L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

http://indipezzenti.blogspot.ch/

https://www.facebook.com/Task-Force-Butler-868476723163799/

Sunday, September 27, 2009

Microchip e controllo mentale

http://novoordo.blogspot.com/2009/09/microchip-e-controllo-mentale.html

Microchip e controllo mentale

Ho parlato in passato di controllo mentale e microchip, per esempio in questo post. Segnalo ora un articolo apparso nel 2000 ma ancora (o meglio sempre più) attuale:

Microchip Implants, Mind Control, and Cybernetics
by Rauni-Leena Luukanen-Kilde, MD Former Chief Medical Officer of Finland

Una traduzione si può trovare sul blog Stati di percezione a questo link:

Microchip, controllo mentale... Psichiatria e DSM

Alcuni estratti:

(...)
I primi impianti cerebrali furono inseriti chirurgicamente nel 1974, nello stato dell'Ohio, Stati Uniti, e anche a Stoccolma, in Svezia.
Elettrodi cerebrali furono inseriti nei crani di bambini, nel 1946, senza che i genitori ne fossero a conoscenza. Negli anni ’50 e ’60, impianti elettrici furono inseriti nel cervello di animali e umani, soprattutto negli Stati Uniti, durante le ricerche sulla modificazione del comportamento, e sul funzionamento del cervello e del corpo.
Metodi di controllo mentale furono usati nel tentativo di cambiare il comportamento umano e i suoi atteggiamenti. Influenzare il funzionamento del cervello divenne un obiettivo importante dei sevizi segreti e militari.

Trent'anni fa impianti cerebrali risultarono, ai raggi X, misurare 1 cm. Impianti successivi si rimpicciolirono fino ad essere grandi come un chicco di riso. Erano fatti di silicio, e quelli successivi persino di arsenioferrite. Oggi sono abbastanza piccoli da poter essere inseriti nel collo o nella schiena, e anche per via indovenosa in diverse parti del corpo, durante operazioni chirurgiche, con o senza il consenso del soggetto. È ormai quasi impossibile rintracciarli o rimuoverli.

È tecnicamente possibile inserire ad ogni neonato un microchip che potrebbe dunque servire per identificare la persona per il resto della sua vita.
Simili piani sono stati discussi segretamente negli Stati Uniti, senza nessuna esposizione delle questioni relative alla privacy.

In Svezia, il Primo Ministro Olof Palme, diede il permesso, nel 1973, di inserire impianti nei detenuti, e l'accertamento dei dati dell'ex direttore generale Jan Freese, rivelò che a pazienti di case di riposo erano stati messi degli impianti alla metà degli anni ’80.
La tecnologia fu rivelata nel rapporto statale svedese del 1972/74 “Statens Officiella Utradninger” (SOU).

Gli esseri umani con impianti possono essere seguiti ovunque.
Le funzioni cerebrali possono essere monitorate a distanza dai supercomputers e persino alterate mediante il cambiamento delle frequenze. Cavie di esperimenti segreti sono state detenuti, soldati, malati di mente, bambini portatori di handicap, audiolesi e ciechi, omosessuali, donne single, anziani, scolari e qualsiasi gruppo di persone considerato “marginale” dalle élites di sperimentatori.
Le esperienze pubblicate, dei detenuti della prigione statale dello Utah, ad esempio, sono shockanti.

Gli attuali microchips agiscono mediante onde radio a bassa frequenza che li rendono rintracciabili. Con l'aiuto dei satelliti, le persone con gli impianti possono essere rintracciate ovunque nel globo.
Questa tecnica fu tra quelle testate nella guerra in Iraq, secondo il Dr. Carl Sanders, che ha inventato l'interfaccia biotico (IMI- Intelligence-manned interface), che viene iniettato alle persone. (Già durante la Guerra in Vietnam, ai soldati veniva iniettato il Rambo Chip, ideato per aumentare il flusso di adrenalina nel sangue.)
(...)

Articolo completo QUI.

Attenti al fluoro

http://semprevigili.blogspot.com/2009/09/attenti-al-fluoro.html

Attenti al fluoro

Fluoroprofilassi e fluorizzazione delle acque
di Massimiliano Benevene

“Sono spaventato dalla prospettiva di utilizzo dell’acqua come veicolo di farmaci. I fluoruri sono corrosivi veleni che produrranno seri effetti a lungo termine. Ogni tentativo di utilizzare l’acqua a questo scopo è deplorevole.” - Dr. Charles Gordon Heyd, ex Presidente della American Medical Association. [1]
Asserzioni forti come questa sono solo un esempio di quanto numerosi ed autorevoli ricercatori, odontoiatri, associazioni mediche, sostengono da tempo contro la controversa pratica della fluorizzazione delle acque ad uso domestico.
Il fluoro è un alogeno (come il cloro), ed è il più elettronegativo degli elementi, reagisce perciò facilmente con la maggior parte di essi; è un gas biatomico tossico, corrosivo e di odore penetrante. Si trova in natura nei minerali fluorite, criolite e apatite; inoltre, sotto forma di fluoruri, si trova nelle acque, negli organismi vegetali, e nello scheletro e nei denti degli animali [2]. E’ alla base di gas nervini come il Soman ed il Sarin.
Dal 1945, quando venne sperimentata l’addizione di fluoro nelle acque potabili di Newburgh (stato di New York) [3], si è progressivamente diffusa questa pratica il cui scopo dichiarato è quello di prevenzione delle carie nella popolazione. Oggi è praticata in numerosi Paesi, tra cui USA, Australia ed alcune zone in Gran Bretagna. E’ proibita in Belgio, Danimarca, Olanda e Francia, in Spagna e Germania ogni decisione è rimessa alle autorità locali, in Italia non esiste una legge specifica a riguardo. [4]
Queste poche informazioni già permettono di capire quanto si tratti di una questione complessa, e interessante a quanto pare. Cerchiamo di capire meglio.
Il beneficio della fluoroprofilassi, ossia dell’uso di dentifrici contenenti fluoruri (tipicamente fluoruro di sodio, monofluorofosfato di sodio o fluoruro stannoso) o nel caso dei bambini nell’assunzione di fluoro via tavolette o gocce, consistono essenzialmente nella formazione di uno smalto più resistente agli attacchi acidi demineralizzanti. Ma la distinzione tra uso locale, come nel caso dei dentifrici (purché non ingeriti!), ed uso sistemico, come nel caso delle tavolette o dell’acqua “fluorizzata” non è banale. L’assorbimento complessivo è infatti ben diverso nei due casi. Perché un eccessivo assorbimento di fluoro è tanto dannoso da spingere Belgio ed India a bandire non solo la fluorizzazione delle acque, ma anche chewing-gum , compresse e gocce?
Perché esso provoca fluorosi, che si manifesta con denti screziati, decolorati, macchiati fino a significative erosioni dello smalto stesso (vedi http://www.fluoride.org.uk/picture_gallery/fluorosis.html ). Ma non solo.
Ecco un estratto delle conclusioni del Rapporto Natick, città del Massachusetts, USA:
1) Il fluoruro ha effetti negativi sul sistema nervoso centrale, determina alterazioni comportamentali e deficit cognitivi. Questi effetti sono stati osservati a dosi di assunzione effettivamente riscontrate in alcuni cittadini negli USA. C’è buona evidenza (scientifica) che il fluoruro è un neurotossico dello sviluppo, ad indicare che ha effetti sul sistema nervoso del feto in sviluppo a dosi che non sono tossiche invece per la madre. Tale neurotossicità si manifesterà come ridotto quoziente intellettivo ed alterazioni comportamentali.
2) La fluorizzazione dell’acqua è chiaramente correlata all’aumento delle fratture all’anca in persone oltre i 65 anni, sulla base di due recenti studi epidemiologici.
3) Alcuni adulti sono ipersensibili anche a ridotte quantità di fluoruro, inclusa quella contenuta nell’acqua fluorizzata.
4) L’impatto del fluoruro sulla riproduzione umana alle dosi ricevute dalla semplice esposizione ambientale è fonte di seria preoccupazione: un recente studio epidemiologico mostra una correlazione tra la diminuzione annuale del tasso di fertilità negli esseri umani ed aumento di fluoruri nell’acqua da bere.
5) Bioanalisi sugli animali suggeriscono che il fluoruro è carcinogeno, specialmente per tessuti quali ossa (osteosarcoma) e fegato. Il potenziale carcinogenetico è supportato dalla geno-tossicità e della proprietà farmacocinetiche del fluoruro. Studi epidemiologici sugli esseri umani a riguardo sono ad oggi (il rapporto è del 1997) non decisivi, ma nessun appropriato studio su larga scala è stato condotto.
6) Il fluoruro inibisce o altera l’azione di una lunga lista di enzimi importanti per il metabolismo, la crescita, la regolazione cellulare.
Questa commissione ha raggiunto la ferma conclusione che i rischi di sovraesposizione al fluoruro superano di gran lunga ogni attuale beneficio della fluorizzazione dell’acqua.” [5]
Determinare il quantitativo di fluoruri assunti attraverso cibi e bevande, o la semplice esposizione ambientale non è cosa semplice, ma due fatti sono indubitabili: l’aumento della presenza di composti tossici del fluoro sulla crosta terrestre quali residui di numerosi processi industriali; ed il fatto che il fluoro viene accumulato nel tessuto osseo nel corso dell’intera vita di ciascuno di noi. [6]
Tant’è che è l’UNICEF stessa a dichiarare “per decenni abbiamo creduto che il fluoro in piccole dosi non avesse effetti collaterali sulla salute. Ma sempre più scienziati stanno seriamente mettendo in discussione i benefici del fluoro, anche in piccole quantità” [7]
Per giunta i prodotti chimici utilizzati per la fluorizzazione dell’acqua non sono ad elevata purezza, come i prodotti farmaceutici di qualità, piuttosto sono sottoprodotti delle lavorazioni dell’alluminio e dei fertilizzanti perciò contenenti elevate concentrazioni di tossine e metalli pesanti quali arsenico piombo e cromo. Tutti notoriamente carcinogeni. [8]
Ricapitolando: gli effetti negativi dell’eccessivo assorbimento di fluoro sono sconcertanti, molteplici ed a lungo termine; non sembra sia possibile stabilire un “dosaggio di sicurezza” viste le numerose fonti di esposizione al medesimo, la correlazione con numerosi altri fattori (ad esempio in persone con carenze nutrizionali, specialmente di calcio e vitamina C, i rischi sono più alti anche per piccole assunzioni [9]) , e l’eventuale ipersensibilità di alcuni; tuttavia in numerosi paesi si aggiunge fluoro alle acque potabili [10], per giunta da fonti chimiche impure, in quantità inferiore ad 1,5 mg/litro come stabilito dall’OMS.
Meraviglioso.
Credo a questo punto sia superfluo far notare che se anche non esistessero tanti rischi in relazione alla fluoroprofilassi, pensare di veicolare un medicamento attraverso l’acqua potabile, di cui ognuno peraltro utilizza quantitativi differenti, sarebbe comunque una pratica indecente. Non trovate anche voi?
Si intuisce anche la vastità degli interessi economici insiti nella fluorizzazione: anziché spendere denaro nel costoso smaltimento di rifiuti altamente tossici come i fluoruri, industrie quali le produttrici di fertilizzanti vengono pagate per fornirlo ai gestori delle acque delle aree in cui è praticata. Un efficiente riciclaggio direi…
Va da sé che per alcuni tra gli scienziati che si sono opposti presentando evidenti prove sperimentali non sono mancate le ritorsioni. Un ottimo esempio è quello della dott.ssa Mullenix [Ph.D. alla Harvard University] che condusse ricerche altamente rivelatrici sulla neurotossicità dei fluoruri: “[…] nel 1994, dopo aver perfezionato la sua ricerca e le sue scoperte il Dr. Mullenix presentò i suoi risultati al Journal of Neurotoxicology and Teratology (Giornale di Neurotossicologia e Teratologia (studio delle malformazioni congenite)), considerata forse la più autorevole pubblicazione al mondo in questo campo. Tre giorni dopo che essa annunciò felicemente al Forsyth Institute (istituzione statunitense per la ricerca e l’educazione orale presso cui lavorava e che le aveva commissionato lo studio, NdT) che il suo lavoro era stato accettato per la pubblicazione su tale giornale, venne licenziata. Ciò che seguì fu la completa eliminazione di tutte le borse di studio ed i fondi per tutte le ricerche della Mullenix. Ciò che questo significa nel mondo ‘a cervello sinistro’ della ricerca scientifica, alimentato da borse di studio governative e capitali delle corporazioni, è l’equivalente di una sepoltura accademica. La sua lettera di licenziamento dal Forsyth Institute asserisce quale motivazione che il lavoro della Mullenix non era ‘correlato ai denti’ [La ricerca sui fluoruri non correlata ai denti??]. Il direttore dell’istituto affermò, a detta della Mullenix, che ‘essi non consideravano la sicurezza o la tossicità del fluoruro come il loro tipo di scienza’. Certamente, una logica domanda si pone da sé a quest’ultima affermazione: perché allora alla Dr. Mullenix venne assegnato lo studio sulla tossicità del fluoruro se questo non era il ‘loro tipo di scienza’ ?.
Successivamente fu continuamente incitata sia dal Forsyth che dall’NIH (Istituto Nazionale per la Salute, USA) circa l’identità del giornale che era in procinto di pubblicare le sue ricerche. Lei disse al WINDS (il sito World Internet News Distributary Source, da cui è estratto questo brano, NdT) che si rifiutò di rivelare tale informazione perché sapeva che lo scopo delle continue interrogazioni era di permetter loro di tentare di impedirne la pubblicazione.
Quasi immediatamente dopo il suo licenziamento, disse la Dr. Mullenix, il Forsyth Institute ricevette fondi per un quarto di milione di dollari dalla Colgate. Coincidenza o compenso?
Le sue ricerche dettagliavano chiaramente gli effetti del fluoruro sullo sviluppo pre- e post natale. Dosi somministrate prima della nascita davano luogo a marcata iperattività nella prole. La somministrazione post nascita determinava nei topi infanti quella che la Dr. Mullenix chiama ‘sindrome da teledipendente’ – un malessere o assenza di iniziativa ed attività (si noti che a parità di concentrazione di fluoruri nel plasma sanguigno i topi sono più resistenti ai medesimi degli esseri umani, NdT). E’ più che sufficiente osservare il numero di bambini cui viene somministrato il Ritalin (vedi http://www.disinformazione.it/adhd3.htm) come trattamento per la loro iperattività per trarre le logiche correlazioni.
In seguito al suo licenziamento la strumentazione e i computer della scienziata, progettati espressamente per i suoi studi, vennero misteriosamente danneggiati e distrutti da una perdita d’acqua prima che lei potesse rimuoverli dal Forsyth Institute. Coincidenza?
E’ divenuto chiaro a persone come la Dr. Mullenix ed altri, che il denaro, non la verità, guida la scienza – anche a spese della salute e delle vite dei cittadini della nazione.” [11]
Tornando in Italia per quanto riguarda le acque minerali non c’è ancora un limite fissato al contenuto in fluoro, al più acque che ne contengono oltre 1 mg/litro ‘possono’ riportare sull’etichetta l’indicazione ‘fluorata’. Vedi http://www.odontopage.it/File-zip/Fluoro.htm per un elenco del contenuto in fluoro di alcune acque minerali. Per le acque potabili il limite superiore da rispettare è quello raccomandato dall’OMS, 1,5 mg/litro.
Non so voi, ma personalmente mi sento fortemente motivato a non usare dentifrici al fluoro, ad evitare acque minerali fluorate, né ho la benché minima intenzione di dare ai miei eventuali futuri figli gomme o tavolette al fluoro. E naturalmente auspico una decisione legislativa chiara in merito anche per l’Italia.
Per completezza aggiungerei, per chi si chiedesse se è possibile eliminare il fluoro contenuto nell’acqua del rubinetto, che la risposta è si: applicando un filtro ad osmosi inversa, reperibile in commercio nella categoria filtri per la purificazione dell’acqua; generalmente abbattono il fluoro fino al 90% del contenuto originale, ma attenzione, alcuni di questi filtri, invece, sono progettati appositamente per lasciar passare inalterato il fluoro, a beneficio dei nostri denti…
Questo articolo non pretende certo di essere esaustivo dell’annosa questione trattata. Ci sono molti altri, interessantissimi aspetti storici che non ho nemmeno citato. Per chi volesse approfondire suggerisco questa lettura: http://www.dentrolanotizia.com/n/n38.php.

Massimiliano Benevene.

Fonti:
[1] – da www.nofluoride.com
[2] – da http://web.romascuola.net/itaer/vaula/chimica/fluoro.htm
[3] – da http://www.nofluoride.com/a_bomb_%26teeth.htm
[4] – da Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee (1999/C 370/173)
[5] – The Natick Report. Findings, Conclusion, and Recommendations of the Natick Fluoridation Study Committee, 27 September, 1997


[6] - The significance of age-dependent fluoride accumulation in bone in relation to daily intake of fluoride, P. Wix and S.M. Mohamedally, London, England. From Polytechnic of the South Bank, Dept. of Biology and Food Science, 103 Borough Road, London SEI OAA. Presented at the Tenth Conference of the I.S.F.R. in Oxford, England, Sept. 16 - 19, 1979.
[7] – da www.nofluoride.com
[8] – ibidem
[9] - Marier JR.
(1977). Some current aspects of environmental fluoride. Sci Total Environ 8(3):253-65.
[10] – The "Fuzzy Math" of Fluoride Promotion, Paul Connett, PhD, co-fondatore de
Fluoride Action Network e professore di Chimica, St. Lawrence University, Canton, NY.
[11] – da http://www.fluoride.org.uk/infodocs/f10.html

Un tour a Village Negro (articolo di M.B.)

Cosa mi sono perso. Ho vissuto da quelle parti per 9 anni e non mai visto un UFO.

http://zret.blogspot.com/2009/09/un-tour-village-negro-articolo-di-mb.html

Un tour a Village Negro (articolo di M.B.)

Pubblico le efficaci note di viaggio stilate da un sodale che si è recato, insieme con altri due amici, nella contrada Village Negro, non distante da Col de Vence, dipartimento delle Alpi Marittime. Vence ed i suoi dintorni sono noti tra gli ufologi per gli avvistamenti di sfere luminose e poiché si sospetta che, nella zona, sia ubicata una base militare sotterranea. La ricognizione in loco si è conclusa, senza aver potuto immortalare globi o rilevare particolari anomalie, ma l’escursione si è rivelata comunque proficua, in quanto è stato possibile osservare e fotografare alcuni manufatti che sono forse le vestigia di castellieri liguri o di più recenti attività agricole e pastorali. Circa i megaliti di Village Negro, è possibile che, se non si tratta di formazioni naturali, siano le vestigia di antiche tribù celto-liguri che furono sottomesse da Augusto verso la fine del I sec. a.C. Di là dai misteri reali o presunti di Vence e plaghe circostanti, resta l’aspra, selvaggia bellezza di un paesaggio incastonato tra monti e mare.


Uscendo dall’autostrada a Cagnes sur Mer si segue l’indicazione per Vence. Si oltrepassa il paese, dopodichè il paesaggio si fa pietroso e privo di alberi. Si raggiungono quindi i 960 m circa del Col de Vence. Nei pressi di un maneggio, ove chiediamo indicazioni, si devia a sinistra per S. Bernabè. Poco prima del villaggio, a sinistra, si lascia l’auto in un’ampia area picnic. Si riconoscono subito gli scenari del DVD prodotto dall’associazione ufologica di Vence; siamo, infatti, in presenza di un vasto altopiano interno pietroso, scenario del "duello" fra l’elicottero militare e la sfera luminosa, punto saliente del filmato.

Trattandosi di week end, si incontrano escursionisti a cavallo, famiglie a piedi o in bicicletta, campeggiatori, ma, appena si abbandona la strada asfaltata di qualche centinaio di metri, si è da soli fra le pietraie. In particolare vogliamo raggiungere alcuni megaliti illustrati nel libro degli ufologi francesi. Grazie alla gentilezza di un’anziana coppia di campeggiatori, apprendiamo di essere sulla strada giusta per quello che scopriamo essere denominato “Village Negro”, ammasso megalitico naturale per alcuni, artificiale per altri.

La zona è piena di muretti a secco e di cumuli conici costituiti da pietrame piccolo. Le scritte “privè” ed i cartelli di divieto d’accesso sono frequentissimi ed altrettanto frequentemente vengono disattesi da ciclisti ed escursionisti. Ci spiegano che i muretti servivano per terrazzare e coltivare, ma il terreno è arido, sassoso e scarsamente coltivabile! I muretti servirebbero a dividere gli appezzamenti. Forse alcuni manufatti definiscono allineamenti astronomici.

Village Negro. Dal parcheggio si percorrono 1.200 metri di saliscendi in un paesaggio quasi lunare, accompagnati dai soliti muretti che in un punto sembrano delimitare una strada molto larga, forse un tratturo, ma non terrazzamenti. Sullo sfondo è visibile una specola: pensiamo sia raggiungibile da altri luoghi, perché piuttosto lontana da dove siamo. Notiamo una casa semiabbandonata alla quale è allacciata una linea telefonica che attraversiamo, come suggeritoci dagli anziani. Poco prima dell’elettrodotto, in prossimità dell’ennesimo divieto, abbandoniamo il sentiero e deviamo a sinistra: "Village Negro" è già visibile a 300 metri. I massi più interessanti sono quelli che, impilati, sagomano quasi una sfinge, oltre si vedono altri macigni sovrapposti. Per raggiungerli, bisogna passare sotto un elettrodotto.

L’elettrodotto è potentissimo: passandoci sotto, si ode un ronzio molto forte. Perché costruirlo proprio vicino ai megaliti con tutta l'altopiano a disposizione?

Il paesaggio è interessante, disseminato di muretti a secco e punteggiato da megaliti imponenti su cui domina l’elettrodotto.

Nella zona del “Village Negro” non abbiamo incontrato escursionisti. Non sono presenti cartelli che sottolineino l’importanza del luogo sotto il profilo archeologico, ma solo divieti d’accesso ufficialmente agricoli.

Scendendo dal versante di Nizza il panorama è suggestivo, pur nella sua desolazione. Nei pressi di Nizza, sulla sommità di un colle aguzzo è visibile una coppia di specole. Da notare che, nonostante l’aspetto tecnologico, paiono ergersi su un’antica cittadella fortificata: sembra quella del Deserto dei Tartari.




Saturday, September 26, 2009

Il primo "morto per la suina", ordinaria strumentalizzazione mass mediatica

http://scienzamarcia.blogspot.com/2009/09/il-primo-morto-per-la-suina-ordinaria.html

Il primo "morto per la suina", ordinaria strumentalizzazione mass mediatica


"Presenta uno stato di compromissione generale e malattie di basi importanti - insufficienza renale e cardiomiopatia dilatativa - su cui si è innescato il virus dell’influenza" queste le parole del direttore sanitario del presidio infettivologico di Napoli, Maiorino, riportate anche all'interno di un articolo comparso sul sito de "Il Giornale".

Tale articolo non nega che la morte per influenza H1N1 avvenga su persone già fortemente debilitate, ma la notizia di quella prima vittima (che poi forse non lo è come vedremo in seguito) deve essere data in pasto all'opinione pubblica mettendo in primo piano la morte ed il contagio col virus dell'influenza suina, e poi in secondo piano le vere cause del decesso, ovvero le pre-esistenti gravi condizioni di salute.

Le gravissime patologie di cui soffriva il paziente prima di contrarre il virus non vengono generalmente citate nei titoli dei vari giornalie telegiornali, ma vengono invece spesso spesso messe in secondo piano, per dare maggiore enfasi alla notizia dell'influenza. D'altronde é noto che molta gente legge solo i titoli, e che anche se legge l'articolo, vedere in grande evidenza a caratteri cubitali nel titolo la frase "PRIMO MORTO PER L'INFLUENZA SUINA" ha un grande effetto emotivo, che non viene necessariamente mitigato dalla lettura nel corpo dell'articolo delle notizie che permettono di attribuire un'altra causa a quel decesso.

Ad esempio su TRT - Italia il titolo annuncia la morte mentre l'articolo parla subito delle gravissime condizioni di salute dell'uomo

Titolo dell'articolo: Italia prima morte influenza suina

Inizio dell'articolo: NAPOLI (Reuters) - Il paziente 51enne dalla salute già compromessa ricoverato in ospedale a Napoli dopo aver contratto l'influenza H1N1 è morto questa notte.

E sul sito scienze.tv

Inizio dell'articolo: Influenza suina: primo morto in Italia

INIZIO dell'articolo: NAPOLI -- E' stata una delle concause. Prima vittima dell'influenza suina anche l'Italia. E' morto nella notte il paziente napoletano di 51 anni ricoverato da giorni all'ospedale Cotugno di Napoli. La notizia è stata diffusa dal direttore sanitario dell'ospedale, Cosimo Maiorino attraverso una nota.

E sul corriere.it leggiamo

Titolo dell'articolo: Influenza A un caso a Napoli - L'ospedale: è grave - smentita la notizia della morte del paziente 51enne: "le condizioni sono stabili"

Inizio dell'articolo: Sono molto gravi a causa dell'aggravarsi dell'insufficienza cardiaca preesistente

E qui c'è pure un giallo dentro la mistificazione delle notizie, il paziente é morto? No, successivamente alle notizie riportate dalla stampa su questa "prima morte per l'influenza suina" anche l'ANSA smentisce e si parla di condizioni gravi. Poco importa sapere poi come si siano evolute le condizioni di salute di quella persona (speriamo bene per lo sfortunato signore), sta di fatto che viene annunciata una morte per agitare lo spauracchio di questa influenza (che non è più pericolosa delle altre, come afferma il ministro della salute australiano) per poi passare ad una smentita nella quale l'influenza viene lo stesso associata, nel titolo, all'influenza suina (sempre a caratteri cubitali).

Dalla lettura di alcune di tali smentite apprendiamo che la persona in questione soffriva persino di diabete.

Da notare che riguardo al secondo caso di persona ricoverata in seguito ad infezione dello stesso virus "suino", che era relativamente sana quando é stata colpita dall'influenza, il direttore sanitario Maiorino afferma: "non ha gravi compromissioni e le sue condizioni sono migliorate rispetto al momento del ricovero".

Come giustamente scrive l'amico Pirata Pantani nel suo blog operazione risveglio:

i pazienti in partenza sani tendono a guarire, quelli già mezzi morti muoiono del tutto ... accade anche con la normale influenza stagionale, che nel mondo causa decine di migliaia di morti nel silenzio più assoluto dei media!

Intanto oggi sarà presentato alle Regioni il piano per "fronteggiare" l'influenza, e non si capisce bene come dal 15 di novembre con 8 milioni di dosi riescano a vaccinare il 40% della popolazione (che si aggira sui 60 milioni).

Per ultima una lettura ad un articolo del Dott. Veronesi su Repubblica, il quale giustamente fa notare che "tutti i virus influenzali, quelli che definiamo 'stagionali', causano una lieve mortalità, in media intorno all'1 per mille dei contagiati ..." .

In Italia i contagiati sarebbero circa 1800 fino ad ora, un morto ci può stare?

Evidentemente tutta questa campagna di strumentalizzazione mass-mediatica delle condizioni di salute dello sfortunato signore di Napoli serve a diffondere l'idea della pericolosità dell'influenza per spingere le persone ad accettare una campagna di vaccinazione di massa (che potrebbe anche essere obbligatoria) con vaccini estremamente pericolosi contenenti mercurio e squalene.

Informati leggendo il dossier sul vaccino contro l'influenza suina pubblicato all'indirizzo http://scienzamarcia.altervista.org/suina.html, diffondi e condividi le informazioni in esso contenute con ogni mezzo possibile.

NB: il dossier é in costante miglioramento ed aggiornamento, ed appena possibile cercherò di preparare un file compresso scaricabile che si possa agevolmente distribuire su CD-ROM e chiavetta USB, nonchè una versione stampabile. Data l'urgenza della questione (le vaccinazioni inizieranno a novembre, potete iniziare a diffondere il link e le informazioni contenute in quella pagina con ogni mezzo possibile (segnalazioni sul vostro blog, diffusione via mail, etc.).

Friday, September 25, 2009

Il conteggio dei voli notturni, l'ennesima prova della realtà delle scie chimiche

http://scienzamarcia.blogspot.com/2009/09/il-conteggio-dei-voli-notturni.html

Il conteggio dei voli notturni, l'ennesima prova della realtà delle scie chimiche


Come notare e dimostrare il programma notturno di spargimento delle scie chimiche, un esempio di come sia possibile fare due semplici controlli sugli orari dell'aeroporto più vicino e mostrare ai propri conoscenti la realtà del fenomeno.

Quando faccio osservare alla gente scettica l'esagerato numero di voli aerei nel cielo notturno, visibilmente bassi (come si può notare dalle luci di posizione e dal forte rombo dei motori, che in un semplice calcolo logaritmico indica essere chiaro indizio del sorvolo a bassa quota) che io ovviamente addebito ai velivoli che diffondono clandestinamente scie chimiche (cercando di farsi notare il meno possibile nascondendosi nella notte, almeno fin quando non c'è la luna piena a smscherarli), mi sento prontamente rispondere che si tratta degli "aerei che atterrano ad Orio al Serio" ovvero l'aeroporto più vicino.

La cosa notevole é che la stessa risposta la davano sia le persone che "non credono" alle scie chimiche che quelle che "ci credono", ma che lo stesso non vogliono pensare che la notte ci sia un'attività di irrorazione così massiccia. In effetti gli aerei che vedevamo dal nostro punto di osservazione sembravano volare quasi tutti nella stessa direzione per cui poteva anche essere sensato in teoria, che fossero tutti aerei che atterravano ad Orio (e non che decollavano) però ...

In queste sere d'agosto, nelle quali non si poteva fare a meno di uscire la sera prendere un po' di fresco quei voli si notavano bene, ed erano circa uno ogni due minuti. Mi ricordo in particolare due domeniche successive in cui ho potuto notare (e far notare) questo fenomeno ed in cui ho detto che non possono essere aerei civili che atterrano ad Orio, basta guardare gli orari e controllare che non ci sono poi tanti aerei che atterrano ad Orio. Per altro non si può pensare che dal nostro punto di osservazione si possano osservare tutti gli aerei che atterrano all'aeroporto, ad essere generosi se ne potranno osservare un terzo (ovvero quelli che provengono da rotte comprese entro un angolo di 120°).

In effetti dalle 21 alle 22, orario in cui tutti (credenti e miscredenti) notavamo questi voli così frequenti (diciamo una trentina nel giro di un'ora) ecco quali erano gli aerei che atterravano ad Orio al Serio la domenica (indicata con D negli orari). Faccio riferimento agli orari rilevati ad agosto sul sito di Orio al Serio e che ho registrato mettendoli on line anche a questo indirizzo.

Bari (BRI) - RYANAIR - FR 04705 - Arrivo 21:55 - D
validità dal 29/03/2009 al 24/10/2009

Hannover (HAJ) - TUIFLY.COM - X3 03498 - Arrivo 21:15 - D
validità dal 24/05/2009 al 18/10/2009

Liverpool (LPL) - RYANAIR - FR 04538 - Arrivo 21:30 - D
validità dal 29/03/2009 24/10/2009

Londra Stansted (STN) - RYANAIR - FR 04198 - Arrivo 21:40 - L - Mar - Mer - G - V - D
Validità dal 20/04/2009 24/10/2009

Madrid (MAD) - RYANAIR - FR 05995 - Arrivo - 21:25 - D
Validità dal 12/04/2009 24/10/2009

Pescara (PSR) - RYANAIR - FR 04016 - Arrivo 21:35 - Mer - D
Validità dal 02/09/2009 al 24/10/2009

Roma Ciampino (CIA) - RYANAIR - FR 09465 - Arrivo 21:20 - S -D
Validità dal 26/07/2009 24/10/2009

Il numero totale dei voli in atterraggio é quindi 7 (e non certo 30!) e di questi voli quanti credete che possano essere visti dal mio paese? Se vediamo l'aereo che atterra da Roma potremo mai vedere quello che atterra da Hannover, Londra, Liverpool?

O forse vogliamo inventarci qualche improponibile giustificazione del tipo che gli aerei che vediamo sono tutti aerei aidibiti al trasporto merci che, per chissà quale strana motivazione, adesso volano tutti concentrati nelle ore serali e notturne, con la conseguenza che gli orari di lavoro degli addetti alla catena di distribuzione delle merci sarebbero adesso per lo più serali e notturni? Per carità ...

Sopra il mio paese so per certo che passano in decollo o in atterraggio gli aerei sulla rotta Orio-Catania (perché ci sono salito su alcune volte) ma questo fa escludere che lo stesso succede per aerei che volano da e per il nord Europa. Possiamo quindi supporre, largheggiando, che di questi 7 voli 3 possano essere visibili dal nostro punto d'osservazione. Ma fra 3o e 3 c'è una differenza abissale, un rapporto di 10 a 1!

E se vogliamo fare finta di non avere potuto ben osservare le direzioni degli aerei notturni, se vogliamo mettere in conto anche quelli che potrebbero decollare da Orio potremmo passare da 3 a 6 voli notturni (percepibili dal nostro punto di osservazione), e resterebbero sempre 24 (trenta meno sei) voli notturni a bassa quota la cui presenza sarebbe inspiegabile se non si tenesse conto del programma di spargimento clandestino delle scie chimche, che spesso all'alba lasciano il cielo pesantemente striato.

E che dire degli aerei il cui rombo si ode la notte, a volte anche all'una, le due, le tre di notte? Aerei che atterrano o decollano da Orio? Nell'oraro estivo da me consultato non esiste nessun volo notturno in atterraggio in nessun giorno dellla settimana dalla mezzanotte e cinque minuti fino alle 4.30. A conferma della nozione intuiva che gli aerei civili di norma evitano di volare in piena notte.

I voli per la precisione sono i seguenti:

Santander [Spagna] (SDR) - RYANAIR FR - 04793 - Arrivo 00:05 - G
Validità dal 16/04/2009 24/10/2009

Casablanca (CMN) - AIR ARABIA MAROC - 3O 00517 - Arrivo 04:30 - Mar - G
18/08/2009 20/08/2009

Casablanca (CMN) - AIR ARABIA MAROC - 3O 00517 - Arrivo 04:30 - L - Mer - V
Validità dal 21/08/2009 12/09/2009

... e non mi dite che l'Italia é piena di ricconi che amano pilotare il proprio aereo personale nel cuore della notte.

Nel video qui sotto scie chimiche notturne al chiaro di luna filmate a Galore.