L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

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Wednesday, July 13, 2011

Ur

http://zret.blogspot.com/2011/07/ur.html

Ur

Siamo (non tutti) esseri celesti? Sparse briciole linguistiche sembrerebbero accreditarlo. Ur è uno dei più antichi centri sumeri. “Ur “dovrebbe valere appunto “città”. Le città mesopotamiche (e non solo) progettate e costruite, seguendo canoni simbolici, erano uno specchio del cielo. Il loro cuore era lo ziqqurat, il tempio-osservatorio, pinnacolo puntato verso il firmamento stellato. Fu la nostalgia di una cultura già decaduta quando sbocciò.

Da Ur dei Caldei – alcuni contestano l’identificazione con la città mesopotamica – proveniva Abraham, il sumero progenitore (mitico?) di genti medio-orientali. L’Oriente è l’origine: la radice vale “sorgere”. E’ un’alba di civiltà remote, la cui ascendenza è forse uranica. Il cielo quindi è la patria, perduta. Non lo si intenda tanto in senso letterale, ma come “luogo” del principio anteriore alla caduta. Sebbene gli etimologisti rifiutino il legame, il tedesco "Ur", originario, antico, ancestrale, potrebbe conservare una parentela con il sumero. Il nucleo semantico è lo stesso di Oriente, da orior, sorgere. Che cos’è la città, se non il nascimento di un popolo? Ecco l’urbe e l’Urbe. Si suppone che “urbs” sia connesso al latino “orbis”, mondo, globo ed anche cerchio. Roma fu città quadrata, ma nel quadrato si può inscrivere in un cerchio, figura della perfezione. Quadrato e cerchio: terra e cielo. Atlantide, invece, l’archetipo urbanistico, ebbe pianta circolare con tre canali concentrici attorno agli insediamenti. Inoltre la città è un mondo, un cosmo con i suoi punti cardinali, i quarti, gli assi, il centro. Una ruota cosmica è adombrata nell’icnografia urbana.

Erano un tempo i sacerdoti a delimitare il perimetro di una città, a stabilire i riti di fondazione, a sacralizzare uno spazio, il templum, che rispecchiava un settore del cielo. Gli ierofanti interpretavano la volontà dei Celesti.

La sorgente delle lingue è presumibilmente unica, anche se ne scaturirono molti ruscelli e fiumi i cui corsi si sono diramati assai lontano dalla scaturigine. Così il sumero Ur, il germanico “ur”, il morfema "or", nascere, il latino urbs… potrebbero discendere da una stessa voce.

Quanto diversa è la città antica da quella odierna! Un tempo i confini di un’urbe erano sacri, invalicabili, oggi le città sono tentacolari, fagocitano l’esterno, dopo aver digerito sé stesse. Del cielo, di cui erano un’icona, un riflesso nelle armonie e nelle prospettive, non è rimasto nulla: gli sguardi sono chini verso il basso ed una giungla di edifici lo scherma, mentre venefici serpenti lo attraversano. Il vero cielo poi non è quello sopra di noi: la volta è solo un simulacro dell’Empireo.

Scrivono A. Anzaldi e L. Bazzoli: “Urano è il cielo, bello, lontano misterioso. … Evoca la tendenza alla solitudine. Urano può essere inteso come Spazio, laddove Saturno è il Tempo”.

L’eco stessa di Urano (greco Οὐρανός), primordiale dio degli spazi siderei, il cui nome vale “firmamento”, oggidì è imprigionata nei giacimenti del metallo denominato “uranio”. [1] Tragico destino che il fecondo soffio celeste si sia corrotto in un vento radioattivo, che la vita si sia tramutata in morte.

[1] Il nesso etimologico tra l’ellenico Οὐρανός e l’indiano Varuna è in genere rifiutato dai linguisti che non sono concordi sul significato dalla base da cui deriva il nome del dio, “wer “, coprire, o “uer”, legare.



Tuesday, July 28, 2009

U.F.O. a Sanremo, ieri ed oggi

Ma tutti questi fenomeni strani succedono sempre a Sanremo?

http://zret.blogspot.com/2009/07/ufo-sanremo-ieri-ed-oggi.html
http://sciechimiche-sanremo.blogspot.com/2009/07/ufo-sanremo-ieri-ed-oggi.html


U.F.O. a Sanremo, ieri ed oggi

Come è noto i fenomeni ufologici, per quanto molto più frequenti in questi ultimi decenni, non sono peculiari della nostra epoca: infatti non mancano testimonianze e resoconti che risalgono all’antichità, al Medioevo ed all’età moderna (Basilea, Norimberga) in cui sono descritti clipei, (letteralmente "scudi") travi infuocate, globi, strane "stelle". Sia in alcune opere d'arte sia in testi letterari e cronache sono effigiati o ricordati fenomeni aerei anomali.


Ieri

Nel 1627 a Sanremo furono avvistate "luci fantasma", ripetutamente tra giugno ed ottobre. Le luci furono viste presso l’allora convento dei Cappuccini che sorgeva nell'area attualmente occupata dal solettone e dalla stazione delle autolinee, a ridosso di Piazza Cristoforo Colombo.

Erano bagliori che comparivano nelle ore notturne, con un aspetto simile a grandi torce e dalla luminosità molto intensa. Il fenomeno convinse la diocesi di Albenga, da cui allora dipendeva Sanremo, in seguito ad una precisa richiesta di papa Urbano VIII (1623-1644) cui era giunta notizia dei fatti, a svolgere un'indagine attraverso questionari distribuiti a tutte le persone - pare fossero migliaia - che avevano notato quelle luci. Tutti confermarono l’avvistamento, ma non si addivenne ad una spiegazione.


Oggi

Sempre a Sanremo, Il 29 maggio 2009, alle ore 21.00, è stata ripresa una sfera che si muoveva da Nord-Ovest verso Sud-Est a circa due chilometri in linea d'aria dal punto di osservazione. L'oggetto ha sorvolato il centro della città per poi scomparire all'improvviso. Qualche giorno prima si era verificato un evento simile.

Il 30 maggio 2009 alle ore 21.30 circa abbiamo avvistato un oggetto dall'apparenza sferoidale che stazionava sopra il crinale di una montagna nell'immediato entroterra della città: la luce, di colore bianco azzurrognolo e pulsante, dopo circa 25 minuti, ha cominciato a scendere per sparire, infine, dietro lo spartiacque montano.

Il 15 luglio, sulla verticale del litorale ligure hanno stazionato per alcune ore due sfere luminose, distanti tra loro diverse centinaia di metri. Gli oggetti non identificati sono quindi improvvisamente scomparsi alla vista, così come erano apparsi.

Nei vari casi, le sfere hanno mostrato colori cangianti, bianco-dorato, celeste o verde chiaro.

Anche il 26 luglio 2009, verso le 21.15, è stato filmato un globo brillante che ha incrociato sopra il litorale: dopo un paio di minuti, è scomparso, come se si fosse dissolto.

Di che cosa si tratta? Sono ordigni extraterrestri? Entità di luce ultradimensionali? Sonde aliene?

N.B. In testa all'articolo alcuni fotogrammi. Il filmato con i principali avvistamenti verrà inserito quanto prima.

Fonte:

B.M., Avvistato un altro U.F.O. nei cieli di Sanremo, 2009