http://www.tankerenemy.com/2012/10/calunniare-la-terra.html

Una mosca bianca
Si resta annichiliti e quasi senza parole di fronte allo scempio
quotidiano. Ci si chiede quale possa essere – se esiste – una via
d’’uscita. Ancora più della disinformazione e della censura promosse dai
centri di potere con tutti i loro accoliti, sono l’indifferenza e la
viltà dei sudditi (non sono più cittadini da tempo) a giocare a sfavore.
Non importa a quale fascia d’età o ceto appartengano: gli schiavi
badano solo al loro “particulare”, illudendosi di poterlo difendere
dalle grinfie dei tagliagole. Fino a quando riusciranno ad evitare le
ripercussioni della Geoingegneria clandestina? Fino a quando manterranno
il loro fragile benessere? E’ veramente poi un benessere?
E’ incontestabile: ormai l’ambiente è contaminato in modo pressoché
irreversibile. Il biologico è oggidì in gran parte una chimera: le varie
forme di inquinamento non conoscono confini. I vari rimedi naturali
sono per lo più, rebus sic stantibus, palliativi. Tra l’altro,
l’alfabeto dei veleni (dall’A di alluminio alla Z di zinco) non
comprende solo le polveri tossiche delle scie chimiche. Si aggiungano
alla balsamica miscela i campi elettromagnetici, i radionuclidi, le
particelle di uranio impoverito, gli inquinanti industriali, i residui
di pesticidi, insetticidi, anticrittogamici, gli alimenti transgenici, i
vaccini, gli additivi, il benzene, i patogeni… La salute è sotto
attacco: nessuno è risparmiato. Come è ovvio, quando la salute è
compromessa, ne risente anche l’equilibrio psicologico. Tuttavia pochi
si mobilitano: rassegnazione ed ignavia sono le “reazioni” più diffuse
tra la gente. Come può avvenire? Semplice: i vari governi, soprattutto
quello italiano, greco e spagnolo, sono riusciti perfettamente nel loro
intento. Guai a chi pensa che gli esecutivi siano formati da inetti ed
incompetenti! Matto Morti e gli altri banditi sono efficientissimi e
capaci: hanno ricevuto l’incarico di affossare l’apparato produttivo
dell’Italia, di esautorare le istituzioni nazionali a vantaggio di
quelle europee ed hanno adempiuto il loro ufficio in modo spettacoloso.
Questi barbari devastatori porranno fine alle loro razzie solo quando
non crescerà più un solo filo d’erba. Attila, il flagellum Dei, era un dilettante. [sì, supercazzola prematurata allaccia scarpa scarpa allaccia, dollari, sterline... ma vattene, pagliaccio]
Si accennava: i farabutti hanno quasi portato a compimento il loro
piano, costringendo i cittadini a difendere con le unghie e con i denti
il loro misero orticello. Prima, però, hanno impiantato una mentalità
materialista e meschina, efficace presupposto per la disgregazione della
società, per l’ottenebramento delle coscienze.
Poche voci si levano di fronte al vergognoso stupro della Terra che è
anche profanazione della verità: il giornalista Gianni Lannes è una
mosca bianca. Impegnato da anni nella virile ed implacabile denuncia di
brutture di ogni specie, storture di matrice statale, dove la differenza
tra stato e mafia diventa labile, quasi indistinta. La scellerata
alleanza tra crimine legale e crimine illegale ha prodotto
un sistema inscalfibile, corrotto, iniquo, i cui pilastri sono il
ladrocinio e la sopraffazione. Per i tipi della "Draco edizioni", Lannes
ha pubblicato “Il Grande fratello: strategie del dominio”, un libro affilato e perspicace, un tragico spaccato di un “mondo inquinato alle radici”.(I. Svevo) [ma piantala con le marchette e lascia stare Svevo]
Un sistema sistematico
Il sistema poi vomita tutta quella feccia di ciarlatani e di
profittatori che imperversano sulla Rete ed altrove. Di recente uno di
codesti giullari ha mostrato tutta la sua lurida vigliaccheria in
occasione di un dibattimento: quello lì è tanto spavaldo quando scrive
nefandezze sul suo blog scatologico, quanto pusillanime, non
appena si confronta con le circostanze reali. Addirittura vederlo così
tremebondo, rimpicciolito e dimesso ha suscitato un sentimento di pietà.
Abbandoniamo comunque questi pietosi personaggi per tentare di
comprendere per quale motivo la più feroce e plateale scelleratezza
della storia umana passi quasi inosservata. Una fetta sempre più ampia
della popolazione è ormai immiserita: il ceto medio proletarizzato va ad
ingrossare le schiere di poveri, disoccupati, sottoccupati, precari.
Sono tutte persone abbarbicate ad una mera sopravvivenza: sbarcano il
lunario e non si accorgono che un profluvio di denaro è scialacquato per
avvelenare l’intero pianeta. Giustamente protestano contro gli scandali
della “politica”, le vergognose ruberie, gli immondi privilegi di
amministratori e funzionari. Eppure l’idrovora che risucchia la
liquidità è un’altra.
Nessuna legge finanziaria (oggi la definiscono in modo gattopardesco
“legge di stabilità”) potrà mai sanare i conti, poiché ogni manovra
economica è studiata per depredare e per distruggere. Non è
nell’interesse delle élites sataniste affrontare i problemi –
meno che mai risolverli – piuttosto il loro obiettivo è crearne sempre
di nuovi, accreditando di sé, però, un’immagine di efficienza e di
sobrietà. In questo modo l’austero e compassato Matto Morti, pur
criticato per molti suoi provvedimenti, ottiene il consenso del popolino
che vede in lui una figura di specchiata moralità e sollecita del bene
comune.
Un altro errore che commette gran parte dell’opinione pubblica è la
monetizzazione di ogni problema: il denaro è importante, ma diventa
inutile se non è traducibile in un controvalore. Bisognerebbe in primo
luogo tutelare le risorse da cui dipende il sostentamento delle
comunità: si rischia, in futuro, di ritrovarsi con una manciata di soldi
digitali con cui poter acquistare a prezzi salatissimi cibi nocivi.
Solo i “fortunati”, però, potranno accedere ad un minimo di beni e
servizi sempre più scadenti. I servizi – è facile da prevedere – saranno
tutti elettronici. L’agenda digitale del governo avanza con passo di
granatiere. Tribunali, scuole, sistema sanitario, pubblica
amministrazione… il cartaceo sta sparendo, soppiantato da sistemi
informatici e telematici. È del tutto superfluo soffermarsi sui danni
incalcolabili che provocherà l’introduzione degli elaboratori, dei libri
elettronici e delle LIM (le lavagne interattive multimediali)
nell’ambito dell’apprendimento: generazioni di bambini e di adolescenti,
già inebetiti dalla televisione e da mille diavolerie tecnologiche,
saranno trasformati in beoti balbettanti, in analfabeti radiocomandati.
Altro che nativi digitali! Si potrebbero definirli nativi vegetali, se
le piante non fossero molto più vive.
Illusioni a caro prezzo
Viviamo tempi difficili e tumultuosi: è comprensibile che alcuni perdano
la bussola. Ormai la società è allo sbando e, mentre montano il
disagio, la collera, l’insofferenza, si cerca un appiglio purchessia.
Non manca chi, asserendo che l’universo è mentale – di per sé potrebbe
essere vero, ma è una teoria filosofico-scientifica che va definita e,
per quanto possibile, argomentata in modo rigoroso – esortano ad
un’acquiescenza nei confronti dell’esistente. Il male esiste perché, per
evolvere (?), abbiamo scelto di crearlo. È evidente che il mysterium iniquitatis,
“risolto” in modo così frettoloso, brutale ed infantile, giganteggia
ancora di più in tutta la sua incomprensibilità. Mi pare che questo
approccio sia una calunnia della terra, per riprendere una celebre frase
di Nietzsche: è inaudito che siamo proprio coloro che si dichiarano
“spirituali” (ma non saranno deliri di psicolabili?) a fomentare un
disprezzo per la natura che dello Spirito, se esiste, è emanazione.
Altri, invece, ormai sono incantati dalle mirabolanti promesse
dell’ingegnere iraniano Keshe: energia quasi gratuita per tutti,
tecnologie per bonificare i biomi, fine della sudditanza dei paesi
poveri nei confronti delle nazioni opulente, guarigioni di tutte le
patologie, pace perpetua. E’ tutto molto bello e l’energia pulita, non
ricavata da combustibili esiste da decenni, ma si ha l’impressione che
Keshe ed il suo entourage stiano temporeggiando. Forse stanno
subendo pressioni e sono vittime di sabotaggi, ma il dubbio che l’intera
operazione sia un cavallo di Troia, secondo il virgiliano “Timeo Danaos et dona ferentes” (Temo i Greci anche se portano doni), rimane. ["rimane" UN CAZZO: la traduzione ESATTA è "temo i Greci (Danai) e i doni che portano" NON 'QUANDO' ['ANCHE', errore mio], straccione ignorante]
Certuni favoleggiano di una fantomatica Federazione galattica, di
fratelli dello spazio pronti a debellare, non appena l’umanità sarà
pronta (campa cavallo…), il nefando governo occulto. Da anni, però,
l’evento della liberazione slitta: ogni volta si sceglie una data
significativa dal punto di vista astronomico, ma poi, con qualche scusa,
si procrastina l’intervento salvifico. Nonostante ciò, alcuni
continuano ad abboccare.
Sarà meglio non pascersi di illusioni e, pur senza precludere alcuna
possibilità, restare prudenti. Sopravvive la speranza che, a volte,
sembra la pazzia che ci impedisce di impazzire. In ogni caso, a quanto
sta accadendo deve pur soggiacere una logica, sebbene nessuno possa
arrogarsi il merito di conoscerla compiutamente.
Pubblicato da
Zret che pensa di essere un intellettuale ma non sa neanche da che parte è girato tanto è acconguagliato