L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

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Wednesday, July 29, 2009

Eventuale vaccinazione obbligatoria contro H1N1, come difendersi

http://scienzamarcia.blogspot.com/2009/07/difendersidallevaccinazioniobbligatorie.html

Eventuale vaccinazione obbligatoria contro H1N1, come difendersi

NB: il precedente articolo sulla "pandemia suina" e le vaccinazioni (obbligatorie?) è stato appena aggiornato con un lungo addenum finale; appena possibile lo aggiornerò ulteriormente.



Vaccinazione di massa contro il virus H1N1
, perchè dire no

articolo di pint74

Perchè questo virus è meno pericoloso dell’influenza stagionale, quindi il rapporto benefici-costi è decisamente svantaggioso per lo Stato e quindi per noi.

Perchè accettando la vaccinazione faremo capire alle aziende farmaceutiche che possono costringerci a fare quello che vogliono e quindi ci troveremo di fronte ad altre vaccinazioni di dubbia utilità che potrebbero, in seguito, diventare obbligatorie.

Perchè i soldi spesi per l’acquisto dei vaccini sarebbero più utili per migliorare nostra sanità ed innalzarne il livello qualitativo.

Per fare capire allo Stato ed alle aziende farmaceutiche che non siamo passivi consumatori ma che siamo in grado di pensare.

Per il futuro dei nostri figli e dei giovani.

Memorizzate questi articoli:
Articolo 32 della Costituzione della Repubblica Italiana: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.

Costituzione art. 32: "Nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizioni di legge". Inoltre, il consenso informato dinanzi alla proposta di trattamento sanitario costituisce un fattore ineludibile.

Art. 13: La LIBERTA’ PERSONALE è INVIOLABILE... NON è ammessa forma alcuna di... qualsiasi altra restrizione della LIBERTA’ PERSONALE...

Un’eventuale vaccinazione di massa obbligatoria, nel caso dell’influenza suina, è un abuso.

Non c’è un’epidemia di peste nera ma si tratta di una blanda influenza. Se il virus mutasse è molto probabile che l’attuale vaccino in produzione sia scarsamente efficace.

Lo Stato potrebbe tentare lo stesso la strada della vaccinazione coatta in virtù di alcuni articoli come ad esempio:

Codice deontologico dei medici Art. 42: "Il medico non può intraprendere alcuna attività diagnostica e terapeutica senza il valido consenso del paziente, che, se sostanzialmente implicito nel rapporto di fiducia, deve essere invece consapevole ed esplicito allorché l’atto medico comporti rischio o permanente diminuzione della integrità fisica".

Si possono però verificare delle situazioni in cui è necessario applicare un trattamento contro il consenso del paziente e che ricadono in tre tipologie giuridiche:
# Lo stato di necessità
# Gli accertamenti ed i trattamenti sanitari obbligatori (ASO e TSO).
# Le malattie infettive e diffuse
"Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge"

Uno scenario possibile potrebbe essere questo:
* Visto l’articolo della Costituzione 32,
* Essendo comprovata la virulenza del Virus A,
* Vista la dichiarazione in data (...) dell’OMS dello stato di Pandemia bla... bla...
* Resosi quindi necessaria l’azione preventiva si impone la vaccinazione obbligatoria a tutti i cittadini.

In questo caso è nostro dovere denunciare lo Stato e chi ci obbligherà a vaccinarci, utilizzando qualsiasi risorsa legale per difenderci e, non ultima, la risorsa della class-action. In questo link troverete alcuni consigli per difendervi da eventuali vaccinazioni coatte.

Speriamo di non giungere a tanto...

Speriamo.

Tuesday, July 28, 2009

WANTED!

http://sciechimiche-sanremo.blogspot.com/2009/07/wanted.html

WANTED!

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QUANDO E’ IL POTERE A DECIDERE LA NOSTRA MORTE - Vivere e morire di credulità

http://lanuovaenergia.blogspot.com/2009/07/quando-e-il-potere-decidere-la-nostra.html

QUANDO E’ IL POTERE A DECIDERE LA NOSTRA MORTE - Vivere e morire di credulità

Di Antonella Randazzo



Sempre più persone gridano al “massacro di massa” in occasione della vaccinazione globale annunciata dall’Oms.
E qual è la novità?
C’è stato un momento storico in cui i personaggi al potere non abbiano rivendicato anche la capacità di togliere la vita ai loro sudditi?
Hanno organizzato terribili guerre mondiali per massacrare milioni di innocenti. Si tratta più o meno delle stesse famiglie di allora, oggi in possesso di banche o corporation che forse hanno cambiato il nome ma non la sostanza.
La differenza è che oggi per togliere di mezzo milioni di persone nel giro di poco tempo non hanno per forza bisogno di scatenare una guerra mondiale. Basta il potere delle società farmaceutiche e il controllo del cibo.

Credete che i crimini di massa debbano ancora accadere?
Vi sbagliate. Da tempo il gruppo di potere economico-finanziario ha ridotto alla fame non pochi paesi, facendo morire per fame, miseria o malattie curabili parecchie persone nel Terzo mondo.
E che dire delle cifre altissime relative ai morti per cure mediche o ospedalizzazione che si registrano nel Primo mondo?
Adesso vorrebbero semplicemente estendere ancora di più queste catastrofi su tutto il pianeta, in modo tale da diminuire drasticamente la popolazione.

E’ vero che le società farmaceutiche guadagnerebbero molto denaro dalla vendita del vaccino, è vero anche che scatenando paura si prostrano i popoli ai piedi dei potenti, chiedendo “protezione”.
Ma è anche vero che attraverso la medicina ufficiale, i farmaci e i vaccini viene controllata la “salute” delle persone, potendo far ammalare o addirittura uccidere attraverso “cure”, in certi casi rese obbligatorie.

“Il potere manipola i corpi” diceva Pasolini, “li fa vivere o li uccide”, aggiungiamo noi.
Oggi si vuole un notevole calo demografico per diversi motivi: perché il gruppo di potere è esiguo e si sente minacciato dall’aumento della popolazione, per gestire meglio le ricchezze del pianeta (che oggi sono in gran parte nelle mani del gruppo di potere), o perché le esistenze che non sono inserite nel circuito economico vengono viste come inutili e dunque da eliminare.
Di conseguenza, come molti sanno, l’Oms, di solito poco attenta alle vere problematiche sanitarie e alimentari del pianeta, si attiva a questo scopo, paventando una epidemia terribile. All’improvviso questa organizzazione sembra essere interessata alla salute umana, e per questo sta costringendo molti paesi del mondo ad acquistare i presunti vaccini dalle solite società in odore di crimine.
E noi dovremmo credere che un’organizzazione truffaldina e società farmaceutiche criminali all’improvviso diventino filantropi disinteressati e si preoccupino della nostra salute, salvandoci dalla pandemia?
Davvero difficile pensare che società che in passato hanno causato non pochi danni alla salute di parecchie persone, come la GlaxoSmithKline e la Roche, oggi siano in prima fila per “difendere” la salute umana.
Qualcosa non quadra, e non pochi se ne sono accorti, mettendo in guardia del rischio che gli stessi vaccini siano preposti a scatenare la “pandemia”.

Scatenare una specie di “caccia all’untore” farebbe parte della farsa dell’Oms, gridando che una presunta influenza che ha fatto soltanto diverse centinaia di morti, sarebbe “inarrestabile” e le persone con presunti sintomi sarebbero da isolare.
Adesso chiunque di noi si trovi ad avere qualche linea di febbre potenzialmente potrebbe essere additato come “untore” e penalizzato, pur avendo magari soltanto un malessere passeggero. Si può scatenare una “caccia all’uomo”, contro chi avrebbe i presunti sintomi o contro chi rifiuterà il vaccino.

Occorre osservare che il potere di morte sui sudditi è parte importante dell’assetto attuale.
Sono noti i casi in cui si rivendica persino il potere di impedire una morte dignitosa a chi non può più vivere.
I più noti casi furono quello di Eluana e di Welby, che riempirono i media per diverso tempo, suscitando un vespaio e sollevando diverse opinioni. Oggi l’argomento non risulta essere più d’attualità nonostante vi siano molti altri casi simili. Il problema sollevato non è ancora stato risolto e non è nemmeno stato chiarito a sufficienza dai mass media o dalle istituzioni.
Risulta evidente che è in gioco il potere sul corpo, sul corpo vivo e su quello malato o quasi morto.

Su questo problema, la Chiesa Cattolica vorrebbe imporre il suo punto di vista, facendo credere che si tratti di un problema di fede o di evoluzione spirituale. Ma è ovvio che se gli alti prelati fossero davvero interessati a salvare vite umane, avendo la chiesa ricchezze immense, si prodigherebbero a salvare i bambini che ogni giorno muoiono di fame nel Terzo mondo. Bambini che vorrebbero vivere ma sono costretti a morire.

In realtà è essenzialmente un problema di libertà, tanto difficile da inquadrare come tale quanto meno siamo ormai in grado di comprendere cosa significa libertà.
In fondo, ritornare a privatizzare la morte, rifiutando le tecniche mediche invasive e accanite, significa poter “vivere” liberamente la propria morte, e ciò risulta pericoloso se vi si associa l’idea di poter vivere liberamente anche la vita. Come osservano le studiose Paula Pira e Lucia Venini: “Poter vivere la propria morte può voler dire scegliere il significato che si vuol dare alla propria vita”. (1)

Governi che mandano a morire persone in Afghanistan, per affiancare gli occupanti, poi si spacciano per “salvatori” quando si tratta di affrontare casi in cui la persona non vive più da molti anni.

Molti farebbero volentieri a meno di questi “salvatori”. Ad esempio, Elisabetta Giromella, affetta dalla stessa malattia di Welby, dice: “Sono libera e voglio restarlo, voglio una legge sul testamento biologico che mi assicuri che sarò io a decidere che fare quando diventerà insopportabile questa vita che amo nonostante tutti i limiti… ognuno è libero di fare quello che vuole: soffrire, farsi curare o no, lasciare un testamento o evitare. Il punto è tutto lì: la libertà sulla propria vita che è un diritto personale, non cedibile.” (2)

Una cosa è certa: un paese civile non si affida a prelati e opinionisti di regime, ma approva leggi che possano essere le migliori possibili in quel determinato momento storico. Un paese civile permette ai cittadini di decidere liberamente sulla propria vita, senza essere costretti a sottomettersi ad autorità laiche o religiose.

Come mai le autorità tengono così tanto ad avere controllo persino sulla nostra morte? E per questo sono disposte a spendere molto denaro? (il nostro denaro)
Il celebre filosofo Michael Foucault parlò di “anatomopolitica del corpo umano” ad intendere l’apparato di controllo atto a “garantire il suo ammaestramento (del corpo umano), l’incremento delle sue attitudini, l’estorsione delle sue forze, la crescita parallela della sua utilità e della sua docilità, la sua integrazione a sistemi di controllo efficaci ed economici”. (3)

In altre parole, il controllo del corpo umano è fondamentale affinché abbia successo un sistema di potere opprimente, che si erge ad assoluto, decretando l’assetto economico, finanziario, culturale e mediatico.
Nei sistemi dittatoriali, il corpo umano subisce controllo dalla nascita fino alla morte. Spiega l'antropologo Louis Vincent Thomas:

“Di recente si è instaurato un bio-potere il cui scopo è la pianificazione del corpo specie: una politica adeguata può aggiustare la demografia alla produzione, regolare la natalità e la mortalità, allungare la vita, migliorare la salute. Per esempio, la medicalizzazione della vita è un aspetto caratteristico delle società tecnologiche: “si produce” la salute e l’uomo moderno è un uomo assistito, in altri termini, spodestato della propria autonomia… le scoperte della genetica, la psicochirurgia aprono prospettive preoccupanti per quanto riguarda la manipolazione dei corpi e, come conseguenza diretta, il controllo delle coscienze… E’ lecito pensare all’avvento di una “società psico-civilizzata” nella quale non ci porremo più delle domande sul destino dell’uomo, l’unico problema rimasto essendo: “che tipo di uomini dovremo costruire?”… A questo punto, sarà palese che questa presunta gestione della vita altro non è che una gestione di morte ”. (4)

Secondo diversi autori, in realtà la morte degli individui ad opera del sistema di potere avviene “in due tempi”. In un primo tempo si agisce sull’intelletto e sulle sensazioni, inducendo uno stato di passività o di accondiscendenza verso il potere, che impedirà alla persona di esprimere se stessa come potrebbe. In questo primo stato di “non-vita” la persona si prepara alla morte fisica, disposta ad accettare quanto proviene dalla realtà esterna, persino situazioni di guerra o l’assunzione di prodotti nocivi. Le verrà sempre data una spiegazione plausibile che la indurrà ad accettare tutto. Il lungo tormento della “sclerosi dell’anima” farà in modo che le persone possano essere guidate verso la morte fisica. Si andrà verso la morte contenti: sicuri di aver avuto governanti che li hanno protetti dal terrorismo o che si sono preoccupati di dare loro il vaccino per salvarli dall’epidemia. Fino alla fine si crederà di aver vissuto in una bella democrazia, dopo esser stati liberati da un potere tiranno. Il bene e la libertà hanno trionfato. C’è un mondo migliore di questo?

La verità sulla condizione esistenziale umana in fondo al cuore tutti la conoscono, ma pochi resistono alla tentazione dell’illusione, cadendo nella trappola di chi proprio sulle illusioni ha creato il suo potere. E’ così che si diventa spettatori delle proprie illusioni: denaro inesistente, nemici invisibili, epidemie da affrontare, guerre indecifrabili, ecc. In tal modo persino la nostra stessa morte avrà significati controversi: cancro? Farmaci o vaccini? Epidemia? Infarto?

La medicina ufficiale viene intesa come un ambito che offre certezze di guarigione, e dunque sconfigge malattia e morte, ma allo stesso tempo, paradossalmente, rappresenta una delle prime cause di morte per gli abitanti del pianeta.

In realtà, com’è emerso in particolare negli ultimi anni grazie al lavoro di diversi scienziati e medici, il rapporto medico-paziente e la concezione del corpo umano che sta alla base della medicina tradizionale cozzano con la realtà dell’uomo, che non è e non può mai essere soltanto quella di un corpo fisico. La medicina ufficiale risulta essere soprattutto un luogo di potere.

Il medico tradizionale si approccia al paziente in modo distaccato, come avesse di fronte soltanto un’entità biologica o organica, su cui si erge il potere della sua conoscenza. Tale approccio risente dell’idea che gli aspetti emotivo-affettivi siano sintomo di debolezza e di limite, mentre la razionalità, anche se portata all’estremo, sia sempre un punto di forza e di potere.

Nella nostra cultura la medicina ha acquisito così tanto prestigio e potere perché esiste l’idea fondamentale che la malattia sia come un nemico terribile da combattere in ogni modo, e la morte sia una realtà inaccettabile. Di fronte alla possibilità di morte si solleva spesso l’accanimento terapeutico. Il corpo umano diventa terreno di inauditi interventi medici, senza alcun rispetto per la condizione inaccettabile e non auspicabile in cui il malato deve soggiacere.
Secondo Thomas si tratta di un problema che pone di fronte la questione del potere della medicina:
“Non è infrequente… il caso di morenti trattati in pura perdita, messi sotto ossigeno, sotto ipodermoclisi, sostenuti con sovradosi di farmaci a tal punto che si è parlato di “morte rubata”… E’ la questione di dove iniziano i diritti del malato, dove cessa il potere del medico?” (5)

All’interno di un sistema che ci vede come numeri, anche il nostro corpo acquisisce caratteristiche che lo estraniano dal resto del nostro essere. Come spiega il medico e ricercatore Alberto Malliani:
“La produzione che crea bisogni, spesso nuovi ed assurdi, è il buco nero più cupo di questo momento della nostra civiltà. La qualità della vita ne sta già subendo un processo di frantumazione di natura puramente meccanicistica… la medicina, naturale spettatrice di morte, ad essa rimane estranea poiché la morte non appartiene a nessuna delle due realtà, altamente produttive, che in essa confinano… tra medicina e solidarietà vi è talora un divergere abissale. Soprattutto quando la solidarietà implica decisioni economiche di tipo involutivo… In sostanza, analizzare l’apparato medico al di fuori del “business” che esso rappresenta è astrazione irreale”. (6)

La morte, nel settore medico è considerata all’interno della logica del sapere che dà potere: se si raggiungono determinate conoscenze si trionfa sulla malattia e si annulla la morte.
In realtà questa prospettiva risente delle dissociazioni tipiche della nostra cultura.
Ad esempio, osserva Louis Vincent Thomas, esistono tranelli volti ad isolare un fatto o un problema dal contesto, impedendo la possibilità di acquisire una visuale più vasta per capire veramente il problema:
“Ogni individuo confrontato con un’istituzione è oggetto di una designazione che lo definisce nell’ambito di un sistema chiuso, nel rispetto di un codice socialmente imposto e facendo astrazione della sua esistenza personalizzata. Per esempio, la cartella medica che segnala un’ulcera gastrica non ha nulla a che fare col contesto socio-culturale che ne è forse la causa profonda. Lo scolaro schedato come “individuo ad alto rischio” è reperito a causa del pericolo sociale che rappresenta e non perché si corra ad aiutarlo nel suo profondo e angoscioso sconforto. Si potrebbero moltiplicare gli esempi all’infinito, in un mondo in cui si tende a generalizzare i test e i controlli medici, l’investigazione e la “schedatura”. Col progresso dell’informatica, quando il linguaggio del potere verrà totalmente cifrato, fra non molto, saremo solo dei numeri, il che esprimerà perfettamente la condizione di oggetti… di cui si gestisce la vita… Più che mai il corpo è un prodotto sociale!... strumento e oggetto del consumo. I mass media s’incaricano di orchestrare il ricatto alla qualità della vita per suscitare nuove necessità esaltando sempre nuovi modelli di salute, di bellezza, di comfort e di piaceri… ognuno insegue, nella frenesia del consumo, un ideale di corpo standardizzato, lungo, sottile, abbronzato. Per non parlare della commercializzazione che considera il corpo come una merce! Esposto, venduto, consumato, trascinato e manipolato, il corpo ha fatto la fortuna di tutte le aziende che vivono grazie allo sport, all’erotismo e alla pornografia.” (7)

Chi ha potere vuole esercitarlo anche sul corpo, vuole mandare in guerra, torturare oppure creare un sistema di controllo sul corpo. Esercitare potere significa anche influire sul senso della vita, su come i sudditi vivranno la loro vita: su quanta vita avranno, quanto saranno “vivi” o quanto e come trascineranno la loro morte chiamandola “vita”.

Nella società medicalizzata anche la morte non è più un fatto privato. Da un lato l’evento morte non fa parte della cultura mediatica, in cui appare la bellezza, la gioventù e il piacere immediato, dall’altro la morte diventa evento medicalizzato.
Nei mass media non si tratta la morte ma si mostrano i morti. Spiega lo studioso Gianfranco Bettetini:
“Le immagini dei mass media si impadroniscono spesso della morte come di un accadimento imprevedibile, ne privilegiano gli aspetti violenti e ne trascurano il valore di progetto ineluttabile… La morte nei mass media, soprattutto in quelli che si servono dell’immagine, corre il rischio di essere considerata solo come un nemico tanto spaventoso e potente, che gli stessi modi di combatterlo o di esorcizzarlo si rivelano come iscritti nelle sue stesse logiche. La società contemporanea e i suoi mezzi di comunicazione iconica sembrano concedersi alla sua forza, quando scelgono la via di guardarla nella sua agghiacciante esteriorità, quando fingono di possederla attraverso le sue sconvolgenti rappresentazioni. Questa morte, non considerata affatto come partner (né, tanto meno, come “sorella”), non interrogata nei suoi valori vitali, si distribuisce nei canali dello spettacolo contemporaneo, oscillando fra la banalizzazione della quantità e l’orrore dello scoop, del colpo di scena. L’informazione di massa gioca con la morte una delle sue partite più tragiche e, purtroppo, socialmente più legittimate… Sembra che il cinema e la televisione abbiano mutuato i loro modelli di morte dal melodramma, dove si muore quasi sempre per cantare, per modulare l’ultimo respiro in una romanza interminabile… Quasi sempre gli audiovisivi non fanno riferimanto alla morte per porsi nei suoi confronti in una condizione di logica disponibilità, ma per isolarla come evento casuale, come malattia aleatoria”. (8)

La morte, idea ignobile e inquietante nella routine quotidiana, diventa appannaggio della tecnologia, gestita da “esperti”, e sottratta ai vissuti più profondi degli esseri umani.
Paradossalmente, mentre in molte zone del Terzo mondo molti bambini non riescono nemmeno arrivare ai 5 anni, gli scienziati si prodigano a cercare la “ricetta per l’immortalità”. Infatti, la celebre rivista “Nature” ha pubblicato una ricerca del Salk Institute di La Jolla (California), in cui si sostiene l’esistenza di un “gene della longevità”. In passato altri ricercatori avevano parlato della “molecola della longevità”. Addirittura, nel 2006, la Geron corporation annunciò la produzione di due possibili farmaci in grado di attivare la telomerasi (un processo che attiva un enzima che dovrebbe rigenerare i telomeri, facendo crescere l’aspettativa di vita). Alcuni scienziati però fecero notare che in questi farmaci si nascondeva il pericolo di cancro. In altri prodotti “contro l’invecchiamento” ci sarebbe anche il pericolo di infarto.
Lo storico della Scienza Stephen S. Hall parla di “Merchants of Immortality”, ovvero mercato dell’immortalità, nel cui calderone si trova un po’ di tutto: clonazione, crioconservazione, pillole dietetiche, trattamenti ormonali, ecc.
Hall osserva che il mondo contemporaneo si vuole presentare come capace di sconfiggere la morte e far trionfare la vita, ma non la vita di tutti, soltanto di alcuni. Come scriveva il premio Nobel (sigh!) Alexis Carrel: “Una grande razza deve propagare i suoi migliori elementi. L'eugenetica può esercitare una grande influenza sul destino delle razze civilizzate... L'eugenetica chiede il sacrificio di molti singoli esseri umani".

In conclusione, se il potere, ieri come oggi, si arroga il diritto di uccidere, qual è la novità?
La novità è che oggi viviamo in un mondo in cui oltre il 90% degli abitanti è contro la guerra, e in cui sempre più persone si stanno comportando in modo tale da non permettere ai regimi di avere lo strapotere che avevano in precedenza.
Cosa fanno queste persone? Ad esempio, non comprano prodotti dalle corporation assassine, non si vaccinano, non guardano i programmi-spazzatura della Tv, non votano personaggi corrotti, quando necessario, praticano forme di disobbedienza civile, non accettano il crescente militarismo, si informano da fonti indipendenti, leggono libri di autori indipendenti, cercano di vivere una vita di qualità superiore, moralmente, socialmente e culturalmente, rispetto a quella indotta dal sistema, nei loro giudizi e valutazioni cercano di andare oltre la propaganda, cercano di fare qualcosa per rendere note le nefandezze delle loro autorità, ecc.

Non è vero che siamo costretti a soccombere, lo siamo se scegliamo di esserlo.
Nessuno ci può costringere a fare qualcosa che non vogliamo. Anche la più terribile dittatura non può nulla contro un popolo ribelle.
Come scriveva Albert Camus: “Se una condanna a morte di massa è la caratteristica della condizione umana, la ribellione è la sua controparte.”


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NOTE

1) AA.VV. “La morte oggi”, Feltrinelli, Milano 1985, p. 155.
2) “La Repubblica”, 11 luglio 2008.
3) AA.VV. “La morte oggi”, op. cit., p. 127.
4) AA.VV. “La morte oggi”, op. cit., pp. 127-128.
5) AA.VV. “La morte oggi”, op. cit., p. 122.
6) AA.VV. “La morte oggi”, op. cit., p. 103.
7) AA.VV. “La morte oggi”, op. cit., pp. 126-128.
8) AA.VV. “La morte oggi”, op. cit., pp. 209-211.


PER APPROFONDIRE

AA.VV. “La morte oggi”, Feltrinelli, Milano 1985.
Bakan Joel, "The corporation. La patologica ricerca del profitto e del potere", Fandango, Roma 2004.
Cardini Franco, "Astrea e i Titani. Le lobbies americane alla conquista del mondo", Laterza, Bari 2003.
Chossudovsky Michel, "Globalizzazione della povertà e nuovo ordine mondiale", Ega Editore, Torino 2003.
Chomsky Noam, Foucault Michel, "Della natura umana. Invariante biologico e potere politico", DeriveApprodi, Roma 2005.

Agli albori dell'"operazione scie chimiche": manipolazioni climatiche nel continente africano

http://www.tankerenemy.com/2009/07/agli-albori-delloperazione-scie.html

Agli albori dell'"operazione scie chimiche": manipolazioni climatiche nel continente africano

E' noto come l'emigrazione di indigenti da stati in grave difficoltà economica e sociale o da paesi dilaniati da conflitti interetnici spesso fomentati dalle multinazionali [ma che caspita dici?], costituisca una grave questione di questi ultimi decenni.

Il continente africano, pur afflitto da vari problemi e da squilibri interni, fino agli inizi degli anni ‘70 del XX secolo, era quasi autosufficiente sotto il profilo alimentare [infatti fino al 1970 in Africa non moriva nessuno di fame - professo', ma vai a defecare, va]: l'agricoltura e l'allevamento, anche se spesso praticati con metodi rudimentali, nell'ambito di un'economia di sussistenza, coprivano il fabbisogno interno, senza il ricorso massiccio ad importazioni e senza gli interessati aiuti della criminale F.A.O. e delle organizzazioni "umanitarie". Poi qualcosa cambiò. Siccità sempre più frequenti in Etiopia, in tutto il Sahel ed altrove portarono alla desertificazione di vaste aree, alla morte per sete e per inedia di moltissimi africani. I pascoli diventarono sempre più magri ed il bestiame contribuì ad isterilire altri territori: là dove si estendevano lussureggianti foreste, cominciò ad allargarsi la savana. La savana si impoverì sino a trasformarsi in una landa inospitale ed arida. La scarsità di precipitazioni e l’intenso sfruttamento delle poche zone ancora produttive aggravarono sempre più la situazione.

Per fortuna, intervennero organismi internazionali per risollevare le attività produttive dei paesi poveri: il Fondo monetario e la Banca mondiale prestarono denaro a governanti corrotti per controllare, un po' alla volta, interi stati sempre in più in difficoltà a restituire i capitali con gli interessi. Società statunitensi, canadesi ed europee, che avevano insediato in Africa le loro filiali per promuovere lo "sviluppo economico", si impadronirono presto di ricchi giacimenti minerari e petroliferi nonché di altre risorse. Intanto le industrie belliche vendevano armi a crudeli presidenti-fantoccio ed a generali ambiziosi, scatenando guerre tra etnie che convivevano in stati i cui confini erano stati disegnati artificialmente dai colonialisti, tenendo conto solo della necessità di convogliare le merci in punti strategici (porti fluviali e costieri). Cristiani contro musulmani, cristiani contro animisti, Hutu contro Watussi, movimenti secessionisti contro il potere centrale (Biafra, Katanga) etc.: le ostilità divamparono in ogni dove, con il loro corollario di eccidi, strupri, distruzioni, esodi di massa, epidemie, carestie. Per “arginare” la diffusione di molte malattie, si agì con perniciose campagne di vaccinazione, cui si deve anche la diffusione dell'A.I.D.S. che ha falcidiato e falcidia intere generazioni.

Stando così le cose, i flussi migratori, un tempo contenuti, aumentarono a dismisura: moltitudini di disperati cominciarono ad affluire verso l'Europa, attratti dal miraggio di una vita migliore o per fuggire dalla miseria, dalle stragi, dalle vessazioni di esecutivi autoritari. Le nazioni europee si trovarono a dover fronteggiare i numerosi problemi collegati all'immigrazione sia legale sia clandestina.

Bisogna a questo punto chiedersi: lo scenario appena tratteggiato fu casuale, dovuto solo a variazioni naturali del clima o qualcuno operò affinché circostanze critiche deflagrassero? In un pianeta dove le élites orchestrano operazioni su vasta scala, giocando con i destini dei popoli, è difficile pensare che i cambiamenti climatici all'origine, insieme con altre cause e concause, della crisi alimentare africana, furono un fenomeno del tutto naturale. Si può ipotizzare che i neo-colonialisti, che controllano altresì il mercato delle materie prime, siano ricorsi a manipolazioni dei fenomeni atmosferici per determinare rovinose e prolungate siccità, da cui, poi, con un effetto domino, sono scaturite tutte le altre instabilità. D'altronde se già con successo l'esercito statunitense, durante la guerra del Vietnam, impiegò armi chimiche per indurre piogge torrenziali che causarono enormi difficoltà ai Vietcong, perché escludere un intervento di guerra climatica nel continente africano per conseguire scopi di controllo economico e demografico? Ex chaos ordo.

Il pur controverso David Icke ha il merito di aver volgarizzato una dialettica para-hegeliana utile non solo per comprendere alcuni avvenimenti del nostro martoriato mondo, ma a volte anche per prevederne gli sviluppi.[1] La triade para-hegeliana si basa sull'articolazione di problema-reazione-risoluzione. Il problema (determinato ad hoc, ossia creato in modo del tutto artificiale) è costituito dalla carestie in Africa; la reazione coincide con lo sradicamento di interi gruppi umani e con i loro spostamenti; la gamma delle "risoluzioni" comprende l'introduzione di cereali geneticamente modificati per “sopperire” alle esigenze produttive, l'erogazione di prestiti con cui rapidamente si sono strangolate e soggiogate intere nazioni, l’imposizione, per opera di organismi esteri, di politiche "liberiste" volte a ridurre in modo drastico le spese sociali affinché i paesi indebitati possono versare gli interessi ai creditori, la cessione di ampie zone forestali (con grave danno per la flora e la fauna) a società minerarie straniere... Alla fine, sebbene molti stati africani siano de iure sovrani, sono diventati del tutto dipendenti dai fondi e dai sussidi alimentari generosamente elargiti dai istituzioni (inclusa la Chiesa cattolica) e governi occidentali: il tutto è avvenuto con la complicità delle classi dirigenti africane, composte da individui avidi e spregiudicati, scelti o rimossi in base ai programmi ed alle necessità dei burattinai. Si è creata una spirale perversa a base di debiti insolvibili, di devastazioni ambientali, epidemie, movimenti migratori incontrollati... : è un vortice in cui sta per essere risucchiato anche il mondo cosiddetto sviluppato, con la sua sfrontata opulenza e le sue fragili certezze.


[1] E' qui doveroso segnalare l'articolo di Corrado Penna, intitolato Cosa si nasconde dietro i libri di David Icke?, 2009. Con sguardo acuto ed argomenti persuasivi, Penna mette in luce le contraddizioni del noto saggista, soffermandosi sulla superficialità con cui è affrontato il cardinale tema delle scie chimiche. Nota Penna: “L''autore si dilunga a parlare di antenne, H.A.A.R.P., manipolazione e controllo mentale in maniera molto simile a come ne parliamo noi, ma quelle due paginette sulle scie chimiche sono concepite come una piccola appendice alla trattazione (molto più ampia) circa la questione delle onde elettromagnetiche e l'autore si limita ad affermare che chi ci governa sta aggiungendo particolato metallico per ottimizzare la trasmissione di segnali per il controllo mentale che operano su particolari frequenze. In queste due paginette, si trova appena una riga e mezzo per descrivere genericamente il morbo di Morgellons, mentre non si trova alcun accenno ai nanosensori ed alle ricerche della dottoressa Staninger".




posted by Zret

U.F.O. a Sanremo, ieri ed oggi

Ma tutti questi fenomeni strani succedono sempre a Sanremo?

http://zret.blogspot.com/2009/07/ufo-sanremo-ieri-ed-oggi.html
http://sciechimiche-sanremo.blogspot.com/2009/07/ufo-sanremo-ieri-ed-oggi.html


U.F.O. a Sanremo, ieri ed oggi

Come è noto i fenomeni ufologici, per quanto molto più frequenti in questi ultimi decenni, non sono peculiari della nostra epoca: infatti non mancano testimonianze e resoconti che risalgono all’antichità, al Medioevo ed all’età moderna (Basilea, Norimberga) in cui sono descritti clipei, (letteralmente "scudi") travi infuocate, globi, strane "stelle". Sia in alcune opere d'arte sia in testi letterari e cronache sono effigiati o ricordati fenomeni aerei anomali.


Ieri

Nel 1627 a Sanremo furono avvistate "luci fantasma", ripetutamente tra giugno ed ottobre. Le luci furono viste presso l’allora convento dei Cappuccini che sorgeva nell'area attualmente occupata dal solettone e dalla stazione delle autolinee, a ridosso di Piazza Cristoforo Colombo.

Erano bagliori che comparivano nelle ore notturne, con un aspetto simile a grandi torce e dalla luminosità molto intensa. Il fenomeno convinse la diocesi di Albenga, da cui allora dipendeva Sanremo, in seguito ad una precisa richiesta di papa Urbano VIII (1623-1644) cui era giunta notizia dei fatti, a svolgere un'indagine attraverso questionari distribuiti a tutte le persone - pare fossero migliaia - che avevano notato quelle luci. Tutti confermarono l’avvistamento, ma non si addivenne ad una spiegazione.


Oggi

Sempre a Sanremo, Il 29 maggio 2009, alle ore 21.00, è stata ripresa una sfera che si muoveva da Nord-Ovest verso Sud-Est a circa due chilometri in linea d'aria dal punto di osservazione. L'oggetto ha sorvolato il centro della città per poi scomparire all'improvviso. Qualche giorno prima si era verificato un evento simile.

Il 30 maggio 2009 alle ore 21.30 circa abbiamo avvistato un oggetto dall'apparenza sferoidale che stazionava sopra il crinale di una montagna nell'immediato entroterra della città: la luce, di colore bianco azzurrognolo e pulsante, dopo circa 25 minuti, ha cominciato a scendere per sparire, infine, dietro lo spartiacque montano.

Il 15 luglio, sulla verticale del litorale ligure hanno stazionato per alcune ore due sfere luminose, distanti tra loro diverse centinaia di metri. Gli oggetti non identificati sono quindi improvvisamente scomparsi alla vista, così come erano apparsi.

Nei vari casi, le sfere hanno mostrato colori cangianti, bianco-dorato, celeste o verde chiaro.

Anche il 26 luglio 2009, verso le 21.15, è stato filmato un globo brillante che ha incrociato sopra il litorale: dopo un paio di minuti, è scomparso, come se si fosse dissolto.

Di che cosa si tratta? Sono ordigni extraterrestri? Entità di luce ultradimensionali? Sonde aliene?

N.B. In testa all'articolo alcuni fotogrammi. Il filmato con i principali avvistamenti verrà inserito quanto prima.

Fonte:

B.M., Avvistato un altro U.F.O. nei cieli di Sanremo, 2009