ammetta il suo enorme debito nei confronti dell’Idealismo tedesco, visto che, piaccia o no, la concezione del professor Malanga ricorda molto Fichte, un Fichte in salsa quantistica. La Coscienza che pone innanzi a sé degli ostacoli per acquisire consapevolezza, non assomiglia all’Io di Fichte? L’io pone il non-Io, il mondo materiale, per realizzare la sua piena facoltà creativa, per affermare la sua libertà. Affinché l'Io si realizzi, abbisogna di un'opposizione, di una resistenza. Orbene, questo retroterra culturale si è diluito in alcune esegesi attuali a cavallo tra scienza e filosofia. Appunto, si è diluito, come un vino annacquato: così la forza speculativa del filosofo tedesco, si condivida o no il suo approccio, è stata imbolsita in modo spaventoso, perdendo di vista le situazioni contingenti, storiche ed individuali.

Se è vero che sul piano metafisico la differenza tra bene e male non ha ragion d’essere, nel mondo caduto e caduco, tale divario ha implicazioni di non poco conto. Eppure un’indebita trasposizione non solo esclude l’intervento di alieni carnefici (di solito è questa la visione del contattismo tradizionale), ma per giunta trasforma gli intrusi in salvatori, in latori di esperienze che, anche se terribili, permettono di crescere. Giusto! “Ciò che non uccide fortifica”, ci rammenta Nietzsche. Tuttavia sono situazioni che molti, se potessero, eviterebbero, come pochi agognano di soffrire le pene dell’inferno per concludere che la gioia è preferibile al dolore.

Infine l’insistenza sull’idea di “evoluzione”, oltre ad essere stucchevole ed a ricordare lo screditato Darwin, apparenta il fosco autunno del contattismo con Teillhard de Chardin, bislacco pensatore gesuita. Dietro tutta questa fumosa nebbia evoluzionista, si deve intravedere l’ombra dei Gesuiti? Dietro i Gesuiti, poi qualcun altro? Troverà le risposte chi manterrà integro un salutare dubbio. Gli altri saliranno sull’ascensore per l’Inferno, pardon per le stelle...

[1] Tra l’altro, non si intende che cosa c’entri il presunto esaurimento delle risorse naturali con la dissertazione a proposito di una palingenesi spirituale. Questa confusione è indizio dell’ignoranza in cui si sono impantanate certe frange ufologiche.

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Wednesday, March 5, 2014

Corrispondenze

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Corrispondenze


Bisogna aver paura solo della viltà.

Le affinità tra le cosiddette apparizioni mariane ed eventi ufologici sono state esplorate. Le analisi, però, si sono per lo più concentrate sulle somiglianze fenomenologiche: sono state così messe in luce le analogie formali tra la sedicente Beata Vergine Maria e taluni visitatori, fra la “danza del Sole” e le sfere luminose etc.

Nondimeno, se si focalizza l’attenzione sui contenuti delle profezie mariane per compararli con i messaggi ricevuti da alcuni contattisti, si rilevano somiglianze ancora più strette talora sino ad una perfetta sovrapponibilità.

Proviamo a collazionare i tratti salienti di queste comunicazioni.

Profezie mariane
Formidabili tribolazioni attendono l’umanità, con catastrofi naturali (sic), guerre, carestie.
Profezie aliene
Si prospetta un’era di cataclismi, conflitti, povertà diffusa.

Vaticini mariani
Le avversità dipendono dalla condotta del genere umano che persevera nei suoi peccati e nelle sue trasgressioni della legge divina.
Vaticini alieni
Le sofferenze e le calamità sono dovute ad un’umanità che è recalcitrante a cambiare stile di vita ed a por rimedio ai suoi errori.

Predizioni mariane
Le guerre che insanguinano il pianeta sono la conseguenza dell’egoismo, dell’odio, del nazionalismo.
Predizioni aliene
Le conflagrazioni scaturiscono dalla discordia tra i popoli, dallo sciovinismo e dal revanscismo.

Presagi mariani
Non tutto è perduto. Il destino non è segnato. Se gli uomini si convertiranno, con la preghiera, la penitenza ed il digiuno, l’ira del Padre potrà essere stornata.
Presagi alieni
Non tutto è perduto. Il destino non è segnato. Se la società umana mostrerà segni di ravvedimento, si potrà evitare l’autodistruzione.

Come si può notare attraverso questa rapida sinossi, gli addentellati tra omelie mariane ed informazioni extraterrestri(?) non sono infrequenti. Non solo, le ammonizioni sono accomunate da un trait d’union: la responsabilità dei disastri è dell’umanità, accusata di ogni scelleratezza in modo indiscriminato e generico. Mai un cenno ai governi o alle istituzioni, mai una ferma condanna dei militari o dei vertici politici: che moltissimi cittadini in tutto il mondo si siano opposti all’uso dell’energia nucleare anche in ambito civile, non conta alcunché. Che la contaminazione di Gaia sia la ripercussione di gestioni criminali inerenti allo “smaltimento” di rifiuti tossici e non del cittadino che, espirando, produce biossido di carbonio, non conta alcunché.

L’inquinamento, con tutto il corollario di flagelli apocalittici, è provocato dall’azione dissennata dei singoli e non dalle sciagurate iniziative delle classi dirigenti. Si cerca sempre di infondere un senso di colpa, si affetta un atteggiamento moralistico, predicatorio che circoscrive ogni problema in un’angusta ottica catechistica, avulsa dall’indagine di cause e di nessi politico-economici.

Se lo stile dei messaggi cattolici e quello che connota i moniti alieni è differente, come è differente il taglio, in un caso “religioso”, nell’altro laico, la sostanza è, invece, grosso modo coincidente. Chi è l’Agente che si cela dietro codesti ferali oracoli? Qual è il suo vero scopo? Perché veggenti e contattisti paiono ridotti in uno stato di totale soggezione nei confronti dei vati?

Più degli scenari evocati, delle velate minacce, inquietano le censure, le omissioni ed i silenzi. Sono silenzi pieni di inganni.


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