http://zret.blogspot.ch/2015/11/assolutamente.html
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Scopo del Blog
Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.
Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.
Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.
Ciao e grazie della visita.
Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:
http://indipezzenti.blogspot.ch/
https://www.facebook.com/Task-Force-Butler-868476723163799/
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Sunday, November 1, 2015
Sunday, February 22, 2015
Iside velata
http://zret.blogspot.ch/2015/02/iside-velata.html
Iside velata
La
storia ama ammantarsi di simboli. Così anche il sedicente "califfato
islamico", l’I.S.I.S., adombra, come hanno notato alcuni accorti autori,
per mezzo del suo acrostico, la dea egizia Iside. I vessilli neri di Al Baghdadi
evocano il lato notturno della realtà, quel lato oscuro che la dea
primigenia incarna in una delle sue innumeri, mutevoli ipostasi.

Siamo ormai giunti ad una cruciale fase delle vicende “umane” la cui natura emblematica, abilmente offuscata dietro una cortina di pretesti economici e politici, si palesa in una simbiosi tra verità e finzione, tra dura razionalità ed eterea fantasia. Tutto è simbolo, poiché, in senso letterale, tutto è gettato insieme, saldato, fuso in un denso coagulo.
E’ questa un’era di angeli furiosi e di demoni patetici, un’epoca in cui la ferocia stessa è coperta da una glassa dolcissima sino ad essere stomachevole. Oggi ogni cambiamento, per quanto spaventoso, si insinua con la soavità di un sopore. E’ in questo modo che, quasi inavvertito, il microprocessore, si infila sottopelle, con la lieve, quasi piacevole trafittura di una sinistra iniziazione. E’ in questa maniera che l’umanità affluisce verso il cimitero delle macchine, come se si riversasse nei Campi Elisi.
Oggidì la Coscienza, là dove ne sopravvive una larvale ombra, non riesce a destarsi da un sonno popolato di incubi setosi.
Si è innescata una reazione a catena e di questa catena non troviamo l’anello debole.
Siamo prigionieri della precarietà, tutti contratti in un hic et nunc che ci stringe sino a strangolarci. Le nostre vite sono spanate: continuano a ruotare su sé stesse a vuoto, senza interruzione.
Solo un drappello di uomini oggigiorno interroga il mondo, cerca di comprendere la morfo-sintassi del reale, le regole dell’universo. Invano, perché la grammatica di Dio conosce solo eccezioni. Che cosa può offrire la filosofia? La filosofia è il gancio cui ci aggrappiamo per non precipitare nell’abisso, ma quel gancio è confitto nel nulla.
Mai come in questi tempi crepuscolari, la storia collettiva si incunea nell’esistenza individuale. Siamo incastrati in un meccanismo impazzito: dal sangue che sprizza dagli arti stritolati comprendiamo che la fine è prossima, ma che siamo noi ad essere i vivi.

Siamo ormai giunti ad una cruciale fase delle vicende “umane” la cui natura emblematica, abilmente offuscata dietro una cortina di pretesti economici e politici, si palesa in una simbiosi tra verità e finzione, tra dura razionalità ed eterea fantasia. Tutto è simbolo, poiché, in senso letterale, tutto è gettato insieme, saldato, fuso in un denso coagulo.
E’ questa un’era di angeli furiosi e di demoni patetici, un’epoca in cui la ferocia stessa è coperta da una glassa dolcissima sino ad essere stomachevole. Oggi ogni cambiamento, per quanto spaventoso, si insinua con la soavità di un sopore. E’ in questo modo che, quasi inavvertito, il microprocessore, si infila sottopelle, con la lieve, quasi piacevole trafittura di una sinistra iniziazione. E’ in questa maniera che l’umanità affluisce verso il cimitero delle macchine, come se si riversasse nei Campi Elisi.
Oggidì la Coscienza, là dove ne sopravvive una larvale ombra, non riesce a destarsi da un sonno popolato di incubi setosi.
Si è innescata una reazione a catena e di questa catena non troviamo l’anello debole.
Siamo prigionieri della precarietà, tutti contratti in un hic et nunc che ci stringe sino a strangolarci. Le nostre vite sono spanate: continuano a ruotare su sé stesse a vuoto, senza interruzione.
Solo un drappello di uomini oggigiorno interroga il mondo, cerca di comprendere la morfo-sintassi del reale, le regole dell’universo. Invano, perché la grammatica di Dio conosce solo eccezioni. Che cosa può offrire la filosofia? La filosofia è il gancio cui ci aggrappiamo per non precipitare nell’abisso, ma quel gancio è confitto nel nulla.
Mai come in questi tempi crepuscolari, la storia collettiva si incunea nell’esistenza individuale. Siamo incastrati in un meccanismo impazzito: dal sangue che sprizza dagli arti stritolati comprendiamo che la fine è prossima, ma che siamo noi ad essere i vivi.
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Wednesday, February 11, 2015
Sulle strade di Babilonia
sempre allegro quanto un attacco di emorroidi
http://zret.blogspot.ch/2015/02/sulle-strade-di-babilonia.html

http://zret.blogspot.ch/2015/02/sulle-strade-di-babilonia.html
Sulle strade di Babilonia

Dove conducono queste strade su cui franano le pendici del cielo?
Gli astri, scaraventati dalle loro traiettorie, sbandano ai confini del buio. Grovigli di fiamme soffocano l’orizzonte.
Dove conducono queste strade su cui si ammucchiano le macerie del tempo?
Gli astri, scaraventati dalle loro traiettorie, sbandano ai confini del buio. Grovigli di fiamme soffocano l’orizzonte.
Dove conducono queste strade su cui si ammucchiano le macerie del tempo?
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Zret
Saturday, August 30, 2014
Preannuncio riguardante la spaccatura della litosfera in alcuni “messaggi alieni”
http://zret.blogspot.ch/2014/08/preannuncio-riguardante-la-spaccatura.html
Preannuncio riguardante la spaccatura della litosfera in alcuni “messaggi alieni”

E’
noto che contattisti, contattati e rapiti sono spesso latori di
“profezie aliene” [stocazzo, cretino, finora e' noto solo che sono dei cazzari]. Le loro predizioni, concernenti il futuro della Terra
e dell’umanità, sono quasi sempre infauste. Tali presagi talvolta
scaturiscono da persone che vivono situazioni non nell’ambito
dell’ufologia “viti e bulloni”, poiché sconfinano in sfere ulteriori.
In tempi non sospetti tale Robert Harland - il suo caso fu esaminato dalla ricercatrice Jenny Randles - raccontò che nel 1964 si era recato dal dentista per sottoporsi ad un serio intervento chirurgico. Quando gli fu somministrato l’anestetico, Harland ebbe un’esperienza extra-corporea. Da una prospettiva esterna al soma, vide l’odontoiatra sbattere il ginocchio contro uno spigolo, circostanza che più tardi il medico confermò.
Fin qui si tratta di una tipica O.O.B.E. associata ad un trauma fisico, ma poi Harland vide un essere alto con lunghi capelli bianchi passare attraverso il soffitto e comunicargli telepaticamente che doveva andare con lui. Fluttuarono insieme attraverso il soffitto ed entrarono in un disco volante; l’uomo fu condotto a visitare l’interno dell’astronave e gliene fu spiegato il funzionamento. Ricevette un messaggio da trasmettere al genere umano. La comunicazione si riferiva ad una terribile calamità: la crosta terrestre si sarebbe spaccata. Infine gli fu detto che avrebbe dovuto lottare per tornare nel suo corpo. In effetti alcune creature piccole e sgraziate cercarono di impedirglielo, ma Harland riuscì nel suo intento. Si svegliò mentre il medico, visibilmente preoccupato, lo scuoteva: era quasi morto sulla poltrona del suo studio.
Ancora negli anni ‘60 del XX secolo: per la precisione è il luglio del 1968. Un giovane di venticinque anni stava compiendo un’escursione al passo Grodner, sulle Dolomiti italiane, quando scorse tre creature alte e magre, con teste a cupola (?) e bellissimi occhi orientali. I visitatori, che erano accompagnati da un piccolo robot, gli rivelarono attraverso il pensiero che provenivano da una galassia lontana. I cosmonauti gli preannunciarono un futuro spostamento dei poli, la fratturazione della litosfera ed il fatto che la vita sulla Terra avrebbe corso gravi pericoli.
Agosto 2014: in Messico, presso la città di Hermosillo, si apre una fenditura lunga circa due chilometri e profonda 25 metri. L’evento si aggiunge alle enormi voragini che, da qualche anno, si formano in numerose regioni del globo, anche in assenza di cause precise idonee a spiegarle. Sono non di rado sinkholes dalla circonferenza liscia, netta, come se non fossero formazioni naturali.
Viviamo tempi strani ed inquietanti...
Fonti:
J. Randles, Alien abductions: the mystery solved, New Jersey, 1988
R. L. Thompson, Le civiltà degli alieni, 1995, pp. 383-384, 412
In tempi non sospetti tale Robert Harland - il suo caso fu esaminato dalla ricercatrice Jenny Randles - raccontò che nel 1964 si era recato dal dentista per sottoporsi ad un serio intervento chirurgico. Quando gli fu somministrato l’anestetico, Harland ebbe un’esperienza extra-corporea. Da una prospettiva esterna al soma, vide l’odontoiatra sbattere il ginocchio contro uno spigolo, circostanza che più tardi il medico confermò.
Fin qui si tratta di una tipica O.O.B.E. associata ad un trauma fisico, ma poi Harland vide un essere alto con lunghi capelli bianchi passare attraverso il soffitto e comunicargli telepaticamente che doveva andare con lui. Fluttuarono insieme attraverso il soffitto ed entrarono in un disco volante; l’uomo fu condotto a visitare l’interno dell’astronave e gliene fu spiegato il funzionamento. Ricevette un messaggio da trasmettere al genere umano. La comunicazione si riferiva ad una terribile calamità: la crosta terrestre si sarebbe spaccata. Infine gli fu detto che avrebbe dovuto lottare per tornare nel suo corpo. In effetti alcune creature piccole e sgraziate cercarono di impedirglielo, ma Harland riuscì nel suo intento. Si svegliò mentre il medico, visibilmente preoccupato, lo scuoteva: era quasi morto sulla poltrona del suo studio.
Ancora negli anni ‘60 del XX secolo: per la precisione è il luglio del 1968. Un giovane di venticinque anni stava compiendo un’escursione al passo Grodner, sulle Dolomiti italiane, quando scorse tre creature alte e magre, con teste a cupola (?) e bellissimi occhi orientali. I visitatori, che erano accompagnati da un piccolo robot, gli rivelarono attraverso il pensiero che provenivano da una galassia lontana. I cosmonauti gli preannunciarono un futuro spostamento dei poli, la fratturazione della litosfera ed il fatto che la vita sulla Terra avrebbe corso gravi pericoli.
Agosto 2014: in Messico, presso la città di Hermosillo, si apre una fenditura lunga circa due chilometri e profonda 25 metri. L’evento si aggiunge alle enormi voragini che, da qualche anno, si formano in numerose regioni del globo, anche in assenza di cause precise idonee a spiegarle. Sono non di rado sinkholes dalla circonferenza liscia, netta, come se non fossero formazioni naturali.
Viviamo tempi strani ed inquietanti...
Fonti:
J. Randles, Alien abductions: the mystery solved, New Jersey, 1988
R. L. Thompson, Le civiltà degli alieni, 1995, pp. 383-384, 412
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Zret
Tuesday, January 8, 2013
Le apparizioni “mariane” nel bosco di Zaro: indizio di una criptocrazia?
http://zret.blogspot.co.uk/2013/01/le-apparizioni-mariane-nel-bosco-di.html
Le apparizioni “mariane” nel bosco di Zaro: indizio di una criptocrazia?
E’
il giorno 8 ottobre 1994. I giovanissimi ischitani Paolo, Luigi, Imma e
Marianna, dopo aver pranzato, decidono di ricrearsi con una passeggiata
nel bosco di Zaro. Si arrampicano su un declivo per giungere in una
radura circondata da una vegetazione molto fitta. Lì, recitato il
rosario, a Paolo, nei pressi di due rocce, appare un’entità che egli
crede essere la Vergine. Ella proclama: “Questo è un luogo benedetto”.
La sera dello stesso giorno, la Madonna si rivolge a Luigi, asserendo:
“Zaro sarà un luogo benedetto”. Il 14 ottobre anche ad Imma si manifesta
l’entità: l’apparizione è preceduta da una luce molto intensa [questa]. Il
giorno succesivo la sedicente Madre di Gesù si palesa di nuovo: questa
volta a Paolo, Imma e Marianna.
Biosogna precisare che i veggenti, prima dell’apparizione risalente al giorno 8 ottobre, sono già stati destinatari di visioni e di locuzioni interiori. Inoltre i percipienti appartengono a gruppi di preghiera: sono dunque soggetti in qualche modo predisposti a maturare esperienze “mistiche”. [1]
I fenomeni di Zaro (Isola d’Ischia) si discostano dalla pletora delle epifanie “mariane”, imperniate su inviti alla contrizione, alla preghiera, alla penitenza nonché costellate di contenuti generici di taglio omiletico e catechistico, poiché sono contraddistinti da alcuni vaticini piuttosto precisi.
Ad una dei numerosi veggenti, Simona, la Madonna mostra gli eventi del 9 11 con sette anni di anticipo. La sua testimonianza è raccolta da Federica Raimondi, giornalista del settimanale "Epoca". Simona, che ha il dono della xenoglossia, racconta all’inviata: "Ho visto dei grattacieli che venivano giù; poi ho visto la Statua della Libertà in frantumi ed ho capito che doveva essere New York".
Sempre a Simona l’entità affida un altro quadro predittivo: "Ho visto un'isola e un vulcano che eruttava, la gente cercare di scappare ma non ci riusciva e l'isola veniva inghiottita dal mare".
L’immagine del futuro scorta dalla veggente potrebbe adombrare una rovinosa eruzione non del Vesuvio, ma del vulcano Marsili, eruzione cui si riferiscono alcuni cronisti addentro agli arcana imperii? Costoro ritengono che il governo segreto abbia in animo di provocare sommovimenti tettonici e fenomeni eruttivi, di cui i terremoti susseguitisi negli ultimi mesi del 2012 in Italia meridionale ed in Sicilia, sarebbero gli inquietanti prodromi. Insomma, sempre presagi catastrofici... [2]
Come nel caso degli altri eventi “mariani”, bisogna chiedersi se siamo al cospetto di una Madre celeste che avverte i suoi figli dei pericoli che incombono sull’umanità o se - ipotesi più plausibile – sia le manifestazioni sia i messaggi scaturiscano da un regista occulto volto a perseguire fini sinistri.
Scrive l’ex gesuita Salvador Freixedo a proposito di tale fenomenologia: “Le apparizioni di ogni tipo e più concretamente quelle mariane, sono un fenomeno tremendo in cui l’essere umano viene usato da una creatura superiore ed invisibile, collocata su un gradino più alto di noi sulla scala che porta all’universo. Questa intelligenza invisibile usa l’uomo come l’uomo usa gli animali più deboli di lui, senza chiedere loro alcun permesso. Pensare che noi esseri umani siamo al di sopra di tutto e di tutti è un semplice infantilismo che la Chiesa ci ha inculcato per molti secoli e che molti ancora oggi credono”.
Gli accadimenti profetizzati dalla Madonna ischitana saranno da leggere come oracoli di fatti orchestrati da chi li predice. Nulla di più facile. E’ un po’ come la sequenza premonitrice all’interno delle carte degli Illuminati: le rivelazioni si adempiono perché Qualcuno agisce in modo che si adempiano. Questo significa che i fili della storia nascosta sono tenuti da un burattinaio tanto più potente giacché invisibile ai più? Siamo dominati da una criptocrazia?
Gli appelli dell’entità che si presenta come Vergine Maria insistono sulla necessità del pentimento e dell’astinenza. Tuttavia, invece di favorire un risveglio spirituale, mirano a creare una forma di sudditanza psicologica, un assenso acritico ai dettami di una volontà i cui scopi non sono certo cristallini. Nella congerie di comunicazioni “mariane”, oltremodo ripetitive e fumose nonché infirmate da un moralismo da parrocchia, non si reperisce neanche un cenno al genocidio noto come “Geoingegneria clandestina” né agli innumerevoli crimini perpetrati dai governi. Si instillano, invece, sensi di colpa nei devoti e nei miscredenti, con la minaccia neanche tanto velata, di lasciar mano libera a Satana affinché scateni l’inferno sulla terra, se i peccatori non si convertiranno.
Questo ed altri limiti denunciano le cosiddette apparizioni mariane come una grossolana mistificazione o, meglio, come una strategia di addomesticamento ad opera di un mandriano per cui l’umanità è un gregge, buono per essere tosato e, a suo tempo, macellato.
[1] La stessa fonte consultata da chi scrive riporta che le prime veggenti sono due bambine, rispettivamente di 9 e di 11 anni. Esse, recatesi nel bosco per una camminata, vedono la Madonna che le esorta a pregare “per l’umanità in pericolo”.
[2] Il Marsili è un vulcano sottomarino localizzato nel Tirreno meridionale. E' ubicato a circa 140 km a nord della Sicilia ed a pressappoco 150 km ad ovest della Calabria. E’ il maggiore vulcano europeo. È stato indicato come potenzialmente pericoloso, perché potrebbe innescare un maremoto che interesserebbe le coste tirreniche meridionali.
Fonti:
S. Freixedo, Le apparizioni mariane, Milano, 1993, passim
madonnadizaro.it
Biosogna precisare che i veggenti, prima dell’apparizione risalente al giorno 8 ottobre, sono già stati destinatari di visioni e di locuzioni interiori. Inoltre i percipienti appartengono a gruppi di preghiera: sono dunque soggetti in qualche modo predisposti a maturare esperienze “mistiche”. [1]
I fenomeni di Zaro (Isola d’Ischia) si discostano dalla pletora delle epifanie “mariane”, imperniate su inviti alla contrizione, alla preghiera, alla penitenza nonché costellate di contenuti generici di taglio omiletico e catechistico, poiché sono contraddistinti da alcuni vaticini piuttosto precisi.
Ad una dei numerosi veggenti, Simona, la Madonna mostra gli eventi del 9 11 con sette anni di anticipo. La sua testimonianza è raccolta da Federica Raimondi, giornalista del settimanale "Epoca". Simona, che ha il dono della xenoglossia, racconta all’inviata: "Ho visto dei grattacieli che venivano giù; poi ho visto la Statua della Libertà in frantumi ed ho capito che doveva essere New York".
Sempre a Simona l’entità affida un altro quadro predittivo: "Ho visto un'isola e un vulcano che eruttava, la gente cercare di scappare ma non ci riusciva e l'isola veniva inghiottita dal mare".
L’immagine del futuro scorta dalla veggente potrebbe adombrare una rovinosa eruzione non del Vesuvio, ma del vulcano Marsili, eruzione cui si riferiscono alcuni cronisti addentro agli arcana imperii? Costoro ritengono che il governo segreto abbia in animo di provocare sommovimenti tettonici e fenomeni eruttivi, di cui i terremoti susseguitisi negli ultimi mesi del 2012 in Italia meridionale ed in Sicilia, sarebbero gli inquietanti prodromi. Insomma, sempre presagi catastrofici... [2]
Come nel caso degli altri eventi “mariani”, bisogna chiedersi se siamo al cospetto di una Madre celeste che avverte i suoi figli dei pericoli che incombono sull’umanità o se - ipotesi più plausibile – sia le manifestazioni sia i messaggi scaturiscano da un regista occulto volto a perseguire fini sinistri.
Scrive l’ex gesuita Salvador Freixedo a proposito di tale fenomenologia: “Le apparizioni di ogni tipo e più concretamente quelle mariane, sono un fenomeno tremendo in cui l’essere umano viene usato da una creatura superiore ed invisibile, collocata su un gradino più alto di noi sulla scala che porta all’universo. Questa intelligenza invisibile usa l’uomo come l’uomo usa gli animali più deboli di lui, senza chiedere loro alcun permesso. Pensare che noi esseri umani siamo al di sopra di tutto e di tutti è un semplice infantilismo che la Chiesa ci ha inculcato per molti secoli e che molti ancora oggi credono”.
Gli accadimenti profetizzati dalla Madonna ischitana saranno da leggere come oracoli di fatti orchestrati da chi li predice. Nulla di più facile. E’ un po’ come la sequenza premonitrice all’interno delle carte degli Illuminati: le rivelazioni si adempiono perché Qualcuno agisce in modo che si adempiano. Questo significa che i fili della storia nascosta sono tenuti da un burattinaio tanto più potente giacché invisibile ai più? Siamo dominati da una criptocrazia?
Gli appelli dell’entità che si presenta come Vergine Maria insistono sulla necessità del pentimento e dell’astinenza. Tuttavia, invece di favorire un risveglio spirituale, mirano a creare una forma di sudditanza psicologica, un assenso acritico ai dettami di una volontà i cui scopi non sono certo cristallini. Nella congerie di comunicazioni “mariane”, oltremodo ripetitive e fumose nonché infirmate da un moralismo da parrocchia, non si reperisce neanche un cenno al genocidio noto come “Geoingegneria clandestina” né agli innumerevoli crimini perpetrati dai governi. Si instillano, invece, sensi di colpa nei devoti e nei miscredenti, con la minaccia neanche tanto velata, di lasciar mano libera a Satana affinché scateni l’inferno sulla terra, se i peccatori non si convertiranno.
Questo ed altri limiti denunciano le cosiddette apparizioni mariane come una grossolana mistificazione o, meglio, come una strategia di addomesticamento ad opera di un mandriano per cui l’umanità è un gregge, buono per essere tosato e, a suo tempo, macellato.
[1] La stessa fonte consultata da chi scrive riporta che le prime veggenti sono due bambine, rispettivamente di 9 e di 11 anni. Esse, recatesi nel bosco per una camminata, vedono la Madonna che le esorta a pregare “per l’umanità in pericolo”.
[2] Il Marsili è un vulcano sottomarino localizzato nel Tirreno meridionale. E' ubicato a circa 140 km a nord della Sicilia ed a pressappoco 150 km ad ovest della Calabria. E’ il maggiore vulcano europeo. È stato indicato come potenzialmente pericoloso, perché potrebbe innescare un maremoto che interesserebbe le coste tirreniche meridionali.
Fonti:
S. Freixedo, Le apparizioni mariane, Milano, 1993, passim
madonnadizaro.it
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Zret
Monday, December 31, 2012
Sacrifici e fuochi d’artificio e toccamenti di palle
http://zret.blogspot.com/2012/12/sacrifici-e-fuochi-dartificio.html
Diobòno, che iettatore...
tdm
Sacrifici e fuochi d’artificio
Tempo di brindisi, di tappi che schioccano, di bollicine, di fuochi d’artificio... Non ci uniremo ai festeggiamenti di San Silvestro, alla gioia artefatta dell’ultimo giorno dell’anno. In un’occasione come questa, bisognerebbe rileggere l’operetta morale di Leopardi, “Il dialogo di un venditore di almanacchi e di un passeggere”: il poeta e filosofo recanatese con il suo lucido disincanto ci rammenta che le ricorrenze sono vuote convenzioni. L’anno è scandito da feste e liturgie, ma il flusso temporale ignora le finzioni e le illusioni umane.Purtroppo l’ultima parte del 2012 è stata suggellata da eventi sanguinari: in particolare l’eccidio nella Sandy Hook elementary school di Newtown nel Connecticut. Come è ormai quasi assodato, la strage del 14 dicembre non è stata l’azione di un folle, di un giovane psicolabile, ma un delitto orchestrato e perpetrato da frange delle istituzioni per i loro abominevoli scopi. E’ stato compiuto un altro nefando sacrificio umano che ricorda le immolazioni di bambini praticate dai Cartaginesi in onore dell’abominevole dio Moloch. [1] [e qui, oltre che iettatore, ti meriti il I premio 'verme della terra' 2012]
Qualcuno ha scritto che nel periodo in cui si fossero susseguite notizie di bimbi trucidati nelle guerre scatenate e fomentate dalla cricca mondialista, il momento della conflagrazione finale sarebbe stato imminente. I conflitti medesimi, oltre ad essere motivati da bieche finalità strategiche ed economiche, sono cerimonie cruente. Prepariamoci dunque al peggio, pur senza deflettere. I sadici che muovono le leve degli eventi planetari amano propiziarsi l’assistenza di entità malvagie con sacrifici umani ed animali. Ciò spiega per quale motivo in questo lustro, la ferocia gratuita contro gli esseri viventi ha toccato un culmine inaudito. E’ una crudeltà talmente eccezionale che tutti i pur orrendi crimini del passato sembrano impallidire al confronto.
Viviamo in un’era demoniaca: il demoniaco non è la degradazione dell’uomo, ma il suo innalzamento ad idolo, a creatura che si ritiene in diritto di soggiogare la natura e gli altri. Un ego ipertrofico è alla radice di scelleratezze spesso provocate da una desertificazione della coscienza.
Non ci assoggetteremo alle intimazioni del sistema, ma soprattutto non ci riconosceremo mai nella sua lurida ipocrisia che spaccia l’iniquità e la tirannide per giustizia e libertà. Non è solo una questione etica, ma di buon gusto. Mario-lo Monti, non pago di aver rovinato l’Italia, persevera nella sua devastazione della nobile lingua italiana. Ora la misura è colma: non può essere tollerato un beota che conia l’oscena e grottesca frase “salire in politica”, come se non fossero bastati i suoi snobistici ed arbitrari termini inglesi. Codesto stupratore dell’idioma patrio meriterebbe la gogna, anche solo per i suoi barbarismi.
Per l’anno nuovo le parole d’ordine dovranno essere più che mai: condannare, svergognare ed esautorare le autorità, creare sinergie con la splendida umanità che non ha alcuna intenzione di scendere a compromessi con i bugiardi ed i malfattori.
La “bestia” alla fine trionferà affogando nel suo stesso sangue.
[1] Non si pensi a settori deviati all’interno delle forze dell’ordine e dei governi, poiché gli apparati in sé nascono deviati, corrotti, semmai con qualche onesto dissidente al loro interno.
Pubblicato da Zret vahgare tutto il 2013 sui saguari
Wednesday, December 19, 2012
Il più bel post d'o professò cogliò
http://zret.blogspot.it/2012/12/il-bivio.html
Il bivio
Friday, April 29, 2011
Il guado
http://zret.blogspot.com/2011/04/il-guado.html
Il guado

La vera sconfitta non è la morte, che è apparente, ma l'annichilimento della coscienza. Pensiamo a chi l'ha perduta e capiremo quale benedizione sia averla e preservarla, pur nell'assordante tumulto dell'esistenza, nel deserto accecante della malvagità.
Chi potrebbe dubitare che siamo ormai prossimi ad un guado decisivo, mortale? Eppure, in questi tempi di ferro, non bisogna abdicare al valore della testimonianza, pur consci che probabilmente non potremo cambiare il corso degli eventi.
Restino l'attaccamento alla vita ed ai suoi semplici ma importanti gesti. Non manchi il convincimento (forse è un'illusione, ma le illusioni possono incarnarsi in realtà, se ci crediamo veramente) che il rinnovamento accade attraverso la consumazione.
Non manchino in questi ultimi giorni avvolti in un perenne crepuscolo, i colori di un geranio sul davanzale, il ricordo affettuoso per chi ci ha lasciato, la melodia che smussa gli spigoli della disperazione. Non manchi una tavola imbandita in modo parco ma con gratitudine, il ritratto sullo scrittoio di un parente o di un amico allontanatisi, qualche briciola per un passero, un cordiale per l'ospite, il sorriso e l'aiuto concreto per chi è in difficoltà...
Non manchi una finestra da cui guardare un ordito di rami frondosi e, nottetempo, l'occhio ceruleo di un astro. Gustiamo gli istanti di gioia, sapendo che di momenti dolci la sorte è tanto avara.
Non manchi la consapevolezza che non tutti gli errori sono deviazioni dalla strada. Non manchi la consapevolezza che è ancora possibile rimediarvi. Ci nutra l'idea che, dopo la resa dei conti, tutto si appianerà, come il mare che, sconvolto da nere burrasche, infine si placa nella bonaccia.
Chi potrebbe dubitare che siamo ormai prossimi ad un guado decisivo, mortale? Eppure, in questi tempi di ferro, non bisogna abdicare al valore della testimonianza, pur consci che probabilmente non potremo cambiare il corso degli eventi.
Restino l'attaccamento alla vita ed ai suoi semplici ma importanti gesti. Non manchi il convincimento (forse è un'illusione, ma le illusioni possono incarnarsi in realtà, se ci crediamo veramente) che il rinnovamento accade attraverso la consumazione.
Non manchino in questi ultimi giorni avvolti in un perenne crepuscolo, i colori di un geranio sul davanzale, il ricordo affettuoso per chi ci ha lasciato, la melodia che smussa gli spigoli della disperazione. Non manchi una tavola imbandita in modo parco ma con gratitudine, il ritratto sullo scrittoio di un parente o di un amico allontanatisi, qualche briciola per un passero, un cordiale per l'ospite, il sorriso e l'aiuto concreto per chi è in difficoltà...
Non manchi una finestra da cui guardare un ordito di rami frondosi e, nottetempo, l'occhio ceruleo di un astro. Gustiamo gli istanti di gioia, sapendo che di momenti dolci la sorte è tanto avara.
Non manchi la consapevolezza che non tutti gli errori sono deviazioni dalla strada. Non manchi la consapevolezza che è ancora possibile rimediarvi. Ci nutra l'idea che, dopo la resa dei conti, tutto si appianerà, come il mare che, sconvolto da nere burrasche, infine si placa nella bonaccia.
1 commenti:
- Straker ha detto...
-
E sia.
- venerdì, aprile 29, 2011 12:18:00 AM
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Tuesday, February 22, 2011
Timorìa
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Timorìa
Could be right, I could be wrong. (Public image Ltd)
Il tempo è scaduto: ne siamo consci. Gli eventi ci incalzano con i loro artigli di acciaio. Il grande gioco è alla sua ultima manche. Infatti si tratta di un gioco, benché feroce. Invano siamo stati avvisati ed ammoniti: se le profezie si adempiono in modo fatale (poco o punto importa se le predizioni si autorealizzino o se dipendano da un destino), dove finisce il libero arbitrio cui ci si appella affinché cambiamo?
Siamo alle solite: si cerca senza requie e con poco senno un responsabile. Di Dio, del Demiurgo, degli Arconti o degli uomini: di chi è la colpa? E’ vero: gli uomini (non tutti nella stessa misura) hanno le loro responsabilità che coincidono con l’egoismo, l’indifferenza, la cupidigia… Non eravamo, però, stati creati “ad immagine e somiglianza di Dio”?[1] Va bene: qualcuno o qualcosa ci traviò. Tutto andò storto da allora, nonostante alcuni patetici tentativi di cambiare rotta. Non so se l’essere umano sia fondamentalmente buono o malvagio. Credo sia egocentrico: allora si capisce se è più incline al male o al bene.
Dunque è inevitabile che l’umanità sia punita, come quando fu quasi del tutto sterminata dal diluvio. Forse quell’epocale inondazione fu un evento naturale (o tecnologico?) che poi antichi popoli attribuirono a divinità irate e colleriche. Quel castigo nondimeno non fu sufficiente, nonostante fossero sopravvissuti il pio Ziusudra-Utnapishtim-Noè ed i suoi discendenti. Eccoci quindi di nuovo con la spada di Damocle di un cataclisma storico. Il copione è molto simile e, come se non fossero bastate le brutture e le violenze del passato, si prospetta l’avvento di un “mondo nuovo” da far tremare le vene e i polsi. Come se non fosse bastato lo strazio dell’esistenza quotidiana, ora ci attende il patibolo per essere nati. Molto bene. Riceviamo la ricompensa del nostro agire e/o del nostro subire, indifferentemente, di azioni consapevoli o inconsapevoli, anteriori. Fatum. I giusti saranno salvati, ma esistono i giusti?
Siamo di fronte a questa giustizia punitiva, al cospetto di un Male assurdo, coronato da una sanzione che pare, se non discutibile, intempestiva: nessuno è del tutto innocente, ma non so che gusto si possa provare a vedere un epilogo che si conosce già, solo per poter esclamare: “Hai visto? Te l’avevo detto!”
E’ una concezione basata sulla vendetta e sul senso del peccato: la mentalità medievale, interpretata da alcuni antropologi come “cultura della colpa”, ha lasciato i suoi strascichi. Non si può affermare che è una visione affatto errata; certo stride con un’etica imperniata su altri princìpi. Credo che potrei accettare l’esistenza di un Dio alla Horkheimer. Non che i conti non debbano essere pareggiati, anzi, ma forse si potrebbe (o si sarebbe potuto) intervenire in un modo diverso, senza lasciare esplodere la granata le cui schegge di pazzia si conficcheranno nella carne viva. Non si può pensare che l’orrore tracimante sia cancellato con un colpo di spugna.
Sarà pure un’ottica sfocata: tutto questo potrebbe essere necessario e persino equo, ma a volte si viene rasentati dal pensiero che una fenditura di irrazionalità spacchi l’universo. Scrive Sebastiano Vassalli nel romanzo storico “La chimera”: “Arriva sempre nella vita di un uomo che abbia avuto in gioventù un forte stimolo ideale, il momento in cui si prende atto definitivamente, senza più speranze né illusioni né sogni, dell’inerzia delle cose e del mondo, il momento in cui si capisce che la fede non smuove le montagne, che le tenebre prevarranno sempre sulla luce, l’inerzia soffocherà il moto e così via”.
Non siamo a questo punto di sfiducia e di disincanto, ma moltissime questioni esigono una vera risposta che invano cercheremo con le nostre limitate, gracili conoscenze o nei libri, sacri e no.
[1] Forse non esiste traduzione più grossolana ed approssimativa di questa vulgata, ma tant’è…
Il tempo è scaduto: ne siamo consci. Gli eventi ci incalzano con i loro artigli di acciaio. Il grande gioco è alla sua ultima manche. Infatti si tratta di un gioco, benché feroce. Invano siamo stati avvisati ed ammoniti: se le profezie si adempiono in modo fatale (poco o punto importa se le predizioni si autorealizzino o se dipendano da un destino), dove finisce il libero arbitrio cui ci si appella affinché cambiamo?
Siamo alle solite: si cerca senza requie e con poco senno un responsabile. Di Dio, del Demiurgo, degli Arconti o degli uomini: di chi è la colpa? E’ vero: gli uomini (non tutti nella stessa misura) hanno le loro responsabilità che coincidono con l’egoismo, l’indifferenza, la cupidigia… Non eravamo, però, stati creati “ad immagine e somiglianza di Dio”?[1] Va bene: qualcuno o qualcosa ci traviò. Tutto andò storto da allora, nonostante alcuni patetici tentativi di cambiare rotta. Non so se l’essere umano sia fondamentalmente buono o malvagio. Credo sia egocentrico: allora si capisce se è più incline al male o al bene.Dunque è inevitabile che l’umanità sia punita, come quando fu quasi del tutto sterminata dal diluvio. Forse quell’epocale inondazione fu un evento naturale (o tecnologico?) che poi antichi popoli attribuirono a divinità irate e colleriche. Quel castigo nondimeno non fu sufficiente, nonostante fossero sopravvissuti il pio Ziusudra-Utnapishtim-Noè ed i suoi discendenti. Eccoci quindi di nuovo con la spada di Damocle di un cataclisma storico. Il copione è molto simile e, come se non fossero bastate le brutture e le violenze del passato, si prospetta l’avvento di un “mondo nuovo” da far tremare le vene e i polsi. Come se non fosse bastato lo strazio dell’esistenza quotidiana, ora ci attende il patibolo per essere nati. Molto bene. Riceviamo la ricompensa del nostro agire e/o del nostro subire, indifferentemente, di azioni consapevoli o inconsapevoli, anteriori. Fatum. I giusti saranno salvati, ma esistono i giusti?
Siamo di fronte a questa giustizia punitiva, al cospetto di un Male assurdo, coronato da una sanzione che pare, se non discutibile, intempestiva: nessuno è del tutto innocente, ma non so che gusto si possa provare a vedere un epilogo che si conosce già, solo per poter esclamare: “Hai visto? Te l’avevo detto!”
E’ una concezione basata sulla vendetta e sul senso del peccato: la mentalità medievale, interpretata da alcuni antropologi come “cultura della colpa”, ha lasciato i suoi strascichi. Non si può affermare che è una visione affatto errata; certo stride con un’etica imperniata su altri princìpi. Credo che potrei accettare l’esistenza di un Dio alla Horkheimer. Non che i conti non debbano essere pareggiati, anzi, ma forse si potrebbe (o si sarebbe potuto) intervenire in un modo diverso, senza lasciare esplodere la granata le cui schegge di pazzia si conficcheranno nella carne viva. Non si può pensare che l’orrore tracimante sia cancellato con un colpo di spugna.
Sarà pure un’ottica sfocata: tutto questo potrebbe essere necessario e persino equo, ma a volte si viene rasentati dal pensiero che una fenditura di irrazionalità spacchi l’universo. Scrive Sebastiano Vassalli nel romanzo storico “La chimera”: “Arriva sempre nella vita di un uomo che abbia avuto in gioventù un forte stimolo ideale, il momento in cui si prende atto definitivamente, senza più speranze né illusioni né sogni, dell’inerzia delle cose e del mondo, il momento in cui si capisce che la fede non smuove le montagne, che le tenebre prevarranno sempre sulla luce, l’inerzia soffocherà il moto e così via”.
Non siamo a questo punto di sfiducia e di disincanto, ma moltissime questioni esigono una vera risposta che invano cercheremo con le nostre limitate, gracili conoscenze o nei libri, sacri e no.
[1] Forse non esiste traduzione più grossolana ed approssimativa di questa vulgata, ma tant’è…
Pubblicato da Zret
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