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Racconti di mare
Narrano
rari viaggiatori, sbarcati su questa terra cinerea, di capitani che
vollero salpare verso l’infinito. Essi immancabilmente descrivono alberi
spezzati, vele logore, stelle sparpagliate nel buio, come pula nel
vento. Quei marinai non desiderarono intraprendere avventurose
traversate negli oceani: cercavano l’esilio dal rimpianto che corrode
l’animo, a guisa di salsedine. I visitatori raccontano di implacabili bonacce, di marinai che, gli occhi vacui, fissavano albatri spettrali. Evocano onde che formicolavano pigramente sulla chiglia, lo stridio delle gomene, simile a voci di sirene agonizzanti.
Quei capitani credettero di incontrare la morte liberatrice, fino a quando salì una nebbia livida dal precipizio del mondo. Nel giorno ammainato, sul ponte deserto girava a vuoto il timone…
le solite 2 commenti vaccate di allegroni ignoranti:

E' vero: il bellissmo quadro ricorda il Mar dei Sargassi, distesa equorea misteriosa dove spariscono navi e dove Colombo vide strani bagliori. Così scrive nel suo diario di viaggio.Rispondi
Siamo pula nel vento e naufraghi.
Ciao


Un dipinto di Gustave Dorè, tetro e buio.surrealistico che accompagna la breve ma intensa lirica.
Ciao