L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

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Wednesday, February 10, 2016

Sunday, January 17, 2016

Lo Stato come Chiesa del XXI secolo


http://zret.blogspot.it/2016/01/lo-stato-come-chiesa-del-xxi-secolo.html

Due considerazioni, Zretino.

1) E' chiaro come il sole (che a Sanremo non si vede da anni) che le condanne nei confronti del tuo nullafacente fratellino ed anche contro di te si avvicinano, e ciò a quanto pare vi sta letteralmente togliendo il sonno.

2) Una domanda che più volte ti è stata rivolta, Zretino, ed alla quale MAI hai dato risposta; ma se lo Stato ti fa così schifo, perché continui a percepirne lo stipendio?


https://archive.is/yHtfa

Thursday, December 17, 2015

Tuesday, May 19, 2015

Se settembre...


http://zret.blogspot.ch/2015/05/se-settembre.html

Se settembre...



Harmful harvest

Si rincorrono allarmanti notizie a proposito di un evento epocale che dovrebbe accadere a settembre di quest’anno. Di preciso non si sa che cosa bolla nel pentolone: qualcuno paventa un collasso socio-economico, qualcun altro evoca il passaggio del Pianeta X, altri pensa ad una svolta politica in senso totalitario, altri ad un’invasione o al solito conflitto mondiale...

Sono scenari spesso vaticinati negli ultimi lustri: sono “profezie” che si sono adempiute, quando si sono adempiute, solo in parte. Si sa: si grida al lupo al lupo! Così si sta sempre allerta, ma non accade alcunché. Quando il lupo arriva veramente, è ormai stata abbassata la guardia.

L’aspetto serio della questione è il seguente: fonti tra loro indipendenti ed eterogenee preannunciano per il settembre venturo un evento di portata decisiva. Sarà dunque il tempo della grande mietitura? Nessuno può saperlo con certezza. Si può almanaccare e semmai distinguere tra due probabili orizzonti: da un lato un accadimento repentino destinato a porre la popolazione di fronte ad una situazione inedita e rovinosa (ad esempio, un black out prolungato con tutte le deleterie conseguenze del caso) oppure il deterioramento sarà caratterizzato da una parabola snervante, da quella lentezza con cui si sta sfilacciando il tessuto economico e sociale, insieme con la progressiva spoliazione dell’ambiente. E’ chiaro che in tale processo agonico gioca un ruolo cruciale la geoingegneria clandestina: le scie chimiche, ad esempio, hanno trasformato la florida California in una landa desertica. Il triste declino di Gaia, infatti, è connesso soprattutto ad una scellerata e deliberata politica, ad una smania di distruzione cui si aggiungono in una letale sinergia fenomeni naturali o presunti tali, come eruzioni vulcaniche, sismi, maremoti.

Preppers

Negli Stati Uniti d’America li chiamano "preppers": sono cittadini che, temendo qualche calamità, da tempo hanno già provveduto ad approntare scorte di viveri, armi, acqua nonché a premunirsi di tutto il necessario per sopravvivere in un paese dove è stata dichiarata la legge marziale ed in cui imperversano flagelli biblici.

Dobbiamo riconoscere che i "preppers" sono previdenti, sebbene le molteplici variabili ed incognite di un pianeta “post-atomico” rendano ardua una sopravvivenza anche per chi ha predisposto le idonee riserve alimentari e le necessarie risorse strategiche.

Escludiamo che il cittadino comune nell’opulento e fatuo mondo occidentale abbia anche una sola chance di adattarsi e di resistere in una realtà completamente stravolta, senza tutti gli agi che consideriamo – a torto - scontati. Gli uomini più o meno sono sempre gli stessi: se una volta le coppie scoppiavano, perché lui o lei schiacciava nella parte sbagliata il tubetto del dentifricio, oggi ci si dispera per una mancata connessione alla Rete. Ci si adira e si litiga per quisquilie, incapaci di apprezzare quello di cui, bene o male, usufruiamo, prigionieri di un egoismo cieco ed edonista. Perfetto: se non dovessimo più avere a disposizione l’acqua, deliberemo deliziosi long drink.

Essere organizzati da un punto di vista pratico significa essere pure pronti sotto il profilo psicologico e, in parte, viceversa, ma la vediamo molto molto grama: è plausibile che l’ingranaggio strazierà tutti, degni ed indegni, con un’assurda preferenza per i primi.

Montale nel componimento “Il sogno del prigioniero” si domanda: “Ancora ignoro se sarò al festino/farcitore o farcito. L'attesa é lunga,/il mio sogno di te non è finito”. Parole profetiche: non sappiamo se saremo farcitori o farciti. Beato comunque chi, come il poeta genovese, sa ancora sognare...
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Sunday, May 10, 2015

L'ossessione per l'alta velocità

http://zret.blogspot.ch/2015/05/lossessione-per-lalta-velocita.html

L'ossessione per l'alta velocità



L’ossessione per l’alta velocità è una delle tare mentali dei nostri tempi disperati: così le valli e le montagne sono deturpate da linee ferroviarie che sono decantate come il non plus ultra del progresso. Immondi interessi economici e la fanatica fissazione per la rapidità concorrono a distruggere quel poco di bello scampato all’impulso di morte.

Viaggiando sui lussuosi ed avveniristici convogli dell’alta velocità si arriva prima! L’imperativo è il seguente: recuperare l’eventuale ritardo ad ogni costo, mentre operai, impiegati e studenti aspettano Godot, pardon le coincidenze in tetre stazioni. La gente comune è pigiata in sordide carrozze di ferrovie che, non a caso, sono definite rami secchi: si possono dunque potare.

Manager, alti funzionari, rampanti uomini d’affari, intanto, raggiungono l'agognata meta in un amen. Tutto è celere, serrato, incalzante, quasi istantaneo: si bruciano le tappe, si arriva in orario per la decisiva colazione di “lavoro”, per una triste happy hour.

Era così piacevole viaggiare in treno una volta: era piacevole e persino istruttivo. Si ammirava il paesaggio di là dal finestrino. Si slargavano scenari sempre mutevoli, sempre suggestivi: campi coltivati, boschi verdeggianti, pittoreschi villaggi, azzurri litorali, distese marine… Oggi, ovunque ci troviamo, gli occhi sono fissi sullo schermo dell’iPad.

Si conversava con gli altri passeggeri, si leggeva qualche pagina di un libro. Il viaggio in treno era a volte stancante, ma pur sempre una piccola avventura, un modo per staccare dalla routine. Tutto acquisiva un altro ritmo, un’altra dimensione. Il viaggio era un percorso, non una folle corsa. Oggi le protesi tecnologiche ci accompagnano dappertutto ed il treno superveloce è solo uno dei tanti luoghi in cui frenetici si affannano uomini allo sbando. E’ tutta una maratona spasmodica verso il nulla, un affrettarsi sempre e comunque, pure quando non si avrebbe alcuna premura.

In questo modo non è più il tempo a divorare la vita e gli uomini, ma sono gli uomini che divorano il tempo, come fosse un cheeseburger da consumare in fretta e furia, durante la brevissima pausa pranzo. Siamo diventati divoratori di noi stessi: fagocitando i giorni, le ore, i minuti, ci illudiamo che arrivare un quarto d’ora prima significhi conseguire chissà quale obiettivo.

Allora pigiamo il pedale dell'acceleratore, stringiamo i tempi, studiamo il passo, dimenticando che ci affrettiamo verso l’unico traguardo, verso l’ultima destinazione: la morte.
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Wednesday, April 22, 2015

La grande mietitura

http://zret.blogspot.ch/2015/04/la-grande-mietitura.html

La grande mietitura



Diogene Laerzio riporta, ascrivendolo a Senofane, un aneddoto riguardante Pitagora: “Si dice che un giorno, passando vicino a qualcuno che maltrattava un cane, Pitagora, colmo di compassione, pronunciò queste parole: 'Smettila di colpirlo! Sento la sua anima: è quella di un amico che ho riconosciuto dal timbro della voce'”.

L’episodio relativo al celebre filosofo, matematico e taumaturgo, la cui figura è circonfusa da un alone leggendario, evocando la dottrina orfico-pitagorica della trasmigrazione dell’anima, ci spinge a chiederci se veramente negli animali alberghi un’essenza immortale.

Fiorella Rustici nel suo più recente saggio, Morte e dintorni, afferma che un “frammento” dell’anima di un parente estinto può trasferirsi in un animale, di solito un cane, un gatto o in un altro amico d’affezione, in cui i vivi prima o dopo si imbattono. Sono forme di compensazione, autoinganni o avevano visto giusto quei pensatori antichi che professavano la dottrina della metempsicosi?

Non lo sappiamo: fatto sta che, in questi tempi ferrigni, nera era in cui l’umanità è sempre più abbrutita e meccanizzata, come supremo paradosso, ci pare di cogliere un barlume di sentimento proprio negli occhi degli animali. A volte persino ci sembra che essi abbiano uno sguardo velato di malinconia.

Anche in questo caso dobbiamo domandarci se siano proiezioni di affetti umani, in una sorta di transfert consolatorio, oppure se veramente un soffio spirituale possa diluirsi negli esseri viventi e persino essere condensato nelle pietre, nei granelli di sabbia.

Qualcuno ha scritto: “Tutti gli alberi hanno un’anima; non tutti gli uomini”. Sarà meglio che il genere umano provi a riscoprire la sua essenza più profonda, prima della grande mietitura.
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Sunday, April 19, 2015

I, Pet Goat II

http://zret.blogspot.ch/2015/04/i-pet-goat-ii.html

I, Pet Goat II



I, Pet Goat II è una produzione animata del 2012, scritta, diretta e prodotta dal canadese Louis Lefebvre. Il cortometraggio è una sorta di satira nei confronti della politica statunitense, in particolare dei presidenti-fantocci George W. Bush e Barack Obama (Barry Soetoro), con venature di teologia biblica e reminiscenze egizie in un milieu post-apocalittico.

Il titolo è un riferimento a The Pet Goat, il libro per bambini che George Walker Bush junior, il delinquente scemo, era intento a “leggere” (sottosopra) alla Emma Booker School di Sarasota (Florida), mentre i servizi segreti internazionali distruggevano le Torri gemelle il giorno 11 settembre 2001. 


Di solito copio i post del demente senza neanche leggerli, ma questa volta permettetemi di aggiungere un mio commento.
Antonio Marciano' detto zret, sei un cretino. Sei talmente cretino che a volte al tuo confronto anche tuo fratello Rosario sembra intelligente.
In una sola frase sei riuscito a scrivere una quantita' di cazzate impressionante (e a fare la solita figura da coglione, ma a questo sei evidentemente abituato). Cominciamo:
1. la foto e' un tarocco, come quelli che fate voi Marciano-Marciasi-Mariachi
La foto originale e' questa:

 
Mentre questa e' quella taroccata dal burlone di turno:

Antonio Marciano' detto zret, guarda un po' l'ultima di copertina. Noti niente? No? Confronta l'ultima di copertina di Bush con quella della ragazzina. Il burlone che ha modificato la foto ha fatto un "vertical flip" e non una rotazione di 180 gradi. Risultato: la parte di disegno blu che nel libro della ragazzina e nell'originale e' verso l'esterno del libro nel tarocco viene a trovarsi verso la rilegatura.
Basterebbe questo per mostrare al mondo quanto sei coglione, ma ho ancora 5 minuti e percio' continuo.
2. la scuola era la George Sanchez Charter a Houston.
3. la foto originale (Associated Press) e' stata fatta nell'estate del 2002 e non durante l'attacco dell'11 settembre 2001
4. se il libro, come tu affermi da completo imbecille, si intitola The Pet Goat come mai nella foto da te stesso postata si legge in copertina "America"? Non lo sai? Te lo dico io? Perche' il libro che sta leggendo (e che non e' a testa in giu') e'  America: A Patriotic Primer di Lynne Cheney, moglie del vice presidente dell'epoca. 
Eccoti un po' di link in cui verificare la tua reboante coglionaggine:
ma dato che voi dementi in genere non capite un cazzo di inglese (al punto da ridurvi a far tradurre le varie cazzate da wlady con google translator) eccoti anche un link in italiano direttamente sul sito del tuo incubo: Paolo Attivissimo:
Cosa aggiungere, se non 
Antonio Marciano' detto zret sei un COGLIONE







I, Pet Goat II fu presentato il 24 giugno 2012, data significativa… Enucleare tutti i simboli criptati nella pellicola sarebbe esercizio improbo e, alla fine, ozioso. Il corto è, infatti, una summa degli emblemi disseminati nella cultura underground e dintorni, riferibile al mefitico sottosuolo della cosiddetta cospirazione.


Sebbene il lavoro sia ineccepibile da un punto di vista grafico e formale, ha alcunché di sgradevole e disturbante. Si comprende presto che, quantunque Lefebvre sembri denunciare l’operato delle élites, ne avalla le più laide depravazioni. E’ vero che il giorno 11 settembre è una data simbolo, una data portale, spartiacque tra due età, tra l’era contemporanea e quella successiva, l’ultima, dominata dalla menzogna e dall’abbrutimento del genere umano. E’ vero che il Male orchestra piani diabolici, ma il regista canadese insinua in ogni dove messaggi ambigui e torbidi, soprattutto attraverso il Cristo, invero il falso Messia che, ritto su un’imbarcazione egizia, solca un fiume sino ad una meta “solare”. Questa figura imbambolata, catalettica è insopportabile ed è arduo spiegare come qualcuno possa avervi riconosciuto l’immagine di un Avatar.

Siamo al cospetto di una creazione simile alle carte degli “Illuminati” o agli affreschi che “abbelliscono” l’aeroporto di Denver: I, Pet Goat è una subdola sceneggiatura degli avvenimenti prossimi venturi, con tanto di Terza guerra mondiale tra Russia ed Occidente. L’allusione più inquietante concerne lo stato delle nuove generazioni ormai svuotate ed eterodirette. I bambini sono i capri espiatori (goat, capro) di un destino che pare non lasciare scampo.

Lo Zeitgeist accomuna le teste-guscio del cartone alle teste-uovo dell’artista Tim Cantor [che ben si acconguagliano alle teste di cazzo come te], insieme con altri motivi iconografici in bilico tra visioni acide ed incubi post-atomici.

La luce rutilante verso cui si dirige il falso Messia non è il Sole, ma l'imboccatura dell’Inferno.

Qui un’esegesi della produzione.


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Friday, March 13, 2015

Deus ex machina

http://zret.blogspot.ch/2015/03/deus-ex-machina.html

Deus ex machina



Nella civile Svezia il vertice di un’azienda ha convinto i propri dipendenti a farsi inserire nella mano un microprocessore [MICROPROCESSORE?????? hanno bisogno di fare calcoli sottocutanei?] sottocutaneo. Usato per l’identificazione, il piccolissimo (e diabolico) marchingegno, sostituisce il badge e consente di aprire le porte, di eseguire fotocopie, di usufruire di vari servizi, ad esempio la mensa.

L’innovazione è stata decantata dai media come un portento tecnologico che un giorno sarà impiantato in ognuno di noi: mai più codici da ricordare, carte che si smagnetizzano o si smarriscono... mai più. Tutti i dati personali saranno contenuti, le in un dispositivo RFID con cui saranno espletati gli accessi a siti istituzionali, le operazioni bancarie, anagrafiche e burocratiche.

Sono significative le reazioni dell’opinione pubblica di fronte a questo passo decisivo verso una società ipercontrollata. Molti sono entusiasti del microchip, esaltando le “magnifiche sorti e progressive” della tecnologia, il deus ex machina del Terzo millennio; altri sono rassegnati. Qualcuno ritiene impossibile che i governi, le amministrazioni pubbliche o private decidano di imporre il microprocessore sottopelle: “Non siamo cani o gatti!”, esclamano. Non mi fiderei tanto: gli esecutivi di questi ultimi anni brillano per fanatismo nei confronti dell’agenda digitale con tutte le diavolerie annesse e connesse. Il grullo fiorentino intende rendere obbligatorio il Wi-Fi negli uffici pubblici e nelle scuole di ogni ordine e grado: come minimo, grazie a questo criminale progetto, ci prenderemo una bella cefalea.

Comunque non sarà necessaria un’azione coercitiva: l’establishment più che imporre, propone, anzi lascia balenare le rutilanti meraviglie di un futuro in cui saremo connessi alla Rete, ventiquattr’ore su ventiquattro. Sono lusinghe da cui sono attratte specialmente le nuove generazioni, già mezzo cablate, anima e corpo. Gli altri saranno persuasi; i recalcitranti si arrenderanno obtorto collo: chi non ha il microchip non mangia. Tra l’altro ogni cambiamento (e ciascun cambiamento rima con spavento) avverrà con sadica lentezza, con inavvertita gradualità, come da prassi.

Alcuni si chiedono per quale ragione in una struttura sociale in cui ormai il suddito (ex cittadino) è pedinato e sorvegliato dappertutto attraverso sofisticati sistemi, la feccia mondialista intenda ricorrere ad una tecnologia tutto sommato rozza, quale l’innesto di un microelaboratore. La risposta è nell’ossessione simbolica delle cosiddette élites: l’impianto è una sorta di sacramento al contrario, un rito controiniziatico cui è sottoposto l’ignaro impiegato.

Che cosa ci dobbiamo dunque attendere? In un consorzio “umano” dove una stomachevole pellicola come “Birdman” è osannata quasi fosse un capolavoro della cinematografia, magari per il virtuosismo dei piani-sequenza, quando il virtuosismo sta all’arte come una collana di bigiotteria ad un monile vero, che cosa ci dobbiamo attendere? Ci dobbiamo aspettare la rivelazione di un nuovo culto, il culto della macchina, perché... deus est machina.

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Wednesday, February 11, 2015

Sulle strade di Babilonia

sempre allegro quanto un attacco di emorroidi

http://zret.blogspot.ch/2015/02/sulle-strade-di-babilonia.html

Sulle strade di Babilonia


Dove conducono queste strade su cui franano le pendici del cielo?

Gli astri, scaraventati dalle loro traiettorie, sbandano ai confini del buio. Grovigli di fiamme soffocano l’orizzonte.

Dove conducono queste strade su cui si ammucchiano le macerie del tempo?

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Friday, September 12, 2014

Façade

http://zret.blogspot.ch/2014/09/facade.html

Façade


E’ stato tutto già deciso? E’ troppo tardi per deviare il corso degli eventi? Lo scenario internazionale appare compromesso in modo irreparabile: gli attriti tra la Federazione russa e gli Stati Uniti d’America, puntellati dai vassalli europei potrebbero essere il preludio di una conflagrazione globale.

Se consideriamo la facciata, possiamo nutrire ancora delle speranze, perché nel gioco di equilibri e di contrappesi tra le varie superpotenze del pianeta, potrebbe ancora prevalere una politica volta a preservare, pur tra numerose frizioni e scaramucce, la pace.

Se il mondo è davvero multipolare, allora restano margini di manovra per quei governi che, nonostante non siano del tutti immuni dalla Realpolitik, sanno che un conflitto globale coinciderebbe con la sconfitta di tutti i belligeranti. Sanno che una guerra nel XXI secolo sfocerebbe in un tenebroso “inverno nucleare”.

Se all’interno dell’esecutivo mondiale si annida una “quinta colonna” che si adopera per vanificare i piani dei banditi al potere, allora resta un barlume. Finora sono stati mandati al fronte ed allo sbaraglio singoli cittadini, mentre le frange dissidenti delle istituzioni paiono attendere l’occasione opportuna per agire, dimenticando forse che certi treni passano una volta sola. Un conto è l’accortezza, un altro l’inerzia.

Se, invece, assistiamo ad una sceneggiata il cui insospettabile regista si mimetizza con rara abilità, allora sarà meglio prepararsi al peggio, pur sperando nel meglio, perché una deviazione lungo un’altra linea temporale è sempre possibile, anche in extremis.

Il cruciale passaggio storico e metastorico potrebbe essere obbligato, la via potrebbe essere già stata tracciata secoli o addirittura millenni addietro. Non vorremmo sottoscrivere l’aforisma di Eschilo che sentenzia: “Ma ciò che è fatale accadrà”.


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Wednesday, September 10, 2014

Il giusto ed il buongusto

http://zret.blogspot.ch/2014/09/il-giusto-ed-il-buongusto_9.html

Il giusto ed il buongusto


"Non è giusto!" Così esclama il bimbo cui è stato sottratto in modo immotivato un balocco. Si deve ritenere che un senso etico, per quanto confuso, sia innato o, per lo meno, precoce nell'essere umano. Che cosa significa "giusto"? Qual è la differenza tra "giusto" ed "ingiusto" di là da una concezione empirica e superficiale? Ancora una volta l'indagine etimologica non ci è di grande ausilio: "Giusto proviene dal latino ius, antichissima definizione di una formula di incitamento, portafortuna, sopravvissuta solo nelle aree che hanno conservata intatta la classe sacerdotale (indo-iranica e latina) e da cui si è svolta la nozione di diritto. Forma originaria è yeus alternante con yewes".(G. Devoto) Il lessema latino si connette al verbo iurare, giurare.

Dunque il diritto sembra radicato in forme solenni e sacre di giuramento. Tuttavia la sacralità del giuramento è venata di alcunché di sacrilego, se, ad esempio, in inglese, il verbo (to) swear significa sia "giurare" sia "bestemmiare". Anche i Vangeli condannano il giuramento. E' impossibile quindi definire il concetto di giustizia, laddove il quasi sinonimo "equità" riesce ad evocare un'ombra di significato, allorché pensiamo al latino aequor, mare, da aequus, inteso come superficie piana. Quindi l'equità è qualcosa di livellato, di uniforme.

Non erra alla fine Platone (attraverso il suo alter ego, Socrate) che, rifiutando l'idea secondo cui l'equità sarebbe "beneficare gli amici e nuocere ai nemici", o "l'utile del più forte", alla fine getta la spugna. Infatti, nella conclusione della “Politeia”, il filosofo ateniese riconosce che le sue argomentazioni non hanno fruttato i risultati sperati: non è stato chiarito che cosa sia veramente la giustizia, sebbene se ne sia riconosciuto il giovamento e si sia ammesso che essa deve essere una qualche virtù.

Che differenza rispetto a molti filosofastri, intellettualoidi, pseudo-scienziati contemporanei che pensano di poter distinguere tra giusto ed ingiusto, tra vero e falso, tra scientifico e non scientifico! Certi concetti e vocaboli dovrebbero essere maneggiati con cura, altrimenti si rischia di cristallizzarsi nel dogmatismo. Nonostante la tanto sbandierata tolleranza, la società attuale è dogmatica, intransigente. Il "sapere" è diventato apodittico. Ignoranti ed idioti, con la cassa di risonanza costituita dai media istituzionali, propagandano il pensiero unico. Lo spirito critico, l'abitudine alla ricerca e l'approccio epistemologico sono defunti. E’ necessario persino il buon gusto, quando ci si accosta a taluni lessemi e sensi. E’ una questione di savoir faire: si deve cominciare con il riconoscimento che la "giustizia" dei tribunali è quasi sempre una parodia per poi degustare i veri valori dell’equità, nel senso più nobile del termine. Proprio come un assaggiatore di vini, occorre saper apprezzare il bouquet delle parole.

Le persone sono regredite a livelli infantili, simili a quei pargoli che gridano: "Non è giusto!", quando ad un coetaneo sono date due caramelle ed a lui neanche una. Come i bambini, oggi gli adulti sono del tutto incapaci di suggerire un'idea di "giustizia", mentre si lasciano trascinare da parole emotive, da motivazioni deamicisiane. Ecco allora che i governi ed il clero facilmente persuadono la gente che una guerra è “giusta”, “umanitaria”, “intelligente”. Il popolino non si accorge dello stridente contrasto tra il nome “guerra” e gli opportunistici aggettivi che vi sono incollati. Ecco perché è sufficiente una campagna orchestrata dai parolai al "potere" per scatenare un sanguinoso conflitto. Si affila la lingua, prima di affilare le baionette.

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Sunday, September 7, 2014

The Giver - Il mondo di Jonas

http://zret.blogspot.ch/2014/09/the-giver-il-mondo-di-jonas.html

The Giver - Il mondo di Jonas

"The Giver - Il mondo di Jonas" è una produzione del 2014 per la regia di Phillip Noyce, trasposizione cinematografica dell'omonimo romanzo distopico di Lois Lowry. Il film è interpretato da Jeff Bridges, Brenton Thwaites, Meryl Streep, Alexander Skarsgård e Katie Holmes.

In un futuro prossimo la società è diventata pacifica ed efficiente. E’ stata altresì rimossa ogni traccia del passato. Agli individui sono stati strappati sentimenti, inquietudini, amore e paura, mentre ogni nucleo familiare è formato perfettamente da un uomo e una donna con due figli, un maschio e una femmina. All'età di dodici anni ad ogni componente della società è assegnato il lavoro che svolgerà per il resto della vita. Solo una persona, definita "Il Donatore", ha la capacità di ricordare il tempo trascorso, dote da usare qualora si riveli necessario. All’adolescente Jonas è affidato il delicato incarico di custodire le memorie del genere umano. Egli è destinato a ricevere le conoscenze dal "Donatore" e ad addentrarsi in un territorio inesplorato. La strada per la conoscenza è, però, tortuosa e malagevole...

La pellicola sarà proiettata nelle sale il giorno 11 settembre prossimo.

L’idea alla base della produzione non è nuova: già “Equilibrium” descriveva un mondo senza i colori delle emozioni. Anche “Pleasantville” sceneggia una realtà di algida e tediosa perfezione. Qui il sistema dei personaggi accoglie un attante, il Donatore, che funge sia da mentore sia da destinatore. In questo modo si introduce una variatio.

E’ comunque sintomatico che il Leit motiv, la rinuncia agli affetti in cambio di un’insipida armonia, sia stato ripreso in un frangente storico che vede l’”eclissi del cuore” come condizione “umana” in gran parte già compiuta. Ancora poco e le larve di emozioni che aleggiano fra le necropoli tecnotroniche dilegueranno. Tra i post-uomini e gli automi la differenza oggi è molto labile. Cembali senza membrana, flauti senza ance, gli uomini non vibrano più in sintonia con l’universo. Le Muse non incantano più alcuno: gelide statue dimenticate in un deposito, su di loro si stratifica la polvere. Siamo ormai pronti ad abbandonare la vita, pur con la sua inevitabile iniezione di mali, per scivolare nell’anestesia. Siamo pronti a sprofondare nella smemoratezza, rinunciando al frutto amaro ma nutriente della conoscenza.

“The Giver” sembra, pur con tutte le ambiguità della stigia musa cinematografica, lanciare un allarme o vagheggiare un'età perduta. Come potrà, però, essere recepito un messaggio da chi non conosce radici? Le radici sono state svelte ed ora inaridiscono alla luce affilata di un sole elettrico...

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Tuesday, August 19, 2014

L'armata delle tenebre

http://zret.blogspot.ch/2014/08/larmata-delle-tenebre.html

L'armata delle tenebre


Lo scenario internazionale si sta incendiando. Si accendono sempre nuovi focolai. Non appena le fiamme di un conflitto cominciano a languire, ecco che divampano in un’altra regione. Il governo occulto fomenta odi e divisioni, con la solita strategia del divide et impera. Si pensi soprattutto alla temibile avanzata dell’I.S.I.S. in Medio Oriente, lo strano califfato, miscuglio di mercenari, di Sunniti wahabiti, di provocatori occidentali. Chi ha armato e finanziato l’I.S.I.S.? Soprattutto l’Arabia saudita (i Sauditi aderiscono al credo dei wahabiti) e l’Impero di U.S.A.tana che ora sembra li voglia combattere.

Molti si chiedono se la situazione sia sfuggita al controllo degli Stati Uniti e dei loro alleati o se il caos, le innominabili violenze e le immani distruzioni non siano comunque il presupposto di una guerra su scala globale che veda, come auspicavano i mefistofelici Pike e Mazzini, un aspro scontro tra mondo musulmano (o sedicente tale) e sionismo.

Propendiamo per la seconda interpretazione. Il pianeta non è multipolare, se non all’apparenza ma monopolare: il regista è unico, anche se il film si gira in differenti set. D’altronde come si potrebbero considerare gli Stati Uniti la nazione che vuole dominare il globo, mentre qualcuno infierisce contro la sua economia e la sua stessa popolazione? Si ricordi, a titolo di esempio, che la California è destinata nell’arco di un paio d’anni a restare senz’acqua, a causa della geoingegneria clandestina ed intestina. E’ un po’ come quando il sistema immunitario aggredisce sé stesso.

Quello che interessa alla feccia mondialista è promuovere disordine e sovvertimento. Che momentaneamente sia una fazione o l’altra (Wahabiti o Israele) a prevalere poco importa.

In questo quadro si comprende pure che i governi nazionali diretti da poteri nascosti presumibilmente agiscono ed agiranno affinché il contagio dell’Ebola si propaghi sempre più, nonostante le dichiarazioni in senso contrario. L’immigrazione selvaggia di questi anni è lo stratagemma per diffondere epidemie e pericolosi vaccini, per innestare criminalità e tensioni sociali. E’ l’escamotage per disintegrare dall’esterno le società occidentali, mentre dall’interno i consorzi umani sono disgregati, favorendo un inesorabile declino produttivo e la degenerazione etica. Di conserva l’ambiente è depauperato e distrutto in ogni dove.

Sbaglia chi vede nei “politici” solo degli incompetenti: essi sono dei diligentissimi esecutori, degli abili prestigiatori. Mentre, infatti, i ciarlatani fingono di adoperarsi per la risoluzione dei problemi, li creano e li inaspriscono, attuando un progetto, architettato da pazzi, di cui non comprendono quasi nulla. Fondamentali sono i privilegi e la notorietà che sono garantiti alle classi “dirigenti” da chi li manovra. Per svolgere il loro compito di sicari, i “politici” sono perfetti. Purtroppo quasi tutti scambiano i sicari per i mandanti, con il risultato di accanirsi contro gli sgherri, come un gatto che rincorre e tenta di acciuffare un topolino finto.

Pare che nessuno sia in grado di ostacolare o di sventare i mortali piani della cricca, mentre si profilano all’orizzonte i cavalieri dell’Apocalisse.

Si salvi chi può.

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Wednesday, April 23, 2014

Dal Logos all'afasia

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Dal Logos all'afasia

Nota. Lo spunto della presente riflessione mi è stato fornito da una conversazione intercorsa con l'amico Wlady.

Forse una delle idee più aberranti, ma, al tempo stesso più fortunate è quella di evoluzione. Gli esseri viventi e soprattutto l’uomo progrediscono verso mete sempre più alte. L’umanità si incammina verso un mondo sempre più giusto e libero. La Scienza propizia l’avanzamento del pianeta. Lo stesso universo evolve.

Non è così, come ci insegna il Sapere tradizionale. La transizione dal Mito alla Storia è caduta. La coscienza degli antichi si è obnubilata nel torpore attuale. La lingua, che è la controparte del pensiero, si è atrofizzata. E’ una corrispondenza biunivoca: senza pensiero non si genera linguaggio e viceversa. Infatti il Logos è, al tempo stesso, idea e suono, concetto e parola. E’ l’Idea adamantina prima che essa si contamini nella materia.

Il declino linguistico è solo la superficie di una disgregazione profonda, ontologica. L’essere umano si è disallineato, dislocato rispetto a sé stesso: ha perso il baricentro. La sua mente è un groviglio di pregiudizi, il suo linguaggio è misero, stereotipato. La capacità di ragionare e di riflettere si è emulsionata. L’intuizione e la fantasia si sono estinte.

È sufficiente confrontare gli intellettuali di un secolo fa con l’”intellighenzia” di oggi per rilevare un abisso. Spia linguistica della decadenza verticale, piccolo ma significativo saggio di questo crollo, è l’invasione del verbo tappabuchi “fare”.

Viviamo nell’era della dislessia, della dislalia. Lo stesso silenzio non è più sinonimo di concentrazione interiore e di introspezione, ma afasia.

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Tuesday, March 25, 2014

Le profezie del mago Merlino

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Le profezie del mago Merlino


Merlino è il celeberrimo mago delle saghe arturiane. Stando ad alcuni studiosi, un saggio chiamato Merlino visse realmente nel V secolo d.C. e fu prima alla corte del sovrano Ambrosio il Tiranno, poi di re Artù.

Figura tra storia e leggenda, archetipo di una terra suggestiva dagli orizzonti glauchi, dalle ondulate brughiere che fluiscono e si mescono nelle onde del mare, Merlino (il suo nome è di significato controverso: significa “sparviero” o “colui che ride”?), fu autore pure di profezie. Ormai attempato, l’incantatore decise di ritirarsi nelle foreste della Caledonia (Scozia meridionale) per concentrarsi sulla visione del futuro.

Secondo il parere di taluni autori, Merlino previde, fra i vari eventi, gli agoni per la libertà combattuti nel Medioevo dai prìncipi gallesi Llywelyn ed Owain Glyndwr, la Rivoluzione francese, l’avvento al potere di Adolf Hitler. Per il terzo millennio il vate celtico preannunziò terribili catastrofi ambientali e mutazioni di piante ed animali (organismi transgenici)... I disastri geologici culmineranno nell’inversione dei poli.

Gli ultimi tempi - ci ammonisce l’erede dei druidi - saranno flagellati dall’infecondità della terra: “Ogni campo deluderà il contadino ed i frutti saranno scarsi, spesso avvelenati. Le radici ed i rami si scambieranno il posto, i pesci moriranno per il calore e da loro nasceranno i serpenti”.

Un presagio recita: "Verso la fine i grifoni (simbolo di carestia) verranno a mangiare il grano. Al tempo in cui gli uomini e le donne figlieranno più raramente, la gente perderà la fede. Il mondo sarà tremendamente cattivo. I piccoli saranno schiacciati. I grifoni voleranno in Egitto”.

Sterilità maschile e femminile, penuria di cibo, nequizia, calamità “naturali”... : questo è l’apocalittico scenario preconizzato dallo sciamano e da altri oracoli tra Medioevo, età moderna e contemporanea.

Dalle brumose lande della Scozia, Merlino seppe squarciare il velo del tempo per gettare il suo sguardo fino a quest’era ferrigna e feroce?

Fonti:

G. L. Margheriti, I personaggi più misteriosi della storia, 2013
A. S. Mercatante, Dizionario universale dei miti e delle leggende, 2001, s.v. Merlino
R.J. Stewart, Le profezie di mago Merlino, 1995


Articolo correlato: Le profezie di Merlino, 2014

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Wednesday, March 5, 2014

Corrispondenze

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Corrispondenze


Bisogna aver paura solo della viltà.

Le affinità tra le cosiddette apparizioni mariane ed eventi ufologici sono state esplorate. Le analisi, però, si sono per lo più concentrate sulle somiglianze fenomenologiche: sono state così messe in luce le analogie formali tra la sedicente Beata Vergine Maria e taluni visitatori, fra la “danza del Sole” e le sfere luminose etc.

Nondimeno, se si focalizza l’attenzione sui contenuti delle profezie mariane per compararli con i messaggi ricevuti da alcuni contattisti, si rilevano somiglianze ancora più strette talora sino ad una perfetta sovrapponibilità.

Proviamo a collazionare i tratti salienti di queste comunicazioni.

Profezie mariane
Formidabili tribolazioni attendono l’umanità, con catastrofi naturali (sic), guerre, carestie.
Profezie aliene
Si prospetta un’era di cataclismi, conflitti, povertà diffusa.

Vaticini mariani
Le avversità dipendono dalla condotta del genere umano che persevera nei suoi peccati e nelle sue trasgressioni della legge divina.
Vaticini alieni
Le sofferenze e le calamità sono dovute ad un’umanità che è recalcitrante a cambiare stile di vita ed a por rimedio ai suoi errori.

Predizioni mariane
Le guerre che insanguinano il pianeta sono la conseguenza dell’egoismo, dell’odio, del nazionalismo.
Predizioni aliene
Le conflagrazioni scaturiscono dalla discordia tra i popoli, dallo sciovinismo e dal revanscismo.

Presagi mariani
Non tutto è perduto. Il destino non è segnato. Se gli uomini si convertiranno, con la preghiera, la penitenza ed il digiuno, l’ira del Padre potrà essere stornata.
Presagi alieni
Non tutto è perduto. Il destino non è segnato. Se la società umana mostrerà segni di ravvedimento, si potrà evitare l’autodistruzione.

Come si può notare attraverso questa rapida sinossi, gli addentellati tra omelie mariane ed informazioni extraterrestri(?) non sono infrequenti. Non solo, le ammonizioni sono accomunate da un trait d’union: la responsabilità dei disastri è dell’umanità, accusata di ogni scelleratezza in modo indiscriminato e generico. Mai un cenno ai governi o alle istituzioni, mai una ferma condanna dei militari o dei vertici politici: che moltissimi cittadini in tutto il mondo si siano opposti all’uso dell’energia nucleare anche in ambito civile, non conta alcunché. Che la contaminazione di Gaia sia la ripercussione di gestioni criminali inerenti allo “smaltimento” di rifiuti tossici e non del cittadino che, espirando, produce biossido di carbonio, non conta alcunché.

L’inquinamento, con tutto il corollario di flagelli apocalittici, è provocato dall’azione dissennata dei singoli e non dalle sciagurate iniziative delle classi dirigenti. Si cerca sempre di infondere un senso di colpa, si affetta un atteggiamento moralistico, predicatorio che circoscrive ogni problema in un’angusta ottica catechistica, avulsa dall’indagine di cause e di nessi politico-economici.

Se lo stile dei messaggi cattolici e quello che connota i moniti alieni è differente, come è differente il taglio, in un caso “religioso”, nell’altro laico, la sostanza è, invece, grosso modo coincidente. Chi è l’Agente che si cela dietro codesti ferali oracoli? Qual è il suo vero scopo? Perché veggenti e contattisti paiono ridotti in uno stato di totale soggezione nei confronti dei vati?

Più degli scenari evocati, delle velate minacce, inquietano le censure, le omissioni ed i silenzi. Sono silenzi pieni di inganni.


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Saturday, February 1, 2014

Breakdown

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Breakdown


Viviamo momenti febbrili. Quanto sta accadendo in questo periodo in Parlamento dà la temperatura di una situazione ormai prossima al collasso. Se non si riuscirà a frenare il processo involutivo innescato da una masnada di politicanti al soldo di una cricca di psicopatici, anche gli ultimi ruderi di una decrepita democrazia saranno sgretolati.

Ha ragione il magistrato Paolo Ferraro. Egli ci ricorda che i vertici del “Movimento cinque stelle” sono infiltrati da potenti logge, ma nella base opera qualche parlamentare integro e volenteroso. Questi deputati e senatori devono, però, sganciarsi da Casaleggio e rinunciare a progetti velleitari, come la messa in stato d’accusa del re Giorgio. Anche fra i militanti della “Lega nord” qualcuno ha gli strumenti per agire. E’ opportuno che essi concentrino tutte le energie su questioni decisive: in primis la geoingegneria clandestina ed il signoraggio bancario. Devono ricorrere a questi temi come un grimaldello per scardinare il sistema, per denunciare la vergognosa collusione dei politicanti con gli apparati militari ed economici. Se non si percorrerà questa strada – è un’erta, ma tant’è… - si rischia di precipitare nel burrone.

Nel peggiore dei casi, una delegittimazione dell’establishment ci potrà liberare di questa marmaglia che rigurgita di violenti e di inetti. Sappiamo bene che sono dei burattini, ma gli esecutori dei piani mondialisti non sono meno spregevoli dei mandanti. E’ ora non di mandarli a casa, come si suole ripetere, ma a spezzarsi le reni nelle miniere. Non è vendetta, ma karma. Ben venga dunque se questi “incapaci capaci di tutto” trascorreranno delle notti insonni e avvertiranno un brivido gelido lungo la schiena.

Siamo in balia di una spaventosa burrasca. Una ciurmaglia sta devastando l’Italia con leggi omicide, con un fisco sanguinario, per mezzo di una “giustizia” sterminatrice. Si esacerba sempre più il controllo dei cittadini per cui presto sarà creata un’anagrafe del D.N.A. Spacciata per una misura atta a scagionare coloro che sono sospettati di qualche delitto, vi si potrà, invece, ricorrere per incastrare i dissidenti, contraffacendo i risultati delle analisi genetiche.

Lo sconquasso non investe solo il quadro politico-istituzionale, ma soprattutto la società e l’ambiente prossimi alla disgregazione: le ininterrotte attività di geoingegneria abusiva, da cui è dipeso lo spostamento della corrente a getto, stanno strappando il tessuto produttivo. Inoltre i flagelli climatici che si sono abbattuti e si abbattono sul nostro paese stanno creando le condizioni per un’emergenza che potrebbe essere il pretesto per imprigionare la popolazione nelle grandi città o in campi di concentramento alla mercé della “Protezione civile”. Alcune fonti, tempo fa, ci riferirono che, in caso di calamità “naturali”, la “Protezione civile” avrebbe ricevuto l’ordine di minare i ponti e di rendere impraticabili le maggiori vie di comunicazione, appunto per impedire alla gente di cercare vie di scampo.

Negli Stati Uniti li chiamano preppers: sono coloro che, paventando catastrofi di matrice governativa, si organizzano per sopravvivere lontano dai grandi centri urbani. Forse esagerano, ma la famigerata F.E.M.A. ha da tempo costruito dei lager che sono capolinea di strade ferrate. Forse esagerano, ma l’esecutivo di USAtana è capace di delitti abominevoli. I preppers sono saggi a non fidarsi.

Si grida: “Al lupo, al lupo!”... tutti sappiamo come va a finire.

Nota: per una visione metapolitica, di cui lo scenario italiota è solo una sfaccettatura, si legga C. Penna, Ecco come ci stanno vendendo al nemico, 2014

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Tuesday, January 21, 2014

Universi paralleli

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Universi paralleli

Nobody's listening to the sounds of the street: the clamor, the violence, the sirens, the heat. (Ayo)



Più passa il tempo e più si approfondisce il solco tra il mondo fittizio proiettato dai media di regime e la realtà quotidiana. Le più recenti tecnologie (penso, ad esempio, alla televisione HD) creano scenari sfavillanti, dalle tinte nitide, dagli spazi profondi, prospettici.

Paradossalmente questa realtà finta è più sensoriale e più aggettante dell’universo “reale” ormai offuscato ed appiattito dalle incessanti azioni distruttive perpetrate ai danni della natura. La natura “naturale” è oggi quella dei documentari prodotti da prestigiose reti: la savana, la foresta equatoriale, il deserto... hanno una plasticità ed una forza iconica ignota agli ambienti veri. [zretino, sei mai stato nella savana, nella foresta equatoriale o in un deserto?]

Talora ci si chiede se quell’esplosione di vita con animali e piante esotiche non sia, almeno in parte, il risultato di artifici digitali. Molte specie estinte continuano a vivere forse solo nella ri-creazione elettronica. Qui l’Oceano Pacifico pullula ancora di fauna, si slarga in azzurri orizzonti, in cieli sconfinati, si accende di tramonti corruschi..., mentre la concreta desolazione radioattiva di Fukushima si staglia in un silenzio invisibile.

All’evocativa ed esotica Terra del fuoco, nell’estremo sud dell’America oggi si è sovrapposto il paesaggio campano: nella “terra dei fuochi” dai rifiuti tossici si elevano tetre colonne di fumo, si sprigionano aspri colori.

La distanza tra questi universi aumenta sempre più: il diorama attrae con le sue figure fantasmagoriche, ma l’esistenza langue in una cella squallida. Mentre nell’universo catodico la morte è solo un ingrediente narrativo, essa aleggia sulle città-dormitorio simile all’ombra di un angelo dalle ali pesanti, coperte di catrame.


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Saturday, January 18, 2014

Joshua Rhinehall e l’Anticristo

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Joshua Rhinehall e l’Anticristo

Chi non si aspetta l’inaspettato non troverà la verità. (Eraclito)



Precisazione terminologica: nel presente articolo è adoperato il termine “anima” senza chiarirne tutti i possibili valori. Il vocabolo “alieni” non designa necessariamente esseri provenienti da lontani pianeti, ma pure creature di altre dimensioni.

Joshua Rhinehall è un presunto rapito che da alcuni anni incontra entità non umane (Grigi, Mantidi...): ripetute esperienze lo hanno condotto a ritenere che le creature non terrestri abbiano un forte interesse per la manipolazione genetica della razza umana. Afferma Rhinehall: “Credo che le entità non umane abbiano eseguito e stiano eseguendo esperimenti biologici sul genere umano al fine di alterarne la genetica. Il loro scopo è quello di guidare la nostra ‘evoluzione’ verso un punto in cui si può ottenere una componente cromosomica adatta alla clonazione ed all’ibridazione. Essi tentano di creare corpi capaci di contenere un'anima con tratti molto specifici coltivati attraverso cicli di reincarnazione dentro e fuori alcuni contenitori di D.N.A”.

Aggiunge l’experiencer: "Insieme con la manipolazione genetica fisica diretta, ritengo che gli Stranieri rafforzino ulteriormente gli effetti biologici desiderati collocando gli individui o le civiltà in situazioni ambientali che determinano un particolare feedback. Gli stimoli esterni possono variare molto: si può essere portati in un luogo estraneo e costretti ad imparare una lingua aliena oppure si può essere obbligati a sopportare gli orrori della guerra. [...] Un organismo geneticamente modificato è inserito in un ambiente ad hoc per forzare dei cambiamenti. Fasi della storia umana, come l'ètà del bronzo, l’ètà del ferro, la Rivoluzione industriale, per citarne solo alcune, potrebbero essere fattori temporali concomitanti con modificazioni cromosomiche".

Rhinehall si spinge oltre: l’obiettivo finale degli Insettoidi sarebbe la creazione di un involucro idoneo ad ospitare l’energia di un angelo caduto, di un essere malvagio, forse dell’Anticristo, comunque di un’entità espulsa dal suo piano dimensionale e bramosa di dominare la Terra.

Confessa il sequestrato: “Al cospetto delle Mantidi provo una sensazione di paura totale. Ho accumulato contatti che sono fortemente negativi. Penso che i visitatori si siano concentrati su centinaia di migliaia di persone, non solo su di me. Seguono l’albero genealogico: infatti, nella mia famiglia, mia madre, mia nonna, il padre di mia nonna hanno avuto esperienze con entità. Credo che gli Altri abbiano influito sul genere umano fin dal principio della storia per estrarre informazioni genetiche. Hanno interagito con noi e manipolato tutto il percorso dell'umanità. Infine sono giunti ad un punto in cui si sono mostrati capaci di ricavare i dati biologici utili ad incapsulare l'energia di un'anima non umana”.

Recentemente la giornalista investigativa Linda Molton Howe, che si occupa da tempo del “caso Joshua Rhinehall”, ha pubblicato un commento di un lettore che correla le ipotesi del rapito alle acquisizioni di un’équipe scientifica. I ricercatori della Emory University School of Medicine hanno riportato sulla rivista “Nature neuroscience” i risultati di uno studio da cui si evince che i ricordi possono essere tramandati ai discendenti attraverso variazioni chimiche nel D.N.A. Il Dottor Brian Dias, sperimentatore principale, ha asserito: "Le esperienze dei genitori, prima ancora che essi generino la prole, incidono notevolmente sia sulla struttura sia sulla funzione del sistema nervoso delle generazioni successive”.

Il Professor Marcus Pembrey, genetista britannico della University College con sede a Londra, ha dichiarato: “La ricerca spiega le fobie congenite che potrebbero dipendere da traumi ancestrali: i vissuti si trasmettono attraverso la memoria del D.N.A.”

Le risultanze degli scienziati si connettono alla congettura di Rhinehall circa un programma genetico alieno. La fusione di diversi tratti di D.N.A. altera la capacità del genere umano. Può una stirpe straniera che ha modificato l'umanità usare il corredo genetico di Homo sapiens per maturare esperienze? Potrebbero quelle situazioni essere un vantaggio per gli extraterrestri che userebbero l’umanità come una grande mandria di vacche da latte genetico? Oppure può la genia allotria inserire un segmento di D.N.A. nel Sapiens, segmento da cui dipendono anche tendenze e comportamenti? Ad esempio, può una razza aliena insinuare nel nostro D.N.A la bramosia per l'oro? I volumi di Zecharia Sitchin descrivono gli Anunnaki come manipolatori di ominidi per creare esseri umani trasformati in cercatori d'oro.

Questo è il quadro complessivo in cui l’ingegneria genetica si intreccia all’”alchimia” psichica. Protagoniste sarebbero delle specie malevole o comunque prive di scrupoli. Sono scenari controversi e pionieristici, ma che trovano parziali conferme in altri filoni di ricerca: si ricordino almeno le indagini del Professor Corrado Malanga.

Si realizza così una xilografia cui si aggiunge, tra l’altro, stando sempre alle “rivelazioni” di Rhinehall, il conflitto fra differenti civiltà aliene ed addirittura incursioni di esseri del futuro. Questi viaggiatori nel tempo starebbero tentando di deviare le linee cronotopiche per stornare i disastri che stanno sconvolgendo questi tempi finali. A tale proposito l’autore di Cropcircleconnector nota che alcuni pittogrammi nei campi di cereali, formazioni che hanno attratto l’attenzione del contattato, sembrano anticipare alcuni “incidenti”, quali la dispersione di greggio nel Golfo del Messico nell’aprile 2010. Il disegno, invero di fattura un po’ rozza, risalente al 16 luglio 2007 ed apparso a Hinton downs si inquadrerebbe in tale predizione. Un altro cerchio nel grano del 19 luglio 2009 (Martinsen hill) rispecchia il logo della BP, la compagnia petrolifera coinvolta nella catastrofe.

Fantasie? Frammenti di verità? Le navi lontane diventano visibili solo dopo che sono emerse dall’arco dell’orizzonte. Spesso è troppo tardi per approntare le difese necessarie.

Fonti:

Cropcircleconnector, Anasazi, Japan tsunami, 2011
L. M. Howe, D.N.A. transmission of traumatic memories, 2014


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