L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

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Tuesday, July 22, 2014

U.F.O. e black out nel biennio 1965-1966: preludio di un patto scellerato?

http://zret.blogspot.it/2014/07/ufo-e-black-out-nel-biennio-1965-1966.html

U.F.O. e black out nel biennio 1965-1966: preludio di un patto scellerato?


Il 23 settembre 1965 un U.F.O. fu scorto sorvolare la città messicana di Cuernavaca e subito dopo il centro fu avvolto dall’oscurità. La stampa locale associò i due fatti cui diede notevole autorevolezza la testimonianza oculare del governatore, Emilio Riva Palacio. Più drammatica fu l’interruzione dell’erogazione dell’energia elettrica occorsa tra New York, Boston e Toronto il 9 novembre 1965. Quella sera otto stati della Federazione e la provincia canadese dell’Ontario, precipitarono nel buio a causa di un malfunzionamento nella centrale elettrica del Niagara: secondo le fonti ufficiali, il problema era stato causato dalla rottura di un relais. L’oscuramento durò dieci ore, gettando nel timor panico milioni di persone tra Statunitensi e Canadesi.

L’eco del big black out non si era ancora spenta che fu la volta di Londra, poi di Stoccolma, di Bahìa, di Rio de Janeiro, del Texas e del Nuovo Messico, dell’Olanda orientale, dell’Alaska, del Canada settentrionale, dell’isola di Vancouver, di Melbourne e dintorni, di Buenos Aires e zone limitrofe, dell’Italia meridionale. Tutto ciò nel breve arco di due mesi, in regioni distanti tra loro e contraddistinte da condizioni climatiche e tecnologiche differenti.

Tali “eclissi” della luce aprirono delle falle nel sistema della difesa statunitense e di altre nazioni. Le basi dell’U.S.A.F. di Giggs, Holloman e Fort Bliss nonché l’installazione missilistica di White Sands dovettero ripiegare sui gruppi elettrogeni, mentre la rete radar in Alaska fu messa completamente fuori uso. L’autorevole quotidiano “Time” confermò che, durante l’oscurità, i Newyorkesi videro nel cielo un ordigno che ritennero un satellite sovietico. Un pilota istruttore, mentre sorvolava la linea elettrica che collega Clay alle cascate del Niagara, si imbatté in una “palla di fuoco”, notata anche da un altro testimone a terra.

Nel 1966 il buio calò sull’Italia meridionale. La testata “Paese sera” del 10 gennaio 1966 scrisse all’interno di un articolo di prima pagina su nove colonne: “Un globo luminoso è apparso nel cielo di Napoli, a mille metri di altezza nella direzione di Capri, proprio pochi istanti prima che la luce elettrica si affievolisse per poi spegnersi del tutto. Due aerei, decollati da un aeroporto della N.A.T.O., sono stati visti sfrecciare vicini alla sfera, che poi si è allontanata, e compiere evoluzioni di ricognizione".

Il giornale genovese “Il Lavoro” in quell’occasione titolò tra il serio ed il faceto: “Sono i Marziani a spegnere le fonti di energia elettrica?”.

Il primo ricercatore a congetturare una relazione fra le interruzioni di corrente e velivoli non identificati fu il console ed ufologo Alberto Perego nella metà degli anni ‘50 del XX secolo. La sua ipotesi fu ripresa nel decennio successivo, quando si constatò che spesso le power failures erano precedute da avvistamenti di oggetti volanti non identificati o erano simultanee alle segnalazioni stesse.

Tra parentesi osserviamo che l’avvistamento di globi luminosi è non di rado foriero di terremoti, eruzioni vulcaniche, conflitti. Anche le manifestazioni “mariane” – in realtà, nella maggioranza dei casi, di matrice allotria – anticipano talora lo scoppio di guerre e di epidemie.

Come interpretate tali concomitanze? Sono soltanto combinazioni o entità ostili flettono i muscoli, nel caso soprattutto dei black out, per dimostrare la loro potenza, per intimidire e convincere qualche esponente governativo recalcitrante a sottoscrivere patti scellerati?

La data del 9 novembre 1965 è doppiamente significativa: contiene le cifre 911 (o 119) nel giorno e nel mese, come se fosse un messaggio criptico ed un sinistro sigillo cui ci hanno reso avvezzi numerose tragedie successive (9 11 2001, in primis). Inoltre le misteriose mutilazioni animali datano proprio dalla metà degli anni ‘60 del XX secolo, come se, stipulato o più probabilmente ridefinito un accordo anteriore, l’esecutivo segreto avesse dato il benestare ai loro malefici alleati non terrestri di avviare su larga scala l’operazione “cattle mutilations”?

E’ una coincidenza se la data ufficiale in cui fu scoperto il primo animale mutilato è il 1967?

In quell’anno una coppia di coniugi del Colorado, Berle e Nelle Lewis, chiesero ad un parente di accudire per un breve periodo uno dei loro cavalli, Lady (fu poi erroneamente ribattezzata Snippy). Lady aveva tre anni, era di razza Appaloosa e, fin da piccola, aveva dimostrato un temperamento esuberante. Il rancher Harry King, fratello di Nelle Lewis, portò Lady in uno dei suoi pascoli così che potesse brucare e scorrazzare in grandi spazi aperti. La mattina del 9 settembre 1967 Harry King, durante una visita di controllo nei suoi pascoli, si trovò al cospetto di uno spettacolo raccapricciante. La giumenta era stata orribilmente mutilata: la testa ed il collo erano stati scarnificati. Il resto del corpo non era stato toccato. Il suo teschio era così bianco e pulito che sembrava essere stato irraggiato per molte settimane da un'energia molto intensa. Quando furono eseguite le prime analisi, emerse che le aree interessate dall’asportazione non presentavano residui di sangue o di altri liquidi corporei. Tracce piuttosto elevate di radioattività furono registrate nel luogo dove Lady era stata uccisa. Il taglio praticato alla base del collo fu reputato dagli esperti molto preciso. King, poco dopo l’evento, dichiarò ai giornalisti che nessun coltello o arma da taglio avrebbe potuto compiere un’incisione così accurata. Due settimane dopo il rinvenimento della carcassa, il dottor John Henry Altshuler, patologo del Rose Medical Center a Denver, compì l’autopsia. Egli individuò subito un’incisione netta alla base del collo: la ferita mostrava resti di colore nerastro dovuti alla cauterizzazione immediata della lacerazione. Ad un esame interno dell’animale si riscontrò l’assenza del cuore, dell’intestino e della tiroide. Ulteriori indagini indussero i ricercatori a supporre che lo strumento usato per incidere il collo dell’animale fosse stato un laser chirurgico verosimilmente già in possesso dei militari. Testimonianze successive riportarono la presenza di strani bagliori nei luoghi nella zona in cui era stata trovata la giumenta. La madre di King aveva osservato un“enorme oggetto luminescente”. Pure una residente della Saint Louis Valley, la signora Duane Martin, aveva scorto, il giorno precedente il rinvenimento di Lady, alcuni oggetti che assomigliavano a “piccoli jet”. I singolari apparecchi avevano evoluito nella zona a velocità molto elevata e radenti il suolo.

Si potrebbe concludere che l’avvistamento di “segni nel cielo” non è quasi mai un fausto presagio…

Sitografia:

ansuitalia

ecn.org

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Saturday, April 19, 2014

Blue planet project

http://zret.blogspot.it/2014/04/blue-planet-project.html

Blue planet project


Il documento “Blue planet project” è un testo attribuito ad alcuni scienziati statunitensi (Jefferson Souza in primis) che avrebbero raccolto testimonianze ed indizi in merito ad avvistamenti di U.F.O., contatti con alieni e via discorrendo. E’ arduo stabilire se il dossier sia genuino o no: comunque, anche qualora si trattasse di un libro spurio del tutto o in parte, delinea un quadro che globalmente conferma le conclusioni cui sono giunti decine di ricercatori in più di mezzo secolo.

“Blue planet project” è una summa della Xenologia: spazia dagli schianti di velivoli non terrestri al Majestic 12, dalla battaglia di Dulce alle basi sotterranee, dalle razze esterne alle misteriose mutilazioni animali, dai rapimenti agli impianti... Dati, ricostruzioni, resoconti, analisi, ipotesi sono passati in rassegna in questo dossier spiazzante, per la mole di informazioni che offre e per la loro straordinarietà.

Dal documento è stata tratta una serie televisiva, dall’omonimo titolo, i cui autori cercano di trovare il bandolo della matassa, di districarsi tra scenari e congetture spesso divergenti. Il programma è pregevole soprattutto sotto il profilo stilistico: post-produzione accattivante, montaggio serrato, interviste efficaci, immagini che rincalzano i contenuti letti dalla voce narrante.

A nostro parere, il prodotto è soltanto incrinato dal tentativo di formulare una spiegazione onnicomprensiva, ossia gli Altri sono malvagi o benevoli? Se si enfatizza la prima ipotesi, escludendo la seconda, si rischia di coagulare il consenso della popolazione mondiale attorno agli scellerati governi che non intendono certo proteggerci da minacce esterne, ma trarre il maggior profitto possibile dalla “congiura del silenzio” nonché neutralizzare eventuali civiltà evolute. Se si abbraccia, invece, la seconda eventualità, ci si infila in un cul de sac, l’analisi si avvita su sé stessa e non si sa più a chi attribuire gli evidenti influssi deleteri delle specie allotrie sull’umanità. Sono influssi plurimillenari di entità carnefici, non necessariamente creature di altri pianeti. E’ plausibile che esistano visitatori indifferenti ed altri benevoli, ancorché defilati, ma il complesso militare-industriale si è alleato con farabutti cosmici.

Se si usa il discernimento, evitando la generalizzazione per imparare a distinguere i vari casi, a raccordare i diversi addentellati, il quadro complessivo risulterà complesso ma non sfocato e distorto, come quando ci si ostina in un’interpretazione unilaterale di fenomeni spesso incerti, controversi.

La messa in onda di “Blue planet project” ci offre la ghiotta occasione per rispolverare alcuni capitoli di una disciplina tanto negletta quanto istruttiva: la verità a volte passa per la stretta cruna di ciò che disdegniamo.

Peter Pasini, il marchio di un rapito, 2009

La strage degli ufologi, 2010

Il rapimento di Myrna Hansen, 2010

Il codice binario di Rendlesham, 2011

Messaggi dall'universo, 2011

Karla Turner: quando il dubbio scotta più della verità, 2012

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Saturday, March 1, 2014

Mimetismo

http://zret.blogspot.it/2014/02/mimetismo.html

Mimetismo


In un recente editoriale Maurizio Baiata [nomen quasi omen] torna sul tema delle mancate rivelazioni per opera di Stati Uniti ed O.N.U. a proposito della vita extraterrestre. L’analisi del ricercatore è piuttosto lucida: a differenza di Pinotti, che addita nell’anomia, cioè il disordine sociale ed il sovvertimento dei valori etico-religiosi, la ragione per cui le autorità sono tanto reticenti sul tema, il Nostro è più perspicace. Una certa dose di caos, anzi, è ritenuta necessaria dagli apparati al fine di mantenere il controllo sociale. D’altronde la crisi finanziaria ed economica, che sta straziando gran parte del mondo occidentale, è proprio volta a generare condizioni di instabilità e di insicurezza nelle masse: in questo modo è più facile pilotarle.

In verità, i presidenti delle superpotenze hanno tutto l’interesse a tenere la bocca ben cucita, almeno per le seguenti ragioni.

1. Gli esecutivi hanno probabilmente stipulate delle scellerate alleanze con visitatori spregiudicati, ottenendo tecnologia in cambio di... Rivelare che i vertici di alcuni stati sono in combutta con alieni carnefici non è proprio il sogno dei vari presidenti-fantocci: costoro si esporrebbero per lo meno alla riprovazione dei cittadini venduti al nemico per un piatto di lenticchie.

2. Cominciare un rilascio di informazioni circa la presenza aliena sul nostro pianeta potrebbe significare dover cedere e condividere con i civili e con le nazioni più fragili alcune tecnologie avveniristiche. Sono tecnologie utili per l’umanità, ma che le multinazionali vedono come il fumo negli occhi. Preferiscono che certe conoscenze restino appannaggio di una cerchia ristretta.

3. La decisione di palesare notizie riguardanti le civiltà stellari non spetta certo a quei buffoni che s’insediano alla Casa Bianca e neppure ai pur influenti militari, quanto agli Altri. Gli Stranieri sembrano motivati a preservare lo status quo, a restare ben nascosti dietro i loro mandanti. Quali benefici potrebbero trarre da una disclosure? Non conviene loro agire per interposta persona, come sovrani che riscuotono i tributi per mezzo di esattori?

E’ difficile che la Cina o la Russia perseguano fini diversi dagli obiettivi cui mirano gli Stati Uniti: forse all’interno delle classi dirigenti opera qualche frangia dissidente, ma appare debole. Ergo è illusorio attendersi una svolta in tempi brevi.

Infine sarebbe anche ora di smettere di elemosinare brandelli di segreti da istituzioni il cui ruolo istituzionale è la diffusione di menzogne. Meglio un brandello di verità strappato alla censura grazie a lunghe e faticose ricerche che una “verità” ufficiale.


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Monday, April 29, 2013

Defiance

http://zret.blogspot.co.uk/2013/04/defiance.html

Defiance


"Defiance" è una serie televisiva statunitense di fantascienza trasmessa dal canale via cavo Syfy, a partire dal 15 aprile 2013.

Il telefilm, ambientato nel 2046, descrive una nuova Terra, radicalmente cambiata con nuove prospettive e nuove regole. La metamorfosi avviene in seguito all’approdo per opera di alieni, i Votans, che, a causa della distruzione del loro sistema stellare, cercano un luogo in cui insediarsi. Pensando che Gaia sia disabitata, i Votans la scelgono per colonizzarla, ma trovano chi tenta di impedirlo loro.

L'unico aspetto degno di interesse del prodotto è l'allusione al terraforming nei primi cento secondi: infatti già l'episodio pilota, dopo un emozionante prologo, si avvita in un canovaccio macchinoso e sconclusionato. Nelle prime sequenze è inquadrato un aereo a bassa quota che rilascia la sua bella scia chimica, mentre in cielo incombe un'enorme astronave. Subito dopo appare l'eloquente didascalia: "Terra terraformata".

L’introduzione, dalla notevole forza visiva, ma che è un deja-vu, mette in scena una famigliola il cui tranquillo dejeuner sur l’herbe è sconvolto dall’apparizione in cielo del vascello stellare.

Belle, anche se accademiche, le inquadrature iniziali: il campo e controcampo, le panoramiche, il dettaglio del grappolo d’uva, l’ombra minacciosa della nave intergalattica, un’ombra che sovrasta il ragazzo, il futuro protagonista della strenua lotta contro gli invasori... trentatré anni dopo. Dopodiché, il racconto si sfibra nell’intreccio più banale ed enfatico, con gli attori la cui recitazione è tutto un aggrottare fronti e strabuzzare gli occhi, per l’incapacità di esprimere diversamente le emozioni stereotipate dei personaggi. La sceneggiatura poi è più infantile dei dialoghi di una recita allestita da bambini dell'asilo.

"Defiance" significa "opposizione", "resistenza": è come se le eminenze grigie, dietro le principali produzioni televisive e cinematografiche, gabbassero il pubblico, illudendolo che è ancora possibile una resistenza. Pochi sanno che i governi terrestri sono collaborazionisti. Pochi sanno che l’umanità è stata svenduta in cambio di qualche diavoleria tecnologica. E’ in atto una fatale terraformazione... ma ovviamente è solo fiction televisiva.

Fonti:

Defiance, 2013 su Tanker enemy tv
D. Castelli, Defiance: altro buco nell’acqua, 2013